Aggiornamenti sul Qx di Andrea Rossi

di Camillo

E’ passato un anno dalla sorprendente dimostrazione di Stoccolma e Andrea Rossi sembra aver in mano una caldaia commerciabile.

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Con il Qx Rossi ha dimostrato di aver cambiato il sistema di innesco, passando all’utilizzo di intensi impulsi brevissimi (forse milioni di Volt per  microsecondo). Si tratterebbe di un impulso sovrabbondante che essendo però brevissimo non distrugge la resistenza di carico che deve comunque essere piccolissima. Poiché il primo ad utilizzare e a studiare questo tipo di impulso  è stato  Tesla, viene definito  appunto “impulso Tesla”.

Nei primi E-Cat Rossi utilizzava per l’innesco una serie di accensioni spegnimenti protratti fino a che il fenomeno si innescava. A quel tempo la sua attenzione era concentrata sulle miscele pensando soprattutto ad un fenomeno su base catalitica, poi ebbe l’intuizione di concentrarsi soprattutto sull’impulso di innesco.
L’evoluzione seguente al e-cat Qx
Con il Qx Rossi aveva ottenuto una buona ripetibilità, il suo problema era sempre stato l’innesco. A volte c’era a volte non si capiva perché non voleva accendersi.
Il fenomeno una volta innescato produceva calore, ma l’innesco ripetibile a comando … era  ancora una chimera. Il Qx ha  risolto in gran parte il problema e inoltre ha fatto vacillare la precedente teoria basata sull’adsorbimento di idrogeno nel nichel, infatti sopra i 600° Non si può parlare di reticolo cristallino del Nichel e l’e-cat Qx arrivava oltre i 1000° quindi il LERN deve trovare risposte nella sola modalità di innesco. Come rilevò Tesla con impulsi immensi le leggi della fisica vengono destabilizzate per un piccolo tempo, in questo intervallo si possono usare sotterfugi per ricavare energia.
Rossi sperava di poter utilizzare il Qx per produrre direttamente elettricità. Ma a quanto sembra di capire la reazione si è presentata troppo INSTABILE. Anche riducendo le pretese a poche decine di Watt il controllo si è dimostrato molto difficile. Alla fine ha dovuto rientrare nella semplice produzione del calore, in compenso fortunatamente questa volta sembra che l’innesco sia sistematico. D’altro canto se verrà confermata la possibilità di produrre con continuità  e a costi irrisori tutto questo calore, si potrà comunque  utilizzare  il Qx per ricavare indirettamente energia elettrica sfruttando l’abbondante produzione di calore.In un post Rossi afferma che la caldaia di ultima generazione può essere accesa o spenta a comando in qualsiasi momento, tanto da essere pilotabile da un relè per controllo della temperatura.

Secondo Rossi da un po’ di tempo stanno scaldando con questo metodo un locale da 250 metri quadri.
Alcuni diranno che Rossi aveva già detto di aver prodotto 1 MWatt di energia per un anno. Però quella dimostrazione è stata molto contestata a causa della discontinuità, in pratica Rossi ammette che dovette intervenire manualmente per settare continuamente i parametri, ci furono moltissimi inconvenienti e l’apparato si dimostrò tutt’atro che industrializzabile.

Ora sembra che ci sia controllo e ripetibilità a comando, QUESTO VUOLE L’INDUSTRIA!
Il 31 Gennaio verrà presentata una relazione autogestita da Rossi su come stanno riscaldando i 250 metri quadri. Gli invitati sono ditte interessate all’acquisto di calore.
Rossi si limita a vendere calore, mantenendo il controllo delle apparecchiature, suppongo che questo sia dovuto a due fattori: mantenere la proprietà di brevetto, ma anche la paura che ci siano sorprese negli apparati che comporterebbero penalità e rischi se gli apparecchi fossero venduti con garanzie.
In attesa di vedere i rendimenti, se accettiamo per vere le dichiarazioni di Rossi, il calore prodotto dovrebbe avere un costo almeno dimezzato rispetto al commercio attuale, MA SOPRATTUTTO IRRISORIA EMISSIONE DI GAS SERRA, il che è fondamentale.

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