IGNORO QUINDI SONO …

penastore

Dal suo punto di vista relativo  l’essere umano non è  in grado di concepire  quale sia l’origine del Tutto e tantomeno in che cosa consista esattamente il “Tutto”  (per capirlo egli dovrebbe  essere nello stato del Tutto e quindi perderebbe la sua individualità relativa).

Un tutto omniscente e omnipresente deve anche essere  completamente indifferenziato e quindi in un certo senso  parificato ad un nulla. Nel Tutto è inconcepibile  una differenziazione ché porterebbe al paradosso di un omniscenza  nella quale esiste una zona di  mancanza di  conoscenza .

L’unica possibilità per superare il paradosso è che l’omniscenza  crei in se una situazione  “localizzata”  che crede (o meglio decide) di ignorare ciò che in realtà conosce. Questo concetto rappresenta la situazione opposta rispetto ad   un individualità che rappresenta  una zona di mancanza di conoscenza che crede di essere un centro di conoscenza.

In effetti un’individualità  è  il percorso  di recupero  di questa mancanza di conoscenza   ossia un processo di riconoscimento di se stessi.

In questo processo  la percezione definisce l’individuazione di particolari stato   di conoscenza parziale.

Per spiegare meglio questo concetto diciamo che  abbiamo uno schermo  pieno di puntini  colorati  che rappresenta tutte le informazioni possibili.

Ad un certo punto decidiamo di indossare degli occhiali che escludono dalla visione tutti i puntini eccetto che quelli rossi.  Chiamiamo questi occhiali che ci  permettono di individuare esclusivamente questa nuova  configurazione dei puntini rossi : percezione. In effetti  noi sappiamo che sono presenti contemporaneamente  tutti i puntini colorati sullo schermo, e che sarà sufficiente cambiare occhiali per diventare consapevoli di diverse e maggiori configurazioni di  colori.

Senza occhiali, con  tutti i colori presenti contemporaneamente  non saremo in grado di individuare  delle immagini,  tutto ci apparirà   uguale e la combinazione ci restituirà uno schermo bianco. Mentre l’osservazione selettiva di particolari configurazioni di colori ci permetterà di ottenere specifiche immagini o  individualità. La ricerca di ampliare il numero di colori percepibili è un percorso di conoscenza.

Abbiamo visto che tutte le possibilità sono contemporaneamente disponibili. La scelta di che occhiali indossare è una espressione di volontà, che ci permette di percepire ed individuare  una configurazione specifica.

Possiamo dire che la  percezione è espressione di una volontà di escludere alcune delle  informazioni disponibili e che quindi  l’individuo è l’espressione di una volontà di ignorare.


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