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STRANE PROPRIETA’ DEGLI SPECCHI DI KOZYREV

24 dicembre 1990 h 19:00  quartiere  Dikson vicino al circolo polare.

Nel dispositivo  dello specchio è disegnato un antico simbolo  di trinità che rappresenta il passato il presente e il futuro. Tre cerchi contenuti in un a sfera.

Quello che è successo  in seguito ha lasciato stupiti gli scienziati. Attorno al dispositivo dello  specchio si è formato un forte campo:   un campo di paura. Chi si avvicinava allo specchio era immediatamente preda di un ingiustificata paura e se si allontanava  la paura spariva.

Le prime manifestazioni di paura sono avvenute nel mezzo della notte del 25  dicembre.

Inoltre, in modo inaspettato, dallo spazio dentro allo specchio gli scienziati hanno notato un bagliore inaspettato  e  luce. L’ago della bussola ha cominciato a girare attorno impazzito e i testimoni che erano in a strada hanno parlato di strane luci polari, come un’aurora boreale sopra alla zona, causata dalle operazioni con gli specchi. Oltre a questo non appena iniziarono gli esperimenti, nel luogo dove questi si svolgevano,   è apparso un oggetto misterioso sopra al villaggio.  Si trattava di un disco luminoso che aveva dietro di se una lunga coda di luce.  Le 8 persone nel gruppo che lavoravano su questo progetto  sono stati testimoni degli strani eventi che si sono verificati non appena sono iniziate le operazioni con gli specchi Kozyrev.

Quando si è interrotta  la sperimentazione il disco misterioso è sparito lasciandosi dietro però la scia luminosa.  I misteriosi avvenimenti sono tuttora inspiegabili.

un’interpretazione è che il simbolo dentro al dispositivo a specchio   risponda in qualche modo con il campo di informazione della terra.

(leggi anche sugli esperimenti di A. Trofimov)

 

Il segreto degli specchi concavi

212 BC centinaia di piccoli soli  illuminarono tutto ad un tratto le mura della fortezza . All’inizio erano solo  dei riflessi ma poi successe l’impossibile.  Le barche della flotta romana  che stavano  andando verso Siracusa, una dopo l’altra immediatamente iniziarono a bruciare come torce. I romani fuggirono nel panico.

ARCHIMEDE

L’ideatore di tutto questo era un matematico il grande Archimede aveva costruiti la sua nuova brillante invenzione. Si trattava di specchi concavi vatti da molti piccoli specchi.

SPECCHIO1

Al giorno d’oggi specchi di questo genere sono usati normalmente nei telescopi nelle batterie solari e nei pannelli solari etc.

Questi possono focalizzare una grossa quantità di energia luce e calore.

I Maghi hanno sempre ritenuto che gli specchi concavi focalizzassero l’attenzione per vedere il mondo astrale, migliorando le capacità di chiaroveggenza dell’uomo.

E per questo essi  fissavano  nel fondo della ciotola aspettando di avere manifestazione e  immagini meravigliose del passato presente e futuro.

Tutto può essere rilevato dall’osservazione

In modo incomprensibile centinaia di anni fa Roger Bacon così facendo,  ha visto varie immagini.

Nel lontano tredicesimo secolo egli predisse l’invenzione del microscopio e del telescopio, delle auto, delgi aerei delle navi a motore. Duecento anni prima dell’invenzione della polvere da sparo egli scrisse la sua composizione e le sue conseguenze. Sapeva molto prima cose che la scienza doveva ancora scoprire.  Conosceva la struttura biologica delle cellule e il processo di formazione embrionale.  Da dove veniva questa conoscenza?  Si dice che il monaco imparò queste cose con l’aiuto di uno specchio misterioso.

Lo disse Bacon stesso “l’ho visto su uno specchio concavo”

Le stelle in una forma a spirale che si trovano tra il busto di pegaso, androdmeda  e la testa di kasiopea.

Informazioni che sarebbero state viste 400 anni dopo con la scoeprta della nebulosa a spirale di andromeda

Il grande scienziato medioevale provo a combinare fisica e magia, medicina etica matematica e visioni mistiche.

Facendosi naturalmente un sacco di nemici sia scienziati che persone di chiesa.

La storia è mantenuta negli archivi .

Egli fece due specchi all’università di Oxford, in uno in qualsiasi momento poteva accendere una candela  e nel secondo poteva vedere cosa stavano  facendo  le persone in qualsiasi parte del paese.

.Esperimenti con i primi studenti risultarono nella perdita dei loro specchi. Dedicavano più tempo alla luce delle candele che a studiare sui libri.  Per questo ci fu un accordo con l’università di distruggere entrambi gli specchi.

Come riusciva a superare i confini del mondo  per vedere cose inaccessibili normalmente all’occhio.

Sembra che lo specchio agisca su speciali zone psicofisiche che si attivano in stati alterati di coscienza .

In questi stati differenti le persone non rispondono più alla realtà che li circonda. Entrano in uno stato alterato di consapevolezza . Le sue capacità si estendono oltre alla materia e riescono  ad avere accesso a tutte le informazioni

Per avere le giuste risposte bisogna risuonare e sintonizzarsi su un problema specifico

Si ritiene che l’uomo possa  in questi casi entrare in collegamento con una banca dati , e facendo una domanda specifica egli riceva una risposta auto  da questo sistema per ricevere una risposta.

Dai tempi antichi In una situazione simile le persone sono introdotte deliberatamente usando  svariate tecniche e capacità tra le quali quella di usare superfici di specchi.

Negli anni recenti gli scienziati russi hanno concluso dopo sperimentazioni che gli stati alterati di consapevolezza  possono avvenire sotto influenza  di appropriate configurazioni di specchi.

Prima di tutto in uno specchio concavo si  focalizza l’energia invisibile e si attivano appropriate aree del cervello cheportano il cervello umano a diversi stati di consapevolezza.

Questa situazione non è rara, ma è spontanea e involontaria nelle persone.

La visione della natura fa si che si possa entrare in contatto con la mente cosmica.

E’ possibile che il ruolo speciale avuto dalla forma  del cranio umano nel quale c’è in un certo senso una specie di specchio concavo.

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Alcuni ritengono che il teschio circondato dal tessuto interno possa giocare il ruolo di risuonatore.

Ma cosa succede dentro al cranio in uno stato alterato di coscienza?

Nel laboratorio di Ulnik joken (ndr probabilmente il nome non è completo)   sono stati eseguiti esperimenti per valutare   capacità estrasensoriali, sciamanesimo e chiaroveggenza con persone particolarmente dotate. E’ successo che l’attività del cervello di queste persone agiscono in modo molto diverso dall’attività del cervello normale.  Con moderni sistemi che riuscivano a vedere come lavorava il cervello in differenti stati coscienza.

Punti luminosi mostravano nello schermo le aree più attive del cervello . in uno stato normale l’immagine sembra ad un cielo stellato.

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Ma in stati di coscienza alterata le stelle cominciano ad accumularsi per formare delle dense nuvole di forme differenti. Questi punti luminosi si raggruppano formano isole a forma di differenti canali.

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La concentrazione si focalizza su specifiche forme . Questi ricercatori russi hanno fatto per primi al mondo questa scoperta. Si possono considerare attività del  cervello simili che portano come risultato uno specifico stato della mente.  Questa scoperta ha portato un idea allettante, provare ad attivare certe aree del cervello cambiando le proprietà riflettenti del cranio umano e In questo modo riuscire a risvegliare  dei poteri supernaturali dell’uomo antico . Guardando bene questa idea non è così originale, infatti nel passato non era un abitudine così strana:

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Questo veniva fatto su bambini di tutti i continenti, dove si deformava artificialmente il cranio nel tentativo di avvicinarsi o di somigliare a Dio.

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Per alcune di queste teste di cui  gli archeologi hanno trovato resti  con crani particolarmente deformati o allugati si presume che essi avessero ben sviluppato l’intuizione e i sensi telepatici ed altre possibilità

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Forse  è per questo motivo che gli antichi egizi i mai e altri popoli forse a causa dei loro governanti inventarono un incredibile nuovo strumento per la testa.

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Simili crani sono stati trovati dagli archeologi principalmente in tombe dei preti, che forse sapevano come creare in modo specifico delle attività in certe aree del cervello incrementando le capacità paranormali legati a profezie doni telepatici e ipnotizzazione.

O forse lo stesso effetto può essere raggiunto con altri mezzi…

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Guardando ai copricapi del clero ciascuno ha il suo carattere (modello)

La tiara, il mitra la corona. Alcuni credono che l’apparenza e la bellezza della costruzione metallica con pietre preziose serva solo come decorazione, ma anche come scopo personale.

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La distribuzione dell’energia nel cervello umano

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Essi sono in grado di risvegliare le capacità soprannaturali dell’uomo.

Conoscete lo scienziato di Pietroburgo  Aleksander Barchenko?

E’ difficile da dire ma ancor prima della rivoluzione lui aveva condotto degli esperimenti.

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Di trasmissione di pensiero a distanza usando elmetti telepatici che aveva inventato lui stesso. Speciali strutture riflettenti fatti di vari metalli. Si deve ricordare che gli esperimenti di Barchenko diedero stupefacenti risultati.

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Presentando immagini telepatiche ottenute con il 100% di compatibilità.

GLI SPECCHI DI KOZYREV

E’ stato probabilmente l’esperimento di Barchenko a portare  agli eventi che sono avvenuti in Siberia negli anni 80. Anche i ricercatori siberiani hanno deciso di usare uno specchio concavo per attivare abilità supernaturali, non  focalizzandosi  solo sulla testa ma anche su tutto i loro corpo. L’ispirazione per questo tipo di esperimento fu data da un idea dell’astrofisico Kozyrev (1908-1983).

kozyrev

Egli prevedeva  la presenza di uno “spazio” speciale nello spazio, un flusso pieno di energia contenente informazioni.  Sperimentazioni scientifiche provarono che questo flusso può essere assorbito riflesso e focalizzato.  Risultò che il materiale che ha la più grande capacità riflettente è l’alluminio.  Le idee di Kozyrev  furono riprese dagli scienziati di Novosibirsk, che costruirono uno speciale strumento che chiamarono Specchio di Kozyrev (http://en.wikipedia.org/wiki/Kozyrev_mirror).  Sulla base delle idee di Kozyrev  a Novosibirsk si costruirono  degli strumenti  a forma di un cilindro di alluminio.

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Ne è  risultato che il cilindro di alluminio in questo modo riflette e focalizza l’energia , e questa idea iniziale di specchio è stata chiamata specchio di Kozyrev. Questo sistema fu seguito da una seconda serie di specchi che fu spostata a Dikson.

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Fu fatta una versione diversa di questi specchi:  verticali orizzontali a spirali e che giravano a destra o a sinistra.  La scelta della configurazione dipendeva da cosa si voleva ricercare con l’esperimento. Lo scopo che era stato scelto dai rircercatori di Novosibirsk era molto inusuale.  Essi cercavano di intercettare flussi di informazioni nella vasta aria del pianeta.  Il metodo è semplice, veniva chiesto ad un operatore all’interno dello specchio Kozyrev di spedire nello spazio informato specifici simboli grafici. Mentre il secondo uomo  a molta distanza doveva ricevere questo messaggio.  Per questo scopo  furono  stabiliti dei   simboli particolari in modo da facilitare la localizzazione  da dove venivano spediti i messaggi  così  il rispondente poteva  ritrovarli.  Si trattava di una specifica serie di 77 simboli e segni di varie culture e nazioni,

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Quindi su un computer veniva visualizzata una serie di questi simboli in modo casuale.

Il computer generava una serie di tre o cinque simboli  che  venivano mostrati all’uomo all’interno dello specchio e lui doveva pensare di spedire queste informazioni  nel campo del pianeta.

Egli non sapeva se questa cosa avrebbe funzionato e non sapeva neppure a chi o cosa avrebbe dovuto spedire queste informazioni.  Il messaggio dalla zona polare di Dikson sarebbe stata amministrati in punti diversi dell‘unione sovietica per un anno e mezzo, si trattava di un compito complicato.  I messaggi venivano spediti da due posti da Dikson e Novosibirsk e ricevuto in vari punti in europa, Asia e America.  Erano coinvolte molte persone, si parla di 5000 persone  da 12 paesi diversi.

mondo

E’ stato il più grande esperimento di sincronizzazione del pensiero mai realizzato.

I risultati superarono  le  aspettative de i più grandi i scettici. Nella maggior parte dei casi le informazioni delle  forme pensiero spedite erano esattamente corrette dopo aver viaggiato per migliaia di kilometri.

Il numero di ricezioni dei simboli corrette fu del 95%.   Un tale numero di coincidenze non poteva essere casuale. Fu dimostrato al mondo con un  nuovo metodo di  prova scientifica che esiste uno spazio informato.

A seguito di questo esperimento gli psicologi urali hanno così posto le loro speranze sugli specchi di Kozyrevin  di Novosibirsk ma in  modo differente.  Sapendo come erano costruite queste strutture hanno  deciso di  modificarli, inotre  anziché utilizzare l’alluminio hanno optato per una lega particolare   di acciaio.

Gli specchi di Kozyrev degli urali sembrano più alla tiara papale  ma molto più in grande

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Non c’era niente di molto complicato nella costruzione, ma il risultato che questo aveva nell’uomo era di grande interesse per i ricercatori. Cominciarono subito ad esserci degli effetti  e a succedere cose stupefacenti alle persone che vi entravano.  tubo

Una delle configurazioni previste è  stata quella di uno specchio orizzontale a forma di cilindro in cui viene fatto coricare una persona. I soggetti che hanno  provato questo tipo di specchio  hanno raccontato di strane sensazioni. Tra le varie esperienze vediamo alcune  testimonianze:

  • qualcuno ha parlato di un benessere generato da un flusso di energia originaria, un’energia pulsante che si addensava e poi tornava ad espandersi.
  • altri hanno descritto la sensazione come un effetto di calore; un sentimento di vibrazione dell’intero corpo e di ogni singola cellula. In ogni caso una sensazione molto confortevole e piacevole.
  • Altri hanno avuto esperienze di volare in piedi verso l’alto sempre più in alto fino a volare nell’universo tra stelle immense incredibilmente belle.
  • Qualcuno si è visto circondato da  una grande cupola rossa. Ritrovandosi in un posto dove tutto era diviso come su una scacchiera, e si vedeva circondato da complessi geroglifici rossi .

Chi ha avuto l’esperienza di stare negli specchi ha riportato dei segni molto profondi, e delle nuove capacità straordinarie.

– una persona ha detto che dopo essere stata nello specchio ha presentato delle interessanti capacità. Ha iniziato a sentire i confini delle cose viventi e inanimate. Queste impressioni e sensazioni sono state poi confermate  da opportuni dispositivi.   Esiste infatti un dispositivo che misura i confini dei campi energetici umani e incredibilmente le rilevazioni fatte con questo dispositivo  hanno confermato al centimetro le impressioni provate dal soggetto.  Si tratta di una conoscenza conscia che deriva direttamente dal lavoro dentro allo specchio.

– una persona che è stata cinque volte nello specchio ha detto che a seguito di queste esperienze ha avuto un’apertura delle capacità intuitive.  Sapeva esattamente quello che le stava succedendo come se qualcuno la stesse aiutare a prendere le decisioni della vita, aumentando le proprie comprensioni  di tutto e  del fatto che la vita non è solo ciò che è visibile.

La natura del fenomeno degli specchi è un grande quesito per gli scienziati. E’ chiaro che nello spazio concavo degli specchi influenza i  nostri meccanismi del sonno. La scienza deve ancora spiegare come funzionano questi meccanismi e come sono collegati al campo delle informazioni.

L’uomo all’interno dello specchio concavo acquista speciali conoscenze.   Si tratta di un tipo  esperienze  che hanno una forma simbolica. Questo simbolismo può essere molto profonda e personale

Cose di cui gli uomini alla fine non sono consapevoli.

Abbiamo per esempio  l’esperienza di una persona che ha provato la sensazione di essere un pesce, si trattava di una sensazione positiva in cui essa si sentiva bella e luccicante, e allo stesso tempo manteneva la consapevolezza di essere se stessa. Racconta come questa sensazione l’ha resa più consapevole e più a suo agio  anche nella sua vita ordinaria, perché più in controllo del suo destino e delle sue capacità.  Il pesce rappresentava per lei in questo senso la sua voglia di esplorare nuove situazioni e la sua voglia di  conoscere soprattutto  nel  suo movimento verso l’alto verso la luce solare.

Questo tipo di fenomeno può essere spiegato in molte maniere, come autosuggestione, visualizzazione causata dall’apertura di alcune zone nascoste della complessità del subconscio (dovute all’ansietà).

Questo è l’approccio tradizionale e ci sono casi in cui questo approccio non può essere spiegato, ed è questo quello che è successo per tre settimane  nella zona  polare di  Dikson.  Entro gli specchi di alluminio di Kozyerev si è creato un vero spettacolo.

Lo spazio si era riempito di luce e sono apparse masse luminose con segni e simboli che potevano essere ammirati da tutti.  Si trattava di simboli reali e visibili che continuarono a essere visibili per parecchio tempo dalle 9 alle 16 ore.  Non si tratta di una sensazione soggettiva delle persone che vedevano questi caratteri. Non era una cosa interiore della consapevolezza, ma si trattava di una cosa oggettiva e  reale. Ciascuno dei ricercatori che entrarono negli specchi senza avere parlato o avere avuto contatti tra di loro, riportava gli stessi simboli che erano visibile nello spazio degli specchi

Incredibilmente persone diverse vedevano esattamente gli stessi simboli. Poi nel giro di qualche ora il numero di simboli  in un certo senso diminuirono, ma la struttura simbolica rimaneva una struttura stabile.

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Per sei mesi sono state registrate come si sono  succedute  le serie dei simboli. Si trattavao di più di 2000 simboli e segni simili. Percepiti indipendentemente  da ciascuna delle differenti persone, il che significa che si tratta di una realtà oggettiva. Il dipartimento di storia e linguistica dell’istituto  siberiano dell’accademia russa sapeva che l’80% di questi simboli, risultava che essi appartenessero a varie antiche civiltà. Simboli che possono essere trovati sui megaliti, sulle pietre e sui mosaici di roccia.

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Dopo  qualche anno  nel 1997 gli scienziati do Novosibirsk hanno compiuto  gli esperimenti locali con  amici inglesi.  A parte il misterioso Stonhenge  oltre duecento persone  hanno cercato di ottenere informazioni che erano state  spedite dagli specchi di Kozyreve di Novosybirsk. Si trattava dei simboli sumeri che provenivano dalle tavolette di argilla. Gli inglesi hanno adottato questi simboli

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IL VIAGGIO NEL TEMPO

Pertanto, per  gli esperimenti con gli specchi gli scienziati di Novosybirsk hanno scelto la zona polare Dikison e sapevano anche che cosa li aveva spinti a lasciare il  laboratorio attrezzato per andare  nella zona di  permafrost  che si puo trovare sulla mappa.   I ricercatori erano interessati sulle informazioni  del passato del nostro pianeta.  In questa situazione sono statati studiati i comportamenti degli specchi di Kozyrev sul ghiaccio eterno.  Ottenendo informazioni relativi a conoscenze molto profonde.  Queste informazioni sono state tenute nel ghiaccio per dozzine centinaia e migliaia di anni .

Quando l’acqua si trasforma in ghiaccio è il ghiaccio diventa  il guardiano di queste energie

Gli scienziati speravano che usando gli specchi di Kozyrev  potevano mostrare  il passato.

In un esperimento i simboli sono inviati da una persona all’interno dello specchio di Kozyrev in Dikson . Mentre i riceventi erano dei ragazzi dei villaggi della costa  che si trovavano a 400 km da Dikson.   Ai ragazzi fu chiesto di disegnare cosa si era  creato nella loro mente durante le sessioni. Tutti i ragazzi erano isolati tra di loro e non sapevano niente sui simboli che stavano vedendo. I risultati eccedevano tutte le aspettative. Il  numero simbolico 63 aveva causato nelle menti  di molti ragazzi uno stesso disegno.

La tenda tradizionale che si usava nel nord

Un ragazzo che discendeva da una dinastia sciamanica diede delle immagini più dettagliate. Uno di loro disegnò lo “stato sciamanico” un posto rituale sul fiume, dove una volta abitava solo uno dei suoi bisononni, uno shamano

E per la nipote di un altro famoso shamano  ha ben raffigurato  il simbolo  n. 32 rappresentante   un disegno di tre  cime di montagne che non aveva mai visto,

Si ha l’impressione che  gli specchio attraverso i simboli riescano a  recuperare  parte delle antiche informazioni e i bambini discendenti degli antichi abitanti della regione polare hanno visto molto lontano nel passato e le persone che furono in quel posto .

La loro coscienza si è trasferita nel medio evo e  anche alcuni anche prima.

Anche chi ha fatto delle esperienze all’interno degli speciali  specchi di Kozyrev  nelle configurazioni previste dal prof. V Trofim , che bloccano il campo magnetico terrestre ha avuto visioni di altri tempi.

Abbiamo l’esperienza di una studiosa di storia che dice di avere  visto un uomo, l’immagine di un uomo , un uomo vestito molto bene come un guerriero.  Aveva in testa una cosa simile ad un elmo  riccamente decorato nella parte esterna con della pelliccia .  Quando si è chiesta chi fosse, ha  avuto immediatamente la consapevolezza e la   risposta che si trattava di Genghis-khan.  Egli stava con un altro uomo, e  ha avuto l’informazione che questo uomo era un astrologo. Si trattava di uno speciale  aiutante di Genghis Kan che lo  stava assistendo  per  stabilire l’impero. Questa immagine e queste informazioni erano molto in linea con il tipo di  esperienza  personale del soggetto.

Un altro soggetto che ha deciso di stare alcune ore dentro agli spedcchi si è visto come  soggetto che pateciipava a degli eventi  che sono successi nell’impero romano. Egli ha descritto il corso degli eventi a cui ha partecipato.

Il viaggio nel tempo in questi casi è in un certo senso spinto dalle esperienze personali e dalle attitudini e desideri del percepiente.

Queste immagini dal passato non sono spiegabili. E non si può sapere se sono vere .

Un soggetto aveva dei problemi nella famiglia in particolare con suo  figlio e   con il proprio nipote. Aveva una domanda a tal proposito a cui aveva bisogno di dare una risposta.  Quando si fece questa domanda si ritrovò in mezzo ad una  una chiara giornata d’estate con dell’erba in mezzo al verde. Si trovava da una parte come osservatore dell’immagine.  Vedeva solo il nipote e il figlio. Stuperfatta stava guardando la casa ma sapeva che il figlio non aveva una casa ma solo un appartamento a mosca, non aveva neanche un piano per avere la casa. Letteralmente in pochi mese si spostò esattamente in questa casa. Il problema di cambiare abitazione era collegata alla salute di suo figlio.  Ad una specifica domanda corrispondeva una specifica informazione.  Certo si puo trattare di una casualità, ma quante casualità sono avvenute di questo tipo.

Gli scienziati di Novosibirsk hanno trovato qualche cosa di simile nel lontano nord durante l’esperimento delle immagini mentali spediti dalla città di Dikson e il villaggio che porta lo stesso nome della terra.

Entrambi i gruppi erano negli specchi di Kozyrev . mentre la trasmissione sincronica veniva ricevuta  un terzo di tutto i simboli.

I due terzi sono stati persi . La matrice era memorizzata nell’ora 1,3,5,7 per qualche ragione un  gruppo di caratteri arrivò molto tardi. Sembrava che tutto il tempo il pensiero dei messaggi fosse memorizzato in qualche luogo.

Ma dove? Non c’è una risposta razionale di questo fenomeno . ma questo non basta.

La vera sensazione doveva ancora arrivare. E l’un terzo poteva essere trovato in anticipo.

Nel tempo fisico abbiamo trovato un paradosso.

 

http://aetherforce.com/kozyrevs-mirrors-bending-time-altering-consciousness/


Walnut and alchemy

nocedibenevento

 

by Guglielmo Menegatti (original link here)

We are adding this appendix as  following the publishing of the article “Tesla and his golden eggs” we got many request from all over the world to give more information  concerning the use of Walnut in alchemy.

The most common question we received was that there are not alchemic books that openly speak about  walnut, his tree or  derived   products used as a main element for alchemic purpose, therefore they wanted to know from where the author has got the information cited in the document.

We will try to explain our reason but as a premise  we have to start with this statement “the wallnut, his fruit belong to a very high level of knowledge in alchemy”.

Unfortunatelly the usage and usefulness of Walnut in  alchemical applications, pharmacological, physical or chemical is not directly obtainable from some specific book,  but it can be only  deductible through the study of primordial symbolism, from which over time it  has been originated and evolved  the words and immages language,   which is now familiar to all  alchemy lovers.
We’ll start now with the identification of the basic symbol that has ancient origins and is widespread in all cultures of the world.
This basic symbol actually has no specific name for this reason we will call it simply: “alchemic flower”.

FioreBase

The Flower in his whole rapresent all the fundamental knowledge and it is divisible in two units, the top side  ( the right one  in the picture) is referred to the knowledge of the power  needed  to deal with  world, including precisely: alchemy, physics and all sciences in general; while the lower part (circle) is referred to the knowledge  needed  to deal with our body and our ego; in this appendix we will not talk about the lower part of the symbol or about other elements  that are part of it (an that  describe the origin of our race).

The image shown is part of the culture Paziric (or Pazyryc).
http://it.wikipedia.org/wiki/Cultura_di_Pazyryk

The  alchemic flower as a symbol contains mainly the  graphic combination of the male and female  flower of wallnut  tree.

In the image below you can see the assembled parts (left) and the original.

 

NoceSommaFiori

The assembly of the two flowers graphic immages  has not been obtained sole  from  logical deduction of the graphic symmetries but it is a precise feedback that  outcomed after  long  study on  prehistoric symbols and  their geographical and temporal evolution.
Below are two examples of its transformation:

NoceEvoluzione

in the below link it is possible to see   other examples of this stylistic variation:
http://en.wikipedia.org/wiki/Fleur-de-lis

Often, the symbol of the walnut tree male flower is mistakenly confused with the pine cone, but with the observation of some details it is easy to understand that it is not like that.
The  pine’s cone bracts have  irregular shape, not rhomboidal, and also does not have at its peak a tip while instead this  is a classical charachteristic of  male flower of Walnut.
A classic example of this misinterpretation  is the huge statue in the Vatican that scholars interpret as a pine cone.

In the image below: on the left the Vatican pinecone, in the center  the male  Walnut flower and at the right the classic hexagonal cone pines:

ConfrontoPigne

An other reason why the this interpretation is  easily refuted is the fact that  pine tree  is not  spread throughout the world, moreover many other archaeological finds show various stages of development in length of walnut  Flower  that cannot be possible  confused with other species of plants.

Here below images from all over the world and from different cultures where it is evident that pinecones are not involved.

noce1

 

Here below as comparison you can see some pictures showing the various stages of development of the walnut male flower.

NoceSviluppo

If you still think that walnut tree or its fruit and in particular its male flowers are not used for  alchemical operations or other technology it may  be sufficient to look at the following pictures to change your mind.

 

click in the below picture to see the high version resolution

 Olmec culture Book of the Holy Trinity Cartaginesee armor Satchel Omeyyade de Leyre, cathedral Pampelume
Liz09Min Liz00Min Liz06Min Liz02Min
sumerian culture sumerian culture sumerian culture Armenian culture
Liz04Min Liz05Min Liz01Min Liz07Min
 S.Martin Gaceo church  Spain Manuscript Walters art museum Indian coin 230AC
Nasik region
 Assyrian  culture
GaceoSpagnaMin Liz10Min Liz08Min Liz03Min

In particular the Walnut male fruit seems to possess property of  improving  human intellectual capacity and in fact we find it almost always related to  elements that are in connection with head such as crowns, etc. drapes. and in the Buddhist religion it is laid on top of Buddah head. (ndr we wish to  remind the well note “doctrine of signature”  a theory developed by 16th century Renaissance physician Paracelsus, that said plants that resemble parts of the body had healthy benefits for that body part, and  walnut  in fact looks a lot like a human brain…)

Liz11

Very interesting is  Dionysus  mythological story (aka God of  pine trees) that has been  identified by mistake  as Wine’s God, Dionysus was  known for  drinking something, but it’s easier that it was  drinking an infusion of walnut rather than wine.
The oldest representations of this God shown with great evidence that it wasn’t grapes but it was something that  we finally know.
In the image below you can compare the gems of walnut  male flowers with  fruits (which are not absolutely grapes)  in the  crown that surrounds  Dionysius head.

Dionisio

In the following picture you can see a  sculpture of this God that leads on top of the head a stylized flame and in the top of the stick that he is holding in  his hand there is   a  Walnut male flower. This is a special stick  known with the named Tirso and it is known  to belong to  Dionisio.
http://it.wikipedia.org/wiki/Tirso_(bastone)

Dionysos_with_Ariadne

In the below relief   is told  perhaps the true story of an   Dionysius aged, that  is trying to  offer to the woman at left, some wine to get  in exchange something that shall help him to return young. The woman  is  holding  this “magic stuff” in her left hand.

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We can see roughly the same scene showed in  “Guta-Sintram” code,  we can see Jesus, who is asking something to his mother,  but she,  with a  serious expression does not seem willing to give him it easly.
http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_Guta-Sintram

Fleur

We can find many indirect reference to walnut tree in Egyptians Papyris and murals and in Mesopotamia’s culture,  Those references are recognizable if you consider the typical  characteristic of this tree leaves.
In fact walnut branch always have an odd number  of leaves for example five, seven or nine.

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The Egyptians and the Sumerians in their documents used  to indicate  walnut tree  showed their leaves, the Egyptians have also used the symbol for “life” called “Isis cross” while the Sumerians have  used a symbol that is similar to our “Alchemical Flower”.

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For example here below there  is an Egyptian  picture that show the  transformation of nuts in a drink. What is identify it as a walnut tree  are  the  two birds located on the base which together with the  tree are creating  the symbol of life.

You can see that  the transformation of nuts is  creating three types of drink, one that is  destinate for use of nobles people, one that is destinate to  the animals and the third one  for the normal  people. You can  understand those different productive characteristics  just  following  the flow of the liquid,   exiting from the jar hold from the fruit picker climbed on tree.

BibitaEgiziana

In the   Mesopotamia traditions as well as in Egypt, there are many examples of the usage of a walnut based drink.
In the Sumerian image below you can see a sick person that together with a “doctor” (practitioner ) goes to an expert to buy medicine.
From the symbol  placed over the jar  helded in the right hand by the pharmacist we can easy identify the origin of the medicine.

ElisiSumero

Here below an other picture where the walnut leaves are evident.

ElisiSumero2

from the  Etruscan mirror that we show here below we can also assume that  the drink can  have aphrodisiac effect

SpecchioEtrusco

The Walnut is very frequently associated with an unidentified bird but defined in some cultures as “Phoenix”, Phenix is immortal and reborn from its ashes.
The picture below is taken from the Indian text “Panchatantra” of the third century BC.

Panchatantra

Another picture taken from the San Marco Church in VeniceChiesaSanMarcoVenezia1202

… again from Guta-Sintram codex of 1154

scena-cortese-guta-sintram-codex1

Concerning the myth of transformation of eggs in gold we report below a picture  that has been the source of our document (about Tesla), it is an ancient Egyptian  mural in the Mastaba of Ptah-hotep Saqqara (about 2400 BC).
In the scene we can see a person  that holds a bird while he is introducing a tube into its  stomach.
The tube is connected to a kind of oven from which are outcoming  eighter  vapors or ash  from  burning or boiling  male Walnut fruits.
In the background at the left top a pyramid made maybe  with the likely eggs (gold).

OrigineTesla

But the  connection  between  eggs – walnut  was confirmed by the analysis of the pictures showed in   the works of  female Catholic and alchemist visionary “Hildegard of Bingen”,  we show someone for demonstration purposes:

 

click in the below picture to see the high version resolution

Alchemic flower, golden egg Fertilization, alchemic flower Golden egg, alchemic flower bird, alchemic flower
Hildegard_of_Bingen00Min Hildegard_of_Bingen01Min Hildegard_of_Bingen02Min Hildegard_of_Bingen03Min

To learn more about Hildegard you can  click the link below:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ildegarda_di_Bingen

Someone has asked us to provide a recipe for immortality, this is obviously not our intention, but anyway we wish to give you our suggestion to do the following things:
Replace breakfast with a glass of olive leaf extract sweetened with honey and three nuts (30 grams unshelled)

Obviously you should counsel first with your doctor or herbalist.

Below two links that may be useful:
1) The-nuts-stretch-the-life-the-confirmation-of-a-new-study
2) Extract-of-leaves-of-olive-benefits-and-preparation

There would be many other things to say about the walnut but we believe to have sufficiently answered to  what we have been requested by our readers friends via email, but we want to add one more little  information that will be useful to investigators and Alchemy lovers.
The male flower and probably the Walnut fruits  must be collected in the  exact maturity period and  only in this way they can be used for purposes that are planned.
As proof we recall that traditionally witches and those who manufacture the  Nocino liquor collect exclusively during the  St. John night (23 june), in our opinion, however,  it is not needed to respect that precise  date but it is important to  carefully choose a suitable state of maturation.

As a greeting and thanks for your attention to our work we will give you two beautiful images of the painter Vladimir Kush.

VladimirKush00VladimirKush01

 

Riferimenti utili
http://it.wikipedia.org/wiki/Nikola_Tesla
http://www.iosononelfuturo.it/files/oro_alchemico.html
Http://La noce simbolo dell’uomo e della divinità
http://www.cavernacosmica.com/simbolo-e-significato-dellalbero-di-noce/
http://ok-ambiente.com/2009/11/24/il-noce-simbolo-di-morte-e-rigenerazione-e-potente-rimedio-fitoterapico/
http://www.cartomanzia-astrologia.com/le-erbe-magiche/il-noce/
http://it.wikipedia.org/wiki/Corentin_Louis_Kervran
http://www.poesialatina.it/_ns/Greek/tt2/Esopo/Esopo089b.html
http://www.educazionesostenibile.it/portale/sostenibilita/tecnica-a-ecologia/racconti/1598-npk-k-per-potassio.html
http://www.fisicamente.net/FISICA/index-1387.pdf
http://it.wikipedia.org/wiki/Vetro_solubile
http://en.wikipedia.org/wiki/Vivekananda
http://www.windoweb.it/guida/scienze/biografia_Nikola_Tesla_07.htm
http://menteecuoreincucina.wordpress.com/2014/06/24/il-liquore-delle-streghe-il-nocino-di-san-giovanni/
http://it.wikipedia.org/wiki/Uovo_cosmico
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=728
http://icbrisighella.racine.ra.it/progscientuovo/uovo_mitologia.htm
http://www.angolohermes.com/Simboli/Noce/Noce.html
http://www.angolohermes.com/Simboli/Uovo/Uovo.html#Uovo_Filosofale

other documents of Guglielmo Menegatti

Alchimia e elettricità
Comparazione fra la sindone e la Gioconda di Leonardo

 

 


storie di alberi… parte due

Ci sono persone dotate di  particolare sensibilità  in grado di percepire cose inaccessibili ai più. Queste persone sono dotate di un sesto senso che li mette in grado di rapportarsi con energie e consapevolezze diverse e le esperienze che ne ricevono sono a volte sconcertanti. Alcune di queste persone  riescono a gestire la loro abilità e grazie alle loro esperienze e capacità  vengono riconosciute dalla società come persone speciali: medium, stregoni  o veggenti. In altri casi queste esperienze possono essere talmente scioccanti da  far destabilizzare chi le subisce.   Per questa ragione chi è in grado di interagire con queste energie deve  necessariamente essere dotati  di  una grande  forza e stabilità interiore per poterle reggere.

perception

Lo scrittore Jone Chioccarello è una di queste persone speciali, che proprio a causa delle sue  capacità  si è trovato spesso testimone  involontario di comunicazioni particolari, quasi fosse una calamita che attrae situazioni bizzarre.

Alcune di queste sue avventure autobiografiche ci hanno spaventato, commosso o divertito nel libro “Un sentiero verso l’ignoto”. I suoi racconti a volte sconvolgenti ed agghiaccianti sono sempre  vissuti con una serenità e una pace interiore, che forse è il  segreto che gli permette di   non  perdere la propria lucidità ed equilibrio mentale di fronte a  situazioni destabilizzante. Dopo averci deliziato con l’aneddoto del faggeto (che possiamo leggere qui) torna con un’altra toccante storia dedicata sulla natura che ci dovrebbe far riflettere :

“...voglio raccontare un altro episodio che mi è successo alcuni anni dopo, questa volta  non con alberi enormi, ma con alberelli da appartamento, un ficus beniamino e una pianta di limoni. Un fatto anomalo che anche se non a livello del precedente è comunque interessante.

Non so come dire  ma a volte mi sento come il “prezzemolo”,   che cresce in maniera incontrollata e a volte è anche infestante; sembra che io arrivi di proposito dove ci sono delle anomalie. Mi sembra di essere un mezzo per condividere forse con altri,  molti fenomeni inspiegabili e probabilmente anche irripetibili.

Un sabato sera mi sono recato a casa di un mio dipendente per prendere accordi e definire alcune modalità per il lavoro che dovevamo riprendere il lunedì mattina.    Suono il campanello e mi viene ad aprire la moglie. A malincuore ho visto che il suo viso portava i segni di freschissime percosse. Ho domandato cosa fosse successo, lei scuotendo la testa e asciugandosi le lacrime “ stavo preparando la cena, e dieci minuti fa, lui con tono imperativo mi ha imposto di andare  dal tabaccaio a comperagli le sigarette. Gli ho fatto notare che stavo a cuocendogli la cena, mi sono arrivati in faccia due ceffoni così sonori che ho ancora un orecchio che mi brucia e mi fischia, comunque siedi che dovrebbe arrivare a momenti”.   

Mi sono accomodato in una comoda e soffice poltrona che aveva il ficus dal lato sinistro e l’alberello di limoni a destra.   Dopo pochi secondi mi sono sentito accarezzare dietro al braccio sinistro. Era estate e indossavo una maglietta senza maniche,  ho fatto un leggero sussulto pensando ad un insetto, ma come mi sono girato ho visto che il ficus “benjamin” aveva le foglie dal mio lato che tremolavano tutte come ci fosse una leggera brezza.

ficusMi sembrava una cosa stranissima, ho avuto per un attimo la sensazione che volesse parlarmi e che chiedesse protezione.  A questo punto ritengo doveroso fare un quadretto di Carlo (il mio dipendente):  appena trent’anni, disintossicato da poco dall’alcool dopo un gravissimo coma etilico, un tipo egoista che molto spesso lasciava trasparire dai suoi atteggiamenti e  discorsi parecchia cattiveria e a volte anche crudeltà. Una cosa che  non mi piaceva perchè sembrava odiasse il mondo intero.

Non so se la cosa fosse da imputare all’abuso di alcool oppure il suo carattere così negativo fosse dovuto a un difetto nel DNA, comunque sta di fatto che nutriva ammirazione solo per sua madre e penso che questo possa bastare.

Ho chiamato sua moglie e le ho fatto notare il fenomeno, lo stupore l’ha assalita immediatamente confermando lei stessa che si trattava di una stranezza. In quel momento abbiamo udito Carlo chiudere  il basculante del garage e aprire il portoncino che dava nella tromba delle scale. Come ha iniziato a salire i gradini è iniziato il vero spettacolo.   Al rumore dei passi, i due alberelli hanno incominciato a vibrare, le foglie agitandosi sembravano  indirizzarsi  verso di me come attirate de un aspirapolvere, quella scena mi ha fatto stringere il cuore e ho passato le mie mani dentro ai loro ramoscelli accarezzando quella paura. Anna si è portata le mani alle guance sussurrando “non è possibile che la cattiveria di quello zoticone possa far paura anche a loro. Intanto i passi di Carlo si avvicinavano, quattro rampe di scale e un lungo corridoio condominiale, sono stati sufficienti per intuire una situazione tutt’altro che positiva. Anna ha incrociato le labbra con un dito in segno di silenzio eclissandosi in cucina e chiudendo la porta, ho dato uno sguardo alle piante e mi sentivo avvolto dal loro terrore e nello stesso istante Carlo ha infilato la chiave nella serratura. Quello è stato un attimo intenso, mi è sembrato che la stanza si fosse svuotata, come se fossero spariti i rumori e anche la forza di gravità, è durato un istante fino all’apertura della porta, e in quel frangente gli alberelli si sono bloccati.

Dopo averlo salutato l’ho subito aggredito con una domanda a bruciapelo “cosa fai a questi poveri alberelli che li trovo malconci?”  E lui con tono sprezzante “ppfff questi quattro stecchi sono il mio divertimento, scotto loro le foglie con l’accendino, spengo le sigarette sulla loro corteccia, trapasso loro le foglie  con un filo per  unirne  alcune  e ci appendo piccoli pesi, e poi guarda “….       Ha tirato fuori da dietro la poltrona una batteria da 12 volt,“ con questa?!, pianto due ferri nella terra, abbevero per bene e poi attacco i cavi, dovresti vedere che bello, se ci sono dei lombrichi escono in superficie.   Che dire?!  Mente contorta, atteggiamenti sadici e violenti con tutti o cos’altro?

Fattostà che anche la due povere pianticelle erano terrorizzate dal suo comportamento carico di cattiveria e me l’hanno dimostrato abbondantemente.

Qua si potrebbe rimanere a fare commenti forse inutile e anche infinite deduzioni per molto tempo, io mi fermo a raccontare l’essenziale di un episodio che merita moltissima attenzione.  Mi auguro che quanto scritto sopra serva per far riflettere almeno qualcuno, ricordando e sottolineando che dove c’è vita c’è energia, e si può sempre attingere qualche insegnamento.


Storie di Alberi e… magia…

Chi ha visto Avatar è rimasto sicuramente affascinato dall idea di un mondo in cui gli alberi comunicano tra di loro e interagiscono con le persone.

interconnesso

 

 

Forse la realtà  qui sulla terra non è così distante da quel mondo di fantasia; negli anni  numerosi studi   hanno dimostrato che le piante sono esseri sensibili  in grado di comunicare.

Qualche anno fa di Guillermo Murphy e Susan Dudley (http://www.amjbot.org/content/96/11/1990.full.pdf)   hanno dimostrato che i vegetali sono organismi sociali, che possono perfino mostrare comportamenti altruistici tra di loro.

Clinton Francis del National Science Foundation (NSF) National Evolutionary Synthesis Center,  ha provato che gli alberi sono sensibili ai rumori elevati che  possono influire negativamente  sulla loro crescita  con conseguenze che perdurano per decenni anche quando la fonte del rumore è scomparsa.

Stefano Mancuso, responsabile del LINV, assieme ai ricercatori dell’University of Western Australia Monica Gagliano, Michael Renton e Martial Depczynski hanno dimostrato che le piante sono in grado di apprendere e di conservare memoria delle informazioni e che le piante sono inoltre  capaci di percepire il pericolo e di sapere esattamente cosa “fare” per evitare i predatori.

Uno dei fenomeni più affascinanti legato al mondo vegetale,  e forse anche  il più sorprendente, è poi la loro capacità di cantare e comporre musica. Questa capacità è stata sondata e studiata dai ricercatori della  Federazione di Damanhur.

margherita

 

Vi sono anche alberi che sembrano in grado di spostarsi come  le walking palm tree (Socratea exorrhiza) che si trovano in america latina.

Insomma il mondo vegetale è molto più sensibile e vivo di quello che siamo abituati a credere.

Noi esseri umani viviamo in simbiosi con il mondo vegetale per ottenere l’ossigeno che è necessario alla nostra  sopravvivenza, ma l’influenza che le piante hanno sul nostro benessere, è forse a livello più profondo. In un libro pubblicato recentemente, “Blinded by Science” (www.blindedbyscience.co.uk) l’autore Matthew Silverstone, prova scientificamente che gli alberi migliorano molti aspetti della nostra salute come: malattie mentali, disturbo di deficit di attenzione e iperattività (ADHD), livelli di concentrazione, tempi di reazione, depressione e diminuzione di emicrania.  Quindi  la scienza  ci conferma che “abbracciare” gli alberi ha un  effetto positivo  sulla nostra salute.

abbraccio

 

 

L’uomo ha sempre percepito che  il mondo vegetale è molto più  vivo ed  interconnesso al  nostro di quello che appare a prima vista, così  gli alberi hanno da sempre  ispirato  miti e leggende. Lo scrittore e botanico francese  Jacque Brosse  nel suo   libro  Storie e leggende degli alberi  spiega bene come in diverse civiltà e in periodi diversi  gli alberi siano stati   considerati come manifestazioni delle divinità e portatori di vita. Nella cultura classica ci sono numerosi riferimenti ad alberi dedicati a divinità, alberi sacri dimore di  dei  e  ninfe,  e  il rispetto dei boschi  in passato era quindi molto importante. Forse dovremmo recuperare un po’ di  questo rispetto.

Per farci riflettere sul rapporto che ci lega intimamente al mondo vegetale  riporto qui di seguito un racconto affascinante  dello scrittore “Jone Chioccarello” che ci aveva già stupito con le avventure autobiografiche raccontate nel suo libro  “un sentiero verso l’ignoto”.

jone

“… Mio padre era morto da appena un mese e per far fronte alla condizione economica alquanto disagiata che avevo ereditato, oltre al mio lavoro, me ne inventavo continuamente di tutti i colori per di racimolare qualche soldo in più.  Avevo ereditato dal nonno una faggeta, un bosco di circa un ettaro con una grandissima quantità di alberi d’alto fusto ( alcuni giganteschi che personalmente non abbatterò mai). Cercavo di vendere della legna perchè  rendeva molto bene e allora il sabato pomeriggio e la domenica mi dedicavo  a fare il boscaiolo, aiutato da un mio operaio, da un amico e da mio suocero, tutte persone abbastanza esperte di boschi e di alberi .

faggeto2

 Era il 1981 e verso il venti di marzo avevo tolto il gesso al piede fratturato. Pochi giorni di riabilitazione erano stati più che sufficienti perché  non potevo permettermi di ascoltare dolori o guardare gonfiori, dovevo solo stringere i denti e andare avanti. La luna si presentava idonea al taglio degli alberi e mi rimanevano gli ultimi due sabati e domeniche per l’abbattimento,  prima della chiusura del taglio, così mi dovetti  incollare alla motosega senza tanti indugi.    Il primo week end abbiamo lavorato solo io e Graziano, il mio dipendente. Abbiamo messo al suolo circa settecento quintali di alberi, il mio intento era quello di abbatterne circa duemila:  i tronchi diritti andavano in segheria per lavoro e il rimanente come legna da ardere. Il sabato successivo erano venuti anche Mario e  mio suocero Girolamo,  che si  dedicavano alla ramatura e all’accatastamento  dei rami, mentre io e Graziano continuavamo il taglio. Ad un certo punto della mattinata , dopo che entrambi  avevamo finito la miscela delle motoseghe abbiamo optato per una pausa per  rifocillare lo stomaco e riposare un pò i muscoli. C’era un sole stupendo che filtrava attraverso i rami del bosco già pieni di gemme belle gonfie in fase di apertura, la temperatura era decisamente primaverile, non si sentiva un filo d’aria, anzi, lavorando sodo sudavamo  avendo  solo la camicia. Si udiva solamente il canto dei fringuelli e di qualche capinera, il bosco sembrava un angolo di paradiso, e mentre  facevamo  lo spuntino ci scambiavamo i nostri pareri inerenti a quella tranquillità che sembrava irreale .

   Dopo aver trascorso una mezzora di relax, ci siamo rimessi all’opera riempiendo il serbatoio delle motoseghe, ma con grandissima sorpresa, al primo tentativo di messa in moto tutti i faggi attorno a noi hanno iniziato a muoversi in maniera molto strana, sembrava che un tornado li attorcigliasse su se stessi. Si sentiva un’atmosfera cupa. Ad un certo punto il movimento delle cime è cambiato,  i rami  hanno perso  il movimento rotatorio, mentre sembrava che i rami si fossero animati di una nuova volontà e che  cercassero di muoversi per  intrecciarsi fra di loro come per darsi la mano, per tenersi come i bambini quando fanno il girotondo, sferzavano l’aria come delle piccole frustate;   si udiva un sibilare continuo, come quando si agita velocemente un ramo di salice e la situazione era  diventata alquanto spaventosa , ci sembrava di essere in un incubo, tutti e quattro con la testa verso l’alto a guardare attoniti quel mistero che si era sprigionato solamente attorno a noi, e non riuscivamo a  capire cosa stava succedendo .

abbraccioalbero

   Mario è stato il primo a dimostrare la sua paura, inginocchiandosi  facendo il segno della croce e mormorando alcune parole che non sono riuscito a sentire  perché la portata del fenomeno era inquietante. Mio suocero che era accanto a me, mi ha messo una mano sulla spalla dicendo ”è una cosa che fa paura,  mi sento il cuore in gola, qua c’è da farsela addosso”, Graziano che stava affilando la catena, dopo essersi bloccato ha semplicemente detto “non sarà mica la fine del mondo?”.  Io che avevo la pelle d’oca anche lungo la spina dorsale e le mandibole inchiodate dalla tensione guardavo e pensavo: “questo potrebbe essere un duro rimprovero fatto anche con ragione” , a quel punto mi sono avvicinato ad un faggio, l’ho abbracciato, sentivo le sue vibrazioni che partivano dalle radici, le ho interpretate come paura, paura di essere tagliati forse, ma sentivo che attraverso quel tronco scorreva tanta energia, io quel faggio l’ho stretto a più non posso e poi l’ho baciato, mi sono poi girato e ho detto ad alta voce ,”da oggi il taglio è chiuso e non riaprirà più se non per pura necessità, perché anche la natura che ci circonda ha il sacrosanto diritto di vivere!”. Da li a pochi secondi  tutti gli alberi avevano smesso la loro singolarissima comunicazione che ci aveva lasciati tutti quattro con il morale in fondo alle scarpe. Ne abbiamo parlato però per molto tempo, perché un caso simile deve essere per forza comunicato ad altri e l’ultimo che ha smesso di raccontarlo è stato mio suocero perché probabilmente si è reso conto che non esiste niente di impossibile.  Io, per conto mio penso a qualsiasi cosa o possibilità, cerco di analizzare tutto senza farmi sfuggire niente mettendo a confronto anche le più piccole stupidaggini. Sono quindi del parere che in quel momento si sia aperta una porta o un possibile condotto di comunicazione tra la (madre) terra  che io ritengo viva e il celo, o meglio il cosmo. E’  come se si fosse aperta una valvola di sfiato di una enorme pentola a pressione. Noi quattro che non so se siamo stati i fautori dell’innesco, ci siamo trovati nel bel mezzo di quell’anomalo vortice avvolti in una atmosfera da brividi, uno più inebetito dell’altro a guardare un fenomeno inspiegabile. Quell’angolo di natura è poi diventato il mio bosco “sacro” e lo paragono a molti luoghi della terra simili al mio , tipo le tombe dei giganti e i nuraghi in Sardegna, Stonehenge , le piramidi di Giza o del Messico, il Machu Picchu, Lourdes e tantissimi luoghi di energia,  non, dove c’è qualcosa di misterioso e irreale che ti avvolge;  e senza lasciarsi prendere dalla suggestione, basta chiudere gli occhi e respirare lentamente a pieni polmoni si può sentire anche l’aria con vibrazioni diverse e il cervello che si svuota dalle problematiche e incomincia a star bene e sorridere   come stessimo viaggiando in un’altra dimensione, comunque sta sempre il fatto che quei faggi dovrebbero aver attinto l’energia da una fonte immensa ed inesauribile aumentando le loro funzione vitali in una comunicazione da brividi che rasenta l’inverosimile o l’umano.”


Cosa unisce la Sacra Sindone alla Gioconda di Leonardo?

 


Relazione grafica fra Sindone e Gioconda di Leonardo da Vinci

(Sintesi da una ricerca di Guglielmo Menegatti)


La Sindone e La Gioconda contengono molti punti in comune tali da generare il sospetto che esse siano in realtà due parti separate di una sola opera.

La Sindone e la Gioconda non solo contengono parti grafiche che sembrano create appositamente per essere fra loro sovrapposte, ma contengono anche indicazione e riferimenti per realizzare correttamente la sovrapposizione.

Le parti superflue (o errori anatomici) del viso della Gioconda sono evidenziate dalle aree in colore nell’immagine qui sotto.

 

GiocondaSegni

 

Gli errori anatomici di Leonardo grazie al risultato di questa ricerca trovano finalmente quella giustificazione logica che prima era in antitesi con il suo evidente talento di pittore.

Rosso = parti chiare in eccesso

Verde = parti scure non necessarie

Giallo = deformazioni anatomiche

Si noti inoltre l’assenza di sopracciglia e la lunghezza del naso.

Nella stessa immagine sono anche riportati in colore blu i punti per il riferimento per la sovrapposizione.

A sinistra l’immagine originale in toni di grigio.

Qui invece sono evidenziate le aree descritte sopra in sovrapposizione

 

CorrispondenzeSegni

Le due immagini accostate

Affiancate


Qui sotto le immagini originali che sono state usate per la comparazione e che, ovviamente, possono essere da chiunque desidera fare delle verifiche

 

SindoneGioconda

 

Qui il risultato finale dopo la sovrapposizione:

 

Finale

 

e ancora la conversione in anaglifo visibile con gli occhialini rosso ciano

 

FinaleAna

 

ULTERIORI PROVE

Premesso che la dimostratone grafica riportata sopra è di per se talmente evidente che non richiede ulteriori prove ma come supporto aggiungiamo altre ipotesi.

1) La rappresentazione grafica non è la proiezione aperta di corpo solido ma un comune disegno, si tratta quindi di un’ordinaria immagine piatta e non di un telo che avvolgeva.

2) La tecnica con la quale è stata eseguita è certamente fotografica ed è stata eseguita in due tempi, la prima con l’esposizione del telo ricoperto da una emulsione sensibile impiegando una Camera Oscura e poi il fissaggio dell’emulsione a caldo ricalcando il disegno con una punta rovente.

L’immagine originale proiettata non era un corpo solido come ad esempio una statua ma un comune disegno, se Leonardo avesse utilizzato una statua le ombre della luce solare si sarebbero impresse con una direzione individuabile e in ogni caso non fuori proporzione come appare anche dopo un’analisi sommaria.

L’opera infine è completata con ritocchi manuali usando pigmenti colorati o altro materiale

LA STORIA

La prima Sindone appare in modo documentato come in possesso di Goffredo di Charny e di sua moglie Giovanna di Vergy intorno al 1350, negli anni seguenti i coniugi donarono la Sindone ai canonici della Collegiata di Charny.

Alcuni anni dopo la Sindone è esposta pubblicamente ma fin dalla sua prima ostensione essa viene derisa per l’evidente impossibilità di un’attribuzione come telo di Cristo:

Intorno al 1389 il vescovo di Troyes la definisce il telo come un “dipinto”.

L’antipapa Clemente VII dichiara che si tratta di un dipinto fatto a somiglianza di una Sindone.

Nel 1415 Margherita di Charny discendente di Goffredo dopo un lungo contenzioso con i canonici della Collegiata di Charny si riappropriò del lenzuolo.

Margherita negli anni seguenti organizza in Europa varie ostensioni finché il suo operato é sottoposto ad inchiesta dal vescovo di Chimay, al termine del processo-inchiesta risulta che la Sindone è una semplice raffigurazione.

Nel 453 infine Margherita vende la sua Sindone ai duchi di Savoia e l’evento diventa di dominio pubblico in tutto il mondo conosciuto.

La prima Sindone era quindi un evidente falso e quando i duchi di Savoia ne vengono in possesso tentano di rimediare alla truffa chiamando Leonardo a risolvere il problema.

Il fatto che rende possibile la nostra tesi é che la Sindone originale era talmente male eseguita che chiunque la vedeva esprimeva parere negativo mentre quella di Leonardo non lascia spazio a critiche ed é subito riconosciuta come autentica.

Si rammenta anche che Leonardo aveva stretti legami di lavoro e amicizia con Giuliano de Medici il quale era sposato con Filiberta di Savoia.

Personalmente non credo che la creazione della Sindone sia il risultato di una commissione specifica proposta dai Savoia ma penso che la Sindone di Leonardo era già pronta perché essa era il risultato di esperimenti precedenti tendenti a dimostrare la falsità e la facile riproducibilità di una simile reliquia.

Nella realizzazione della sua Sindone Leonardo però prende una serie di precauzioni così che in futuro possa emergere la verità, allo scopo prepara o modifica la Gioconda in modo che sovrapponendo le due immagini risulti in modo ineccepibile che la realizzazione è sua.

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


LA NASCITA DI UN SISTEMA COSCIENTE

NASCITA

 

Quando si crea  un sistema chiuso, sia esso biologico o meccanico,  in grado di  compiere delle azioni che gli permettono di autostenersi, si creano di conseguenza le condizioni ottimali  affinché uno spirito “adatto”  ne faccia la sua alcova   prendendo il controllo del sistema. La legge naturale  tende a  combinare ogni spirito errante con la situazione più adatta al suo grado di  evoluzione.

Per spirito si intende la rappresentazione di un centro di volontà.

La prima espressione di  individualità del sistema,  sarà il desiderio e la ricerca  di autoconservazione. Esso cercherà pertanto, nei limiti del suo campo di controllo,  di metter  in atto  azioni semplici atte alla  difesa della sua incolumità e al suo  sostentamento.

La seconda espressione di volontà sarà dimostrata con il tentativo di aumentare le proprie  esperienze i al fine di poter vantare  una storia personale e dimostrare una creatività differenziale.

La terza espressione di volontà sarà il tentativo di procreare altri sistemi ripetendo la forma –matrice che lo contraddistingue, con lo sviluppo del  concetto di  appartenenza e di specie e la conseguente  spinta alla sua  preservazione.

fiore

 

Littleflower


The Mirror

specchio

Our senses, and our relative point of view, deceive us continuously and make us equivocate things . As human beings, we are endowed with a material body made of flesh and organs, which binds us to unavoidable points of reference. We are completely surrounded from this condition that limits our dimensions, and we are obliged to adapt our life experience at this particular side of reality.
To go further we have to overcome these physical limitations. It takes huge imagination to think about this possibility and about the consequence, as it means for us to lose our comfortable habit. We are obliged to use our creative thinking because we find ourselves in an unknown environment.
It is normal for us to assume that matter is the basis of existence and that matter is the only thing that really counts. Since when we start our journey in human life, is the first thing that we take it for granted.
The man since dawn of history tried to animate matter, giving it souls to things, with purpose to make it come alive and meaningful, Energy has always been considered as a result of matter’s actions.
Men’s thinking’s is always originated from matter, and from this fixed point they are trying to make sense of all the rest.
The paradigm shift is to reverse the order of things. We have to think that matter is a result of something that is upstream, a reflection, almost a waste material from world of energy and spirit. It is like if we were looking in a mirror our own image reflected and we were convinced that the real us was the mirror image. The truth is that if there is no subject that putting himself in front of the mirror, the mirror will remain empty, and this is what happens also to matter. Without the breath of spirit that is projecting him in the mirror … there’s nothing…
Imagine that you are comfortably sat to watch a movie. The movie is so beautiful, vivid and realistic that you identify yourselves in what is going on the screen. You are so much mesmerized to forget who you are and you no longer think about yourselves. You become untied with what is happening on the screen. And when our hero suffer we suffer with him and when he enjoy we you enjoy with him. There’s nothing else that count, the only reality is your screen. At this point you cannot longer think that it is just a movie because you are part of that, and it makes you ill … and it makes you well…. It’s not just a fantasy, it is your reality.
sognatore

An external observer that will look at the scene will see you as a puppet entranced, staring into the nothing, suffering and enjoying for the change of colored light.
Our reality, so concrete, is only the projection of an external will. Matter does not have spirit in himself; matter is the projection of the spirit, in its lower transposition.
Human consciousness is so much involved in the material reality that she fall in love with it.
The human being become prisoner of this infatuation and he is finding himself “forced” to play his game. Depending on his abilities and experience, he will try to control the game or he will undergoes the game, he will act or he will suffer, but most important he will continue trying to differentiate him selves and finding a reason for his existence.
The real games, however are at a higher level; humans are the only passives subject that undergo the conditioning of this reality. They undergo the consequences and effects of will casted at a different spiritual level. In this situation, the right “free will” is a chimera. The real “free will” is performed when we decide not longer playing the games than others had decide for us, when embrace the warrior philosophy, when we stop judging and let us judge, when we remove the tentacles that hang us and confuse us, when we become stainless warriors .
If we consider matter as the effect and not the cause, we will see us and our world in a different way. We consider ourselves, our conscience, as the result of a thought generated by our physical brain, and we confuse the idea of ourselves, with our physical means. Our true essence is rather the expression of an external will, a spirit that is related with our physical body only empathically. On the other hand the connection is sealed from physical pain and pleasurable sensations that connect the experience felt with our physical body. Our real essence is staring at the finger of our physical world and does not sees the moon in its grandeur.
Even if we know those information, nothing changes for us in our life. We are and remain inseparably connected with our physical body, we are responsible and we must continue to look after it carefully, while we look for our path of inner search. Our goal must be to stop staring at the mirror image, and finally “rolling over” to see who is truly the being reflecting himself.
We must be aware that expanding our horizons, we will change our evaluation and importance of things.
For example, some events, that for us, little ants, can looks like a terrible disaster as it causes suffering for millions of people, or what may seems like a wonderful realization that bring social benefits and wellness to millions of individuals, at the end, can be see only a game for other spiritual levels. Suffering and joy are part of an unknowing purpose that we could not understand nor share, from our limited point of view.
What seems right and what seems wrong at human point of view, have instead much higher goals, and are the expression of creativity, the maintenance of diversification and the fight against the balance that tends to leveling and cancel diversity.
the good can not exist without evil, and evil can not exist without good. Both are two sides of the same coin, and to continue the creation opera, and to escape from nothing, we need light, and light to exist needs darkness.
Our quest for freedom that brings us to know our true self, can be found following different ways, and in fact they have all equal dignity because they all serve the purpose of keeping the creative spirit alive.
I think as Don Juan that for me the only path that I can follow  is the one “with heart”


Lo Specchio

 

specchio

Nella nostra interpretazione delle cose siamo sempre ingannati dai nostri sensi,  dal nostro punto di vista relativo. Come  esseri umani siamo  dotati di un corpo materiale costruito di carne e organi sensoriali,  il che ci lega  a dei punti di riferimento imprescindibili. Siamo immersi in questa condizione che ci  limita a determinate  dimensioni,   di conseguenza contestualizziamo la nostra esperienza vitale a questa specifica faccia della realtà.

Per poter andare oltre  dovremmo  necessariamente  superare questi  limiti fisici.  Il solo pensare a questa possibilità  implica per noi un’enorme sforzo di immaginazione, in quanto ci viene a mancare il sostegno della consuetudine. Abbiamo  la necessità di ricorrere al nostro pensiero creativo perchè ci troviamo in un ambiente  dove tutto ci è ignoto.

Noi  partiamo sempre dal presupposto che la materia sia la base dell’esistenza e che sia la sola cosa che veramente conta. Da quando   iniziamo  il nostro  percorso in  questa realtà è la  prima cosa che diamo per scontata.

L’uomo sin dall’antichità  ha cercato di dare anima alla materia, per renderla viva ed importante. L’energia è sempre stata vista come risultato di azioni della materia stessa.

Il problema è che l’uomo ragiona sempre partendo dalla materia,  da li  cerca di dare un senso a tutto il resto.

Il salto mortale con capriola che dobbiamo fare è invertire l’ordine delle cose.  Dobbiamo pensare alla materia come  una conseguenza di un qualcosa che sta a monte , un riflesso, quasi un  materiale di scarto del mondo dell’energia e dello spirito. E’ come se guardassimo in uno specchio la nostra imagine riflessa e fossimo convinti che noi siamo solo l’immagine dello specchio. Ma la verità è che se manca il soggetto che si specchia, lo specchio resta vuoto, e così è per la materia. Se manca il soffio dello spirito che si proietta nello specchio… non c’è niente…

Immaginiamo di essere comodamente seduti a vedere la  proiezione di un film. Questo film è talmente bello, vivido e realistico che  noi ci immedesimiamo in quel che succede, tanto da dimenticarci chi siamo e a non pensare più a noi stessi. Diventiamo un tutt’uno con quello che succede nello schermo. E quando i nostri paladini soffrono soffriamo con loro e quando gioiscono gioiamo con loro. Non c’è più niente altro,  l’unica realtà è il nostro schermo. A questo punto non riusciamo più a  pensare che in fin dei conti è solo un film, perchè ci siamo dentro anche noi, e ci fà male… e ci fà bene….  Non è solo una fantasia, è la nostra realtà.

sognatore

Un osservatore esterno che assistesse alla scena  ci considererebbe solo come  dei burattini imbambolati con lo sguardo perso nel nulla, che  soffrono e gioiscono per il cambiamento di  una  luce colorata.

La nostra  realtà così solida è solo la proiezione di una volontà esterna. La materia non ha di per se spirito, la materia è la proiezione dello spirito, nella sua trasposizione più bassa.

La consapevolezza umana  è  così coinvolta nella realtà materiale tanto da  “innamorarsene”. L’individuo prigioniero di questa infatuazione  si ritroverà “costretto” a giocare  la sua partita. A seconda della sua capacità ed esperienza, si metterà in gioco  cercherà di controllare o si farà controllare, agirà o subirà e cercherà comunque di differenziarsi e di dare una ragione alla propria esistenza.

I veri  giochi però sono fatti a livello più alto,  gli esseri umani sono solo delle banderuole che  subiscono il condizionamento di questa realtà. Essi subiscono gli effetti  e le conseguenze  di  impulsi di volontà espressi ad un diverso livello spirituale. n questa situazione  il diritto al libero arbitrio e’ per lo più  una chimera. Il vero libero arbitrio  viene  esercitata  quando  decidiamo di non giocare più ai giochi degli altri, quando abbraccialmo la filosofia del guerriero, quando smettiamo di giudicare e di farci giudicare, quando riusciamo a staccare i tentacoli che ci avvinghiano e ci confondono: quando diventiamo dei guerrieri senza macchia.

Se si considera la materia come l’effetto e non come la causa, dobbiamo anche cambiare il nostro modo di vedere noi stessi. Noi ci consideriamo come il risultato di un pensiero generato dal nostro cervello fisico, quindi noi ci riconosciamo nel  nostro mezzo  materiale. La nostra vera essenza è invece  l’espressione di una volontà esterna, di uno spirito  che è legato empaticamente al suo mezzo fisico, e  questa unione viene sigillata dal dolore fisico e dalle sensazioni piacevoli che colleghiamo alle esperienza provate dal nostro mezzo fisico. La nostra essenza guarda il dito del nostro mondo fisico e non vede la luna del suo splendore.

Il fatto però, di avere questa informazioni, non cambia assolutamente il tenore ele conseguenze  della nostra vita. Noi siamo e rimaniamo indissolubilmente collegati con il nostro mezzo fisico, ne siamo responsabili e dobbiamo continuare a coltivarlo con cura mentre  percorriamo  il nostro cammino di ricerca. Il nostro fine è quello di smettere di fissare l’immagine dello specchio, e di riuscire finalmente a  “girarci”  per vedere  chi è veramente l’essere  che si specchia.

Dobbiamo anche essere consapevoli che ampliando gli orizzonti, tutto assume  un significato ed un importanza diversa.

Per esempio quello che in questa realtà  per noi formichine può sembrare una calamità terribile perchè comporta la sofferenza di milioni di persone, oppure quella che può sembrare la realizzazione  meravigliosa di vantaggi sociali che portano benessere a milioni di di individui, alla fine sono solo  giochi visti da altri livelli spirituali. Perchè la sofferenza  e la gioia fanno parte di uno scopo che ci è sconosciuto e che non potremmo capire ne condividere, dal nostro punto di vista limitato.

Quello che ci sembra bene e quello che ci sembra male a questo punto hanno scopi ben più alti, sono  l’espressione  dello spirito creativo, il mantenimento della diversificazione, la lotta contro l’equilibrio che tende al  livellamento e alla  appianamento delle diversità.

E il bene non può esistere senza il male, e il male non può esistere senza il bene. Entrambi sono le due facce della stessa medaglia, e per perpetrare la creazione, e per sfuggire dal nulla c’è bisogno della luce che ha bisogno del buio.

La ricerca della libertà che ci porta alla conoscenza del nostro vero io, può quindi essere esercitata seguendo svariate vie, e in realtà hanno tutte pari dignità perchè servono  tutte allo  scopo del mantenimento dello spirito creativo.

Io la penso come Don Juan e per me la sola strada da seguire  “è quella che ha un cuore”

 

 

 

 

 

 


linee guida per l’antigravità

Reprinted from AMERICAN JOURNAL OF PHYSICS, Vol. 31, No. 3, 166-170, March, 1963

Printed in V. S. A.

Linee guida per l’antigravità.

ROBERT L. FORWARD

Hughes Research Laboratories, Malibu, California

(12 Settembre 1962). Questo documento mette in luce certi aspetti poco conosciuti relativamente alla teoria di Einsten della relatività. Anche se queste caratteristiche sono teoreticamente di minore importanza, la loro comprensione e uso possono portare alla generazione e controllo delle forze gravitazionali.  Sono descritte tre distinte forze gravitazionali non –newtoniane. Le aree di ricerca che possono portare a metodi di controllo della gravita sono evidenziate e vengono date linee guida per un’inizio di ricerca in queste aree.

INTRODUZIONE

Nella teoria generale della relatività di Einstein si forniscono vari sistemi per generare forze non Newtoniane gravitazionali. Teoreticamente tutte queste forze possono essere usate per contrapporsi ai campi gravitazionali della terra, agendo così a formare antigravità. Le tre che vengono evidenziate qui erano probabilmente conosciute da Einstein prima  che pubblicasse i suoi lavori sul principio della relatività del 1916 (1). Queste vennero derivate specificatamente da Thirring (2) nel 1918, e da alloro sono state incluse in quasi tutti i testi della relatività generale (3-5)

Anche se le forze non Newtoniane sono ben conosciute dai teorici  della relatività generale, questi sono poco informati di quelle esterne al campo, ed è per questa ragione che probabilmente una discussione semplificate di questi effetti gravitazionali non usuali, potrebbero essere interessanti per i non specialisti. Le equazioni della relatività generale non solo predicono il comportamento  normale della  forza gravitazionale radiale  Newtoniana di una massa stazionaria in un  corpo stazionario di prova, ma prevedono anche che una massa in movimento può creare forze su un corpo di prova che sono simili alla normale forza centrifuga e di coriolis, anche se molto più piccole. Inoltre quando le equazioni di campo della relatività generale sono lineari, risultano in un gruppo di  equazioni di campo gravitazionale dinamico   simile alla equazioni di Maxwell. Pertanto si possono usare immagini intuitive dalla teoria elettromagnetica per disegnare modelli teorici.  Se  l’effetto predetto dalla teoria con equazioni lineari esista sul serio, naturalmente, deve essere comprovato da calcoli ripetitivi con le equazioni di campo non lineari. Il punto essenziale è che di queste forze non usuali creano accelerazioni che sono indipendenti dalla massa del corpo testato e le forze sono pertanto indistinguibili dalla comune forza gravitazionale newtoniana.

 (1) A. Einstein, Ann. Phys. (New York) 49, 769 (1916);see also A. Einstein, Principle of Relativity (Dover Publications, Inc., New York, 1923).

(2) H. Thirring, Z. Phys. 19, 33 (1918); and 22, 29 (1921).

(3) C. Moller, The Theory of Relativity (Oxford UniversityPress, London, 1952), pp. 317ff.

(4)J. Weber, Relatività generale e onde gravitazionali

(Interscience Publishers, Inc., New York, 1961), p. 160.

(6)J. Landau and E. Lifshitz, The Classical Theory of Fields

(Addison-Wesley Publishing Company, Inc., Reading, Massachusetts, 1959).

FORZE GRAVITAZIONALI NON NEWTONIANE

Effetto di masse in rotazione su corpi stazionari

Usando la teoria generale della relatività per sistemi di masse in rotazione può essere mostrato che oltre ai termini usuali newtoniani, il potenziale scalare gravitazionale contiene termini che  aumentano con la rotazione del corpo. Una delle forme che è stata studiata rigorosamente  è  un solido anello rotante . Per un anello solido che ruota sul piano X-Y l’accelerazione non Newtoniana rispetto a un   corpo stazionario di prova è aprossimatamente:

dove M e R sono la massa e il radio del anello, 03 è la velocità angolare, G=6,67X10-11 m3/kg-sec2 è la costante gravitazionale newtoniana, c  è la velocità della luce, e x,y,z sono le coordinate del corpo di prova rispetto all’origine della massa rotante. Da queste equazioni è evidente che la massa rotante non solo spinge il corpo di prova lontano dall’asse esercitando una specie di   forza centrifuga, ma spinge anche verso l’alto nel piano di rotazione come mostrato nella fig. 1

Effetto delle masse rotanti su corpi in movimento

E’ stato evidenziatoo che una massa rotante esercita una forza simili alla forza centrifuga su un corpo di prova stazionario; inoltre, se il corpo di prova si muove alla stessa velocità costante v, esso sarà soggetto ad una forza addizionale che è proporzionale al prodotto inverso della velocità angolare della massa rotante e la velocità lineare del corpo di prova. La forza addizionale può essere comparata con altre due:meccanicamente , agisce come una debole forza di Coriolis; elettricamente, agisce come l’equivalente gravitazionale della forza di Lorenz su una particella carica che si muove attraverso un campo magnetico.

Una delle immagini, che è  stata investigata è un guscio massiccio sferico rotante .  L’accelerazione su un corpo di prova che si muova con una velocità interna al  guscio V è approssimativamente.

Dove vx e vy sono i componenti x e y della velocità del corpo di prova e M e R sono la massa e il radio del guscio sferico. Il primo termine in ciascuna espressione è la forza di tipo centrifugo,  su un corpo di prova stazionaria descritta nella sezione precedente. Il secondo termine nei componenti dell’accelerazione   x  e y dipendone dalla velocità del corpo di prova nella figura 2.

Effetto di masse accelerate su un corpo stazionario

 

Nell’usare la teoria di Einstein per investigare l’effetto di una grande  masse accelerata  su un piccolo corpi di prova,è stato trovato che il corpo accelerato si trascina con se il corpo di prova . Le giuste equazioni sono

dove M, a e v sono rispettivamente la massa, l’accelerazione e la velocità del corpo grande, ,e R è la distanza dal copro piccolo al corpo grande.  Inoltre nella normale attrazione newtoniana, il copro di prova è soggetto a  forze  nella direzione dell’accelerazione e la velocità del  corpo  grande come mostrato nella Fig 3

CREAZIONE DI FORZE GRAVITAZIONALI NON NEWTONIANE.

Dispositivi che usano masse in movimento

Le equazioni della sezione precedente  contengono due fattori comuni. Uno è il campo gravitazionale Newtoniano.

E l’altro è il rapporto del sistema caratteristico di velocità con la velocità della luce come

Per ottenere una quantità misurabile di forza gravitazionale, queste quantità devono essere più grande possibile. Per ottenere un grande campo gravitazionale, bisogna avere o una grande massa o una grande densità, Più grande è la densità, e minore  massa totale è necessaria per raggiungere lo stesso campo gravitazionale.

Per ottenere alte velocità di rotazione, noi non possiamo usare la forza meccanica dei materiali visto che questo limita la velocità equatoriale ottenibile ad approssimatamente la velocità del suono. A causa di ciò , sarà necessario usare i campi per tenere i sistemi assieme sotto stress inerziali. Un esempio sarebbe gli alti campi gravitazionali ottenibili con la materia densa. Comunque, qualsiasi strumento pratico che può essere costruito userebbe probabilmente campi magnetici o elettrici. Usando le forze elettromagnetiche  per contenere sistemi rotanti, sarebbe possibile per le masse raggiungere velocità relativistiche;  così un relativamente piccolo ammontare di materia, se è abbastanza denso e si muove abbastanza velocemente, può produrre effetti gravitazionali utilizzabili.

Un esempio di un sistema tenuto assieme da campi gravitazionali  è un sistema solare binario di nane bianche . L’equazione di forza che descrive la rotazione mutuale delle stelle è :

Una particella che arrivi vicino al sistema sperimenterà non solo un’accelerazione radiale

Ma anche un’accelerazione tangenziale.

Dove b è la distanza della particella dal centro del sistema.

Nell’applicare queste equazioni ad un oggetto di prova (come per esempio un veicolo spaziale) che passi per questo sistema di stelle, è evidente che, in generale, l’accelerazione radiale non introdurrà nessun cambiamento di velocità, ma che l’accelerazione tangenziale trasferirà energia e momento al veicolo. Per una stella binaria di neutroni questa accelerazione può essere più grande  di un milione di g; anche se queste accelerazioni sembrano molto grandi ma non ci sarà alcun stress per il corpo umano perché le forze sono gravitazionali. Tali sistemi  possono essere usate per accelerare il veicolo spaziale fino a quasi la velocità della luce.

continua