I volani di Carman

di Guglielmo M.

I corpi in rotazione presentano proprietà interessanti;  li possiamo anche definire come  Ibridi temporali perché presentano  velocità diverse nello stesso corpo e  secondo la teoria dei Gradienti a ogni velocità diversa corrisponde un tempo locale diverso.

Sperimentalmente si è riscontrato che i  corpi in rotazione hanno la caratteristica di interferire con altri corpi rotanti  che si trovino nella loro “area di influenza”.

Questa osservazione è del  tutto innovativa e sembrerebbe non trovare  riscontri nelle pubblicazioni scientifiche ufficiali e per questo motivo risulta difficile da accettare.

Interessanti ricerche sulle interazioni fra corpi rotanti sono state eseguite da uno scienziato italiano il prof Carman Cortesi che per molti anni ha dedicato mezzi economici e gran parte del suo tempo libero.

Il professore  in un laboratorio artigianale,  ha effettuato misurazioni con strumentazioni di notevole precisione e in gran parte da lui progettate e costruite.

La sperimentazione è stata anche estesa alle interazioni con onde elettromagnetiche e movimenti accelerativi di ogni tipo.

volani2

Questo scienziato italiano  in piena autonomia e praticamente  ignorato dalla comunità scientifica ha studiato assiduamente,  il comportamento dei corpi rotanti; per questo suo impegno egli meriterebbe ben più considerazione non solo per la genialità dei suoi strumenti ma anche per la sua dedizione e il suo coraggio .

Gli esiti della sua ricerca sono descritti (purtoppo)  in modo disordinato nel sito web: http://www.cortesi-gravity.it/index.html

Il risutlato del suo lavoro è così sorprendente  che solo uno scrittore di fantascienza poteva immaginare una cosa simile. Ecco cosa scrive Carman:

…Qualsiasi oggetto (massa) in grado di ruotare attorno al proprio asse genera un momento angolare il quale interagisce  in accelerazione con qualsiasi altro momento angolare generato da un’altra massa in rotazione. Se tale massa ruota ad una frequenza costante è soggetta all’interazione di altre masse ruotanti in accelerazione o in decelerazione   Facciamo un esempio:Prendiamo 2 volani e li poniamo nel medesimo piano chiusi in contenitori antimagnetici, li poniamo ad una distanza di circa m.1 uno dall’altro. Un volano lo facciamo funzionare da trasmettitore e l’altro da ricevitore controllando quello che succede.

Iniziamo l’esperimento creando accelerazioni al volano trasmettitore. Noteremo immediatamente che il volano ricevitore varia il proprio momento angolare in funzione delle accelerazioni e decelerazioni create dal volano trasmettitore. …

Questa scoperta è stata brevettata  come si legge dal sito di Carman:

BREVETTO  N.3 – BREVETTO DI INVENZIONE  0001364486 –  CONCESSO il  29/07/2009 – DOMANDA  N.  RA 2005A000037  DEL  11-10-2005

Dispositivo atto alla produzione, rilevazione, e  misurazione dell’ interazione Gravitocentrifuga da masse in rotazione accelerativa

Noi riteniamo che quanto è stato rivelato  da Carman sui comportamenti dei volani sia legato alla loro caratteristica di essere dei  perfetti ibridi temporali
Per tentare un’ipotesi teorica si potrebbe immaginare che esista uno speciale aspetto della risonanza che non è connesso alla materia, ma piuttosto, allo stato temporale di un oggetto.

Il pendolo e il volano

Prima di descrivere l’esperimento va fatta una premessa. Abbiamo definito “ibrido temporale” un corpo che presenta contemporaneamente velocità diverse.  Un onda e un pendolo  durante il loro ciclo  modificano continuamente la velocità, quindi secondo la Teoria dei gradienti temporali sono elementi a tempo variabile ossia  Ibridi temporali .

Nel suo esperimento dimostra come  un pendolo in oscillazione interagisce  con un volano rotante anche quando questo si trova   completamente isolato e protetto dall’ambiente esterno (la protezione è relativa all’elettricità statica, alle perturbazioni magnetiche  in quanto il volano è racchiuso ermeticamente in un contenitore antistatico e amagnetico )

pendolo

L’esperimento dell’interazione tra un pendolo e un volano dimostra  come gli oggetti accelerativi  potrebbero essere adatti   alla costruzione di nuovi tipi di strumentazioni, per esempio  :

  1.  strumenti di comunicazione in sostituzione o in alternativa di quelli usati in radiotecnica.
  2. strumenti di indagine per lo studio di forze e onde che altrimenti non si potrebbero in alcun modo rilevare
  3. prospettive da verificare di nuove strumentazioni  in grado  di trasmettere o rilevare informazioni senza  interagire con l’oggetto osservato o  in grado di propagare le  informazione che in prima ipotesi potrebbe essere istantanea essendo una questione temporale e non spaziale.

Nostra interpretazione dei risultati ottenuti da Carman:

Ci permettiamo ora di dare una nostra interpretazione degli esperimenti effettuati da Carman perchè se queste sperimentazioni potessero essere confermate ufficialmente da laboratori certificati, darebbero supporto alla validità  di alcuni principi  della nostra  vasta “Teoria dei Gradienti Temporali e Onde portanti” . In particolare al principio del :

Mantenimento dello status quo.

L’universo tende a compensare ogni tipo di evento per mantenere l’integrità di se stesso.

Analizzeremo ora alcune sperimentazioni di Carman che vanno esattamente in questa direzione:

Primo esperimento :

Prendiamo 2 volani  rotanti ( A e B ) e li poniamo nel medesimo piano altimetrico ad una distanza di circa m.1 uno dall’altro.  Per iniziare  facciamo  ruotare i volani alla stessa velocità e con identico senso di rotazione. Se acceleriamo il volano B ( trasmettitore)  succede  che il volano A rallenta.

Se l’ipotesi Status quo a è corretta accelerando il volano B  si deve creare una forza  contraria che si oppone al movimento del volano. Questa forza però agirà anche sull’altro volano.  Dato che la forza è opposta al movimento del volano A tenderà a decelerare il suo moto.

Dice Carman L’interazione avviene in modo che se i volani ruotano in fase il volano rivelatore ad ogni accelerazione del trasmettitore riceve una transizione rotazionale che  diminuire e la propria forza centrifuga. 

rotazionefase

Analizziamo ora  cosa succede  caso di volani che ruotano in senso opposto.
Se l’ipotesi dell’equilibrio già formulata è corretta, accelerando il volano B  si  creerà una forza  in opposizione al movimento del volano stesso, ma nel suo agire essa influenzerà anche il volano A.  Poiché i volani ruotano in senso contrario pertanto  forza  equilibrante richiamata da B  si sommerà all’energia di A  facendolo accelerare.
controrotanti

La sperimentazione reale del Dott. Cortesi  ce ne da conferma:

“.. Se invece i due volani ruotano di senso rotatorio contrario (controrotanti) ad ogni accelerazione del trasmettitore si ha un aumento del momento angolare del ricevitore.”

contofase

Secondo esperimento :

Interazione di un volano con il movimento terrestre.

Essendo la Terra il più grande volando disponibile per le sperimentazioni Carman ha ideato un sistema per valutare se ci sia interferenza tra un volano e il nostro pianeta.

Il volano protetto da interferenze è stato posto  su un carrello che si muove su due binari   in  tubo disposti  perfettamente orizzontale con agli  estremi degli interruttori di fine corsa.  La struttura con i binari poggia su un supporto centrale che può ruotare e quindi orientarsi secondo i punti cardinali.

barra

Consideriamo la terra come corpo trasmettitore e conoscendo che la sua rotazione è antiorario da Ovest a Est nell’esperimento si verifica se ci sono interazioni quando si sposta il volano in modo lineare nella stessa direzione (Ovest – Est) e contraria.

Se proviamo a far  percorre al nostro volano ricevente un percorso lineare da ovest ad est,  esso  dovrebbe subire  la forza  di riequilibrio generata dal movimento della terra (che va da est verso ovest). A cause di ciò la rotazione del volano ricevente dovrebbe essere frenata .
Il risultato conferma quanto supposto e il comportamento è identico a quello dei due volani già descritti in precedenza.

rotazione

Aggiungiamo a conferma della nostra ipotesi (status quo) che quando il volano si muove da nord-sud o sud-nord non si ha alcuna interazione, Carman dice infatti:

“.. tale variazione e’ massima per lo spostamento (EST-OVEST) e inferiore quasi nulla per spostamenti (NORD-SUD) . Le variazioni della frequenza sono positive per spostamenti verso EST e negative se il volano e’ in movimento verso OVEST. “

Terzo esperimento :

Interazione tra onde luminose e volani.

Riportiamo integralmente  quando riportato dal Dott. Cortesi nel documento del suo sito dove si misura l’interferenza fra un Gradiente temporale e la luce

”   Radiazioni solari interagenti con i momenti angolari di volani

 Si sono presi due volani e racchiusi in due contenitori cilindri metallici antimagnetici, diametro esterno cm.12, diametro interno cm.8, altezza cm.10 e chiusi ermeticamente.

Si sono collegati allo strumento misuratore e registratore con sensibilità di fondo scala 50 mV.   I due volani sono stati messi in funzione lontano da radiazioni e da qualsiasi possibile disturbo.

Temperatura durante il funzionamento costante e pressione costante. Da notare che un volano ruota di senso orario e il secondo di senso antiorario rispetto alla rotazione terrestre, e posti  sul medesimo  piano di rotazione  dell’equatore terrestre.

Le due registrazioni che giornalmente vengono registrate, registrano un andamento quasi uniforme: al mattino alle ore 7 – 8 circa, i due volani cominciano a diminuire il loro assorbimento in corrente ed aumentano la loro velocità  diminuendo il loro peso.

Questo andamento lo si ottiene fino alle ore 17 – 18 circa, poi inizia il periodo inverso ove si ottiene una diminuzione dei giri dei volani, un aumento di assorbimento di corrente ed un aumento di peso del volani.

Questo ciclo si ripete tutti i giorni e con variazioni maggiori con cielo sereno. Le variazioni registrate giornalmente dei due volani come andamento risultano uguali ma diverse in ampiezza.

Il volano che gira inversamente alla rotazione terrestre registra un segnale più ampio circa il 20% rispetto al volano che ruota in fase alla rotazione terrestre

Tenteremo ora di spiegare l’esperimento impiegando la teoria dei Gradienti.

Un corpo in rotazione crea una perturbazione continua che l’Universo tenta di compensare ma senza riuscire.

S’immagini un pendolo in oscillazione e si potrà facilmente comprendere come agisce l’Universo.
Ad ogni nuovo movimento del pendolo si crea un’opposizione con una forza contraria che tende a portare l’oggetto nella posizione precedente.
La forza contraria però non è istantanea e quindi nemmeno proporzionale.
Il pendolo nel suo movimento accelera e decelera per cui la forza in opposizione per ogni istante è sempre diversa dalla forza di richiamo.

In altre parole sia il pendolo sia un’onda sono dei Gradienti che presentano tempi diversi ad ogni movimento mentre un cilindro rotante è un ibrido temporale che contemporaneamente ha tempi diversi.

Un cilindro in rotazione è dunque soggetto ad una forza dell’Universo che per la natura degli eventi non può essere costante ma è variabile e auto referente.
L’andamento e la distribuzione volumetrica di questa forza è nota a tutti anche se è erroneamente interpretata come campo gravitazionale o magnetico.

La conseguenza sarà che intorno ad un corpo rotante si creerà un guscio di protezione costituito da forze distribuite con intensità decrescente che partendo dal centro si propagano all’infinito.
Se si osserva il disegno della distribuzione dell’intensità delle forze si noterà certamente che esse hanno forma di onde stazionarie con frequenza incrementale variabile e decrescente.

Questa distribuzione della forza intorno ad un corpo in rotazione assume delle proprietà che si possono facilmente intuire e tradotte con una sola parola “Instabilità”.
Un tale campo di forze essendo costituito da molteplici frequenze di conseguenza sarà in grado di risuonare o risentire di qualsiasi frequenza o forza perturbatrice.
La forza perturbatrice si tradurrà in una variazione della velocità di rotazione che sarà proporzionale all’intensità della forza applicata, alla massa rotante e al tipo di materia usata.

Il progetto di un sistema in grado di produrre energia basato sui concetti appena esposti risulta molto semplice anche se è necessario rammentare che il tempo dove si compie lavoro potrebbe essere diverso da quello in cui si trova l’operatore.

Quando si perturba il campo di forze si ottiene come conseguenza la variazione della velocità di rotazione e l’energia contenuta nella variazione non sarà mai proporzionale all’energia impiegata per perturbare.

La variazione di velocità può essere usata per fare misure, inviare informazioni, produrre energia o modificare l’azione della Gravità.

Le modalità per perturbare sono diverse ad esempio è possibile usare un’onda, un Gradiente immerso nel campo, un’accelerazione o una traslazione (possibilmente) curva.
Nel caso di una traslazione curvilinea di un Gradiente si può ottenere una diminuzione del peso relativo che si sposta e agisce in un tempo differente, per esprimere il concetto più esattamente si deve dire che si sposta il baricentro dell’insieme.
Qui sotto due esempi:
Gravità relativa 1 Movie
Gravità relativa 2 Movie

Qui invece la dimostrazione più evidente dello spostamento del baricentro.
L’idea esposta è quindi che qualsiasi corpo con gradienti riceve un trattamento speciale dalle forze dell’Universo che nel tentativo di riportare una situazione di equilibrio lo isolano circondandolo con un involucro fatto di onde sovrapposte.
Queste onde però non hanno frequenza casuale ma l’onda superiore è sempre con frequenza dimezzata.
La sovrapposizione di onde e anch’essa dimostrata concretamente da un altro ricercatore Fabrizio Tamburini.

Tutti conoscono che le onde trasmesse da una stazione radio possono essere captate usando un semplice dispositivo capace di risuonare a determinate frequenze e allo stesso modo due Gradienti  oppure un onda e un Gradiente possono comunicare e interagire fra loro.

La differenza sostanziale fra le comunicazioni Radio e quelle dei Gradienti deriva dalla massima flessibilità nell’uso dei dispositivi, ad esempio un pendolo comunica con un’onda, una sfera in rotazione, un raggio di luce, ecc. e le comunicazioni non risentono dei tipici ostacoli delle onde elettromagnetiche.

 

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