E-Cat Qx, Cambio di paradigma!

di Camillo

ecat

FILOSOFIA DELLA RICERCA 

Lo stolto dotato di una cultura “copia-incolla”, difende la sua ignoranza, rifugiandosi dietro le sottane di mamma scienza. Cerca di apparire ciò che non è; egli non è colto,  non conosce profondamente ciò che legge, semplicemente riporta quanto ha sentito da altri allo scopo di apparire saccente. Lo stolto ama l’ufficialità,  per lui  è più importante la fama di chi parla rispetto a ciò che  dice.

Nella docenza della Fisica si insite molto sulla rigorosità, riproducibilità e  verifica.

Lo stolto che vuole apparire si aggrappa a questo atteggiamento rigoroso, e si erge a paladino donchisciottesco.

Una volta ho letto:  “Un Fisico non può raccontare una teoria e poi dire che non la può dimostrare. In questo caso  dovrebbe tacere!

Che imbecillità!  Chi parla così vorrebbe che gli scienziati ricercassero  per conto loro in gran segreto,  e solo dopo aver verificato in modo rigoroso essendo  certi di poter  dimostrare, potrebbero rivelare ad altri  ciò che hanno sperimentato!

Ma vogliamo scherzare! Esporre teorie, fare verifiche personali, prima di  essere in grado di dimostrarle è cosa comunissima. La ricerca per essere creatività passa attraverso fasi di incertezza continue, dimostrazioni incerte, ipotesi di tutti i tipi. Un conto è dare una scoperta al mondo, un altro è dire “ho visto questo fenomeno, non è ripetibile ma  sono certo che si è verificato.”

Un ricercatore che incappa in un fenomeno anomalo, lo valuta,  se decide che ha una consistenza, si assume la responsabilità di sbagliare e coraggiosamente, lo divulga (è un atto di umiltà altro che superbia!). Egli lo dice anche se non è ripetibile, rischia, si mette in gioco, ammette semplicemente di non essere in grado di ripeterlo, ma segnala di averlo visto; altri ricercatori a quel punto si assumeranno la responsabilità di ripeterlo ben sapendo che non c’è certezza. Questo modo di operare è normalissimo nella ricerca di frontiera, e senza questo sistema non avremmo raggiunto questo livello tecnologico e di conoscenza.

Facciamo un esempio:

Piantelli è un grosso elettrochimico, (colleghi mi hanno detto che è una mente superiore), un giorno facendo delle elettrolisi con elettrodi di Nichel vede una produzione di calore anomala. Insospettito   controlla attentamente, alla fine si accorge che qua e la il fenomeno appare con certezza (per lui), ma sembra imprevedibile quindi non dimostrabile.

Non avrebbe dovuto divulgare la notizia visto  che non poteva dimostrare l’effetto con ripetibilità?  No! Piantelli lo divulga,  dice che è certo e avverte i colleghi di fare attenzione a quel fenomeno.

Piantelli decise di approfondire  e con Focardi realizzò gli esperimenti che aprirono la strada ad altri come il giapponese Arata e alla fine Rossi.

focardi

 

L’ARRIVO DI ROSSI

Rossi iniziò un percorso di sperimentazione con Focardi che portò ad avere in uscita rendimenti incerti ma di quantità enormemente superiori a Piantelli. La potenza passò da  qualche decina di Watt, a kiloWatt.

Rossi sembrava possedere un fattore nascosto che ingigantiva il fenomeno.

Chiamò il fenomeno E-Cat con chiaro intento di far credere a tutti che ci fosse un misterioso catalizzatore. In alcune dimostrazioni cominciò a comparire un misterioso generatore di impulsi elettrici  che rimaneva acceso anche quando era in auto-sostentamento.

Alcune riflessioni mi portarono a pensare all’impulso Tesla.

Quando Rossi passò dall’E-Cat al Hot-Cat a più alta temperatura, emersero incongruenze strane, il calcolo della resistenza interna riscaldatrice usata, dava un valore di resistenza che era adeguata a ricevere una alimentazione di potenza elettrica molto superiore  6000W. L’Hot-Cat mostrato però, operava con una potenza  molto inferiore,   max 900W; come mai?

Quindi la resistenza interna  risultava molto più bassa del dovuto, più gli ohm sono bassi migliore risulta l’operatività con l’impulso Tesla.

Quando ebbi l’occasione di misurare l’E-Cat prima versione, oltre agli strani fenomeni, non riuscivo a capire perché l’accensione fosse fatta con treni di impulsi alternati a periodi di riposo con una procedura di spegnimenti e accensioni stranissima.

Insomma tutto portava a dedurre che il catalizzatore non c’entrasse per nulla, il segreto stava negli impulsi. Quel furbacchione di Rossi aveva deviato l’attenzione di tutti nel posto sbagliato. Questo era il suo modo di proteggersi da possibili furti di proprietà intellettuale dell’invenzione.

Cominciai ad indagare su Rossi e in un file scoprii che si era interessato moltissimo a Tesla.

Fino a quel momento tutte le teorie lenr e fusione fredda si basavano sull’aspetto chimico, si insisteva che serviva introdurre nel reticolo cristallino di Nichel più protoni possibili.

Ma sopra i 600° il reticolo comincia a perdere rigidità, per non parlare poi a temperature di 1200°; tutte le teorie basate su saturazione dei reticoli con i protoni che venivano forzati ad entrare nelle cellette  a questo punto non reggevano.

Esperti in chimica e nuclearisti che già avevano storto il naso su teorie di adsorbimento, giustamente chiusero il caso come truffa certa,  e, tutto sommato, avevano ragione.

Risultava a quel punto evidente  che: o Rossi barava o  esisteva una nuova classe di fenomeni LENR relativi a  “fusione tiepida”.

Ma come era possibile? Era meglio liquidare il tutto come bufala, d’altronde le prove messe in campo da Rossi mostravano spesso lacune e prestavano il fianco a critiche spesso anch’esse esagerate.

Per esempio in una prova a mio giudizio buona, a causa di  una valvola o sensore  posizionato male  si squalificava tutto l’esperimento,  a ben guardare, pur essendoci un errore nell’impostazione e quindi nel rendimento,  le conseguenze del  difetto non avevano un grosso  peso nel calcolo generale, quindi alla fine si è preferito “buttare il bambino e l’acqua sporca”.

Infine prove fatte a Lugano da terze parti, sono state  cancellate dalla mente,   perché  le terze parti  erano presunti  amici di Rossi.  Ma allora con questo sistema si può sempre dire che una cosa non è verificabile, questo metodo di screditare è assolutamente antiscientifico, e, in questo caso anche lesivo della personalità dei verificatori. Essi vengono accusati di essere dei bari prezzolati senza uno straccio di prove; questo viene fatto da persone che  pretendono la rigorosità della verifica. Accusare senza verificare… che incoerenza! L’uomo della strada non potendosi fare una sua idea ad un certo punto esasperato dalle mancate realizzazioni pratiche smette di avere fiducia e si aggrega al coro degli scettici.

Nonostante questo sottofondo negativo, un  industriale coraggioso e pragmatico, vedendo che la cosa comunque funzionava ha fatto un contratto con Rossi per ricevere la fornitura per un anno di 1 MW di potenza di  calore.  Un industriale che investe milioni di dollari non può farlo in modo  approssimativo, ma scherziamo?   Prima di firmare un contratto di questo tipo mette in pista una serie di controlli a tutto campo avvalendosi di tecnici di alto livello; se ha rischiato è perché aveva prove valide.

I report  dell’intero anno di funzionamento dell’impianto da 1MW sono stati registrati giorno per giorno e sono stati pubblicati, ma sono stati liquidati perché forniti da parti coinvolte. I detrattori  liquidano quello che non possono invalidare con prove, semplicemente dicendo che non ci si può fidare di dati forniti da chi è coinvolto. Il ritornello di “parti coinvolte” non è mai stato usato così tanto.

E’ pur vero che per questo contratto Rossi ha avuto delle grane legali. Infatti  il committente si è rifiutato di pagare a Rossi i compensi stabiliti nel contratto. In tribunale il committente non  ha contestato  i dati forniti dal report, ma ha contestato il fatto che il prodotto “non aveva requisiti di industriabilità”.

Il prototipo di generatore da 1MW fornito dalla ditta Leonardo di Rossi aveva bisogno continuamente  di aggiustamenti imprevisti, e imprevedibili. Alla fine la vertenza si è chiusa con  un patteggiamento (credo  una decina di  milioni di dollari ) a favore di Rossi con la proprietà del brevetto rimasta nelle mani di  Rossi. Se il committente fosse stato sicuro che il generatore non era stato in grado di fornire un emissione di calore adeguata (cioè con   COP inferiore al 6 come da contratto), avrebbe preferito continuare il processo  senza pagare, e anzi, chiedendo i danni a Leonardo.

Spezziamo anche una lancia a favore dei critici che sostengono che  da un punto di vista chimico fisico il fenomeno non quadra. Gli scienziati nuclearisti e chimici hanno subito puntualizzato gli errori fatti nelle demo pubbliche e hanno enfatizzato la cosa.

Per esempio,  ad un certo punto Rossi ha proposto  fenomeni  LENR a temperature così alte, per le quali il materiale reagente era necessariamente in uno stato di fusione (e non allo stato cristallino), uno stato assimilabile ad una forma plasmatica.

Già  era difficile far quadrare la storia del fenomeno per adsorbimento nel cristallo di nichel, che rispetto alla fisica ortodossa si trovava fuori schema, ma  in questo caso  non c’era più nemmeno il cristallo… Che baggianata! Neppure Piantelli, immagino, era disponibile a credere al fenomeno di E-Cat sopra ai 600°. Quindi l’atteggiamento critico dei detrattori aveva un motivo piu’ che valido mancando completamente una teoria giustificativa.

 “Una volta eliminato l’impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, dev’essere la verità.”

Sherlock Holmes

Partiamo dall’ipotesi che il fenomeno LERN esista e che la dimostrazione di Stoccolma sia valida.

Come possiamo spiegare questo nuovo effetto fisico?  Se la cosa sarà accertata, i teorici si affretteranno a trovare formulazioni matematiche, con alta matematica incomprensibile ai più, a supporto della veridicità dell’effetto. Ma sarà una dimostrazione postuma magari fatta dagli stessi ex-detrattori convertiti.

A questo punto  vorrei proporre una spiegazione semplificata che sia di facile comprensione anche   a chi non digerisce la  matematica. Gli ortodossi, i dotti,  i fortemente radicati alla realtà, farebbero bene a non leggere  quanto segue, così potranno continuare a  dormire tranquilli.

Immaginate che sia una novella di fantascienza di Asimov…

 Chiamerò “LENR plasmatico” ciò che avviene entro l’E-Cat Qx

In fisica e chimica, il plasma è un gas ionizzato, costituito da un insieme di elettroni e ioni e globalmente neutro (la cui carica elettrica totale è nulla). Il plasma è considerato come il quarto stato della materia,  quindi la materia esiste in stato: solido,  liquido,  aeriforme e plasmatico.

Il quarto stato della materia è il più diffuso nell’universo e si ha ad altissime temperature, le stelle hanno la materia che si trova in quello stato.

Consideriamo i vari tipi di modalità in cui sembrano avvenire le LENR

1° Per elettrolisi: gas idrogeno o deuterio vengono adsorbiti in un metallo adeguato usando  l’elettrolisi di Fleischmann

fleichman

2° Adsorbimento come gas di Piantelli, Arata..

piantelli

3° Ora aggiungiamo  il nuovo arrivato “LENR plasmatico”

lenr

La teoria dell’adsorbimento in strutture cristalline già di per se controversa, non può essere una spiegazione valida in caso di temperature oltre i 600° tali da creare stati plasmatici (perché il cristallino non c’è più).

Proviamo ora a dare una spiegazione  sfruttando le antiche conoscenze dell’alchimia rivisitate in chiave moderna.

smeraldina

L’alchimia ha dei principi base che vengono sintetizzati con frasi, o immagini allegoriche:

  • L’universo è mentale
  • Tutto vibra
  • Tutto è fatto con opposti
  • L’universo mantiene l’equilibrio in modo che la sommatoria sia sempre =0

ecc.

Nella  alchimia per spiegare il concetto di  “universo mentale” si usava il paragone con il sogno, ai giorni nostri  preferiamo l’esempio di realtà virtuale ( Matrix) e computer.

Va precisato che l’esempio allegorico del computer è molto calzante, ma è sempre e solo, un modello.

In realtà quello che esiste è solo un onda portante  modulata che è l’universo stesso  che conosciamo. L’universo composto da miliardi di galassie è  un’onda portante, che supporta vari tipi  di modulazione.  Ogni modulazione crea un oggetto. Ogni oggetto ha una sua frequenza e una sua intensità.

ondaportante

A differenza di quanto siamo abituati a percepire, in alchimia la realtà è qualcosa di fluido. Pertanto gli alchimisti ritengono di poter tramutare gli elementi da uno all’altro.

Personalmente ho visto anche oggetti complessi trasmutarsi in mano mia.

Secondo questa scienza per trasmutare un elemento in un altro occorre realizzare un “ giusta frequenza”, che  è  l’essenza stessa dell’elemento. Gli alchimisti dicono che occorre “sentire” l’essenza dell’elemento,  si tratta di una percezione allargata rispetto ai 5 sensi con cui siamo abituati a descrivere le sensazioni. Durante la trasmutazione l’alchimista  “percepisce”  la modulazione sull’onda portante che crea l’oggetto,  entra in risonanza con essa,  poi  sovrappone  la nuova modulazione relativa all’elemento che vuole ottenere. Egli deve fare una sorta di imprinting  sulla modulazione dell’onda portante, una vera opera di  “modulazione-creazione”. Pertanto per ottenere la trasmutazione egli deve essere  un abile ricevente e trasmittente. Fantastico vero?

Ma non è una cosa così semplice, perché in generale non siamo abituati a percepire la modulazione degli elementi, siamo abituati a fermarci al nome e alla descrizione dell’oggetto e non ne penetriamo l’essenza. Per operare una trasmutazione l’alchimista deve possedere una sorta di volontà e determinazione mentale elevata che corrisponde nel mondo fisico ad “energia” (energia va intesa in senso lato).

Quando un uomo riesce nell’operazione di cambiare una cosa in un’altra viene denominato “attivatore”,   in alchimia si dice che ha realizzato la “grande opera”.

In genere gli adepti si dedicano ad ottenere l’oro derivandolo da altri elementi. Per raggiungere questo scopo devono sottoporsi ad un duro lavoro su se stessi.  Alcuni dei punti su cui devono focalizzarsi è : un innalzamento della capacità di attenzione, devono adottare  un atteggiamento impeccabile,  rafforzare la propria forza di volontà; devono  poi lavorare su aspetti interiori quali  la cancellazione  dei traumi, dei desideri inutili fare insomma una  pulizia interiore, altri elementi sono l’arresa, il raggiungimento di uno stato di silenzio interiore che viene  detto “fermare il dialogo interno”.

Questi concetti non sono bagaglio comune al nostro modo scientifico di pensare. Personalmente  mi trovo in una posizione di NON accordo con la grandissima totalità delle persone. Solo tra alchimisti, o sciamani o altre scuole esoteriche mi ritrovo.

Ho personalmente verificato la possibilità che un essere umano dotato di “surplus energetico”  è in grado di modificare la materia con la sua volontà, trasmutando oggetti anche complessi in altri.

La cosa è simile all’opera di un abile programmatore, che  riesce a modificare  un oggetto sullo schermo, avvalendosi della sua abilità di conoscere il linguaggio del computer. Egli riesce a ritrovare il file espresso da una stringa numerica binaria e a riprogrammare il file.

Modello alchemico:

Come detto, in Alchimia l’universo conosciuto ha per base un’onda portante, e gli elementi materiali sono come segmenti di modulazione. Se un onda portante fosse vista come una retta infinita, allora ogni elemento chimico sarebbe  l’equivalente  di  una particolare deformazione della retta stessa.

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L’onda portante è una retta infinita, ad ogni deformazione corrisponde un elemento chimico o un oggetto.

Si possono creare modulazioni operando su molte dimensioni. Ogni universo  ha un certo numero di dimensioni , che differiscono  per qualità e quantità da un universo all’altro.  Quindi ogni universo ha la sua onda portate con le sue peculiarità.

Questa modulazione veniva spiegata nei tempi antichi prendendo come esempio il suono, quindi si diceva che esisteva un suono particolare abbinato all’oggetto il suono e l’oggetto erano la tessa cosa, oggi si fa l’esempio di onde elettromagnetiche  che sono più conosciute.

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Possiamo pensare per esempio all’idrogeno abbinato al suono ottenuto pronunciando la vocale “i”, mentre l’alluminio sia abbinato alla vocale “a”, Nichel alla vocale “o”, e così via.

Supponiamo di avere una miscela di vari materiali che vengono sottoposti ad un altissimo voltaggio per un tempo brevissimo (che viene comunemente definito “impulso Tesla”). L’impulso crea uno scossone su tutta l’onda portante, una sorta di brevissimo terremoto che fa oscillare gli oggetti presenti.  L’onda portante  tende  sempre a riportarsi in equilibrio, quindi dopo lo scossone il sistema ha bisogno di un certo tempo per ritrovare un nuovo equilibrio, pertanto va lasciato in quiete e non deve essere sottoposto ad altri impulsi.

Immaginiamo ora di introdurre un  treno d’onde dotato di un suono particolare che potrebbe essere per esempio intermedio tra “a” e “o” . Esso potrebbe agire similmente ad un catalizzatore che favorisce la trasmutazione verso il suono “a” oppure “o” utilizzando un effetto di “risonanza” che trascina l’onda che sta cercando di trovare un nuovo equilibrio, verso una direzione specifica.

cimatica

L’impulso Tesla  creerà una destabilizzazione che  dovrà essere compensata e il concomitante treno d’onda “sonoro” che creerà   la strada più breve per ripristinare l’equilibrio.

Possiamo utilizzare  opportuni treni d’onda che nel momento del disequilibrio possano spingere  la  stabilizzazione di elementi che sono “in divenire” verso una specifica direzione.

Supponiamo che  in una miscela sia presente un 30% di Nichel e 70 % di Alluminio, che vengono sottoposti ad un impulso Tesla; se il treno d’onda catalizzante, spinge nella modulazione sonora di tipo Nichel alla fine potremmo avere 31% di Nichel e 69% di Alluminio unitamente ad un possibile residuo di energia di disavanzo.

Questo eventuale disavanzo è dovuto al fatto che difficilmente la variazione è esatta . E’ più facile che ci sia  un’energia in surplus da smaltire  in forma di  come calore, luce, elettricità, suono…

Per  ottenere il massimo risultato, l’operatore deve operare in via sperimentale su varie miscele fino a trovare quella  con  opportune  elementi che realizzano lo scopo cercato.

Per ogni miscela esiste  un treno d’onda che realizza il massimo rendimento (da noi voluto, per esempio produce il massimo calore.)

Se vogliamo possiamo cercare il treno d’onda che  produca la massima luce. Non c’è limite alla sperimentazione di miscele e treni d’onda. Tutto dipende da cosa si vuole ottenere.

La variazione  è sul treno d’onda cattalittico (imprintatore), mentre l’impulso Tesla è costante, deve essere solo stretto e intenso.

Oscilloscopio1

Vi sono alcuni filmati del test in cui si può vedere bene l’impulso Tesla che si evidenzia  come bagliore luminoso  che si presenta periodicamente a intervalli di circa  8 sec in un punto di contatto del reattore. L’impulso è accompagnato da un suono che ricorda lì innesco di una scarica piezoelettrica (simile a quello che usiamo comunemente per accendere il gas). In questa foto si vede il dettaglio illuminato da una luce verdastra.

Impulso di potenza

Il filmato completo è visibile qui.

Dal filmato si evince che l’impulso di potenza (impulso Tesla) è seguito da un periodo ( 4 sec)  di treno d’onda, da un periodo altrettanto lungo di quiete per poi ripartire con un nuovo impulso di potenza.

sequenza pilotaggio

E’ importante comprendere  che  lo scossone causato dall’impulso, non trasmuta in se stesso l’elemento. Infatti gli elementi di base  sono  assolutamente stabili  e immutabile nella  condizioni di temperatura e pressione in cui si trovano. Per comprendere cosa succede, è  necessario fare un salto di  prospettiva. Si deve comprendere che  l’oggetto non è reale in se stesso, ma esso esiste nella sua essenza  come matrice organizzativa che sta  a monte (superstringa).

L’elemento è costituito da una matrice, simile ad un file che lo governa e contraddistingue che si puo’ considerare come una specie di DNA.

Una volta che si comincia ad entrare in questa strana logica si possono aggiungere varianti con nuove comprensioni.

Bisogna comprendere che quando  gli elementi si “rammolliscono” nella loro concretezza, sotto l’azione combinata di impulso Tesla e  treno d’onda catalitico,  essi si trovano alla presenza di molti altre treni d’onda che possono a loro volta influenzarne il riequilibrio. Infatti in linea di principio tutti gli oggetti nelle vicinanze sono presenti in misura variabile come onda catalitica di disturbo.

In particolare occorre rendersi conto che è presente un’onda catalitica importantissima generata consciamente o inconsciamente dagli esseri umani tramite la loro intenzionalità ed energia. In particolare da quegli esseri dotati di surplus energetico e sensibilità acuta che possono agire  come “attivatori” volontari o involontari.

Questa che sembra la cosa più incredibile è  la cosa che mi è stata mostrata per prima quando ho iniziato la via alchemica.

Io ho visto molte volte tramutare in mano mia oggetti, confermando il fenomeno con  foto, bilance e quant’altro.

Quando accadeva il fenomeno non avevo nessuno vicino, e le macchine fotografiche hanno comprovato che non avevo visioni illusorie, ho usato anche un videoregistratore a nastro in bianco e nero, anni 75 o giù di lì.

Questi esperimenti non erano realizzati con il supporto di macchinari o altro,  ad operare c’era solo la volontà dell’attivatore.

Il mio Maestro di alchimia fece in modo di soddisfare la mia esigenza scientifica di verifica certa, in modo da farmi comprendere che la realtà non è così determinata e immutabile come ero abituato a credere.  Con queste esperienze scardinò  la cristallizzazione dovuta alla cultura scientifica che mi apparteneva e che mi continua ad appartenere, preciso che al tempo ero già laureato in Fisica  in quel di Padova.

L’esperienza fu durissima, mi sentii crollare il mondo addosso,  lo dissi al mio Maestro.

Egli mi diede l’incarico di una vita: “comprendi e trova il modo di donare intelligentemente l’informazione.”

Sembra una favola vero? Sembra un vaneggiamento, la fantasia di un sognatore!   Ho un sacco di testimoni, ma conta poco. Difficile anche solo ipotizzare che sia tutto vero, ma è così. Mi spiace per voi gente la fuori. Posso essere certo di quello che ho personalmente sperimentato, ma ovviamente non posso essere certo per la totalità della teoria sul Qx.  Dal mio punto di vista quadra tutto così bene che mi sembra impossibile esistano altre spiegazioni.

Non pretendo di essere creduto sulla parola, sarebbe antiscientifico, aprirebbe una fessura pericolosa in cui ciarlatani, idealisti, sedicenti maghi ecc avrebbero buon gioco. Quindi   capisco PERFETTAMENTE se non mi credete, ma  devo ribadire ciò che ho visto con ASSOLUTA certezza. (Se qualche coraggioso ne vuol sapere di più mi trovate su You Tube “Dalla Fisica a Sciamanesimo 1°”)

Tornando al Qx e all’impulso Tesla, mi chiedo come avrà fatto Rossi a generarlo e/o mascherarlo.

Quando si pilotano  con tensioni altissime ci sono scariche notevolissime e sviluppo di luce e calore da smaltire. Forse sta qui la spiegazione della necessità di raffreddare l’apparato di pilotaggio del Qx.

continua con “teoria del calidoscopio” 

 

 

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11 pensieri riguardo “E-Cat Qx, Cambio di paradigma!”

  1. Salve,
    in questo Post l’autore cita ripetutamente il cosi-detto “impulso di Tesla” definendolo come “stretto e intenso”.
    Questa definizione in se non ha alcun valore se non si definiscono numericamente dei parametri fisico-elettrici (tipo: Frequenza Durata, Fronti di salita e discesa, Ampiezza, Potenza, …) ed in mancanza di valori numerici puntuali (non generiche dichiarazioni) non risulta di alcuna utilità scientifico-sperimentale e rimane solo un “pour parler” che magari può suggestionare chi non ha delle basi tecnico-scientifiche.

    Può scrivere una definizione un minimo rigorosa e tecnicamente comprensibile di quanto afferma?
    In particolare rispetto all’ultima figura contenuta in questo Post (un’immagine oscilloscopica ripresa dal video YouTube relativo alla recente demo Quark-X), potrebbe specificare (ma in modo puntuale, di stampo tecnico e scientifico) di cosa sta parlando?
    Dov’è che vede, in quell’immagine, questi cosi-detti “impulsi di Tesla” e quali sono i valori dei parametri che deduce dall’immagine, considerando che nel Post al contempo sempre l’autore afferma:
    “Tornando al Qx e all’impulso Tesla, mi chiedo come avrà fatto Rossi a generarlo e/o mascherarlo.”
    Nella speranza di ottenere una risposta chiara ed esaustiva, Vi ringrazio e saluto.

    1. L’accordo sul liguaggio è molto IMPORTANTE
      Quindi per precisione ci accordiamo nel dare questa definizione:
      L’Impulso Tesla è solo quello di tipo elettrico scoperto da Tesla.
      Le caratteristiche sono:
      Dato un circuito con resistenza di valore X_Ohm che sopporta nel funzionamento normale senza rompersi Y Volt Definiamo qui con il termine Impulso Tesla quell’impulso che entra con valore almeno 10 volte superiore a quello sopportabile cioè almeno 10*Y Volt
      Esso non fonde tutto grazie alla sua brevità.

      Quello che conta è l’impulso Tesla più efficace, esso è realizzato quando sperimentalmente, applicandolo per il minor tempo possibile permesso dalle nostre strumentazioni, possiede il massimo voltaggio possbile sopportabile senza che ci sia rottura del circuito.
      E’ spiegato bene qui la storia.
      https://gradientitemporali.wordpress.com/category/free-energy/
      Va da sè che se ne diamo molti in successione occorre calcolare un tempo di raffreddamento indispensabile tra l’uno e l’altro.

      1. Camillo mi ha anche chiesto di aggiungere questi chiarimento
        1° la figura dell’oscilloscopio ha come tutte le altre un valore artistico non c’entra.
        Un impulso Tesla è un impulso unico quindi niente frequenza ripetitiva, quella c’è ma è altra cosa nel senso che se ne può dare uno solo veda link più avanti, in questo caso l’attenzione va messa sull’impulso e sue caratteristiche.
        2° un impulso Tesla è come un terremoto, quand’è che un terremoto è un terremoto? quando comincia a fare danni visibili, e produrre cambiamenti. Idem per impulso Tesla
        3°se l’impulso lo immaginiamo rettangolare, la base deve essere piccolissima, più piccola possibile meglio è. Il voltaggio più alto possibile. Per ogni tipo di situazione circuitale, ambientale, il livello minimo di intensità cambia al di sotto del livello minimo è come un terremoto ininfluente ed invisibile. Non c’è un valore di soglia numerico dipende da caso a caso. Quindi per il momento ci si deve accontentare della descrizione.
        4° tutta la trattazione la trova qui, la leggerà?: dipende da come porge il bicchiere quando va ad un sapere nuovo. Bicchiere pieno? Bicchiere vuoto? Bicchiere pieno e con coperchio ermetico. https://gradientitemporali.wordpress.com/category/free-energy/
        5° Potrei dire molto di più, sia di esperienze personali con testimoni, sia di racconti che per me sono attendibili, Ma trova anche su internet effetto Hutchison
        Ma in un ambiente di rigorosità, ogni cosa che si dice o racconta potrebbe essere usata contro di me. Conosco la metodologia scientifica, quando è esasperata, qualsiasi affermazione, anche se magari ha solo lo scopo di dire: osservate qui, insomma è solo un’INDICAZIONE, un suggerimento, viene attaccata e si pretende dimostrazione come se tutto fosse un tribunale, altrimenti non lo dovevi dire. Il tono che percepisco è questo, c’è un sottofondo di rimprovero. Sarà un modo di porsi, ma non è in risonanza con il mio.
        6° Quando Tesla passò ad usare questo livello di conoscenza, cominciò a perdere ripetibilità, venne isolato, era andato troppo avanti, o troppo fuori? Dipende da come si guarda.
        Qui spiego alcune cose a gente selezionata, parlo di un fenomeno.

        Se lei riesce a trovare il trucco consultando tutti i prestigiatori che desidera e fanno vedere dove sta il raggiro, fregandomi. Si prenderà 10.000 euro e non scherzo. Stessa sfida lanciata da anni a CICAP, ignorata. ho parlato con vari prestigiatori ho volumi inerenti. Alle condizioni da me imposte non c’è scampo.
        A quel punto non resta che dire ma… voglio che lo ripeta in MIA presenza e questo non è possibile, per la natura del fenomeno.

      2. @ Camillo
        “L’accordo sul liguaggio è molto IMPORTANTE”
        Ovviamente sono d’accordo altrimenti sarebbe molto difficile intendersi, sono importanti i termini ma soprattutto il rigore tecnico nell’esprimere determinati concetti e qui veniamo alla parte iniziale del tuo commento che definisce il cosi-detto Impulso Tesla.

        “Quindi per precisione ci accordiamo nel dare questa definizione:
        L’Impulso Tesla è solo quello di tipo elettrico scoperto da Tesla.
        Le caratteristiche sono:
        Dato un circuito con resistenza di valore X_Ohm che sopporta nel funzionamento normale senza rompersi Y Volt Definiamo qui con il termine Impulso Tesla quell’impulso che entra con valore almeno 10 volte superiore a quello sopportabile cioè almeno 10*Y Volt
        Esso non fonde tutto grazie alla sua brevità.”

        Facciamo degli esempi concreti per provare a ragionare e tentare di capirci.

        Prendiamo un resistore SMD tipo 0805 da 1 ohm / 1/8W ed applichiamo ai suoi capi per un secondo una tensione DC di 0.353V.
        Il resistore 0805 è ovviamente dimensionalmente adeguato, trasformerà l’energia elettrica in energia termica (calore) e fintantochè riuscirà a trasferire all’ambiente l’energia funzionerà regolarmente , il suo limite funzionale è definito dal costruttore ed è di 1/8W (che significa 0.125 Joule al secondo), nel caso in questione quindi Y corrisponderebbe ad una tensione applicata di 0.353VDC .

        Seguendo la tua definizione supponiamo di aumentare di 10 volte la tensione applicata cioè portarla a 3.53V (la condizione minima di 10*Y che dichiari per avere Impulsi Tesla) ed al contempo applicarla in modo impulsivo diciamo per 30 milli-secondi.
        Cosa accade al resistore?
        Assolutamente nulla!
        Il resistore continuerà a trasferire calore all’ambiente e ti dirò di più: è persino in grado di dissipare ben 10W nei 30 milli-secondi in cui la tensione viene applicata, nonostante il resistore sia di potenza nominale 1/8W !
        Quindi questa condizione di tensione 10*Y non mi pare rappresenti nulla di particolare (tipo “Impulso Tesla”) a cui attribuire misteriosi comportamenti oppure fantasiosi effetti.

        Se non sei convinto possiamo andar oltre, portiamo la tensione a 4.5 V applicandola per una durata di 0.6 milli-secondi.
        Cosa accade al resistore?
        Ancora assolutamente nulla!
        Il resistore continuerà a trasferire calore all’ambiente e ti dirò di più: è persino in grado di dissipare 20W negli 0.6 milli-secondi in cui la tensione è applicata!
        Ancora una volta questa condizione non rappresenta nulla di particolare per il resistore, nonostante la tensione sia ora maggiore del valore 10*Y della tua definizione (siamo già a 12*Y) e siano stati applicati “impulsi stretti” e, relativamente all’esempio, anche “intensi”.
        Se si vuole si può ridurre ulteriormente la durata dell’impulso portandola a 100 micro-secondi, il resistore continuerà a trasferire calore all’ambiente ed è persino in grado di dissipare oltre 20W nel periodo di tempo in cui la tensione rimane applicata, oppure quasi 10W se alimentato con un treno periodico di impulsi da 100 micro-secondi.
        Per rendersene conto basta consultare una qualsiasi application note di resistori commerciali, ad esempio questo documento:
        http://www.ttelectronics.com/themes/ttelectronics/datasheets/resistors/literature/pwc_appnotes.pdf

        Semplicemente il resistore non fonderà fintantochè riuscirà a lavorare trasferendo all’ambiente l’energia, dissipandola sotto forma di calore. Si tratta di termodinamica di base, non vedo cosa cosa c’entri “l’etere” (del quale non mi risulta nemmeno una dimostrazione dell’esistenza) che tornerebbe indietro, oppure la “corrente eterea”.

        (Al limite se la tensione applicata assumesse valori tali da riuscire a ionizzare il dielettrico, di cui la struttura del resistore è composto, si potrebbe manifestare una scarica di conduzione, ma anche questo caso non rappresenta nulla di particolarmente misterioso od inatteso.)

        Cosa di anomalo, invece, avrebbe dovuto accadere al nostro resistore da 1 ohm (ma bisogna mostrare degli elementi di prova sperimentali e verificabili) quando sottoposto a questa tensione 10*Y o più, che rappresenterebbe la condizione del cosi-detto “Impulso di Tesla”?

      3. Correzione: in riferimento al mio commento datato novembre 30, 2017 alle 12:15 am, si legga:
        …dissipare ben 4W nei 30 milli-secondi
        …dissipare 8W per 0.6 milli-secondi

      4. Franco onestamente mi sembra che stai guardando il dito che indica la luna….
        Se ti interessa fare vedere che sei un bravo fisico e che hai fatto i compitini per casa va tutto bene ma sei completamente fuori tema e prolisso per niente.

      5. @ Littleflower
        Franco onestamente mi sembra che stai guardando il dito che indica la luna….
        Se ti interessa fare vedere che sei un bravo fisico e che hai fatto i compitini per casa va tutto bene ma sei completamente fuori tema e prolisso per niente.

        Leggo la solita battuta del “dito e della Luna” ormai inflazionata da parecchi anni… ogni qual volta si provi a scendere nel concreto invece di fermarsi ad enunciare fantasiose teorie.
        Discutendo di determinati argomenti in certi blog finisce sempre che chi espone il nuovo paradigma, in mancanza di una concreta dimostrazione, si ci rifugia nelle inutili battute.
        Per quanto mi riguarda sono in grado di osservare bene entrambi, questo ovviamente SE entrambi (il dito e la Luna) sono reali e non delle fantasie.
        Non mi diletto in “compitini da fisico” (bravo o meno) bensì cerco semplicemente verifiche o smentite oggettive di quello che qui viene detto e/o raccontato perché alla fine (alchimia o sciamanesimo che si voglia invocare) è solo la realtà verificabile e condivisibile quella che conta.
        A proposito del cosi-detto “impulso di Tesla” nella figura se ne indicano tre nel breve intervallo di tempo di qualche centinaio di microsecondi. Non è che, al fine di sostanziare una ipotesi fantasiosa, si stia confondendo una cosa per un’altra mentre quelli che si vedono sono semplicemente dei comuni spikes (tra l’altro sia nella foto che nel filmato se ne vedono molti altri di polarità sia positiva che negativa) dovuti ad una interruzione/commutazione?

  2. Franco sei strano, da una parte ti capisco dall’altra no.
    Faccio un esempio, se leggevi bene, vedevi che 10 volte era un valore di partenza. La definizione per renderlo efficace è che occorre dare il massimo sopportabile per il minimo tempo. Se non vanno bene 10 V vai a 100V poi a 1000V poi a 1500V ad un certo punto non regge e fonde, si torna in dietro e trova il punto di lavoro. Cioè applichi 1200V sempre a minimo tempo possibile di inpulso, non fonderà ora devi solo capire quanto dovrà essere il tempo di quiete prima di ridarlo.
    Probabilmente non avrà letto i link, nella fretta di indossare il cappello di rigoroso conoscitore le dico come ha operato Tesla (Cerca l’informativa dove ti pare)
    Tesla era stato assunto da Westingause operava con a disposizione le centrali del Niagara, che operavan allora ancora con corrente continua, difesa da Edison ad oltranza. Mentre Tesla stava introducendo l’alternata faceva anche esperimenti.
    All’inizio prendeva dlle barre di rame piccoline le lasciava cadere tra due supporti che davano correnti immense, si aspettava la fusione, ma esplodevano andando in polvere. Passò a barre di rame sempre più grandi per vedere il limite.
    Tesla era un osservatore accutissimo, mentre cercava di capire il perchè di tale comportamento, si accorse che l’esplosione gli provocava una sensazine di dolore. Pensò allo spostamento d’aria … prova e riprova costatò che la sensazione era reale. Incaricò inservienti a dare energia in una stanza molto distante anche 100m in modo che era impossibile per lui indovinare il botto energetico con i sensi normali. Orologi alla mano vide che sentiva esattamente l’attimo contatto. Si chiese come mai…
    Nei link l’ho scritto. Mi raccomando! è giusto avere pazienza e spiegare, ma è colui che non sa (ma purtroppo pensa di sapere) che deve andare al Sapere, non il viceversa. Nel suo caso in particolare poichè Massa ha molta stima di lei, le dedico tempo. Ma la sensazione sul suo modo di porsi da l’idea di sicurezza ingiustificata su ciò che sa. Lei sembra trascinare l’altro nel suo campo, senza veramente esplorare le motivazioni dell’altro. Per favore ci pensi.

    La ringrazzio per aver rilevato che la foto dell’oscilloscopio non era in linea e confondeva.

    Ma che strano…! So che non mi crederà perche è così lontano dal suo mondo, comunque lo dico lo stesso in PRIVATO una cosa: per aver chiarito TROPPO cos’è l’impulso Tesla sono stato richiamato all’ordine, questa notte prima, poi nel primo post in arrivo.. Strano no?
    La scienza vuole chiarezza, l’alchimia ha paura della chiarezza da parte di chi non ha ancora l’amore per gli altri.
    (detto alchemico moderno: “prima il bene dell’altro”)

    1. La definizione per renderlo efficace è che occorre dare il massimo sopportabile per il minimo tempo. Se non vanno bene 10 V vai a 100V poi a 1000V poi a 1500V ad un certo punto non regge e fonde, si torna in dietro e trova il punto di lavoro. Cioè applichi 1200V sempre a minimo tempo possibile di inpulso, non fonderà ora devi solo capire quanto dovrà essere il tempo di quiete prima di ridarlo.

      Mah, Camillo qui di strano c’è solo il tuo concetto di resistore che “fonde”.
      Un resistore non ha uno stato “fonde”, ha un regime funzionale operativo (per il quale è stato progettato) che è quello definito dal costruttore e che corrispondono ai valori che ho citato in precedenza, e poi man mano che si eccede (rispetto a questi limiti) il componente va progressivamente alterandosi in termini di parametri elettrico-fisici, si degradano in modo le sue caratteristiche per via del surriscaldamento dei materiali di cui è costituito.
      Solo chi ha poco pratica di componenti e parla per assunti teorici (cioè senza una reale esperienza nel campo), e secondo me con troppa approssimazione, può immaginarsi che un resistore solo ad un certo punto “non regge e fonde”. Affermare che “fonde” non vuol dire nulla di definito o preciso, prima di “fondere” (qualsiasi cosa voglia dire) il resistore ha già perso le sue caratteristiche di partenza, e da un bel pezzo.

      Piuttosto, se secondo te le cose stanno come le racconti, perché non mostri una chiara esperienza di laboratorio utilizzando appunto un resistore, in cui metti in pratica la procedura e le condizioni di cui parli? Così magari vediamo a qualcosa di concreto e ci mostri in pratica l’Impulso di Tesla e i suoi (presunti) i mirabolanti effetti.
      Sarei curioso di vedere come applichi queste tue teorie facendo i conti con la realtà delle cose.

  3. Sono Camillo,
    quando si comincia a cavillare sulla parola “fonde”, brutto segno!
    Lei sa la differenza tra una INDICAZIONI e una prova certa?
    Io suggerisco una indicazione, altri suggeriscono altre linee, esempio:
    http://e-catworld.com/2017/12/02/the-clustered-teeth-of-the-e-cat-qx-hank-mills/
    Quando sarà accertato che il fenomeno visto NON è un falso, vedrà quante meravigliose teorie ci saranno.

    L’Alchimia è più semplice e MOLTO più distante dal suo sapere, io la uso per dare una linea interpretativa, tutto lì.
    Però anche lei dal suo punto di partenza potrebbe cominciare a decristallizzare le sue convinzioni per esempio spero che lei trovi il tempo di LEGGERE qualcosa su Tesla, lo trova su Internet. Il fenomeno che io chiamo impulso Tesla fa parte della storia della vita ed è la causa del suo successivo allontanamento dalla linea ortodossa.

    http://www.leonardoanarchico.it/archivio/FREE-ENERGY/Lindemann_Gray/download/lindemann.pdf

    Se poi pensa che Tesla era un ingenuo che si è confuso, il Newton un illuso che si è lasciato trascinare nella fantasiosa Alchimia, il sottoscritto poi che non è nessuno addirittura dimostra di essere un sognatore, parla di uscite astrali, c’è da dubitare che sia laureato in Fisica vorrebbe confrontarsi con lui sui calcoli sull’elettronica e in quel caso si vedrebbe chi ne sa di più. Non serve glielo dico io LEi mi è MOLTO superiore in quel campo e in chissà quanti altri campi.
    Ma lei non conosce minimamente l’altra faccia della medaglia, non sa neppure che esista, eppure l’insieme FISICA è un SOTTOINSIEME dell’Alchimia.

    Non è che c’è qualcuno che è leggermente presuntuoso?

    Certo che Lei sarebbe molto curioso di vedere come ho applicato o apllico o applicherò, lo sarei anch’io al suo posto, però … serve togliere il cappello e svuotare il bicchiere.
    Il sapere….. il VERO SAPERE non si lascia certo catturare da chi crede che l’universo SIA, l’universo NON è, o meglio è in relazione a…
    La coscienza che guarda che osserva, che giudica, che inquadra, che ricava le leggi è il vero punto di riferimento molto di più di quanto lontanamente lei possa immaginare.

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