La favola delle formiche

by Guglielmo Menegatti

Copertina

Così come in ogni favola di buona fattura anche qui troverete un insegnamento morale, spunti per fare riflessioni, sogni e ovviamente non mancheranno quelle informazioni utili per conoscere le cose segrete.

Prima di iniziare rammentiamo al gentile lettore che questa è una favola e pertanto ci sono cose vere e altre false ma prima di fare la vostra classificazione vi invitiamo a porre la più scrupolosa attenzione perché le cose che sembrano false potrebbero essere vere e ovviamente anche il contrario.

Ora mettetevi comodi, rilassatevi perché partiremo subito e il viaggio sarà ricco di emozioni e sorprese.

Tanti tanti anni fa, (e gli anni sono più di 200 milioni) c’era un popolo molto progredito che dominava in modo incontrastato su tutto il nostro bellissimo pianeta. Ciò che ai nostri giorni rimane di questo popolo grandioso sono quegli animaletti che tutti conoscono e che hanno il nome: Formiche.

Quando il popolo delle Formiche era nel suo massimo splendore tutti gli altri esseri viventi del pianeta avevano un profondo rispetto e una tale paura che al solo vedere una Formica c’era chi si riveriva e chi si nascondevano o scappavano a più non posso.

Forse sarete sorpresi da questa affermazione ma sappiate che alcuni animali per avere maggior riuscita o prestigio nella vita facevano (e fanno ancora) proprio di tutto per imitare le Formiche sia nell’aspetto sia nel portamento (Mirmecomorfismo)

Imitare le Formiche però non era una prerogativa esclusiva degli animali perché anche gli uomini primitivi, più opportunamente le donne, si abbigliavano così da apparire come Formiche. Qui sotto dei grafiti che hanno circa 20.000 anni e che mostrano l’abbigliamento delle femmine dell’epoca. Nei due piccoli riquadri in basso a sfondo bianco sono riprodotti a sinistra i tratti di una tipica Formica e a destra il dettaglio più definito di come si vestiva una seducente femmina umana di quel tempo remoto.

ant
Nel più recente passato un grande estimatore e imitatore delle Formiche è stato certamente il faraone egiziano Akhenaten (1375 ac 1334 ac). Nell’immagine qui sotto a sinistra il ritratto del faraone e a destra mentre adora il dio Aton.

ant2
Ai giorni nostri invece continua ad esistere un mito che nessuno sa spiegare ma che è in assoluto contro natura e cioè: “i fianchi da vespa”.
Ovviamente per voi che leggete questa favola risulterà chiaro che le “vespe” non hanno nulla a che fare con questa moda, anzi, siamo certi che ora capirete anche perché molte ragazze amano portare due lunghe trecce di capelli.
L’immagine sotto è stata prelevata da questo sito ma se volete fare un approfondimento fate click qui Edwardian Corset.

corsetto
Le prime Formiche che hanno colonizzato il mondo erano molto diverse da quelle che conosciamo e oltre ad essere più grosse erano anche indipendenti ed agivano in modo autonomo. Ogni formica aveva la sua famiglia, i suoi figli e una sua occupazione e in altre parole vivevano esattamente come noi esseri umani. Qui un’immagine di una regina preistorica la Titanomyrma vissuta circa 100 milioni di anni fa comparata con un Colibrì.

colibri
In verità è necessario precisare che le Formiche non furono il primo popolo evoluto a dominare la Terra perché prima di loro cerano gli Imenotteri (Hymenoptera) che poi generarono le Api e quindi le Vespe (Vespoidea) e dalle Vespe nacquero appunto le Formiche, questa però è un’altra storia della quale (forse) vi diremo in futuro.
Le Formiche ebbero uno sviluppo graduale ma inarrestabile che fondamentalmente fu determinato dalla capacità di trasformare in dispositivi immediatamente utilizzabili le continue scoperte dei loro scienziati e inventori.
Nell’agricoltura erano così abili che tutti avevano cibo, cibo che era abbondante, buono e con la capacità di curare le malattie.
Spiegare anche in sintesi la loro biotecnologia è molto difficile non solo perché è di una complessità inaudita ma anche per il fatto che (purtroppo) ai nostri giorni rimangono pochissime tracce della fastosità dei loro progetti.
Per avere un’idea (ma molto riduttiva) di come operavano si pensi che qualsiasi cosa generata dalla loro agricoltura era il risultato della simbiosi di moltissimi elementi, insomma non solo il prodotto era biologicamente puro ma anche l’ambiente rimaneva incontaminato.

Ad esempio coltivavano dei funghi (Atta) ad altissimo potere nutrizionale e calorico in un ambiente chiuso e controllato dove i guardiani e gli operai erano animali modificati geneticamente. Molte piante e animali che ai nostri giorni sono ancora alla base dell’alimentazione umana sono state create appunto dalle Formiche, ora ne citeremo due a titolo di esempio ma in realtà sono moltissime.

IL MAIS, Il mais ha una così elevata fragilità biologica che se la pianta è lasciata a se stessa muore senza nessuna capacità di riprodursi per cui è necessario che i suoi semi siano inseriti manualmente nella terra e poi curati nello sviluppo. L’incapacità alla riproduzione è determinata dall’enorme quantità di grani (semi dei quali ci nutriamo) che sono strettamente racchiusi e quindi mantenuti dal suo involucro, involucro che per proteggere i semi è come l’acciaio resistente ai colpi, alle intemperie e al vento.

LA MUCCA, La mucca ha molti geni modificati in modo da essere efficacemente protetta tramite le sue difese immunitarie e con la capacità di produrre un alimento altamente proteico sia dalla sua carne sia dal suo latte.

La storia delle Formiche nella loro evoluzione e nella loro espansione geografica fu contraddistinta da un continuo di guerre eroiche e cruente e quando finalmente il mondo era stato completamente sottomesso invece della pace iniziarono subito altre lotte, le nuove lotte non erano contro la natura o altre specie viventi ma erano battaglie fra le stesse formiche causate dal desiderio di potere e dal contrapporsi delle varie ideologiche politiche.

Le ideologie più importanti che per moltissimi anni si opposero una all’altra erano principalmente basate sul modo di gestire le risorse della terra, un gruppo di Formiche voleva usare esclusivamente la biologia mentre l’altro gruppo optava per la tecnologia. (Per tecnologia s’intende quella che attualmente noi umani usiamo e conosciamo)
Le ragione del contendere erano basate su due principi, i “biologi” dicevano che l’uso della tecnologia avrebbe creato rifiuti pericolosi e inquinamento mentre i tecnologi affermavano che nessuno aveva il diritto di modificare la vita nel suo intimo e non solo per una questione etica ma perché i nuovi organismi erano imprevedibili nel loro sviluppo e quindi era statisticamente alta la probabilità di creare nuove malattie a conseguenza disastrosa.

Generalmente le Formiche nella loro storia politica scelsero e applicarono la biologia e il loro operato è visibile anche ai nostri giorni ma seppur per brevi periodi usarono anche la tecnologia. Nei periodi a prevalenza tecnologica ci furono moltissime e importanti scoperte ma l’invenzione più rilevante dalla quale poi scaturirono miglioramenti e molte varianti fu la capacità di convertire la forza di gravità in energia utilizzabile. Prima di descrivere questa importante invenzione dobbiamo però doverosamente far notare che per le Formiche la Gravità non era una forza attrattiva ma premente, insomma esattamente il contrario di ciò che dice la nostra scienza di uomini moderni.
Ai nostri giorni quel che resta di questa tecnologia è soltanto il nome del suo inventore ma evidentemente il nome che conosciamo potrebbe risultare alterato oppure tradotto da un’altra lingua; invece è certamente un’informazione attendibile il luogo dove lo scienziato morì; questo luogo è una baia che ha il nome uguale all’isola dove trapassò il fantomatico re Artù, insomma perdonate la carenza d’informazioni ma si tratta di notizie che risalgono a milioni e milioni di anni fa.

“Tommaso inviato nel villaggio marrone”, ecco… questo è lo stranissimo nome dell’inventore che divenne celebre e orgoglio delle Formiche.
All’epoca dell’invenzione di Tommaso, come già anticipato, si pensava che la forza di Gravità era un flusso che generava una spinta ma nessuno era riuscito a imbrigliare e dirigere questa forza finché un giorno, forse in modo casuale, Tommaso si accorse che i cristalli di silicio erano in grado di deviare la gravità, l’applicazione di questa osservazione consentiva di spostare o concentrare su un punto qualsiasi questa forza universale.

Il suo primo esperimento dimostrativo consisteva in un semplice tubo che conteneva della sabbia di mare (silicio), il tubo era poi riempito al suo colmo con acqua comune. Immergendo due elettrodi di materiale identico uno sulla sommità del tubo e l’altro alla sua base Tommaso verificò che si manifestava una tensione elettrica.

Tensione che era proporzionale all’inclinazione del tubo, in altre parole se il tubo era orizzontale non si manifestava alcuna tensione mentre ruotando il tubo di 180°(capovolgendolo) la tensione s’invertiva rispetto ai terminali dello strumento di misura.

L’energia prodotta in questo modo era piuttosto debole ma il dado era tratto e non passo molto tempo perché altri inventori svilupparono metodi a rendimento più elevato; uno di questi metodi che poi fu applicato anche nell’antico Egitto e nella cultura Sumera consisteva nel sistemare pietre a base di silicio ma con orientamento cristallino differenziato in modo da creare un wafer di strati disposti verticalmente. La quantità di energia prodotta migliorava notevolmente se si aggiungevano dei corpi pesanti sulla sommità degli strati.

I generatori a strati di pietra per funzionare necessitavano di una polarizzazione ad alta tensione, la tensione di polarizzazione le Formiche riuscivano a produrla con delle pile elettrochimiche che funzionavano in modo intermittente, l’intermittenza era controllata da colossali interruttori elettromeccanici a termostato e infine la tensione intermittente era elevata per mezzo di macchine a induzione.

Dovete sapere che dopo Tommaso ci fu un altro importante inventore (del quale si è perso ogni riferimento) il quale si accorse che di fatto le pietre non erano necessarie e quindi per produrre energia elettrica era sufficiente il gradiente di pressione naturale, gradiente che noi oggi chiamiamo “idrostatico”.

Quest’ultima invenzione relegò i wafer di pietra al più modesto impiego domestico o locale mentre per le grandi potenze si fecero apposite centrali che sfruttavano appunto il gradiente di pressione naturale, le nuove centrali erano prevalentemente localizzate nei mari o nei grandi laghi.

Il gradiente che è presente in tutti i liquidi sottoposti alla forza di gravità diventava così utilizzabile con profitto quando era elevatala la distanza fra il terminale superiore e quello inferiore, la realizzazione del progetto nel suo principio generale era quindi semplicissima infatti era sufficiente porre una piastra di metallo conduttore nella profondità del mare e un’altra in superficie.

Ovviamente il fatto che il principio fosse semplice non implicava che la realizzazione pratica fosse altrettanto semplice e quindi le Formiche dovettero mettere tutto il loro impegno per costruire queste centrali e i dispositivi necessari per il controllo e la regolazione della potenza….. se poi si tiene in conto che gli elettrodi erano in oro si può comprendere la difficoltà.
Fortunatamente per noi alcuni autori dell’antichità ci descrivono il modo con il quale le Formiche estraevano l’oro, in particolare Erodoto nel suo libro “Le nove muse”.

Il libro di Erodoto è liberamente consultabile o scaricabile dalla biblioteca di Google a questo link, e l’argomento lo troverete a pagina reale 72 con inizio al punto 102.

In onore alla verità dobbiamo anche dirvi che le Formiche come individui avevano la capacità di estrarre l’oro in modo biochimico ma l’oro estratto con questo metodo era utilizzato esclusivamente per finalità mediche, l’oro che invece doveva servire alle centrali elettriche era il frutto degli scavi di un animaletto creato appositamente dalla loro scienza genetica e che si chiama Heterocephalus. Questo animaletto è un mammifero a sangue freddo che vive in comunità con una regina (come le Formiche) ma è specializzato per lavorare al buio e sotto terra, insomma una specie di minatore adattato per cercare l’oro nelle profondità.
Le centrali sottomarine richiedevano sorveglianza e una manutenzione continua (e accurata) e fu a causa di questo problema che le Formiche furono indotte a costruire delle città sommerse e ad imparare come muoversi e vivere nelle profondità e nelle correnti impetuose. (Polyrhachis, Solenopsis ). Se vi chiedete come riuscivano le Formiche a scavare pozzi e tunnel nella roccia o fare fori con grande precisione possiamo dirvi che la stessa tecnica, in seguito, fu anche usata da quasi tutti i popoli umani dell’antichità.
Ad esempio le mura ciclopiche, le piramidi e altre costruzioni che attualmente sono classificate come misteri irrisolti in realtà hanno una spiegazione che come certamente avrete già intuito deriva da un’invenzione delle Formiche.
Sul come riuscivano le Formiche a lavorare le pietre noi abbiamo un’idea ma purtroppo le informazioni in nostro possesso risalgono a milioni di anni fa per cui la precisione è scarse. L’unica cosa sicura è il nome del componente base che era utilizzato, questo prodotto si chiamava “Dattero”. Sappiamo inoltre che per trovare questo “Dattero” si doveva prima ricercare una roccia che assomigliava ad una spugna (e cioè piena di buchi) e poi trovata la spugna allora nelle vicinanze si poteva vedere e quindi raccogliere questa cosa di nome “Dattero”.
Ovviamente per noi il “Dattero” è un frutto buonissimo che fa anche bene e di conseguenza questa parola potrebbe essere una omonimia oppure un errore di trascrizione. Per chi fosse invogliato a fare ricerche sull’argomento possiamo aggiungere ancora un’altra cosuccia che è relativa al secondo componente da miscelare con il “Dattero”.
Non possiamo descrivere e nemmeno conosciamo il nome di quest’altro componente ma sappiamo di due fatti inspiegabili successi il primo durante l’impero Romano e il secondo durante la dominazione Spagnola in sud America.

L’impero Romano Come è noto la civiltà di Roma inizia circa nel 400 AC e va ben oltre il 400 DC, in questi (almeno) ottocento anni la tecnica costruttiva poligonale è stata sempre attiva ed in uso sia in Italia sia nei territori dell’impero. I Romani che certamente erano a conoscenza della tecnologia Ciclopica per qualche misterioso motivo rifiutano d’impiegarla e non la usarono mai nemmeno dove poteva essere molto utile come ad esempio per costruire barriere difensive e fortificazioni.

La prova di quanto affermato la ritroviamo ad Amelia (Terni) che è una città dove esiste un fortificazione perimetrale Poligonale che ha la proprietà di essere stata costruita in epoche diverse.

amelia
Per chiarire usando atre parole sottolineiamo che i Romani erano presenti e sul luogo durante la costruzione delle mura Ciclopiche di Amelia.

Nel 2006 ad Amelia, per cause naturali una parte della recinzione crollò consentendo così una visione diretta delle sue fondazioni e si scoprì così che il supporto della fondazione era costituito da grosse ossa di animali. L’impiego delle ossa come complemento delle fondazioni era abbastanza comune nelle costruzioni dell’epoca ma ciò che sorprende è che non erano ossa derivate dagli scarti di macellazione. Le ossa quando giunsero nel cantiere e quindi prima di depositarle erano ricoperte da carne fresca cioè non macellate preventivamente, insomma non erano ossa spolpate e pulite ma parti di animali complete. La deduzione più logica che si può fare è che prima dell’accatastamento come fondazione le carni siano state sottoposte nel cantiere stesso a qualche azione come ad esempio la spremitura o chissà quale altra diavoleria.

Cuczo Perù Gli Inca sono stati certamente i maggiori maestri nella lavorazione di precisione delle pietre e quando arrivarono gli Spagnoli le costruzioni ciclopiche erano in corso non solo nella capitale Coricancha ma anche nei dintorni. Il tempio del Sole che era la principale costruzione di Coricancha fu riconvertito e in parte trasformato dagli spagnoli per erigere la chiesa di Santo Domingo. Nella foto qui sotto Santo Domingo, si noti che le pietre non solo s’incastrano alla perfezione ma sono anche curve.

poligonali

Incredibilmente gli Spagnoli che erano alla caccia di ogni novità non solo non usarono mai la tecnologia Ciclopica ma fecero di tutto per cancellare ogni traccia che descriveva questo metodo e le sue procedure costruttive.

Insomma pare proprio che per costruire questo tipo di mura si dovessero fare cose brutte e contro la morale e con elevata probabilità, in alcuni casi, si usava anche la carne umana. Per concludere l’argomento “Ciclopiche” ricordiamo che nel Palazzo dell´Alhambra, in Andalusia una ricerca dell’università di Granada ha rilevato che i Mori ricoprivano le mura con “Idrossiapatite”. Le analisi hanno anche messo in luce che la sostanza ritrovata sulle mura si ottiene facendo calcinare le ossa di maiali in forni ad alta temperatura. http://it.wikipedia.org/wiki/Calcinazione

La stesso metodo della calcinazione per rinforzare la mura era diffuso anche nella cultura celtica.
Tornando alle favola sulle nostre care Formiche continuiamo dicendo che la loro intelligenza e la loro capacità organizzativa produsse nel popolo un notevole benessere individuale e il potere assoluto su tutti gli esseri viventi,
La ricchezza e il benessere però ebbero come conseguenza un aumento tale della la popolazione da rendere necessaria la creazione di una nuova politica globale che obbligava l’uso di rigorose procedure per l’ottimizzazione della produzione alimentare, della distribuzione delle risorse e per la convivenza sociale.
Fu creato così un governo centrale che aveva grande potere decisionale. La nuova politica richiedeva ovviamente anche l’aumento in quantità delle specializzazioni individuali in modo da disporre di esperti specifici così da ottenere il massimo dell’efficacia e dell’efficienza. Nacquero quindi le “categorie” sociali e il risultato fu che i medici erano veri medici, gli ingegneri non sbagliavano i calcoli e insomma ciascuno faceva il proprio lavoro nel modo migliore, rapidamente e senza sforzo.

La ricchezza, la pace e il nuovo governo consentirono alle formiche di dedicare più tempo e fare ricerche speculative di ogni tipo, ricerche non solo nell’ambito scientifico ma anche in quello religioso e filosofico. Purtroppo le ricerche in filosofia e in genere quelle astratte o comunque quelle con argomento non finalizzato alla sola sopravvivenza finirono per creare disagi perché mettevano in discussione ogni cosa e in particolare quei principi sui quali le Formiche avevano costruito il loro impero.

Riportiamo come curiosità una moda che nacque appunto in quel periodo e che vedeva l’impiego di grandi risorse e delle menti migliori.
La moda era in realtà una ricerca spasmodica dell’immortalità e praticamente coinvolgeva ogni Formica.

Pensate che si diffuse la credenza che nei pressi di una montagna dal nome strano che in italiano è: “Mammut” ci fosse un microorganismo che se ingerito restituiva vigore e giovinezza. La ricerca della montagna causò però più morti che benefici infatti come tutti sanno le formiche vivono bene solo in aree dal clima temperato mentre in questo luogo di “Mammut” fa un freddo boia.
Per alcuni anni (non molti però) dopo l’introduzione del governo centrale tutto funzionò al meglio ma poi, piano piano, successe che gli individui perdevano sempre di più la voglia di partecipare alla vita sociale ed erano diventati egoisti ed individualisti, in altre parole ciascuno pensava solo a se stesso.

Alcuni intellettuali e alcuni artisti avevano riscontrato questo problema ma nessuno riusciva a trovava il coraggio per creare un gruppo operativo o per redigere e pubblicare un documento comune o per organizzare manifestazioni pubbliche.

Un giorno però accadde che un professore di scuola, che tutti chiamavano il “Matto”, chiese udienza direttamente al primo ministro che poi era anche l’imperatore unico delle Formiche.

Nella documento di richiesta per l’udienza il Matto dichiarava che il popolo correva un pericolo gravissimo e che se non s’interveniva rapidamente tutto l’impero sarebbe crollato.

Il primo ministro accettò d’incontrare il professore a patto che l’incontro fosse pubblico e cioè con la presenza di tutti i media più importanti, qui sotto vi riporteremo la cronaca (in sintesi) di ciò che accadde in quello storico incontro.

Il primo ministro inizio per primo:

Il nostro impero funziona a meraviglia, tutti hanno cibo, una casa e l’accesso all’istruzione, le nostre leggi sono giuste e comunque quotidianamente facciamo ogni sforzo per migliorare ogni cosa. Da un po’ di anni però ci sono lamentele da parte di alcuni individui che oltre ad essere degli impostori e denigratori del nostro lavoro sono incapaci di proporre suggerimenti o comunque cose di rilevanza. Oggi abbiamo qui un professore di scuola e per mio desiderio tutto è stato  organizzato in modo che il mondo possa verificare e valutare l’attendibilità delle contestazioni, contestazioni che io in verità considero assolutamente inutili, reazionarie e violente.”

Tutta l’attenzione ora era sul “matto” il quale piuttosto imbarazzato cercava le parole per iniziare e finalmente dopo essersi grattato più volte la testa con le quattro zampe esordì così:
Quello che ora dirò si basa su un semplice postulato, postulato che è dimostrato più volte in natura… vi farò un esempio pratico: le cellule Staminali incominciano a morire nell’istante in cui perdono la loro proprietà rigeneratrice per divenire un organo specializzato. La specializzazione che noi Formiche cerchiamo con tanto vigore è in realtà un suicidio, un suicidio non solo fisico e reale ma anche psicologico.  La specializzazione inoltre comporta d elle importanti mutazioni biologiche che tendono a trasformare il nostro fisico in un semplice strumento attuativo
Il primo ministro con fare disponibile e gentile domandò:

Tu vuoi dire che un giorno i nostri medici nasceranno già dotati di uno stetoscopio fatto di pelle e ossa che spunterà direttamente dalle orecchie?”
Tutti i presenti scoppiarono a ridere e la vicenda stava prendendo una brutta piega per il nostro professore il quale però senza perdersi d’animo rispose:

Ben di peggio… ben di peggio succederà… un giorno tutti diventeranno macchine e le nostre donne non partoriranno più i loro figli ma tutti i figli saranno generati da una sola donna e in un solo luogo….”
Mamma mia” replicò il ministro che poi aggiunse: “E allora le nostre donne che faranno?”
Il professore:
Le nostre donne diventeranno schiave di una funzione sociale, non conosco quale sarà questa funzione ma i dati in mio possesso dicono che è già in atto una trasformazione fisiologica che altera il loro ciclo periodico e i maschi invece, in questi ultimi anni, hanno dimezzato la capacità di procreare.”
Il primo ministro ridendo disse:
Ma queste sono solo pure sciocchezze, comunque quale sarebbe la soluzione che lei propone.
Il professore:
La soluzione è molto semplice ma deve essere realizzata subito e senza ulteriori indugi e consiste nell’abolire la scuola e verificare periodicamente lo stato di specializzazione.”
Tutti si scoppiarono nuovamente a ridere e si arrestarono solo quando il primo ministro alzò due zampe in  segno di fare silenzio.
Il primo ministro poi domandò in modo ironico:
Caro professore la scuola è una conquista ed è l’unico modo per diffondere la cultura ma forse non ho capito… che cosa intende per “abolire la scuola“.”
La scuola” Rispose il professore: “così come è concepita è il primo strumento che porta
forzatamente ad una specializzazione e quindi alla distruzione individuale e sociale.
La scuola deve fornire solo ed esclusivamente un insegnamento basilare ridotto a l minimo possibile come ad esempio leggere, scrivere e i rudimenti della matematica mentre in modo più approfondito deve far capire l’importanza dell’amore e del rispetto per i propri simili, delle idee e di tutta la natura che ci circonda.
La scuola inoltre deve essere uno spazio libero e aperto a tutti indipendentemente dall’età e disporre di tutto quanto serve per conoscere, comprendere e sperimentare. ” Poi aggiunse:
“Veda signor ministro io ho insegnato per anni e posso dirle con certezza che chi ama la conoscenza s’informa in modo autonomo, fa le sue ricerche e pone domande a se stesso o a chi capita, invece chi non ama conoscere non imparerà nemmeno se ha 100 insegnanti che lo seguono passo a passo per tutta la vita. La scuola non deve rilasciare diplomi di nessun tipo e per esercitare una professione qualsiasi invece si deve possedere una patente, patente rinnovabile con periodicità prestabilita previo il superamento di esami
teorici e pratici. Si guardi intorno e vedrà che i farmacisti hanno figli farmacisti, lo stesso per gli avvocati, e per molte altre professioni che sono prodotte e protette da un titolo scolastico, insomma la scuola produce le caste che poi si auto sostengono socialmente e diventano come un popolo straniero che usa un linguaggio che solo i nativi possono comprendere. Primo ministro mi consenta di aggiungere che tanto maggiore è il potere della casta tanto maggiore è la corruzione che essa diffonde e tanto minore è l’efficienza professionale inerente la specializzazione dichiarata…. la prego mi consenta ancora una cosa, due sole parole che riassumo con una definizione:
“Proporzionalmente alla diffusione della scolarizzazione è in aumento l’imbecillità di un popolo.”

Il primo ministro invitò il pubblico a votare con alzata di zampa dicendo:
Avete ascoltato questo pazzo e ora vi chiedo di giudicarlo; ditemi se anche voi pensate come io penso e cioè che lo si deve condannare a morte per eresia e ribellione.”

Tutti i presenti (nessuno escluso) alzarono la mano e in pochi secondi il povero professore fu circondato dalle guardie che lo uccisero facendolo a pezzi.
Dovete sapere che al tempo delle Formiche m a anche ai nostri giorni il processo è tanto più breve tanto quanto la società è organizzata, in altre parole si spara o si passa ai fatti senza fare troppe domande all’imputato.
Come finisce la storia delle Formiche lo sappiamo tutti perché da milioni di anni non hanno fatto più alcun progresso, e come previsto dal professore “matto” i soldati nascono già soldati con le armi incorporate e tutti gli altri componenti posseggono in natura quanto serve allo svolgimento del loro lavoro.
Pensate che anche la capacità di comunicare con i suoni (Stridulazione) che distingueva singolarmente le Formiche è stata sostituita dai traccianti aromatici che sono identici per tutto un gruppo.
Insomma le Formiche da una grande società si sono trasformate in macchine che si auto mantengono e che hanno il solo scopo di mangiare per poi riprodursi; comunque ciò che hanno perso d’importante e che di fatto le ha trasformate in animali è la “solidarietà” e ora quando una Formica cade nessuno la soccorre.

L’organizzazione specialistica che può essere considerata di fatto una cosa distruttiva per le Formiche fu invece per alcuni animali, fra i quali l’uomo, una gradita liberazione.

Quando l’impero delle Formiche si disgregò rimasero in tutto il mondo solo dei Formicai geograficamente disconnessi e fra loro in continua guerra mentre gli animali che erano stati allevati nelle grotte piano piano tornarono in libertà perché ovviamente le Formiche non erano più in grado di accudirli e sorvegliarli.

Purtroppo per gli animali  il ritorno alla normalità non fu cosa facile perché erano stati modificati geneticamente e adattati per svolgere solo certe funzioni e per vivere in cattività protetti dal clima temperato e costante del formicaio.

In quel tempo gli esseri umani erano allevati dalle formiche,  e tenuti in vita (come i maiali) per le loro carni tenere ma in particolare erano considerati preziosi per i loro capelli e per la barba perché dovete sapere che i capelli sono molto sensibili all’umidità e si allungano o si accorciano in funzione appunto della quantità d’acqua presente nell’aria. Le Formiche che conoscevano bene questa proprietà dei capelli la usavano in moltissime applicazioni come ad esempio macchine per prelevare l’acqua dai fiumi o per fare strumenti da guerra, ecc. Gli uomini comunque erano utili anche per la loro urina che era usata per fare proprio di tutto e la melanina fornita in particolare dagli umani di pelle nera

Per l’uomo  la nuova condizione portò una serie di inconvenienti: oltre ad un gran mal di piedi e alle scottature solari c’era il problema del freddo e dell’estrema fragilità della sua pelle e non dimentichiamo  la perdita della capacità di cacciare o di procurarsi il cibo.

La provvidenza però volle che in molti luoghi gli uomini condividessero la vita insieme ai maiali. La ragione di questa convivenza era determinata dal fatto che sia i maiali sia gli uomini erano stati modificati geneticamente con gli stessi metodi e di conseguenza la somiglianza uomo maiale non è proprio casuale come qualche esperto dei nostri giorni dichiara.

Anche sull’uomo furono tentati ogni sorta d’esperimenti molti dei quali fallirono e il risultato lo ritroviamo in molti reperti archeologici che lasciano senza parole i ricercatori moderni.

Insieme
Come si diceva fu proprio la provvidenza a salvare gli uomini infatti la prime tre cose che fecero appena liberi furono le seguenti:
1) Arrostirono alcuni maiali e si fecero una grande abbuffata poi con i maiali rimanenti crearono allevamenti
2) Proibirono a tutti gli uomini e nel modo più assoluto di indagare e studiare anatomia e comunque le funzioni del corpo umano.
3) Consentirono solo a pochi di studiare o frequentare scuole poi distrussero libri, macchine e proibirono l’uso di ogni tecnologia.

Nella dura prigionia delle Formiche gli uomini avevano così sofferto che anche ai nostri giorni qualcuno ha una tale paura delle Formiche da farne una malattia. Ora per concludere la nostra favola e con la speranza che lettura sia stata piacevole e interessante, aggiungeremo alcuni riferimenti per chi desiderasse approfondire.
Prima di tutto parliamo degli indiani di razza Hopi che anticamente sono certamente stati in contatto con degli esseri umani modificati geneticamente che vivevano nelle grotte. Qui sotto due immagini che riproducono i costumi Hopi, nella foto di sinistra si noti il mantello bianco che sembra creato per rimpicciolire i fianchi e la tipica capigliatura. In questo link la storia degli Hopi

ant3

Un’altra leggenda descritta in dettaglio da molti autori antichi è quella del “Mirmicoleone” cioè un misto di Formica e leone.

ant4

Bene, siamo alla fine e se questa storia vi è piaciuta, gentilmente, divulgatela.
Qui sotto alcune immagini un po’ inquietanti:

shardana

Shardana

deamaia

Dea Maia Ixchel

rupestre

Rupestre

madre

Madre con bambino Antico Egitto

Riferimenti utili: http://www.oocities.org/tetramorium/Indice.htm  

https://it.wikipedia.org/wiki/Formicidae

Annunci

Tra spirali e Labirinti

C’è un simbolo antichissimo che accompagna l’uomo da sempre. Esso accomuna  moltissimi popoli  che, teoricamente,  non dovrebbero avere avuto contatti tra di loro. Il simbolo è quello della spirale e la sua evoluzione in labirinto. Lo troviamo  in forma più o meno evoluta in tutti i continenti  in sculture, bassorilievi, petroglifi, dipinti etcc..  Dovunque esistono miti e leggende, favole, architetture e giardini che fanno riferimento  e questo  simbolo.

labirinti

Le rappresentazioni dei labirinti in tutto il mondo presentano da sempre una struttura omogenea contenente  un cammino a spirale che porta fino al centro. La forma di base è una croce circoscritta in un cerchio, generata dal movimento intorno al centro. La croce simboleggia la terra , il cerchio  è il simbolo del sole dell’universo, del macrocosmo.

 

deamadre

Una teoria molto accreditata  lega l’immagine della spirale al  culto della Dea Madre che rappresenta il mondo sotterraneo. Le grotte sono i luoghi di culto della dea e anche  la spirale rappresenterebbe il mondo sotterraneo. Le caverne sono viste  come le viscere della dea, in particolare  l’utero  con le sue capacità riproduttive e per analogia la spirale rappresenterebbe  le viscere umane. A  sostegno  di questa versione però non ci sono dei riscontri tangibili e si tratta  piuttosto di una collegamento legato  al fatto, che entrambi questi simboli sono stati riscontrati in varie culture sparse  per il mondo, che non avevano tra loro  legami spiegabili.  Resta il fatto che questo simbolo (o simboli) devono rappresentare qualche cosa di importante e da approfondire perché la loro diffusione geografica e quella temporale sono i sintomi di qualche cosa che non siamo fino  ad oggi è riusciti a decifrare completamente.

utero

 

Il labirinto è un archetipo molto importante e rappresenta il viaggio iniziatico, l’evoluzione dell’uomo, la discesa agli inferi e la ricerca della conoscenza. E’ Il percorso all’interno della dea, all’interno dell’utero per giungere all’origine della vita,  all’unità primordiale all’origine del Tutto.

Nella mitologia e nella letteratura antica la “ discesa agli inferi “è un motivo ricorrente. Tra i viaggi più celebri ricordiamo il viaggio di Persefone, rapita  e trattenuta negli Inferi da Ade,  il viaggio senza ritorno di Euridice, l’amata sposa di Orfeo. Nell’Ade scendono Teseo, Eracle e persino Dioniso che si cala nell’Oltretomba per ritrovare la propria identità divina. Anche Ulisse scende nell’Ade per apprendere quale destino lo aspetta. Ulisse mortale scende negli inferi, vivo di una nuova vita, rinato dopo l’esperienza concessa a pochi. Alcuni secoli prima questa sorte era toccata a Innana la Signora del Cielo e a Gilgamesh, l’eroe babilonese che combattee contro Khubaba mostruoso gigante con la testa di toro e il volto formato da viscere. Le viscere sono collegate al concetto di labirinto, e non a caso in alcune tecniche divinatorie il responso favorevole o meno dipende dai rigiri delle budella.
Nel mito di Teseo e il Minotauro il “cuore” del labirinto assomiglia ad un utero materno “rigeneratore” e il filo di Arianna ad un cordone ombelicale. Il minotauro è un embrione, un germoglio nel ventre della madre, un ombra inquietante con cui ciascuno è chiamato a confrontarsi. Il ritorno alla luce rappresenta una nuova nascita .

minotauro

Il termine labyrinthos è greco (si è ipotizzato che l’etimo del termine labirinto sia lo stesso del termine labra, che in greco significa nascondiglio), ma ha sicuramente origini più antiche. In epoca più recente il termine labirinto  viene associato ai termini  latini  labor intus, che significa “lavoro interiore” infatti rappresenta  il  lungo e difficile cammino dell’iniziato alla ricerca continua del “centro“, dell’ asse cosmico che corrisponde a una sacra geografia interiore.  I primi testi che parlando di labirinti sono di autori come Erodoto, Strabone, Diodoro e Plinio il vecchio. Tuttavia, l’età del labirinto e le sue origini non sono chiare infatti ne troviamo traccia dal caucaso all’india fino in Indonesia. In forme alterate anche in Polinesia e in tempi moderni  presso gli Indiani del nord del Messico  fino al Mato Grosso.

Uno dei primi labirinti costruiti dall’uomo di cui si abbia notizie  fu quello del Lago di Deride nel Fayuum. Erodoto, autore del 5° secolo a.C., afferma che al suo tempo il labirinto era antico già di 1300 anni e così lo descrive scrive nella sua opera:

«Ed io ho visto; è superiore a qualsiasi cosa si possa dire in merito; già le piramidi sono al di sopra di ogni possibile descrizione, ma il Labirinto vince il confronto anche con le piramidi».

egitto

Il biblista Flavio Barbiero esprime l’avviso che proprio in quel labirinto Mosè avesse partecipato alla sua cerimonia di iniziazione.

Il labirinto assume per i vari popoli e per le varie culture significati diversi.

Nel mito greco il labirinto è una prigione da cui non si può fuggire come il dedalo di  Minosse, nell’Eneide nasconde l’entrata dell’Ade.

L’arte tantrica vede nel labirinto l’aspetto mentale dello spirito (e l’immagine appunto ricorda il cervello umano).

L’antico dedalo egizio riflette la struttura dell’universo.

Gli indiani D’America pensano che sia il passaggio da cui emersero ed entrarono nel mondo i loro antenati.

Nell’antico calendario di Tiahuanaco come quello di Cnosso si ricollega la struttura del labirinto a quella del tempo.

In India il labirinto è collegato alla tradizione del Mandala. In questo caso lo Yogi costruisce il labirinto come un novello Dedalo, e poi come Teseo lo decodifica e lo usa per sfuggire alla sua prigionia  dall’illusione del  Maya

Per l’uomo medioevale il labirinto  rappresenta la via di un pellegrinaggio. Proprio per questo in numerosissime chiese d’Europa (praticamente in tutte le cattedrali gotiche) si trovano svariate rappresentazioni di labirinti raffigurate sulle pareti o sul pavimento; nella foto seguente il labirinto della Cattedrale di Chatres.

chart

Qui di seguito il tracciato del labirinto posto nel lato più piccolo della cattedrale di Lucca dedicata a San Martino,  difficile da scoprire. E’ volutamente nascosto quasi a sottolineare il suo enigmatico simbolismo. E’ accompagnato da una scritta: ” Questo è il labirinto costruito da Dedalo cretese dal quale nessuno che vi entrò potè uscire, eccetto Teseo aiutato dal filo d’Arianna.”

lucca
Il simbolo del labirinto, legato alla figura di Salomone si trova anche raffigurato sul frontespizio di alcuni manoscritti alchimici e fa parte delle tradizioni magiche attribuite a Salomone. Il passaggio attraverso il labirinto è definito dagli esoteristi “spirale della vita”, e simboleggia il passaggio dalle tenebre alla luce . Ed è proprio all’interno dei labirinti che gli antichi collocavano quei santuari ove si svolgevano le cerimonie di iniziazione.

Chi entra nel labirinto è in cammino per la sua destinazione finale: il centro il nucleo del suo essere. L’uomo in cammino nel labirinto si avvicina al centro per esserne poi allontanato subendo così un processo di maturazione, nel corso del quale viene messa alla prova la sua volontà e perseveranza. All’interno dello spazio chiuso del labirinto, cioè in se stesso, si possono conciliare la croce dell’uomo terrestre e il cerchio dell’eternità.

Forse il più noto percorso  iniziatico che utilizza l’archetipo della spirale  è iIl viaggio di Dante nella Divina Commedia. Si tratta di  un viaggio a spirale dove  i gironi sono dei cerchi concentrici e Dante passa da un cerchio più largo a quello più stretto. Dante racconta che si aggiungono strade sbagliate per confondere chi non è degno e per occultare la strada come nella selva oscura che è equivalente ad un dedalo. All’interno della selva non a caso la diritta via è smarrita. Dante trova finalmente la via guidata da Virgilio e si ha il passaggio dal dedalo al labirinto e dal labirinto alla spirale, perché il percorso di Dante  può essere considerato spiraliforme. L’evoluzione o meglio l’involuzione è stata da spirale a labirinto e per tornare al centro si deve passare dal labirinto alla spirale ovvero il passaggio inverso, all’interno del labirinto bisogna trovare la via diritta. Il ricordo di una via privilegiata, di una strada maestra che permetta di giungere al cuore dell’uomo.

dante

Il labirinto si presenta come una rete di meandri apparentemente senza fine, almeno fino a quando non si comprende che tutto ciò porta ad uno scopo e si riconosce l’unico cammino che conduce al centro. Nel labirinto il cammino termina al centro. Dunque il labirinto è la via interiore che bisogna trovare e percorrere fino al centro. Per trovarla occorre uscire dagli stereotipi della comune percezione.

I problemi della vita appaiono spesso all’uomo comune come un intricato labirinto, nel quale è difficile imboccare la giusta direzione, se non dopo aver compiuto molti tentativi ed errori ed averne pagato le conseguenze. Se si potessero però vedere le cose da altri punti di vista, ad esempio salendo di una piccola altura, il labirinto rivelerebbe subito la sua ingannevole struttura, e sarebbe molto più facile trovare l’uscita.

L’uomo non iniziato, ancora completamente chiuso nei propri schemi mentali, è intrappolato in un labirinto, ed incapace di vedere il percorso. L’iniziato gradualmente può riuscire ad elevarsi e vedere la strada in maniera più chiara riuscendo a trovare la via verso il centro.

Collegate al labirinto troviamo le danze sacrali. Ogni danza antica aveva carattere ritualistico. Si parla delle danze di Teseo anche nell’Iliade. Queste danze sarebbero la rappresentazione da parte dell’eroe ateniese e dei fanciulli  che erano con lui della storia, della celebrazione della vittoria all’uscita dal labirinto. I danzatori  si tenevano per mano o tenevano un filo (vedi filo di Arianna) e ondeggiavano lungo linee sinuose, avvolgendosi come una spirale e svolgendosi in linea retta rappresentavano l’entrata e l’uscita dal dedalo.

danza

Iniziavano dalla sinistra (male) verso destra (bene). La danza è anche detta “ danza delle gru”  forse ad indicare il volo verso l’alto (libertà) o i movimenti degli uccelli .

Il tema della danza sacra è  molto vasto si trova nei pellerossa, nelle Antille, tra i Maya, in Cina, in India, in Africa (Zulu) . Tutte le danze nel mondo antico erano sacrali, e ancora oggi di queste danze resta il ricordo in danze siciliane (il missionari), presso i pellerossa e nelle  danze funebri in Corsica.

Nei riti praticati dagli sciamani si usa spesso  il ballo per raggiungere la  trance per  poter parlare con gli spiriti. Si può ipotizzare che siano esistiti tipi di ballo che seguivano il percorso della spirale per raggiungere la  trance ballando  lungo la spirale in tondo. Un po’ come i Dervisci che ballano freneticamente roteando su se stessi, ma aggiungendo un movimento di avvicinamento  al centro.

dervisci

Il  ballo verso il centro  rappresenta il viaggio verso il centro occulto dell’uomo, all’interno delle viscere, nel cuore, centro spirituale dell’uomo che lo pone in contatto con la divinità. Come  nelle moderne scuole di ballo sul pavimento sono disegnati i passi da eseguire, così la spirale poteva servire agli sciamani per eseguire i loro balli e giungere alla trance.

sciamano

La trance sciamanica è un modo per comunicare con l’oltremondano e può essere considerato una sorta di viaggio. La spirale rappresenta il mondo sotterraneo proprio perché rappresenta le viscere, ed il ballo lungo la spirale è una sorta di viaggio verso il mondo inferno per poi ri-“uscire” a “riveder le stelle”.

Nella penisola salentina, in Puglia esistevano fino a pochi decenni fa il fenomeno delle tarantolate ovvero di donne che pizzicate da un fantomatico ragno, la tarantola, sono percorse da spasmi che le costringono a un ballo irrefrenabile che spesso termina nei pressi di un luogo sacro. Nonostante le spiegazioni sociologiche è evidente il legame con i culti della Dea Madre perché il ragno è un animale sacro alla dea ed il ballo non che può che essere il ricordo di un rito sciamanico che prevedeva il ballo e la musica per ottenere la trance come succede tuttora in alcune popolazioni o nel caso dei Dervisci già citato.

taranta

 

 

Il fascino del labirinto non ha lasciato indifferenti neanche gli studiosi e  scrittori  moderni, da Jung a Kafka a Youce, da Roussel a Borges fino ad Eco e Calvino  che hanno riconosciuto nel dedalo un’immagine efficace per descrivere il mondo.

 

Nel labirinto non ci si perde

Nel labirinto ci si trova

Nel labirinto non si incontra il Minotauro

Nel labirinto si incontra se stessi

 

Kern

 

riferimenti:

http://ilsitodelmistero.blogspot.it/2012/10/il-labirinto-la-spirale-ed-il-ballo.html

Tesi di Eliana Poderati “Il labirinto: archetipo universale – Kolam e Mandala”

http://www.lacosapsy.com/?p=1794 

 http://www.ilnavigatorecurioso.it/2014/06/12/il-labirinto-di-meride-conserva-i-segreti-della-storia-dellantico-egitto/

http://pensieri-di-gandalf.blogspot.it/2011/12/larchetipo-del-labirinto-e-la-pietra.html

http://esoterismografico.blogspot.it/2012/06/parliamo-del-labirinto.html

Cosa unisce la Sacra Sindone alla Gioconda di Leonardo?

 


Relazione grafica fra Sindone e Gioconda di Leonardo da Vinci

(Sintesi da una ricerca di Guglielmo Menegatti)


La Sindone e La Gioconda contengono molti punti in comune tali da generare il sospetto che esse siano in realtà due parti separate di una sola opera.

La Sindone e la Gioconda non solo contengono parti grafiche che sembrano create appositamente per essere fra loro sovrapposte, ma contengono anche indicazione e riferimenti per realizzare correttamente la sovrapposizione.

Le parti superflue (o errori anatomici) del viso della Gioconda sono evidenziate dalle aree in colore nell’immagine qui sotto.

 

GiocondaSegni

 

Gli errori anatomici di Leonardo grazie al risultato di questa ricerca trovano finalmente quella giustificazione logica che prima era in antitesi con il suo evidente talento di pittore.

Rosso = parti chiare in eccesso

Verde = parti scure non necessarie

Giallo = deformazioni anatomiche

Si noti inoltre l’assenza di sopracciglia e la lunghezza del naso.

Nella stessa immagine sono anche riportati in colore blu i punti per il riferimento per la sovrapposizione.

A sinistra l’immagine originale in toni di grigio.

Qui invece sono evidenziate le aree descritte sopra in sovrapposizione

 

CorrispondenzeSegni

Le due immagini accostate

Affiancate


Qui sotto le immagini originali che sono state usate per la comparazione e che, ovviamente, possono essere da chiunque desidera fare delle verifiche

 

SindoneGioconda

 

Qui il risultato finale dopo la sovrapposizione:

 

Finale

 

e ancora la conversione in anaglifo visibile con gli occhialini rosso ciano

 

FinaleAna

 

ULTERIORI PROVE

Premesso che la dimostratone grafica riportata sopra è di per se talmente evidente che non richiede ulteriori prove ma come supporto aggiungiamo altre ipotesi.

1) La rappresentazione grafica non è la proiezione aperta di corpo solido ma un comune disegno, si tratta quindi di un’ordinaria immagine piatta e non di un telo che avvolgeva.

2) La tecnica con la quale è stata eseguita è certamente fotografica ed è stata eseguita in due tempi, la prima con l’esposizione del telo ricoperto da una emulsione sensibile impiegando una Camera Oscura e poi il fissaggio dell’emulsione a caldo ricalcando il disegno con una punta rovente.

L’immagine originale proiettata non era un corpo solido come ad esempio una statua ma un comune disegno, se Leonardo avesse utilizzato una statua le ombre della luce solare si sarebbero impresse con una direzione individuabile e in ogni caso non fuori proporzione come appare anche dopo un’analisi sommaria.

L’opera infine è completata con ritocchi manuali usando pigmenti colorati o altro materiale

LA STORIA

La prima Sindone appare in modo documentato come in possesso di Goffredo di Charny e di sua moglie Giovanna di Vergy intorno al 1350, negli anni seguenti i coniugi donarono la Sindone ai canonici della Collegiata di Charny.

Alcuni anni dopo la Sindone è esposta pubblicamente ma fin dalla sua prima ostensione essa viene derisa per l’evidente impossibilità di un’attribuzione come telo di Cristo:

Intorno al 1389 il vescovo di Troyes la definisce il telo come un “dipinto”.

L’antipapa Clemente VII dichiara che si tratta di un dipinto fatto a somiglianza di una Sindone.

Nel 1415 Margherita di Charny discendente di Goffredo dopo un lungo contenzioso con i canonici della Collegiata di Charny si riappropriò del lenzuolo.

Margherita negli anni seguenti organizza in Europa varie ostensioni finché il suo operato é sottoposto ad inchiesta dal vescovo di Chimay, al termine del processo-inchiesta risulta che la Sindone è una semplice raffigurazione.

Nel 453 infine Margherita vende la sua Sindone ai duchi di Savoia e l’evento diventa di dominio pubblico in tutto il mondo conosciuto.

La prima Sindone era quindi un evidente falso e quando i duchi di Savoia ne vengono in possesso tentano di rimediare alla truffa chiamando Leonardo a risolvere il problema.

Il fatto che rende possibile la nostra tesi é che la Sindone originale era talmente male eseguita che chiunque la vedeva esprimeva parere negativo mentre quella di Leonardo non lascia spazio a critiche ed é subito riconosciuta come autentica.

Si rammenta anche che Leonardo aveva stretti legami di lavoro e amicizia con Giuliano de Medici il quale era sposato con Filiberta di Savoia.

Personalmente non credo che la creazione della Sindone sia il risultato di una commissione specifica proposta dai Savoia ma penso che la Sindone di Leonardo era già pronta perché essa era il risultato di esperimenti precedenti tendenti a dimostrare la falsità e la facile riproducibilità di una simile reliquia.

Nella realizzazione della sua Sindone Leonardo però prende una serie di precauzioni così che in futuro possa emergere la verità, allo scopo prepara o modifica la Gioconda in modo che sovrapponendo le due immagini risulti in modo ineccepibile che la realizzazione è sua.

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CAPNOMANZIA ….. O ARTE ?

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

La Capnomanzia è un’antica tecnica di divinazione  che consiste nella  lettura del movimento del fumo; questo  essendo un elemento estremamente  leggero riesce ad intercettare  le impercettibili  energie (eteriche  e non) che lo circondano. In questi scatti vediamo i fili di fumo  che intrecciandosi, agglomerandosi e disperdendosi   sembrano giocare e danzare  con invisibili correnti sospesi a mezz’aria. Abbiamo l’impressione che  una volontà  cerchi  di  raccontare  delle storie tracciando immagini oniriche e fantasiose.

Le  foto danno  la sensazione di un interazione tra l’elemento impalpabile  e  la  fotografa, che riesce a rubare al fumo alcuni  attimi  di intimità.   Il  rapporto particolare che si instaura tra  chi  fotografa e il fumo è dimostrato dalla bellezza e dall’eleganza delle immagini, che sono  delle piccole opere d’arte.

Per eseguire la tecnica di divinazione della capnomanzia, il negromante  usualmente  pone sul carbone acceso grani di papavero, foglie di verbena e di salvia, e osserva i disegni del fumo oppure la direzione che esso prende per  poterne trarre  auspici.

LeLe (Lenina G.) per questi scatti ha utilizzato una semplice macchina digitale,    fumo di incenso e la suggestione della notte, e senza la presunzione di  voler leggere il futuro, si è limitata a  cogliere la bellezza  dell’attimo fuggente.

108 pensieri in libertà

L’orologio della vita scandisce le ore, i minuti, i secondi! Ed in
ogni attimo si rinnova il miracolo del presente. Perché l’istante
fuggito è già passato, mentre il prossimo è ancora futuro.
 
Ogni atto di vita è il regalo che l’essere umano compie nei confronti
della creazione. Agisci con amore e coraggio e sarai esempio
all’umanità tutta.Immergiti nella luce, immergiti nell’amore che tutto lega, tutto
compenetra, scaccia le illusioni del buio esistenziale.Un quadro è la rappresentazione dell’essenza di chi lo compone.
Esprimi la tua essenza e diventerai l’artista della tua vita.

La poesia sgorga dal cuore e colpisce l’anima! L’anima purificata
dalla sua armonia, potrà insegnare l’amore a tutti gli esseri
viventi.

L’albero è la rappresentazione del bosco, i suoi fiori ed i suoi
frutti sono la manifestazione dell’amore universale.

Se avrai il coraggio di tuffarti nella profondità della vita, come il
pescatore nella profondità dell’oceano, potrai anche tu trovare il
tesoro racchiuso nella tua anima. Una perla splendente che illuminerà
il tuo cammino.

Il mare accarezza o percuote la riva con le sue onde! La vita
accarezza o percuote l’essere con le onde del destino! Sembrano
talvolta simili, ma nessuna è identica alla precedente.

L’acqua è la sorgente da cui scaturisce la vita. La vita è la
manifestazione di una creazione in divenire. Presente però solo
nell’attimo fuggente.

L’amicizia è il tesoro che può unire gli esseri viventi! E’ pura
solo nell’incontro di anime affini! Diviene allora comunione nella
solitudine esistenziale.

Il cielo è il riflesso dell’atmosfera! Il colore del mare è il
riflesso del cielo! La profondità dell’oceano è il riflesso
dell’anima umana alla ricerca di sé stessa.

La natura che si risveglia a primavera indica il rinnovamento,
apportatore di gioia. Lascia fiorire nel tuo cuore i gigli della
speranza! Troverai cosi la pace.

Il cielo può apparire buio, coperto dalle nuvole! La giornata può
apparire uggiosa e triste! Impara a far sorgere il sole dentro te!
Scaccerà le nubi e porterà il sereno.

Nasce la vita in ogni angolo, in ogni luogo! Nasce, vive, muore, si
trasforma! Ed anche su una montagna di rifiuti può nascere un fiore
odoroso.

Osserviamo l’alba! Osserviamo il tramonto! Sono due aspetti della
stessa realtà! Separano la luce dal buio, nella continuità di una
stessa giornata.

La musica è l’armonia del suono! Come in una orchestra si devono
accordare gli strumenti prima dell’inizio di una sinfonia, così
impara ad accordare il tuo cuore per poi cantare a voce spiegata la
canzone della tua vita.

Tieni aperta la tua anima nel tempo della tua giornata terrena.
Tienila aperta durante il dì! Ed anche nella notte! Buia o stellata
che sia! La casa della tua anima potrà così divenire rifugio al
viandante smarrito.

Impara ad osservare te stesso! Osserverai nello stesso tempo i tuoi
fratelli e sorelle! Impara ad apprezzare i tuoi atti ed a perdonare
i tuoi errori. Apprezzerai e perdonerai tutti coloro che ti sono
prossimo.

Ricorda che ogni verità che credi di avere raggiunto è solamente
parziale! Non aggrapparti ad essa! Coltiva piuttosto il dubbio!
Potrai così ampliare la tua visione della vita e ritornare ad
osservare le stelle.

Non ricercare astruse verità filosofiche! Non servono a nulla.
Ricerca invece la verità su te stesso! Amplierai il tuo orizzonte e
diverrai partecipe della creazione.

Combatti la battaglia contro i tuoi pregiudizi e le tue debolezze.
Vincila e la tua vita non sarà stata inutile.

La vita è un sogno estremamente realistico! Passa dallo stato onirico
al risveglio interiore! Riuscirai a vedere la tua ed altrui esistenza
per quello che è veramente: Pura e semplice illusione.

Quando un bambino nasce è pura coscienza di esistere! Poi diviene!
Ritrova il bambino che è in te! Gioca, ridi, e sii felice! E’
l’unico modo per realizzare la pace.

Un fiore in sboccio, una foglia novella, il sorriso di un bimbo sono
tutte espressioni della rinascita della creazione.

Non esiste la libertà! Esiste solo la possibilità di liberarsi dalle
proprie catene esistenziali! Fai morire giorno per giorno l’uomo
vecchio ed in te nascerà il bambino.

Il presente è figlio del vostro passato! Non potete cambiarlo! Agite
però nell’attimo fuggente affinché il vostro futuro divenga migliore.

Nessun vero maestro vi predirà mai il futuro! Esso è soggetto alla
vostre azioni! E voi siete liberi di agire seguendo la vostra
volontà. Voi siete i creatori della vostra vita! Nel bene e nel male.

Saggio è l’uomo che non pone aspettative sui suoi simili! Diviene
così artefice della propria vita e signore del proprio destino.

Non sciogliete enigmi per comprendere il mistero della creazione!
Osservate! Ed essa svolgerà le sue trame nel vostro cuore e si
manifesterà in tutto il suo splendore.
Non scender mai a patti con la tua coscienza! Conserverai intatto il
rispetto per il bambino che esiste in te.

Vivi la tua vita senza paure esistenziali! La paura appanna la
visione dell’ infinito.

Il profumo dei fiori è l’immagine della primavera! Scaccia le nebbie
invernali e fai fiorire il tuo cuore! Il suo profumo si irradierà per
tutto l’universo.

Le nuvole buie indicano tempesta! Ricordati però che dopo ogni
temporale rifiorisce il sereno.

La morte è la fine di un’esperienza! La notte è la fine del giorno!
Ma il sole sorgerà ancora, apportatore di un nuovo splendido mattino.

Se apri le finestre di una stanza, la luce del giorno illuminerà
anche gli angoli più nascosti! Apri le tue finestre alla conoscenza
interiore ed i fantasmi dell’irrazionale spariranno! Ed il tuo essere
si illuminerà di immenso.

Ogni volta che pensi di avere scoperto una verità fermati a
riflettere! Potrebbe essere l’ennesima illusione.

Non chiedere mai troppo alla vita! Il suo filo si dipana al di là
della tua volontà. Sii però pronto ad accettarne le sfide. Combatti
e ne uscirai vincitore.

Non abbatterti nelle avversità, non esaltarti per i tuoi trionfi!
Non potrai discendere al di sotto della tua umanità, né salire al di
sopra della tua essenza.

Le stagioni si susseguono, ognuna con la sua utilità nel contesto
naturale! Anche nella vita si susseguono le stagioni! In ognuna di
esse potrai generare il seme dell’eternità.

C’è un tempo per seminare ed un tempo per raccogliere! Ma esiste
anche il tempo in cui la pianta manifesta tutto il suo splendore.

Come nel seme esiste tutta la potenzialità dello sviluppo di una
vita, nella tua anima esiste il seme dello sviluppo di un intero
universo.

L’unica ricchezza che l’essere umano riceve alla sua nascita
è il tempo necessario a sviluppare la sua vita! Non sprecarlo
nell’ammassare inutili cose, destinate alla distruzione! Cerca invece
la sapienza. La ricchezza spirituale durerà in eterno.

Apri il tuo cuore a ciò che ti circonda! Sentirai la luce del giorno
che avanza e vedrai il fragore della distruzione di ciò che è
inutile.

Cerca di vedere al di là della maschera che nasconde l’essere umano
ai suoi simili! Dietro alla vanità, all’orgoglio, alla superbia,
all’invidia, troverai la solitudine e la disperazione esistenziale.

Non ergerti a giudice dei tuoi simili. In ognuno di essi c’è il seme
della ricerca dell’assoluto! Che potrà sbocciare se si apriranno al
risveglio della loro natura essenziale.

Osserva le stelle! Puntini di luce in un cielo oscuro! Osserva te
stesso e cerca nell’oscurità del tuo vivere quotidiano i punti di
luce che possono rischiarare un’esistenza.

Siedi sulla riva del mare ed osserva il moto delle onde!
Assomigliano, le onde, ai tuoi pensieri! Vanno e vengono! In un
continuo riflusso verso l’immensità.

Non cercare di contare le piante che formano un sistema boschivo!
Vedresti solo alberi e non potresti godere della completezza e della
perfezione del bosco. E neppure intuire la sua sostanziale unità.

Non osservare le vestigia del tempo, come opera a sé stante! Pensa
invece agli esseri umani che vi hanno vissuto! Con i loro dolori
e le loro gioie! Esseri umani che non sapevano di fare parte

dell’antichità.

I pensieri, frutto della mente, portano irrequietezza, emozioni
irrazionali, paure! La pace, l’armonia, la vibrazione dell’amore
fioriscono invece nelle sconfinate praterie dove il pensiero viene
annullato.

Il vento dello spirito soffia dove vuole! Gli esseri umani credono
di poterlo convogliare per i loro fini! Ma esso sceglie le proprie
direzioni, incurante della follia dei singoli individui.

Vita, morte! Principio , fine! Alba, tramonto! Bene, male! Sono i
distinti aspetti della stessa medaglia! Della vita! Non possono
essere separati! Sono uniti ed indivisibili! Il saggio li accetta
senza porsi problemi. Ed osserva! Osserva la natura ed i suoi
fenomeni! Osserva l’umanità e le sue follie. E lascia che
l’osservazione senza giudizio scorra dentro di sé! E l’osservatore
diviene osservazione! Diviene unità assoluta con la creazione! Fino
a quando non esisterà più nessuna gabbia, e potrà librarsi verso gli
sconfinati spazi dell’essere.

L’arrogante non si cura delle ferite che infligge al suo prossimo!
Egli non ha amici sinceri! Tutti lo temono per la sua lingua
affilata! Rimarrà paurosamente solo! E nella solitudine sperimenterà
la follia della sua superbia.

L’avaro non trova giovamento dall’accumulo delle sue ricchezze!
Rimanda sempre il momento in cui vorrà goderne! Ma all’improvviso
può arrivare la malattia e la morte! E tutti i suoi sforzi
assomiglieranno ad una giornata passata inutilmente.

L’uomo intelligente sa conoscere la persona che gli è veramente
amica! Questa non si aspetterà né favori, né complimenti! Si atterrà
alla verità che non fa male e saprà accettare l’amicizia come libero
scambio di persone affini.

Vivi la tua vita senza pregiudizi! Cammina nel suo seno come se
camminassi in un giardino! I fiori, le piante ed anche le erbacce
contribuiscono alla sua bellezza.

Il bosco spoglio d’inverno esprime la necessità del riposo! Ma in
primavera si rivestirà di verde ed i semi dell’autunno produrranno
nuove piante.

Osserva l’acqua stagnante di un piccolo lago! Sembra immobile, ma
nelle sue profondità ferve la vita in perenne creazione di sé stessa.

La mente produce paure, suggestioni, infelicità! Sembra il mare in
tempesta! Affrontala con coraggio! Ignora le sue onde e tuffati nel
profondo! Toccherai la pace.

La lampada buca il buio! La luce sconfigge le tenebre! Il giorno
uccide la notte! La conoscenza trionfa sull’ignoranza esistenziale.

Non adorare le stelle ma osservale! Non adorare la luna ma osservala!
Non adorare il sole ma osservalo! Non adorare Dio, ma lascia che Egli
osservi la tua vita.

Non correggere l’ignorante , lo stupido o il superbo! Costoro ti
disprezzeranno e diverrai loro nemico. Ancora meglio, non correggere
nessuno! Fatti invece correggere dalla tua coscienza! Essa ti
indicherà sempre la retta via!

La pazzia agisce sovrana nella città dei consumi! Qui ha stabilito il
suo regno! Essa sconvolge coloro che seguono i suoi insegnamenti! La
saggezza vive nascosta in un angolo della via! Essa farà uscire il
viandante dalle strade impolverate della città e lo condurrà in salvo
negli sterminati campi verdi dell’infinito.

Non pretendere che dall’albero della calunnia nasca il frutto della
verità e dell’amore, né che dall’albero della malvagità nasca il
frutto del bene! Ogni albero produce il frutto della sua natura!
Assapora solo i frutti delle azioni positive. Ne uscirai rafforzato e
pronto ad affrontare le traversie della vita.

La vista è inutile al pesce che vive in un lago imprigionato
nell’oscurità del sottosuolo! La visione interiore si è spenta in
coloro che vivono soffocati dalle tenebre dell’egoismo esistenziale.

L’attore appone una maschera alle sue fattezze! Interpreta un ruolo
e ne diviene partecipe. Il cercatore della verità su sé stesso deve
invece abbandonare tutte le maschere, se vuole interpretare la sua
essenza interiore.

Il pigro è destinato all’oblio della non esistenza! Spende tutte
le sue forze nell’inattività! Si addormenta la sera, sfinito dalla
fatica di una vita senza scopo.

Il sonno del giusto, dopo una lunga giornata di lavoro, è rallegrato
da sogni di pace! Vive la sua esperienza onirica come un messaggio di
bellezza e di amore.

L’orgoglio per la propria bellezza giovanile è solo assurda
vanità! L’essere umano inizia ad invecchiare sin dal momento della

propria nascita! Cerca l’eterno bambino che esiste in te e rimarrai
eternamente giovane.

Fu quando l’uomo divenne “Essere umano”, che lanciò la freccia della
sua esistenza verso l’assoluto.

Lega la tua vita alla ricerca del potere e della ricchezza e questa
diverrà buia come una notte senza stelle!

Se non porrai freno ai desideri, i tuoi giorni diverranno una
frenetica corsa verso l’effimero ed il superfluo!

C’è più felicità nella visione di un campo di spighe mature, che in
un monte ripieno di desideri esauditi!

C’è un tempo per piantare, uno per sradicare ed uno per raccogliere
i frutti della propria opera! Scegli sempre, come stile di vita, la
via intermedia! Ti eviterà di cadere nei precipizi del fanatismo e
dell’intolleranza.

L’uomo nasce tribola, muore, e le sue speranze hanno il destino
del tuono, che spegne sé stesso con grande fragore, in un fiume di
lacrime!

Nasce la vita dal ventre materno come un filo di gioia, ma il bambino
che nasce invia subito al cielo la sua disperazione! Tutti intorno
a lui ridono! Egli solo piange! Si prepara già ad affrontare le
asperità legate all’esistenza umana!

Osserva e comprenderai il senso della vita! Impara il distacco ed
il tormento scivolerà su di te!Purifica la tua essenza e vedrai il
divenire dell’universo!

Se guardi un tessuto con una lente d’ingrandimento ne vedrai la
trama! Se osservi la tua vita con la lente del distacco ne potrai
comprendere il suo scopo! Gioie e dolori indissolubilmente legati!
Accettali tutti e prosegui nella tua via.

Ad ogni stagione il suo compito e la sua bellezza! Non scambiare però
l’improvviso temporale primaverile con l’uggiosa pioggia autunnale!

Chi mai può contare tutti i granelli di sabbia? Essi formano il
deserto e le spiagge, ma anche il fondo del mare! Chi mai può contare
tutte le gocce di acqua? Esse formano i fiumi, i laghi e gli oceani e
donano la vita! Sabbia ed acqua! Deserto ed oceano! Vita in continua
evoluzione! Apparente divisione in assoluta unità.

Chi si arrabbia per ogni nonnulla non ha scuse! Creerà intorno a sé
un alone di antipatia.
E se cercherà la compagnia dei suoi simili, spesso si ritroverà solo!

Il canto degli uccelli, il rumore dell’acqua che scorre impetuosa,
il sussurrio del vento tra le foglie, rappresentano la natura che
sorride a sé stessa.

Chi accetta solo la propria verità, non sentirà più, dietro alle
sbarre né il profumo dei fiori né il canto degli uccelli.

Tenete aperta la casa della vostra anima dal sorgere del sole fino
al calare delle tenebre, il suo calore illuminerà le tenebre sino
all’avvento di una nuova alba.

Spesso i ricordi del passato avvelenano il presente! Servano i
ricordi da esperienze! Ma i sensi di colpa non avvelenino il futuro!
Questo è un filo purissimo ancora avviluppato nelle spire del
destino.

Gli uomini hanno capacità di capire, di scegliere e di discernere!
Il saggio lascia che gli insegnamenti della vita scorrano dentro
di sé senza cercare di dominarli. E si lascia influenzare solo
dall’esperienza così raggiunta nelle sue scelte.

Una parola buona è un atto di amore! E’ come la rugiada che mitiga il
calore! Essa vale più di un costosissimo regalo! Le persone gentili
sanno unire le parole ai propri atti! Esse sono il sale della terra.

Lo stupido quando rimprovera è sgarbato! l’invidioso anche quando
regala qualcosa lo fa in modo meschino! L’avaro non regala niente a
nessuno! La persona generosa offre sé stessa!
E la sua compagnia viene sentita come il più bel dono da chi lo
riceve.

Quando dai un giudizio esamina prima te stesso! Quando sarai chiamato
personalmente di fronte al tribunale della vita, troverai così
misericordia.

Tutti gli anni della vita di un uomo sono solo una goccia d’acqua
nell’oceano dell’eternità! Sono la sua sola ricchezza, e quando li
avrà sprecati in futili cose, avrà dissipato tutto il suo avere.

La mente dello stupido è come un recipiente bucato! Non riesce a
trattenere il liquido degli insegnamenti che gli vengono dati giorno
dopo giorno dalla vita.

Agli occhi di uno stolto l’educazione è come una catena ai piedi
o manette ai polsi. Per gli uomini di buona volontà invece, essa
rappresenta i gioielli di cui si adornano i saggi.

Dalle tue aspettative puoi immaginarti i desideri degli altri! Cerca
pertanto di riflettere prima di agire! Non compiere nei confronti del
fratello, gli atti che potrebbero dispiacere a te.

Dal profondo nascono i tuoi pensieri! Impara a riconoscerli! Ed
esprimi solamente quelli che porteranno armonia nella società in cui
vivi.

Non fidarti di chi vuole assolutamente consigliarti. Spesso tali
persone nascondono dietro alle loro parole, innominabili interessi.

La preoccupazione dell’uomo, la sua angoscia, sta nel pensiero del
futuro, nel pensiero della morte. Il suo fantasma avvelena la vita
di tutti gli esseri pensanti. Il saggio però considera che anche la
morte fa parte dell’esistenza. Ne è semplicemente il termine. E la
sua essenza tornerà alla fonte dalla quale era partita.

Il firmamento nelle notti chiare è un vero splendore! La mente si
tuffa nella sua immensità! Viaggia più veloce della luce e raggiunge
in un attimo i confini dell’immaginazione!

Chi urla la sua moralità ai quattro venti è molto spesso un ipocrita!
L’etica non ha bisogno di proclami! E’ una linea retta scritta
indelebilmente sulla lavagna della vita.

La luna con i suoi cicli segna il tempo dell’anno ed è il punto di
riferimento per il susseguirsi delle stagioni! La natura ne viene
influenzata! I suoi flussi marcano la crescita delle piante e la
nascita delle creature che adornano la terra.

Brucia la tua natura animale al fuoco del rinnovamento interiore!
Dalla cenere così ottenuta nascerà giorno per giorno l’uomo nuovo.

Non dare la responsabilità dei tuoi errori ad altri! E neppure alla
società in cui vivi! Assumetene la responsabilità e cerca di cambiare
la tua vita! Cambierai anche coloro che ti sono più vicini.

Non offrire sacrifici all’altare di dei sconosciuti! Offri te stesso
alla vita! Otterrai tutto ciò di cui hai bisogno! In primo luogo
otterrai la pace.

Non mentire a te stesso! Accetta la tua realtà! Di essere umano,
soggetto alle influenze della sua educazione! Seguiterai a compiere
errori! Fino a quando la luce illuminerà il tuo cammino e la tua vita
diverrà un faro per il viandante disperso.

Nessuno può dire che una cosa è buona o che l’altra è cattiva. Spesso
sono aspetti di una realtà indivisibile.

Non lasciarti influenzare dall’aspetto esteriore di una persona!
Guarda nelle profondità del suo essere! Potresti scoprire le immense
estensioni dell’infinito.

I tuoi figli, sono i figli dell’ umanità tutta! Contribuisci alla
creazione di un mondo migliore e non sarai vissuto invano!

Se colpisci qualcuno in un occhio lo farai piangere! Se tocchi una
persona sul vivo lo farai reagire duramente. Fai attenzione ai tuoi
comportamenti! Non curarti degli errori altrui, pensa solo ai tuoi!
Non ti creerai inutili e dannose inimicizie.

La sapienza è come un libro aperto, sul quale potrai scrivere ogni
giorno le tue emozioni e le tue esperienze! Niente dovrà esservi
cancellato! Dovrà esserci sempre una pagina bianca disponibile! La
lettura delle pagine precedenti non è necessaria! Perché il solo
momento che conta è l’attuale! Un solo istante può riaffermare il
diritto inalienabile di ogni essere alla felicità.

 di Giancarlo Sanchini

Simbologia esoterica

da LA DOTTRINA SEGRETA – Blavatsky

blawasky

La Dottrina Segreta dice che all’inizio di un periodo attivo ha luogo un’espansione di questa Essenza Divina dall’esterno all’interno e  dall’interno all’esterno, in conformità della legge eterna ed immutabile; e l’universo fenomenico o visibile è il risultato ultimo della lunga catena di forze cosmiche messe progressivamente in moto.

E così, tornando alla condizione passiva, l’Essenza Divina si contrae, e l’opera anteriore della creazione viene gradatamente e progressivamente annullata. L’universo visibile si disintegra, i suoi materiali si disperdono e “la tenebra” solitaria e unica aleggia ancora una volta sulla faccia dell’abisso.”

Per usare una metafora tolta dai libri segreti e adatta a rendere l’idea ancora più chiara, un’espirazione dell’“essenza sconosciuta” produce il mondo, ed una inspirazione lo fa scomparire. Questo processo è in azione da tutta l’eternità, e il nostro universo attuale non è che uno delle infinite serie che non hanno princìpio e che non avranno mai fine

La prima figura è un semplice disco    .

La seconda, nel simbolo arcaico, è un disco    con un punto al centro, prima differenziazione nelle manifestazioni periodiche della Natura eterna, senza sesso ed infinita, “Aditi in QUELLO”, 1 o lo Spazio potenziale entro lo spazio astratto.

Nella terza fase il punto si trasforma in un diametro   . Questo è il simbolo della Madre-Natura divina ed immacolata, nell’Infinità assoluta che abbraccia tutto.

Allorché questo diametro orizzontale è attraversato da un altro verticale   ,  abbiamo la Croce Terrena. L’umanità ha raggiunto la sua terza Razza-Radice; è il segno dell’origine della Vita umana.

Quando la circonferenza scompare e lascia solo la croce +, è il segno che la caduta dell’uomo nella materia è compiuta, ed ha inizio la Quarta Razza.

La croce nel cerchio simboleggia il puro Panteismo; quando la croce non è circoscritta, il segno diviene fallico. Aveva lo stesso significato, come pure altri, come un Tau iscritto nel cerchio,  , o come un “martello di Thor”, la così detta croce Jaina, o Svastika, dentro al cerchio  .

Il terzo simbolo,  il cerchio diviso in due da un diametro orizzontale — serviva a indicare la prima manifestazione della Natura creatrice, ancora passiva perché femminile. La prima vaga percezione dell’uomo, per quanto riguarda la procreazione, è femminile, poiché l’uomo conosce meglio sua madre che suo padre. Per questo motivo le divinità femminili erano considerate più sacre di quelle maschili. La Natura, dunque, è femminile e, fino ad un certo punto, oggettiva e tangibile; e il Princìpio Spirito che la feconda è celato.

2 Aggiungendo una linea perpendicolare al diametro orizzontale del cerchio, veniva formato il tau, la più antica forma di questa lettera. Era il glifo della terza Razza-Radice fino al giorno della sua caduta simbolica, cioè quando ebbe luogo la separazione dei sessi per evoluzione naturale; allora la figura divenne , o la vita asessuata, modificata o separata — un doppio glifo o simbolo. Con le sotto-razze della nostra Quinta Razza esso divenne in simbologia il Sacr’ e in ebraico N’cabvah, delle Razze formate per prime;

3 poi esso si trasformò nell’egiziano  l’emblema della vita, e più tardi ancora nel segno di Venere ♀. Viene quindi la Svastika (il martello di Thor, o “Croce Ermetica”), che essendo interamente separata dal suo cerchio diviene così puramente fallica. Il simbolo esoterico del Kali Yuga è la stella rovesciata a cinque punte , , con le sue due punte (corni) voltate verso il cielo, il segno della stregoneria umana, posizione che ogni occultista riconoscerà appartenere alla Magia della “mano sinistra” ed usata in magia cerimoniale.

……….

Il Catechismo Occulto contiene le seguenti domande e risposte:
Che cosa è ciò che è sempre?” 

“Lo Spazio, l’eterno Anupâdaka.” [Senza Genitori]
 “Che cosa è ciò che fu sempre?”

“Il Germe nella Radice.”

 

“Che cosa è ciò che va e viene continuamente?”

“Il Grande Soffio.”

 

 “Vi sono dunque tre Eterni?”

“No, i tre sono uno. Ciò che è sempre è uno, ciò che fu sempre è uno, ciò che sempre è e sempre diverrà è pure
uno: e questo è lo Spazio.”
“Spiega, o Lanu, [discepolo].”

“L’uno è un Cerchio [Anello] ininterrotto, senza circonferenza, perché esso è dappertutto ed in nessun luogo; l’Uno è il Piano illimitato del Cerchio, che manifesta un Diametro soltanto durante i periodi manvantarici; l’Uno è il Punto indivisibile che non si trova in nessun luogo, percepito ovunque durante quei periodi; è la Verticale e l’Orizzontale, il Padre e la Madre, la sommità e la base del Padre, le due estremità della Madre, che non raggiungono in realtà nessun luogo, perché l’Uno è l’Anello come pure gli Anelli che sono in quell’Anello. È la luce nelle Tenebre e le Tenebre nella Luce: il “Soffio che è eterno”. Esso procede dall’esterno all’interno, quando è ovunque; e dall’interno all’esterno, quando non è in nessun luogo — (cioè Mâyâ,1 uno dei centri). 2 Esso si espande e si contrae [esalazione ed inalazione]. Quando si espande, la Madre si diffonde e si dissemina; quando si contrae, la Madre si ritira e si raccoglie. Ciò produce i periodi di Evoluzione e di Dissoluzione, Manvantara e Pralaya. Il Germe è invisibile e ardente: la Radice [il piano del Cerchio] è fredda, ma durante l’Evoluzione e il Manvantara, la sua veste è fredda e radiante. Il Soffio caldo è il Padre che divora la progenie dell’Elemento dalle molteplici facce [eterogeneo], e lascia quelli che hanno solo una faccia [omogeneo]. Il Soffio freddo è la Madre che li concepisce, li forma, li alleva e li riprende nel suo seno, per riformarli all’Aurora [del Giorno di Brahmâ o Manvantara.]