Il sole e i virus

di Olga Samarina

A. CHIZHEVSKIJ SULLE EPIDEMIE

Chizhevskij

All’inizio del XX secolo uno scienziato sovietico, il biologo A. Chizhevskij, avanzò ipotesi sulla causa delle epidemie: egli credeva che lo scoppio delle epidemie fosse collegato ai cambiamenti climatici.

Sin da giovane Chizhevskij  trascorreva il suo tempo osservando il sole studiando le influenze dei  cambiamenti  delle fasi e dell’attività solare sul mondo organico e sulla vita biologica; Egli  condusse anche  ricerche sull’influenza dell’aria ionizzata sugli animali, stabilendo l’azione fisiologica degli ioni negativi e positivi nell’aria sugli organismi viventi, trovando che ioni negativi  li rendono più eccitabili mentre ioni positivi  li rendono più letargici.  Nel 1936 studio  “l’effetto Chizhevskii-Velkhover”  che valutando  variazioni nella pigmentazione di alcuni batteri  consentiva  di prevedere la presenza di emissioni solari pericolose per l’uomo sulla Terra e nello spazio. Le sue teorie sull’influenza del sole sui comportamenti umani gli portarono guai con il partito. A lenin non piacevano le sue idee  che contraddicevano le teorie sovietiche sulle ragioni della rivoluzione russa e  gli fu intimato di ritrattarle. Chizhevskij rifiutò e fu così arrestato e  costretto a passare con  8 anni di lavori forzati nei Gulag sui monti Urali . Riusci a sopravvivere e quando uscii,  Lenin non c’era più e fu in qualche modo riabilitato. 

All’epoca queste idee erano così innovative che non si potevano né provare né rifiutare, ma molti scienziati moderni cominciano a rivalutare il suo lavoro e a considerare la bontà delle sue osservazioni.  Queste  idee ispirarono studi anche  in italia  in particolare con lo scienziato Piccardi   e l’associazione  CIFA ( comitato internazionale di ricera e studio dell’ambiente)

Il mondo microscopico fatto di batteri e virus è molto sensibile  ai cambiamenti che avvengono nell’ambiente (temperatura, insolazione, irradiazioni elettromagnetiche).

micromondo

I cambiamenti  ambientali possono portare alla soppressione di  alcuni tipi di microorganismi, mentre altri  possono trarne vantaggio e proliferare.

Questo sensibilità del micro mondo non ci dovrebbe stupire perchè sappiamo dalla meccanica quantistica che quando si esplora  il mondo microscopico,  o a scale inferiori,  si osservano fenomeni bizzarri che non sono spiegabili dal senso comune. L’infinitamente piccolo non risponde alle stesso modo alle  leggi che governano il nostro mondo, mentre  è molto più sensibile a fattori ambientali anche impercettibili. 

Queste interazioni erano state notate sin dall’antichità; ricordiamo  che la semplice “influenza” deriva il suo nome  proprio per l’effetto (l’influenza, appunto) delle condizioni atmosferiche sull’uomo; nel passato si pensava infatti che le malattie contagiose avessero origine dalle condizioni climatiche o ambientali: secondo la teoria miasmatica sviluppatasi nel Medioevo, l’insorgenza delle malattie era dovuta ad alterazioni della qualità dell’aria.

epidemie

A riprova della bontà delle idee di  Chizhevskij si può portare come esempio  la peste avvenuta nell’epoca di Giustiniano (541-542). Poco prima dello scoppio dell’epidemia ci fu l’eruzione del vulcano Ipalongo nell’America Centrale, e nell’atmosfera erano state immesse migliaia di tonnellate di polvere vulcanica. Possiamo supporre  che questo abbia provocato  un calo delle temperature e di conseguenza bruschi cambiamenti climatici su tutto il pianeta.

Era la prima pandemia registrata nella storia. Secondo le cronache del VI secolo, la peste tornò ben 4 volte, con un intervallo di 15 anni.

L’attività della microflora patogena, come tutto nel mondo, si sviluppa ciclicamente.

Se guardiamo all’ambiente e alle condizioni climatiche  che stiamo attraversando siamo ora in un minimo solare centenario se non millenario e questo, nella storia, è sempre corrisposto alla diffusione di carestie ed epidemie se non al crollo di imperi e civiltà varie.attivitàsolare

Secondo Chizhevskij la causa di  questa  ciclicità  va appunto ricercata anche nell’attività solare, e per questo ha dato il nome allo studio di questi effetti eliotaraxia .

L’attività solare causerebbe  non solo le eruzioni dei vulcani ma anche i cambiamenti nel comportamento umano, le rivoluzioni , le guerre, le migrazioni e le epidemie.-

Questi teorie sono state descritte dallo scienziato  nel suo libro “La Terra tra le braccia del Sole”.

Non ci stupisce che  tante culture abbiano avuto  il culto del Sole!

solePurtroppo, il delirio tecnologico in cui viviamo non lascia alcuna possibilità di tornare a vedere il SOLE come la vera fonte della vita (ma qualcuno pensa persino di oscurarlo, utilizzando il pretesto dei cambiamenti climatici).

link 

eliotaraxia

 

Il metodo Veneto

di Littleflower

PERCHE’ IL VENETO STA’ RISPONDENDO MEGLIO DI ALTRI NELLA LOTTA CONTRO EMERGENZA COVID-19?

regioneveneto

C’è voluta  capacità, intelligenza efficienza e anche un pò di sana fortuna.

In Veneto ci siamo trovati ad affrontare la pandemia con due carte vincenti:

  • Zaia un governatore  dalla mentalità aperta, efficentista che si sa informare e che si sa circondare da tecnici competenti e sa ascoltare i suggerimenti di chi è competente.zaia
  • Presenza sul territorio dell’università di Padova; riconosciuto centro di studi specializzato sull’argomento, dotato di  personale altamente qualificato e con a capo della sezione virologia  un certo Professor Crisanti.  Tecnico  che aveva  le idee ben chiare su come combattere questa epidemia. Dotato di  tanta autorevolezza da imporsi  rispetto alle direttive non sempre efficaci stabilite dall’OMS.crisantiGià dal 22 gennaio quando ancora  il virus sembrava una epidemia esotica molto lontana da noi, il Prof. Crisanti ha messo in piedi presso i laboratori dell’università di Padova  un test di medicina molecolare da fare “in House” cioè  non legato a kit commerciali, ed ha ordinato reattivi per 100.000 testlaboratorio

Sin dal primo contagio nel territorio, il Professor Crisanti ha dato indicazioni chiare :

  • Chiudere tutto per isolare il virus
  • Fare subito piu test possibili per isolare asintomatici.

Seguendo le indicazioni del suo tecnico la regione ha autorizzato in deroga alle istruzione dell OMS  di fare testare quanta piu popolazione possibile  (vedi caso “Vo euganeo” che  è poi diventato un caso simbolo nella lotta contro Covid) utilizzando la motivazione  di progetti di ricerca universitaria.  Questa rischosa decisione si è dimostrata  vincente.

Zaia ha deciso di organizzare da subito un comitato scientifico  composto da esperti locali :

prof. Andrea Crisanti, Dr Mario Saia,  dr.ssa Anna Maria Cattelan,  dr.ssa Evelina Tacconelli, prof. Andrea Vianello, prof. Vincenzo Baldo e Prof  Marco Baiocchi con la consulenza del Prof Giorgio Palu

E stato subito messo in rete il sistema sanitario e sono stati individuati subito :

  • ospedali hub (concentrazione di casistica piu complessa)
  • ospedali spoke (ospedali secondari con casistiche residue
  • ospedali covid  (liberato da attività ordinaria)

sin da subito si è organizzato il sistema degli accessi separati con tende pre-triage per evitare i conatagi in pronto soccorso.pretriage

Sono stati fatti subito settori separati e diagnostiche  dedicate

Sono state mandato indicazione a tutto il personale dell’ospedale di operare come se si fosse in presenza di positivi, quindi alto livello di protezione adottato fin da subito

(nonostante ciò purtroppo abbiamo in veneto  :  135 medici -224 infermieri 104 operatori socio sanitari 62 tecnici di laboratorio radiologi ma comunque meno di quello che è avvenuto in altre regioni)

Il Veneto si è messo in prima linea per la sperimentazione di almeno 6  farmaci per  provarne la validità nel Covid.  In particolare è  stata autorizzazione dell’Aifa  la somministrazione in via precoce ai malati sintomatici dei farmaci sperimentali contro il Covid-19 (come clorochina, idrossiclorochina, e anti-reumatoide) direttamente a casa. Questi farmaci sembrano avere una certa capacità di inibire il virus nei periodi iniziali evitando di mandare persone in terapia intensiva quando possibile.

E’ stato organizzato anche un sistema di pre-terapia intensiva, che sta a mezzo tra i semplici ricoverati covid, e la terapia intensiva. Un’idea che ha avuto il plauso dei tecnici cinesi venuti in visita  presso gli ospedali veneti.

Il Veneto ha emanato ordinanze con limitazioni piu stringenti sia rispetto alla libertà delle persone di spostarsi e sia rispetto  alle attività commerciali.

 


LA REGIONE SI E’ ORGANIZZATA PER DOTARSI DI DISPOSITIVI PER AFFRONTARE LA SITUAZIONE:

Da quando è partita l’epidemia, regione veneto per farsi trovare pronta al momento dell’esplosione dell’epidemia ha acquistato :

376 respiratori

520 monitor

13.000.000 di mascherine ffp2 e ffp3

759 posti letto  per terapia intensiva

sono stati acquisiti i tamponi dall’università di Padova

è stata  acquistata una macchina Olandese in grado di fare 7000 tamponi al giorno per gli ospedali di padova  (ma ne dovrebbe arrivare  un’altra per Treviso)

sono stati acquistati 700.000 kit test rapidi anticorpali  (il veneto è stato in prima linea per la sperimentazione e la validazione di questo tipo di kit)

Inoltre per evitare che il  servizio sanitario regionale andasse in collasso per l’alto numero di  assistiti covid con il peggiorare dell’epidemia, sono stati ripristinati 850 posti letto (non covid) rimettendo in funzione alcune  aree di 5 ospedali dismessi, operazione effettuata dai volontari  della protezione civile alpini nel  giro di una settimana.

A questo si aggiunge che la regione ha distribuito, gratuitamente dei dispositivi di protezione personale (mascherine non cliniche) tramite un servizio di porta a porta effettuato tramite protezione civile e comuni per un totale di 4 milioni di mascherine.mascherine

Per dovere di cronaca ricordiamo a quanto ammontano le forniture di presidi  richieste al governo e quanto finora consegnati :

400 ventilatori                                      ad oggi ne sono stati consegnati solo 123

1.000.000 guanti                                   ad oggi arrivati 294.000

10.000 tute al giorno                           ad oggi arrivate 771 in totale

200.000 mascherine ffp3 al giorno   arrivate in totale 3210

200.000 mascherine ffp2 al giorno    arrivate in totale 152.00

550.000 masc. chirurgiche al giorno  arrivate in totale 650.000

Per la serie chi fa da se fa per tre.

alcuni risultati si possono vedere nelle statistiche :

statistica

 

 

zaiacrisanti

fonti :

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=82077

http://www.ansa.it/veneto/notizie/2020/03/28/zaia-daremo-farmaci-sperimentali-a-casa_e7415e12-7ba3-4067-a373-67216a375bd5.html

https://www.regione.veneto.it/article-detail?articleId=4431367

https://www.regione.veneto.it/article-detail?articleId=4431264

 

I 10 principi fondamentali del’antico pensiero spirituale africano

1) “Coltiva la capacità di distinguere tra reale e irreale. Questo mandato ci impone di pensare per noi stessi e di interrogarci per noi stessi. Dobbiamo imparare a pensare in modo critico e profondo, rafforzando le nostre capacità di ragionamento in modo da poter andare oltre “o / o” conclusioni e comprendere “entrambi / e”. Ciò che è irreale tende ad essere illusorio e temporaneo e lo farà al risveglio o all’illuminazione , scompare o dissipare. Ciò che è reale tende verso l’eterno e l’eterno. In un contesto sociale come il nostro, dove il valore più alto è posto sulle apparenze, sul guadagno materiale e sul consumo, il potenziale di inganno e la distorsione della realtà sarà grande.

2) Coltiva la capacità di distinguere tra giusto e sbagliato. Lo sviluppo della nostra capacità di ragionamento morale è fondamentale per la nostra buona salute. Dobbiamo identificare e articolare lo standard etico che governa la nostra coscienza e comportamento morale. Non possiamo fare affidamento sul livello etico di una società il cui sviluppo fin dall’inizio si è basato sul furto e sul terrore degli altri per guadagno personale. Gli africani in America hanno fatto molta strada negli Stati Uniti guidando la lotta per la parità di diritti civili secondo la legge; non possiamo perdere di vista il nostro ruolo storico.

3) Impara ad essere libero dal risentimento dovuta al ricordo del torto subito. Non dobbiamo giudicare dalle apparenze, piuttosto, dobbiamo guardare oltre le apparenze. Guardando solo con l’occhio fisico, può sembrare che l’universo non sia solo. L’universo è governato dalla legge degli opposti e tutti i processi vitali sono condotti in base al principio della dualità. In altre parole, per conoscere il bene, dobbiamo anche sapere cosa non è altrettanto buono. Per conoscere la vita, dobbiamo conoscere la morte, per conoscere il maschio, dobbiamo conoscere la femmina e così via. Quando arrivano le sfide, che possono comportare lotta o sacrificio, non dobbiamo risentirci, ma considerarle come opportunità speciali per la crescita esatta di cui abbiamo bisogno per raggiungere la padronanza e il bene supremo.

4) Impara ad essere libero dal risentimento dovuto all’esperienza della persecuzione. Pratica il perdono per il tuo bene. In caso di disaccordo, supporre che la mancanza di informazioni stia motivando l’altra parte piuttosto che il malinteso. I nostri antenati hanno capito che nessuno ha il potere di rubare la tua gioia, tranquillità o opportunità di realizzare il tuo bene più grande, a meno che tu non lo dia a loro, perché nessuno può controllare ciò che pensi o senti tranne te. Man mano che manteniamo il nostro potere, ci rendiamo conto che non c’è motivo di risentirci. L’universo è giusto. Ognuno raccoglie ciò che semina. La nostra sfida è seminare solo il bene e quindi solo il bene deve tornare da noi.

5) Credi che la verità possa essere trovata. Cercare la verità richiede coraggio e fiducia, che ciò che verrà trovato sarà di sostegno e “la verità”. Dobbiamo cercare la verità. Impegnati a scoprire la verità, sviluppa la capacità di discernere attraverso molteplici dimensioni, ragione, intuizione, intuizione, rivelazione e sensibilità. Con l’obiettivo di acquisire conoscenza, saggezza e comprensione, chiedi all’universo e l’ordine e le leggi dell’universo richiedono che ci venga data una risposta.

6) Credi che la verità possa essere vissuta. La fede in noi stessi per interiorizzare la verità che troviamo e sostenere la nostra scelta di viverla, è preziosa. Dovremmo uscire di pista, dobbiamo perdonare noi stessi, padroneggiare la lezione da imparare, quindi tornare in pista, essere più chiari, più forti e più impegnati che mai.

7) Abbi fede nella capacità del Potere Superiore di insegnare la verità. Sii consapevole di dove e in cosa si ripone la fede. Tutto ciò che è, è la fede, la nostra convinzione positiva in ciò lo rende tale (anche se in seguito si è scoperto che era un errore, era “reale” al momento). Credere che esista una Forza di Vita Creativa onnipotente, onnipresente e onnisciente, la cui natura è l’amore, la fonte di ogni bene, significa che tutto deve essere nell’Ordine Divino. Dobbiamo fidarci di quella Forza in noi, per condurci al nostro bene più alto e più grande

8) Siate devoti allo scopo di realizzare l’unione con il vostro Divino Creatore. L’auto-riflessione e l’auto-esame critici coerenti e persistenti sono indispensabili. La vita è incentrata sulle lezioni che portano al raggiungimento di un bene sempre più elevato. Nella tradizione culturale africana di saggezza e pensiero profondo, lo scopo della vita è quello di diventare uno con Dio. Questo processo di deificazione potrebbe richiedere molte vite. Con ogni incarnazione scegliamo, con il Creatore e le nostre Guide, esattamente quale contesto ed esperienza sono necessari per avvicinarci al raggiungimento di questo obiettivo. La devozione a questo processo produrrà padronanza e cattiveria, una volta raggiunta l’unione cosciente con Dio, non avremmo bisogno di tornare sulla terra. Potremmo scegliere di tornare per aiutare gli altri o passare ad un altro piano di esistenza. Che crediamo o meno come hanno fatto i nostri antenati, cerchiamo di essere devoti a qualunque scopo della vita abbiamo identificato.

9) Impara a controllare le tue azioni. Pensa prima di recitare. Nessuno di noi è ancora perfetto, anche se sforzandosi, quindi ci saranno momenti di recitazione diversi dal nostro Sé Superiore. Lascia che quei tempi siano lezioni per la crescita. Ciò che pensiamo e sentiamo si riflette nel nostro comportamento. Altri possono (erroneamente) interpretare le nostre azioni in base a ciò che sarebbe vero per loro, ma verificare la congruenza interna tra le nostre intenzioni, pensieri, sentimenti e azioni è molto prezioso. Questa capacità ci richiede di rimanere in contatto con i nostri sentimenti sinceri e portarli alla consapevolezza cosciente, quindi problemi emotivi inconsci o conflitti irrisolti non guidano il nostro comportamento. Lascia che le abitudini che creiamo siano buone, aiutandoci a raggiungere una salute ottimale.

10) Impara a controllare i tuoi pensieri. Dobbiamo essere selettivi dei pensieri che lasciamo entrare nella nostra coscienza e trovare una casa, come lo siamo del cibo che mettiamo nei nostri corpi. Dobbiamo diventare consapevolmente consapevoli di ciò che stiamo assumendo come vero per la vita, la conoscenza, l’universo o qualsiasi altra cosa, perché questi presupposti modellano i parametri del nostro pensiero e del nostro sistema concettuale. I pensieri sono cose. “Come pensa un uomo così è”. Possiamo controllare al meglio i nostri pensieri assicurandoci che i nostri presupposti siano favorevoli e congruenti con i valori e le convinzioni verso cui aspiriamo e desideriamo creare usando il senno (inclusivo di cuore, mente e anima) ragione. Ogni pensiero che attraversa la mente non è necessario possederlo, ma sviluppa la cache che ti permette di fare tesoro della maggior parte dei pensieri. Qualsiasi cosa vada bene … pensa a queste cose “.
(2)
La pratica di questi principi fondamentali comporterà il giusto allineamento di sé come spirito sacro. Questo protegge e sostiene la salute e il benessere.
(3)


(1) Myers, Linda James, “Our Health Matters: Guide To An African (Indigenous), American Psychology And Cultural Model For Creating A Climate And Culture Of Optimal Health.” Columbus, Ohio: Ohio Commission on Minority Health, (2003), p.26. [Mostly quoted with minor changes. Summary, headings and formatting added]
(2) Ibid.
(3) Myers, Linda James, Ph.D. & Speight, Suzette L., Ph.D., “Reframing Mental Health and Psychological Well-Being Among Persons of African Descent: Africana/Black Psychology Meeting the Challenges of Fractured Social and Cultural Realities,“The Journal of Pan African Studies, (2010, June), vol.3, no.8, p. 76.

Il Nihilo

Una visione innovativa dell’etere che può aiutarci a capire le forze che ci circondano e che governano il nostro universo.

Il Nihilo

Tratto dal lavoro di Guglielmo Menegatti

Ex nihilo nihil fit o De nilo nil è una  frase in latino che letteralmente significa “Dal nulla viene nulla” ma come vedremo meglio, è dal  nulla che viene tutto.

Una  “Cosa” esiste perché  ha in se un fattore che la distingue e la identifica da tutto il resto.

Qualsiasi “Cosa” ha un aspetto duale e questo fattore è ipotizzato e riconosciuto da diverse filosofie, religioni ed è intuito anche dalla scienza classica.

E’ proprio la miscelazione di questi  due aspetti, il fattore che caratterizza e identifica le cose. 

La composizione delle due parti, ossia presenza/assenza dei due elementi, è l’essenza che individua una specifica Cosa.

Come  esseri umani siamo in grado di percepire e concepire (potremmo dire che siamo “sintonizzati”) solo con  uno di questi due aspetti, che chiamiamo “materia”; anche se in  realtà non sappiamo bene cosa sia la .. “materia”.

Il nostro organismo (cosi come gli strumenti di misura che abbiamo costruito), è programmato per  percepire la materia in vari modi e il nostro pensiero ne è  completamente assuefatto. L’essere umano vive in questo mondo materiale, che  è in grado di riconoscere e descrivere , e su esso focalizza tutta la sua attenzione.

Ma dobbiamo tener conto, che oltre a quello che i nostri sensi  percepiscono,  c’è tutto il resto che ci  sfugge, una parte con cui possiamo interagire ma che non riusciamo a percepire. Useremo il termine Latino “NIHILO”, che significa “Nulla” per indicare questo …  “tutto il resto”.

E’ difficile descrivere quello che non possiamo  percepire,  vedere, sentire o annusare e quindi identificare.

Nonostante ciò il Nihilo pervade la nostra esistenza, essendo  la controparte, che definisce le caratteristiche e i limiti della materia.

 Il Nihilo è l’elemento fondamentale che non solo governa ma è anche origine e costituzione del tutto. E’ il substrato dal quale scaturisce, agisce e poi scompare tutto ciò che consideriamo come Materia, Energia e Tempo.

Per comprendere questo concetto, possiamo pensare ad uno schermo che rappresenta tutto l’Universo visibile ed invisibile, cioè che comprenda veramente TUTTO. Questo schermo “perfetto” è costituito da un insieme di pixel che  lo riempiono completamente (senza lasciare alcuno spazio o interstizio).  I pixel possono esistere in  due stati: acceso/spento (o positivo/negativo). I pixel accesi rappresentano la materia,quelli spenti sono sfondo, substrato … Nihilo.

rappresentazione simbolica di atomi in due diversi stati

Sia il NIHILO che  la materia sono costituiti dallo stesso elemento primario che ha la possibilità di esistere in due diversi stati, e che possiamo chiamare  “Atomo”.
Gli Atomi del NIHILO sono uguali a quelli che costituiscono la materia ma si trovano in uno stato particolare che definiamo  come “lo stato Zero”. 

L’insieme di questi Atomi”in stato zero” (o particelle elementari) che costituiscono il NIHILO hanno una dimensione finita e costante ” e un comportamento assimilabile  ad un super fluido. La superfluidità è uno stato della materia caratterizzato dalla completa assenza di viscosità, dall’assenza di entropia e dall’avere conducibilità termica infinita e completamente mancanza attrito (in fisica conosciamo per esempio il comportamento superfluido dell’elio liquido) .


Il NIHILO può per certi aspetti ricordare l’Etere tradizionale, si tratta però, di un concetto più ampio, a differenza dell’Etere non è   un semplice elemento veicolante dell’energia ma è anche il responsabile di ogni azione-reazione che percepiamo. E’ preferibile quindi indicarlo con il termine Nihilo per evitare di  generare confusione.
Possiamo paragonare il NIHILO, ad un’enorme vasca riempita di un liquido superfluido; immerse nel fluido esistono tutte le cose che percepiamo come oggetti, creature viventi etc; e ogni cosa ha un suo periodo d’esistenza vincolato al Tempo che è specifico e diverso per ogni cosa. La Materia immersa in questo fluido altro non è che una versione occasionale ed anomala del NIHILO stesso.

Come vedremo successivamente con esempi e similitudini, il NIHILO si comporta come un Super Fluido, che però “non è perfetto” e i suoi “difetti” caratterizzano le sue proprietà dinamiche; una volta compresi i principi che determinano il suo funzionamento, saremo in grado in un prossimo futuro di sfruttare questi elementi in varie applicazioni tecniche.

Negli esempi che andremo a fare, faremo spesso un analogia tra “Nihilo” e la parola “Acqua”, questo perchè l’acqua è un elemento che oltre ad esserci familiare e far parte della nostra esperienza quotidiana, possiede molte proprietà in comune con il NIHILO.

Dobbiamo considerare che il NIHILO, ossia questa vasca-Universo, è dotato di una sua Gravità, che funziona esattamente come la fisica classica insegna, ben definibile nell’orientamento o meglio nella direzione della sua forza.

L’Universo si comporta come l’acqua sottoposta alla Gravità terrestre: come avviene in un qualsiasi bacino, la gravità crea un gradiente di pressione in funzione della sua profondità.
http://www.crestsnc.it/divulgazione/media/idropdf/testo03.pdf

Rappresentazione ipotetica del nostro Universo, i vari livelli indicati con L(x) determinano il Gradiente Gravitazionale e quindi la Pressione locale.”

Nell’immagine vediamo evidenziati i diversi gradienti di pressione locale. Ogni livello dispone di un suo “Tempo Unitario”, cioè il Tempo è uguale per la superficie completa di quel gradiente gravitazionale.

In definitiva L1, L2, ecc. rappresentano differenti pressioni nella vasca d’acqua e nell’Universo stesso.
Queste pressioni diverse sono appunto il gradiente di pressione che è in relazione con la profondità o se preferite con l’altezza della vasca e quindi dell’Universo.
Per dirla in un altro modo: l’Universo ha tempo uguale su ciascuna delle superficie di ogni livello ma il tempo cambia in funzione della profondità per cui L1 e L2 hanno tempi diversi.

Ogni livello “L” ha dimensioni enormi per cui dal nostro punto di vista il tempo del NIHILO ci appare come se fosse uguale in tutte le direzioni.
Il concetto però di Gradiente Temporale è importante e non deve essere dimenticato perché ci consente di comprendere molti meccanismi e comportamenti che la fisica ordinaria non riesce a spiegare.
Ad esempio un qualsiasi corpo posto in rotazione è in realtà un’imitazione, seppur in piccolo, dell’intero Universo e la teoria dei Gradienti si occupa anche di questa cosa.
La stessa forza di Gravitazione dell’Universo potrebbe essere generata dalla rotazione su un asse determinato, si veda questo studio: RotazioneUniverso.pdf

L’universo è orientato rispetto ad assi universali che sono punti di riferimento stabili e vincolanti non solo per la Materia ma per tutto ciò che esiste. La forza della “gravitazione universale” può essere identificata tramite dei vettori direzionati stabilmente rispetto a questi assi.

   Fabio Mosca è un assiduo, appassionato e cocciuto ricercatore indipendente, sconosciuto o meglio ignorato dalla scienza ufficiale. E’ un tecnico estremamente esperto nel campo delle onde radio, antenne e strumenti di misura. Per decenni ha eseguito puntuali sperimentazioni e misurazioni con strumentazioni autocostruite o modificate, molto sensibili ed efficaci nella loro semplicità di materiali. Purtroppo tutto questo lavoro non è stato capito e preso nella giusta considerazione, anzi il ricercatore è stato spesso contestato e deriso. Fabio Mosca con i suoi strani strumenti ha fatto misure molto attente sulle proprietà del gradiente gravitazionale riportandole in questo breve PDF . Fabio Mosca ritiene di misurare un fenomeno che ha denominato “vento eterico”.

Abbiamo detto che il Nihilo si differenzia dall’etere per il fatto che ha delle proprietà aggiuntive e non è quindi un semplice elemento di supporto alla movimentazione dell’energia, ma per certi versi si comporta come un ” fluido”.

I “difetti” di questo fluido sono molti, per prima cosa, esso sembra avere un atteggiamento che potremmo definire come “timido” o come “esageratamente gentile”.
Si comporta infatti come quelle persone educate che consentono agli altri di passare per primi quando ci sono porte o passaggi stretti o comunque limitanti l’accesso (e questo è una  conseguenza dei fenomeni di  capillarità e dell’effetto Casimir).

Iniziamo ora a descrivere il comportamento dinamico del NIHILO, con un esempio apparentemente banale ma che rispecchia la realtà.

Consideriamo la nostra Vasca piena d’acqua, possiamo immaginare di immergere un dito e fare un buco nel liquido; il buco però è solo un effetto temporaneo, perché appena togliamo il dito il buco scompare, immediatamente riempito dal liquido circostante.
Il corpo introdotto nel liquido, va ad alterare l’equilibrio iniziale del sistema liquido-vasca, quando si togliete il dito il sistema tende rapidamente e automaticamente a riportarsi al naturale equilibrio, e cioè alla situazione iniziale.

L’Universo con il suo fluido “NIHILO” reagisce esattamente come l’esempio dell’acqua; se qualcosa interviene per modificare un equilibrio iniziale, esso farà tutto ciò che è possibile per ripristinare la situazione precedente al disturbo, opponendo un’azione contraria.  In definitiva  il Nihilo è l’attore responsabile per la terza legge della dinamica che andrebbe così completata: “Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria .. messa in atto dal NIHILO”.
  
Il NIHILO  è dunque l’elemento agente che tende a mantenere in equilibrio il sistema Universo, e si oppone alle modifiche del suo stato e e reagisce ad ogni azione con una reazione speculare e contraria cercando di ripristinare lo stato precedente.

Nei libri di  fisica classica  troviamo enunciato il principio di Conservazione dell’Energia.
Questo principio ci dice che se lanciamo un oggetto nello Spazio cosmico, questo oggetto continuerà a spostarsi in quella stessa direzione, con velocità costante per l’eternità;

La fisica classica spiega che essendo lo spazio “vuoto”, non c’è dissipazione di energia  per attriti o altre cause e in definitiva l’oggetto conserverà la sua energia per sempre (o fino a quando non incontrerà un ostacolo).

Questa spiegazione non tiene conto del fatto che il nostro oggetto è immerso nel Nihilo, e in realtà c’è una  spiegazione  molto diversa. Per comprendere che cosa succede realmente immaginiamo  una barca che si muove su  un lago.

Quando la barca si sposta e lascia dietro di se un vuoto o meglio un buco,  che l’acqua  stessa, richiuderà rapidamente. L’acqua dunque nell’azione di riempire il buco spingerà  indirettamente e involontariamente  la barca nella stessa direzione del moto.

Nello spazio avviene la stessa cosa ma con la differenza è che al posto dell’acqua opera  il  fluido che  abbiamo chiamato  “NIHILO”.
Non si tratta quindi di conservazione dell’energia ma è semplicemente un azione “meccanica” dello Spazio stesso (NIHILO) che rinnova continuamente la spinta.

Le azioni di riequilibrio che accadono in una vasca d’acqua non sono molto diverse da quelle che avvengono nello Spazio/Nihilo.  Pochi sanno che nelle gare di nuoto è vietato rimanere immersi per più di 15 metri. In alcune discipline come quella con lo stile: “dorso” la spinta iniziale che si imprime con le gambe può essere fondamentale per la vincita della corsa perché l’energia del “vuota-riempi” opera come un vero motore.
http://www.nuotomania.it/nuototecnica6.html

Dopo questa spiegazione risulta facile capire cosa è e come funziona veramente l’Inerzia.
Per riferirci ancora all’esempio della barca si consideri che inizialmente per muovere la barca si deve dapprima creare  anteriormente  un buco nell’acqua. Sarà quindi  necessario spostare una massa d’acqua equivalente al volume immerso della barca.
Quando invece fermeremo la barca riceveremo l’equivalente della spinta iniziale perché il blocco della barca non può fermare la spinta che è in atto nell’acqua.

Il NIHILO però non agisce istantaneamente e per quanto esso sia velocissimo il buco nell’acqua rimane aperto per un certo “tempuscolo”, il tempuscolo ci aiuterà a capire l’importante concetto di “sfasamento” che sarà spiegato più avanti.
  
L’esempio della barca oltre a dimostrare la presenza di un fluido che attivamente partecipa nel movimento mostra anche come agisce il Nihilo per riequilibrare la situazione attraverso il metodo chiamato “Trasferimento”.
In sintesi si ha “trasferimento” quando l’oggetto stesso è il ricevitore della risposta diretta o indiretta proveniente dal NIHILO.

Nell’esempio della barca è intuitivo capire come si comporta il fluido Nihilo. Vediamo ora l’ esempio più “solido” di un sasso lanciato che impatta con il terreno o con un altro ostacolo; in questo caso, il sasso impatta contro una superficie solida e crea un buco nel fluido-Nihilo  non visibile ai nostri sensi, e il  NIHILO stesso poi provvederà a riempire.
L’azione dirompente del sasso non proviene quindi dal sasso stesso ma dall’Energia riequilibrante del NIHILO.
Il concetto appena espresso è di fondamentale importanza e se compreso consentirà un livello più elevato di analisi dei processi fisici.    E’ importante comprendere che gli effetti che noi verifichiamo o misuriamo non sono mai il prodotto di un’azione diretta fra due oggetti ma sono sempre il risultato dell’azione riequilibrante del NIHILO.
Una palla di cannone che urta un ostacolo rappresenta semplicemente una parte del processo distruttivo perché essa innesca un’azione riequilibrante del NIHILO che poi agisce realmente facendo crollare la casa.

 Tutta la fenomenologia fisica è soggetta alla regola della dualità: gli elementi che devono concorrere alla produzione di qualsiasi cosa o fenomeno sono sempre due, il risultato della combinazione dei due da origine ad  un terzo elemento di durata transitoria che è conseguenza dalla reazione e che prima non esisteva (la combinazione di  due elementi genera la nascita di   un nuovo elemento, vedi “ terza forza“).
 Ad esempio una tensione elettrica è l’innesco indispensabile per ottenere energia, l’energia è prodotta da una corrente e la corrente è generata dall’azione riequilibrante proveniente dal NIHILO. In sintesi la corrente è ancora il NIHILO e l’energia è una funzione del Tempo.
   Se è vero che l’energia è una funzione connessa al Tempo deve essere vero che l’energia non ha un valore assoluto ma un valore relativo; possiamo aggiungere che almeno per similitudine (e se vale la regola della dualità) si può dedurre che una tensione è l’inverso speculare di una corrente 🙂  

La “pulsazione”.  

 La parola “Pulsazione”ricorda un movimento ritmico e ripetuto.     La “Pulsazione” non e l’onda ma e la causa che genera l’onda.
  
Un movimento ritmico o impulsivo, sia di tipo meccanico che elettromagnetico può essere la causa generatrice delle onde. La forma dell’onda e/o del suo fronte sono dipendenti dalla forma e velocità del “Pulsore” e quindi non esiste una propagazione o una forma standard dell’onda.

S’immagini di inserire e poi estrarre in maniera ritmica e continua un cilindretto in una vasca con dell’acqua. Intorno al cilindro si formeranno delle onde che si sposteranno verso la periferia del recipiente.
Se sostituiamo la forma cilindrica con un’altra forma, ad esempio un parallelepipedo non produrremo le classiche onde circolari ma onde che pur essendo in sequenza saranno di forma quadra e ancora: se useremo una lamina produrremo onde parallele con direzione determinata, ecc.

Il generatore di “pulsazione” crea una perturbazione e il NIHILO risponde generando una seconda pulsazione che ha forma speculare e direzione identica alla perturbazione d’origine.

La continua e ripetitiva controreazione del NIHILO nel ciclico tentativo di riportare la situazione in equilibrio, creando un movimento di tipo elastico.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è PendoliAccoppiati.gif

Un’onda è il risultato dei singoli Atomi che spingono gli Atomi vicini e che a loro volta spingono i loro vicini; è una reazione a catena che si propaga nelle tre dimensioni spaziali e senza alcun trasporto di Materia.

Le onde  non sono continue e il moto di un’onda è solo apparente, ma allo stesso tempo è in grado di essere il mezzo che permette di spostare energia. In pratica si può utilizzare il NIHILO come mezzo di trasporto.

Osservando un onda molto ingrandita vedremo dunque una serie di punti che si sollevano e si abbassano mantenendo però quella distanza fissa che è pari alla dimensione del granulo stesso.

La novità che vogliamo introdurre con questo concetto di “Pulsazione”, è che quanto avviene è prodotto da un’azione del NIHILO, quando viene stimolato non da un’onda ma da una perturbazione , che può avere qualsiasi forma (non obbligatoriamente simmetrica) e delle variazioni di velocità durante il ciclo (sia irregolare che impulsivo)

possiamo immaginare che il comportamento del Nihilo sia molto simile a questo movimento dell’acqua

Conoscendo i dettagli d’azione appena spiegati è possibile progettare con maggior stato di “coscienza” qualsiasi dispositivo tecnologico.

 Il NIHILO reagisce sempre e comunque a qualsiasi azione che perturba il suo stato con una contro azione di segno contrario.

La distinzione fra “pulsazione” e “riempimento” ci consente di comprendere meglio il funzionamento di alcuni dispositivi tecnici come ad esempio un motore elettrico o un apparecchio elettrico qualsiasi.


Ci piace ricordare che anche Tesla parlava di questo argomento. Tesla ha espresso la sua opinione riguardante l’Etere nel suo documento “Man’s Greatest Achievement” pubblicato agli inizi del 1900 da cui abbiamo estratto una parte del suo pensiero.

…… molto tempo fa l’uomo ha riconosciuto che tutta la materia percettibile deriva da una sostanza primaria che ha una sottigliezza oltre la concezione la quale riempie tutto lo spazio.
Chiamata Akasa o Etere luminifero la sostanza agisce come vivificante o forza creativa la quale con cicli senza fine produce tutte le cose e i fenomeni che percepiamo…..

Quando l’uomo imparerà a controllare questo grande e più imponente di tutti i processi in natura egli potrà sfruttare le sue energie inesauribili……

……Allora riuscirà a creare e annientare la Materia, oppure farla aggregare secondo il suo desiderio.

DUALITA’

Tutto quello che ci circonda ha un aspetto duale. è la combinazione dei due opposti che origina l’elemento nuovo, ossia la creazione…

di Guglielmo Menegatti

L’ argomento dualità mi ha sempre affascinato, vi ho dedicato moltissima tempo ed attenzione. Ho fatto ricerche su questo argomento non solo sotto l’aspetto religioso e filosofico ma anche per quello tecnico-scientifico.

La mia teoria sulla dualità è riportata in alcune parti del sito dei Gradienti temporali, in particolare dove si parla di  “Gravitazione Universale”,  nella parte in cui si parla di “Terza forza”.

Ogni cosa esistente, anche la nostra coscienza, è costituita da due parti simmetriche e speculari. Le due parti però non sono perfettamente uguali e una parte prevale in piccola misura sull’altra.

Per circoscrivere il discorso alla questione inerente il risveglio della coscienza si può riassumere  così:

La liberazione interiore corrisponde alla presa di coscienza che ciascuno di noi è costituito da due parti distinte e indipendenti.

La stessa cosa espressa in modo figurato può essere immaginata pensando ad una coppia formata da un maschio e da una femmina, in altre parole in ciascuno di noi convivono due persone di sesso opposto.

Normalmente durante la formulazione dei nostri pensieri usiamo solo quella parte che in noi è prevalente.
La presa di coscienza dell’esistenza della dualità interiore, comporta la nascita
immediata di un terzo componente e cioè noi stessi nella nostra vera e reale essenza.

Quindi si potrebbe dire che la nostra consapevolezza, o meglio quello che ritentiamo di essere è  il risultato della modulazione ed interferenza tra due opposti.

Immaginiamo di essere un giudice che  ascolta i testimoni e poi valuta il tutto prima di emettere una sentenza.

Nell’istante in cui l’individuo  ammette l’esistenza della dualità  può diventare giudice e arbitro  di se  stesso e agire come fa un re che ascolta i suoi consiglieri prima di prendere qualsiasi decisione, non piu’ in modo automatico ma nel controllo della situazione.

La ricerca della libertà si sviluppa  all’interno all’individuo tramite un percorso che gli permetta di  riconoscere il suo aspetto duale. Egli inizia  a essere  in controllo delle sue decisioni e non piu’ una nave trasportata dai venti.

Ma un uomo non può essere libero o insegnare come divenire libero se è  dipendente dagli altri. La ricerca della libertà passa anche attraverso  la capacità di rendersi indipendenti.
Le  tecniche per vincere la paura e per diventare indistruttibili non appartengono però al solo pensiero, ma anche alle cose banali.

Vi sono alcuni concetti che sono stranamente comuni e diffusi in tutte le religioni e filosofie del mondo, vediamone alcuni e cerchiamo di approfondirne  il senso:

La parola greca “Logos”
Logos ha due significati che sono intimamente legati: “Ascoltare” e “Tradurre il pensiero in parole o azioni”.
In definitiva il concetto di Logos si può interpretare in questo modo: “Ascoltare prima di agire”.

La dottrina dei “contrari”.
Eraclito probabilmente è stato il primo a tentare una codifica razionale e sintetica del concetto moderno di Dualità, concetto che ha comunque un origine precedente e lontanissima nella storia degli uomini.
Secondo Eraclito la principale legge della vita è rappresentabile con due elementi che sono opposti e contrari, elementi che però appartengono alla stessa unità e quindi pur essendo in continua lotta e contrapposizione non possono separarsi o essere separati.

Atarassia
Generalmente è definita come filosofia ma è in realtà è costituita da una serie di metodi pratici per il raggiungimento della pace interiore e la conseguente felicità.
L’origine della parola Atarassia e dal greco antico e la traduzione che è più vicina al significato primigenio è “tranquillità”.
Atarassia può anche essere definita come un metodo per annullare il dolore.

Estrapolazione.
Tramite la fusione o singola enfatizzazione dei concetti di Logos e Atarassia è possibile estrapolare le fondamenta di qualsiasi pensiero filosofico e religioso che conosciamo.

Metodi per il risveglio di se stessi

Apatia
Prima ‘d’iniziare la descrizione di qualche metodo pratico devo forzatamente citare l’Apatia perché questa scuola di pensiero è fondamentale alla nostra cultura cattolica ma anche perché essa è funzionale, seppur indirettamente, al risveglio di noi stessi.
L’Apatia può essere più facilmente compresa se si associa o si sostituisce il suo nome con la parola: Provvidenza.
L’insegnamento di base consiste nel mantenere uno stato d’indifferenza (impassibilità) rispetto agli eventi.
L’indifferenza ha come risultato un esito positivo e quasi sempre risolutivo della situazione.
Per un approfondimento si ricerchi in internet anche “Stoicismo”.

Il meccanismo che rende utile l’Apatia è molto semplice e consiste nell’uscire ed estraniarsi dalla disputa “duale” che s’innesca all’interno di noi stessi per ogni evento traumatizzante.
In altre parole si deve affidare senza interferire ai due elementi che costituiscono la nostra personalità la ricerca di una soluzione di quel problema che è contingente.


Un testo sapienziale di qualsiasi origine contiene sempre delle appendici anomale; sono proprio queste appendici che consentono l’interpretazione e la valutazione della qualità dell’insegnamento che il testo vuole realmente comunicare.
Imparare a riconoscere queste variazioni di tema o appendici anomale, non è difficile. E’ sufficiente sapere che esistono e che si tratta di un normale metodo  con il quale si esprimevano e trasmettevano gli insegnamenti  gli antichi uomini di conoscenza.
Questo metodo consentiva di celare in un racconto l’insegnamento a chi non aveva raggiunto il giusto grado di evoluzione, un metodo per “non gettare  perle ai porci”.

Prendiamo per esempio questo  brano dal  vangelo di Giovanni capitolo (8.5)


Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa.
“Tu che ne dici?”.
Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo.
Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito in terra.
E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro:
“Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”.
E chinatosi di nuovo, scriveva per terra.
Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.
Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo.
Alzatosi allora Gesù le disse:
“ Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”.
Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”.
E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno; va e d’ora in poi non peccare più”.

L’appendice anomala di questo brano, che sembra una cosa fuori contesto, stà nella frase peraltro ripetuta due volte:


..Gesù chinatosi scriveva col dito in terra…”


Frase che sembrerebbe non avere alcuna rilevanza rispetto al senso della storia.

Ora anche se non hai immediatamente disponibile la chiave interpretativa di ciò che l’appendice vuole comunicare almeno si capisce dove si deve concentrare la propria attenzione e ricerche.

Il concetto di “dito” e “terra” rappresenta un’azione rigenerativa di tipo meccanico che è possibile applicare al proprio corpo. Una specie di massaggio. Questo argomento  merita un lungo discorso di approfondimento che non può essere affrontato qui.

Il primo passo verso la conoscenza stà  proprio in un’analisi attenta della congruità dei fatti che sono narrati facendo attenzione di  applicare  il seguente concetto: “Se anche una sola parte di un insegnamento o di un testo che si presume sapienziale, non è vera, anche  tutto il resto dell’insegnamento potrebbe essere falso.

Con un po’ di pratica e usando la stessa tecnica delle appendici anomale sarà  abbastanza facile riconoscere gli insegnamenti falsi o mal ricopiati da quelli veri.

Siberia misteriosa

Esistono luoghi sulla terra che nascondono inspiegabili misteri. Si trovano normalmente lontani dalla civiltà e dalle rotte frequentate, al riparo da occhi indiscreti e a volte sembrano godere di speciali protezioni che ne preservano l’integrità . In questi luoghi gli abitanti raccontano di avvenimenti inspiegabili, di ritrovamenti bizzarri e di incontri impossibili.

La Siberia con le sue terre sconfinate fatte di foreste, tundre e montagne quasi disabitate, è un luogo impervio magico e misterioso, dove miti, spiritualità, leggende e fantascienza sembrano incontrarsi.

In Siberia viene ancora praticato lo sciamanesimo e vi sono molti luoghi considerati dalle popolazioni locali: luoghi di potere.

  1. Un esempio è il lago di Bajkal, famoso per essere il più profondo lago al mondo, il cui nome significa “mare sacro”; il lago si trova in una zona vulcanica. Si dice che proprio per la presenza vulcanica il tempo in questo luogo scorra in modo anomalo ed esistano addirittura dei varchi dimensionali a causa dei quali le persone spariscono .

2. In una parte remota della regione di Krasnoyarsk, c’è una zona chiamata “cimitero del diavolo“, dove si dice che i pastori nel loro errare si siano imbattuti a volte in zone con presenza di molte carcasse di animali morti misteriosamente, e che chi si avvicina spesso accusa forti dolori alla testa, ai denti e allo stomaco, inoltre spesso bussole e orologi in questi luoghi vanno in tilt.

3. Questa zona non è lontana da dove nel 1908 avvenne l‘evento di Tunguska , una spaventosa esplosione che ha causato devastazione per decine di kilometri di foreste, con alberi e animali rasi al suolo, e la cui causa non è ancora sicuramente identificata .

4. A Mirny una città della Repubblica di Sakha-Yakutia c’è una zona chiamata “Death valley” (la valle della morte); alla fine del XIX secolo il famoso naturalista ed esploratore russo Richard Maack raccolse e registrò alcune storie raccontate dalla gente del posto sugli strani fenomeni che si verificavano in questo luogo.

I nativi Yakuti hanno tramandato una leggenda detta “Oloncho” in cui si parla di strani eventi drammatici accaduti nella foresta della taiga.
Si racconta di uno strano uragano con bagliori nel cielo che porto’ morte e distruzione, seguirono terremoti e strani scoppi lampi ed esplosioni di fuoco.

Si racconta che a seguito di questi avvenimenti ai sopravvissuti toccò una sorte triste, si verificò una strana epidemia che portava alla perdita di capelli e la pelle si ricopriva di vesciche. Questa malattia fu trasmessa anche alle generazioni successive dei sopravvissuti.
lo scienziato naturalista Rihard Maack inviato per investigare trovò parecchia difficolta, perchè nessuno voleva accompagnarlo in quei luoghi considerati maledetti.
quando trovò delle guide che acconsentirono ad andare nella zona, si trovarono di fronte a delle strane costruzioni di cui fece dei disegni. Trovarono una scala che conduceva a delle stanza metalliche sotterranee.


il racconto a questo punto diventa inquietante, infatti si dice che visitando queste stanze sotterranee videro delle strane creature umanoidi con un
occhio solo, vestite da abiti metallici. Alla vista di questi presunti corpi fuggirono spaventati.
all’interno di queste stanze la temperatura era mantenuta calda, ma non ci si poteva trascorrere molto tempo, perchè insorgevano problemi di salute con sintomi di vomito nauesa vesciche della pelle e caduta di capelli.
Maack rilevò anche una strana anomalia, l’erba e gli arbusti che circondavano il manufatto erano molto più alti delle stesse piante che erano a una trentina di metri di distanza.
Le guide locali sostenevano che durante l’inverno le pareti dei calderoni erano calde. Maack descrisse anche il ritrovamento di una strana roccia nera che aveva una superficie levigati in grado di tagliare il vetro. Purtroppo questa pietra fu persa durante l’attraversamento di un fiume .


Maack ha fatto degli schizzi degli strani oggetti a forma di disco incontrati nella sua visita. Lo scienziato chiese di rimuovere questi dischi perchè si era reso conto che a causa del peso e del calore stavano affondando nel permfrost; avrebbero dovuto essere estratti per essere preservati per le generazioni successive.
Purtroppo la richiesta fu ignorata probabilmente per mancanza di finanziamenti adeguati.
Nel 1949 il parlamentare Koreckiy visito queste zone alla ricerca dell’oro. Anche lui raccontò di avere trovato questi calderoni e di esserci addirittura entrato.
Ha raccontato che un suo amico che era con lui ha poi perso tutti i capelli nei tre mesi successivi. e lui che aveva dormito con la testa appoggiata sul
metallo, si è ritrovato con la testa coperta da noduli dolorosi di diversi millimteri che non è riuscito piu a guarire .
Koreckiy ha provato a prelevare un pezzo del disco ma era impossibile da scalfire.
Ci sono stati pochi tentativi di ritrovare i dischi anche perche la cosa è piuttosto difficile a cause del clima estremo e la posizione desolata. anche se
sembra siano stati avvistati dei dischi da aerei che volavano a bassa quota.

Chi si è inoltrato a piedi racconta di aver scoperto diversi piccoli laghi perfettamente rotondi in quella regione.
spesso gli esploratori che visitano la valle della morte provano gli stessi sintomi con mal di testa nausea e vomito, inoltre sono stati rilevati con il contatore
geiger livelli di radiazione elevata. La valle della morte rimane ancora uno dei misteri siberiani irrisolti…

5. Si ritiene esista un tempio di Hanuman sotto un lago siberiano.

In una zona vergine e remota della Siberia nella regione di Urzhum, vicino ai fiumi Ob e Irtysh, c’è un lago che prende il nome di Shajtan. Il nome di origine Tataro significa lago del diavolo. (ma a dire il vero la parola shaitan significa diavolo anche in arabo e in ebraico)

Per la verità, i laghi in questa zona sono 5 , e pare si siano creati in seguito alla caduta di un meteorite che si è spaccato in 5 parti. Secondo la leggenda, i laghi sono alimentati dallo stesso fiume sotterraneo.
Il lago più misterioso dei cinque è proprio Shajtan. Questo profondo lago ovale, circondato da fitte macchie di foresta, non è esattamente il luogo preferito dalla gente del posto. Nessuno nuota o pesca nelle acque di questo lago, che gode di una pessima reputazione.
Sullo specchio d’acqua si possono infatti intravedere piccoli isolotti di alberi ed erba che si muovono sulla superficie del lago. Da sotto la superficie, poi, sgorgano degli zampilli tipo fontanelle che causano un basso ma percettibile ronzio che si diffonde anche nel profondo della foresta.

Sotto la superficie del lago ci sarebbe una serie di insenature, grotte e cavità che, con il mutare dei fondali e alcuni crolli avvenuti, causerebbero dei forti cambiamenti di pressione. Occasionalmente questi potenti cambiamenti di pressione creerebbero quindi delle fontanelle che raggiungono addirittura i 10 metri di altezza.
Questi flussi e gli spostamenti naturali che avvengono nel lago sarebbero anche all’origine degli isolotti galleggianti che ogni tanto si vedono passare sulla superficie.

L’acqua è considerata curativa; resta fresca per anni e cura un’infinità di disturbi. Il lago ha un doppio fondo. Il primo fondale si trova a un metro e mezzo dalla superficie dell’acqua ed è costituito da alghe.Ma la vera profondità del lago è ancora sconosciuta.


E’ difficile arrivarci perchè si tratta di un luogo di potere, gli strumenti di navigazione non sono d’aiuto, oppure, semplicemente, i sentieri scompaiono all’improvviso. Gli abitanti del vicino villaggio Okunevo, sito sulla riva del fiume Tara, credono che quando sopra al lago si addensano nuvole viola è meglio stare alla larga. Si dice che siano state viste impronte lunghe 90 cm appartenenti a strani esseri forse “bigfoot” . A volte sopra il lago si possono vedere due soli anziché uno.
Nel villaggio si racconta che alla fine della Seconda Guarda Mondiale, nel 1945, i bambini che giocavano sulla riva del fiume, videro apparire dall’acqua tre donne di una statura gigantesca. Scapparono e raccontarono il fatto ai genitori, ma nessuno ci credette. Nel 1947 però, una maestra della scuola elementare udì all’improvviso il tintinnio delle campanelle. Alzà gli occhi a cielo a vide passare nel cielo …dei cavalli di una bellezza inaudita.
Nel 1963 sempre i ragazzi scavando nel paese trovarono due lastre lucidate a specchio, di colore grigio chiaro, che probabilmente facevano parte di un edificio di natura sconosciuta, o forse di un tempio.

Luci nel cielo e altri strani fenomeni in quella zono sono talmente abituali che ormai nessuno ci fa caso. I cacciatori sono convinti che da quelle parti ci sia un passaggio verso un mondo parallelo; è capita che qualcuno sia scomparso per diversi giorni, qualcuno è scompare per sempre.

La spiegazione scientifica, colpevolizza le alghe che crescono in abbondanza e che si trovano sulle rive. Si ritiene che possano sprigionare un gas allucinogeno, che spiegherebbe gli avvistamenti e le lacune “temporali”. Questa ipotesi non convince nessuno, anche perché ci sono molte foto delle impronte dei “Bigfoot”.
Ma la cosa più stupefacente che riguarda il lago Shajtan riguarda la credenza che sul fondo del lago si trovi la leggendaria città di Hanuman, la divinità induista.

Nel 1989 arrivò in zona, una donna lettone di nome Rasma Rositis, seguace di Sri Babadji (Sai Baba). Lei venne per volontà del suo maestro convinto che l’antichissimo tempio di Haniman si trovasse da quelle parti. Rasma piantò una tenda sulla riva del fiume Tara, e per 4 giorno pregò e ha digiunò.- Al quinto giorno vide una luce diffondersi attorno, vide dei veicoli di luce e sentì una musica celestiale.
Anche Sai Baba affermava che il tempio di Hanuman si trovasse in Siberia. Secondo la leggenda nel tempio era custodito un tesoro: un cristallo che conteneva la memoria e le conoscenze delle civiltà preistoriche, le nozioni sugli altri mondi ed altre dimensioni. Il cristallo conserverebbe anche la salvezza dai futuri cataclismi. Vicino a Okunevo fu fondato un piccolo ashram dove si svolgono dei riti induisti.

I geofisici hanno trovato in zona due tipi di aree anomale. Nelle aree del primo tipo c’è un irradiazione elettromagnetica naturale molto bassa: la vegetazione è quasi assente, le persone avvertono stanchezza e depressione. Nelle aree di secondo tipo (l’irradiazione elettromagnetica sopra la norma) ci sono zone di tipo e (A) dove si sta bene e passa la stanchezza, e zone di tipo (B) dove sono state registrate strane oscillazioni assolutamente incompatibili con il tipo di località, simili alle oscillazioni meccaniche di grandi megalopoli. Ci sono anche delle anomalie gravitazionali proprie ai forti giacimenti di ferro (che qui non esistono). Al momento non ci sono altre ricerche.
Alcuni ricercatori siberiani ipotizzano che circa 300 mila anni fa sul territorio della Sibera esistesse una civiltà evoluta dove sarebbero nate molte religioni del mondo; successivamente, il suo posto prese una potente civiltà proto-slava, con una città situata sulla confluenza dei fiumi Ob (anticamente Om) ed Irtysh (anticamente Iriy). Lo conferma un’antica fonte scritta, “Il libro di Veles”. Secondo il prof. V.Matiuschenko (“La storia antica della Siberia)”…è lì che fu composta la Mahabharata, le cui immagini e i personaggi sono circondati dai paeseggi di qui. Probabilmente, quella è la culla degli indo-ariani, una parte dei quali poi se ne andò nel sud dell’Asia,in Indostan.”

fonti:

https://www.facebook.com/groups/572052359528005/permalink/2764037383662814/

https://it.rbth.com/turismo/81416-tre-luoghi-russi-paranormali

https://1baikal.ru/en/istoriya/strashnaya-sila-doliny-vulkanov

http://tunguska-siberia.blogspot.com/

Storia della medicina passata e futura

VACCINO

Tutte le fonti storiche citate in questo post e quindi sul sito internet che le riporta, sono tratte dal libro Dissolving Illusions della dottoressa Suzanne Humphries.

FACCIAMO UN PO’ DI STORIA

I più credono che la medicina occidentale sia ormai planetaria per il fatto che è scientifica ed efficace; mentre le cose stanno un po’ diversamente:
dal 1910 al 1925, in base alle regole stabilite dal Rapporto Flexner, l’American Medical Association e l’Association of American Medical Colleges eliminarono la maggioranza dei terapisti non ufficiali, in particolare le donne e i neri. In nome della scienza e della qualità terapeutica, si imponeva alle scuole di medicina di attenersi ai dettami del Rapporto Flexner: un vero regime del terrore sanitario.
https://www.disinformazione.it/Dittatura_sanitaria.htm
Le università dovevano assumere l’impostazione ‘scientifica’ stabilita da questo rapporto e finanziate dalla Fondazione Rockefeller, altrimenti erano minacciate di chiusura; le fondazioni Carnegie e Rockefeller avevano infatti sovvenzionato il Rapporto Flexner e la sua applicazione. La grande finanza assunse quindi il controllo della salute [… ] Nel 1977 la Dichiarazione di Alma Ata attribuiva all’Organizzazione Mondiale della Sanità la facoltà di estendere l’applicazione del Rapporto Flexner al mondo intero. Proclamando il diritto alla salute e al benessere per tutti i popoli della terra, si stabilivano criteri e regole internazionali per le pratiche terapeutiche. Il controllo della salute passava così dai governi nazionali al governo mondiale. I singoli paesi venivano insomma spossessati della sovranità in campo sanitario, che veniva attribuita a un potere internazionale, il cui ministero era l’OMS. Ma chi è a capo dell’OMS? Nient’altro che i finanzieri mondiali, i responsabili del Rapporto Flexner e della sua applicazione. E cosa significa diritto alla salute? Vuol dire diritto alla medicalizzazione.

La Holding Rockefeller, produttrice del vaccino Salk, ed altri iniziarono per primi ad influenzare con sistemi discutibili il mondo politico, scientifico, gli ordini professionali e i mass media: utilizzando la paura della polio ottennero finanziamenti statali enormi, che in USA furono di decine di milioni di dollari all’anno negli anni Cinquanta. Davvero efficaci?

Il primo argomento a favore della presunta efficacia delle vaccinazione consiste nell’affermare che a seguito della vaccinazione di massa le principali malattie infettive sarebbero scomparse e a volte si esibiscono dei grafici. Ma approfondiamo avvalendoci di uno degli studi più seri che siano mai stati fatti sulla questione vaccini, che si avvale di grafici e statistiche della stessa OMS, nel quale si mostra che la regressione delle epidemie ha una regressione analoga nei paesi vaccinati e nei paesi non vaccinati.

Ungheria, anni Trenta, la popolazione delle campagne viene vaccinata contro la difterite, quella di Budapest no; ebbene il calo del tasso di mortalità per difterite fu pressoché identico nei due gruppi.
Ancora anni Trenta: il cantone di Ginevra viene vaccinato (1932) contro la difterite, quello di Vaud solo 12 anni più tardi; ebbene, nel corso di questi 12 anni, nel cantone vaccinato i casi di difterite scendono da 137 a 20, mentre in quello non vaccinato scendono da 135 a 25.
Spesso si rimane estasiati davanti alla caduta vertiginosa dei decessi per difterite in Inghilterra durante la grande “crociata per la vaccinazione”, ma si dimentica di osservare che, se in quel paese sono stati necessari 10 anni di vaccinazione intensiva (1940-1950) per far calare il numero di decessi da 2.480 a 49, a Berlino, 6 anni di non vaccinazione hanno portato allo stesso risultato.
Se si comparano i grafici di 19 paesi europei dove si è attuata la vaccinazione contro la difterite tra il 1946 e il 1952, con quelli della Germania Occidentale, non vaccinata degli stessi anni, si scopre che sia i casi di malattia che i decessi sono inferiori in Germania Occidentale.

VACCINO3

Se si confrontano casi e decessi per difterite tra Canada (vaccinato) e Giappone (non vaccinato), negli anni 1944-1952, si osserva che se in Canada la vaccinazione ha fatto meraviglie, in Giappone la non vaccinazione ha fatto prodigi[13].
La crescita della difterite nell’Olanda vaccinata e nella Svezia non vaccinata, tra il 1941-1944, è pressoché identica.
Quelli di Germania e Giappone, paesi che sconfitti in guerra non hanno proceduto a vaccinazioni di massa, sono casi eclatanti che parlano da soli, mostrando come tanto il vaccinare quanto il non vaccinare hanno consentito spettacolari riduzioni delle malattie infettive. E siccome i grafici comparati delle due guerre mostrano come durante e subito dopo ciascuna di esse si sono avuti picchi di malattie infettive, ecco che questo ci dà già una indicazione: verosimilmente le migliori condizioni alimentari e igieniche quali si possono ottenere fuori da una guerra sono la vera condizione determinante per la regressione delle malattie infettive. Non lo si riconosce forse ancor oggi quando una catastrofe naturale o delle guerre provocano profughi che vivono ammassati in tende e campi con poco cibo e cattive condizioni igieniche, non si dice allora che si teme lo scoppio di epidemie?

Senza il BCG (vaccino antitubercolare), in Inghilterra, dal 1851 al 1939, il numero dei decessi è diminuito del 75%. Il calo della mortalità in Gran Bretagna (senza BCG) è del tutto simile a quello della Danimarca e della Norvegia (con BCG), due paesi spesso citati come esempio dell’efficacia del BCG. In generale, anche senza l’impiego di BCG, da un secolo a questa parte si assiste ad una straordinaria diminuzione della mortalità da tubercolosi in tutti i paesi ad alto tenore di vita. Il BCG non è stato usato a New York dal 1924 al 1944 e la caduta della mortalità ha raggiunto il 95%.

VACCINO2

Per quanto riguarda il tetano:
Nell’esercito francese, il più vaccinato degli eserciti alleati (più di 4.000.000 di vaccinazioni tra l’ottobre 1936 e il giugno 1940), il tasso di morbilità tetanica ogni mille feriti fu durante la campagna del 1940 lo stesso che nella guerra del 1914-18. Nell’esercito greco, non vaccinato, la frequenza del tetano durante l’ultima guerra è stata sette volte minore che nell’esercito francese.

Quanto al vaiolo:
The Lancet del 23 II 1884, a proposito dell’epidemia del Sunderland, fornisce i seguenti dati: 100 di cui 96 tra i vaccinati; durante quella di Browley: 43 casi di vaiolo in 43 soggetti vaccinati…A Londra, nel 1901-02 su quasi 10.000 casi 7000 riguardavano persone vaccinate….La prova più incontestabile della inefficacia di quella vaccinazione, che non protegge neanche per 2 mesi, è data dal rapporto di 2 medici militari, pubblicata dal Lancet il 25 XI 1944, a proposito di 100 casi di vaiolo nell’esercito di stanza in Egitto nel 1944. Tutti i malati, tranne 4 erano vaccinati.
A New York, prima della vaccinazione obbligatoria, c’era addirittura una media annuale di 220 morti per vaiolo; ma dopo le vaccinazioni ad oltranza, un’unica epidemia provocò 1100 malati all’anno.
Nel 1905, quando gli americani occuparono le Filippine, la mortalità per vaiolo era del 10%; dopo la campagna di vaccinazioni del 1905-06 la mortalità passò al 25%; dopo l’intensificazione delle vaccinazioni del 1918-20, col 95% di vaccinati, la mortalità passa al 54%[19].

VACCINO4

Quanto alla efficacia (presunta) dei vaccini, noi disponiamo di una sola grande esperienza, fatta su un numero vastissimo di casi, e condotta rigorosamente a doppio cieco e il cui responso ha per questo valore scientifico. Si tratta della vaccinazione antitubercolare sperimentata in India dalla OMS nei primi anni Settanta su 260.000 individui, solo metà dei quali vennero vaccinati. Ebbene, negli anni successivi si constatò che l’incidenza della tubercolosi era maggiore proprio tra i vaccinati.

In Italia nel 1887-89, la morte per vaiolo tra i soldati era uguale a quella tra le donne non vaccinate]. In Italia l’antipolio viene introdotta nel 1956 (quando ancora c’era il Salk), ebbene i casi di polio tra il ’55 e il ’58 sono aumentati di 5 volte.

Nel 1976, il dottor Jonas Salk, creatore del vaccino ucciso usato durante gli anni Cinquanta, testimoniò che il vaccino vivo (usato quasi elusivamente negli Stati Uniti dai primi anni Sessanta in poi) era “la causa principale, se non l’unica’ di tutti i casi documentati di poliomielite negli Stati Uniti dal 1960”. (Il virus permane nella gola per una o due settimane e nelle feci per circa due mesi. Di conseguenza, le persone vaccinate sono a rischio e sono potenzialmente contagiose, fintanto che continua l’eliminazione fecale). Recentemente, i Centri Federali per il Controllo delle Malattie (CDC) hanno ammesso che il vaccino vivo è diventato la causa dominante della poliomielite negli Stati Uniti oggi. Infatti, secondo le cifre rilasciate dal CDC, l’87% di tutti i casi di polio negli USA registrati tra il 1973 e il 1983 (eccetto casi importati) sono stati causati dal vaccino.
Secondo il dott. Atkinson, del CDC, “la trasmissione del morbillo tra persone vaccinate è chiaramente documentata. Durante alcune epidemie…oltre il 95% dei casi riguardava persone vaccinate”.
Nel 1986, nel Kansas, furono riportati 1300 casi di pertosse. Il 90% dei pazienti di cui era noto lo stato di vaccinazione era stato “adeguatamente” vaccinato.[25]

Albert Sabin, inventore del vaccino contro la polio e premio Nobel negli anni Cinquanta, a Piacenza nel 1985, in un aula gremita dell’Ordine dei medici, ha affermato:

Cari Medici, secondo me i vaccini antinfluenzali non servono. Le campagne per le vaccinazioni di massa organizzate dai ministeri della sanità sono soldi sottratti alla ricerca seria. Orientamenti e mode. So bene che rischio di provocare polemiche, ma è esattamente questo il mio pensiero.
A chi stupito gli aveva chiesto chiarimenti, Sabin aveva esibito i dati ufficiali degli Stati Uniti, dove si evidenziava che chi era stato vaccinato contro l’influenza si ammalava nella stessa percentuale di chi non si era fatto vaccinare. E si potrebbe continuare a lungo, ma questo dovrebbe bastare per mettere in luce che una prova scientifica della efficacia delle vaccinazione non la possediamo, anzi semmai possediamo molte indicazioni in senso contrario.
In sostanza, i difensori delle vaccinazioni presentano i dati di regressione delle malattie a partire dagli anni in cui vengono introdotte le vaccinazioni, omettendo di evidenziare il periodo antecedente che mostra essere l’epidemia già in calo, oppure omettendo di confrontare i grafici tra paesi vaccinati e non vaccinati. In questo modo producono l’illusione che tali regressioni siano dovute ai vaccini.
Se il livello di vita è uguale, le malattie evolvono secondo curve simili nei paesi vaccinati e in quelli non vaccinati.

In assenza di vaccinazioni, le malattie regrediscono in tutti i paesi in cui si eleva il livello di vita.

Nonostante le vaccinazioni, le epidemie non regrediscono in quei paesi in cui le condizioni igieniche o il livello di vita vi si oppongono.

Nulla permette di affermare che le vaccinazioni abbiano fatto scomparire o regredire le epidemie: tutto porta a credere che l’evoluzione delle une non abbia niente a che fare con l’evoluzione delle altre.
Per essere più modesti, possiamo affermare che noi oggi non conosciamo le vere ragioni del comparire o del regredire delle epidemie, così come ci resta ignoto il perché della scomparsa della famosa peste nera affacciatasi in Europa per la prima volta nel 1348. E la lebbra, è forse scomparsa grazie ai vaccini? “Per ragioni tuttora ignote la lebbra comincia a regredire a partire dalla metà del XIV secolo”.
Cosa contengono i vaccini?
La vaccinazione non intende essere una misura terapeutica, bensì profilattica, cioè si tratta di agire su persone sane per impedire che si ammalino in futuro di una certa malattia. Il vaccino è un preparato derivante da una sospensione di batteri o virus, che possono essere vivi attenuati o uccisi. Sono perciò detti “antitossici” quelli costituiti da batteri (del tifo, della tubercolosi, della peste, ecc.); sono detti “antivirali” quelli costituiti da virus (polio, rabbia, vaiolo, influenza, ecc.); altri vaccini sono ottenuti per manipolazione genetica. Il principio sul quale si basano le vaccinazioni pretende che inoculando nell’organismo questi virus o batteri, vivi, attenuati o uccisi, naturali o manipolati geneticamente, si sviluppino poi degli anticorpi che dovrebbero proteggere l’organismo contro la malattia di cui ha già ricevuto il virus o batterio, iniettatogli nel sangue, o assunto per via orale.
Di fatto il vaccino del vaiolo è coltivato sulla pelle di vitelli e pecore, oppure occhi di coniglio; quello del tetano è ricavato da tessuti di cavallo; quello della rabbia da tessuti di cane, pecora, scimmia, coniglio, criceto, ratto, topo, uovo di gallina, uovo di anatra; Quello della tubercolosi usa le arvicole o le mammelle di mucca; quello della polio usa reni e testicoli di scimmia; quello contro la rosolia usa reni di coniglio; il vaccino contro il morbillo usa tessuti di cani, reni di porcellini d’india, uova di quaglia giapponese, embrioni di pollo; quello contro la pertosse è coltivato su tessuti di topo, oppure su muco tratto dalla gola di bambini infetti; quello antinfluenzale su embrioni di pollo; quello antidifterite su sangue putrefatto di cavallo; quello antitifo è ricavato da materia fecale decomposta di ammalati di tifo. Quasi sempre, su questi tessuti animali vi sono altri virus o batteri diversi da quelli di cui si vorrebbe l’immunizzazione, con la conseguenza che la loro introduzione nel sangue costituisce un salto nel buio: non si sa quali effetti potrebbero avere, a breve o a lungo termine.
Prima che un bambino abbia raggiunto l’adolescenza, nel suo sangue saranno stati iniettati vaccini con sieri antitossine per vaiolo, idrofobia, tetano, meningite cerebrospinale, febbre tifoidea, difterite, polmonite, scarlattina, ecc….il sangue di un adulto diventerà una mistura di dozzine di sporchi estratti batterici, di materie contaminate da malattie e di veleni utilizzati in farmaci distruttivi.[30]
In generale, va detto, e la cosa è provata anche dalla letteratura scientifica della medicina occidentale, che qualsiasi intromissione nel sangue (iniezione) di qualsivoglia sostanza (anche le più innocue), è potenzialmente dannosa per l’organismo, che è programmato a usare l’apparato digerente per l’introduzione di qualsiasi sostanza proveniente dall’esterno, mai direttamente nel sangue[31].

Le sostanze che accompagnano il vaccino vengono dette “formulazione” e contengono anzitutto dell’idrossido di alluminio (sostanza con alto potere di assorbimento che accoglie il vaccino vero e proprio); poi c’è un battericida e fungicida che è il thiomersal (tiosalicilato di mercurio); seguono formaldeide (nota sostanza cancerogena) e antibiotici (come neomicina, ecc). Le sostanze più pericolose sono l’idrossido di alluminio, Al(OH)3, e il mercurio. Il primo, depositandosi nel cervello è indicato, in generale, come responsabile del morbo di Alzheimer; il secondo è noto come metallo pesante ad alta tossicità che si accumula nei reni e nel fegato, con tempi di eliminazioni che vanno da 12 a 15 anni. Ma il mercurio è anche capace di produrre aberrazioni cromosomiche, capaci di riverbero sulle generazioni successive.

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PNEI – LA MEDICINA DEL FUTURO

Interessante  intervista a Giuseppe Geneovesi dove si denuncia  che l’eccessiva specializzazione in medicina  porta alla  mancanza di visione globale del problema, e all’eccessiva fossilizzazione da parte dei medici specialisti di adottare i soliti  protocolli  che sono gli stessi per tutti i pazienti. Non si cerca quindi di capire le problematiche di quello specifico paziente, ma si utilizza una procedura che  è standard per tutti. Si perde così  di vista il fatto che comunque la malattia ha sempre anche una componente psicologica ed è  legata al vissuto di quella specifica persona. Vengono anche citati  innovativi esperimenti  fatti sul dna che dimostrano l’esistenza di  un entaglement, ossia il dna di un paziente è in  grado di comunicare con cellule  dello stesso dna  anche se  sono  fisicamente separate: la medicina tradizionale incontra la fisica quantistica.

Degi  esperimenti  di entanglement del dna si parla anche in questo link  si tratta di  esperimenti russi così incredibili da sembrare opera di magia.

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E per finire Il Dott. Montanari ci ricorda qualcosa sui vaccini:

il bugiardino citato dal Dott. Montanari che parla di autismo come effetti collaterali : https://www.nexusedizioni.it/it/CT/il-vaccino-puo-causare-autismo-lo-dice-il-bugiardino-5313

e per finire lo studio americano sulla correlazione tra autismo e vaccini nella popolazione nera, che è stato a  lungo secretato:

Ricordiamoci anche cosa diceva il grande illuminato Giordano Bruno:

 

giordanobruno

 

medicina

La favola delle formiche

by Guglielmo Menegatti

Copertina

Così come in ogni favola di buona fattura anche qui troverete un insegnamento morale, spunti per fare riflessioni, sogni e ovviamente non mancheranno quelle informazioni utili per conoscere le cose segrete.

Prima di iniziare rammentiamo al gentile lettore che questa è una favola e pertanto ci sono cose vere e altre false ma prima di fare la vostra classificazione vi invitiamo a porre la più scrupolosa attenzione perché le cose che sembrano false potrebbero essere vere e ovviamente anche il contrario.

Ora mettetevi comodi, rilassatevi perché partiremo subito e il viaggio sarà ricco di emozioni e sorprese.

Tanti tanti anni fa, e gli anni sono più di 200 milioni, c’era un popolo molto progredito che dominava in modo incontrastato su tutto il nostro bellissimo pianeta. Ciò che ai nostri giorni rimane di questo popolo grandioso sono quegli animaletti che tutti conoscono e che hanno il nome: Formiche.

Quando il popolo delle Formiche era nel suo massimo splendore tutti gli altri esseri viventi del pianeta avevano un profondo rispetto e una tale paura che al solo vedere una Formica c’era chi si prostrava, chi si nascondevano o chi scappava a più non posso.

Forse sarete sorpresi da questa affermazione ma dovete sapere  che alcuni animali, per avere maggior riuscita o prestigio nella vita fin dall’antichità hanno fatto di tutto per imitare le Formiche sia nell’aspetto che nel portamento (Mirmecomorfismo)

Imitare le Formiche però non era una prerogativa esclusiva degli animali, anche gli uomini primitivi e più opportunamente le donne, si abbigliavano così da apparire come Formiche. Qui sotto dei grafiti che hanno circa 20.000 anni e che mostrano l’abbigliamento delle femmine dell’epoca. Nei due piccoli riquadri in basso a sfondo bianco sono riprodotti a sinistra i tratti di una tipica Formica e a destra il dettaglio più definito di come si vestiva una seducente femmina umana di quel tempo remoto.

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Nel più recente passato un grande estimatore e imitatore delle Formiche è stato certamente il faraone egiziano Akhenaten (1375 ac 1334 ac). Nell’immagine qui sotto a sinistra il ritratto del faraone e a destra mentre adora il dio Aton.

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Anche ai giorni nostri  continua ad esistere un mito che nessuno sa spiegare ma che è in assoluto contro natura e cioè: “i fianchi da vespa”.
Ovviamente per voi che leggete questa favola risulterà chiaro che le “vespe” non hanno nulla a che fare con questa moda, anzi, siamo certi che ora capirete anche perché molte ragazze amano portare due lunghe trecce di capelli.
L’immagine sotto è stata prelevata da questo sito ma se volete fare un approfondimento fate click qui Edwardian Corset.

corsetto
Le prime Formiche che hanno colonizzato il mondo erano molto diverse da quelle che conosciamo;  oltre ad essere più grosse erano anche indipendenti ed agivano in modo autonomo. Ogni formica aveva la sua famiglia, i suoi figli e una sua occupazione e in altre parole vivevano esattamente come noi esseri umani. Qui un’immagine di una regina preistorica la Titanomyrma vissuta circa 100 milioni di anni fa comparata ad un Colibrì.

colibri
In verità è necessario precisare che le Formiche non furono il primo popolo evoluto a dominare la Terra perché prima di loro cerano gli Imenotteri (Hymenoptera) che poi generarono le Api e quindi le Vespe (Vespoidea)  Dalle Vespe nacquero appunto le Formiche, questa però è un’altra storia della quale (forse) vi diremo in futuro.
Le Formiche ebbero uno sviluppo graduale ma inarrestabile che fondamentalmente fu determinato dalla loro capacità di trasformare le continue scoperte dei loro scienziati e inventori, in dispositivi immediatamente utilizzabili
Nell’agricoltura erano così abili che riuscivano a garantire  cibo abbondante e buono per tutti, e ancor di più il loro cibo aveva  la capacità di curare le malattie.
Spiegare anche in sintesi la loro biotecnologia è molto difficile non solo perché è di una complessità inaudita ma anche per il fatto che (purtroppo) ai nostri giorni rimangono pochissime tracce della fastosità dei loro progetti.
Per avere un’idea (ma molto riduttiva) di come operavano, si deve sapere che qualsiasi cosa generata dalla loro agricoltura era il risultato della simbiosi di moltissimi elementi e  competenze; quello che producevano era biologicamente puro, e veniva prodotto  mantenendo  l’ambiente incontaminato.

Ad esempio coltivavano dei funghi (Atta) ad altissimo potere nutrizionale e calorico in un ambiente chiuso e controllato. Chi si occupava direttamente di queste coltivazioni erano degli animali-operai geneticamente modificati. Molte piante e animali che sono ancor oggi  alla base dell’alimentazione umana sono stati creati appunto dalle Formiche,  ne citiamo  due a titolo di esempio ma in realtà sono moltissime:

IL MAIS, che ha una così elevata fragilità biologica, tanto  che se la pianta è lasciata a se stessa muore senza nessuna capacità di riprodursi perchè  è necessario che i suoi semi siano inseriti manualmente nella terra e poi curati nello sviluppo. L’incapacità alla riproduzione è determinata dall’enorme quantità di grani (semi dei quali ci nutriamo) che sono strettamente racchiusi e quindi mantenuti dal suo resistentissimo involucro, che per proteggere i semi è come l’acciaio resistente ai colpi, alle intemperie e al vento.

LA MUCCA,  ha molti geni modificati, che sono in grado di proteggerla   tramite le sue difese immunitarie; essa ha la capacità di produrre  alimenti  altamente proteici sia per mezzo dalla sua carne che  dal suo latte.

Lo sviluppo geografico ed egemonico del regno delle Formiche nel nostro  pianeta fu la conseguenza di una una lunga serie di guerre eroiche e cruenti;  e anche quando le formiche erano riuscite a sottomettere e conquistare l’intero  mondo non riuscirono ad instaurare un tranquillo regno di pace, perché  iniziarono subito nuove lotte.

In queste nuove battaglie i nemici da combattere  non erano più  la natura o altre specie viventi, ma erano altre formiche, e le lotte  erano causate dal desiderio di potere e dal contrapporsi di varie ideologiche politiche.

Le ideologie più importanti che per moltissimi anni divisero e opposero l’opinione pubblica delle formiche erano principalmente basate sul modo di gestire le risorse della terra. Un gruppo di Formiche voleva usare esclusivamente la biologia mentre un altro gruppo optava per la prevalenza di  metodi tecnologici. (Per tecnologia s’intende quella che attualmente noi umani usiamo e conosciamo)
Le ragioni del contendere erano basate su due principi, i “biologi” dicevano che l’uso della tecnologia avrebbe creato rifiuti pericolosi e inquinamento, mentre i tecnologi affermavano che nessuno aveva il diritto di modificare la vita nel suo intimo, non solo per una questione etica ma perché i nuovi organismi erano imprevedibili nel loro sviluppo e quindi era statisticamente alta la probabilità di creare nuove malattie a conseguenze disastrose.

Le Formiche nella loro storia politica  applicarono principalmente  la biologia e il loro operato è visibile anche ai nostri giorni. Per brevi periodi comunque essi usarono anche la tecnologia. Nei periodi a prevalenza tecnologica gli scienziati riuscirono a sviluppare  numerose scoperte ed invenzioni, la più rilevante dalle quali, fu la capacità di convertire la forza di gravità in energia utilizzabile. Prima di descrivere questa importante invenzione dobbiamo però doverosamente far notare che per le Formiche la Gravità non era una forza attrattiva bensì essa era  premente, insomma esattamente il contrario di ciò che dice la nostra scienza di uomini moderni.
Ai nostri giorni quel che resta di questa tecnologia è soltanto il nome del suo inventore ma evidentemente il nome che conosciamo potrebbe risultare alterato in quanto tradotto da un’altra lingua; invece è  attendibile  l’informazione sul luogo dove lo scienziato morì; si tratta di  una baia che ha lo stesso nome dell’isola dove trapassò il fantomatico re Artù, perdonate la carenza d’informazioni ma si tratta di notizie che risalgono a milioni e milioni di anni fa.

“Tommaso inviato nel villaggio marrone”, ecco… questo è lo stranissimo nome dell’inventore che divenne celebre e orgoglio delle Formiche.
All’epoca dell’invenzione di Tommaso, come già anticipato, si pensava che la forza di Gravità fosse  un flusso che generava una spinta ma nessuno era riuscito a imbrigliare e dirigere questa forza;  finché un giorno, forse in modo casuale, Tommaso si accorse che i cristalli di silicio erano in grado di deviare la gravità, l’applicazione di questa osservazione consentiva di spostare o concentrare su un punto qualsiasi questa forza universale.

Il suo primo esperimento dimostrativo consisteva in un semplice tubo che conteneva della sabbia di mare (silicio), il tubo era poi riempito al suo colmo con acqua comune. Immergendo due elettrodi di materiale identico uno sulla sommità del tubo e l’altro alla sua base Tommaso egli  verificò che si manifestava una tensione elettrica.

Tensione che era proporzionale all’inclinazione del tubo, in altre parole se il tubo era orizzontale non si manifestava alcuna tensione mentre ruotando il tubo di 180°(capovolgendolo) la tensione s’invertiva rispetto ai terminali dello strumento di misura.

L’energia prodotta in questo modo era piuttosto debole ma il dado era tratto; di li a poco altri inventori  iniziarono a  sviluppare metodi a rendimento più elevato; uno di questi metodi  fu applicato anche nell’antico Egitto e nella cultura Sumera, consisteva nel sistemare pietre a base di silicio ma con orientamento cristallino differenziato in modo da creare un wafer di strati disposti verticalmente. La quantità di energia prodotta migliorava notevolmente se si aggiungevano dei corpi pesanti sulla sommità degli strati.

I generatori a strati di pietra per funzionare necessitavano di una polarizzazione ad alta tensione, che le Formiche riuscivano a produrre con delle pile elettrochimiche che funzionavano in modo intermittente, l’intermittenza era controllata da colossali interruttori elettromeccanici a termostato e infine la tensione intermittente era elevata per mezzo di macchine a induzione.

Dovete sapere che dopo Tommaso ci fu un altro importante inventore (del quale si è perso ogni riferimento) il quale si accorse che di fatto le pietre non erano necessarie e quindi per produrre energia elettrica era sufficiente il gradiente di pressione naturale, (gradiente che noi oggi chiamiamo “idrostatico”).

Quest’ultima invenzione relegò i wafer di pietra al più modesto impiego domestico o locale mentre per le grandi potenze si fecero apposite centrali che sfruttavano appunto il gradiente di pressione naturale, le nuove centrali erano prevalentemente localizzate nei mari o nei grandi laghi.

Il gradiente che è presente in tutti i liquidi sottoposti alla forza di gravità diventava così utilizzabile con profitto quando era elevatala la distanza fra il terminale superiore e quello inferiore, la realizzazione del progetto nel suo principio generale era quindi semplicissima infatti era sufficiente porre una piastra di metallo conduttore nella profondità del mare e un’altra in superficie.

Ovviamente il fatto che il principio fosse semplice non implicava che la realizzazione pratica fosse altrettanto semplice e quindi le Formiche dovettero mettere tutto il loro impegno per costruire queste centrali e i dispositivi necessari per il controllo e la regolazione della potenza….. se poi si tiene in conto che gli elettrodi erano in oro si può comprendere la difficoltà.
Fortunatamente per noi alcuni autori dell’antichità ci descrivono il modo con il quale le Formiche estraevano l’oro, in particolare Erodoto nel suo libro “Le nove muse”.

Il libro di Erodoto è liberamente consultabile o scaricabile dalla biblioteca di Google a questo link, e l’argomento lo troverete a pagina reale 72 con inizio al punto 102.

In onore alla verità dobbiamo anche dirvi che le Formiche come individui avevano la capacità di estrarre l’oro in modo biochimico ma l’oro estratto con questo metodo era utilizzato esclusivamente per finalità mediche, l’oro che invece doveva servire alle centrali elettriche era il frutto degli scavi di un animaletto creato appositamente dalla loro scienza genetica e che si chiama Heterocephalus. Questo animaletto è un mammifero a sangue freddo che vive in comunità con una regina (come le Formiche) ma è specializzato per lavorare al buio e sotto terra, insomma una specie di minatore adattato per cercare l’oro nelle profondità.
Le centrali sottomarine richiedevano sorveglianza e una manutenzione continua (e accurata) e fu a causa di questo problema che le Formiche furono indotte a costruire delle città sommerse e ad imparare come muoversi e vivere nelle profondità e nelle correnti impetuose. (Polyrhachis, Solenopsis ). Se vi chiedete come riuscivano le Formiche a scavare pozzi e tunnel nella roccia o fare fori con grande precisione possiamo dirvi che la stessa tecnica, in seguito, fu anche usata da quasi tutti i popoli umani dell’antichità.
Ad esempio le mura ciclopiche, le piramidi e altre costruzioni che attualmente sono classificate come misteri irrisolti in realtà hanno una spiegazione che come certamente avrete già intuito deriva da un’invenzione delle Formiche.
Sul come riuscivano le Formiche a lavorare le pietre noi abbiamo un’idea ma purtroppo le informazioni in nostro possesso risalgono a milioni di anni fa per cui la precisione è scarse. L’unica cosa sicura è il nome del componente base che era utilizzato, questo prodotto si chiamava “Dattero”. Sappiamo inoltre che per trovare questo “Dattero” si doveva prima ricercare una roccia che assomigliava ad una spugna (e cioè piena di buchi) e poi trovata la spugna allora nelle vicinanze si poteva vedere e quindi raccogliere questa cosa di nome “Dattero”.
Ovviamente per noi il “Dattero” è un frutto buonissimo che fa anche bene e di conseguenza questa parola potrebbe essere una omonimia oppure un errore di trascrizione. Per chi fosse invogliato a fare ricerche sull’argomento possiamo aggiungere ancora un’altra cosuccia che è relativa al secondo componente da miscelare con il “Dattero”.
Non possiamo descrivere e nemmeno conosciamo il nome di quest’altro componente ma sappiamo di due fatti inspiegabili successi il primo durante l’impero Romano e il secondo durante la dominazione Spagnola in sud America.

L’impero Romano Come è noto la civiltà di Roma inizia circa nel 400 AC e va ben oltre il 400 DC, in questi (almeno) ottocento anni la tecnica costruttiva poligonale è stata sempre attiva ed in uso sia in Italia sia nei territori dell’impero. I Romani che certamente erano a conoscenza della tecnologia Ciclopica per qualche misterioso motivo rifiutano d’impiegarla e non la usarono mai nemmeno dove poteva essere molto utile come ad esempio per costruire barriere difensive e fortificazioni.

La prova di quanto affermato la ritroviamo ad Amelia (Terni) che è una città dove esiste un fortificazione perimetrale Poligonale che ha la proprietà di essere stata costruita in epoche diverse.

amelia
Per chiarire usando atre parole sottolineiamo che i Romani erano presenti e sul luogo durante la costruzione delle mura Ciclopiche di Amelia.

Nel 2006 ad Amelia, per cause naturali una parte della recinzione crollò consentendo così una visione diretta delle sue fondazioni e si scoprì così che il supporto della fondazione era costituito da grosse ossa di animali. L’impiego delle ossa come complemento delle fondazioni era abbastanza comune nelle costruzioni dell’epoca ma ciò che sorprende è che non erano ossa derivate dagli scarti di macellazione. Le ossa quando giunsero nel cantiere e quindi prima di depositarle erano ricoperte da carne fresca cioè non macellate preventivamente, insomma non erano ossa spolpate e pulite ma parti di animali complete. La deduzione più logica che si può fare è che prima dell’accatastamento come fondazione le carni siano state sottoposte nel cantiere stesso a qualche azione come ad esempio la spremitura o chissà quale altra diavoleria.

Cuczo Perù Gli Inca sono stati certamente i maggiori maestri nella lavorazione di precisione delle pietre e quando arrivarono gli Spagnoli le costruzioni ciclopiche erano in corso non solo nella capitale Coricancha ma anche nei dintorni. Il tempio del Sole che era la principale costruzione di Coricancha fu riconvertito e in parte trasformato dagli spagnoli per erigere la chiesa di Santo Domingo. Nella foto qui sotto Santo Domingo, si noti che le pietre non solo s’incastrano alla perfezione ma sono anche curve.

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Incredibilmente gli Spagnoli che erano alla caccia di ogni novità non solo non usarono mai la tecnologia Ciclopica ma fecero di tutto per cancellare ogni traccia che descriveva questo metodo e le sue procedure costruttive.

Insomma pare proprio che per costruire questo tipo di mura si dovessero fare cose brutte e contro la morale e con elevata probabilità, in alcuni casi, si usava anche la carne umana. Per concludere l’argomento “Ciclopiche” ricordiamo che nel Palazzo dell´Alhambra, in Andalusia una ricerca dell’università di Granada ha rilevato che i Mori ricoprivano le mura con “Idrossiapatite”. Le analisi hanno anche messo in luce che la sostanza ritrovata sulle mura si ottiene facendo calcinare le ossa di maiali in forni ad alta temperatura. http://it.wikipedia.org/wiki/Calcinazione

La stesso metodo della calcinazione per rinforzare la mura era diffuso anche nella cultura celtica.
Tornando alle favola sulle nostre care Formiche continuiamo dicendo che la loro intelligenza e la loro capacità organizzativa produsse nel popolo un notevole benessere individuale e il potere assoluto su tutti gli esseri viventi,
La ricchezza e il benessere però ebbero come conseguenza un aumento tale della la popolazione da rendere necessaria la creazione di una nuova politica globale che obbligava l’uso di rigorose procedure per l’ottimizzazione della produzione alimentare, della distribuzione delle risorse e per la convivenza sociale.
Fu creato così un governo centrale che aveva grande potere decisionale. La nuova politica richiedeva ovviamente anche l’aumento in quantità delle specializzazioni individuali in modo da disporre di esperti specifici così da ottenere il massimo dell’efficacia e dell’efficienza. Nacquero quindi le “categorie” sociali e il risultato fu che i medici erano veri medici, gli ingegneri non sbagliavano i calcoli e insomma ciascuno faceva il proprio lavoro nel modo migliore, rapidamente e senza sforzo.

La ricchezza, la pace e il nuovo governo consentirono alle formiche di dedicare più tempo e fare ricerche speculative di ogni tipo, ricerche non solo nell’ambito scientifico ma anche in quello religioso e filosofico. Purtroppo le ricerche in filosofia e in genere quelle astratte o comunque quelle con argomento non finalizzato alla sola sopravvivenza finirono per creare disagi perché mettevano in discussione ogni cosa e in particolare quei principi sui quali le Formiche avevano costruito il loro impero.

Riportiamo come curiosità una moda che nacque appunto in quel periodo e che vedeva l’impiego di grandi risorse e delle menti migliori.
La moda era in realtà una ricerca spasmodica dell’immortalità e praticamente coinvolgeva ogni Formica.

Pensate che si diffuse la credenza che nei pressi di una montagna dal nome strano che in italiano è: “Mammut” ci fosse un microorganismo che se ingerito restituiva vigore e giovinezza. La ricerca della montagna causò però più morti che benefici infatti come tutti sanno le formiche vivono bene solo in aree dal clima temperato mentre in questo luogo di “Mammut” fa un freddo boia.
Per alcuni anni (non molti però) dopo l’introduzione del governo centrale tutto funzionò al meglio ma poi, piano piano, successe che gli individui perdevano sempre di più la voglia di partecipare alla vita sociale ed erano diventati egoisti ed individualisti, in altre parole ciascuno pensava solo a se stesso.

Alcuni intellettuali e alcuni artisti avevano riscontrato questo problema ma nessuno riusciva a trovava il coraggio per creare un gruppo operativo o per redigere e pubblicare un documento comune o per organizzare manifestazioni pubbliche.

Un giorno però accadde che un professore di scuola, che tutti chiamavano il “Matto”, chiese udienza direttamente al primo ministro che poi era anche l’imperatore unico delle Formiche.

Nella documento di richiesta per l’udienza il Matto dichiarava che il popolo correva un pericolo gravissimo e che se non s’interveniva rapidamente tutto l’impero sarebbe crollato.

Il primo ministro accettò d’incontrare il professore a patto che l’incontro fosse pubblico e cioè con la presenza di tutti i media più importanti, qui sotto vi riporteremo la cronaca (in sintesi) di ciò che accadde in quello storico incontro.

Il primo ministro inizio per primo:

Il nostro impero funziona a meraviglia, tutti hanno cibo, una casa e l’accesso all’istruzione, le nostre leggi sono giuste e comunque quotidianamente facciamo ogni sforzo per migliorare ogni cosa. Da un po’ di anni però ci sono lamentele da parte di alcuni individui che oltre ad essere degli impostori e denigratori del nostro lavoro sono incapaci di proporre suggerimenti o comunque cose di rilevanza. Oggi abbiamo qui un professore di scuola e per mio desiderio tutto è stato  organizzato in modo che il mondo possa verificare e valutare l’attendibilità delle contestazioni, contestazioni che io in verità considero assolutamente inutili, reazionarie e violente.”

Tutta l’attenzione ora era sul “matto” il quale piuttosto imbarazzato cercava le parole per iniziare e finalmente dopo essersi grattato più volte la testa con le quattro zampe esordì così:
Quello che ora dirò si basa su un semplice postulato, postulato che è dimostrato più volte in natura… vi farò un esempio pratico: le cellule Staminali incominciano a morire nell’istante in cui perdono la loro proprietà rigeneratrice per divenire un organo specializzato. La specializzazione che noi Formiche cerchiamo con tanto vigore è in realtà un suicidio, un suicidio non solo fisico e reale ma anche psicologico.  La specializzazione inoltre comporta d elle importanti mutazioni biologiche che tendono a trasformare il nostro fisico in un semplice strumento attuativo
Il primo ministro con fare disponibile e gentile domandò:

Tu vuoi dire che un giorno i nostri medici nasceranno già dotati di uno stetoscopio fatto di pelle e ossa che spunterà direttamente dalle orecchie?”
Tutti i presenti scoppiarono a ridere e la vicenda stava prendendo una brutta piega per il nostro professore il quale però senza perdersi d’animo rispose:

Ben di peggio… ben di peggio succederà… un giorno tutti diventeranno macchine e le nostre donne non partoriranno più i loro figli ma tutti i figli saranno generati da una sola donna e in un solo luogo….”
Mamma mia” replicò il ministro che poi aggiunse: “E allora le nostre donne che faranno?”
Il professore:
Le nostre donne diventeranno schiave di una funzione sociale, non conosco quale sarà questa funzione ma i dati in mio possesso dicono che è già in atto una trasformazione fisiologica che altera il loro ciclo periodico e i maschi invece, in questi ultimi anni, hanno dimezzato la capacità di procreare.”
Il primo ministro ridendo disse:
Ma queste sono solo pure sciocchezze, comunque quale sarebbe la soluzione che lei propone.
Il professore:
La soluzione è molto semplice ma deve essere realizzata subito e senza ulteriori indugi e consiste nell’abolire la scuola e verificare periodicamente lo stato di specializzazione.”
Tutti si scoppiarono nuovamente a ridere e si arrestarono solo quando il primo ministro alzò due zampe in  segno di fare silenzio.
Il primo ministro poi domandò in modo ironico:
Caro professore la scuola è una conquista ed è l’unico modo per diffondere la cultura ma forse non ho capito… che cosa intende per “abolire la scuola“.”
La scuola” Rispose il professore: “così come è concepita è il primo strumento che porta
forzatamente ad una specializzazione e quindi alla distruzione individuale e sociale.
La scuola deve fornire solo ed esclusivamente un insegnamento basilare ridotto a l minimo possibile come ad esempio leggere, scrivere e i rudimenti della matematica mentre in modo più approfondito deve far capire l’importanza dell’amore e del rispetto per i propri simili, delle idee e di tutta la natura che ci circonda.
La scuola inoltre deve essere uno spazio libero e aperto a tutti indipendentemente dall’età e disporre di tutto quanto serve per conoscere, comprendere e sperimentare. ” Poi aggiunse:
“Veda signor ministro io ho insegnato per anni e posso dirle con certezza che chi ama la conoscenza s’informa in modo autonomo, fa le sue ricerche e pone domande a se stesso o a chi capita, invece chi non ama conoscere non imparerà nemmeno se ha 100 insegnanti che lo seguono passo a passo per tutta la vita. La scuola non deve rilasciare diplomi di nessun tipo e per esercitare una professione qualsiasi invece si deve possedere una patente, patente rinnovabile con periodicità prestabilita previo il superamento di esami
teorici e pratici. Si guardi intorno e vedrà che i farmacisti hanno figli farmacisti, lo stesso per gli avvocati, e per molte altre professioni che sono prodotte e protette da un titolo scolastico, insomma la scuola produce le caste che poi si auto sostengono socialmente e diventano come un popolo straniero che usa un linguaggio che solo i nativi possono comprendere. Primo ministro mi consenta di aggiungere che tanto maggiore è il potere della casta tanto maggiore è la corruzione che essa diffonde e tanto minore è l’efficienza professionale inerente la specializzazione dichiarata…. la prego mi consenta ancora una cosa, due sole parole che riassumo con una definizione:
“Proporzionalmente alla diffusione della scolarizzazione è in aumento l’imbecillità di un popolo.”

Il primo ministro invitò il pubblico a votare con alzata di zampa dicendo:
Avete ascoltato questo pazzo e ora vi chiedo di giudicarlo; ditemi se anche voi pensate come io penso e cioè che lo si deve condannare a morte per eresia e ribellione.”

Tutti i presenti (nessuno escluso) alzarono la mano e in pochi secondi il povero professore fu circondato dalle guardie che lo uccisero facendolo a pezzi.
Dovete sapere che al tempo delle Formiche m a anche ai nostri giorni il processo è tanto più breve tanto quanto la società è organizzata, in altre parole si spara o si passa ai fatti senza fare troppe domande all’imputato.
Come finisce la storia delle Formiche lo sappiamo tutti perché da milioni di anni non hanno fatto più alcun progresso, e come previsto dal professore “matto” i soldati nascono già soldati con le armi incorporate e tutti gli altri componenti posseggono in natura quanto serve allo svolgimento del loro lavoro.
Pensate che anche la capacità di comunicare con i suoni (Stridulazione) che distingueva singolarmente le Formiche è stata sostituita dai traccianti aromatici che sono identici per tutto un gruppo.
Insomma le Formiche da una grande società si sono trasformate in macchine che si auto mantengono e che hanno il solo scopo di mangiare per poi riprodursi; comunque ciò che hanno perso d’importante e che di fatto le ha trasformate in animali è la “solidarietà” e ora quando una Formica cade nessuno la soccorre.

L’organizzazione specialistica che può essere considerata di fatto una cosa distruttiva per le Formiche fu invece per alcuni animali, fra i quali l’uomo, una gradita liberazione.

Quando l’impero delle Formiche si disgregò rimasero in tutto il mondo solo dei Formicai geograficamente disconnessi e fra loro in continua guerra mentre gli animali che erano stati allevati nelle grotte piano piano tornarono in libertà perché ovviamente le Formiche non erano più in grado di accudirli e sorvegliarli.

Purtroppo per gli animali  il ritorno alla normalità non fu cosa facile perché erano stati modificati geneticamente e adattati per svolgere solo certe funzioni e per vivere in cattività protetti dal clima temperato e costante del formicaio.

In quel tempo gli esseri umani erano allevati dalle formiche,  e tenuti in vita (come i maiali) per le loro carni tenere ma in particolare erano considerati preziosi per i loro capelli e per la barba perché dovete sapere che i capelli sono molto sensibili all’umidità e si allungano o si accorciano in funzione appunto della quantità d’acqua presente nell’aria. Le Formiche che conoscevano bene questa proprietà dei capelli la usavano in moltissime applicazioni come ad esempio macchine per prelevare l’acqua dai fiumi o per fare strumenti da guerra, ecc. Gli uomini comunque erano utili anche per la loro urina che era usata per fare proprio di tutto e la melanina fornita in particolare dagli umani di pelle nera

Per l’uomo  la nuova condizione portò una serie di inconvenienti: oltre ad un gran mal di piedi e alle scottature solari c’era il problema del freddo e dell’estrema fragilità della sua pelle e non dimentichiamo  la perdita della capacità di cacciare o di procurarsi il cibo.

La provvidenza però volle che in molti luoghi gli uomini condividessero la vita insieme ai maiali. La ragione di questa convivenza era determinata dal fatto che sia i maiali sia gli uomini erano stati modificati geneticamente con gli stessi metodi e di conseguenza la somiglianza uomo maiale non è proprio casuale come qualche esperto dei nostri giorni dichiara.

Anche sull’uomo furono tentati ogni sorta d’esperimenti molti dei quali fallirono e il risultato lo ritroviamo in molti reperti archeologici che lasciano senza parole i ricercatori moderni.

Insieme
Come si diceva fu proprio la provvidenza a salvare gli uomini infatti la prime tre cose che fecero appena liberi furono le seguenti:
1) Arrostirono alcuni maiali e si fecero una grande abbuffata poi con i maiali rimanenti crearono allevamenti
2) Proibirono a tutti gli uomini e nel modo più assoluto di indagare e studiare anatomia e comunque le funzioni del corpo umano.
3) Consentirono solo a pochi di studiare o frequentare scuole poi distrussero libri, macchine e proibirono l’uso di ogni tecnologia.

Nella dura prigionia delle Formiche gli uomini avevano così sofferto che anche ai nostri giorni qualcuno ha una tale paura delle Formiche da farne una malattia. Ora per concludere la nostra favola e con la speranza che lettura sia stata piacevole e interessante, aggiungeremo alcuni riferimenti per chi desiderasse approfondire.
Prima di tutto parliamo degli indiani di razza Hopi che anticamente sono certamente stati in contatto con degli esseri umani modificati geneticamente che vivevano nelle grotte. Qui sotto due immagini che riproducono i costumi Hopi, nella foto di sinistra si noti il mantello bianco che sembra creato per rimpicciolire i fianchi e la tipica capigliatura. In questo link la storia degli Hopi

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Un’altra leggenda descritta in dettaglio da molti autori antichi è quella del “Mirmicoleone” cioè un misto di Formica e leone.

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Bene, siamo alla fine e se questa storia vi è piaciuta, gentilmente, divulgatela.
Qui sotto alcune immagini un po’ inquietanti:

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Shardana

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Dea Maia Ixchel

rupestre

Rupestre

madre

Madre con bambino Antico Egitto

Riferimenti utili: http://www.oocities.org/tetramorium/Indice.htm  

https://it.wikipedia.org/wiki/Formicidae

L’uomo che sussurrava alle piante

LUTHER BURBANK: Un Santo fra le Rose

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C’è un personaggio,  quasi completamente dimenticato,  a cui dobbiamo ogni giorno gratitudine per i doni che ci ha lasciato. Si tratta di Luther Burbank il primo vero grande botanico che ha creato moltissimi dei frutti e dei fiori con cui veniamo a contatto tutti i giorni.  Ma per capire veramente  la profondità, il pensiero e la forza di Luther Burgank  vale la pena di leggere  qualche passaggio  tratto  da : “Autobiografia di uno yogi” di Paramahansa Yogananda – cap 38 :

«Il segreto per migliorare la coltivazione delle piante, oltre alle conoscenze scientifiche, è l’amore». Luther Burbank espresse tale saggezza mentre gli camminavo accanto nel suo giardino di Santa Rosa. Sostammo presso un’aiuola di cactus commestibili. «Mentre conducevo esperimenti per produrre cactus privi di spine» continuò «spesso parlavo alle piante per creare una vibrazione d’amore”.Non avete nulla da temere” dicevo loro.

Non avete bisogno delle vostre spine difensive. Vi proteggerò io”. Gradualmente, dall’utile pianta del deserto ebbe origine una varietà priva di spine».

….Il grande orticoltore mi disse che il suo primo successo degno di nota fu la grande patata, ora conosciuta con il suo nome. Con l’infaticabilità del genio, egli proseguì la sua opera per offrire al mondo centinaia di ibridi che migliorano le specie presenti in natura: le nuove varietà Burbank di pomodori, granturco, zucca, ciliege, prugne, pesche, bacche, papaveri, gigli e rose.

Misi a fuoco la mia macchina fotografica quando Luther mi condusse al famoso albero di noce col quale aveva dimostrato che l’evoluzione naturale poteva essere accelerata in misura esponenziale.

«In soli sedici anni» disse «questo noce ha raggiunto una capacità di produzione che alla natura, senza aiuto, avrebbe richiesto il doppio del tempo».

La figlioletta adottiva di Burbank arrivò scorazzando con il suo cane nel giardino. «Questa è la mia pianta umana». Luther la salutò affettuosamente agitando la mano. «Ormai vedo l’umanità come un’unica grande pianta che, per giungere alle sue massime realizzazioni, necessita soltanto di amore, delle naturali benedizioni della vita all’aria aperta e di incroci e selezioni intelligenti. Nell’arco della mia esistenza ho osservato un progresso così mirabile nell’evoluzione delle piante da indurmi a prevedere ottimisticamente che il mondo sarà sano e felice, non appena ai suoi figli verranno insegnati i principi di una vita semplice e razionale. Dobbiamo ritornare alla natura e al Dio della natura»…..

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« Sono contrario ai sistemi didattici della nostra epoca, distaccati dalla natura e pronti a soffocare ogni individualità. Condivido con tutto il cuore i vostri ideali pratici di educazione».

Mentre stavo per accomiatarmi da quel saggio gentile, egli autografò un volumetto e me lo porse. «Eccovi il mio libro “L’educazione della pianta umana“» disse. «Occorrono nuovi metodi didattici: esperimenti coraggiosi. Talvolta con i tentativi più arditi si è riusciti a trarre il meglio dai frutti e dai fiori. Allo stesso modo, anche le innovazioni nell’educazione destinata ai fanciulli dovrebbero diventare più numerose e più coraggiose».

..«L’essere vivente più tenace a questo mondo, quello a cui è più difficile far deviare il proprio corso, è una pianta già radicata in certe abitudini ...

Si ricordi che una tale pianta ha preservato ininterrottamente per secoli la sua Individualità; forse è una di quelle le cui origini si possono rintracciare agli albori del tempo nelle rocce stesse, senza che essa sia mutata granché in quei lunghi periodi di tempo. Pensate che, dopo secoli e secoli di reiterazioni, la pianta non sia dotata di una volontà – se così si vuole chiamarla – d’incomparabile tenacia? In effetti vi sono piante, come talune palme, tanto persistenti che nessun potere umano è stato finora in grado di modificarle. La volontà umana è ben poca cosa rispetto alla volontà di una pianta. Tuttavia, si veda come la caparbietà dimostrata dalla pianta per tutta la sua esistenza venga sconfitta semplicemente mescolando a essa una nuova vita, apportando, attraverso un incrocio, un cambiamento radicale e completo nella sua esistenza. Quando tale trasformazione si compie, deve essere fissata da generazioni di paziente supervisione e selezione, affinché la nuova pianta imbocchi il suo nuovo corso senza mai più tornare a quello precedente: così verrà infine vinta e modificata la sua tenace volontà.

«Quando si tratta di qualcosa di sensibile e plasmabile come la natura di un fanciullo, il problema diventa assai più facile».

….«Il mio amico Henry Ford e io crediamo entrambi nell’antica teoria della reincarnazione» mi disse Luther. «Essa getta luce su aspetti della vita che sarebbero altrimenti inspiegabili. La memoria non sempre attesta la verità; il semplice fatto che l’uomo non ricordi le proprie vite precedenti non dimostra che non le abbia vissute. La sua memoria è tabula rasa anche riguardo alla vita intrauterina e alla prima infanzia, eppure è assai probabile che egli sia passato attraverso queste fasi!». ..

..«A volte mi sento assai vicino all’Infinita Potenza» mi confidò timidamente. Il suo volto sensibile, dai bei tratti armoniosi, s’illuminò nell’evocare i ricordi. «In quei momenti sono riuscito a guarire persone malate attorno a me e anche molte piante sofferenti».

Mi raccontò di sua madre, sincera cristiana. «Spesso, dopo la sua morte» disse Luther «sono stato benedetto dalla sua apparizione in numerose visioni; ella mi ha parlato».

…..Il nome di Luther è ormai entrato nel patrimonio del linguaggio comune. Indicando fra le sue voci burbank come verbo transitivo, il Webster’s New International Dictionary ne fornisce la seguente definizione: «Incrociare o innestare (una pianta); di qui, in sensofigurato, migliorare (qualsiasi cosa, come un processo o un’istituzione) selezionando le caratteristiche buone ed escludendo quelle cattive o aggiungendo caratteristiche buone».


 

Il fascino di Burbank non lasciò indifferente neanche la grande artista Frida che per  lui fece un celebre quadro che sintetizza  la visione di Burbank rispetto al collegamento tra la vita dell’uomo e la vita delle piante.


Luther Burbank, nato a Lancaster, Massachusetts, il 7 Marzo 1849 e scomparso a Santa Rosa, California, l’ 11 Aprile 1926, malgrado la sua formazione elementare è stato un botanico, un orticoltore ed è considerato uno dei massimi pionieri della scienza agricola. Tredicesimo di quindici fratelli, sviluppò la sua passione nel giardino di famiglia.
Alla scomparsa del padre, il giovane Luther investì, poco più che ventenne, la sua parte di eredità acquistando un terreno. Nel 1871 sviluppò la patata che l’avrebbe reso celebre nel mondo,
la “Russet-Burbank Potato”. Nel 1875 vendette i diritti sulla “Russet-Burbank Potato” per 150 dollari e investì questa cifra per acquistare a Santa Rosa in California, un terreno di circa 15.000 mq.
Qui costruì la sua casa e le sue prime serre dove in cinquantacinque anni selezionò varietà di tutte le piante, tra cui: 10 ciliegie, 6 castagne, 113 prugne, 16 more (tra cui una varietà bianca: la “Iceberg white blackberry”), 26 tipi di verdure, quasi 100 piante ornamentali e 35 cultivar di “cactus fruttiferi”, fino ad  arrivare a quasi 800 piante. Tra le sue creazioni meritano particolare attenzione “la castagna del miracolo”,
una pianta di castagno che entrò in produzione quando aveva solo 3 (tre!) anni e “il ciliegio sorprendente”, una pianta di ciliegie che aveva innestate ben 160 varietà di ciliegie!

Il continuo ricercare nella natura lo condusse, è inevitabile, alla ricerca di qualcosa di più profondo, qualcosa che avrebbe dovuto fargli capire i meccanismi più sottili che regolano la natura. Negli ultimi anni della sua vita, malgrado la sua autodefinizione di ateo (specificò, poi, che era nel senso che non si riconosceva nelle “religioni” fatte dagli uomini), incontrò il Maestro indiano Paramahansa Yogananda. La conoscenza e il successivo praticare la via spirituale indicata dal Maestro Yogananda fu per Burbank illuminante, al punto che trovò le risposte che cercava e molto di più.

Luther Burbank, il mago dell’orticoltura disse “Il segreto per migliorare la riproduzione delle piante, a parte la conoscenza scientifica” “è l’amore”. Con questa affermazione rivela la semplicità e l’umiltà con cui fece le scoperte più straordinarie. Egli spiegò che, semplicemente parlando alle piante, creava per esse uno spazio sicuro e pieno d’affetto. Usando questo metodo poco ortodosso, riuscì ad ‘incoraggiare’ un cactus del deserto a perdere le spine. Confortava la pianta dicendole: “Non hai nulla da temere. Non hai bisogno di queste spine per difenderti. Ti proteggerò io”.
Sviluppando una profonda comunione con il regno vegetale, Burbank entrò in quel mondo per migliorare fiori, frutti e vegetali comuni eliminandone le caratteristiche indesiderate. Egli creò nuove varietà di prugne, ciliegie, gigli, rose, mele, pesche, mele cotogne, pescanoce, patate, pomodori, mais, asparagi ed altre piante

Oggi molti di noi, non sapendolo, apprezzano il lavoro di Luther Burbank: le succulente “prugne Santa Rosa”, le patatine fritte di Mc Donald (usano solamente “Russet-Burbank Potato”), le more di rovo senza  spine, le pesche nettarine o le splendide “rose Burbank” sono solo degli esempi.
Luther Burbank riposa sotto un cedro del Libano nel giardino della sua casa a Santa Rosa, divenuta nel  1960 un parco commemorativo..

A proposito del suo lavoro alla ricerca del cactus senza spine, Burbank scrisse che era stato: ”Il più elaborato, il più costoso, il più doloroso e difficile fisicamente parlando, e il più interessante degli esperimenti che ho mai fatto”. cactus.jpg
Leggendo il suo “The new agricultural-horticultural opuntias. Plant creations for arid region” del 1907,  si capiscono le ragioni che lo spinsero a creare alcune varietà di Opuntia senza spine. Per prima cosa pensò che poteva costruire un eccellente foraggio per i bovini e poi, visto che era una pianta che cresceva spontaneamente in zone desertiche, pensò che questa sua creazione avrebbe portato ad uno sfruttamento “agricolo” del deserto.

Le piante di cactus senza spine che Luther Burbank vendeva erano le pale delle diverse varietà che aveva selezionato: “Santa Rosa”, “Sonoma”, “California”, “Fresno”, “Chico”, “Monterey” e “Guayaquil”.

Spiegava come piantarle (non prima di averle fatte “appassire” bene in un luogo asciutto, caldo, ma non al  sole diretto), coltivarle (metterle a dimora praticamente in qualunque tipo di terreno; addirittura dice che  anche l’Alaska potrebbe andare bene, considerato che le sue piante sopportavano temperature di diverse decine di gradi sottozero) e chiedeva di riprodurle (spiegava che le sue piante, seppure giovani, emettevano un impressionante numero di nuove foglie; questo fu confermato da una relazione del Prof. M. E. Jaffa della
Università Statale che dichiarò che una pianta della varietà “Santa Rosa” nata da seme, in tre anni,  raggiunse le dimensioni di sei piedi per sette – circa 1,80×2,00 metri!).

A margine delle note colturali vengono anche elencate le diverse qualità delle piante e dei frutti, tra cui: le  foglie più giovani potevano essere bollite e gustate in cucina in preparazioni sia dolci che salate, mentre  quelle più grandi, riscaldate dal sole, potevano sostituire la borsa dell’acqua calda! Ottime le marmellate, le gelatine o gli sciroppi ottenuti dai frutti, giudicati più saporiti delle banane.

Il grande merito di  Burbank ,   è stato  quello di abbinare all’uso di   metodi scientifici, ispirati al pensiero Darwiniano,    alla sua capacità di  “comunicare” con le piante, usando la propria volontà al fine di  spingere le piante stesse verso un cambiamento. Quindi i suoi ibridi, a differenza di quelli “moderni” erano del tutto naturali perchè creati dalla “volontà” della natura, e non forzatamente con operazioni genetiche  per le quali non si conosce le effettive conseguenze.

 

fonte : http://www.erbatisana.it/laboratorio-di-erboristeria/luther-burbank/tutte-le-pagine

 

 

 

Storie di alberi … parte tre

Nei due articoli precedenti abbiamo raccontato  due aneddoti riguardanti  il rapporto tra elementi vegetali ed  una persona che possiamo definire fuori del normale. La sensibilità particolare e l’energia interiore  di Jone Chicchiarello ha reso possibile una comunicazione tra due mondi diversi. Il mondo della consapevolezza umana e quello della consapevolezza vegetale. Questa volta Jone ci racconta un fatto molto diverso, ma anche questo particolarmente intrigante.

” Quando ho raccontato questi due aneddoti anomali   riguardanti il mio rapporto con il mondo vegetale,  mi  sono riaffiorate alla mente altri accadimenti che oserei  dire quantomeno strani, alle quali ho dato molta importanza, ma che non ho mai condiviso con altri  per la loro  strana particolarità. Questi fatti, come molti altri sono poi  finiti  nel dimenticatoio.

Per prima cosa vorrei  esporre un  fenomeno visivo che ho discusso con varie persone, ma per  il quale, secondo me, nessuno è riuscito a dare una spiegazione soddisfacente che avesse un po di logica e che potesse dare una motivazione alla stranezza. 

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La montagna che si trova di fronte casa mia, dal versante nord offre una vegetazione lussureggiante; sulle sue pendici moreniche, tutte in bella vista, crescono in prevalenza carpini e conifere, oltre ad essere considerata dagli esperti un giardino botanico, è un area  unica in Europa per la presenza di  qualche varietà di fiori e funghi.   Alcuni anni fa,  otto o al massimo  dieci se non vado errato, moltissime piante  si sono essiccate in breve tempo senza una evidente ragione; una quantità elevata per non dire enorme, ma quello che è stato più strano è che le piante essiccate formavano  una geometria da capogiro. Era un capolavoro geometrico, le piante  erano disposte a forma di  X, con angoli perfettamente a 90°;il tutto  dava l’idea di essere stato fatto con la squadra ed il righello. La cosa più sorprendente però era che gli alberi rinsecchiti formavano   tre file  parallele che andavano da sinistra verso destra e due da destra verso sinistra.  Ho calcolato che la loro lunghezza, visto che la distanza da casa mia è circa 1 km e mezzo , era di oltre 100 metri, e che tra una fila e l’altra c’erano più di venti metri. Gli alberi si trovavano ad una  quota di  600 ai 750 metri.  Purtroppo non ho una foto rappresentativa e così ho fatto uno schizzo  di come appariva l’effetto visto dall’alto:

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 Ammirare quella stranezza da casa mia lasciava  a bocca aperta, sembrava  un marchio marrone che risaltava in mezzo al verde, un ricamo fatto con estrema perfezione, le X così erano due, una marrone e una verde smeraldo all’interno.    Quando avvengono di questi  fenomeni non serve  interpellare “cervelloni”, perché è assurdo pretendere risposte che non si possono dare. Dal mio punto di visto sono più propenso a credere che sia l’effetto di una fonte di energia molto potente che arriva dallo spazio.

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Che sia positiva o negativa non saprei proprio dire, ma di sicuro è arrivata tagliente e sottile come una enorme scure dall’etere,  e gli alberi che si sono trovati nella sua traiettoria non hanno retto all’impatto.   Questo per me sta a dimostrare la vita e la potenza, e mi pongo una domanda: che ci sia stata sofferenza?  Ora, lascio a voi  le vostre considerazioni “.