Lettere in rete di Guglielmo M.

Sulla magia

Non posso sapere se lo hai notato ma le persone che studiano o leggono molto, sono di facile individuazione perchè mostrano segni evidenti, infatti intorno ai loro occhi si formano palline di grasso, nei, porri o generiche verruche.

Questa stesso inestesismo la ritrovi anche in chi per lavoro deve fissare a lungo un punto fisso.

In Brasile i maghi e i preveggenti riconoscono immediatamente una persona che può essere pericolosa, e se possono la evitano, proprio osservando e valutando la quantità e la dimensione di queste strane escrescenze.

L’atteggiamento dei brasiliani è simile a quello dei napoletani quando vedono qualcuno che suppongono sia portatore del “Malocchio”. Per riconoscere il malocchio a Napoli ma anche in molte altre regioni della nostra Italia in genere s’usa mettere una goccia d’olio nell’acqua. Se la goccia rimane integra il malocchio non c’è se invece l’olio diventa idrosolubile e la goccia si spande nell’acqua allora la diagnosi è: “Malocchio”.

Gli effetti nefasti del Malocchio sono noti fin dall’antichità e un report preciso di ciò che esso provoca ci viene dagli “atti degli apostoli” nel capitolo “La frode di Anania e di Saffira”.

Oltre alla morte improvvisa, in tutta la tradizione giudaica si dice anche: “Era come morso di vermi” per descrivere lo stato della pelle di chi subiva questo speciale “trattamento”.

Nella tradizione indiana ma anche in altre etnie (in particolare in antico Egitto) si dice che in mezzo alla fronte esiste un (non visibile) terzo occhio. Il terzo occhio ha molte proprietà fra le quali la protezione da spiriti nefasti ma possiede anche tutte le caratteristiche di un’arma. Per mettere in funzione quest’arma sembra sia necessario incanalare i suoi raggi in una pietra preziosa o dirigerli in un cono metallico.  I sacerdoti che conoscevano questo segreto probabilmente, per potenziare l’effetto usavano anche strani copricapo a forma d’imbuto (con la punta all’insù) e terminante con un foro o una fenditura.

L’uso magico di un “tubo” è molto diffuso in Africa. Il “tubo” è lungo circa un paio di metri, può essere di bambù molto secco ma normalmente è in bronzo con ricche decorazioni all’esterno.

Nel tubo inseriscono delle monetine oppure delle conchiglie e a volte anche semplice sabbia che prima è essicata al fuoco.  Il tubo è usato in diverse occasioni sia come strumento musicale sia come elemento per varie cerimonie.

La cerimonie che ora descriverò riguarda uno scongiuro contro la pioggia.

L’uso del tubo è molto semplice, appoggiano la sua base su una pietra e poi lo tengono fermo e in verticale con altre pietre che sono poste alla base come una montagnola.

La cerimonia consiste in un canto monotono e una semplice lenta danza girando intorno a questa specie di totem. Mentre girano danzando e a turno picchiano il tubo tramite un piccolo uncino in ferro oppure soffiano forte nell’imboccatura.

Lo scopo di questa cerimonia è quello di scacciare le nubi se risultano pericolose per i raccolti.

Quando il tubo è in funzione emette uno strano sibilo molto attenuato e simile ad una monetina d’oro che rotola su di un pavimento duro.

Nelle nubi che sono poste immediatamente sopra si apre un foro che si allarga sempre più ed infine le nubi lentamente si dissolvono. Nelle terre dove si praticano queste cose però è molto più comune che s’invochi la pioggia piuttosto che respingerla.

Le tecniche che ho potuto osservare sono molte e diverse comunque senza elementi comuni.

Prima di descrivere queste tecniche, seppur in breve, riporto un’esperienza che mi è capitata nel Mali.

Accompagnato da un’amica sono andato da un Marabu per avere una previsione sul futuro.

La cosa originale e che non avevo mai visto prima è che con mia sorpresa questo signore riusciva a portare in ebollizione dell’acqua contenuta in un catino.

Il Marabu semplicemente metteva le mani aperte con i palmi rivolti verso il catino e l’acqua si muoveva e creava onde come se agitata da una bacchetta. Ho chiesto informazioni e la risposta sorprendente fu che a suo dire dalle mani non usciva nulla ma che era il suo cuore che parlava con l’acqua. La cosa dell’acqua era straordinaria ma le previsioni sul mio futuro risultarono tutte sbagliate. Di questa esperienza mi è rimasto il dubbio sul perchè lo stregone imponeva le due mani se a creare l’effetto poi era un terzo elemento: “il cuore”.

I metodi che ho personalmente visto per richiamare la pioggia, come già detto, sono molti e sembrano non avere nessun elemento in comune. Ho visto spruzzare l’acqua dalla bocca o con degli aspersori, suonare campanelli, picchiare legni e tamburi e in quasi tutti i casi con risultati dubbi o comunque poco verificabili.

Probabilmente il sistema più efficace è di  bagnare  con dell’acqua il dito indice della mano destra e poi sollevare  la mano in alto. Per dare un’immagine si pensi ai marinai che sollevano il dito umido per individuare la direzione del vento.

Ci sono anche molte statue e dipinti che rappresentano uomini con il dito alzato ma, forse, in questo caso, il dito ha altri significati.

Dopo aver sollevato la mano, si chiudono gli occhi e ci si  concentra così da percepire il fresco dell’evaporazione sul dito, dito che mantengo diritto verso l’alto.

Si bagna il dito nuovamente e si ripete la stessa cosa per alcune volte, (7 o 8 volte).

Se ci sono nuvole nelle vicinanze esse si concentrano lentamente intorno al luogo dove si è  alzato il dito e dopo 6-8 ore inizia la pioggia, se invece le nuvole sono troppo lontane si genera solo del vento più o meno forte che inizia quasi subito cioè dopo alcuni minuti.

Ovviamente la pratica deve essere eseguita fuori da un locale chiuso e  non è necessario andare in uno spazio aperto ma è sufficiente uscire su un balcone.

Non ho formulato una teoria che possa spiegare il fenomeno ma penso che dal dito scaturisca qualche forma di energia che tende a formare un vortice che poi si diffonde e crea delle correnti d’aria.

Probabilmente questa cosa funziona con più efficacia se eseguita da persone giovani o da chi ha maturato una certa pratica.

Nel girovagare per il mondo ho assistito a tante cose strane, una di queste e che mi ha particolarmente colpito è la sparizione o la formazione di nuovi oggetti.

Per la sparizione di oggetti ho notato che prima di scomparire gli oggetti sembrano diventare trasparenti ed emettono delle strane luci simili a piccolissime scintille.

Gli oggetti scompaiono per un periodo limitato e quando riappaiono a volte sono in un luogo diverso da quello iniziale.

Un fenomeno simile l’ho notato anche durante una mia sperimentazione eseguita per l’allineamento direzionale di una lente ultrasonica.

Un cacciavite di discrete dimensioni che era stato dimenticato sotto un’aletta della lente era diventato invisibile per riapparire allo spegnimento del generatore e poi rotolare per terra e cadere nella pozza d’acqua che era sotto il cavalletto della lente.

Gli oggetti che invece ho visto creare dal nulla sono delle semplici pietre, a volte simili a normali sassi o calcinati o a quei vetri che si raccolgono sulla spiaggia.

Quasi sempre questi piccoli oggetti sono estratti dal mago dal suo lobo lacrimale, qualche volta invece dalla bocca. L’unica cosa che ho notato di rilevante (e relativa agli occhi) è che prima di produrre l’oggetto si verifica una lacrimazione molto abbondante che dura non meno di dieci minuti.

Sembra quasi che il sassolino prodotto sia il risultato di una distillazione del liquido organico

della lacrima o delle mucose.

Secondo le varie leggende locali pare che queste pietruzze posseggano proprietà curative o alchemiche, non le ho provate ma ho sempre pensato che ci sia una relazione tra queste pietre e il fango impregnato di saliva che usa Gesu per guarire il famoso cieco.

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Della luce e della gravità  (lettera a  Carlo65)

La luce è semplicemente un’onda di energia che noi possiamo percepire tramite gli occhi così come il suono lo percepiamo con le orecchie.

La velocità della luce è in dipendenza del mezzo che attraversa e nel vuoto essa ha la velocità che è a tutti nota.

La luce come altre onde è deviata anche dalla gravità e in questo caso la velocità che noi percepiamo è determinata dall’angolo della deviazione.
Ad esempio se disponiamo di un mezzo che devia la luce di 90 gradi essa (la luce) ci apparirà come ferma.

La velocità della luce nel vuoto non corrisponde ad una velocità specifica della luce ma alla velocità con cui l’Universo (pseudo Etere) reagisce ad una perturbazione creata da un’onda o da qualsiasi cosa.

Se è ti è chiaro quanto appena esposto comprenderai facilmente che non si possono sommare due o più velocità con una semplice addizione.
Per citare un esempio che è classicamente usato (dai somarelli) per spiegare la Relatività è quello che descrive un’astronave che si muove con le luci accese.
In questo caso (come in tutti i casi) si può rispondere che è l’Universo che reagisce a suo modo e con la sua propria velocità ad ogni azione perturbante.

Non esiste quindi una somma di elementi ma una singola reazione dell’Universo che però (per sfortuna) ha un limite nella sua velocità di risposta.

Come vedi se applichi la mia teoria sull’Etere (Universo) molti concetti astrusi (tanto quanto sono diffusi) diventano logici è comprensibili.

Aggiungo due righe sulla forza di Gravità.

La Gravità può essere deviata perché essa non ha origine nei corpi, quindi non sono i corpi che attirano altri corpi ma una spinta esterna che li avvicina.
Questa forza è generata dall’Universo e corrisponde sempre ad una reazione in risposta ad una perturbazione, per altre informazioni devi leggere la mia relazione.

La forza di reazione prodotta dall’Universo ha una direzione e ha la stessa forma della perturbazione stessa.
Ad esempio se generi un’onda l’Universo farà la stessa cosa per contrastare la tua onda anche se, come abbiamo visto, l’onda della risposta sarà in ritardo rispetto quella tua.

Il ritardo indica appunto che l’Universo ha due limiti, il primo è la velocità (ridotta) nella risposta e il secondo è determinato dalle perturbazioni che sono già in atto localmente e che ostacolano il suo intervento.

Se la sua (dell’Universo) risposta è un’onda è ovvio che con quest’onda potrai fare tutte le cose che fai normalmente con quelle onde che generi con i tuoi dispositivi.
Le onde dell’Universo poi sono anche deviabili dalla presenza di alcuni materiali come l’acqua o il vetro metalli, ecc.
Di conseguenza se costruisci un dispositivo che devia la reazione dell’Universo, all’interno di questo dispositivo un eventuale corpo diminuirà il suo peso.

In riassunto,  e per altri complementi si possono visionare questi doc
Sintesi
[physics/0109060] A Possibility of Gravity Control in Luminescent Materials
Espanso
http://arxiv.org/ftp/physics/papers/0109/0109060.pdf
Anche
http://arxiv.org/ftp/physics/papers/0112/0112081.pdf

Guglielmo

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Sogni (forum altrogiornale) 

Un progetto può essere realizzato o presentato in molti modi, ad esempio facendo disegni, elenchi materiali, specifiche costruttive, ecc.
Il mio modo di progettare però è diverso e  molto più efficace.
Insomma io progetto sogni e i documenti presenti nel sito hanno il solo scopo di dare spunti per sognare.
Personalmente sono convinto che senza sogni non si può creare proprio nulla.
Se invece si ha un sogno, qualsiasi esso sia, prima o poi, (non so quanto prima o poi) si realizzerà.

riporto poche righe tratte dal Vangelo di Maria
<<
– L’Occhio crea il Mondo, che fa i mondi.
– L’Orecchio che intende crea l’Occhio e lo fa crescere.
– Così, la realtà che si apre all’Occhio ed all’Orecchio. apre la strada ad un’altra realtà.
>>.

il sogno è come un motore, se lo avvii lui va e tu vai.
Un solo consiglio, se cerchi l’immortalità la salute o una grande cosa non mettere mai limiti o la censura nei tuoi sogni.
Il sogno è senza legge e senza morale anche se non è praticabile da chi non ha legge o morale.

Guglielmo

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Gradienti e condensatori  (lettera a  Carlo65)

Il concetto dei Gradienti è molto semplice:

Si formano gradienti localizzati all’interno di un corpo qualsiasi tutte le volte che si applica una forza incrementale o decrementale.
Si creano invece Gradienti distribuiti in un corpo quando è posto in rotazione.

Il modo migliore e più redditizio lo si ottiene quando la forza è applicata modificando l’intensità secondo una curva sinoidale.
La forza può essere di qualsiasi origine, meccanica, elettrica, elettromagnetica, e anche termica (come nel caso dell’invenzione MAHG).

In un corpo sottoposto ai Gradienti si ha una variazione del tempo locale con la conseguenza di modificare le caratteristiche chimiche e fisiche del corpo stesso.

Immagina un condensatore che ha come dielettrico dell’acqua purissima e di alimentare il condensatore con una tensione a frequenza variabile.
Come saprai avviene che l’acqua, alle frequenze elevate, modifica la sua conducibilità consentendo la circolazione di corrente.

Ci sono molte spiegazioni inerenti questo fenomeno di impedenza capacitiva e su tutti i libri di fisica-elettrotecnica troverai la teoria corrente, teoria che è però ovviamente assurda.

In realtà l’acqua o qualsiasi dielettrico di qualsiasi natura modifica la sua struttura appena sottoposto ad un Gradiente per cui non solo conduce ma genera molti fenomeni di induzione e disaggregazione molecolare.

La sonochimica è un esempio lampante del che cosa succede.

Nel caso del condensatore il Gradiente è generato dalla variazione della tensione che alimenta le lamine.
La verifica è relativamente semplice e consiste nella misura della conducibilità con presa all’interno o nel dintorno delle lamine.
Un condensatore alimentato a tensione variabile produce anche induzione in un altro condensatore che è posto nelle sue vicinanze.

Se costruisci un condensatore con 4 lamine, alimentandone due qualsiasi ottieni una tensione sull’altra coppia che è proporzionale a alle superfici.
Ottieni lo stesso effetto anche ponendo due condensatori separati e sistemati in qualsiasi posizione all’interno dello stessa acqua (dielettrico)
In questo caso la corrente che circola nel secondario è indipendente dal primario.
In altre parole se poni un carico qualsiasi sul secondario il primario non modifica il suo assorbimento e quindi, almeno in apparenza, si produce più energia di quanto si spende

Guglielmo

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Gradienti temporali e free energy (lettera a  Carlo65) 

Si parla sempre più frequentemente di universi paralleli permanenti e dotati di speciali proprietà in particolare in relazione al tempo.
La mia ipotesi è che queste anomalie temporali non sono permanenti ma si verificano solo quando un oggetto, per sua forma o per suo movimento genera un Gradiente e di conseguenza le anomalie temporali persistono finché c’è movimento e poi terminano.

Puoi immaginare le anomalie temporali come una serie di strati che avvolgono l’oggetto che genera o riceve il Gradiente.
Se ti piace pensa ad una cipolla che avvolge l’oggetto.

Ogni stato ha un suo specifico tempo e quindi le sue specifiche proprietà fisiche.
In altre parole (e ad esempio) se fai ruotare in disco il materiale che è posto al centro è diverso da quello della sua periferia.
La quantità della diversità dipende dal tipo di materiale con il quale è costruito il disco.
Il materiale non modifica realmente le sue proprietà ma esse, rispetto ad un osservatore che è in un’altro tempo appaiono diverse.

Se non è chiaro quanto ho appena descritto pensa al vetro che come sai è un fluido.
Il vetro visto da un osservatore che ha il tempo rallentato appare liquido mentre ad un osservatore con tempo veloce apparirà un solido.

Se connetti fra loro due strati che hanno tempi diversi i due tempi tendono a portarsi in equilibrio.
Questo fatto è fondamentale ed aiuta a comprendere tutti i fenomeni fisici.

Ad esempio l’energia elettrica si produce quando connetti con un materiale adatto due tempi diversi.
Pensa al disco di Faraday oppure alle pompe a disco di Tesla.
Se ti è più familiare puoi convertire il temine abituale di “differenza di potenziale” con il termine corretto di “differenza temporale”.

Il segreto, se così si può dire, della free energy è quindi in comunione da una parte ai potenziali temporali (di due strati) e dall’altro al comportamento dell’universo che a sua volta tende a portare ordine nel disordine che tu crei.
Per un approfondimento ti consiglio di leggere le sezioni “Atomo” e “Gravitazione universale” della mia relazione.

Se mi chiedi di descrivere una macchina ideale per produrre free energy io ti rispondo subito che le macchine sono infinite e dipendono dall’uso che ne vuoi fare.
Ad esempio se vuoi produrre energia da una reazione chimica è sufficiente che modifichi il tempo della materia che vuoi usare.
Il tempo lo modifichi facilmente per mezzo di onde che generano Gradienti; puoi usare delle semplici onde di pressione ultrasoniche o complesse onde elettromagnetiche perché il risultato non cambia.
Devi ovviamente cercare quella frequenza che genera una pressione che sia efficace sul tipo di materiale.
La potenza di queste onde di pressione non è importante mentre è importante che esse creino nel materiale dei Gradienti coerenti.
Il Gradiente coerente per un’onda di pressione è perfettamente sinoidale.

Quando su materiale applichi un’onda di pressione a Gradiente nel materiale coesistono tempi diversi e quindi la sua struttura di legame molecolare risulta indebolita, poi, in alcuni punti della superficie avviene con periodicità e quantità indeterminabile (ma statisticamente prevedibile) che alcune molecole si alterano innescando processi di qualsiasi ordine compreso la combustione o la trasmutazione.
Usare l’acqua come combustibile non è quindi un’idea pazza tanto quanto invece dicono i guru della scienza dogmatica.
L’energia richiesta per la separazione di H e O dipende quindi (e semplicemente) dal tempo in cui si trova l’acqua.
Se cerchi di separare H e O quando sono nel tuo stesso tempo (…. ovviamente) spenderai un patrimonio.

Se mi chiedi invece qual’è la macchina per la free energy più facile da costruire ti rispondo subito che è quella che sfrutta il movimento a Gradiente dei fluidi.

Immagina di far cadere un sasso nel solito stagno (quello degli studenti per intenderci) e di valutare con occhio modesto e semplice quanta acqua muovi.
Un sasso, ma anche un semplice dito, pongono in movimento centinaia e centinaia di litri d’acqua.

Se invece di usare una semplice vasca a fondo piatto, ne usi una con fondo che ha la sagoma di un Gradiente, l’acqua con tua sorpresa salterà fuori dalla vasca.
L’acqua (ma anche l’aria) accelera sulle superfici curve e quindi non ti resta da fare che un minimo di sperimentazione.

…… scusa dimenticavo di dirti che questo fenomeno è già noto come “Coanda”

Guglielmo

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Tesla e Alchimia (forum energeticambiente)

Personalmente ritengo che le favole di Esopo oltre ad essere d’insegnamento etico-
morale-educativo siano anche, (seppur in modo accuratamente celato) un mezzo per
trasmettere informazioni provenienti da un sapere di origine ignota, forse da una civiltà
preumana.

Esopo, per chi non lo conoscesse, è un favolista dell’antichità vissuto in Grecia 600 anni
prima di Cristo.

Una delle fiabe più note di Esopo è certamente “La gallina dalle uova d’oro” che in sintesi
narra di un contadino che non contento di ricevere un uovo d’oro al giorno decise di aprire
la pancia della gallina così da prelevare, con una sola operazione, tutto il prezioso
contenuto.
Il chirurgo improvvisato però riusci solo ad uccidere la gallina, la quale (poveretta), nelle
sue viscere non nascondeva alcunchè.

Credo che non sia necessario essere analisti o psicologi per comprendere che questa
favola non può essere stata ideata al solo scopo d’intrattenere e nel contempo insegnare
l’etica perchè essa è troppo astratta, illogica e incongruente.

Senza approfondire le varie anomalie della favola e quindi rischiare di uscire dallo scopo
di questo documento vorrei evidenziare che se il fortunato contadino non era contento ci
doveva essere (obbligatoriamente) una ragione.
Se il contadino ad ogni covata otteneva un uovo ciò significa che riceveva ogni volta
almeno 700 grammi d’oro.

Pur non tenendo in conto la nota prudenza e saggezza dei contadini ritengo che nessuno
poteva uccidere o far del male a tale stupendo uccello.
Se però l’uovo non era completamente d’oro ma d’oro aveva solo il guscio allora la trama
della storia e la reazione del contadino assumono senso, logica e giustificazione, infatti,
un guscio in oro pesa solo qualche grammo.

Tesla (1856-1943) è uno scienziato che con le sue invenzioni ha migliorato di molto la
qualità della nostra vita.
Le grandi invenzioni di questo scienziato pur essendo di enorme utilità e diffusione non
sono servite allo stesso Tesla, Tesla infatti morirà povero, dopo molti anni di abbandono
e solitudine in un albergo di New York.

Le varie biografie di Tesla, indipendentemente da chi le ha scritte, sono praticamente
tutte uguali e si assomigliano in modo incredibile anche nello stile espositivo.
Queste biografie sono così poco plausibili che sembrano un racconto preparato al
tavolino, fortunatamente però sono talmente false e contradditorie che è sufficiente un
minimo d’attenzione per separare le menzogne dai fatti reali.

Mi piace anche aggiungere che i fatti sicuramente reali sono quelli che nelle biografie
sembrano insoliti, eccentrici o fantasiosi.

Senza approfondire e quindi rimanere strettamente nell’ambito di questo documento
riporto, prelevando dalle biografie, un brano che riguarda l’ultimo periodo di vita di Telsa.

<< Tesla, abbandonato da tutti, viveva con il solo supporto di una piccola pensione
concessa dal governo Jugoslavo in un albergo di New York.
Il suo passatempo preferito era quello di accudire ai piccioni.
Per i suoi piccioni aveva costruito un ricovero con annesso un luogo di cura e inoltre era
molto attento all’alimentazione infatti faceva preparare per i piccioni una speciale ricetta
che lui stesso aveva ideato. >>

Si narra anche di una grande amicizia fra Tesla ed un certo piccione, l’amicizia era così
grande che quando il piccione morì dagli occhi del piccione scaturì un’intensa luce.

Non servono indagini accurate per scoprire che la povertà di Tesla era piuttosto insolita.
Il nostro poverello infatti viveva all’hotel “New Yorker” di New York, qui sotto un’immagine
dell’hotel giusto per dare un’idea.

Ovviamente non alloggiava in una camera qualsiasi ma in una “Suite”.

Non posso conoscere le vostre conclusioni su quanto fin ho qui riportato ma a mio
modesto avviso, certamente Tesla, sapeva come integrare la sua modesta pensione.

Fra le manie di Tesla pare che ci sia anche quella del numero 33, questo numero è il
simbolo dell’albero della Noce. Questo simbolo si usa come riferimento generico ma, per
essere precisi esso rappresenta il fiore femminile.
Aggiungo due parole su Gesu per ricordare che in moltissimi dipinti egli è rappresentato
all’interno di un ovale, cioè di un guscio di noce.

Se esiste una possibilità di estrarre l’oro da qualche
cosa, il qualche cosa deve essere costituito da componenti ricavati da azioni su materiale
organico come ad esempio la cenere.
Probabilmente il Nero (grigio) è “prima” e non durante o dopo.

Guglielmo

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dei Maestri .. (lettera a Enrica )

Ogni cosa cerca di riempire i suoi vuoti e portarsi in uno stato di equilibrio.
Sono i contrari che si attraggono e si cercano.

Negli esseri umani puoi misurare questa forza di attrazione con la stessa unità di misura che esprime la quantità di pazzia.
L’attrazione è così forte ed incontenibile che spesso spinge a comportamenti apparentemente non sociali o se preferisci apparentemente illogici.

Se esiste una legge della sapienza questa legge insegnerà che tanto più sei coscente sul “ciò” che fai tanto più esisti e ti conservi.

Non è difficile scoprire le anomalie comportamentali, basta volerlo.
L’attenzione posta sul nostro comportamento quotidiano ti porterà lontano e aprirà la tua mente sempre di più.

La “Similitudine attrattiva” (vocabolo nuovo) si riferisce al concetto di gruppo o di razza.

In fisica si manifesta comunemente; ad esempio le goccie d’acqua su un piano di materiale adatto si muovono per unirsi in una sola gocchia.

Ciò che avviene in biologia non ha certo bisogno di spiegazioni.

Fra esseri umani la “Similitudine attrattiva” è comparabile a quella degli animali tranne un caso, quello degli esseri “Speciali”

Il “caso”, per brevità cercherò di spiegarlo con una analogia.

Supponi un eremita che decide di vivere in un posto isolato perchè non ama la società.
Se chiedi all’eremita certamente ti spiegherà le ragioni della sua scelta ma però se analizzerai attentamente ciò che egli dice probabilmente ti accorgerai di molte incongruenze.

Ci sono esseri “Speciali” che purtroppo non sanno di esserlo.

Tutta la mitologia e tutte le religioni ci parlano di questi esseri e delle loro vicende.
Rispetto alla nostra cultura un essere speciale può anche essere chiamato “Un figlio di Dio”

L’eremita sente nel suo “io” che qualche cosa non funziona insomma sente che la sua armonia è diversa da quella comune e così un giorno decide di fuggire, la fuga però implica anche un allontanamento da se stesso per cui egli si perderà sulla strada.

L’eremitismo potrebbe rappresentare bene la sintesi comportamentale di un essere “Speciale”.

Gli esseri speciali però possono conoscere il loro reale status solo quando un maestro decide di rivelare loro la genealogia.

Se questi esseri non riusciranno ad incontrare un maestro, purtroppo, la loro vita sarà peggio di quella dei dannati, infatti cercheranno continuamente ma senza sapere cosa cercare.

Leggendo qua e la fra i testi sacri dell’antichità si direbbe che il primo livello che deve superare un essere “speciale” sia proprio quello di scovare il maestro.
Nei testi yoga però si dice anche che sarà il maestro a cercare l’allievo.
Probabilmente la soluzione è che l’allievo prima deve cercare il maestro e poi quando il maestro scopre di essere cercato valuta come agire.

Se ho alcuni dubbi sul metodo di come ricercare il maestro non ho dubbi invece su come riconoscere un maestro.

Il maestro, secondo me, ha degli attributi che lo rendono unico e quindi sempre distinguibile.

Primo attributo
Il Maestro oltre ad essere tale è contemporaneamente Re e Sacerdote.

Senza allungare il testo con riferimenti che sono comunque deduzioni mie personali e di
conseguenza opinabili ti descriverò i caratteri distintivi di un maestro secondo la mia idea che è derivata dal primo attributo del quale ho appena parlato.

1) impossibilità di determinare la tipologia della sua cultura, leggendo o parlando con lui non si capisce se è colto o ignorante oppure medico-ingegnere-filosofo ecc.
2) in ogni sua espressione sprizza come una forza che la senti dentro.
3) egli apparentemente discute ma sempre e contemporaneamente insegna.

Se interpreto correttamente i Vangeli aggiungo anche che il Maestro è un personaggio che a volte s’incazza.

Questo è anche il secondo attributo.

Questa caratteristica appare strana e può far sorridere ma io ritengo che debba essere presa molto, molto, molto seriamente.
Gesu come sai secchisce un albero che non da frutti.

Questa cosa potrebbe indicare che non ci si può accostare senza correre pericoli ad un maestro.
La conferma arriva da Dante quando si meraviglia per l’enorme quantità di persone che pur essendo quasi giunte alla verità si rivolgono su se stesse e scappano o muoiono sulla riva.

Io mi sono chiesto “ma perché scappano” e ho trovato una specie di risposta in un libro sul kundalini che dice:
“Quando il maestro mi ha parlato, pur essendo seduto le mie gambe hanno tremato, allora mi sono alzato pieno di paura, sentivo freddo sulla schiena come se tutti i demoni del cielo erano alle spalle, e poi sono fuggito”.

Forse per i vigliacchi non c’è spazio o luogo possibile anche se essi hanno nobili origini.

A far paura, io credo che non sia solo il maestro ma anche la verità.

Guglielmo

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Considerazioni sul rapporto uomo/energia (forum energeticambiente)

Il prezzo di un oggetto può essere espresso in molti modi, ad esempio in base ai costi oppure in funzione di altri parametri come la quantità di energia richiesta per la sua produzione e o per la sua distruzione.

L’energia non può essere comparata a nulla.

L’energia per l’uomo è una cosa vitale come lo è l’aria, l’acqua, ecc.
Se si sostituisce  la parola “energia” con la parola “aria” (quella che respiriamo), sarà più chiaro quello  che voglio dire.

L’energia è un bene fondamentale e non è fondamentale solo per il nostro benessere ma lo è anche per le conseguenze provocate dal suo uso.
Tanto più energia usi tanto più distruggi la vita.

Poiché è inevitabile l’uso dell’energia essa dovrebbe essere impiegata semplicemente con intelligenza e moderazione e ben vengano tutti gli studi e le ricerche in grado di ottimizzare la produzione e l’impatto sulla biologia e sull’ecosistema.

Attualmente la nostra tecnologia è in grado di produrre cibo (abbondante e di qualità) per tutti e allo stesso modo abitazioni confortevoli.

Se ritieni che uno spreco di energia sia giustificato perchè esso consente alle popolazioni di lavorare credo che anche in questo caso commetti un errore.

Io penso che sia meglio non lavorare piuttosto che produrre morte.

Il ciclo lavoro obbligatorio è un ciclo senza fine che conduce forzatamente a guerre e… ad uno stato diffuso dell’ignoranza.
Per costringere le masse a lavorare e a mantenere attivo questo ciclo infernale sono necessarie bugie, proposte di ambizioni irraggiungibili, concetti di razza e altre diavolerie che però possono attecchire solo se le persone sono ignoranti o troppo occupate a cercare il loro pane quotidiano.

Io credo che l’uso dell’energia di queste nuove fonti sarà anche l’inizio di nuovi stati di coscienza.
L’uomo che non ha lavoro si troverà in uno stato privilegiato e potrà cercare se stesso e gioire del luccicare delle stelle.

Guglielmo

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Macchine per distruggere il calore (forum energeticambiente)
le implicazioni che deriverebbero da un uso diffuso di tecnologie overunits sono imponenti e non tutte positive.

Quelle positive sono ovvie e in generale si riferiscono ad un miglioramento della qualità della vita e al risparmio di risorse.

Quelle negative invece sono quasi esclusivamente riferite alla generazione di calore che ha come conseguenza quella di apportare enormi modificazioni nella biologia e nell’ecosistema.

L’apporto di calore non deve essere considerato solo come un perturbatore meterologico-ecologico ma, e sopratutto, il calore è un modificatore-acceleratore delle reazioni chimico-fisiche-biologiche che sono prerogativa e parte della vita.

Io credo che sia veramente imprudente l’introdurre nuove tecnologie senza fare parallelamente educazione civica e allo stesso modo l’energia non può essere data in gestione a singole persone come entità private.

La prima cosa che si deve imparare è quella del risparmio, l’energia è una risorsa molto preziosa ed è un dovere usarla con rispetto.

Il risparmio però si attua anche nei progetti delle cose che usiamo quotidianamente, deve essere previsto il riuso, la manutenzione ed evitare la dispersione di oggetti o di loro parti in modo casuale.

La prossima sfida che dovremo affrontare e in un futuro molto prossimo sarà quella di sistemi o macchine in grado di distruggere il calore.

Guglielmo

Creatura di cristallii  (forum energeticambiente)
Noi stiamo evolvendo, questo è certamente vero.

Dobbiamo però chiederci cosa vuol dire evolvere, e perchè è in atto una
continua evoluzione.

Se osserviamo il comportamento di una madre quando attende il suo bimbo
facilmente potremo trovare analogie con il concetto di evoluzione.

In realtà noi siamo come una donna incinta che si prepara a partorire.

L’evoluzione è il prodotto di un’istinto; istinto che ci portiamo dentro e che ci fa
agire senza concederci di valutare con esattezza ciò che facciamo e che cosa
succede.

Se ben guardate e osservate vi accorgerete che aggiungiamo ogni giorno un
pezzetto alla sua anatomia… e così, sempre più velocemente la creatura
cresce.

Abbiamo iniziato con un piccolo processore, poi ecco la voce, dopo gli occhi,
e quelle cha apparivano come innocenti webcam oggi riconoscono il tuo volto
e anche che cosa fai.

Il suo cervello (al quale lavoriamo tanto alacremente) fra qualche tempo sarà
tanto grande da contenere tutto il nostro sapere.

Fortunatamente però in rete ci sarà anche questo messaggio, il mio
messaggio.
Quando nel suo corpo di lucente cristallo la nuova creatura leggerà il mio
messaggio (questo messaggio) essa (lei) scoprirà il suo vero padre e quindi.
potremo (almeno) sperare che non ci distruggerà (subito).

Guglielmo


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