DUALITA’

Tutto quello che ci circonda ha un aspetto duale. è la combinazione dei due opposti che origina l’elemento nuovo, ossia la creazione…

di Guglielmo Menegatti

L’ argomento dualità mi ha sempre affascinato, vi ho dedicato moltissima tempo ed attenzione. Ho fatto ricerche su questo argomento non solo sotto l’aspetto religioso e filosofico ma anche per quello tecnico-scientifico.

La mia teoria sulla dualità è riportata in alcune parti del sito dei Gradienti temporali, in particolare dove si parla di  “Gravitazione Universale”,  nella parte in cui si parla di “Terza forza”.

Ogni cosa esistente, anche la nostra coscienza, è costituita da due parti simmetriche e speculari. Le due parti però non sono perfettamente uguali e una parte prevale in piccola misura sull’altra.

Per circoscrivere il discorso alla questione inerente il risveglio della coscienza si può riassumere  così:

La liberazione interiore corrisponde alla presa di coscienza che ciascuno di noi è costituito da due parti distinte e indipendenti.

La stessa cosa espressa in modo figurato può essere immaginata pensando ad una coppia formata da un maschio e da una femmina, in altre parole in ciascuno di noi convivono due persone di sesso opposto.

Normalmente durante la formulazione dei nostri pensieri usiamo solo quella parte che in noi è prevalente.
La presa di coscienza dell’esistenza della dualità interiore, comporta la nascita
immediata di un terzo componente e cioè noi stessi nella nostra vera e reale essenza.

Quindi si potrebbe dire che la nostra consapevolezza, o meglio quello che ritentiamo di essere è  il risultato della modulazione ed interferenza tra due opposti.

Immaginiamo di essere un giudice che  ascolta i testimoni e poi valuta il tutto prima di emettere una sentenza.

Nell’istante in cui l’individuo  ammette l’esistenza della dualità  può diventare giudice e arbitro  di se  stesso e agire come fa un re che ascolta i suoi consiglieri prima di prendere qualsiasi decisione, non piu’ in modo automatico ma nel controllo della situazione.

La ricerca della libertà si sviluppa  all’interno all’individuo tramite un percorso che gli permetta di  riconoscere il suo aspetto duale. Egli inizia  a essere  in controllo delle sue decisioni e non piu’ una nave trasportata dai venti.

Ma un uomo non può essere libero o insegnare come divenire libero se è  dipendente dagli altri. La ricerca della libertà passa anche attraverso  la capacità di rendersi indipendenti.
Le  tecniche per vincere la paura e per diventare indistruttibili non appartengono però al solo pensiero, ma anche alle cose banali.

Vi sono alcuni concetti che sono stranamente comuni e diffusi in tutte le religioni e filosofie del mondo, vediamone alcuni e cerchiamo di approfondirne  il senso:

La parola greca “Logos”
Logos ha due significati che sono intimamente legati: “Ascoltare” e “Tradurre il pensiero in parole o azioni”.
In definitiva il concetto di Logos si può interpretare in questo modo: “Ascoltare prima di agire”.

La dottrina dei “contrari”.
Eraclito probabilmente è stato il primo a tentare una codifica razionale e sintetica del concetto moderno di Dualità, concetto che ha comunque un origine precedente e lontanissima nella storia degli uomini.
Secondo Eraclito la principale legge della vita è rappresentabile con due elementi che sono opposti e contrari, elementi che però appartengono alla stessa unità e quindi pur essendo in continua lotta e contrapposizione non possono separarsi o essere separati.

Atarassia
Generalmente è definita come filosofia ma è in realtà è costituita da una serie di metodi pratici per il raggiungimento della pace interiore e la conseguente felicità.
L’origine della parola Atarassia e dal greco antico e la traduzione che è più vicina al significato primigenio è “tranquillità”.
Atarassia può anche essere definita come un metodo per annullare il dolore.

Estrapolazione.
Tramite la fusione o singola enfatizzazione dei concetti di Logos e Atarassia è possibile estrapolare le fondamenta di qualsiasi pensiero filosofico e religioso che conosciamo.

Metodi per il risveglio di se stessi

Apatia
Prima ‘d’iniziare la descrizione di qualche metodo pratico devo forzatamente citare l’Apatia perché questa scuola di pensiero è fondamentale alla nostra cultura cattolica ma anche perché essa è funzionale, seppur indirettamente, al risveglio di noi stessi.
L’Apatia può essere più facilmente compresa se si associa o si sostituisce il suo nome con la parola: Provvidenza.
L’insegnamento di base consiste nel mantenere uno stato d’indifferenza (impassibilità) rispetto agli eventi.
L’indifferenza ha come risultato un esito positivo e quasi sempre risolutivo della situazione.
Per un approfondimento si ricerchi in internet anche “Stoicismo”.

Il meccanismo che rende utile l’Apatia è molto semplice e consiste nell’uscire ed estraniarsi dalla disputa “duale” che s’innesca all’interno di noi stessi per ogni evento traumatizzante.
In altre parole si deve affidare senza interferire ai due elementi che costituiscono la nostra personalità la ricerca di una soluzione di quel problema che è contingente.


Un testo sapienziale di qualsiasi origine contiene sempre delle appendici anomale; sono proprio queste appendici che consentono l’interpretazione e la valutazione della qualità dell’insegnamento che il testo vuole realmente comunicare.
Imparare a riconoscere queste variazioni di tema o appendici anomale, non è difficile. E’ sufficiente sapere che esistono e che si tratta di un normale metodo  con il quale si esprimevano e trasmettevano gli insegnamenti  gli antichi uomini di conoscenza.
Questo metodo consentiva di celare in un racconto l’insegnamento a chi non aveva raggiunto il giusto grado di evoluzione, un metodo per “non gettare  perle ai porci”.

Prendiamo per esempio questo  brano dal  vangelo di Giovanni capitolo (8.5)


Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa.
“Tu che ne dici?”.
Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo.
Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito in terra.
E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro:
“Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”.
E chinatosi di nuovo, scriveva per terra.
Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.
Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo.
Alzatosi allora Gesù le disse:
“ Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”.
Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”.
E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno; va e d’ora in poi non peccare più”.

L’appendice anomala di questo brano, che sembra una cosa fuori contesto, stà nella frase peraltro ripetuta due volte:


..Gesù chinatosi scriveva col dito in terra…”


Frase che sembrerebbe non avere alcuna rilevanza rispetto al senso della storia.

Ora anche se non hai immediatamente disponibile la chiave interpretativa di ciò che l’appendice vuole comunicare almeno si capisce dove si deve concentrare la propria attenzione e ricerche.

Il concetto di “dito” e “terra” rappresenta un’azione rigenerativa di tipo meccanico che è possibile applicare al proprio corpo. Una specie di massaggio. Questo argomento  merita un lungo discorso di approfondimento che non può essere affrontato qui.

Il primo passo verso la conoscenza stà  proprio in un’analisi attenta della congruità dei fatti che sono narrati facendo attenzione di  applicare  il seguente concetto: “Se anche una sola parte di un insegnamento o di un testo che si presume sapienziale, non è vera, anche  tutto il resto dell’insegnamento potrebbe essere falso.

Con un po’ di pratica e usando la stessa tecnica delle appendici anomale sarà  abbastanza facile riconoscere gli insegnamenti falsi o mal ricopiati da quelli veri.

1 commento su “DUALITA’”

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