Cogitalità – Ivomir Dimchev

IL LIBRO NERO

tehory of cogitality

La tesi che la materia non esiste ma che sia un’ologramma , un prodotto dell’interazione tra le onde può apparire strano. L’idea comune è che la materia esiste e questa è la ragione per cui possiamo  vederla. Tuttavia  viene fuori la situazione opposta e cioè che le cose esistono solo perche noi possiamo osservarle. Questo e molti altri paradossi del pensiero logico sono parte  degli argomenti trattati in questo libro.  Lo scopo della lettura è cercare di uscire dal sistema normale di vedere le cose, e porsi da un diverso punto di vista filosofico e  quantum – teologico. Quelli che  non leggeranno il libro non dovranno preoccuparsi di questi argomenti.

Questa è un’ipotesi che si basa su fatti storici e teologici, fatti scientifici, argomenti filosofici e conclusioni psicologiche . La teoria dimostra che la morte non esiste. E’ inutile temrla. Noi siamo parte del tutto e il tutto è dentro di noi e tutto questo, e tutto questo essere è un cerchio costante di conoscenze ed emozioni. Il cerchio  spiega l’inspiegabile come la reincarnazione.

Nel processo di ragionamento, L’ipotesi risponde alla domanda sul significato della nostra esistenza. Perché siamo ciò che siamo ? perche esistiamo e qual è la ragione per cui noi siamo creature emotive e pensanti tra i milioni di altri esseri?

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E all’inizio fu la Cogitalità…

Colui che conosce il tutto

Ma è privo (della conoscenza) di se stesso

È privo del tutto

 

Chiunque trova la spiegazione  di queste parole

non gusterà la morte.

 

Coloro che cercano, cerchino finché troveranno.

Quando troveranno resteranno commossi.

Quando saranno turbati si stupiranno,

e regneranno su tutto

 

Parole di Gesù, dal Vangelo di Tommaso

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Nel vuoto completo

È  pieno invano  o non lo è?

Nel pieno il vuoto si separa.

Non lo fare  mai invano-

Non li  danneggerà

Il vuoto si riempirà senza risultato

Arriva cadendo giù con la pioggia

Con musica in un’anima vuota

Ci facciamo del male invano

Gli occhi piangono, e anche questo invano

il fuoco dei sentimenti sta bruciando,

nel vuoto invano

il vuoto fa ancora male

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E all’inizio era la Cogitalità

Chi siamo ? Da dove veniamo ? Dove stiamo andando? Da quando il primo uomo saggio   si è posto  queste domande  ha stabilito  le fondamenta della filosofia (Φιλ εο  + σοφία – dal greco  amore /amicizia +saggezza) , che si è concretizzata in una crescente  brama di  conoscenza. Da allora  l’umanità non ha più smesso di costruire ipotesi e cercare risposte.  In realtà non è veramente importante trovare le risposte,  ma ciò che importa  è che continuiamo a porci delle domande…. Dopo tutto,  il desiderio di trovare risposte è alla base di tutto il progresso.

Il desiderio di conoscenza ci spinge a ricercare e a  fare ipotesi e a formulare nuove  teorie. Ma è veramente  importante che la teoria sia corretta? Naturalmente no. Anche se  è sbagliata, è comunque un passo  verso la conoscenza. Secondo la fisica ci sono molte più informazioni in un risultato negativo che in uno positivo. E come dice John Kehoe nel suo libro Soldi, Successo e te,  il “NO” crea la strada che eventualmente porta al “SI”.

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..vedi la sinistra, nube scura che bolle rabbiosa nel cielo…  vedi gli impulsi elettrici che ci passano attraverso… come  vene di luce elettrica conficcate in  terra.   Quando il cervello presenta un pensiero coerente,  è simile ad una tempesta. In effetti il pensiero non  è visibile, ma  dal punto di vista della neurofisica, quello che  è visibile,  è la tempesta che erutta in aree separate del cervello. Queste  si riflettono nel corpo e la reazione che abbiamo è .. un’immagine olografica, rabbia, furia, odio, compassione amore.

Il cervello non distingue tra quello che è attorno e quello che ricorda perché , si attivano esattamente gli stessi sistemi di neutroni. Il cervello consiste di minuscole cellule nervose  chiamate neuroni. I neuroni si diramano e si connettono con altri neuroni che formano una rete. Ogni connessione che si forma corrisponde a un pensiero o a un ricordo. Il cervello forma concetti basati su memoria associativa. Ad esempio, tutte le idee, i pensieri, i sentimenti sono costruiti  e interconnessi in questa rete neuronale e sono tutti connessi . Per esempio l’idea relativa al sentimento di amore,  e stata impressa nella memoria di questa vasta rete neuronale; comunque possiamo avere l’impressione di amore in molti altri modi

Alcune persone associano l’amore con il  disappunto. Quando pensano all’amore , vengono pervase  da una memoria di sofferenza, tristezza, imbarazzamento e a volte rabbia. La rabbia potrebbe essere la conseguenza di  una ferita mentale, che a sua volta è connessa ad una persona particolare che a sua volta è connessa all’amore. Noi creiamo i nostri modelli per interpretare  il mondo esterno.  Più informazioni raccogliamo, e più corretto il modello diviene. Così con gli anni , ci creiamo la trama per una favola sul mondo che ci circonda.

Ogni tassello delle informazioni che processiamo, ogni bit di informazioni che riceviamo dall’esterno è stato inevitabilmente influenzata  dalle nostre esperienze precedenti e dalle nostre reazioni emozionali e agli schemi  che noi abbiamo sedimentato  . Chi ci guida  su come controllare   soccombere alle emozioni? Da un punto di vista psicologico sappiamo che i nervi che spediscono impulsi al nostro cervello sono collegati in una rete. Se si fa qualche cosa  molte volte ripetitivamente questi legami si stabilizzano. Se tu ti arrabbi ogni giorno, o se tu ti dispiaci ogni giorno, se tu soffri e trovi scuse per passare come  una vittima, allora crei e confermi  i tuoi legami neurologici,  costruisci un sistema neurale ogni giorno .. e il tuo sistema neurale è strettamente connesso con tutti gli altri nervi della tua così detta “personalità”.

(dal film “cosa bip sappiamo ?”) 

http://www.youtube.com/watch?v=wudqw1J6StU

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IO CREDO …..

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Contenuti

10 A QUELLI CHE NON LEGGERANNO QUESTO  LIBRO

15 UNA SPECE DI PREFAZIONE

19 CAPITOLO I : ILLUSIONE SULLA VERITA’, E VERITA’ SULL’ILLUSIONE

43 CAPITOLO II IL PARADOSSO DELLA LOGICA E LA LOGICA DEL PARADOSSO

51 CAPITOLO III CONOSCENZA, SAGGEZZA E FELICITA’

81 CAPITOLO IV : L’UNIVERSO, UN’IMMAGINE OLOGRAFICA

107 CAPITOLO V : TUTTO  E’ CICLICO  PARADOSSO DEL CICLO

133 CAPTIOLO VI : LA VITA

149 CAPITOLO VII : RINASCITA SPIRITUALE

205 CONFERMA

210 TERMINOLOGIA

214 REFERENZE

 

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A chi non leggerà questo libro

UNA STORIA PER IL VUOTO

Quello che ci accade normalmente nella nostra vita, non ci è di aiuto per rafforzare il nostro lato  spirituale. Nessuno ci insegna come concentrarci in noi stessi, riconoscere la forza interiore che possediamo. La vita ci mette spesso  nei panni  della vittima, e ci sentiamo sempre come se, qualunque  cosa succeda, noi non fossimo  veramente in controllo del nostro destino. Personalmente non mi piace questo schema mentale! Perché sotto intende che ci sia qualche cosa di esterno  in controllo della situazione: io preferisco invece  essere in contatto e agire su  qualcosa che sia profondamente dentro  me. Quando si prende in considerazione il mondo esterno  , io sono solo un “IO”; mentre se si considera il mondo interiore, io divento una parte del tutto. Io divento parte dell’infinito.

Se un uomo fa un sogno meraviglioso e porta  con se una rosa, e poi si sveglia con la rosa  in mano questo significa che il sogno era vero.

(Samuel Coleridge) 

Quando sono tornato a casa ed ho guardato le cicatrici delle spine  e i piccoli arrossamenti che mi erano rimasti sulle mani ,  ho realizzato che era successo realmente.  Ci sono veramente passato e l’ho sentito!  Ho  provato una sensazione di gioia , come se  avessi guardato un’ immagine meravigliosa, e poi  mi sono sentito  completamente felice.

A quel punto tutto è cambiato, e io mi sono trovato in un posto completamente diverso. Io penso che  quello è stato il momento in cui sono entrato  nell’Universo;  stavo danzando con una costellazione, e mi sono chiesto  “Perché stò facendo questo ?”  E la risposta che ho ricevuto è stata “Perché  lo hai sempre cercato. Tutto di te  è sempre stato alla ricerca di questo”

C’era un movimento di colori  che  rappresentavano parole. Potevo comprendere quello che stavano dicendo quando cercavo di  sbirciare :  “vieni !”.   Io stavo cercando  la “cogitalità”.

Un pensiero  si è fatto strada in  me : Il pensiero è dentro di te in ogni tua cellula del corpo. Io lo sentivo, ero completamente aperto a queste sensazioni e le   stavo   assorbendo. I colori mi stavano ancora parlando, e non solo  potevo sentire quello che vedevo, ma potevo anche provarlo nelle mie cellule.

Quella non era una sensazione ordinaria; era fondamentalmente la conoscenza di quello che stava succedendo nelle mie cellule . La Cogitalità è dovunque, e noi siamo tutti collegati. La Cogitalità stava danzando in ciascuna cellula vivente e viceversa.  In quel momento io  sono cambiato e non sono  più stato lo stesso.  Se cerco  di descrivere quello che provavo   non riesco a far comprendere la completa sensazione di quell’esperienza . Io non credo che quando qualcuno legge le mie parole  mi comprenda completamente. Le emozioni si allungavano nell’eternità e io  ero  una parte dell’eternità. Anche prima di dire una parola, io sentivo un tale impressionante  potere che saliva  dentro di me, una sensazione che nessuna parola  può descrivere.  Il turbine di colori mi ricordava immagini di altri mondi. Mi sono sforzato di  mantenere il mio equilibrio,  ricordandomi di  non affondare nelle luci danzanti, cercando di   mantenere la concentrazione su di me.

E poi è  arrivato  il buio, e mi  sono trovato nell’altra parte dello spazio dove  tutto era fermo.  Dal nulla mi sono giunte  le parole   “perché  è possibile”  e mi riempirono completamente .  L’impressionante potere stava cercando di far avverare tutte possibilità . Non si trattava necessariamente di qualche cosa di etico,  ma allo stesso tempo era  anche amore. Non c’era niente, solo forza primordiale. La mia conoscenza le  mie convinzioni  sembravano assurde e ridicole. Non volevo  dimenticare quelle sensazioni. Io ero consapevole che  potevo aprire i miei occhi e collegarmi con le persone attorno a me.  Avrei voluto aspettare  nella speranza che tutto si concretizzasse e quell’intera esperienza diventasse  chiara così da poterla condividerla con gli altri.   Continuavo a chiedermi “Perché dovrei tornare indietro?”. Non volevo aprire gli occhi. Ma quando lo feci  la stanza sembrò più luminosa. Volevo viaggiare  ancora … perché era una sensazione che toglieva il fiato.

Era  cominciato  velocemente e  vigorosamente , io  sentito una pressione incredibile in  testa. Mi portava   lontano,   fino al punto dove la pura energia era viva e prendeva forma.

Riuscivo a vedere  il processo della divisione della coscienza, vedevo  lo spazio-tempo prendere  forma e coscienza, dove prima non esisteva . L’energia non è priva di coscienza anche se  non è consapevole. Essa è reale, ed è una sostanza che non può essere divisa. L’energia è plasmabile, si tira,  può essere  ritardata nella sua periferia,  e,  prende forma. C’è un infinito flusso creativo.  E le mie particelle di energia andava  dentro e fuori dal tempo, come tutte le altre particelle. Il concetto del io sono   è come un cerchio.

Ho visto una luce  brillante  bianca e gialla di fronte a me. Ho deciso di lasciarla entrare . Mi ha avviluppato e sono diventato parte di essa. Non c’erano figure o linee, ombre o delimitazioni. Non c’era niente ne dentro ne fuori. Io mi sono liberato  dal mio ego, dai pensieri, dallo spazio e tempo, da qualsiasi separazione, eccetto la luce. Il nostro linguaggio non può esprimere quello che riescono a  fare i simboli; non può minimamente  descrivere  la pura esistenza, l’unità, l’esaltazione la pace definitiva e la beatitudine.

Non so quanto tempo sono rimasto immerso nella pura energia, e neppure posso descriverlo. Finalmente ho sentito  che stavo sprofondando e fluttuando indietro, allontanandomi  dalla luce. Potevo vedere me stesso, una piccola creatura nuda brillante come un bambino che irradiava una luce fioca. Le onde luminose mi toccavano mentre il mio corpo si allontanava, ed ero sopraffatto da felicità. La morte non è vuoto. Non ho bisogno di morire per capire cosa sia la morte. Non la temo più. Non posso morire! non posso sparire. Io non posso ne aumentare ne diminuire. E’ una resurrezione ciclica in un flusso infinito di immortalità. Ora capisco che la luce è tutto, e il mondo è solo un’ombra, un riflesso.

***

Come ti sentiresti se  vedessi  tutto attorno a te vibrare  ma quando  lo fissi  questo si   trasforma in materia solida; e quando  smetti di fissare  torna  ad  essere di nuovo un’onda? Questa metamorfosi è alla base dell’ipotesi che ci proponiamo di descrivere, e il risultato è che  “  La materia è un’illusione”.

Tutto è formato da onde elettromagnetiche, ed è una conseguenza della interazione fisica tra le onde.  La luce viene da movimenti di particelle cogitative che erano precedentemente immobili, senza tempo e senza spazio. E  in questo stato di quiete , conoscevano  tutto.

Esistono un sacco di prove di questo. Una di queste è un papiro trovato in una caverna in Qumran, contenente le parole di Gesu Cristo agli apostoli, scritti da Didymu Giuda Tommaso,  e comincia così:

E lui disse

“Chiunque trova la spiegazione di queste parole non gusterà la morte”

Ma il vero gioiello è il seguente

  1. , “Se vi chiederanno ‘Da dove venite?’ dite loro, ‘Veniamo dalla luce, dal luogo dove la luce è apparsa da sé,si è stabilita, ed è apparsa nella sua immagine.’ Se vi chiederanno, ‘chi siete voi?’ dite, ‘Siamo i suoi figli, e siamo i prescelti del Padre vivente.’ Se vi chiederanno, ‘Qual è la prova che il Padre è in voi?’ dite loro, ‘È il movimento e la quiete.’

La tesi che la materia non esista ma che sia solo un ologramma, un prodotto dell’interazione tra onde, può apparire strana.  I progressi della fisica quantistica in questa direzione confermano che colori, suoni, odore, sensitività e anche la percezione della distanza sono onde che, dopo essere state percepite e  trasformate in impulsi  e interpretate nel cervello, costruiscono l’idea illusoria  per la “realtà” della materia.  Ma se tutto è un’illusione, allora quale è il nostro ruolo in tutto ciò?  A causa del nostro coinvolgimento nella realtà siamo portati a credere che la materia esista in modo oggettivo, e questa sia la ragione per cui la vediamo, ma ad uno studio più approfondito ci rendiamo conto che è esattamente il contrario, le cose esistono e prendono forma solo quando noi le osserviamo. Proprio come succede per gli ologrammi, la realtà diventa tridimensionale quando viene illuminata dai nostri sensi.

Nel  libro verranno affrontati questo questo e molti altri paradossi dei pensieri logici .  Il  nostro scopo, durante questa lettura è di provare ad andare fuori dagli schemi tradizionali, e vedere le cose da un differente punto di vista filosofico teologico e quantistico. Quelli che non leggeranno il libro non dovranno preoccuparsi per questi argomenti, la loro realtà continuerà a rimanere solida e tangibile… come sempre .

Quello che leggerai sono ipotesi supportate da fatti storici e teologici,  fatti scientifici, argomenti filosofici e conclusioni psicologiche . La teoria prova che la morte non esiste . Non ha senso averne paura. Noi siamo parte di tutto, e il tutto è dentro di noi, e tutto questo è in un costante circolo di conoscenza ed emozioni. Il cerchio spiega l’inspiegabile come per  esempio la rincarnazione.  Nel processo di ragionamento, l’ipotesi risponde alla domanda sul significato della nostra esistenza. Perché siamo quello che siamo? Perché esistiamo e quale è la ragione per cui noi siamo creature pensanti ed emozionali tra milioni di altri esseri ?

E’ assolutamente naturale arrivare all’idea del big ben all’inizio della creazione. La teoria risponde alla domanda perché  e come è iniziata la vita e qual’ é  il collegamento tra tutte le creature viventi. E’ provato che tutto è pensiero vivente– un risultato della cogitalità in movimento, alla ricerca della perfezione. E noi, essendo ologrammi figli della luce, giochiamo una delle parti principali nella ricerca della perfezione creando emozioni.

Nella terza parte, vengono date delle  direzioni teoriche  su come separare praticamente dalla dipendenza dell’egocentrismo . Come creare la nostra storia di vita, per cambiare la realtà e trasformarla  entro  una felice  senza fine  del cerchio di cogitalità.

 ‘ Voi siete il vostro desiderio stimolante e recondito

Il vostro desiderio è la vostra volontà,

la vostra volontà è la vostra azione

La vostra azione è il vostro destino “

Brihadaranyaka Upanishad IV 4-5

Continuo a pensare che noi non prestiamo troppa attenzione a quello che ci circonda. Noi  prendiamo tutto per scontato. Noi viviamo in un mondo tutto nostro, che è coerente con la nostra esperienza, conoscenza, educazione, e i modelli che ereditiamo dai nostri genitori.

Noi analizziamo raramente  noi stessi e ancor più raramente guardiamo ai nostri errori; noi siamo molto più  portati a dare la colpa agli  altri e a vedere  i loro difetti. Noi ci abituiamo  gradualmente  a questo comportamento, e diventa parte di noi. Lo prendiamo per scontato . Così non cerchiamo di auto analizzare o  di capire le ragioni che ci hanno  portato la.

Il prossimo capitolo parla di tutto questo,  del dare le cose per scontate e del non chiedersi mai :  perché le cose sono in un certo  modo ? O se  ce lo  siamo mai  chiesti,  è stato  molto tempo fa. Perché  il cielo è blu?, Che cosa sono le nubi? Cos’è l’arcobaleno ?  Cos’è il vento?  Domande semplici, ma a cui troviamo difficile rispondere.

Il mio scopo è di sondare profondamente queste domande e portare alcune risposte. La ragione è che vorrei  che chi legge questo libro penasse  alle domande a cui loro  non si sono  dati risposte .  : “Perché faccio questo?” , “Chi sono ?  Come vedo il mondo? C’è un’altra prospettiva ? Posso o devo  cambiarmi ? Posso mettermi nei panni  di qualcun altro e onestamente simpatizzare e capire il suo punto di vista?”

Molti diranno che si pongono queste domande tutti i  giorni, per cui  non hanno bisogno di approfondire la cosa .  Queste persone probabilmente   si sentono sazi e ritengono di non averne bisogno. Le routine giornaliere sono diventate  così preponderanti che anche noi ci prendiamo  per scontati. Oppure  potremmo scoprire cose di noi stessi che forse non ci piacerebbe sapere.

Qualsiasi autoanalisi porta alla fine a una cosa: a rivelare i nostri valori, scopi e ideali e conseguentemente a  trasformare il nostro mondo. Così noi ci  trasformiamo per trovare l’armonia in noi stessi. E quindi ci sentiamo felici. C’è qualcuno qui che non vuole essere felice?

Si, noi viviamo in un mondo di illusioni. Noi non abbiamo neanche bisogno di ulteriori prove di questo. Noi siamo abituati a prendere  la nostra realtà  per scontata senza pensare ad essa, probabilmente perché è più facile. Chiamiamo Vita le routines e le banalità , e quando decidiamo di pensarci,  facciamo finta che sia troppo  tardi per cambiare qualsiasi  cosa. Almeno questo è quello che succede normalmente.

Ma come si sussegue  veramente  la nostra vita  ? All’inizio  diventiamo consapevoli  del mondo , diventiamo coscienti di esso, ci affidiamo a tutto quello che ci viene detto dalle persone attorno a noi; gradualmente cominciamo ad osservare vari ed  inspiegabili fenomeni, ma non ci pensiamo molto perché sono inspiegabili.

Con l’andare del  tempo, noi riusciamo ad afferrare occasionalmente   il paradosso  che esce dal conflitto  logico. A questo punto, quelli di noi, che sono abbastanza curiosi iniziano  a cercare la conoscenza, e raggiungono la conclusione  Salomonica : la saggezza terrena, vi porterà tristezza. I più insistenti di noi che riusciranno ad arrivare così in alto da sconfiggere  la gravità,  daranno un’occhiata  verso l’universo e inizieranno a cercare la Verità.

Quelli che riescono  sono quelli che non mollano mai lungo la via. Loro trovano la Verità e la riconoscono  dentro se stessi . La verità è nella nostra visione del mondo, nei nostri  pensieri e nelle emozioni.

Alla fine assieme alla Verità  troviamo risposte su noi  stessi. La Verità è che noi costruiamo il nostro mondo e gli  eventi  che lo riguardano. La morte non è una fine ma una transizione nel ciclo del tempo senza fine. La verità è che noi esistiamo per una buona ragione : per contribuire alla perfezione emozionale della conoscenza, è che noi siamo parte di un tutto, dell’infinità

Da Gesu’      

L’ultimo rosso che vidi

Fu il colore del sangue

Che fluiva dalle mie ferite

Il dolore risvegliante della vittoria.

La vittoria  che viene dalla disperazione,

disperazione della vita,

la vita che porta la fede

fede che illumina lo spirto

lo spirito non  muore con il passato

Lo stesso passato

Con una bara su un rogo

Il rogo brucia  una croce

La croce inchiodata ad un uomo

Un uomo con  ferite sanguinanti

Sangue di colore rosso

L’ultimo rosso che vidi

 

La verità dovrebbe sempre squoterci

Dogen monaco buddista

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E’ molto meglio soffrire per 90 giorni ed essere felice per 90 anni, che soffrire per 90 anni per essere probabilmente felici 90 giorni.

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1)   ILLUSIONI  SULLA VERITA’, E VERITA’ SULLE ILLUSIONI

Fenomeni di luce

I raggi di luce che penetrano l’atmosfera non solo si curvano ma sono diffratti dalle molecole d’aria e dalle piccole gocce d’acqua e dai pulviscoli di polvere che ci sono.  Questa diffrazione è la ragione per i numerosi fenomeni, a molti dei quali non prestiamo attenzione perché sono dati per scontati essendo  parte della nostra vita di tutti i giorni.

Miraggi nell’asfalto

Quando si viaggi in auto a mezzogiorno in un‘estate calda, può capitare di notare sulla strada  un effetto simile  ad un fiume sull’asfalto.  Si potranno vedere i riflessi bluastri   della “ superficie dell’acqua”   mossi dal vento. Se un’altra macchina viene verso di  noi ,  potremmo  vedere la sua immagine speculare riflessa , come se l’auto si stesse  veramente muovendo sopra alla superficie dell’acqua.   Saranno visibili anche le riflessione degli alberi lungo la strada,  come se fossero  alberi  sulle sponde del fiume. Come si può spiegare questo fenomeno?

L’asfalto della strada è scaldato intensamente dal sole durante il giorno. Anche l’aria che stà a contatto con l’asfalto si scalda, mentre la temperatura dello strato superiore scende molto velocemente. La immensa variazione nella densità dell’aria forma un qualcosa simile ad uno specchio naturale. E dato che  c’è sempre  un movimento  anche se leggero nell’atmosfera, questo specchio è leggermente perturbato, il che causa l’impressione di una superficie di  acqua in movimento

Perché il cielo è blu ?   

Probabilmente , non c’è un altro fenomeno atmosferico che l’uomo ha osservato così spesso come il meraviglioso colore blu del cielo. Nonostante ciò per secoli, nessuno ha potuto svelare il segreto del colore del cielo. Le persone solevano ritenere che nei suoi  strati più alti fosse di colore blu. Ma se questo fosse vero, anche i corpi celesti sarebbero sembrati  blu, esattamene come se li stessimo guardando attraverso un vetro blu.

Il grande scienziato italiano Leonardo da Vinci pensava che il cielo fosse blu perché questo è il modo in cui noi percepiamo la luce bianca solare avendo come sfondo lo scuro spazio profondo. Infine, alla fine dello scorso secolo fu offerta  una spiegazione plausibile.

La ragione è la diffrazione dei raggi solari. In particolare  dalle molecole d’aria e le particelle che sono nell’aria. Quando i raggi solari cadono sulle molecole o sulle particelle, essi vengono rifratti in tutte le possibili direzioni. E dato che la luce bianca è composta da sette colori principali : arancio giallo verde azzurro blu e violetto, i differenti raggi colorati sono disperi in misura diversa; i raggi viola sono dispersi nelle misura più ampia mentre il rosso si disperde meno.

Quando arrivano sulla terra,  i  raggi solari hanno subito dispersioni multiple dovute agli scontri con  molecole dell’aria, goccioline di umidità e  particolati così che  perdono   i raggi violetti e blu (perché  queste sono proprio le  frequenze che  si sono disperse maggiormente’) e  finiscono per portare più riflessi   rosso, arancio e giallo. Allo stesso tempo, i raggi blue e violetto che sono stati diffusi in tutte le direzioni  a causa delle numerose collisioni con altre molecole, raggiungono lo stesso punto della superficie terrestre  arrivando da dovunque nel cielo.

I  raggi di luce che raggiungono direttamente  i nostri occhi sono quelli che arrivano direttamente dal, mentre  in altre parti del cielo, noi vediamo solo i raggi dispersi, colorati principalmente di blu. La luce che arriva direttamente dal sole non ci appare come rossa perché , una certa quantità di tutti  i raggi colorati sono rimasti in essa,  e quindi quando le varie frequenze si mescolano  formano la luce bianca

Cosa sono le Nuvole ? cos’ è un arcobaleno?

Le nuvole nell’atmosfera sono formate da gocce d’acqua, da cristalli di ghiaccio, o entrambi,  in funzione della loro  distanza dal suolo in cui si trovano.

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Gli arcobaleni sono così frequenti che difficilmente qualcuno non li ha visti. Anche se il fenomeno è relativamente comune, non si possono  mai vedere due arcobaleni completamente identici. Il numero di colori di cui questi sono composti, la brillantezza dei colori, la loro separazione  e la  loro variabilità, la profondità dell’arcobaleno etc dipende dalle condizioni metereologiche che non possono mai essere le stesse.

Si può vedere un arcobaleno quando una parte dell’orizzonte, è nuvolosa e piovosa, e nella parte opposta splende il sole.   In quell’esatto momento, se ci si  trova con le spalle al sole,  si può vedere l’arcobaleno.  Nella arco  più’  esterno  l’arcobaleno è rosso, seguito da arancio, giallo etc.. nella parte interna  è violetto.

Poter osservare tutti e sette i colori è abbastanza raro; normalmente qualcuno  è predominante. Più  il sole è vicino  all’orizzonte  e più grande sarà l’arcobaleno. Più  il sole è alto nel cielo, più l’arcobaleno si schiaccia  dietro all’orizzonte, fino a che a mezzogiorno non può più essere visibile.

Queste peculiarità dell’arcobaleno sono spiegate dalla rifrazione, decomposizione, e dalla rifrazione della luce  dovuta alle gocce di pioggia nell’atmosfera. Quando un raggio di luce cade su una goccia di pioggia, i raggi violetti deviano più di tutti dalla loro  direzione iniziale, i raggi rossi deviano di meno.

Aurora Boreale

 

Uno dei più maestosi  fenomeni atmosferici,  bellissimo e grandioso allo stesso tempo, si chiama aurora boreale. A volte ci si riferisce erroneamente  ad esso  come alla luce del nord perché questi avvengono principalmente nella regione polare – vicino ai poli magnetici nord e sud (fino a cento  giorni all’anno).

Comunque, l’aurora boreale può essere osservata in altre latitudini. Un aurora boreale fu osservata anche all’equatore (gennaio 1909)

Le aurore boreali sono effettivamente una emissione luminosa di gas diluiti provenienti dagli strati  più alti dell’atmosfera.  La loro apparizione  è accompagnata  da quelle che vengono chiamate tempeste geomagnetiche, che causano temporanei,  ma significativi cambiamenti nel campo magnetico della terra. Le tempeste geomagnetiche, d’altro canto,  risultano  da intensa attività solare (appaiono grandi macchie sulla superficie del sole e potenti flussi di particelle cariche che si muovano ad alta velocità sono gettate nello spazio).

Per molto tempo, prima  di penetrare nell’atmosfera terrestre, queste restano catturate  nel campo magnetico terrestre e sono deviate verso i poli dove il campo è pù’ forte. Il campo magnetico di queste particelle cariche interagisce con il campo magnetico della terra e causa tempeste geomagnetiche.

Quando le particelle cariche si concentrano nelle regioni polari del campo magnetico terrestre, esse collidono   con le molecole d’aria, causando particolari processi accompagnati da radiazioni di luce colorata. Ecco come si spiegano le bellissime  irradiazioni colorate .

A causa dell’alta velocità  delle particelle , quando  queste entrano nello spazio attorno alla terra, i poli magnetici non riescono a contenerle  esclusivamente nell’area polari.  Per questo ,  a volte riescono a  sfuggire e a penetrare   ulteriormente  al sud,  a medie   e basse latitudini, causando aurore, che sono  molto  rare in queste regioni.

Ora sappiamo le cause di queste frequenti fiammate. Le linee del campo magnetico terrestre si espandono raggiungono punti lontani nello spazio trattenendo l’ energia dal vento  solare. Quando due linee del  campo magnetico  si  raggiungono   a causa della pressione e accumulazione di energia dovuta al vento solare ., esse raggiungono  il  limite superiore  e le linee si collegano. Questo trasforma l’energia magnetica in energia cinetica e calore. Il rilascio di questa energia causa  la gli spettacolari effetti di colori e bagliori nel cielo.

“Siamo stati in grado di dimostrare che il processo  inizia lontano  dalla terra, per poi venire   diffuso attraverso essa” ha detto il capo ricercatore “questo è un modo di rilasciare energia solare che viene  poi assorbita dalla terra.” L’energia rilasciata potrebbe avere la potenza di un terremoto e passare attraverso una regione polare entro 60 sec. Per avere un’idea delle distanze, la luna si trova a  circa 385.000 km dalla terra,  e questo processo avviene a  128.000 km dalla terra. Lo stesso meccanismo causa disturbi ai satelliti, alle forniture elettriche e ai sistemi di comunicazione della terra.

L’illusione dei sensi

Gli scienziati costruiscono le loro teorie principalmente basandosi  sulle informazioni percepite dai sensi… Ma come sappiamo che le informazioni che ci vengono dai nostri sensi e che sono poi processate dal nostro cervello,  presentino sempre la verità della realtà che ci circonda?

Secondo calcoli scientifici, la luna si trova alla stessa distanza dalla terra sia quando la vediamo  all’orizzonte che quando la troviamo  allo Zenith ; ma quando noi la guardiamo all’orizzonte, la   luna sembra almeno due volte più grande. Questo può essere dovuto alla nostra mancanza di esperienza nel guardare oggetti localizzati a differente altezze, in quanto i nostri occhi e la vista sono utilizzati  principalmente orizzontalmente e noi siamo abituati a stimare le distanze orizzontali e non verticali!

Un altro esempio è il caso di : un oggetto che si trova  nel lato opposto di una stanza (a circa 10 mt) potrebbe sembrare relativamente  vicino. Ma se per esempio, noi lo osserviamo dall’alto, posizionati   sul trampolino di una piscina (ancora 10 m2)  noi avremmo la sensazione che la piscina  sia molto distante, e quindi  potremmo avere il dubbio di poterlo mancare. Questa è solo una suggestione dell’illusione che abbiamo per cose che ci sembrano vicine e altre che sembrano  distanti .

Cerchiamo quindi di avere una migliore comprensione dei  nostri sensi e dei misteri che li circondano.

Noi vediamo con i nostri occhi ?

Noi siamo abituati ad avere l’idea che i nostri occhi siano la finestra del mondo. La scienza, comunque ci mostra che noi non vediamo veramente attraverso gli occhi. Perché il processo di visione sia completo c’è bisogno che  milioni di cellule nervose piazzate negli occhi possano spedire un messaggio al cervello come se ci fosse  un filo.

I fasci di luce (fotoni) che viaggiano da un oggetto agli occhi passano attraverso le lenti  che si trovano nella parte frontale dell’occhio, e li sono rifratti, e messi sottosopra sulla retina nella parte  posteriore dei nostri occhi. Dopo un certo numero di reazioni chimiche che avvengano tra i coni e i bastoncini, questa immagina si trasforma in un impulso elettrico. Questo impulso è spedito indietro al cervello attraverso una serie di collegamenti del sistema nervoso. Il cervello trasforma questo flusso in un immagine tridimensionale significativa. Come esempio, quando noi guardiamo i bambini giocare nel parco, noi non vediamo veramente il parco e i bambini con i nostri occhi perché l’immagine visiva  non  è formata nei nostri occhi ma nel retro del nostro cervello.

In effetti, la psicologia della nostra vista è un processo estremamente straordinario. I raggi di luce si trasformano  in segnali elettrici, e quindi questi segnali si presentano a noi come un mondo colorato e tridimensionale.

Tutti questi fatti ci portano ad una conclusione. Durante la nostra vita noi abbiamo sempre pensato che il mondo esista  al di fuori di noi stessi. Mentre si trova dentro di noi. Anche se noi crediamo che il mondo sia li fuori, esso si trova localizzato in una parte del nostro cervello.

Questo mostra che ogni persona durante la sua vita stà ad  osservare tutto quello che esiste nel suo cervello e non può raggiungere gli   specifici oggetti materiali che crediamo causino la nostra stessa esistenza.

Le immagini che vediamo sono copie di oggetti localizzati nel nostro cervello e non il contrario. Comunque,  noi le riconosciamo come cose che esistono la fuori.

Non possiamo sapere fino a che punto  queste copie effettivamente assomiglino all’originale e se   l’ originale effettivamente esista. Il professore tedesco di psichiatria Hoimar Von Dirfurth, un materialista, accetta questo particolare fatto come verità scientifica:

Non importa quanto noi affermiamo il concetto, il risultato non cambia. Quello che sta di fronte a noi nella sua completezza e quello che i nostri occhi  vedono non è “il mondo”. Queste sono solo immagini, raffigurazioni, proiezioni e il loro collegamento con il mondo reale si può sempre discutere

(Hoimar Von Dirtfurth)

Veramente?

La luce non può penetrare attraverso il nostro cranio. Nello spazio fisico dove è localizzato il cervello è completamente buio , e la luce non ci può arrivare. Non importa quanto incredibile questo possa sembrare, noi possiamo osservare un mondo luminoso e pieno di colori in questo buio totale . Bellezza  naturale e vivida, visione luminosa, variazione di colori, tutto viene creato in un cervello buio.

La luce che noi riceviamo da fuori causa specifiche attività nelle cellule degli occhi. E queste attività formano un modello che guida la nostra percezione visiva.  Ma c’è ancora di più : la luce, nel modo in cui  la percepiamo, non esiste fuori dal nostro cervello. Anche la luce, è creata nel nostro cervello. Quello che noi chiamiamo luce, che si assume esista fuori dal nostro cervello, in realtà consiste di onde elettromagnetiche e particelle di energia chiamati fotoni. Quando queste onde elettromagnetiche e i fotoni raggiungono la retina, si trasformano in impulsi che formano la luce nel cervello nel modo in cui noi tutti la conosciamo. Ecco come la luce è definita nel linguaggio della fisica :

Il termine “luce” è usato per indicare onde elettromagnetiche e fotoni.

Lo stesso termine è usato in fisiologia con il significato della  sensazione  che una persona prova quando onde elettromagnetiche e fotoni raggiungono la retina degli occhi.  Sia dal punto di vista  oggettivo che  soggettivo,  la luce è energia che arriva agli occhi di una persona e la persona la percepisce con l’aiuto della retina.

La luce pertanto appare come il risultato di un effetto che alcune onde elettromagnetiche e particelle  provocano dentro di noi. In altre parole, non c’è luce fuori dei nostri corpi; noi creiamo la luce che  vediamo nel nostro cervello. C’è solo energia che esiste con proprietà ondulatorie. Per esempio le onde dopo averci raggiunto sono trasformate per vedere un mondo luminoso e pieno di luce e colori.

Ne consegue che nessuno vede niente. Tutte le onde  e vibrazioni del mondo sono trasformate nel nostro cervello per poter costruire  una certa immagine  che quindi è solo un risultato di attività cerebrale. Questo non significa  affatto che la vista  sia la stesso cosa del mondo delle onde.

Cervello e colori

Anche i colori sono creati nel cervello. Dalla nascita noi siamo in contatto con un ambiente pieno di colori e un mondo di colori vividi. Nonostante ciò non c’è un singolo colore nell’universo. Ci sono solo onde elettromagnetiche con differenti variazioni e frequenze. Quello che raggiunge il nostro cervello è l’energia di queste onde. Noi la chiamiamo “luce” anche se non è la luce brillante  e chiara a cui siamo abituati. Si tratta solo di  onde di energia. E’ solo quando il nostro cervello interpreta questa energia,  misurando, valutando e interpretando la variazione di  frequenze delle onde che noi iniziamo a vedere i colori.

In realtà il mare non è blu e l’ erba non è verde, la terra non è marrone, e i fiori non sono multicolori. Questi ci sembrano così perché  li percepiamo con il nostro cervello.

Daniel Dennett, conosciuto per la sua dissertazione “ Contenuti e coscienza”   riassume come segue :

E’ conoscenza condivisa che la scienze contemporanea escluda il  colore dal mondo  della fisica, rimpiazzandolo con una radiazione elettromagnetica colorata di lunghezza d’onda variabile.

Daniel Dennett

Nel libro “lo stupefacente cervello il modo in cui si formano i colori  viene così presentato:

i colori “ non esistono in se stessi nel mondo esterno; esistono solo negli occhi e nel cervello di chi guarda. Gli oggetti riflettono varie onde luminose con diverse lunghezze d’onda.; e comunque, le onde luminose non hanno colore.

Ci sono tre tipi di cellule coni nella retina dell’occhio e ciascuna reagisce in un modo diverso all’onda luminosa. Per capire perché succede questo, dobbiamo analizzare il modo in cui noi vediamo i colori. La luce solare raggiunge un oggetto; l’oggetto riflette la luce con onde di differenti frequenze. La luce, che varia di frequenza, raggiunge l’occhio (ndr qui il termine “luce” si riferisce all’onda elettromagnetica e ai fotoni ma non alla luce formata nel cervello)

La percezione del colore inizia nelle cellule dei coni, dove ciascuna reagisce a differenti frequenze di raggi luminosi. Il primo gruppo è sensibile alla luce rossa, il secondo alla luce blu e il terzo alla luce verde. Il differente livello di stimolo di ciascuno  dei tre gruppi di cellule di coni  instilla l’abilità di vedere il  mondo pieno di milioni di colori. Ciò nonostante la luce che raggiunge le cellule dei coni  da sola  non può creare il colore .

  1. Ornstein e R.F. Thompson

Jeremy Nettens, del dipartimento di medicina dell’università John Hopkins, spiega  così il fatto che le cellule nell’occhio formano i colori:

Tutto quello che un singolo cono fa è di catturare  la luce e dirti qualche cosa sulla sua densità. Non ti dice niente del suo colore.

Noi vediamo i segnali elettrici come un mondo luminoso pieno di colori con milioni di sfumature di colori, e  quel che vediamo ci dà piacere. Grazie ai loro pigmenti, le cellule dei coni convertono le informazioni che ricevono  sui colori, in segnali  elettrici. Le cellule nervose collegato  le cellule coni e trasmettono questi segnali luminosi in specifiche aree del cervello. Il posto che ci fa vedere un mondo pieno di colori è proprio quella specifica area del cervello. Questo dimostra che fuori del nostro cervello non ci sono ne colori ne luce. C’è solo energia in movimento, che prende la forma di onde elettromagnetiche e particelle. Sia i colori che la luce esistono solo nel nostro cervello. Anzi noi non vediamo una rosa rossa  perché è rossa . Il nostro cervello ha  processato l’ energia che   ha raggiunto i nostri occhi, e ci  ha  fatto percepire la rosa come rossa.

Il daltonismo è un esempio del fatto che i colori si formano nel cervello. Un piccolo danno sulla retina può causare cecità di colori. Una persona che soffre di cecità di colori non può distinguere il  rosso dal verde.

Che un oggetto abbia un colore o no,  non fa grande differenza perché la ragione per cui noi vediamo gli oggetti  colorati non è la loro proprietà di possedere un certo colore. Questo ci porta alla conclusione che ogni proprietà che noi crediamo  appartenga agli oggetti nel mondo esterno è nel nostro cervello.

E dato che noi non saremo mai in grado di andare oltre alle nostre percezioni e raggiungere il mondo esterno, noi non saremo mai in grado di provare l’esistenza della materia e dei colori.

Se la stessa  cosa  può essere  percepita come rossa e calda per qualcuno, e l’opposto per altri, questo significa che noi siamo sotto l’influenza di un equivoco e le “cose” esistono solo nel nostro cervello.

George Berkeley

Nessuno vede colori !?

Facciamo un esempio: proviamo a disegnare una immagine usando una matita nera e una rossa. Se mettiamo un filtro trasparente rosso sull’immagine, noi saremo in grado di vedere solo quello che è stato disegnato con la matita nera. Ora  immaginiamo che noi stiamo guardando il mondo attraverso questo filtro rosso. Tutto quello che è rosso ci sarà invisibile.

Il suono e l’udito

Il suono è la vibrazione della materia che noi percepiamo tramite le nostre orecchie. Noi normalmente sentiamo vibrazioni trasmesse tramite l’aria, ma il suono può anche essere trasmesso attraverso gas, liquidi e sostanze solide. Le frequenze conosciute, definite come suono, non possono essere trasmesse nel vuoto ( per esempio nello spazio profondo)

Quando un determinato oggetto vibra, nascono le onde  così dette sonore. Queste causano una pressione sul timpano, che noi percepiamo come suono. Con l’aumentare della pressione sonora, il suono appare più forte e viceversa. La percezione della forza del  suono  non aumenta proporzionalmente alla pressione del suono, anzi si riduce significativamente con una proporzione logaritmica.

Il suono è trasmesso in un mezzo elastico nella forma di un periodico cambio di pressione, ampiezza o velocità di una particella

Olsen 1957

O una sequenza di compressioni meccaniche e rarefazioni (onde longitudinali) che vengono trasmesse  con successo in un mezzo, che è almeno leggermente comprimibile (materia solida, liquido o gas, ma non vuoto). Queste contrazioni ed espansioni meccaniche  variano in frequenza da 16 hertz a 20 hertz e sono chiamate onde sonore. Nei gas o nei liquidi, possono solo essere longitudinali, mentre nella materia solida, possono essere longitudinali e trasversali. I suoni vengono definiti come toni e  rumori. I toni risultano da vibrazioni periodiche uniformi. Le vibrazioni con un carattere casuale sono definiti come rumore.

I Toni vengono differenziati in frequenza, intensità e timbro. Le lunghezze d’onda del tono è determinata dal numero di vibrazioni per secondo. Con l’aumento della frequenza  (numero di vibrazioni al secondo) la lunghezza d’onda del tono viene aumentata. I bambini possono sentire meglio le frequenze alte. Con lo sviluppo dell’età, questa abilità viene persa progressivamente. Le frequenze a cui l’orecchio umano è più sensibile sono tra mille e duemila hertz.

Nel nostro cervello noi percepiamo i suoni allo stesso modo con cui noi vediamo. L’orecchio esterno raccoglie il suono  attraverso la conchiglia dell’orecchio e lo dirige nell’orecchio di mezzo. L’orecchio di mezzo spedisce le vibrazioni del suono nell’orecchio interno e li intensifica. L’orecchio interno spedisce queste vibrazioni al cervello trasformandoli in segnali elettrici. Dopo di ciò, questi messaggi vengono  spediti al “ centro del suono”  dove vengono interpretati i suoni.

In altre parole, proprio come succede con  la vista che avviene nel centro della vista, così l’udito avviene ne centro del suono. Nel nostro cervello, isolato rispetto al suono da dove avviene il suono attorno a noi,  possiamo effettivamente sentire tutti i suoni di un ampio spettro di frequenze e decibel, dal fruscio di una foglia al motore di un jet.

Quando noi cantiamo, sentiamo il suono nel nostro cervello.

Se noi fossimo in grado in quel momento di registrare quello che viene sentito nel cervello non ci sarebbe altro che silenzio, perché ci sono solo impulsi elettrici, che sono silenziosi. Questa è una spiegazione dei fatti. I segnali elettrici che raggiungono il nostro cervello sono interpretati nel centro sonoro del cervello, ed è per questo che noi li percepiamo come suono .

Pertanto nessuno sente niente!

Olfatto

Se tu chiedi ad una persona  come percepisca gli odori, lei probabilmente  ti risponderà probabilmente “con  il naso”.  Anche se molti   saranno istantaneamente d’accordo, la risposta dopo tutto, non è corretta.

Noi pensiamo di odorare attraverso il nostro naso, ma è come  dire che noi sentiamo con il lobo del nostro orecchio

Gordon Shepard,

prof. Di neuorologia Yale University

Il nostro senso dell’olfatto lavora attraverso un meccanismo simile a quello degli altri organi di senso. Infatti la sola funzione del naso è di lavorare  come un canale di entrata per catturare molecole. Le molecole volatili dell’odore, come per esempio quelle della vaniglia o della rosa, cadono su dei ricettori localizzati nei peli nella parte frontale del naso, chiamati epiteli e iniziano con questi una interazione. Il risultato di questa interazione tra le molecole di aromi e gli epiteli raggiunge il cervello in forma di segnali elettrici . Solo a questo punto questi segnali sono percepiti dal cervello come odori. In questo modo, tutti gli odori che noi distinguiamo come  piacevoli e spiacevoli, sono solo percezioni create nel cervello dopo che molecole volatili vengono trasformati in segnali  elettrici.

L’aroma del profumo, dei fiori,  del cibo o del mare ,  cioè  tutti gli odori che ci piacciono o non ci piacciono, sono creati nel cervello.  Le  molecole di aroma comunque non raggiungono mai il cervello.  Sono  solo i segnali elettrici a raggiungere il cervello, esattamente come succede con il suono e con  la vista.

Pertanto l’odore   non si  muove in nessuna particolare direzione perché tutti gli aromi sono percepiti ne centro dell’odore del cervello . Fuori da questo centro  di senso , non esiste destra e sinistra, avanti e indietro. Anche se ciascuna percezione  sembra venire da una precisa direzione, in realtà tutto viene creato nel cervello. Gli odori  creati  nel centro dell’ odore sono percepiti per essere l’odore che identifica gli oggetti esterni. L’immagine della rosa viene creata nel centro visivo, l’aroma della rosa nel centro dell’odore. In realtà l’odore  non esiste fuori del cervello e noi non possiamo mai raggiungerlo.

Inizialmente si credeva che  il colore, l’aroma etcc.. “esistessero veramente” ma poi questi concetti furono smentiti  e divenne chiaro che loro esistevano solo come conseguenza delle nostre percezioni

(George Berkley)

Possiamo  semplicemente dire che nessuno può annusare niente!.

Sogno e realtà

Sarebbe utile esaminare i sogni per poter capire che  l’olfatto è solo una sensazione. Quando la gente sogna, le immagini che loro vedono così come qualsiasi esperienza olfattiva, sembra perfettamente reale.

Per esempio, un uomo che nel suo sogno, va al ristorante può decidere di ordinare la sua cena attraverso il profumo di quello che è elencato nel menù; un uomo  sognando   di star camminando  lungo la costa può  annusare  l’odore del mare, e un altro che sogna di stare  in un giardino di rose può annusare la fragranza delle  rose.

Nello stesso modo un uomo che sogna di essere in un negozio di profumeria e sceglie un profumo può distinguere tra i differenti aromi. Tutto nei nostri sogni è così reale che quando la persona si sveglia è sorpresa da questi avvenimenti.

In effetti per poter capire tutto questo, non è neanche necessario studiare i sogni in quanto tali. E’ sufficiente immaginare qualche cosa, come per esempio una valle di rose. Se noi ci focalizziamo su una rosa, sentiremo la sua fragranza anche se la rosa non esiste. L’olfatto è nel nostro cervello.

Ecco come lo psicologo Michael Posner  e il neurologo Markus Rachel  commentano  l’ argomento , di come la percezione visiva e altre sensazioni  avvengono anche quando le stimolazioni esterne non ci sono:

Apri gli occhi e senza nessun sforzo una immagine si forma  nella tua visione. Chiudi i tuoi occhi e comincia a pensare a questa visione. Puoi anche richiamare un’immagine particolare , che può non essere  così vivida, monolitica e completa come quello che avete visto con i vostri occhi, ma ne porterà le principali caratteristiche. In entrambi i casi l’immagine della visione viene trasformata nel tuo cervello.

Per poter distinguere l’immagine, formata attraverso  l’effettivo processo di visione dall’immagine che noi abbiamo solo immaginato, chiamiamo la prima “percezione” . La percezione viene generata   dalla luce che cade sulla retina e dai segnali spediti al cervello per essere poi processati. Ma come è possibile creare un immagine, quando non c’è luce che cade sulla retina e non ci sono segnali spediti al cervello ?

Non è necessario avere una sorgente esterna per formare un immagine nel cervello. E lo stesso vale per l’olfatto. Come nel sogno noi riconosciamo gli odori che non esistono  veramente, nella stessa maniera noi non possiamo essere sicuri se gli oggetti che noi annusiamo nella nostra vita reale esistano veramente fuori di noi . Anche se noi assumiamo che questi oggetti esistano , noi non potremmo mai fare un contatto con l’oggetto reale.

Non è chiaro cosa sia la realtà,  se si tratta di  nostri sogno o ciò  che  vediamo quando siamo svegli.  Entrambe le condizioni si verificano  nel nostro cervello.

Un giorno Confucio stava camminando  giù per una foresta accompagnato dai suoi studenti, perso nei suoi pensieri in profondo silenzio. Non lo avevano mai visto in quella condizione; si chiedevano la ragione ed infine  gli domandarono perché fosse così pensieroso.

“la scorsa notte ho sognato di essere una farfalla” disse

Cosa c’è di strano in quel sogno “ dissero gli studenti sorridendo

Beh.. ora io stò camminando e pensando se sia possibile che la farfalla stia ora dormendo e sognando che io sia Confucio” continuò

Considerando la nostra abilità di costruire realtà completamente credibili  da informazioni che abbiamo ricevuto, cosa succederebbe se due o più persone ipnotizzate cercassero di costruire una stessa realtà immaginaria condivisa ?

Per rispondere a questa domanda, Charles Tart uno psicologo professore dell’università della California ha fatto un esperimento. Tart ha trovato due studenti, Ann e Bill, che potevano entrare in un profondo trance.  Essi  erano anche in grado di ipnotizzare altri. L’esperimento funzionava così:

Ann ipnotizzava Bill e nel suo stato ipnotizzato  lui ipnotizzava Ann. Quando essi  aprirono i loro occhi in questo doppio mondo ipnotico, tutto sembrava grigio.  Il grigiore  comunque fu brevemente rimpiazzato da colori vividi e da una luce abbagliante e in pochi attimi si trovarono in una spiaggia estremamente bella. La sabbia brillava come fosse di diamanti, il mare era pieno di grandi bolle di sapone ed era effervescente come lo champagne, la costa era coperta con rocce di cristallo trasparenti che pulsavano con un’energia interna.

Charles Tart non fu in grado di vedere quello che Ann e Bill stavano vedendo, ma giudicando dal modo in cui loro parlavano egli realizzo velocemente che stavano provando la stessa realtà immaginaria.

Questo era ovvio anche per Ann e Bill che iniziarono ad investigare il loro nuovo  mondo appena trovato, a nuotare nell’oceano, a studiare le rocce di cristallo brillanti. Sfortunatamente per Tart, loro smisero di parlare, o almeno questo sembrava a Tart. Quando lui gli chiese perché  fossero rimasti  cosi silenziosi , essi  spiegarono che nel loro mondo condiviso  stavano comunicando, ma non necessariamente parlando tra di loro, un fenomeno che Tart descrisse come un tipo di comunicazione telepatica tra i due.

Incontro dopo incontro  Ann e  Bill continuavano a creare differenti realtà e tutte erano così reali e così accessibili attraverso i cinque sensi. E queste realtà esistevano nella stesse dimensioni che provavano nelle esperienze della loro vita normale. Tart era convinto che i mondi che Ann e Bill visitarono fossero molto più reali che la pallida versione della realtà di cui la maggior parte delle persone sono soddisfatte.

Come  egli disse “ dopo aver  discusso le loro esperienze ed essersi  resi  conto di parlare di  piccoli dettagli che non erano stati menzionati nei nastri, essi ebbero la certezza di aver visitato posti fuori da questo mondo in un esperienza condivisa.”

Il mondo oceanico di Ann e Bll è un perfetto esempio  della costruzione della realtà di un sogno –un pensiero tridimensionale messo assieme da un interrelazione, sostenuto dal flusso di consapevolezze e così flessibile come il processo di pensiero che concepisce tutto.

Questa flessibilità traspira in  molte caratteristiche. Anche se è tridimensionale questo spazio è più elastico di quello della realtà di tutti i giorni , qualche  volta  acquisisce talmente tanta elasticità che Ann e Bill non trovano parole per descriverlo. Quello che è ancor più strano è il fatto che nonostante le loro abilità nello scolpire un mondo condiviso fuori di loro stessi, essi dimenticavano spesso di costruire i loro stessi corpi e piu spesso esistevano come facce fluttuanti o come teste. Come disse Anna una volta che Bill le chiese di darle la mano, “dovetti essere  così gentile da immaginare una mano”

Come finì questo esperimento di mutua ipnotizzazione ? Sfortunatamente l’idea che queste visioni impressionanti fossero in un certo senso reali, e forse più reali della vita di tutti i  giorni, li sciocco a tal punto di renderli sempre più nervosi su quello che stavano facendo. Alla fine essi decisero di fermare quello che stavano facendo e Bill abbandonò completamente l’ipnosi.

Michael Talbot, the holografic universe

La costruzione di una  realtà ipnotica può essere vista come un’interazione tra i campi mentali di  due soggetti, si potrebbe considerare  una specie di ambito di realtà.  Ma non è anche il nostro mondo,  un reame fatto da noi, rispetto al quale noi siamo illusi dall’assoluta convinzione che sia una realtà?

Un particolare atto di stigmatizzazione(*) è descritto nella letteratura medica, dove le stigmate appaiono a seguito  di un incubo, che conferma  quanto detto sopra. Una studentessa in una scuola medica era presente al dissezionamento di un cadavere . La stessa notte lei sognò che l’uomo morto l’aveva presa per la gola e le aveva stretto il braccio. Alla mattina, quando  si svegliò,  aveva impronte sul collo e sulle mani.

“la realtà” può risultare essere un sogno e il sogno una realtà. Quale è vera?  O sono vere entrambe ?

Gusto

Noi distinguiamo i gusti attraverso i ricettori situati nelle papille gustative nella superficie superiore della lingua: la coppia di ricettori della proteina G. Almeno due tipi diversi di ricettori possono essere attivati affinchè  il  cervello  sia   in grado di registrare il gusto.

(*)Stigmatizzazione: da stigmata, le ferite che Gesù ha ricevuto sulla croce; Le ferite o i graffi di Gesù che appaiono  sul corpo delle persone, derivano dalla forte credenza nella verità di un particolare processo di pensiero. Contemporaneamente la scienza non nega l’esistenza di questo fenomeno, ma considera  che sia opera della psiche. Gli specialisti credono che l’apparire di cicatrici e ferite sia dovuta a autosuggestione e inclinazioni emozionali. In un modo o nell’altro la faccenda rimane un mistero.

Pertanto i composti che il cervello registra come dolce per esempio, sono sostanze che possono connettersi in modi diversi con vari ricettori dei dolci. La differenza tra i ricettori di gusto è principalmente nella parte di collegamento tra i   ricettori e la lingua.

Il senso del gusto può essere spiegato il modo simile agli altri organi di senso. La percezione del gusto è causato da piccole gemme sulla superfice della lingua e della gola. La lingua può registrare cinque  gusti di base : amaro, acido, dolce, salato e umami (dal  giapponese –  gusto piacevole) Ad eccezione del fatto che la lingua può registrare altre percezioni, come acerbo, speziato, freddo , grasso etc., che non sono definiti come gusti e non sono incluse nel numero dei 5  gusti base.

Seguendo una serie di processi, le gemme del gusto  convertono le nuove informazioni in segnali elettrici e li spedisce dentro al  cervello. Questi segnali sono registrati dal cervello come gusti. Quello che noi sentiamo quando mangiamo è in effetti il processo di interpretazioni di segnali elettrici nel cervello. Noi sentiamo solo che il cervello interpreta da stimoli esterni. Noi non possiamo mai essere sicuri della reale esistenza del gusto degli oggetti. Se il legame neurale dalle papille gustative viene tagliato noi non saremo in grado di  percepire i gusti di quello che mangiamo. Gli impulsi di questi ricettori non sarebbero in grado di arrivare al cervello e noi perderemo completamente il senso del gusto, che  si forma nel cervello

Ne consegue che nessuno può veramente  gustare niente!

Tatto

Il tatto è uno dei fattori che ostacolano  l’accettazione  di quanto detto sopra, e cioè  del fatto che la vista, l’udito il gusto ecc  accadono solo  nel cervello. Così se ti   dico che  stai leggendo un libro con il  cervello , sarà  difficile per te  accettare l’affermazione , tu saresti piuttosto  portato a negare l’intero concetto in quanto il libro lo stai toccando con le mani.

La verità comunque è che anche il tatto è processato nel cervello, come le altre percezioni. Quando tocchiamo un oggetto, noi sentiamo se è duro, morbido, umido etc.  Ma questo succede solo nel cervello. La consapevolezza che percepiamo e che parte dalla punta delle nostra dita,  viene  convertita in segnali elettrici  che  sono spediti al cervello il quale li percepisce come un tocco.

Quindi se tocchiamo una superficie ruvida, non sapremo mai se essa è realmente ruvida o come si senta realmente una superficie ruvida, in quanto  noi non ne abbiamo conoscenza . Infatti noi non possiamo mai veramente toccare una superficie ruvida. La conoscenza che noi abbiamo del toccare una superficie è l’interpretazione di un particolare stimolo del nostro cervello.

Per quanto concerne il tatto, quando noi premiamo con la punta delle nostre dita la superficie di un tavolo, avviene un disturbo elettrico degli elettroni e protoni sulla punta delle nostre dita, che secondo la fisica contemporanea è causato dalla prossimità degli elettroni e protoni del tavolo. Se la stessa perturbazione sulla punta delle nostre dita  fosse causata da qualsiasi altra cosa noi proveremmo la stessa percezione anche se non ci fosse il tavolo

(Bertrand Russell)

Quello di cui parla Russell qui è particolarmente importante. Infatti, se la punta delle dita sono stimolate in altri modi, noi proveremmo differenti percezioni. Ai nostri giorni questo può essere  ottenuto  da stimolatori meccanici. Con uno speciale guanto elettronico (pensiamo ai giochi con computer; si possono indossare  occhiali e  guanti che ci fanno sembrare di  trovarsi in un mondo differente) un uomo può avere la sensazione di accarezzare un gatto, stringere la mano a qualcuno , lavarsi le mani o toccare una sostanza solida, anche se niente di questo esiste.

In realtà nessuna di queste percezioni è un fenomeno del mondo reale. Sono le prove che tutte queste percezioni sono create nel cervello.

Inoltre noi siamo abituati a pensare che lo spazio sia vuoto e la materia sia solida. Invece risulta che la materia è un altro tipo di vuoto. Il concetto di solidità della materia è assolutamente illusorio !La materia consiste di atomi.

Diamo un’occhiata ad un atomo. Noi lo immaginiamo come una palla solida.  E poi  diciamo:   “Beh.. non esattamente.  Il punto nel centro è materia solida, ma è circondato da nuvole elettroniche che sembrano  sia apparire e scomparire tutto il tempo.” Ma anche questo non è corretto. Anche il nucleo è costituito da nuvole di particelle che continuano ad apparire e sparire. La sola cosa che noi sappiamo per certo in questa materia illusoria è che essa assomiglia al pensiero, e consiste in pezzi concentrati di informazioni.

Le cose non sono più cose … ma “nuvole” di  idee e informazioni. Non c’è il tatto. Noi non tocchiamo niente. Ci sono solo degli  elettroni che  creano un campo elettrostatico che respinge altri elettroni (Che hanno creato un campo similare ) prima che loro si tocchino.

Pertanto nessuno tacca  niente  !

Senso della distanza

La sensazione definita dalla scienza ottica percezione spaziale risulta in un’organizzazione estremamente sofisticata che può essere spiegata come segue:

La visione  che raggiunge l’occhio è bidimensionale. Ha altezza e profondità. Il senso di profondità e distanza è il risultato del fatto che i due occhi vedono due differenti immagini allo stesso tempo. L’immagine che raggiunge ciascun occhio differisce di un angolo di percezione e  dalla luce.

 Il cervello unisce queste due differenti immagine per poter percepire la profondità e la distanza.

Ecco un esperimento che ti permette di capire meglio:

Dapprima allunga la mano destra in avanti e solleva il dito indice Ora concentrati su quel dito mentre prima chiudi l’occhio sinistro e poi il destro .Dato che ai tuoi occhi giungeranno due immagini differenti,  tu vedrai il dito muoversi lentamente verso una direzione.

Ora apri entrambi gli occhi e mentre continui a concentrarti sul tuo indice destro, muovi il dito sinistro quanto piu’ vicino possibile ai tuoi occhi.  Noterai che il dito  vicino al tuo occhio sarà composto da due immagini. Questo succede perché per il dito  più vicino,  si  è formata  una differente profondità rispetto a quella del dito più  distante. Se apri e chiudi i tuoi occhi uno dopo l’altro, vedrai  il dito più vicino ai tuoi occhi che sembrerà  muoversi  più intensamente di quello che è più distante. Questo è dovuto all’aumento delle differenze tra l’immagine che appare in ciascuno dei tuoi occhi.

Quando si edita un film 3D, si usa la seguente tecnica: le riprese sono fatte da due differenti angoli  e vengono proiettate sullo stesso schermo. Gli spettatori indossano speciali occhiali equipaggiati con filtri cromatici che polarizzano (*) la luce. I filtri nel vetro  purificano una delle due visioni e il cervello trasforma l’immagine in 3d. Il senso di profondità della retina nelle due dimensioni è simile alla tecnica che glia artisti  usano per provocare la sensazione di profondità in un’immagine bidimensionale.

Esistono alcuni fattori (logici) che aiutano a darci il senso di profondità; per esempio mettendo oggetti  gli uni sopra gli altri, usando  la prospettiva atmosferica, o la prospettiva lineare, la taglia, l’altezza e il movimento.

Il davanzale, l’albero davanti alla finestra, la strada di fronte alla casa, il mare e la nave, tutte queste cose sono nel cervello, nel  centro della vista,  per esempio sopra  una superficie bidimensionale.  La percezione della distanza o vicinanza  di un oggetto non deve illuderci perché  la distanza è un’emozione come le altre. E’ il risultato di un processo nel centro del cervello

Conclusioni: tutti i sensi  sono dopo tutto  il risultato di attività cerebrale. In effetti nessuno tocca niente, nessuno gusta niente, nessuno sente niente, e infine nessuno vede niente. Tutto quello che ci circonda sono onde;  onde sonore, onde luminose etc  e le  conseguenze che  risultano  delle loro interazioni (ciò significa che sono  basate sulle leggi della fisica)

(*) Polarizzazione è un fenomeno osservato nelle onde elettromagnetiche (in particolare nellaluce) dove il campo elettromagnetico oscilla in un punto dello spazio. Questo disturba la simmetria di distribuzione dell’oscillazione dell’onda trasversale rispetto alla sua direzione. Molto spesso parliamo di polarizzazione lineare e circolare; viene  ampiamente usata nella produzione di televisioni LCD filtri e occhiali.

  1. IL PARADOSSO DELLA LOGICA E

 LA LOGICA DEL PARADOSSO

Se tutto è il risultato del lavoro dell’immaginazione, allora si può dire che lo spazio, la materia e il tempo esistono veramente?  Come sarebbero fatti?

Per poterti far ragionare  seriamente e con un punto di vista  fuori dal coro su queste domande, fammi fare qualche esempio. Perche avresti bisogno di farlo? Per comprendere quello che  lo circonda l’uomo deve  andare fuori dai limiti tradizionali di pensiero. Perché se noi guardiamo  a una spiegazione logica e adeguata delle cose che prendiamo per assodate,  dobbiamo  essere in grado di guardarle  da fuori, da un punto di vista differente non ortodosso. In altre parole, noi dovremmo essere in grado di andare oltre la logica standard. Ecco un esempio :

Paradosso di Zeno

(chiamato aporia, un’affermazione logica irrisolvibile)

Dicotomia

(dal greco antico  divisione in due )

Zeno fa un esempio di una freccia che vola che ha coperto una certa distanza. Dato che lo spazio è divisibile, per poter volare dalla sorgente al bersaglio, la freccia  deve prima coprire metà della distanza, quindi inevitabilmente  la freccia dovrebbe  coprire metà della mezza  distanza  rimanente che corrisponde ad un quarto dell’intera distanza. Arrivato a ¼ della distanza originale dal bersaglio, o a metà strada dalla seconda mezza distanza, la freccia dovrebbe quindi viaggiare attraverso metà della distanza rimanente, che è ora a 1/8 dal punto di partenza .

In altre parole andando sempre più vicino al bersaglio la freccia dovrebbe avere  ancora una mezza distanza che rimane da fare non importa quanto piccola.

Pertanto logicamente la freccia dovrebbe avvicinarsi sempre di più ma non riuscire mai a raggiungere  il bersaglio, a meno che l’ultimo  mezzo di distanza non abbia un punto intermedio  o se la distanza sia divisibile solo fino a un punto. Se lo spazio è divisibile (e Zeno assume che sia infinito )  la freccia non dovrebbe mai essere in grado di raggiungere il bersaglio o almeno non si potrebbe  fornire  una descrizione logica  di questa affermazione.

Achille e la tartaruga *

Achille,  l’eroe mitico, deve raggiungere una tartaruga che avanza dieci volte più lenta di lui e inizia la corsa ad una certa distanza avanti a lui. Lui non dovrebbe mai essere in grado di raggiungere  la tartaruga perché  prima di questo   egli dovrebbe  arrivare  al punto da dove è partita la  tartaruga , la quale  nel contempo dovrebbe essersi spostata avanti e lasciato ancora altra distanza tra i due. Quando  Achille  supera il prossimo segmento di strada, la tartaruga dovrebbe essersi mossa ulteriormente in avanti  all‘infinito. Ogni volta che Achille raggiunge il punto dove era la tartaruga, questa si è mossa ulteriormente avanti. Pertanto il movimento è una contraddizione logica e non può essere descritto attraverso le nostre categorie di ragionamento.

Il paradosso della freccia (*)

Tornato alla freccia volante di Zeno. A ogni dato punto di tempo durante il suo volo, la freccia si trova in un punto specifico, e  in questione di principio, in quel punto la freccia è   a riposo.  Ciò nonostante la somma totale di ogni numero di condizioni di   riposo      non corrispondono   ad un eguale movimento, proprio come la somma di ogni numero di zero è zero.

‘* In una gara il corridore più veloce non può mai superare  il più lento, dal moment che  l’inseguitore deve prima raggiungere il punto  da cui  l’inseguito parte, così il più lento mantiene sempre un vantaggio

‘*Se qualsiasi cosa, quando occupa un certo spazio è a riposo, e se  la stessa cosa quando è in movimento occupa lo stesso spazio, la freccia volante è da considerarsi immobile.

Logicamente  la freccia resta immobile nello spazio senza movimento.

Dati questi esempi noi siamo portati a cominciare a chiederci domande  come : Fino a quale punto il tempo e lo spazio sono immaginari ? Sono solo il risultato di certe funzioni cerebrali ? Esistono veramente ? Qui tutti i filosofi argomenterebbero  che l’interpretazione del paradosso di Zeno è una vecchia storia,  dicendo che qualsiasi gioco di parole, specialmente quando coinvolgono lo spazio e il tempo, porterebbero ad affermazioni assurde. Così come spieghiamo tutto questo?

Zeno usa valori assolutamente condizionali, e, secondo  la fisica per operare con due diversi valori, i due  devono essere commisurabili ( per esempio il tempo per la tartaruga va dieci volte più lento che per l’uomo.  Perciò se si   comparano  anche le due dimensioni temporali , anche se Achille andasse come una freccia, non sarebbe in grado di prendere la tartaruga perché non esisterebbe nella dimensione temporale della tartaruga)

Si questo suona logico, ma anche Zeno è logico, non è vero? La spiegazione del suo paradosso prova solo la condizionalità del tempo e dello spazio, in quanto queste categorie provvisorie sono  costruite solo nel nostro cervello! Forse  il saggio uomo  voleva guidarci esattamente qui, a comprendere quanto sia illusorio tutto.

Anche senza nessun  collegamento all’aporia di Zeno, la fisica contemporanea suggerisce altri paradossi commisurabili.

Quando la scienza fisica iniziò a studiare le particelle subatomiche, gli scienziati immaginavano l’elettrone, il fotone, e altre particelle come piccole sfere. Gli esperimenti empirici provarono  che un elettrone o un’altra particella possono passare contemporaneamente attraverso più di un’apertura (sulla stessa superfice). Ne conseguì l’idea  che l’elettrone  può esistere simultaneamente in due posti allo stesso tempo senza essere diviso.

In seguito, per risolvere il paradosso, alcuni scienziati hanno  supposto  che le particelle non fossero piccole sfere ma piuttosto onde di energia.

Passo dopo passo, si arrivò alla conclusione che l’elettrone poteva essere sia un’onda che una particella, mantenendo le proprietà di entrambe .

Tali particelle sono chiamati quantum, che è un concetto principale in fisica. Gli scienziati in effetti  sono scioccati dal fatto che le proprietà dei quanti sono visibili e definiti solo nell’istante in cui vengono misurati. Con misure susseguenti loro rivelano  proprietà completamente differenti, spesso contradditorie.

Niels Bohr arrivò alla conclusione del paradosso sostenendo che discutere delle proprietà dei quanti non fosse utile prima che questi fossero misurati e quindi la definizione di materia dipende dall’atto dell’osservazione.  Einstein obbiettò alla deduzione di Bohr , dicendo che date certe condizioni, possono essere trovati gruppi di particelle che posseggono  caratteristiche sufficientemente simili.

Nel 1961 Claus Jenson di Tubingen, uno studente di Melenstedt, finalmente e per la prima volta,  completò un esperimento sull’interferenza dell’ elettrone su due canali (Zeischrift Physik). In effetti egli dimostrò l’interferenza fino a cinque canali. La successiva pietra miliare fu un esperimento fatto da Akira Tonomura e i suoi assistenti dell’ Hitachi nel 1989. Essi furono in grado di osservare la formazione di fasci di interferenza con l’aiuto di un bi-prisma elettronico  con una sorgente molto bassa di elettroni

(American Journal of Physics)

Perché vi stò annoiando con queste storie senza senso ? C’è solo una ragione. Noi siamo portati a spiegare paradossi logici esistenti e di accettarli come verità. Allo stesso tempo, noi consideriamo la spiegazione scientifica dell’illusione dei nostri sensi un paradosso. Non è questo un paradosso in se stesso? Il fatto assurdo è che noi accettiamo con fede cieca  prove scientifiche considerate assurde! E chiamiamo questo pensiero “tradizionale”!

Capisci ora perché è meglio distaccarsi dal pensiero tradizionale?

Noi siamo portati a vedere tutte le possibilità  sulla base di una certa idea del mondo,  sia pure  comprensibile a prima vista. Naturalmente  questo può  risultare  essere un’affermazione puramente logica  senza una spiegazione reale. Almeno fino a dove arrivano le abilità dei nostri sensi. Non ci sono apparati per misurare quello che può  essere solo percepito con la logica.

Stanchi? Ecco qualcosa che vi aiuterà a rilassarvi:

Il paradosso della bugia

“questa frase è falsa”

Se “questa frase  è falsa” è falsa,  allora quello che è detto  non è corretto. Pertanto l’affermazione è vera. Ma questo contraddice l’affermazione. Se esso è vero, allora  quello che dice è corretto e quindi l’affermazione deve essere falsa; in altre parole  l’affermazione in sé stessa non può essere vera.

Questo succede perché nella logica c’è una legge che esclude valori binari di verità; l’affermazione può essere vera o falsa, ma non può essere entrambe!

E come sembrerebbe un paradosso di oggi da un punto di vista futuro ?

Voi non  avete tempo e comunque  siete circondati dall’eternità! Che paradosso per la vostra mente!

Il prossimo capitolo ha il  chiassoso titolo: “Nessun paradosso” dai un’occhiata velocemente. All’inizio l’autore spiega il paradosso di Achille e la tartaruga, analizzandolo profondamente con l’aiuto del calcolo integrale. Quindi si sposta logicamente sul così chiamato paradosso temporale, dove  viaggiatori (del tempo)  in  tempi diversi uccidono i loro avi o si incontrano  loro stessi e così via. In altre parole, il vecchio paradosso di Zeno. Quindi Alfedex prova che tutti i paradossi furono  inventati da talentuosi cronoturisti.

(Robert Sheckley, un ladro nel tempo)

I paradossi esistono dappertutto anche in matematica:

2+2 non da  4

Come 1+1 non da 2

Questo è ovvio in quanto non ci sono due cose eguali nel mondo reale. Pertanto

1+1 = 2 + – D dove D è la differenza tra i due oggetti.

Naturalmente per semplicità  l’algebra stabilisce che D sia uguale a zero. Questa inaccuratezza algebrica provoca una moltitudine di paradossi come quello descritto dal paradosso di Zeno (il movimento è infinito, ed è impossibile raggiungere  un punto da un altro  se si presuppone di dover passare metà e poi passare metà  dell’intero e poi ¼  quindi 1/8, 1/64 etc) .La matematica soffre di questa inaccuratezza algebrica. Nel calcolo tutte le assunzioni coinvolgono piccoli numeri negligenti, che molti scienziati escludono facilmente dalle loro formule .

Valori come infinito e zero introducono in matematica un livello di assurdità.   Lo stesso accade se noi basiamo le nostre deduzioni solo sulla logica. Entrambe introducono il condizionale , che noi prendiamo come fondamento per costruire una teoria o un’intera scienza. Nondimeno il condizionale rimane.

Noi presupponiamo che alcuni concetti o idee logiche siano vere e procediamo a costruire  grandi prove scientifiche. Ma in effetti tutto è basato su un idea. La nuova teoria scientifica   è diventata  il nostro credo, una parte di noi; così tanto  che dopotutto, diventa difficile  guardare da un’altra parte, da una prospettiva diversa, capire qualsiasi altra verità suggerita da altre teorie. Questo  è semplicemente  un desiderio di conoscenza che  ci farebbe sentire importanti e utili  ai nostri occhi.

Questa conoscenza illusoria ci da qualcosa ?

Naturalmente, lo farebbe,  ma solo se noi capiamo che non importa quanto genialità si possegga, nessuno può avrere tutta la conoscenza . La scienza è un pensiero, un’idea, qualche cosa di immateriale e certamente consente delle omissioni. La storia ci da numerosi esempi di questo. Il paradosso diventa anche più ovvio  quando noi ci chiediamo  “quanto reale è il pensiero che i  pensieri non siano reali?”

E’ poco probabile che sarà mai trovata  una prova teorica che confermi che il  pensare  aumenti la nostra probabilità di sopravvivenza. Come potrebbe questa teoria aumentare le nostre possibilità di sopravvivenza quando la teoria stessa non ha valore, considerando che  solo un pensiero un’idea, che non esiste ? !Ovviamente abbiamo bisogno di più conoscenza globale.

 

I sogni hanno origine nella cogitalità,

pertanto , da li verrà la loro interpretazione

Ivomir

III CONOSCENZA, SAGGEZZA E FELICITA’

E’ molto meglio soffrire per 90 giorni ed essere felici per 90 anni, che soffrire per 90 anni e essere probabilmente felici 90 giorni.

Ivomir

Gli uomini più saggi sono d’accordo che  la conoscenza e la saggezza non portano alle persone la felicità, ma nel migliore dei casi, dolore e scetticismo. Nell “Ecclesiastes”, il Re Salomone insegna che  quelli che  ricevono conoscenza ricevono dispiacere;  e il paradosso di Zeno dice, “Più imparo e più capisco di non sapere”.  Molto spesso gli anni e l’esperienza  forzano  l’uomo ad affrontare la Grande Domanda dell’Essere “qual è il Significato di tutto questo  ?”

Le riflessioni attorno a questo punto  cardine  non sono veramente  allegre . Noi siamo desiderosi di  sollevare le tende e sbirciare nell’eterno e nell’immaginario.  Ma l’eterno e l’immaginario sembrano sempre minacciose con le loro caratteristiche vaghe e inesplicabili.  Da sempre l’ignoto e lo  sconosciuto  hanno  preoccupato i  pensieri e i  sentimenti dell’uomo. Di solito l’Essere si arrende in modo naturale e impercettibile alle routine giornaliere. In seguito queste  ci tolgono vitalità e ci fanno sentire  miserabili deboli e… inutili .

E’ più facile che questo ci succeda se noi cominciamo a conoscere noi stessi ? La saggezza   che acquisiamo da  noi e  per  noi ci porterà soddisfazione e piacere, ma nonostante ciò  ci sentiremmo infelici. Noi sapremmo il significato della nostra vita; noi  comprenderemmo che risolvere i problemi  giorno per giorno non porta la felicità. La felicità  è spiegata dal detto “ essere in armonia con se stessi e con il mondo circostante”

Io ricordo  come  mi spiegarono questo concetto circa 13 anni fa:

quando cominci a esaminare te stesso per cambiare, tu diventi furbo . Quando cominci ad osservare il mondo attorno a te per cambiare, diventi intelligente. E quando agisci per entrare in armonia con il mondo che ti circonda diventi saggio.

Con questo libro stò cercando di rispondere alla domanda principale del qual’è il significato dell’esistenza? La seconda domanda, che segue inevitabile, è la domanda sulla morte . anche a questa  stò cercando di dare una risposta. Molti non accetteranno le mie risposte. Altri cercheranno di provare che mi sbaglio.

Non importa. Quello che è importante è che nessuno rimanga indifferente. Perché se la paura della morte  non esistesse e l’uomo si conoscesse abbastanza, tornerebbe al suo sé creativo e farebbe quello che sa fare meglio e lo dividerebbe con gli altri. E poi sentirebbe che la sua creatività gli porta soddisfazione. Il fatto che le sue creazioni siano condivise con altri lo renderebbe felice. In breve, se quello che noi facciamo ci dà piacere e lo dividiamo questo ci darà felicità e avremo così  raggiunto  armonia e saggezza. Se noi siamo in armonia con tutto e non abbiamo paura della morte perché dovremmo sentirci tristi o scettici ?

Ora torniamo alla domanda principale che ci siamo fatti prima : “ Qual è il significato dell’esistenza se la morte  segue inevitabile ? Possiamo rispondere a questa domanda?

Il vuoto ( il niente) potrebbe essere percepito non solo come una deficienza o vuotezza ma come un assenza di qualcosa. La creazione ( il qualcosa) d’altro canto, è considerato  come dare forma ( possibilmente al nulla)  all’organizzazione e   strutturazione  della materia . O meglio, anche questo non è corretto. Gli scienziati ora sostengono che la sola  cosa vera circa questa materia illusoria (la creazione ndr) è… che  è  molto simile al pensiero, per esempio da un punto di vista di meccanica quantistica queste sono vibrazioni (onde) di bit concentrati di informazioni

Quindi la materia esiste ?

O è  tutto  un illusione

o un onda, un idea, informazioni ?

Fino al suo pensionamento il fisico Robert Yean ha occupato la  posizione  di Presidente del dipartimento di Aereonautica e Tecnica Cosmonautica  alla scuola di Ingegnerie e Scienza Applicata (SEAS) all’Università di Princeton (USA) . Assieme alla sua personale assistente Brenda Dune e altri associati, in un laboratorio specialmente equipaggiato ha studiato  fenomeni paranormali e  parafisici .

Nei suoi esperimenti, che durarono per molti anni, e che furono finanziati da grosse compagnie americane, egli riuscì a dimostrare statisticamente l’esistenza di fattori di impulsi telepatici come per esempio la telepatia, la percezione a distanza, la precognizione ( per esempio vedere nel futuro)  e cosi via. Il suo contributo principale fu la scoperta che questi fenomeni, a prima vista anormali, sono inequivocabilmente influenzati dai pensieri diretti su sistemi fisici animati, per esempio il mondo materiale. Pertanto i fenomeni di impulso  telepatico non sono altro che un’attività  della nostra mente cosciente,  un effetto  del processo di pensiero e  osservazione, “ materiale cerebrale” e  oggetti pensati .

Quindi ci si pone un’altra domanda:  Se il mondo possiede  sia l’ energia ( cioè  informazionale) che  la natura materiale, visto che il microcosmo non è influenzato dalla normale  interpretazione  di causa ed effetto che ci  è così familiare  ?

La teoria della relatività prova che le forze elettromagnetiche non sono per niente reali. Queste sono in relazione  alle nostre abituali costruzioni di pensiero, alle quali noi dobbiamo i nostri futili sforzi di comprendere il moto delle particelle. La stessa  vale per la forza di gravità di  Newton, l’energia, i movimenti e altri concetti introdotti per aiutarci a capire le attività del nostro mondo.

 Tutti risultano essere costruzioni nude di  pensieri che non superano neanche il test di obiettività.

Sir James Jeans, Fisica e Filosofia

Cambridge 1943

Nella meccanica quantistica le proprietà della materia sono descritte come segue: ad un livello microscopico la materia è discrezionale in quanto  le particelle posseggono anche proprietà di onda.

La meccanica quantistica definisce le possibilità della presenza di una certa particella in una posizione specificata. La più singolare caratteristica è che il solo tempo in cui le particelle elementari (materia a livello micro) si comporta come una particella è quando ..noi la osserviamo. Studi empirici mostrano che quando una particella elementare non è osservata è sempre un onda. Così qual è il collegamento tra pensiero e materia ?

Il mondo microfisico dell’atomo mostra alcune proprietà  le cui similarità alla psiche impressionano anche i fisici. Qui, ci sembra, di  trovare  un indizio che il processo paranormale  può trasferirsi in un altro mezzo vale a dire, nella microfisica della materia . 4

Carl Jung

Che cosa fa sprigionare l’esistenza della materia solo quando noi la osserviamo? Questo sta a significare  forse che noi creiamo il mondo attorno a noi quando lo osserviamo?

Immagina una palla da bowling, che sia una palla solo quando noi la guardiamo. Se l’intero tracciato  del bowling fosse spolverato di polvere di talco e tu ci facessi rotolare questa palla “quantistica” sui birilli , essa traccerebbe una linea singola attraverso il talco solo mentre la stai guardando. Se  apri e chiudi velocemente  gli occhi troveresti che durante i pochi secondi  che non stavi guardando, la palla  smetterebbe di tracciare la  linea  e farebbe un ampia striscia ondulata, simile alle strisce ondulatorie che fa un serpente che si muove sulla sabbia.

Michael Talbot, The Holographic Universe

Il professore Yean concepisce il suo vero compito come lo studio empirico delle peculiarità della mente per poter collezionare fatti circa i processi inspiegabili che avvengono nel mondo reale.  Egli  trova supporto nelle affermazioni di preminenti scienziati dal campo delle scienze naturali e  umanistiche (molti dei quali  premi  Nobel).  Le importanti conclusioni  raggiunte nel laboratorio di Princeton sono fondamentali per il conseguente sviluppo della conoscenza umana :

  • “Particelle pensate” scavano tunnel in quelle che vengono  chiamate celle di  Faraday, spazi isolati  inaccessibili alle onde elettromagnetiche .
  • Il gruppo di Princeton compara le attività d’impulso collegate telepaticamente al collegamento delle molecole (l’analogia sarebbe  tutte le forme di meditazione, esperienze  mistiche ed ipnotiche)
  • Piu’ piccola è la taglia nel sistema fisico ( esempio elettrone, fotone neutrone quarks) e più la componente del pensiero influisce sulla materia.
  • Anche a distanze continentali il segnale dell’impulso telepatico non si deteriora; parlando di connessioni telepatiche quando si trasferisce l’informazione attraverso l’iperspazio, il trasmettitore e il ricevitore diventano uno e lo stesso (non c’è la dimensione spazio- entaglement)
  • L’energia cinetica * della mente è intesa in  modo simile all’energia cinetica che conosciamo in meccanica,  come la  capacità di cambiare nella mente stessa o nei suoi  dintorni.

‘* l’energia cinetica di un oggetto è una misura per il suo movimento ed è definita come il risultato della legge della conservazione di Energia”

Quello che ne consegue  è che più alto è il livello dell’energia cinetica nel processo                                                 mentale, è più facile  sarà  sperare ostacoli e influenzare altre menti .

  • I processi mentali sono assolutamente difficili da misurare in modo oggettivo o da un punto di vista matematico . Il prof. Yean ritiene che i processi di pensiero  potrebbero appoggiarsi  a meccanismi più complessi rispetto a quanto suggerisce la teoria della relatività,  per esempio il  cambiamento  nello spazio e tempo. Infine  è possibile la scoperta di  meccanismi di misurazione  con  mezzi  di valutazione neurofisiologici e neuropsicologici.
  • L’intelligenza di sistemi inanimati. Le differenze tra sistemi animati e inanimati dal punto di vista fisiologico e biologico stanno diventando sempre meno delineate.  Da una parte abbiamo le unità biologiche come virus, coacervati   *  strutture di DNA  e RNA che stanno in un area grigia a metà  tra processi  chimici  complessi  e organismi viventi. Dall’altra ci sono  sistemi microelettronici complessi come l’intelligenza artificiale, le reti  neuronali e così via hanno raggiunto  nelle loro funzioni  livelli  di competenza autonoma nella loro  abilità di valutare e di copiare. L’ interazione tra il pensiero e il mondo che lo circonda sono sempre possibili.

La realtà e sempre manifestata attraverso il processo di osservazione

‘* nel 1936 Alexander Ivanovich Oparin Ha provato nel suo lavoro “ l’origine della vita sulla Terra “ che l’oceano primordiale di molecole organiche (carboniose)  può essere creato in un atmosfera libera da  ossigeno se esposta alla luce solare. Queste molecole possono riorganizzarsi per formare sistemi microscopici più complessi detti coacervati, i quali in soluzione potrebbero formare droplets (goccioline). Quindi le goccioline potrebbero  crescere e riprodursi  con un  metabolismo primitivo ; le goccioline che  portano “entità cellulare”  sopravviverebbero  e le altre morirebbero . Tutte le teorie sull’origine della vita iniziano prendendo spunto dalle idee di Oparin.

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Cos’è l’amore,

il desiderio

il movimento,

il pensiero,

la conoscenza

i sogni,

lo spazio

l’intuizione?

Niente ? E allora perché esistono?

Dopo tutto potrebbero essere qualche cosa  ?

Beh, allora tocchiamoli, sentiamoli ..

 Cos’è il Nulla ?

Facciamo attenzione alla parola stessa “Nulla”. E’ solo una parola,  senza senso, un non-pensiero, non-esistente? Se è così qual è la ragione perché esista questo concetto? E qual è la sua origine? Ogni  concetto esistente definisce qualche cosa, dà il nome a qualche cosa, anche se indica qualche cosa che non vediamo. Come mai i nostri antichi predecessori decisero di dare un nome a qualche cosa che non esisteva o che non vedevano?

Da qui il paradosso interpretativo: Nulla, una categoria nata per dare un nome a   quella cosa che non ha significato, contenuto, o caratteristiche , non-esistenza, mancanza. Pertanto chiamiamo   qualcosa che manca di significato e contenuto. Ma è comunque qualcosa. Se noi presumiamo che sia  solo una negazione ( con un segno meno) o qualche cosa d’altro,  deve comunque essere qualcosa.

O e solo una negazione, un atto di pensiero, una “non-cosa?” Se noi presupponiamo che esso sia un tipo di energia, l’energia non può mai essere distrutta; può solo cambiare forma. Quindi, ovviamente ,  il “nulla” è definitivamente qualche cosa che è cambiato in qualche cosa di diverso.

Nulla” dovrebbe essere inteso non solo come una deficienza o una vuotezza ma come  assenza di realtà. La Creazione (cioè il “qualcosa”) da forma e struttura alla materia. Questo ragionamento è in armonia con un certo numero di interpretazioni moderne, secondo le quali  le particelle elementari  posseggono sia dei caratteri informativi (energia) che materiali . Il microcosmo non sottostà alla tradizionale interpretazione  di causa ed effetto.

Abbiamo già ricordato che, a livello microscopico, la meccanica quantistica descrive le proprietà della materia come discrezionali e che le particelle individuali  posseggono caratteristiche ondulatorie. Essa descrive anche la possibilità di rivelare la presenza di una particella in un posto specifico.

Una delle incredibili scoperte della meccanica quantistica è che se noi continuiamo a  disintegrare la materia in particelle sempre più piccole, arriveremo alla fine  ad una situazione dove le particelle più piccole, elettroni e protoni, e altre particelle elementari , non possiederanno  più la caratteristica di un oggetto materiale. Ma come  immaginiamo queste particelle elementari? Come piccole sfere che si muovono in un cerchio? Questa visione  è molto distante dalla realtà.

Le particelle elementari non sono in effetti  così elementari. Queste a volte  si possono comportare  sia come  particelle che come onde che si muovono nello spazio. Se spariamo una particella elementare sullo  schermo di un televisore spento, quando questa colpisce lo schermo, essa interagisce  con le sostanze chimiche fosforescenti che si trovano li e causerà  l’apparire  di un punto  luminoso. Questo sarà  il comportamento di una particella. (Come quando  lanciamo un sasso contro una lamiera di ferro. Il segno  dell’impatto rimane nella lamina di ferro )

‘*L’interferenza è un fenomeno dove la sovrapposizione di due o più onde si traduce  in una nuova onda, causando alla sua ampiezza di aumentare in alcuni punti e diminuire in altri. Questo tipo di interferenza generata  è resistente nel tempo e comporta rotazione di massimi interferenziali e minimi interferenziali.

Ma questa non è la sola condizione della particella. Essa esiste e si  comporta come un’onda che si sparge nello spazio. Ne vediamo la prova se questa viene sparata contro una barriera a due canali essa può simultaneamente passare attraverso entrambi i canali. Due particelle possono essere soggette ad interferenze, così come  si comportano come onde. *****

Ma questa non è la sola condizione della particella. Essa esiste e si  comporta come un’onda che si sparge nello spazio. Ne vediamo la prova se questa viene sparata contro una barriera a due fessure, essa può simultaneamente passare attraverso entrambe. Due particelle possono essere soggette ad interferenza pertanto si comportano come onde. *

Questa caratteristica duale è tipica di tutto quello che  precedentemente veniva considerato avere esclusivamente proprietà ondulatorie. La luce, i raggi gamma, le onde radio, i raggi X,  tutti questi possono cambiare da onde in particelle e tornare a essere onde. Pertanto , non dovrebbero essere classificati solo come onde o solo come particelle, ma come cose che sono sempre entrambe. Queste cose sono chiamati “quanti” (quantum parte di qualcosa ma anche un intero, una  somma).

L’aspetto più particolare è che i quanti si comportano come particelle solo quando  li osserviamo . Studi empirici rivelano che quando una particella elementare non è osservata, essa si comporta sempre come onda.  La teoria vuole  che tutte le particelle siano  inizialmente senza massa . La massa si origina attraverso un processo specifico  di rottura spontanea della simmetria chiamata meccanismo di Higgs.

Sembra più a un’illusione piuttosto che al un comportamento di un oggetto del mondo materiale. Ricordiamo l’esempio della palla da bowling. Come ti sentiresti se tutto attorno a te stesse “fluttuando” così che quando lo  guardi, esso diventa materia solida, e quando guardi via, torna ad essere onda ?

Il punto di vista filosofico.

La mente riflette il mondo materiale.  Nella maggior parte dei casi, le credenze delle persone sono basate sulla teoria che la materia origina tutto ciò che esiste. Ma invece risulta  che non solo la materia non ne è la causa primaria ,  ma non è per niente la  causa. E’ una conseguenza della caratteristica ondulatoria delle particelle e dalla nostra osservazione.   Il mondo materiale è un mondo di conseguenze.

Le cause devono essere ricercate nel sistema  di onde energetiche nell’universo.

Torniamo al “Nulla”. Per poterlo definire in qualche modo, dovremmo per prima rispondere alla domanda: “Cos’è “Qualcosa”? In filosofia, il concetto di “qualcosa” è espresso, attraverso il concetto di “esistenza”. La sua  definizione classica  introdotta da Aristotele è più generale :   pura, indefinita, senza alcuna  proprietà, illogica. In breve, la prima definizione di esistenza è che è indefinibile.

L’indefinibile è la conoscenza dell’ignoto. Il fatto che non è soggetto a definizione rivela una possibilità di definirlo. Più in generale, l’esistenza primaria è destinata ad essere il “nulla”, che è anche … indefinibile. L’esistenza di  per sé, non ha un significato chiaro o logico. Lo stesso vale anche  per il “nulla”. Esistenza e “nulla” coincidono; non ci sono differenze. Entrambi i concetti  non sono in grado di  relazionarsi con l’espressione  “C’è, esiste”.  Possiamo parlare di differenze solo in  casi di esistenza definita, cioè  solo nell’esistenza che abbia cessato di essere nulla e  che  nella nostra mente sia cambiata in un qualche cosa .

Supponendo che l’esistenza è l’Inizio, per poter essere assoluta, deve essere completamente indefinibile. Nulla.  Vuota e senza tempo.  Tuttavia  il nulla “partecipa” nel mondo, nell’esistenza.  Questo  è il motivo per cui non è sempre Nulla . Essa contiene la possibilità  di cancellare se stessa diventando più specifica, entrando nel mondo materiale.

Questo è quando succede l’Esistenza.

Solo quando il “nulla” rescinde  manifesta se stesso, esso diventa una realtà. Esso si distrugge per fare spazio al mondo, al tempo e alla realtà. La peculiarità del “nulla” è la sua capacità di diventare specifico e manifestarsi nel mondo, per divenire  reale. In altre parole, è la vita.

Qualificando  il fenomeno  quando si compie il  processo di auto-distruzione del Nulla , allora si ottiene la manifestazione.

Quindi, grazie alla sua autodistruzione, il “Nulla” diviene Esistenza con un significato reale.  La natura del “Nulla”  è che essa mirra alla realtà e alla temporalità. Pertanto il “Nulla” è l’Inizio perché da esso si genera l’Esistenza.  Diventa chiaro che non ci sono differenze tra le due categorie. Cosa ne consegue? Nella mia opinione due scenari:

1° scenario : Il “Nulla” è “qualcosa” e noi dovremmo guardare alla sua manifestazione come tale. Esso è definito solo nella misura in cui si autodistrugge e si manifesta nel  mondo, trasformandosi  così in “qualcosa”.

2° scenario:Qualcosa “ è  “Nulla” perché è puro, indefinibile, illogico e senza nessuna proprietà. In particolare, per se stesso esso non ha un chiaro e logico significato, cioè esso è “Nulla” fino a che non viene definito nella nostra mente.

In questo caso,  la realtà è reale se  è definita dall’autodistruzione del “Nulla” ?

Nel vuoto assoluto dello spazio aperto,  niente dovrebbe essere in  grado di esistere. Affinchè le leggi della meccanica quantistica siano valide, un matematico  ( Higgs –la rottura spontanea della simmetria) provò che nel vuoto assoluto, la massa  deve essere differente da zero. Cosa succede allora nel vuoto cosmico assoluto, nel “Nulla” ? Come può essere nulla e allo stesso tempo  avere una massa ?

Per rispondere a questa domanda ecco la mia ipotesi principale:

Principio delle particelle cogitative.

Immagina lo spazio: vasto e infinito  pieno di ….Nulla.

Dalla teoria della relatività, sappiamo che quando aumenta la velocita, il tempo rallenta. Più veloci ci muoviamo e più lento scorre il tempo per noi (paradosso dei gemelli *).

Un esperimento reale fu condotto con un paio di orologi atomici sincronizzati, che verificavano  lo scostamento del tempo. Quando un orologio fu messo  su un satellite artificiale terrestre che si muoveva a 8 e 11 kilometro ( 28.800 e 39600 km per ora, l’orologio cominciò a rallentare.

Quindi  più velocemente ci muoviamo, più lento andrà il tempo e viceversa. Più lentamente ci muoviamo e  più velocemente va il tempo. Chiediamoci quindi cosa succederebbe  se noi ci fermassimo  del tutto?  In questo caso  per noi il tempo sarebbe  così veloce che un momento  diventerebbe un’eternità. E quindi cosa  succederebbe? Un’istante sarebbe stato un’eternità.

Ora torniamo allo spazio: immenso,  pieno di nulla. Dobbiamo presupporre che esso non sia vuoto (in base alle prove matematiche derivante da Higgs che la massa del vuoto assoluto deve essere diversa da zero per poter applicare le leggi della fisica), allora diciamo  che lo spazio sia pieno di particelle cogitative  . Queste particelle sarebbero impercettibili per noi e riempirebbero l’intero universo.  Potresti dire che questo è impossibile perché la premessa iniziale era che  esso fosse pieno di nulla. Questo  è comunque ancora vero ?

Per rispondere a queste domande,  dobbiamo prima studiare i fenomeni connessi al comportamento delle onde, nonché i risultati dei loro  comportamenti.

‘* Per coloro che non hanno familiarità con essa, ecco l’idea sul “paradosso dei gemelli. Si tratta di un esperimento mentale che sembra rivelare una contraddizione  della teoria della relatività ristretta, cioè,  che il tempo va a velocità diverse in un sistema immobile e un sistema mobile rispetto all’origine. Quando la velocità  si avvicina alla velocità della luce,  la differenza sarà immensa. Essenzialmente  se una coppia di  gemelli identici vengono separati e uno di loro fa un viaggio nello spazio in un razzo che và alla velocità della luce, al suo ritorno egli avrà un’età inferiore a suo fratello .

Fatemi  ricordarvi l’interpretazione di certi concetti di fisica e pochi principi base:

L’onda (figura1) è un  disturbo periodico o non periodico dei parametri fisici di un dato sistema che si propaga con velocità finita, che dipende dalle caratteristiche del mezzo (di propagazione). Ci sono onde meccaniche che viaggiano attraverso un mezzo e onde elettromagnetiche che si propagano sia attraverso un mezzo  che nel vuoto. Le onde periodiche possono essere trasversali e longitudinali, a seconda della direzione della vibrazione in relazione alla direzione della propagazione dell’onda.

L’interferenza deriva dalla sovrapposizione di due o più onde monocromatiche e coerenti. E’ importante che le onde provengano dalla stessa sorgente e/o abbiano le stesse o simili frequenze per essere in grado di interferire. Come risultato dell’interferenza, l’ampiezza dell’onda risultante aumenta in qualche punto  e diminuisce in altri. Questo modello d’onda è   resistente nel tempo (figura 2).

Che cosa significa  monocromatica e coerente?

Le monocromatiche sono quelle onde che hanno lunghezza d’onda o frequenza eguale. Anche se due onde sono monocromatiche, non possono interferire se non sono coerenti.

Le onde coerenti sono assolutamente omogenee con una relazione di fase fissa tra loro. Una sorgente potrebbe essere le immagini speculari di una  stessa fonte di luce . Se le sorgenti   sono due, la differenza nel processo ottico delle due onde, e il punto di sovrapposizione deve essere minore  della lunghezza di coerenza di ciascuna delle due sorgenti, altrimenti i raggi non interferiranno.

La luce del laser è una forma estremamente pura e coerente di luce e molto adatta all’interferenza. Essa rappresenta diciamo il mezzo ideale (  la superficie d’ acqua ideale con  le pietre  ideali.)

Per capire  completamente,  abbiamo bisogno di dare uno sguardo a un caso specifico di interferenza: la  diffrazione . La diffrazione è essenzialmente l’interferenza di onde multiple coerenti. In altre parole, è la rifrazione della propagazione di onde lineari. Il fenomeno si verifica quando la lunghezza d’onda è nell’ordine  di grandezza degli oggetti diffratti.

Un esempio di diffrazione è il cambiamento di direzione della propagazione dell’onda quando stà  passando attraverso un’apertura. La grandezza dell’apertura deve essere commisurata con la lunghezza d’onda. La diffrazione avviene con tutte le onde.

Come possiamo illustrare la diffrazione ?

Se un raggio di una luce monocromatica passa attraverso un’apertura  commisurata con la lunghezza d’onda e raggiunge uno schermo, una serie di macchioline chiare e scure si vedranno attorno alla luce centrale e creeranno dei punti sullo schermo. Il fenomeno e dovuto alla caratteristica ondulatoria della luce ed è chiamato diffrazione. (Figura 3)

Accidenti… troppa fisica qui  J … Quindi  torniamo a filosofeggiare un po’! Fig. 3

Sappiamo che prima che un’assunzione sia confermata sperimentalmente, deve essere prima provata matematicamente. Le formule aiutano a definire qualche cosa che viene poi verificato sperimentalmente.

Come abbiamo detto precedentemente, un matematico dimostrò che per  poter applicare le leggi della fisica nel vuoto assoluto, la massa deve essere diverso da zero. Se questo è vero, ci deve essere qualche cosa la. Che cosè ? Non lo sappiamo. Noi presumiamo che immobili particelle cogitative riempiano lo spazio. Come tale , queste sperimentano il tempo con una tale velocità che un’istante equivale all’eternità.

In effetti per queste particelle il tempo non esiste per niente. Il tempo scaturisce all’esistenza quando c’è movimento. Altrimenti sarebbe indefinibile,  visto  che un istante equivale ad un’eternità.

Tornano alle particelle nel Nulla. Io le chiamo cogitative o particelle pensanti. Se loro stanno “pensando” e un loro istante equivale  ad un eternità,  allora loro devono sapere tutto, devono avere tutte le informazioni. Mancando il tempo – non c’è  passato o futuro-  esse sperimentano solo l’infinito presente.

Queste particelle dovrebbero essere coscienti di tutti i fatti ed  eventi, tutte le informazioni gli sarebbero disponibili in un specifico eterno-momento. Tutto è conosciuto in ogni momento e in ogni posto. Così ogni particella pensante è  in uno stato di riposo ed eternità e  conosce  tutto. E Lo stesso sarebbe vero per tutte le particelle prese unitamente.  In altre parole , la parte contiene il tutto, e il tutto è contenuto in ogni parte. Ogni particella avrebbe le stesse informazioni come tutte  le altre messe assieme e viceversa. Fino ad ora tutto bene. E ora cosa ?

E’ il tempo di fare la nostra seconda assunzione: cosa succede se una particella inizia a muoversi? A  quel punto nel tempo, succedono due cose:

1)      Movimento : una particella si muove in relazione alle altre

2)      Tempo : il tempo sboccia all’esistenza ed è completamente dipendente dalla velocità di movimento della particella. Più si muoverà veloce  la particella, e  più velocemente  il tempo passerà. E allora un istante non sarà più uguale all’eternità … e sorge  la dimensione del tempo.

Come conseguenza di queste due caratteristiche, noi possiamo logicamente arrivare allo Spazio. Il movimento di una particella rispetto  alle altre, e il fenomeno del tempo definisce lo spazio come tale (senza movimento e senza  tempo lo spazio è assolutamente inesistente)

Se questo è vero, allora le particelle in movimento perderebbero alcune informazioni rispetto alle altre. Più lentamente passa  il tempo (dato che la particella  si stà già muovendo) e più informazioni essa perderà, rispetto alle particelle a riposo.

In altre parole le particelle in movimento “conosceranno meno”. Questo perché non sono più immobili  (dove  un momento equivale all’eternità) e non avranno più tutte le informazioni nella loro totalità

Le particelle di luce (fotoni) non hanno massa quando sono in stato di riposo (o almeno noi non possiamo misurarla).

La massa della luce nell’universo è un valore costante, il che significa, che l’intera massa assoluta dell’universo, può essere ricondotta  solo ad un infinito numero di particelle di massa di luce che si trovano in m moto uniforme rispetto alla dimensione temporale umana . Questa è la ragione perché noi vediamo la luce come un raggio materiale nello spazio ma  il quale  viaggia  più lento rispetto al  tempo che lo circonda .

A Einstein , teoria della relatività

Beh, questo particolare brano della teoria della relatività ho dovuto leggerlo cinque volte per capirlo, ma è vero. E cosa più importante, esso  contribuisce all’ipotesi dell’esistenza di particelle a riposo.

Ora cerchiamo di comparare il  ragionamento fatto fino ad ora alla spiegazione teologica della nostra origine:

Veniamo dalla luce  *

Dal luogo dove la luce è apparsa da  sé …

Vangelo di Tommaso

Perché abbiamo bisogno di queste referenze teologiche? Bene, la Bibbia dice che la primissima cosa che fu creata fu la luce. La parte significativa per noi qui è la spiegazione dell’origine della luce.

‘* Genesi, 1:3; E Dio disse,  sia fatta  la luce, e la luce fu.

Torniamo indietro alle particelle. Quando alcune di esse iniziano a muoversi  perdono parte della loro conoscenza, il che significa che esse perdono informazioni, energia. Loro cominciano ad  esistere ad un livello più basso di energia.

 

Le orbite  di un elettrone a distanza ravvicinata possono essere immaginate come da questa immagine (figura 5)

Un Big Bang.

E lo è è! Abbiamo allora capito cosa ha causato l’origine dell’universo, il Big Bang, che abbiamo parzialmente provato. Durante questa  analisi abbiamo spiegato logicamente cosa  ha causato  l’emergere  di due dimensioni: la dimensione spaziale e il tempo. E tutto questo è una conseguenza di due parole: movimento e immobilita.

E quindi?

Torniamo ancora  alla storia,  o meglio alla teologia. Un  rotolo di Didimo Giuda Tommaso, conosciuto come il vangelo di Tommaso, fu trovato in una caverna nel Qumran nel 1947. Quello che segue è una quotazione dal rotolo, che riporta le parole di Gesù Cristo ai suoi apostoli:

  1. Se Vi diranno “Da dove venite”? Dite loro “veniamo dalla luce, dal luogo dove la luce è apparsa da sé” Essa si è stabilita, ed è apparsa nella loro immagine.

Se vi diranno, ”Siete Voi? Dite “siamo i suoi figli, e siamo i prescelti del Dio Vivente”

Se vi chiederanno, “Qual è la prova che il Padre è in voi?” Dite loro, “ E’ il movimento e la quiete”.

51 I suoi discepoli  gli dissero,  “Quando riposeranno i morti e quando verrà il nuovo mondo ?

Lui disse loro, “ Il  paradiso che cercate è qui, nonostante ciò non potete vederlo.”

vangelo di Tommaso

”Qual è la prova che il  Padre è in voi ?” in altre parole come definiremmo la principale ragione della nostra origine? La semplice risposta “ E’ il movimento e la quiete” che sono la causa che genera l’esistenza.

La prossima domanda e risposta ci sorprende veramente:  Quando riposeranno i morti, e quando verrà il nuovo mondo?”  E’ molto improbabile che le domande siano state fatte con queste esatte parole o in questo esatto ordine,  ma Tommaso probabilmente enfatizza la più importante: “il Paradiso che  cercate è qui, nonostante ciò non potete vederlo ”

E’ molto strano che a una domanda di tipo  “quando”  sia data una risposta ancora più strana che riguarda un paradiso che è qui  ma non lo possiamo vedere.  Alla nostra confusione si aggiungono  le  due domande circa il riposo dei morti  e il nuovo mondo,  che  sembrano convergere  in qualchecosa, che è certamente oltre la nostra portata.

Questo paradiso potrebbe essere  la  Cogitalità stessa, le particelle cogitative che riempiono l’universo attorno a noi, e che noi non possiamo misurare o vedere? Perchè la quiete  della morte dovrebbe coincidere con l’arrivo del nuovo mondo? Per ora ricordiamo solo queste domande  e vediamo se possiamo trovare una risposta più tardi .

Il punto di vista filosofico.

Cogito ergo Sum (io penso pertanto sono René Descartes *).

Descartes concluse che il processo del pensiero era l’essenza dell’ esistenza e della conoscenza. Quello che distingue il pensiero è il fatto che esso è , e non ha bisogno di niente  altro per essere. Qui abbiamo una definizione di sostanza, di fondamento , di  indubitabilità. Il pensare  e la ragione principale per l’esistenza , puntualizza Descartes.  Il pensiero e l’esistenza sono così interconnessi che coincidono. Questo è all’inizio delle cose.

Vediamo di sottolineare  i punti principali:

Io penso pertanto io sono “ è un’affermazione che merita più attenzione. Questa citazione popolare dalla filosofia di  Cartesio * è così assodata che difficilmente qualcuno ci pensa ancora. Così come non pensiamo sul perché il cielo è blu o di cosa è fatto l’arcobaleno .

Prima. Io penso e poi , io esisto che ne  è  una conseguenza.

‘* filosofo razionalista Francese (1596-1650)

‘* La scuola Cartesiana di pensiero ritiene  che la filosofia dovrebbe fare deduzione solo da verità astratte affidabili, che sono state trovate dubitando della conoscenza acquisita attraverso i nostri sensi ingannatori.

Al contrario sembrerebbe più logico se noi pensassimo perché sentiamo, tocchiamo o odoriamo prima. Io sono quindi io penso. Come mai Descartes arrivò alla conclusione che pensare è la principale ragione dell’esistenza?

Non è forse l’unica e stessa  conclusione  del pensiero filosofico e dell’ ipotesi  che noi facciamo circa  le particelle cogitative (pensanti) nell’universo,  che siano la causa originale dell’esistenza? In aggiunta al fatto che esso (il pensiero) è la fonte delle cose.  Ora Descartes difficilmente avrà letto il vangelo di Tommaso, scoperto trecento anni dopo la sua morte . Tuttavia  egli riteneva che la ragione principale dell’esistenza fosse  all’origine  delle cose. Così  perché l’Esistenza sia,  non ha bisogno di nient’altro  che del pensiero, cioè cogitalità o particelle cogitative.

René Descartes dice anche: l’estendibilità, come suggerisce la parola,  estende solo, occupa spazio, ma in qualche modo senza uno scopo; lo scopo viene  definito dal pensiero,  nella misura in cui  (il pensiero) denota una conoscenza superiore.

Per spazio  si intende  una definizione di esistenza, la sua espressione, l’ordine e la diversità . L’estensibilità è una caratteristica  dello spazio con i suoi parametri: lunghezza, altezze e profondità. La sua sola funzione è di occupare lo spazio con uno scopo specifico. Perché …  lo scopo è definito dal pensiero !

Il “Nulla” è normalmente descritto come una  sottile , fine , completamente indivisibile, privo di  caratteristiche distintive che non possono essere descritte con parole. Per essere più precisi,  il “Qualcosa” non può neanche essere descritto a  parole perché anche essa rappresentano un ’interezza in cui la  mente, la materia e le altre cose sono inseparabile e complete. Qui c’è un altro paradosso perché, nonostante la sua natura illusoria, il  “Qualcosa” contiene un’infinita moltitudine di universi. E la sua indivisibilità è sempre presente:

In un universo costruito in questo modo, tutto penetra ed è penetrato da tutto il resto, sia il vuoto  che il non vuoto,  sia la parte che l’intero

John Blofeld

Il punto di vista Psicologico

Prove addizionali per le nostre ipotesi possono essere trovate in un campo inaspettato. Alla base della teoria di Jung **** c’è l’idea della inconscio collettivo.  E’ organizzata nella misura in cui le parole possono descrivere per mezzo di  archetipi.

Che cos’è un archetipo? E’ un modello originale, un’immagine (inizio+immagine). Da notare che Jung crede che l’inconscio collettivo contenga  solo l’essenziale della formula, mentre il contenuto specifico dell’archetipo è unico e dipende dall’esperienza individuale su  una moltitudine di circostanze.

Un archetipo è solo un calco che può essere riempito con differenti contenuti a seconda delle circostanze. 8

(carl Jung)

Da dove viene l’idea di Jung? Per giustificare la sua posizione egli cita scritture del terzo secolo dove Dio viene descritto come una luce archetipa cioè come il prototipo della luce, che precede la luce.

Noi veniamo dalla luce. Troppe coincidenze non succedono quasi mai per caso. Inoltre, gli archetipi della incoscienza collettiva precede quello che si manifesta nella vita individuale di ogni persone di ogni cultura in ogni situazione storica. Gli archetipi sono come calchi per modelli tipici di comportamento così che l’incoscienza collettiva è come una grande banca che detiene  la conoscenza.

Esempi di manifestazioni simbolici nel folclore, mitologia e rituali di tutte le nazioni sono considerate prove dell’esistenza di archetipi.

Miti, leggende, credenze e  rituali pratici, che sono  simili in differenti culture ( mai venute in contatto) sono l’espressione simbolica degli stessi archetipi base. L’emergere di religioni, i loro significati, contenuti e simbolismi rappresentano un sistema base di archetipi. Le relazioni umane portano il loro marchio.

Infine ma non meno importante, Jung parla dei sogni come della via principale  con cui i simboli archetipi si manifestano.

Una cosa ancora circa i simboli che ci viene dalla teoria di Joung è che le persone hanno spontaneamente l’abilità  di creare simboli. Un simbolo nasce quando il contenuto di ciò per cui siamo particolarmente interessati è così ricco di significato da diventare  sconcertante e misterioso. Allora gli affibbiamo un simbolo. Il vero simbolo ci viene in mente quando il pensiero non può esprimere qualche cosa o quando non può essere razionalizzato ma può solo essere provato.

Le persone usano costantemente nozioni simboliche per esprimere concetti che non capiscono completamente. Jung crede  che è quasi impossibile comprendere appieno tutto. Siamo in grado di capire nel limite dei nostri sensi, con o senza l’ausilio di vari apparati progettati per migliorare la nostra sensibilità. Anche l’essenza della materia è oltre le nostre possibilità di comprensione. Pertanto, alcune cose rimangono fuori dal reame della nostra percezione cosciente. Così quando parliamo di una cosa che ha significato per la psiche, ci viene in aiuto la creazione spontanea dei simboli

Tutte le religioni usano linguaggi simbolici; C’è sempre qualche cosa che rimane ai limiti del comprensibile. Questo è il motivo per cui le religioni dicono ai loro seguaci “Credete!” al posto di “comprendete completamente”, infatti nessuna religione può essere completamente capita. La sua natura si base sulla fede non sulla comprensione.

Ogni uomo crea spontaneamente e inconsciamente simboli nei suoi sogni . Quindi le immagini  dall’inconscio  saltano nella mente dopo ogni evento,  non come avvenimento razionale ma come immagine simbolica. 7

(Carl Jung )

L’esistenza di un gran numero di prototipi nell’inconscio collettivo e il fatto che sia descritto come luce archetipica, è un’altra conferma della validità dell’ipotesi della cogitalità (pensiero comune) dell’universo.

Questo è un buon momento per fermarsi e tirare le somme delle prove mostrate sopra.

1)    Secondo la matematica, la fisica e la teologia, il vuoto nell’universo non è  vuoto, ma è pieno con qualche cosa che non possiamo vedere o misurare; e  se  ignoriamo questo presupposto, tutte le leggi naturali che conosciamo (che sono state convalidate e provate empiricamente) non potranno essere applicate. Noi concludiamo naturalmente e logicamente che le dimensioni del tempo e dello spazio per lui non esistono.

2)    Questo “qualcosa” deve avere la capacità di pensare e deve contenere informazioni colossali. Questo dipende dal fatto che il pensiero è la principale ragione dell’esistenza e  che gli  l’archetipi nell’inconscio collettivo sono precedenti rispetto a quello che si manifesta nella vita individuale di qualsiasi uomo di qualsiasi cultura in qualsiasi situazione

3)    noi presumiamo che il “qualcosa” sia una moltitudine infinita di particelle cogitative  in uno stato di riposo, che hanno la caratteristica di contenere tutte le informazioni, che le riempiono di energia informativa cioè posseggono la conoscenza finale

4)    Come conseguenza dei tre punti precedenti arriviamo alla conclusione che la luce precede la creazione del mondo come lo conosciamo. La luce risulta dal movimento delle particelle cogitative nel processo con il quale  perdono parte della loro originale energia informativa. Come conseguenza si creano la dimensione del tempo e dello spazio, che sono naturalmente inseparabili ( se non c’è movimento  il tempo praticamente non esiste, in quanto un’istante equivale ad un’eternità. E dato che l’intensità dell’informazione è la stessa ovunque cioè indipendentemente  da dove noi siamo, riceviamo la stessa informazione infinita.  E anche lo spazio esiste )

Sicuramente non è un caso che il principio del mentalismo sia

Tutto è mente

(Hermes, *** the kybalion)

Abbiamo detto precedentemente che lo stato di riposo delle particelle è un caratteristica significativa  e ciascuna particella conosce tutto ha la totale conoscenza. Nella Cogitalità la moltitudine di particelle hanno le stesse informazioni. Cioe

L’intero contiene la parte

(cogitalità  contiene tutte le particelle)

E le parti contengono tutto

(ciascuna particella ha tutte le informazioni)

Questa idea esiste da qualche altra parte

IV  L’UNIVERSO

Un immagine olografica che contiene il tutto

O un’interezza contenuta nella parte

Alla fine dello scorso secolo, due idee rivoltarono la comprensione esistente del mondo, dell’universo e dei processi neurofisiologici che avvengono nel cervello. E sono le seguenti :

–        L’idea della natura olografica dell’universo, espressa da uno dei pù prominenti fisici  nel ventesimo secolo, David Bohm

–        L’idea espressa dal neurofisiologo Karl Pribram circa la natura olografica del meccanismo di memorizzare del nostro cervello

In altre parole ci sono prove che ci fanno pensare che il nostro mondo e tutto quello che lo riguarda, dai fiocchi di neve agli alberi di acero, dalle stelle cadenti agli elettroni in movimento, tutte queste sono immagini fantasma trasparenti, proiezioni da un livello di realtà che è così distante da noi che è quasi oltre il nostro tempo e spazio.

Il principale architetto di questa stupefacente idea sono due dei più importanti pensatori mondiali: David Bohm dell’università di Londra uno dei più rispettati fisici quantistici ispirato personalmente da Einstein e Karl Pribram, un neurofisiologo della Stanford autore della guida neuropicologica  “linguaggio del cervello”.

Quello che è curioso è che Bohm e Pribram arrivarono alle loro conclusioni indipendenti uno dall’altra mentre stavano lavorando su due campi completamente differenti. Bohm si convinse della natura olografica dell’universo dopo un’anno di insoddisfazione sull’inabilità delle teorie standard di spiegare tutti i fenomeni della fisica quantistica. La convinzione di Pibram derivava dal risultato del fallimento delle accettate teorie sul cervello per spiegare i vari misteri neuro fisiologici.

Una volta che loro ebbero raggiunto le rispettive conclusioni, però, Bohm e Pribram realizzarono velocemente che il modello olografico spiegava un numero di altri misteri incluse l’evidente inabilità di qualsiasi teoria   di spiegare tutti i fenomeni naturali; l’abilità delle persone con un solo orecchio funzionante di determinare la direzione di provenienza del suono, come pure la nostra abilità di riconoscere le facce di persone che noi non abbiamo visto per anni, anche se questi sono cambiati significativamene.

(Michael Talbot, The Holografic Universe)

Alla Berkley, Bohm scopri che nel plasma, gli elettroni smettono di comportarsi come particelle separate e si comportano come parte di un più grande  insieme interconnesso. Nonostante che il loro movimento individuale  sembrasse casuale e  caotico, grandi quantità di nuvole elettroniche causano l’impressione di un comportamento sorprendentemente ben organizzato. Come la creazione di una cellula, il plasma rigenera isolatamente e costantemente tutto lo sporco su un muro nello stesso modo in cui un bio-organismo racchiude tutte le sostanze estranee in una ciste.

Bohm era impressionato da queste proprietà organiche e disse che spesso sentiva il mare di elettroni essere “vivo”.

Più tardi quando egli divenne assistente all’università di Princeton, trovò anche che  l’apparente movimento accidentale di separazione degli elettroni riusciva a creare effetti di movimento altamente organizzati. Esattamente come il plasma, scoprì che un oceano di  particelle elementari dimostrano comportamenti peculiari. Ciascuno di loro sembra essere consapevole delle altre incacolabili trillioni di particelle. Bohm chiamò il movimento collettivo degli elettroni plasma .

Come Pribram pupbblicò il suo primo articolo sulla possibile natura olografica del cervello nel 1966. Più tardi divenne chiaro che la natura sparpagliata della memoria e della vista non  era il sol mistero neurofisiologico che poteva essere spiegato attraverso il modello olografico.

Egli testò le sue idee in condizioni di laboratorio e trovò che i neuroni nella corteccia reagiscono selettivamente a una certa gamma di frequenze. La domanda che lui si pose fu “Se l’immagine della realtà non è un’immagine nel nostro cervello ma un ologramma, allora di cosa sarebbe un  ologramma?” se noi facciamo la fotografia con una macchinetta di persone sedute a una tavola e poi sviluppiamo il film, troviamo che anziché avere persone attorno al tavolo c’è solo un’immagine sfuocata e nuvole.

Non sarebbe appropriato allora chiedere “Qual è la realtà, il mondo “obiettivo” sperimentato dall’osservatore (fotografo) o le immagini con la nebbia di interferenza che sono state registrate dalla  macchinetta (il cervello) ?”E’ possibile che la realtà sia un’illusione e tutto attorno a noi sia una sinfonia di forme ondulatorie, un “reame di frequenze” che cambiano per rappresentare il mondo come lo conosciamo, una volta entrate nel cervello ?”

Sapendo che i pazienti con parte di cervello rimossa a causa di problemi medici, non soffrono mai di cere perdite di memoria, egli concluse che le memorie sono sparse su tutto il cervello. Tagliare via una grande parte del cervello potrebbe rendere i ricordi sfocati , ma nessuno è uscito da un’operazione preservando una parte specifica delle loro memorie.

Persone con identici traumi cerebrali non di meno non hanno mai dimenticato metà dei loro familiari o metà dei libri che stavano leggendo. Anche rimozioni di segmenti dei lobi temporali non causavano perdita di memoria.

La risposta a tutte queste domande fu trovata da Pribram nella olografia. I messaggi elettromagnetici tra le cellule nervose del cervelli (neuroni) non erano indipendenti. I neuroni hanno rami. Quando un messaggio elettromagnetico arriva alla fine di uno di questi rami viene rilasciato ( distribuito) el cervello nello stesso modo come si creano le onde quando si getta un sasso in una superficie d’acqua. E dato che i neuroni sono sovrapposti, la  propagazione di questo tipo onde elettromagnetico sono costantemente posizionate una sopra l’altra. Una moltitudine quasi infinita di figure di interferenza si crea dando al cervello le sue proprietà olografiche .

Ora vediamo come le soluzioni olografiche di Bohn e Pribram si relazionano con la nostra ipotesi

Le particelle cogitative in movimento sono ad uno stadio di informazione energetica più basso rispetto a quelle ferme. Da una parte, questo comporta un rilascio di energia, e dall’altro da origine alla dimensione del tempo. Lo scambio di informazioni tra le particelle ferme ed in movimento non cessa mai.

Lo scambio, ossia l’interazione tra le particelle in movimento e quelle ferme, dovrebbe essere più lento  del tempo circostante. Più alta è la velocità delle particelle e più grande è il suo segmento temporale. Lo scambio di informazione energetica tra le particelle è ora distorta dal tempo, il quale determina la perdita di conoscenza come conseguenza del movimento.

Cosa succede con il rilascio di energia? E’ un prodotto del sistema di cogitalità. Esso rimane cogitativo con caratteristiche diverse di informazione energetica. L’interazione tra le particelle in movimento e qulle ferme  non finise. Si può immaginare un’immensa varietà.  L’energia rilasciata e i campi hanno determinati parametri a seconda della perdita di energia delle particelle. Se una si muove velocemente e un’altra lentamente, allora anche la più piccola differenza nelle loro velocità avrebbe cambiato lo stato di energia e il suo rispettivo tempo.

Le interferenze risultanti sono interconnesse ancora ed ancora, fornendo una ragione all’esistenza del tempo e del movimento, dando origine alla luce e alle immagini olografiche.

Se ti chiedono qualè il segno di tuo Padre: il movimento e l’immobilità (vangelo di Tommaso) quando le particelle immobili cominciano a muoversi, appare la luce (noi veniamo dalla luce dove la luce viene da se stessa)

Il movimento e l’immobilità  sono i requisiti originari, le condizioni necessarie perché appaia il mondo, sotto il segno di nostro Padre. Il movimento inizia nel restante “nulla”, il che causa propagazione di onde energetiche. In questo modo il Nulla diventa qualche cosa. Attraverso la sua stessa distruzione. Onde di interferenza formano campi energetici che sono illuminati dalla luce che proviene da loro stessi, diventando immagini olografiche . Essa (luce) appare nelle loro immagini. Ne consegue la sua trasformazione in “qualcosa” , un’onda olografica, un mondo materiale basato sulle interferenze tra il movimento e l’immobilità. Un mondo di immagini straordinario e diverso, un mondo di pensieri, onde e ologrammi.

Nulla è immobile, tutto si muove , tutto vibra.

(il principio della vibrazione, il Kybalion)

Il principio olografico  

Abbiamo parlato così tanto di ologrammi, olografia, e principi olografici che è giunto il momento di spiegare cosa sia  l’olografia e perché è così importante.

OLOGRAFIA (dal greco intero + scrivere) è la scienza che studia la creazione di ologrammi, una forma di visualizzazione che permette di registrare e riprodurre immagini in tre dimensioni con l’aiuto della luce laser. La tecnica olografica è usata anche per  immagazzinare e processare informazioni.

La teoria dell’olografia fu fondata nel 1947 dallo scienziato ungherese Denis Gabor e fu una scoperta fatta mentre si stavano facendo delle ricerche per migliorare il microscopio elettronico. Fu praticamente sviluppata nei primi anni 60 seguendo la creazione dei laser, che sono sorgenti potente di luce coerente, necessaria per il richiamo di immagine olografiche.

Il primo laser fu fatto da Tehodore Maiman. La concentrazione e propagazione di luce pura intensa (luce coerente) è applicata universalmente. Può sostituire il bisturi medico. Può registrare e riprodurre suono e immagini da sistemi ottici (compact disc). Può accendere il fuoco per la fusione dei nucleoni. Può riprodurre immagini in rilievo e così via. La luce solare o la luce che viene da una lampadina, che noi chiamiamo luce bianca, è una combinazione di luci monocromatiche nella gamma dal rosso al blue, che sono complementari uno dall’altro.

La luce laser è monocromatica. Un’onda differisce dall’altra a causa della lunghezza d’onda. Ogni lunghezza d’onda corrisponde a un determinato colore. La luce bianca consiste in un numero di lunghezze d’onda, mentre la luce al laser solo ad una . Questa luce è coerente; in altre parole tutte le onde che la costruiscono sono in fase. La luce bianca è incoerente, come una folla in movimento. La luce al laser è focalizzata, direzionata, e più potente rispetto alla luce di altre sorgenti luminose.

La materia che sia liquida gassosa o solida consiste di atomi. Gli elettroni girano attorno ai nuclei degli atomi. Quando un atomo riceve energia da uno stimolatore esterno, come per esempio calore, i suoi elettroni assorbono questa energia e cambiano la loro orbita. Quindi parliamo di elettroni agitati. Questo cambia  la loro energia e la loro condizione diventa  instabile  Per  ristabilire il loro bilanciamento, loro tornano indietro nella orbita iniziale e rilasciano l’energia assorbita nel processo. Il colore della luce rilasciata dagli elettroni dipende dal tipo di materia stimolata (figura6) Lo stesso potrebbe avvenire per le particelle cogitative.

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Se si  guarda un’ologramma da angoli differenti vedi oggetti da prospettive diverse proprio come succederebbe se si guardasse  un oggetto reale . Qualche ologramma sembra muoversi quando gli si passa vicino e lo si guarda da differenti angolazioni. Tagliando  un’ologramma a metà si continua a  vedere l’intera immagine in ogni pezzo, e accade lo stesso con pezzi  sempre più piccoli. Lo stesso accade se si  toglie un pezzo piccolo, anche un frammento, si continuerà a vedere l’immagine intera sopra questo. Se si fa un’ologramma di una lente, la versione olografica ingrandirà gli altri oggetti nell’ologramma proprio come nella realtà.

Normalmente un’ologramma porte il colore della luce laser . Se il laser propaga luce rossa l’oggetto scansito apparirà rosso, e il suo originale colore non sarà visibile. I primi ologrammi praticamente utili, dove le informazioni potevano essere prelevate attraverso la luce bianca   per rilevare il vero colore dell’oggetto furono creati da Yuri Denisyuk . Le informazioni vengono immagazzinate con l’aiuto della luce bianca  e così si possono vedere i veri colori.

La metodologia per creare un ologramma è questa: la luce laser viene divisa in due raggi.

Il primo raggio (illuminazione) è diretto all’oggetto di cui vogliamo creare un ologramma, e l’oggetto riflette il raggio. Il secondo raggio (referenza) è diretto a uno specchio riflettente, che interagisce con il campo luminoso disperso dall’oggetto (figura 7).

In breve, l’olografia è possibile attraverso l’interferenza. Per l’occhio nudo, l’immagine sul supporto olografico della  foto non avrebbe niente in comune con l’oggetto. Esso assomiglia a cerchi concentrici che si formano quando si getta un sasso in acqua. Ma appena questo viene illuminato dal raggio laser si forma l’immagine tridimensionale.

L’immagine tridimensionale diviene cosi’ realistica. Si può camminare attorno all’ologramma e ispezionarlo da qualsiasi angolo e sembrare reale. In effetti abbiamo qualche cosa qui. L’immagine è un’illusione anche se noi la vediamo. Se passiamo una mano dentro all’ologramma noi capiremo che si tratta solo di un illusione.

L’ologramma è la memoria delle onde elettromagnetiche diffratte dall’oggetto durante il processo olografiche.

Le immagini 3D non sono le uniche proprietà degli ologrammi. Se un vetro con uno strato contenente  un’immagine di un oggetto in  uno strato di foto olografica, viene rotto e dopo questo esposto alla luce del laser, ogni pezzo rotto conterrà l’immagine intera dell’oggetto! Anche se il pezzo viene rotto ancora ed ancora, ciascun pezzo sarà in grado di riproporre l’immagine  dell’intero oggetto. (nonostante che l’immagine possa venire  sminuzzata e i pezzi siano sempre più piccoli). A differenza delle foto tradizionali, ogni ciascun piccolo fragmento di uno strato olografico conterrà l’intera informazione registrata nell’ologramma. Il principio “la parte contiene l’intero e l’intero è contenuto nelle parti “ è vero per gli ologrammi  .

Quello che è interessante è che l’ologramma ha fantastiche capacità di immagazzinare informazioni. E’ possibile registrare immagine multiple della stessa superficie solo cambiando l’angolo da cui   il laser arriva alla piastra olografica. Ogni immagine registrata in questo modo può essere recuperata illuminando la piastra fotografica dallo stesso angolo in cui è stata registrata. I ricercatori hanno calcolato che su un pollice quadrato di superfice possono  essere registrate  le informazioni di 50 bibbie applicando questo sistema!

Questo è il motivo per cui Pribram ha scelto l’olografia per spiegare le capacità del cervello di immagazzinare così tante informazione in poco spazio .Questo spiega anche perché i pazienti a cui sono stati rimossi parti del cervello non soffrano di perdita di certe memorie. John Von Neumann, un fisico di origine ungherese, calcolò che durante una vita media, il cervello poteva immagazzinare 280X10 bit di informazione. Si tratta di un numero di informazioni enorme, e i  ricercatori del cervello hanno cercato per lungo tempo di spiegare queste immense capacità, gli ologrammi ci danno questa spiegazione.

In conclusione, l’ologramma è tridimensionale, e  solo visualmente (con gli occhi) non possiamo dire se un’ologramma sia un oggetto reale o solo un immagine. Abbiamo bisogno di usare i nostri altri sensi. Solo quando passiamo la nostra mano attraverso l’ologramma capiamo se è reale o meno, cioè materiale  rispetto alla nostra comprensione della sostanza. L’altra proprietà dell’ologramma è che la parte è contenuta nel tutto, e il tutto contiene la parte, che predetermina la sua eccezionale capacità di immagazzinare immense quantità di informazioni in una piccola area .

Arriviamo naturalmente alla domanda, Cosa succederebbe se ci fosse un campo energetico che circonda l’ologramma, che impedisse alla nostra mano di passarci attraverso?  La risposta è semplice: la nostra mano si fermerebbe al contorno del campo, e inoltre  stimolerebbe le rispettive cellule  tattili della mano. Queste trasmetterebbero in ritorno al cervello l’informazione che c’è una barriera in quel posto .

A seconda delle proprietà del campo che abbiamo “toccato”, il cervello riceverà un impulso differente, il cervello percepirà come materia, che potrà essere morbida o solida, elastica o morbida etc. In effetti noi avremmo toccato un oggetto olografico ma abbiamo sentito la sua materialità toccando il suo campo, e abbiamo deciso che questa era materia. Allo stesso tempo i nostri occhi hanno sentito un impulso che abbiamo visto. Questo renderà l ‘ologramma reale ai nostri sensi, un oggetto con certe caratteristiche, parametri e proprietà. Non è logico ? e allora la materia esiste ?

Il mondo non è necessariamente così duro e solido come lo percepiamo

(Stanislav Grof)

Contrariamente a quello che tutti sanno essere vero, in ogni probabilità, potrebbe non essere il cervello che crea la consapevolezza, ma piuttosto è la consapevolezza  che permette al cervello di vedere , sia la materia, lo spazio e il tempo e tutto il resto che noi interpretiamo come universo fisico .

(Kate Floyd fisico)

La prossima domande che ci viene in mente è : ci sono questo tipo di campi attorno agli oggetti ?

Beh non avete mai sentito parlare dell’aura ? 

Nonostante l’aspetto elettrico del campo energetico umano, non è considerato essere completmente di natura elettromagnetico.

 

E’ molto più complesso e c’è indubbiamente qualche tipo di energia sconosciuta coinvolta. Che tipo di energia? Non lo sappiamo ancora.

Le descrizioni date dalle persone con percezioni extrasensoriali (ESP)  possono aiutare a svelare il mistero. Questa energia è in una frequenza più alta del normale. Nella antica letteratura indiana. Si diceva che il campo energetico di un uomo ha una vibrazione più alta della materia. Noi possiamo supporre che proprio le persone con ESP capiscono intuitivamente un fatto importante circa i campi energetici umani. Il fisico Bohm crede che, a livello subquantico , ci sia un sacco di energia fina sconosciuta alla scienza.

Merita menzione il fatto che noi realmente non conosciamo cosa  a cosa sembra  ciascun tipo di  campo. Che cos’è un campo elettrico ? Movimenti diretti di elettroni? Ma cosa sono gli elettroni? Quando si scopre  un nuovo tipo di campo, questo sembra misterioso. Poi gli diamo un nome e iniziamo a studiarlo, a descriverne le proprietà,  e diventa familiare. Ma in realtà non lo conosciamo. Facciamo un esempo. Il campo gravitazionale. Possiamo solo descriverne le sue proprietà. Ma cosa è in realtà. Non lo sappiamo. Per analogia, il campo energetica   umana sarà eventualmente definito dal punto di vista  delle sue proprietà, e comportamento: dell’aura ci circonda. Non si sa cosa sia, e perché sia li.

(David Bohm)

Ecco l’opinione di un fisico di Detroit, Richard Gerber, che ha studiato le conseguenze mediche del campo energetico del corpo.

Il corpo eterico è un modello di energia olografica che guida lo sviluppo e l’evoluzione del corpo fisico.

(Richard Gerber)

Gerber crede che gli strati che le persone con ESP vedono nell’aura, sono anche un fattore dinamico nell’interazione tra pensiero, campo energetico e corpo fisico.

Il corpo fisico è subordinato al corpo emozionale, l’emozionale al corpo pensante e così via. Ogni  funzione del corpo ha un modello per un altro. In questo modo, più il campo energetico nel quale appaiono il pensiero e le immagini  è fino, e più grande  è la loro abilità di guarire e trasformare il corpo

(Richard Gerber)

Se accettiamo l’idea delle particelle pensanti nell’universo, allora un immagine  può essere vista come fluttuante nel campo energetico umano . Questa immagine funzionerebbe probabilmente come modello che influisce e modella i più piccoli e fini livelli dei campi energetici cogitativi, continuativi come una serie di ologrammi, risultanti dall’interferenza del pensiero delle particelle in movimento, l’energia rilasciata da loro movimento, e il pensiero delle particella a riposo, formano un ologramma dell’universo fisico.

Queste interazioni determineranno il campo e i  confini entro i quali viene tenuta l’immagine olografica. L’immagine sarebbe definibile, volumetrica, misurabile e materiale esistendo nel tempo e nello spazio . L’aura potrebbe essere il campo contenente e definente l’ologramma corpo.

Le persone credono di essere fatte di materia solida. In effetti il corpo fisico è il prodotto per così dire del campo di  informazione comprendente il nostro corpo fisico tanto quanto della matteria. Questi campi sono ologrammi che cambiano nel corso del tempo e sono dietro alla portata dei nostri sensi normali. Questo è quello che  i chiaroveggenti percepiscono come pieno di colori a forma ovale nuvole o area, circondano il nostro corpo fisico

(ITZHAK BENTOV)

La terapista e guaritrice Barbara Brennan iniziò la sua carriera come una fisica atmosferica, lavorando alla Nasa Goddard SFC.. Successivamente abbandonò per diventare  consulente. Il primo suggerimento sulle sue capacità paranomali iniziarono  durante l’infanzia quando si rese conto che poteva camminare tra gli alberi con gli occhi chiusi senza andarci contro  perché  poteva sentire i loro campi energetici con la sua mano. Ecco cosa diceva dell’aura.

L’aura non solo rappresenta, ma contiene il tutto.

(Barbara Brennan)

 

E’ interessante il fatto che l’aura sia più intensa attorno alla materia vivente. E’ multistrato, e le persone con ESP possono vedere gli eventi rilevanti per il soggetto come su un film 3D. Questo campo esiste anche attorno alla materia non vivente, non così intenso ma c’è.

Così dove vogliamo arrivare ? tutto quello che stà attorno a noi esiste in un ologramma! Ti  ricordari  quando  un elettrone cambia da onda  in

Una particella ? Solo quando lo guardi !.

Potrebbe essere dovuto all’interazione tra l’onda elettrone e l’onda pensiero che noi emettiamo quando la osserviamo ? L’elettrone (come un onda) interferirebbe con le onde che noi emettiamo. Il risultato è un ologramma che noi, volta per volta, percepiamo visualmente come materia. Questo dovrebbe   tirare le somme della nostra percezione dell’intero mondo materiale, perché uno dei prinicipi dell’ologramma è che  la parte è contenuta nell’intero e l’intero nella parte.

In questo cao, noi dobbiamo essere in grado di cambiare e creare il mondo in cui noi viviamo puramente usando il pensiero, cambiare e ricreare anche il nostro stesso corpo. E’ possibile?

Gli ’esempi forniti nel libro di M. Talbot  The Holographic Universe sono prove sufficienti per supportare la tesi :

Una possibile risposta è che le  nostre percezioni del mondo non possono essere basate solo su informazioni che riceviamo dai nostri cinque sensi. Non importa quanto fantastico possa sembrare, ci vogliono prove serie per sostenere questa visione . Prima di spiegare vorrei raccontarvi una storia di cui sono stato testimone a metà degli anni 70.

Mio padre aveva assoldato un ipnotizzatore professionale per intrattenere un gruppo di amici che aveva invitato. Mi chiese di assistere. Determinando velocemente la suscettibilità dei presenti all’ipnosi, l’ipnotizzatore scelse Tom un amico di mio padre . Questa era la prima volta che tom incontrava un ipnotizzatore –

Tom dimostrò di essere un buon soggetto e in pochi secondi era in trance profondo. Quindi l’ipnotizzatore procedette con la sua serie regolare di giochetti. Convinse Tom che c’era una giraffa nella stanza e Tom la fissava stupito. Poi gli diede una patata, dicendogli che era una mela, e Tom la mangiò con piacere. Il culmine fu quando disse a Tom che non appena fosse uscito dal trance  sua figlia Lora sarebbe diventata assolutamente invisibile per lui. Dopo di che mise Lora di fronte  alla sedia in cui il padre stava seduto e lo svegliò chiedendogli se poteva vedere Lora.

Tom si guardò in giro per la stanza ed era ovvio che il suo sguardo passasse diretto attraverso la sua sorridente figlia.

“no “ replicò. L’ipnotizzatore gli chiese ancora se fosse sicuro; nonostante Lora stesse  ridendo rumorosamente. Tom disse che non poteva vederla. Quindi l’ipnotizzatore si mise dietro a Lora così da essere nascosto alla vista di Tom e prese qualche cosa dalla sua tasca.  Con cura tenne l’oggetto nascosto così che nessuno potesse vederlo e lo spinse nella vita  di Lora. Chiese a Tom di nominare l’oggetto. Tom si spostò avanti come se stesse cercando di guardare attraverso lo stomaco di Lora e disse che si trattava di un orologio da polso. L’ipnotizzatore annuì e  chiese a Tom di leggere le parole scritte nel retro dell’orologio. Tom chiuse mezzo occhio come per fare lo sforzo di leggere e recitò il nome del proprietario dell’orologio ( che era un uomo che nessuno dei presenti nella stanza consoceva) e l’iscrizione. Dopo che l’ipnotizzatore ci mostrò che l’oggetto era effettivamente un orologio, fece  vedere l’iscrizione, provando che Tom aveva letto correttamente.

Quando chiesi a Tom dopo quell’occasione lui mi disse che sua figlie gli era assolutamente invisibile.

Tutto quello che poteve vedere era l’ipnotizzatore che stava li tenendo un orologio in mano. Se l’ipnotizzatore se ne fosse andato senza dirglielo, non avrebbe mai saputo che lui non stava percependo una normale realtà consensuale.

Ovviamente i la percezione dell’orologio era data da informazioni che Tom aveva ricevuto attraverso i suoi cinque sensi. Da doveve venivano queste informazioni ? Una delle spiegazioni è che egli le riceveva attraverso telepatia da un’altra mente, in questo caso quella dell’ipnotizzatore.

(Michael Talbot The holographic universe)

Il caso di Therese Neumann è ancora più sconvolgente.  Lei fu una  stigmatizzata. ThereseNeumann nacque nel 1898 in un piccolo villaggio bavarese di Konnersreuth. Quando aveva vent’anni, cadde da un albero che la lasciò parzialmente paralizzata; e nei mesi che seguirono, la sua salute continuò a deteriorare portandola alla completa perdita della vista nel 1919

Theresa passo gli anni seguenti confinato in letto pregando. Nel 1923, la giovane donna miracolosamente riguadagnò la sua vista, e due anni dopo anche la paralisi guarì.  Il 4 marzo 1926, gli spuntarono la  sua prima stigmate, la ferita era vicina al cuore ed era una delle più rare stigmate che si potesse trovare. Si  trattava del colpo che Cristo ricevette dopo essere stato trafitto dalla lancia. Al venerdì santo dello stesso anno, Neumann all’imporvviso ricevette le cinque ferite, e il sangue cominciò a uscire dai suoi occhi. Le ferite sanguinarono esattamente per 14 giorni, mentre adoratori da tutta europa vennero a vederla. Fino alla notte della sua morte nel 1962, le ferite di  Therese avrebbero sanguinato per 780 volte senza sparire per un momento. Le lancrime di sangue che lei piangeva solo la settimana santa, e il sanguinare delle stigmate era più intenso al venerdi santo.

Inoltre, lei soffi di inedia (la capacità di vivere senza cibo) . Nel 1923, lei spostò la malattia alla gola di un giovane prete su se stessa e visse solo di liquidi per alcuni anni. Nel 1927 lei rifiutò completamente di mangiare e  bere. Quando il   vescovo locale di Regnsburg seppe di questa suo rifiuto del cibo, spedì un  gruppo a controllare e investigare il caso. Tra il 14 giugno e il 29 1927, sotto il controllo del Dr Zaild, quattro monache francescane controllarono continuamente ogni suo movimento . La guardarono notte e giorno, e fu controllata l’acqua che usava per sciacquarsi la bocca.

Le monache scoprirono una cosa straordinaria. Lei non andava mai in bagno (lei andò in bagno solo una volta nel periodo di sei settimane, e gli escrementi controllati dal Dr. Rasiman contenevano una piccola quantità di flemma  e bile ma non cibo). Theresa non mostrava nessun segno di disidratazione anche se una persona media  espelle 400 ml di acqua mentre respira e circa altrettanti con la sudorazione. Il suo peso rimaneva immutato. Nonostante lei avesse perso circa quattro litri di sangue durante l’apertura settimanale delle sue stigmate, il suo peso si ristabiliva entro due o tre giorni.

In definitva  Il Dr Zaild e le monache erano convinte che Neumann non avesse mangiato o bevuto per quattordici giorni. Il test sembrò convincente perché il corpo umano può sopravvivere due settimane senza cibo ma neanche metà del tempo senza acqua . Alla fine tutto questo non provò niente per Neumann  in quanto lei continuò a non bere o mangiare per i prossimi trentacinque anni. Apparentemente lei era in grado di  produrre  il sangue che perdeva durante  la sanguinazione delle stigmate come pure il cibo e l’acqua di cui aveva bisogno per sopravvivere in buona salute.

Talbot affermò l’ipotesi della natura olografica dell’uomo, in quel momento, era  piuttosto rivoluzionaria :

Talbot affermò l’ipotesi della natura olografica dell’uomo, che al tempo era alquanto rivoluzionaria:

Una delle persone che ho visto dimostrare doti   ESP è Dryer. In un’occasione lei non solo diagnosticò una condizione medica che avevo, ma mi diede anche alcune sorprendenti informazioni di natura differente.

Alcuni anni prima avevo problemi con la mia milza. Nel mio tentativo di curarla cominciai a visualizzare la mia milza completamente e in perfetta salute, innondata da vita e feci questo ogni giorno. Sfortunatamente, sono una persona alquanto impaziente e quando non vidi alcun miglioramento il giorno dopo mi arrabbiai. Nelle mie visualizzazioni successive lanciai  avvertimenti  chiari alla mia milza che avrebbe fatto bene a fare quello che volevo. Tutto questo riempì completamente i miei pensieri e me ne dimenticai velocemente.

Qualche giorno più tardi vidi Dryer e le chiesi se lei poteva controllarmi il corpo e dirmi se c’era qualche cosa di cui mi sarei dovuto preoccupare.  Non menzionai per niente i miei problemi di salute. Nonostante ciò, lei immediatamente riportò la condizione della mia milza e si fermò accigliata come se fosse perplessa per qualche cosa. “la tua milzà è arrabbiata e preoccupata per qualche cosa” lei disse. E tutto ad un tratto qualche cosa le balenò in mente. “hai rimproverato la tua milza?” Io annuii confuso. Lei agitò le sue braccia. “non devi farlo assolutamente  mai più! La tua milza si è ammalata perché pensava di agire nel modo in cui volevi. Questo perché gli hai dato inconsciamente le informazioni sbagliate. E ora  dopo il tuo rimprovero, è molto imbarzzzata” Preoccupata scosse la testa.

non devi mai arrabbiarti con il tuo corpo o i tuoi organi” mi avvisò. “devi spedirgli solo segnali positivi”

L’aneddoto  non solo rivelava le capacità di Dryer di vedere dentro il corpo umano ma mostrava anche  chela mia milza aveva una specie di mente o coscienza. Questo non solo mi ricordava l’affermazione di Pert che lei sapeva dove finiva il cervello e dove iniziava il corpo ma mi faceva anche porre la domanda se dentro di me tutte le parti del corpo come le ghiandole. Le ossa, gli organi e le cellule avevano intelligenza per conto suo?.

Se il corpo  è veramente olografico, allora le annotazioni di Dryer potevano essere più corrette di quello che pensiamo , e la mente del tutto in larga misura  è contenuta in tutte le sue parti.

(Michael Talbot The Holographic universe)

E’ possibile  prenderlo come prova che tutto attorno a noi e dentro di noi risulta da interferenze e è un sistema olgrafico(cellula) che si manifesta da energia cogitative ed ha la capacità di interagore ? Inoltre  hanno la possibilità di contenere l’intera conoscenza e esserne parte allo stesso tempo !

Prima di andare oltre devo chiarire qualche cosa. Spesso menziono vari concetti come l’incoscienza collettiva. EIS (il sistema di informazione energetica), il “Qualcosa”, l’”esistente”, Dio, le particelle cogitative in stato di riposo etcc. Per me  è importante enfatizzare che tutto questo significa cogitalità. Lo faccio per onorare il concetto usato da altri autori nel rispetto del loro lavoro. Il mio fine è comunque , farvi capire che questi concetti sono tutti intercambiabili.

Il punto di vista psicologico

Tornano alla teoria di Jung, la incoscienza collettiva contiene solo le informazioni basilari (la formula)  mentre i contenuti specifici dell’archetipo viene creato durante la normale vita dell’individuo dipene da una moltitudine di ragioni. Queste formule , modelli basici di comportamento sono immagazzionate nell’inconcosio collettivo..

L’inconscio collettivo contiene il patrimonio spirituale dell’evoluzione umana, che è rivissuta nel cervello  di ciascun individuo

(carl Jung)

Inoltre.

L’intera personalità è al di fuori del cerchio dell’individualmente realizzabile e, se mai si manifesta , questo succede solo attraverso mitologia religiosa, i cui simboli oscillano tra i valori piu’ alti e bassi.

(Carl Jung)

Non è che gli uomini prendano oggetti esistenti e li rendono elementi della loro psiche attraverso una simbologia; piuttosto  l’uomo proietta elementi della sua psiche nel mondo esistente e crea i suoi idoli attraverso simbologia, Non è che il sole sia così importante per gli uomini cominciano ad adorarlo; piuttosto la psiche ha bisogno di una grande e onnipotente salvaguardia e lo trovano spontaneamente nel simbolo del sole dando espressione al bisogno della salvaguardia.

Da una parte, l’ego si basa sul campo comune della coscienza e dall’altra  parte sulla moltitudine di contenuti inconsci.

(Carl jung)

Possiamo relazionare questa cosa ad un ologramma? L’interpretazione che stò offrendo qui potrebbe non essere molto accurata, ma io credo sia corretta, e certamente segue i principi EIS

Il processo di individualizzazione è un prerequisito per interessi comuni, motivazione, valori ecc, L’intera visione del mondo dell’uomo. Il meccanismo di questo importante processo è il seguente: autocoscienza permette l’opportunità di  caprie cosa  causa le nostre emozioni, o i motivi nascosti che ci portano a fare una cosa o un’altra. Noi abbiamo la tendenza di nascondere l’inconscio come nostra tecnica di difesa.

Il collegamento della personalità al mondo circostante diventa più ampio e profondo, quindi sempre meno energia viene rilasciata per distruggere “questo nodo egoistico e vulnerabile di desideri personali, paure, speranze e ambizioni (Jung). La mente, così si estende attraverso  il processo di individualizzazione, porta l’individuo ad un’unita assoluta e indistruttibile e interconnessa con il mondo. (jung)

A livello logico il ruolo dell’inconscio collettivo aumenta; i problemi collettivi possono essere risolti collettivamente dall’inconscio collettivo. Esce fuori quando problemi individuali o collettivi devono essere risolti.

Questo porta a risultati inaspettati. Prendi per esempio sistemi per risolvere il terrorismo internazionale con l’aiuto dell’inconscio collettivo dato che produce informazioni valide non solo per l’individuo ma anche per molte altre persone.

A questo stadio, la cosa principale che stimola l’inconscio collettivo all’azine è un problema collettivo, che richiede un contenuto collettivo non personale . Allora vediamo che l’inconscio produce contenuti che sono validi non solo per l’individuo, ma anche e probabilmente per gli altri .

(Carl Jung)

E’ veramente possibile? Può il principio oligrafico e la cogitalità spiegare le connessioni tra l’inconscio collettivo e il pensiero individuale ? Influiscono nel mondo reale ?

L’esempio che segue viene dal film “Cosa Bip  sappiamo ? è alquanto indicativo e suggerisce un’affermativa risposta positiva.

Washington DC è considerata la capitale degli assassini. Nell’estate del 93 fu condotto un grande esperimento con la partecipazione di 4000 volontari da 100 paesi. L’esperimento cercò  di confermare che un gruppo di così tante persone poteva, con il loro solo pensiero, ridurre la percentuale di crimini brutali del 25 percento quell’estata, rispetto alla media originale calcolata dall FBI

In seguito il direttore di polizia fece la seguente affermazione ”è più facile che  nevichi d’estate piuttosto che la percentuale di crimini di Washington diminuisca del 25%”

Alla fine la polizia aderì con entusiasmo all’esperimento visto che il crimine diminuì del 25%. Naturalmente le stime originali furono fatte sulla base di 48 studi precedenti, condotti in altri posti su una scala minore.  Il che ci fa ripensare circa la possibilità che possono avere i nostri pensieri di influire il mondo in cui viviamo ? State sicuri che è così.

(discorso di John Hagelin

PHD direttore dell’istituto di scienza applicata,  tecnologia e polizia sociale all’università Maharishi)

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Tutto è duale; tutto ha due poli; tutto ha il suo opposto; Il simile e il differente sono uno; le differenze sono della stessa natura, ma in misura differente ; gli opposti si attraggono, ogni verità  è mezza verità, tutti i paradossi possono essere riconciliati .  

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TUTTO E’ CICLICO IL PARDASSIO DEL CICLO

IL PUNTO DI VISTA FILOSOFICO

A prima vista, la razionalità è l’essenza  della natura umana. Non solo le persone pensano, ma attraverso i pensieri, trasformano attivamente il mondo. Dai primi utensili in pietra al computer, c’è un intero universo che ha cancellato lo stato naturale della cose- l’universo dell’esistenza razionalizzata dell’uomo e della natura.

Questo è un universo artificiale. In fatti non c’è un posto lasciato intoccato nel mondo dove tutto è autentico e naturale, In qualsiasi posto, che sia direttamente o indirettamente, le interferenze umane hanno ristrutturato la realtà.  Abbiamo a che fare con una realtà premeditata.

Questa realtà include i territori che fino ad ora sono stati  sperimentati dai sensi umani perché questi in ogni caso sono stati influenzati dai pensieri degli uomini. Il pensiero ha portato l’interazione ad avvenire ad ogni livello, ed  è perché noi non possiamo più chiamare il mondo  oggettivo. Non solo perché l’oggettività non è uno dei suoi aspetti ma anche perché  la parola “mondo” ha anche  il significato di oggetti che  risultano dai nostri processi di pensiero, cioè   la freccia, la capanna, il campo e anche le foreste coltivate, la citta, la pianta la televisione.

Questo è la ragione perché il  termine “realtà oggettiva” non è corretta in quanto non implica la possibilità di riorganizzare un soggetto cosciente al suo interno. Inoltre dovrebbe significare un oggetto o un sistema di oggetti esistenti e creati da se stessi e per se stessi, e il mondo in cui viviamo non è così. Fu creato dal pensiero individuale e collettivo. Il nostro mondo diventa sostanziale attraverso il pensiero logico ed un sistema di valore basate su efficienza e razionalità.

Il materialismo presuppone che il sistema di pensare umano sia stimolato da qualche sostanza materiale che rimane neutrale e invariata e riflette l’essenza della sostanza in un certo senso rimane autentica, trovando la sua esistenza nella materia. Questa è la ragione perché il materialismo è spesso chiamato dogmatismo (quando segue la sua stessa logica), Comunque esso non tiene conto che  niente è più naturale.

Non c’è realtà senza pensiero. Al contrario  ogni realtà vissuta è un condensato di pensieri intellettuali,  materialità logica e psicotica.  Se il mondo attorno a noi sembra indipendente dal nostro pensiero, e  dimostra costantemente la sua dipendenza da esso, allora  è  piuttosto il  risultato di circostanze esistenziali.  In altre parole, una volta materializzato, la razionalità assorbe il soggetto, fornendo i contenuti per la sua capacità operativa e comunicativa. Pertanto anche se noi siamo in una giungla, essa ci ha già incluso, e noi funzioniamo  come un tutt’uno con essa. Potrebbe essere selvaggia, ma sarebbe comunque  un sistema razionale ed adeguato, un prodotto del nostro pensiero.

Noi partecipiamo nel processo della manifestazione del pensiero.  Abbiamo concretizzato innumerevoli volte le esperienze del genere umano nel continuo spazio temporale. Quello che sembra impenetrabile, estraneo, cieco o negativo è in effetti il nostro unico pensiero manipolato dalle esperienze acritiche della collettività attraverso il movimento cogitativo.

Effettivamente il tragico dilemma del razionalismo è  bloccato proprio lì,  le forze oggettive che terrorizzano il pensiero  sono infatti proprie. La creazione di un sistema universale di sviluppo societario è basato nell’ignorare  una semplice circostanza, vale a dire , che le persone creano i computer, in accordo  con   i loro pensieri, capacità , e produttività , e   dopo decidono  che cosa farne.  I computer possono essere usati per scaldare, e le persone  possono, dato un certo stato di pensiero, focalizzare  solo su questo  utilizzo .

La conclusione. Non è che il mondo esiste, ed è il motivo per cui noi pensiamo  e lo contempliamo. E’ esattamente l’opposto: il mondo è  nascita di pensiero, e  perché noi lo pensiamo ora, esso esiste. Essendo in un mondo che è stato materializzato milioni di anni fa, abbiamo l’impressione sbagliata che la sua esistenza determina il nostro modo di pensare.  Questo è un paradosso, ed è giunto il momento di rinunciarci. Per farti capire meglio, fammi raccontare la storia che un mio amico usava per descrivere il paradosso:

Due corpuscoli (bianco e rosso) si incontrano da qualche parte vicino al cuore e iniziano una conversazione.

“ho sentito dire che c’è una cosa che si chiama uomo. Sai niente di questa cosa?” disse uno

“si ne ho sentito parlare anche io” rispose l’altro “ma non lo so veramente, facciamo il giro del mondo e controlliamo. Ci incontriamo qui in un anno” Così i due corpuscoli girano il mondo controllano dappertutto, chiedono a tutti,  e quando si incontrano ancora un anno dopo  loro devono con dispiacere concludere che l’uomo non c’è e non può esistere.

Conclusione: essendo nel mondo noi ci viviamo dentro, non siamo in grado di vedere e valutare tutto, anche se lo abbiamo creato. Per poter fare questo dobbiamo uscire. Se uno dei corpuscoli fosse andato fuori del corpo, avrebbe capito cosa è un uomo. Sarebbe stato consapevole che il mondo in cui loro vivevano  esiste nella forma di un uomo e che è interamente dipendente dal sistema sanguigno di cui questo corpusocolo e altri fanno parte.

Il punto di vista psicologico

L’individualizzazione è un processo costante, una ricerca di bilanciare le forze opposte della nostra psiche: materia contro mente, coscienza contro incoscienza, spirito contro corpo; la faccia che noi mostriamo agli altri rispetto al nostro se nascosto.

Noi possiamo difficilmente sperare che noi saremo in grado di approssimare la coscienza  della personalità collettiva, perché nonostante  quanto  siamo consapevoli, c’è sempre qualche cosa che rimane indefinito e indefinibile nella personalità del tutto

(Carl Jung)

Gli aspetti integrati  all’inconscio collettivo sono gradualmente differenziati per le loro funzioni e qualità, che sono universali, e riempiono l’ego individuale. In questo modo, un uomo sviluppa la sua natura, realizza le sue abilità, e diventa unico. Con questo  sviluppo della personalità, è impossibile che la sua natura dovrebbe lavorare contro il collettivo dato che è fatto di universale, la caratteristica collettiva che ha acquisito un gusto individuale.

Un’altra particolarità dell’uomo è il desiderio di copartecipare in tutti gli aspetti della vita, sia consciamente che inconsciamente. E’ importante  che i fattori universali sono espressi individualmente perché noi percepiamo e li integriamo attraverso le nostre specifiche  individuali. L’universale e l’individuali convergono in ogni aspetto della personalità. Questo è un processo potente, dice Jung, che nessuno può superare.

Jung crede che il processo vada attraverso tutta la vita. Ma ad una certo livello di maturità, l’individuo è pronto per procedere al prossimo gradino di sviluppo: La trascendenza. Li i limiti individuali diventano più ampi. Il  personale  e l’ individuale si uniscono  con universalità e raggiungono l’unicità con l’umanità, l la razza umana e lo spazio. Questo fa parte dell’universalità. Gli uomini iniziano parte del tutto  con i quali gli si è fuso.

In conclusione possiamo dire che per trasformare il nulla  esistente in qualche cosa, il nulla deve essere materializzato e  reso oggettivo. Perche succeda questo , abbiamo bisogno di movimento da una direzione all’altra, interazione con la cogitalità. Le conseguenze  di ciò risultano nella perdita di informazioni e la creazione di oggetti energetici  (onde) interagenti tra di loro da una parte e con cogitvità dall’altra parte, da cui sono  stati evocati.  Queste informazioni formano immagini di interferenza registrati come oggetti olografici. In questa via, il mondo materiale illusorio esiste, tri dimensioni e  allungato. Comunque le informazioni complete in esso appaiono essere inaccessibilità  per il sensitivi dell’ologramma ( composto di particelle  che non hanno perso informazioni. Le informazioni comunque non spariscono.  Sono li, nel mondo del bianchissimo esistente in cui noi siamo sommersi. Le particelle cogitative si muovono


6 responses to “Cogitalità – Ivomir Dimchev

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