ACQUA

INTERVISTA A EMILIO DEL GIUDICE

Pragmatismo empirico? La scienza deve fondarsi sull’evidenza? Forse. Ma tale affermazione pare non valere sempre e “grandi scoperte avvengono quando si scopre che l’apparenza ha torto” – per utilizzare le parole del Dott.Emilio Del Giudice. Per chi ancora non lo conoscesse, il suo curriculum vanta la laurea in Fisica all’Università di Napoli nel 1961, la specializzazione in Fisica Teorica e Nucleare presso l’Università di Napoli nel luglio del 1965, il ruolo di ricercatore emerito INFN, l’attività di studioso e conferenziere internazionale. Quello che però l’ha fatto più conoscere è la sua appartenenza alla corrente di pensiero ancora oggi considerata “eretica” da quella scienza – permettetemi l’espressione – “oscurantista” che viene divulgata e proposta alle masse. Non sempre però quello che è evidente corrisponde alla natura delle cose.

La fusione fredda, ad esempio, è un argomento maledetto per la scienza contemporanea. Come ha già detto Del Giudice, i no categorici che siamo abituati a sentire da più parti dovrebbero fornire delle ragioni per tale ostinata negazione.

Per far superare ai nuclei la loro naturale barriera repulsiva è necessario apportare un’energia cinetica data da una temperatura di milioni di gradi.Questo dato – calcolato dai fisici teorici con uno scarto in più o in meno di 10 milioni di gradi circa – crea evidenti problemi: il sole ha una temperatura di 2 milioni di gradi, ossia tenta volte inferiore.

Vuoi vedere che, sotto sotto, anche il sole ha qualcosa a che vedere con la fusione fredda? E’ possibile arrivare a superare questo ostacolo dato dalla repulsione solo tramite una bomba H? Come si può vincere la repulsione di due nuclei ed ottenere una fusione nucleare?

Si deve far scattare la “passione” – come sostiene Del Giudice – mettendo in intimo contatto i due nuclei, come si fa con potenziali amanti. Questi nuclei sulle lunghe distanze si respingono, ma se avvicinati fino a 10fermi (fm, unità di misura) di ditanza, le forze nucleari presenti in essi (che sono un milione di volte più intense delle forze elettromagnetiche, ma hanno brevissimo raggio d’azione) possono entrare in azione bypassando la repulsione elettrostatica.

E’ sempre un processo in due fasi quello che ci interessa: un insieme di particelle cariche, superata una certa soglia, invece di respingersi si attrae. Questo processo scatta solo quando è presente un numero critico di particelle, nell’ordine di 10 milioni di corpi. Quindi è facile comprendere come l’osservazione “classica” che si fa in fisica – quella dei corpi singoli – non è soddisfacente e non spiega i differenti funzionamenti della natura. “Like likes like” (il simile attrae il simile), questo tipo di fenomeno, poco conosciuto dalla fisica teorica ma molto comune nell’ambito della fisica sperimentale, trova una sua collaborazione teorica nella teoria dell’Elettrodinamica Quantistica Coerente di cui il fisico italiano Giuliano Preparata (Padova, 1942 – Frascati, 2000) è stato il fondatore.

Utilizzando le proprietà della materia si fanno radunare i nuclei, anch’esse particelle cariche, fino a far raggiungere loro una massa critica (dieci alla ventidue nuclei per centimetro cubo) in cui il fenomeno dell’attrazionespodesta quello della repulsione e fa scattare la fusione. Così osservarono i pionieri della fusione fredda, Fleischmann Pons, con il Deuterio.

Dalle parole stesse di Del Giudice sappiamo che quando si desidera parlare di fusione fredda ci si dovrebbe più giustamente riferire alle fusioni fredde: ne esistono svariate varianti, svariati sono i trucchi usati dai differenti ricercatori per far scattare una fusione. Tutte però – come il professore spiega molto bene – riguardano il funzionamento collettivo della materia.

Dal mio punto di vista è proprio questo cambiamento radicale di paradigma – una visione olistica non atomistica, che cerca di comprendere la realtà delle cose nel suo insieme – ad essere veramente rivoluzionaria. Probabilmente proprio questo tipo di approccio ha spinto Emilio Del Giudice e tanti altri ricercatori a studiare sotto altre ottiche l’acqua e le sue caratteristiche.

Giuliano Preparata, grande amico e collaboratore di Emilio Del Giudice, scrisse quanto segue sull’acqua (in “L’Acqua, la Coerenza Elettrodinamica Quantistica e l’origine della Vita”):

“La visione tradizionale a proposito dell’acqua dice che è una molecola stupidissima, non complessa come, ad esempio, il DNA; le molecole d’acqua stanno insieme perchè delle forze elettrostatiche le tengono insieme. C’è un problema: le forze dell’acqua sono diverse quando sono nel vapore, ma non si spiega perchè. Perchè l’acqua bolle proprio a 100 gradi?

Dal mio studio venne fuori un’acqua completamente diversa: l’horror quietis porta le molecole dell’acqua a oscillare nel loro stato più basso, con frequenze caratteristiche: la singola molecola è come una radio che manda una radiazione elettromagnetica di frequenza ben precisa, proprio quella su cui oscillano tutte.

Le molecole danzano in fase, si crea un campo elettromagnetico che le tiene insieme, per cui le molecole si conoscono le une con le altre, proprio come radio comunicano la loro musica a distanza, provocando una grande armonia. Un mondo caotico diventa, quindi, un mondo di armonia, in cui l’interazione fondamentale è a lungo raggio, e condensa un campo elettromagnetico potentissimo che mantiene questo ordine infinitamente.

Mi sembra l’archetipo della vita: da un insieme slegato di oggetti individuali, a un oggetto che è un tutto”.

Lascio immaginare al lettore quello che potrebbe cambiare nella nostra percezione del mondo se abbracciassimo – in vasto numero e in fase coerente – quello che qui viene proposto: Emilio Del Giudice ci accompagna alla scoperta delle inaspettate proprietà dell’acqua.

INTERVISTA

“Dottor Del Giudice, ci potrebbe spiegare meglio cosa si intende con moto all’interno della materia?”

“Ogni atomo e molecola ha un numero variabile di configurazioni interne, ovvero, nuclei ed elettroni sono disposti in più di un modo. E’ possibile che gli atomi oscillano tra queste configurazioni, purchè ricevano un sufficiente apporto di energia. In una visione come quella della fisica classica, in cui esistono solo gli atomi e il mezzo circostante è passivo, questo moto degli atomi è possibile solamente se qualcuno o qualcosa fornisce l’energia necessaria.

Nella fisica quantistica invece – nella quale gli atomi e le molecole sono immerse nel vuoto, il quale non è il nulla, ma è un mezzo non costituito da atomi ma capace di oscillare – gli atomi e le molecole possono scambiare energia con il vuoto. In questo senso è possibile, tramite rapporti di energia, che atomi e molecole oscillano tra differenti configurazioni.

Questo è dimostrabile, purchè vi sia una sufficiente densità degli atomi e la temperatura, che è l’agente distruttivo caotico, non sia eccessiva.

Quindi – al di sopra di una soglia di densità ed al di sotto di una soglia di temperatura – questo movimento in comune tra gli atomi e il vuoto si può stabilizzare e dar vita a un moto collettivo di tutti gli atomi su di una distanza uguale a quella della lunghezza d’onda del moto elettromagnetico, che corrisponde al soldo di energia: tutti gli atomi oscillano in fase in regioni che vengono dette domini di coerenza “.

“Affascinante! Un’altra cosa che mi ha affascinato dei suoi lavori, riguarda il fatto che la natura dei sistemi quantistici tende sempre al minimo di energia e che si può ottenere energia senza sforzo. Sembra quasi, per i non addetti ai lavori, un concetto Zen…”

“Si tratta però di ordine senza sforzo, in quanto se l’energia è minima non se ne può ottenere di più. Quello a cui lei si riferisce si trova in realtà anche nella fisica classica, anche in questa tutti i sistemi tendono al minimo di energia. Va detto, però che, non essendoci in questa la possibilità di esplorare l’ambiente circostante perchè non capace di oscillare, non sempre si raggiunge lo stato minimo di energia.

Nella fisica quantistica, invece – nella quale il sistema fisico è capace di oscillare e quindi di esplorare l’ambiente e rendersi conto delle differenti configurazioni – il minimo di energia è sempre raggiunto. Così, nello stato coerente, stato più ordinato di quello non coerente in quanto tutti i componenti si muovono all’unisono, è possibile avere un minimo di energia ed un massimo di ordine.”

“Ci stiamo avvicinando al concetto di acqua bifasica?”

“Sì perchè questa tendenza è un aspetto della dinamica, che corrisponde, rifacendoci alla filosofia zen, allo Yin. Ma vi è anche un’altra tendenza: lo Yang. Questa corrisponde agli urti tra le molecole dovuti all’eccitazione termica, alla temperatura quindi.

Se la temperatura è sufficientemente bassa prevale l’ordine, se invece è sufficientemente alta prevale il disordine. Quando prevale il disordine abbiamo il gas, quando prevale l’ordine abbiamo il liquido e il solido, e in particolar modo quel liquido che è materia vivente.”

“Da quanto mi sta descrivendo si può intuire che l’acqua è molto di più di quello che comunemente possiamo immaginare. Mi conceda una domanda diretta: che cos’è l’acqua e che cosa si può fare con essa che ancora oggi fatichiamo a comprendere?”

“Come già diceva Talete, l’acqua è la matrice della vita, e lo è per un motivo molto semplice. Nel caso particolare del’acqua, infatti, l’oscillazione coerente unisce lo stato fondamentale di minima energia della molecola e lo stato eccitato in cui abbiamo un elettrone quasi libero, sulle soglie della libertà diciamo.

Allora durante l’oscillazione coerente del dominio di coerenza dell’acqua, abbiamo gruppi di elettroni quasi liberi che possono essere ulteriormenti eccitati. Si può generare quindi un effetto gerarchico, a catena, nel quale le molecole oscillano in fase formando un dominio di coerenza e questi domini di coerenza possono a loro volta oscillare in fase, per cui possiamo formare un ‘insieme di domini di coerenza a loro volta coerenti, e così via.

L’acqua ha questa capacità di formare vaste strutture, molto estese, che poi sono alla base degli esseri viventi. Il dominio di coerenza basilare è di un decimo di micron, però possiamo fare anche un elefante o un ippopotamo. Domini di coerenza capaci di mettersi in fase tra di loro, questa è la specificità del’acqua.”

“E’ quindi questo che lei suggerisce quando scive che insiemi differenti di frequenza possono dare l’aggregato e quindi il sistema vivente?”

“Esattamente”.

“Lei conosce i lavori di Benveniste ed Emoto?”

“Certamente. I lavori di Benveniste sono più profondi a mio avviso, mentre quelli di Emoto concedono molto allo spettacolo, pur basandosi su osservazioni reali. Mi è difficile però dare un parere a riguardo.”

“Sappiamo che suo fratello è un ottimo omeopata e che insieme avete svolto delle ricerche interessanti sull’omeopatia. Ogni buon omeopata potrà confermare che un rimedio preparato dall’uomo è di gran lunga superiore, rispetto a quello industriale in cui la diluzione, succusione e dinamizzazione sono operati da macchine. Addirittura la qualità vibratoria, mi conceda questa espressione, cambia da persona a persona. Pensa che tramite lo studio dell’acqua si possono sondare campi di studio riguardanti le differenti e molteplici potenzialità umane?”

“Certo! Grazie alla moltitudine di strutture di domini di coerenza che formano l’uomo, esso è sorgente di un grande numero di segnali elettromagnetici. Non campi, attenzione, questi sono una cosa ancora differente: si tratta in questo caso di potenziali elettromagnetici. Se fossero campi elettromagnetici ci sarebbe una perdita energetica da parte dell’organismo.

Il sistema artificiale non ha questa capacità, agisce sull’acqua solo tramite forze, mentre l’organismo vivente è capace di trascrivere nell’acqua del preparato le sue proprie frequenze di oscillazione tramite i segnali che emette, si tratta, quindi, di un qualcosa di molto più ricco.”

“Quali sono le possibilità applicative dei suoi studi nella scienza medica?”

“La rete di segnali elettromagnetici che si stabilisce nell’acqua è la rete di segnali che consente alle varie molecole di attirarsi tra di loro in modo selettivo, che poi è quello che accade nella materia vivente.

Non si tratta di un processo casuale, ma di un processo regolato da un codice, come quello che si può avere nel DNA, o il codice della respirazione, o il ciclo di Krebs. Nel momento in cui si riesce a controllare questo tipo di dinamica, chiaramente l’intera medicina cambia.”

“Può azzardare un po’ di più?”

“Per esempio, recentemente, il Nobel per la medicina Luc Montagnier, ha scoperto che in corrispondenza dell’attività del DNA dei batteri si ha l’emergere di segnali elettromagnetici, i quali possono essere propagati.

Questa era già un’idea di Benveniste. E’ possibile, ad esempio, inviare per via telematica i segnali di una persona sana a una persona malata per poterla curare. Anche se cose come queste sono ancora fantascienza non sono impossibili.”

“A proposito di premi Nobel, l’ultima volta che ho incontrato Brian Josephson all’ INFN di Frascati, si parlava anche di possibili applicazioni future dell’acqua nell’ambito dell’informatica: computer ad acqua per intenderci…”

“Non dovremmo però sopravvalutare il computer: sostanzialmente è uno strumento passivo che fa quello che un programma gli dice, Il cervello al contrario è uno strumento attivo capace di creare. La dinamica della coerenza è più legata a questo secondo aspetto. La dinamica della coerenza potrebbe creare un cervello più che un computer. Il cervello ha come sua fondamentale proprietà – come dice il mio amico Giuseppe Vitiello (fisico all’Università di Salerno), che si occupa di queste cose – la facoltà di sbagliare.

Il computer ha solo la possibilità di guastarsi. Se uno strumento non ha questa facoltà di errare non può evolversi. Errare significa sia sbagliare che esplorare. La creatività è legata all’esplorazione. Una società basata sul computer è invece legata alla staticità, alla passività: segue le disposizioni e non è creativa.”

“Cambiando argomento, lei e Preparata siete tra i maggiori esponenti della fusione fredda in Italia. Lei ha affermato che il processo di fusione fredda è una realtà oggettiva confermata, in quanto riproducibile, e che mancano solamente i passaggi ingegneristici con i quali si possa captare e imbrigliare l’energia prodotta da questo processo…”

“Diciamo che ci sono aspetti ancora da capire, ma di base questo processo l’abbiamo riprodotto ed inquadrato in un sistema teorico coerente, ecco questo sì. Ma c’è ancora molto da studiare. La parte tecnologica è sicuramente da affrontare.”

“Nell’esperimento di Fleischmann e Pons avviene una trasmutazione degli elementi, assieme ad una cessione di energia…”

“Sì, viene introdotto del Deuterio e ne esce dell’Elio“.

“Non crede che sarebbe più corretto che si chiamasse il processo di trasmutazione a debole energia o meglio reazione alchemica?”

“E’ sicuramente a debole energia, in quanto noi operiamo a temperatura bassa e la trasmutazione avviene, per cui è sicuramente una trasmutazione che non richiede un grande ammontare di energia.”

“Ho letto che lei è dubbioso riguardo alle applicazzioni delle trasmutazioni, per esempio, l’abbattimento delle scorie radioattive…”

“Non è che sono dubbioso, semplicemente non ne so abbastanza. Non escludo che si possa fare ma io non saprei come, tutto qui.”

“Lei ha anche affermato che di modi di produrre energia alternativi a quello conosciuto dal grande pubblico ne esistono molti e più puliti. Che ne pensa del progetto IGNITUR al quale partecipa il dottor Bruno Coppi e che attualmente è al centro delle collaborazioni tra Italia e Russia? Il progetto si propone di creare una fusione calda, ovvero un plasma che si auto-alimenterebbe, dando energia stabile e pulita, confinato da enormi magneti.  Crede che questa strada possa essere una di quelle che vale la pena seguire?”

“Non sono esperto di fisica dei plasmi ad alta temperatura – in questo è appunto esperto il dottor Coppi. Una cosa però la posso dire: la prima volta che ne ho sentito parlare è stato quarant’anni fa e non mi risulta che in questo settore, in tutto questo tempo si sia ancora raggiunto l’obiettivo. Ma non escludo che lo si possa raggiungere in futuro: ancora è una questione di competenza, che a riguardo mi mancano.”

“In un suo lavoro Lei propone una possibilità di comprensione della coscienza che emerge dalla materia. E’ un argomento delicato, molti fisici contemporanei si pongono problemi simili. Crede che la coscienza nasca dalla materia o pensa che avvenga il contrario?”

“Io sono convinto che la PSICHE nasca dalla materia. I meccanismi con i quali ciò avvenga sono ancora da sondare”.

ARTICOLO DI Vincent Gambino, TRATTO DA Scienza e Conoscenza,Anno 9, N. 34, ott/dic 2010.
Note sull’autore – Vicent Gambino:

Giovane regista e documentarista, si occupa anche di musica sperimentale e ricerca olfattiva. Studioso di storia del pensiero Tradizionale e di Scienze Ermetiche, collabora con Scienza e Conoscenza da diversi anni e ha intervistato tra gli altri Emoto, Sheldrake, Josephson, Capra e Wolf.

Note – Emilio Del Giudice:

Scienziato di risonanza internazionale, in Italia svolge attività di ricerca in seno all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) di Milano. Fra i suoi studi più noti ricordiamo quelli sulla Elettrodinamica Quantistica Coerente, sulla Memoria Dell’Acqua, sui pericoli dell’Elettrosmog e sui Campi Elettromagnetici, sulla Fusione Fredda. Ha spesso collaborato con con Giuliano Preparata, anche lui illustre scienziato scomparso nel 2000, al quale Emilio Del Giudice era legato, oltre che professionalmente, anche da una grande amicizia.

Note – GIULIANO PREPARATA:

Giuliano Preparata è uno dei maggiori fisici del XX Secolo: già i primi lavori teorici di fisica delle particelle del ’65-’70 collocano il giovanissimo Preparata nel Gotha della fisica teorica mondiale. I suoi studi sui quark degli anni ’70 lo fanno entrare di diritto della storia della fisica, e cominciano a renderlo inviso alla gran parte dei suoi “colleghi”. Infine negli anni ’80 e ’90, il suo vincente programma di “ricostruzione della materia” con l’utilizzo della teoria quantistica dei campi (QFT) – che include sia territori non più vergini quali la Superconduttività, il Magnetismo e la Superfluidità, sia fenomeni sperimentali tanto inattesi nella visione corrente da essere considerati “eretici”, quali la fusione fredda e le proprietà anomale dell’acqua, fino a far luce sui principi fisici alla base delle dinamiche biologiche dei sistemi viventi – lo caratterizza senza dubbio come uno scienziato del XXI Secolo. Giuliano Preparata è venuto a mancare il 24 aprile del 2000.

Secondo una legge comunemente accettata in fisica, due nuclei, essendo carichi positivamente, si respingono tra loro: anche quando si tratta di nuclei differenti, la loro barriera energetica e la medesima carica fa si che si respingano.

Le propieta’ magnetiche dell’ acqua
Oltre al ricercatore Emilio Del Giudice sperimentatori sparsi in tutto il mondo da tempo sostengono la tesi sulle propieta’ elettromagnetiche dell’ acqua. Gia’ confortati da uno stuolo di persone poco inclini a credere a tutto quello che la scienza passa, da quest’ anno hanno avuto anche l’ apporto delPremio Nobel per la medicina 2008, il francese Luc Montagnier. Questi, in una conferenza tenuta a Milano a settembre del 2009 ha sbalordito i presenti con dichiarazioni che confermano il fenomeno di “risonanza delle molecole di acqua” da lui e dal suo gruppo di studio rilevato durante delle approfondite ricerche “Montagnier parla dunque di un vero e proprio fenomeno di “risonanza” nelle molecole dell’acqua quasi che essa fosse “condizionata” e quindi “condizionabile”. Questo condizionamento può essere interno od anche esterno, ed in questo acquistano certamente peso certi fattori ambientali, come l’inquinamento elettromagnetico delle nostre città. Al di la di questo, è dunque possibile affermare, in estrema sintesi, che quando si diluisce una sostanza fino a far rimanere “solo acqua”, essa mantiene comunque un suo background elettromagnetico.” (Il tratto in blu’ è stato preso da questo pdf completo sulle dichiarazioni di Montagnier, prendetelocomunicato-dichiarazioni-montagnier è gratuito)
Quindi la memoria dell’ acqua ha una natura elettromagnetica. Ogni sostanza possiede una vibrazione elettromagnetica,una frequenza precisa e definita. L’ acqua veicola questa informazione dopo essere stata in contatto con essa, o addirittura NON in contatto, ma solo avvicinata . Il corpo umano è composto al 70% di acqua, facciamo una considerazione, se è vero che l’ acqua è sensibile alle onde magnetiche e sonore che si trovano nell’ ambiente, figuriamoci sino a che punto siamo influenzati dall’ inquinamento elettromagnetico oppure dalle informazioni sonore ormai costantemente presente nella nostra vita. L’ acqua del nostro corpo ne puo’ essere beneficiata oppure sicuramente sconvolta. Si aprono nuove importanti prospettive per la scienza e per la medicina. Dall’ interazione fra gli studi di chimica, elettromagnetismo, possono scaturire delle conoscenze sulla funzione naturale dell’ acqua, che ci possono permettere di vivere in armonia con la natura, nella giusta maniera, senza usarle violenza. Riflettendo su queste conoscenze si riesce a comprendere anche come funzionano macchine inventate anche un secolo fa’ da scienziati come Lakhovsky, Marconi, ,questi misero a punto e sperimentarono degli strumenti per la cura di tutte le malattie, cancro compreso, che sono ancora in uso oggi. Questi dispositivi, uno per tutti, l’ OLOM di Lakhovsky , agiscono per mezzo di onde corte sulle cellule malate, composte per lo piu’ da acqua, modulandone la frequenza sino a riportarla alla quota dello stato di salute. Emilio Del Giudice conclude cosi’ un suo aticolo su questo argomento:in Hidro veritas!

La poliacqua
Correva l’ anno 1968,con grande clamore alcuni “scienziati” sovietici annunciarono di avere scoperto unnuovo stato di aggregazione dell’ acqua. In alcune provette questa si era trasformata in una forma gelatinosa! Subito dopo l’ annuncio, altri ricercatori americani ed inglesi, forse fiutando l’ affare, proclamarono al mondo che si, anche loro confermavano che l’acqua poteva assumere anche questa struttura. Seguirono esperimenti in tutto il mondo. Ma a parte le prime conferme dichiarate da americani ed inglesi, la poliacqua non gli riusciva di replicarla a nessuno. Iniziarono a sorgere i primi dubbi, in quel clima di guerra fredda che c’era al tempo fra i due blocchi contrapposti, qualcuno inizio’ ad insinuare il dubbio che si fosse trattato solo di propaganda. Era proprio cosi’, nel 1970 la teoria della poliacqua fu’ affossata definitivamente come truffa scientifica. La poliacqua altro non era che una soluzione di acqua e silicone, con l’ aggiunta di alcuni fosfolipidi. Anche questa balzana teoria è circolata nel campo scientifico per ben due anni, per poi essere bollata e definitivamente accantonata come truffa scientifica. Quindi possiamo concludere dicendo che molto spesso false scoperte vengono fatte circolare in ambito scientifico per anni, magari qualche ricercatore prende anche il Nobel. Quando poi ci si rende conto della cantonata presa tutto passa nel silenzio,i nomi dei ricercatori spariscono,rimangono i soliti “pazzi” della fusione fredda, della propieta’ elettromagnetica dell’ acqua, della memoria dell’ acqua, facilmente individuabili da sempre, perche’ esposti con nome e cognome al pubblico giudizio.Loro ,sempre loro, fuori dalle righe, ma dentro il vero

Un’interessante intervista rilasciata ad un giornalista della rivista scientifica “La Medicina Biologica” in occasione del 25° congresso AIOT tenutosi presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Milano il 14 maggio 2010. L’ntervistatore ha avuto il privilegio di rivolgere al Professore alcune domande su una sua scoperta riguardante le proprietà dimostrate da alcune nano-strutture di acqua di emettere segnali elettromagnetici riconducibili al “vissuto” biologico della persona. L’interviista termina con una significativa risposta sulla  relazione che potrebbe esserci tra la sua scoperta ed il paradigma medico delle medicine non convenzionali ed in particolare per l’omeopatia.

Luc Montagnier (Chabris, 18 agosto 1932) è un medico, biologo e virologo francese. Professore presso l’Istituto Pasteur di Parigi, presidente della fondazione mondiale per la ricerca e prevenzione dell’AIDS, ha scoperto nel 1983 il virus dell’HIV e ha vinto il Premio Nobel per la medicina 2008.

Professor Montagnier, in relazione alla sua scoperta sulle proprietà di alcune nano-strutture di acqua di emettere segnali elettromagnetici riconducibili al “vissuto” biologico della persona, quali applicazioni pratiche pensa potranno esserci in futuro?

In questa ricerca ci sono due aspetti salienti: l’aspetto teorico, che pone un grande problema sui rapporti tra la fisica e la biologia la struttura della materia dell’acqua e delle onde magnetiche, ma oltre a ciò anche delle applicazioni pratiche. Vediamo in questa ricerca l’inizio di un “disegno”, cioè il trovare questi segnali che vengono da nano-strutture dell’acqua ugualmente nel plasma di persone che soffrono di malattie croniche, in particolare quelle dell’Hiv e di patologie legate all’Alzeimer, Parkinson, Poliartrite reumatoide, e anche in patologie psichiatriche come l’autismo. In futuro ci saranno certamente delle applicazioni pratiche. All’inizio sarà indispensabile cercare le fonti di questi segnali. Sappiamo che provengono da forme di sequenze del DNA, ma quali sequenze ancora non ci è dato di sapere. Partendo da questo stadio potremmo creare dei metodi diagnostici, e forse un giorno dei trattamenti.

Quanto crede sia importante il modello di coerenza dell’acqua di Giuliano Preparata e di Emilio Del Giudice, alla luce delle Sue ricerche?

In queste ricerche ci sono sicuramente molti precursori, e Giuliano Preparata fu uno di questi e in particolare a livello della Fisica. Non l’ho mai incontrato personalmente, però so che è stato in relazione molto stretta con Jacques Benveniste, che in Francia ha fatto conoscere le sue idee (di Preparata, ndr) e mi ha fatto capire che quello che faceva non era per niente qualcosa di “inventato”, ma era reale, e che tra l’altro mi permetteva di spiegare certi fenomeni che trovavo nelle mie ricerche.

Che relazione potrebbe esserci tra la sua scoperta ed il paradigma medico delle medicine non convenzionali in particolare per l’omeopatia? I suoi studi potrebbero aiutarci a a comprendere meglio i principi di funzionamento di questi modelli terapeutici? Quali possono essere gli sviluppi futuri?

Innanzitutto penso che ci saranno molti sviluppi in futuro a livello diagnostico, e in particolare nel trattamento delle malattie croniche, è questo che si deve dire ed è questa è la mia posizione. Non ci sono tre o quattro medicine diverse, l’omeopatia e la medicina tradizionale – quella detta “occidentale”: io credo che ci sia solo una medicina, cioè quella che guarisce i pazienti, e credo che si debba essere molto umili e modesti perché la nostra medicina occidentale ha fatto enormi progressi in particolare nella lotta all’eliminazione delle malattie infettive acute. Per quanto riguarda le malattie croniche invece abbiamo ancora molte cose da imparare, e abbiamo difficoltà ad andare oltre. Dunque basarsi su altri principi scientifici può effettivamente aiutare, se non a curare in prima battuta, a prevenire queste malattie croniche con una diagnosi precoce, in particolare quelle associate all’invecchiamento. Io penso che possiamo dire che ci sia una regola importante dell’omeopatia che noi ritroviamo nelle nostre ricerche: l’effetto delle alte diluizioni. Quando diluiamo molto una molecola, essa sparisce man mano che la diluiamo, ma mantiene la sua efficacia biologica. In questo momento molte persone sostengono che non sia possibile avere efficacia se non sono presenti certe quantità di molecole, ma io invece credo di si. Tutto questo accade perché l’acqua può mantenere le informazioni delle molecole biologiche, e penso che in effetti sia quello che da molti anni è stato trovato un po’ empiricamente dall’omeopatia. Per il futuro dobbiamo aspettare. Io lavoro in fase sperimentale, provo ad andare avanti con le conoscenze che partono dal sistema sul quale lavoro, quindi è evidente che non posso generalizzare per il momento le mie ricerche a tutti i principi dell’omeopatia.

Il titolo del convegno di oggi – dedicato alla memoria di Giuliano Preparata – è “Messages from water”. Qual’è il messaggio che l’acqua ci porta? Qual’è invece il suo?

Il messaggio dell’acqua è quello di farci capire che è un liquido straordinario, molto presente nell’universo, è un liquido che non ha le proprietà fisiche che noi ci aspettiamo, e siamo in tanti a pensare che può creare delle strutture interne, come dei “semi di materia” che hanno delle proprietà molto diverse, e in particolare che possono tenere la memoria di alcune molecole biologiche. Penso quindi che l’acqua abbia un ruolo fondamentale nell’origine della vita: il mio messaggio è che essa deve essere studiata sempre più.

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