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Incontro con Ighina

di Camillo

Premessa:

Ighina è un personaggio molto controverso e il suo pensiero può apparire bizzarro e a volte infantile, ma ciò non toglie che gli apparati che lui costruiva facevano cose bizzarre e inspiegabili. Egli sosteneva di aver acquisito facoltà di vedere gli atomi, la vista si sarebbe potenziata per mezzo di un particolare microscopio con lenti ruotanti. Le lenti avevano una rigatura che creava un effetto stroboscopico costringendo la vista ad adeguarsi ad un diverso scorrere delle immagini. Sembra però che i microscopio  funzionasse solo con lui.

 Ighina era molto convinto delle sue idee, e cercava in tutti i modi a volte anche usando dei sotterfugi,  di  propagare la sua visione del mondo.

A causa di ciò nei suoi racconti ci sono spesso  incongruenze,   fantasia e mezze verità. Alcuni episodi sono stati addirittura inventati di sana pianta per spingere le persone a credere, ma hanno  ottenuto  spesso l’effetto contrario.

Non ho affrontato questo personaggio  da  fisico, ma mi sono approcciato a mente aperta, con un atteggiamento alternativo di chi ha visto aspetti alchemici stranissimi, per cui per me  il limite tra  il possibile e l’impossibile è  vastissimo.

 Ighina considerava tutto come materia, anche i fotoni che lui  chiamava atomi di luce.  Rifiutava il concetto di spazio vuoto curvo, egli sosteneva che  il vuoto è vuoto e non ha proprietà. In questo aveva una visione simile a Tesla.  Egli vedeva tutto dominato da una sub-particella che lui  chiamava atomo-magnetico che descrive come l’elemento a più piccolo di qualsiasi particella conosciuta, dal nostro punto di vista la cosa che più si  avvicina è forse il neutrino della fisica.

 Una cosa è  assodata, il  fatto che la sua macchina “metereologica”  per regolare il tempo funzionava, è stato  constatato da centinaia di persone se non migliaia, compreso  gli inviati di Rai3. Se non fosse per quella dimostrazione incredibile, i suoi racconti non avrebbero avuto alcun seguito.


La prima volta che andai da Ighina con un amico egli era già avanti negli anni; io ero molto fiducioso e avevo preparato una serie di domande inerenti al suo libro.

Durante il primo colloquio però fu evidente che l’età e la malattia avevano fatto il loro corso, non riuscii ad ottenere risposte precise e non insistetti.

La cosa che mi colpì però  fu quando disse:

“In questa apparecchiatura, ci sono i miei 90 anni di ricerca”.  mi mostrò un oggetto bizzarro  formato da spirali di alluminio  colorate di colori molto accesi, sembrava un giocattolo per bambini e lui lo  chiamava ERIM.

erim

Da un lato ero  incuriosito e dall’altro ero stupito.  Mi ero avvicinato a lui credendo che  fosse un ricercatore che usava apparecchiature elettroniche o magneti ruotanti, quello che mi stava mostrando  era invece un tipico esempio di apparato da rabdomante; certo, differente da altri nella forma, ma uguale nel significato utilitaristico. Ighina disse che quel “coso” equilibrava le energie, purificava l’aria, annullava la geopatia ecc.

Molte altre volte avevo visto cose simili sia fisicamente che su riviste specializzate.

30 anni fa ebbi modo di interagire con un personaggio dotato di “facoltà paranormali”, negli  anni in cui l’ho frequentato ho potuto constatare che nonostante  un guazzabuglio di strane idee  e comportamenti strani, egli dimostrò di avere effettivamente delle capacità straordinarie.

Due anni prima del nostro incontro Ighina aveva avuto un ictus. Quando lo incontrai non riusciva più ad esprimersi chiaramente, gli chiesi se si poteva filmare il colloquio per poterlo riascoltare successivamente, egli accettò di buon grado.

Rivedendo il colloquio, ho potuto apprezzare come   Ighina parlasse a ruota libera, senza cercare l’accordo; egli  esprimeva liberamente le proprie idee  e passava dall’aspetto scientifico a quello esoterico con una tranquillità sbalorditiva. Egli  disse che pur essendo in una sedia a rotelle, riusciva ancora a proiettare la sua consapevolezza fuori  dal corpo. Recentemente aveva preso contatto con il sole, disse che nella realtà più profonda esso risultava vivo e stranamente non era per niente caldo; sembrava un gigantesco cuore che pulsava. Aggiunse che il contatto con una tale potente vibrazione lo aveva messo in difficoltà, con grave rischio per la sua salute.

Poi l’argomento scivolò sul “microscopio lenticolare” citato nel suo libro, Ighina disse che le lenti e l’occhio si devono fondere in un tuttuno, aggiunse che la scienza ufficiale, non avendo avuto a disposizione un tale strumento, stava analizzando la realtà partendo dalla coda invece di partire dalla testa.

Infine mi consigliò di prendere contatto con il suo attuale assistente che poteva dare ulteriori indicazioni.

Presi contatto con il suo collaboratore, (ci furono anche altri che avevano  collaborato con Ighina negli anni precedenti). L’assistente di Ighina si dimostrò molto disponibile, potei prendere visione del materiale cartaceo e mi furono date molte delucidazioni a voce . Purtroppo non potei visionare i vari i strumenti costruiti nel tempo da Ighina. Mi resi conto che dal punto di vista scientifico era tutto fuori schema.

Mi dissero che avevano dato informazioni a vari gruppi, ma che non possedevano più nulla. Alla fine per essere sicuro di aver capito bene   per evitare  malintesi, realizzai un plastico  a cui mi riferii per le domande e risposte.

 

monopolo.jpg

ighina1.jpg

Mi resi disponibile a creare un uno progetto organico per poter costruire il macchinario che aveva reso popolare   Ighina : “la macchina per il controllo meteorologico.”


PROGETTO  GENERALE PER IL CONTROLLO  METEREOLOGICO

Schema generale.

Il progetto si può suddividere in 4 blocchi.

cerchiamo ora di capire come funziona l’insieme.

elicarotante

L’elica rotante riceve energia magnetica positiva o negativa proveniente dal generatore del monopolo magnetico attraverso un cavo di rame molto grosso, si tratta di un cavo flessibile, formato da molti fili  da 5 a 10 millimetri di diametro, tipo quello usato per le messe a terra degli impianti elettrici.

Su questo cavo viaggia l’energia di monopolo creata artificialmente che può essere positiva o negativa a seconda di come viene alimentata l’elettrocalamita ruotante interna.

La ”spirale aerea” serve a catturare e accumulare la maggiore quantità di atomi magnetici positivi provenienti dal sole (detti anche monopoli positivi ).

L’accumulatore interrato” serve a catturare ed accumulare la maggiore quantità di atomi magnetici negativi provenienti dalla terra (detti anche monopoli negativi).

Ma come si fa a cambiare il meteo?

Ighina sostiene che ammassamenti di “energia magnetica” positiva lanciati nell’atmosfera allontanano le nubi, al contrario se viene lanciata “energia magnetica” negativa le nuvole vengono attirate.

Le nubi del cielo, vengono caricate positivamente  dal sole.

Se si vuole far piovere occorre  irradiare energia negativa, perciò bisogna dare corrente agli elettromagneti, in modo da produrre energia negativa e inviarla all’elica assieme a quella proveniente dall’accumulatore sotterraneo.

ELICA ESTERNA RUOTANTE

L’apparecchiatura esterna che rilascia energia è formata da tre elementi:

Il primo elemento è dato da una specie di elica ruotante formata da due “pale” lunghe 6 metri l’una, costituite da due tubi di alluminio di diametro  80 mm con spessore di 3-4 millimetri. I tubi sono riempiti di polvere di alluminio richiusi con tappi in legno.  L’elica è sostenuta da un palo metallico di alluminio che la alza fino ad una altezza di circa 3-4 metri da terra. Questo perno che regge l’elica è collegato con un contatto mobile ad un grosso filo di rame al  “generatore di monopoli.”

Questo perno deve essere isolato dal suolo, perciò è sostenuto da un supporto in legno.

L’elica è fatta ruotare da un motore che la fa girare a velocità di 10-20 giri al minuto circa.  Il motore è collegato con una cinghia di gomma al perno dell’elica in modo da evitare perdite di energia. In tutto l’apparato non bisogna usare materiali ferromagnetici o calamite. Perché la conduzione dell’“energia magnetica” viene alterata dal magnetismo.

monopoli2

LA SPIRALE AEREA 

energia magnetica positiva” dal sole (Yang)

spiraleighina

Il secondo elemento esterno è una raggiera che chiameremo “spirale aerea”, essa è formata da 7 tubi di alluminio di diametro 80 mm (o 50 mm) lunghi 6 metri e  riempiti di polvere di alluminio, chiusi con tappi in legno o sughero alle due estremità.

La polvere di alluminio serve ad accumulare “l’energia magnetica” del sole.

Esistono in commercio tre tipi di granulometria per la polvere di alluminio:  grossa, media, finissima. Presumo che vadano bene tutti i tipi in quanto Ighina a volte parla addirittura di trucioli di alluminio, mentre in un altra  un’occasione  Ighina ha affermato che l’alluminio è un materiale che può essere ridotto nella più piccola polvere possibile.

Ighina sostiene che l’energia magnetica penetra per qualche millimetro entro la struttura cristallina dell’alluminio, quindi eventuali trucioli di alluminio non devono superare 2-3 mm di diametro massimo.

Dato che  in fisica si stà studiando strutture granulari microcristalline per accumulare idrogeno, personalmente  penso che più la polvere è fine meglio è.  Va detto però che il costo della polvere ultrafine è molto più elevato del’alluminio trucciolare.

I sette tubi sono collegati fra loro con un filo di rame piuttosto grosso da 4 a 7 millimetri di diametro; si tratta del comune filo di rame usato per la messa a terra degli impianti elettrici.

Il collegamento è doppio, cioè c’è un filo che  percorre un perimetro esterno  ed un altro filo dà una circonferenza interna; inoltre i tubi di alluminio hanno  un filo di rame nudo che li percorre all’interno. I tubi sono sollevati da terra con un sistema di pali in legno fino ad una altezza di 2 metri. La struttura è collocata in modo concentrico al perno che supporta l’elica.

La disposizione è a raggiera con  un angolo di 51 gradi in modo che i 7 tubi si dispongano equamente nei 360 gradi.

Ogni tubo di alluminio é colorato con i sette colori dell’arcobaleno, (di questo daremo  spiegazione più avanti) la lunghezza di 6 metri è quindi suddivisa in sette parti colorate diversamente.

Dalle foto dell’apparecchiatura di Ighina si notano parecchi fili più sottili che sembrano collegare tra loro i vari tubi, oltre ai due grossi fili delle due circonferenze esterne ed interne. Penso siano fili di rame aggiunti per facilitare la distribuzione dell’energia, o fili di alluminio per aumentare la superficie ricevente. Comunque non sembrano essenziali.

Ognuno dei 7 tubi è sostenuto da tre pali di legno di 10 x 10 centimetri, lunghi 3 metri (o più) , un metro è sprofondato nel terreno, i due metri sporgenti sono colorati  alternativamente, il primo metro di colore azzurro  (vicino alla terra) e il metro superiore  in  giallo (proiettato verso il sole) .

Il sistema risulta isolato rispetto al terreno infatti è sostenuto da pali di legno, colorati in giallo nella parte alta, e in azzurro nella parte bassa.

Da tutto parte un grosso cavo da che va al luogo ove si trova il “generatore elettromagnetico dei monopoli”, questo luogo, infatti, funge anche da centrale di comando.

Schema della “spirale aerea” posta su di un piano orizzontale a 2-3 metri d’altezza dal suolo.

palarotante


ACCUMULATORE INTERRATO

Per l’“energia magnetica negativa” (YIN)

spiraleighina2

 

Chiameremo il terzo elemento, che completa l’apparato esterno “Accumulatore interrato”; si tratta  di 7 depositi di polvere di alluminio da 100 Kg l’uno per un totale di 700 Kg.

Non sono in possesso di schemi di questi depositi.

Alla richiesta di chiarimenti in data 25/3/2003 Ighina ha parlato in tubi in duro-alliminio interrati verticalmente ad una profondità  superiore o uguale a 2 metri, con diametro di  circa 15 cm. Questo mi fa pensare ad una disposizione a raggiera simile a quella aerea. (Ma probabilmente è sufficiente mettere dei parallelepipedi pieni di alluminio e collegati tra loro.)

I tubi hanno un’anima centrale con un filo di rame nudo e sono collegati tra loro con fili di rame. Dalla foto non appaiono visibili fili superficiali di collegamento, ma i fili evidentemente scorrono sotto il suolo. Da quanto ho  capito i coni larghi che emergono dal suolo, indicati da Ighina nella foto, servono da protezione e/o per l’ispezione dei collegamenti, ad essi connessi.

Ci potrebbero essere anche delle parabole di alluminio a livello di superficie (il collaboratore attuale ricorda delle larghe piastre sagomate a forma di parabola di alluminio) non visibili dalla foto perché ricoperte d’erba.

Probabilmente sono state aggiunte in un secondo tempo per aumentare la potenza dell’apparato. Purtroppo quando sono stato a visitarlo io l’apparato era già stato smontato e non ho potuto vederlo.

Dall’insieme parte un grosso cavo da che va all’interruttore deviatore come si vedrà più avanti.

sottosuolo

Ighina ha detto che si può risparmiare polvere di alluminio interrando 7 spirali di tubo di alluminio riempite di polvere colorate di azzurro  2-3 metri sotto terra. Collegate tra loro dal cavo di rame.

ighinacono


IL “GENERATORE DI MONOPOLI” O GENERATORE DI ATOMI MAGNETICI

generatoremonopoli

Il generatore di monopoli consiste in una elettrocalamita che viene fatta ruotare.  La rotazione avviene all’interno di un contenitore;  le pareti interne del contenitore sono rivestite da una rete di ferro a maglie fine tipo rete da zanzariera.  La rete deve essere collegata ad un cavo di rame  in più parti; un grosso cavo di rame  raccoglie i “monopoli” che si formano e li porta fuori  dal contenitore per essere utilizzati.

Viene da pensare che ci sia come una specie di centrifugazione dei “monopoli” creati dalla elettrocalamita, questi si depositano sulla rete metallica che riveste le pareti e passano poi sul grosso cavo di rame.

Dal disegno pubblicato nel 1987 risulta che la tensione che alimenta le elettrocalamite deve essere fornita da accumulatori (le comuni batteria della macchina); ne servono 11 in serie ben cariche.

Viene sconsigliato l’uso della corrente di rete con trasformatori, questo sembra trovare la sua spiegazione, in parte dal fatto che si possono raggiungere elevate correnti di spunto, in parte perché ci potrebbero essere delle strane influenze di controreazione che creerebbero seri problemi.

In un colloquio in data 2003 viene però data una nuova versione, Ighina ha detto che la tensione di alimentazione è di 12 volt, inoltre esiste una camma, equivalente alle puntine platinate delle auto, che da per un attimo l’alimentazione, col risultato di avere una sovratensione di spunto, e un miglior raffreddamento dell’avvolgimento.

A questo punto però mi è rimasto un dubbio a riguardo l’alimentazione .

Quindi rimane aperta la possibilità che il tutto sia alimentato con 132 volt, comunque niente vieta di fare le varie prove.

In un’intervista Ighina racconta che assieme a Marconi avevano realizzato i due avvolgimenti in modo da alimentarli con 24 Volt. Quando provarono l’apparato con i 24 volt non riuscirono ad ottenere l’effetto desiderato, così  aumentarono ancora aggiungendo accumulatori ma  non successe niente. Disperati in un impulso di rabbia alimentarono il tutto con tutte le batterie a loro disposizione cioè 132 Volt ben coscienti che avrebbero rischiato di bruciare tutto; ma, non solo gli avvolgimenti non si fusero, al contrario produssero i monopoli con effetti  simili all’effetto Hutchison (è “un’insieme di fenomeni scoperti casualmente da John Hutchison)

Il racconto prosegue citando i vari esperimenti.  Marconi era  preoccupato per un possibile uso bellico  del “raggio della morte” e pertanto  decise di NON divulgare  tutto. Diede l’incarico ad Ighina di divulgare l’apparato dopo 50 anni sperando in una umanità più evoluta. Mi chiedo se lo sia?

Quello che è certo è che l’ultimo assistente di Ighina, ha dovuto rifare questi avvolgimenti, confermando che essi operano al limite della sopportabilità.

Se ho capito bene, non ha importanza la tensione di alimentazione, basta costruire gli avvolgimenti per sopportare un quinto della corrente che poi sarà utilizzata.

Per esempio: volendo usare 12 Volt di alimentazione, utilizzando un filo da 0,7 mm di diametro che sopporta 3 Ampere di corrente, calcoleremo una lunghezza di filo in grado di sopportare 3 ampere con una alimentazione da 2,5 Volt.

Dalla legge di Ohm si ricava 2,5V : 3A = 0,833333 Ohm  che rappresentano la resistenza totale del filo.

Tenendo conto che la resistenza per metro di un filo di 0,7mm di diametro è 0,034, occorrono 24,5 metri di filo per i due solenoidi, cioè circa 12,2 metri per ogni singolo solenoide.

E’ certo l’uso di  “puntine platinate”  poiché anche Ighina ha dato grande risalto alla “grande scintilla che si formava”. Guardando bene il disegno originale di Marconi si può rilevare il contatto mobile.

Trovo strano però che non sia menzionato nella spiegazione.

La corrente continua proveniente dalle batterie arriva alle bobine per due percorsi:

un percorso passa attraverso ad una barra di rame interna al tubo rotativo orizzontale e deve essere opportunamente isolata rispetto al ferro del tubo ruotante;

il secondo percorso è ottenuto sfruttando il tubo ruotante  e il ferro ad U ad esso collegato, il contatto mobile è fornito dai cuscinetti a sfera; in tal modo la corrente passa attraverso al ferro magnetizzato.

Forse questo non è solo un espediente per risparmiare contatti mobili,  ma la corrente, passando per il ferro magnetizzato, potrebbe acquistare caratteristiche particolari. (Vedi gli apparati di Coller , sulla rivista NEXUS )

Comunque, nel dubbio, è bene non portare modifiche in questo punto e conviene trasportare la corrente attraverso il ferro come da progetto.

Non ci sono invece problemi nell’alimentazione del motore, basta che riesca a far fare 200 giri al minuto all’elettrocalamita e che la cinghia sia isolante.

Il cavo che raccoglie l’energia del “monopolo” è costituito da un grosso cavo tipo quello usato per la messa a terra degli impianti, dalla foto si può pensare a un diametro di 4 mm o più.

Questo cavo deve essere ben collegato alla rete  metallica che, come una gabbia di Faraday,   avvolge completamente le elettrocalamite, Ighina ha insistito su questo punto.

Per controllare se tutto funziona, si può ripetere l’esperimento di Ighina, egli mostra delle foto nelle quali un pezzo di cavo viene avvicinato ad una bussola producendo deviazioni dell’ago. Il fenomeno di deviazione dell’ago della bussola, se venisse confermato,  appare come una possibile conferma che questo apparato produce  qualche cosa fuori dalla fisica classica; presentando anche i canoni della ripetitività richiesti.

manometro

  1.  Foto al centro si ha il cavo senza energia, la disposizione dell’ago rosso della bussola è posta in modo che il Nord punti verso il cavo.
  2.  Foto a sinistra l’elettrocalamita gira in un senso, il filo percorso dal flusso monopolare così generato, sposta l’ago rosso verso destra.
  3.  Foto a destra  la corrente è invertita e l’ago cambia direzione.

Da prove da me effettuate ho costatato che facendo attraversare il filo, posto come in fotografia, con corrente continua di 12V    6A è si ha una deviazione dell’ago, 10 volte inferiore a quella visibile nella figura.


CHIARIMENTI DEL DISEGNO MARCONI DEL GENERATORE DI MONOPOLI

centrostudimagnetici.jpg

centrostudimagnetici2.jpg

Barra in ferro dolce sezione quadrata   4 x 4 cm. lunga   100 cm.  divisa in tre parti piegata a forma di U

Bobina di induttanza : vedi specifica

Cuscinetti a sfera con diametro interno da 4 cm. Un cuscinetto serve a trasmettere la corrente.

Tubo in ferro saldato alla sbarra ad U diametro 4 cm. Lungo circa 65cm. Nella parte interna passa un filo di rame isolato tipo quello delle candele delle auto. Alla fine del tubo si inserisce un tappo di isolante, forato al centro per il passaggio del filo di rame.

Puleggia per la trasmissione occorre una rotazione di circa 200 giri al minuto. Pertanto se il motore da 600 giri la puleggia ha il diametro di 18 cm.

Puleggia del motore con  le condizioni precedenti ha un diametro di 5 cm.

Cuscinetto a sfera per trasmettere l’alimentazione al filo interno al tubo.

Filo isolato di uscita flessibile con molti fili interni e isolante all’esterno diametro grande. Ben collegato internamente alla rete di ferro. La rete deve essere a maglie rigide (nella foto sembra rete sottile tipo zanzariera) deve formare un involucro avvolgente e ben collegato con il filo di uscita. Su questo filo di uscita si controlla con una bussola il tipo di monopolo.

La corrente per il motore può essere quella normale di rete, mentre la tensione continua per gli elettromagneti DEVE NECESSARIAMENTE provenire da accumulatori o pile. Su questo punto non esistono dubbi, Ighina è stato chiaro e categorico.

Ighina usava le comuni batterie di piombo delle auto.

COME INVERTIRE LA POLARITA’

Per cambiare polarità si mantiene la rotazione destrorsa di circa 200 giri al minuto ma si  INVERTONO I COLLEGAMENTI ALLE DUE BOBINE.

Questa affermazione sembra chiarire un punto fondamentale dell’apparato e cioè come vanno polarizzate le due elettrocalamite.

Dopo aver chiesto spiegazioni  su questo punto al precedente collaboratore di Ighina, risulta che gli avvolgimenti sono messi in modo da formare da una parte il Nord e l’altro il Sud.

Da quello che mi è stato detto ho capito che  una calamita permanente a ferro di cavallo che ruoti all’interno della cella suddetta NON GENERA MONOPOLI, essa crea invece una modificazione dello spazio, lo spazio tende a strutturarsi in una sorta di spirale che imita il monopolo. Ighina sosteneva che tale modificazione è pericolosa e pertanto non bisogna sostare nelle vicinanze di una calamita permanente ruotante.

Nel libro Ighina sostiene che i magneti permanenti che si trovano nelle dinamo dei motorini, dopo un certo numero di ore di funzionamento, creano radioattività attorno; egli sosteneva di aver verificato la cosa col contatore Gaigher.

ATTENZIONE!!

Il contenitore con l’elettrocalamita ruotante è pericoloso, nel senso che si riempie di  “atomi magnetici di tipo positivo o negativo”.

Ecco perché l’elettrocalamita ruotante deve essere racchiusa da schermi, formati da 3 strati isolanti fatti da:

materiali inerti che assorbono la radiazione come: mattoni, gesso, polistirolo; 

E’ meglio  sovradimensionarli piuttosto che sottovalutarli


CENNI SULLA TEORIA ORGONICA

Quanto segue è frutto di una ricerca personale che è durata 30 anni. In questi anni ho studiato,  osservazioni e verificato i più  svariati campi è da questa lunga esperienza multidisciplinare ho tratto alcune  conclusioni ed idee  che cerco di esporre qui di seguito. Da questo punto userò un  linguaggio  meno formale cercando di evitare formalismi matematici:

La più piccola particella subatomica del piano materiale è chiamata da Ighina “Atomo Magnetico”.

Wilhem Reich (psicologo, guaritore vissuto prima metà del 1900)  identifica questa stessa particella col nome di “Orgone”.

Atomo Magnetico = Orgone

Nel taoismo cinese si parla di energia primordiale e ci si concentra sul suo duplice aspetto Yin e Yang

Mi sembra appropriato pertanto attribuire il nome di Orgone Yang “all’atomo magnetico positivo” descritto da  Ighia; Orgone Yin “all’atomo magnetico negativo”

L’orgone è piccolissimo, sicuramente migliaia di volte più piccolo dell’elettrone.

Così come il numero uno genera tutti gli altri numeri attraverso la somma di se stesso preso innumerevoli volte, analogamente l’orgone genera tutte le altre particelle, attraverso l’aggregazione di se stesso preso innumerevoli volte.

L’orgone è quindi il padre ti tutta la materia.

Voglio ricordare qui, che nessuno ha mai visto come è fatto un atomo nel suo interno, abbiamo solo modelli atomici ricavati scientificamente che ci permettono operare con gli atomi prevedendo i risultati.

Man mano che un modello non regge alla sperimentazione e compaiono dei comportamenti anomali, viene modificato il modello in modo da far quadrare tutto.

Ecco quindi che il modello atomico di Bohr, che paragona l’interno dell’atomo ad un sistema solare in miniatura, diventa alla fine, un modello matematico basato sulla probabilità.

Nessuno può dire con certezza come stiano le cose all’interno dell’atomo, pertanto un modello vale l’altro, purché però dia spiegazione del comportamento degli atomi.

Vediamo come vede l’atomo Ighina. Ricordo che Ighina si è servito di un microscopio inventato da lui chiamato “microscopio lenticolare”, che solo in parte funziona con le leggi dell’ottica. In qualche modo questo microscopio sembra si agganciasse a delle facoltà latenti nell’uomo, potenziandole; con il risultato di poter ottenere ingrandimenti, a suo dire, di quasi due miliardi di volte. (Impossibile secondo la fisica classica)

 

Facendo un atto di fede iniziale, andiamo a vedere cosa ha visto.

L’orgone è formato una piccola nebulosa centrale (Ighina la chiama “nebula”) circondata da un mantello esterno che funge da membrana.

La nebulosa centrale è una specie di cuore che batte cioè pulsa. La pulsazione può avvenire in due modi:

Pulsazione Yang o centrifuga, si ha quando si nota un anello luminoso che parte dal centro della nebulosa e si allarga verso la membrana esterna dove si deposita.

Pulsazione Yin o centripeta, si ha quando l’anello luminoso parte dalla membrana esterna e si restringe verso l’interno.

Ighina sostiene che l’anello luminoso ha origine dal centro della nebulosa ove c’è un “vuoto”, sembra che questo “vuoto”  comunichi con un’altra dimensione da cui sbuca l’energia.

In fisica esistano i “buchi neri” che ingoiano l’energia e la materia, in contrapposizione si suppone che esistano  i “buchi bianchi” che la riammettono.

Ebbene nel centro dell’orgone Yang ci sarebbe un “buco bianco”, nel centro dell’orgone Yin ci sarebbe un “buco nero”.

Ighina sostiene inoltre che gli atomi sono sempre in vibrazione, hanno cioè una sorta di frenesia e questo non gli permetteva di poterli vedere con il suo “microscopio lenticolare”; per riuscire a calmarli Ighina gli affiancava con sostanze in grado di assorbire l’energia. L’assorbimento dell’energia avveniva attraverso a dei “canaletti”.

Ighina  mostra una foto scattata da lui col suo “microscopio lenticolare”, ovviamente dal punto di vista della fisica classica questa foto non può esistere…

I 5 raggi luminosi, corrispondono ai “canaletti” che stanno asportando l’energia in modo da fermare l’atomo.

atomomagnetico2

Orgoni Yang

spiraleighina

quelli centrifughi che pulsano partendo dal centro espandendosi verso  l’esterno, corrispondono agli atomi magnetici positivi, o ai  monopoli positivi. Sono prodotti dal Sole e sono catturabili con una spirale in filo di alluminio, meglio se dipinta di giallo.

Sono in sintonia col maschile, calore, dinamico, aereo…Tutte caratteristiche con cui stanno bene assieme.  Possiamo dire che  insieme delle qualità che appartengono all’orgone Yang hanno   un effetto di risonanza, la loro presenza permette un miglior  contatto con l’orgone.

Quando gli Orgoni Yang  si muovono lungo una retta, si trasformano da particella ad onda, in tal caso hanno una rotazione a spirale che tende ad allargarsi; per stabilire il verso di rotazione, occorre innanzitutto fissare un asse orientato; prendiamo  la retta Sole – Terra, il verso sia con la punta verso la Terra in pratica è come se un osservatore abitasse sul Sole, ebbene egli vedrebbe allontanarsi l’orgone Yang in rotazione in senso orario.

 

Orgoni Yin

spiraleighina2 quelli centripeti che pulsano partendo dall’esterno verso l’interno,                     corrispondono agli atomi magnetici negativi. Tendono a    concentrare la materia, cioè cercano di raggruppare il      massimo di informazioni nella minima quantità di energia.

Sono emessi dalla Terra verso l’esterno.

Sono catturabili con una spirale di alluminio meglio se       dipinta di azzurro. Ruotano in senso antiorario.

Sono in sintonia col femminile, il riflessivo, il ricevente…

Gli orgoni Yin sono generati dagli orgoni Yang che partono dal Sole vengono assorbiti dalla Terra, si concentrano al suo centro, si trasformano in Yin e vengono riemessi. Anche gli Orgoni Yin  si muovono con una rotazione a spirale che tende ad allargarsi; per stabilire il verso di rotazione occorre innanzitutto fissare un asse orientato, prendiamo lo stesso di prima, la retta Sole – Terra, il verso sia con la punta verso la Terra in pratica è come se un osservatore  abitasse sul Sole, ebbene egli vedrebbe avvicinarsi l’orgone Yin in rotazione in senso  antiorario orario.

Insomma vi sto raccontando i principi dell’agopuntura. (Per inciso la pratico da più di 20 anni) Lo Yang genera lo Yin e viceversa.

 

Esistono infine gli Orgoni misti, essi creano la vita.  Si tratta di due orgoni  uno Yang e l’altro Yin che si “scambiano effusioni”. La vita si basa sull’equilibrio delle forze opposte. Ighina attribuisce il colore verde a questi orgoni misti, infatti, la vegetazione, unica forma di vita che si nutre di luce solare e Terra, è di colore verde e si crea proprio nella superficie della Terra dove le due forze si mescolano. Il verde è la combinazione tra giallo e azzurro. Gli studiosi di fisica affermerebbero che sono una forma d’onda stazionaria, l’una va, l’altra viene.

 

Esiste anche una formula matematica che può descrivere gli orgoni, detta “equazione cosmologica” di Renato Palmieri, purtroppo non è semplice occorrono nozioni di matematica e trigonometria per capirla. Quando questa funzione viene impostata per generare un fotone elementare, essa genera una figura  geometrica che corrisponde alla foto dell’atomo magnetico di Ighina e vista in movimento, evidenzia delle bolle circolari che partono dal centro e si ammassano alla periferia. Esattamente come descritto da Ighina. Incredibile coincidenza!

Renato Palmieri (vedi appendice) nel suo sito dà l’ordine di grandezza geometrico del diametro dell’orgone, (fotone elementare per Palmieri) nel caso si potesse considerare sferico. Si avrebbe una particella 10 miliardi di volte più piccola del diametro di un protone.

Per chi desiderasse approfondire, si tratta di una funzione d’onda in coordinate polari limitate a due dimensioni c’è il raggio  in funzione dell’angolo,   r = f(angolo). Vedi appendice a fine pagina. Consiglio comunque di scaricare dal sito, il piccolo file che vi permetterà di generare i grafici cambiando i parametri. Bello a vedersi!

pentagramma

Risultato della formula di Palmieri applicata alla particella elementare minima denominata Fotone, se potete guardatela nel sito in movimento.

 

 

Stato di ESSERE e stato di DIVENIRE.

Gli orgoni sia Yin che Yang possono trovarsi in due possibili stati fondamentali:

Nello “stato d’ESSERE” sono energie potenziali, non hanno uno scopo urgente, sono tranquilli.

Aggregandosi formano particelle sempre più grosse: quark, elettroni, protoni, atomi, molecole, cristalli…

 

Nello “stato di DIVENIRE” sono forze,  hanno uno scopo e cercano di realizzarlo.

In questo stato si compartano come un portalettere che deve urgentemente consegnare la posta, ad un ben determinato indirizzo; sono irrequieti si muovono in cerca della particella bersaglio e quando la trovano, per mezzo del fenomeno della risonanza, depositano su di essa l’informazione, che trasportano.

Quindi  sono forze che producono dei cambiamenti e questi possono essere utili o dannosi.

In fisica questa dualità potrebbe corrispondere:

“stato di particella” (ESSERE);

“stato d’onda” (DIVENIRE)

 

Imprinting o modulazione degli orgoni.

Gli orgoni prodotti dall’elettrocalamita rotante  devono ricevere un “imprinting” o modulazione, in altre parole gli orgoni devono essere comandati ad eseguire un certo lavoro, raggiungere un certo scopo, avere una certa qualità.

Per chi conosce il funzionamento dei computer, possiamo dire che, ogni orgone  è paragonabile a una stringa numerica in “linguaggio macchina” tipo 0110011… con infinite cifre.  Le informazioni che si possono scrivere su un singolo orgone sono praticamente infinite.

L’ermetismo occulto, sostiene che in ogni cosa c’è tutto.

“IL TUTTO E’ IN TUTTO, ed è TUTTO IN TUTTO” Kybalion

 

In un articolo di Nexus riguardante la cella Joe, un ricercatore dice:

“Per catturare e comandare gli orgoni  è fondamentale rendersi conto che essi sono vivi, intelligenti, con loro predilezioni, e un loro linguaggio. Niente e nessuno costringeranno gli orgoni ad accumularsi nella cella Joe se non accettano la cosa.

Quindi per accumularli dobbiamo creare un posto accogliente e invitarli ad entrare.”

 

Don Juan quando descrive l’universo, così come lo “vedono” gli stregoni, dice che esso appare formato da un numero infinito di filamenti (orgoni), e ogni filamento è vivo e cosciente. Castaneda gli chiede in che senso vivo? “Vivo come lo sei tu, ha percezioni, emozioni…”

 

Alcune leggi degli orgoni

– Gli orgoni, quando sono nello stato d’ESSERE (energia), non hanno direzione o verso, ma se uniti ad una sorgente luminosa, o altro, sono guidati e trasportati da questa.

 

– Gli orgoni, quando sono nello stato di DIVENIRE (forze) si comportano in modo simile all’elettricità e alle onde.

 

– Gli orgoni, sono disturbati dal magnetismo, e quando si muovono, cercano di evitare di passare attraverso materiali ferromagnetici.

 

– Pertanto buoni conduttori di elettricità sono anche buoni conduttori orgonici, però il ferro non va bene perché magnetizzabile, mentre l’acciaio inox 18/10,  essendo molto meno magnetizzabile, va bene.

 

– Gli orgoni hanno la tendenza ad accumularsi, “effetto gregge”; in questo differiscono molto dall’elettricità. Le cariche elettriche dello stesso segno si respingono e se possono, si disperdono, gli orgoni fanno il contrario per loro vale il principio alchemico di risonanza “il simile attira il simile”. Più gli orgoni hanno lo stesso imprinting più facilmente si cercano.

Questo permette di creare accumulatori specifici ed ha a che fare con il principio dei farmaci omeopatici.

 

L’agopuntura ha sempre sfruttato queste conoscenze

Torniamo all’imprinting, forse un esempio pratico chiarisce più di tanta teoria.

Prendiamo un ago usato oggi in agopuntura, c’è un filo sottile di acciaio con punta che funge da ago, avvolto con una spirale di filo di rame. Se  si considera il verso,  dalla coda alla punta, il filo è avvolto in modo orario, quindi se rivolto con punta a Terra e coda al Sole, corrisponde alla spirale gialla cattura Yang.

spirale3

Faccio notare che Ighina, per fare le prime spirali usava il rame, poi si è accorto che l’alluminio andava meglio. Per inciso si potrebbe usare anche altri materiali, si usa per esempio l’argento.

Ora se dovessimo infliggere un ago in un punto della pelle dove manca l’energia Yang (pelle fredda, pallida…) e volessimo aumentare il più possibile l’introduzione degli orgoni Yang cosa dovremmo fare? Provate a rispondere a queste domande:

1° mentre penetriamo la pelle, quale movimento dell’ago aumenterebbe lo Yang, orario o antiorario?

2° Se usassimo aghi colorati di che colore li scegliereste?

3° Se dovessimo scegliere se scaldare o raffreddare cosa fareste?

4° Se doveste scegliere il tempo atmosferico scegliereste il sole o la pioggia?

5° Se doveste scegliere una stagione quale?

 

Ognuno di questi fattori aggiunge un po’ di “energia orgonica Yang”. Cioè prepara il terreno ed invita gli orgoni Yang ad entrare ed accumularsi.

L’energia orgonica Yang che sarà iniettata sarà il risultato della somma di tanti fattori, non tutti però hanno lo stesso peso, il più importante è di gran lunga l’agopuntore.

L’essere umano può riuscire a gestire con il suo corpo notevoli livelli di energie orgoniche; quando il guaritore manipola l’ago con intenzioni e volontà adeguate,  può trasferire quantità ottimali di energie al paziente.

Le energie, che l’agopuntore trasferisce al paziente toccando l’ago, o anche con la sua sola presenza, hanno ricevuto il suo imprinting, e soprattutto la sua intenzione.

Per questi motivi, in agopuntura, è l’agopuntore che conta; più della metodologia, più della tecnica usata.

Nella Cina antica quello che contava era il risultato, non la fama, non i diplomi; il mandarino pagava l’agopuntore solo se lo manteneva in salute; quando insorgeva una malattia, lo stipendio era immediatamente sospeso.

Anche la medicina ufficiale ha dovuto prendere atto dell’influenza della psiche nel rapporto malato paziente, per verificare l’efficacia oggettiva di un farmaco non basta più la prova in “cieco” (il paziente non sa se sta prendendo un medicina o un placebo)

Ma serve il “doppio cieco” (ne il paziente ne il medico sanno se stanno prendendo una medicina o un placebo)

 

Ma ecco ora le risposte. 1° orario   2° giallo    3° calore (il riscaldamento dell’ago si chiama moxa, vegono bruciate particolari erbe per ottenere adeguati imprinting)

4° il sole   5° l’estate.

Avete risposto esattamente, bravi! State diventando agopuntori. Altrimenti rileggete.

 

Ighina sostiene che se si fanno passare gli atomi magnetici attraverso una sostanza, all’uscita gli atomi magnetici acquistano la caratteristica vibrazionale. (Solo se ne hanno voglia aggiungerei io).  Quando si opera con piccole particelle elementari non vale più la fisica classica, i comportamenti cambiano, la ripetibilità risulta incerta.

 

L’orgone va considerato per metà materiale, cioè ubbidiente alle leggi fisiche, per l’altra metà mentale, cioè è in grado di percepire, reagire o subire un pensiero intenso e volitivo.

E’ come se ci fossero due mondi uno che genera l’altro; c’è il mondo della mente, emozioni, desideri, e c’è il mondo della materia fisica; il primo genera il secondo ma anche il secondo cambia il primo (sempre lo stesso ritornello, lo Yang genera lo Yin e viceversa); ebbene l’orgone è la più piccola particella del mondo fisico e nello stesso tempo la più grande particella del mondo mentale.

Forse per questo i sensitivi lo colgono usando l’altro corpo, i fisici invece non lo possono catturare, infatti, non hanno niente di più piccolo da mandarli addosso per rivelarlo.

Ighina era sicuramente poco scientifico, non si curava di dare dimostrazioni, dava soprattutto le conclusioni, senza dare possibilità di verifiche indipendenti, se non gli credevano …peggio per loro. Ovviamente la scienza lo ha sempre ignorato o …peggio. Alla fine diceva di essere passato nella categoria dei “E chi se ne frega.”

Come sensitivo Ighina era eccezionale. Egli scopriva, più che con l’intuito, con la vista sensitiva.

 

Dove porta tutto questo discorso?

Ritorniamo al contenitore entro il quale ruota l’elettromagnete pulsato, esso dunque contiene orgoni in grande quantità, essi possono sembrare innocui, non si vedono e quasi sempre sono tranquilli o ricevono imprinting non nocivi. Siccome le condizioni fisiche, chimiche, emozionali, mentali in cui gli orgoni sono immersi cambiano, può succedere questo:

Un individuo vuole osservare il funzionamento dell’elettrocalamita ruotante, toglie le protezioni apre e costata che non succede niente. Col tempo si abitua a trascurare ogni precauzione e considera l’energia orgonica innocua. Un brutto giorno però ha uno stato d’animo arrabbiato con se stesso o altro, è anche molto concentrato è quasi una fissità, apre la camera dell’elettrocalamita sembra che non succeda niente. Il giorno dopo però il braccio gli fa male e tende a paralizzarsi… non capisce, e non collega la causa con l’effetto. Ighina racconta alcuni fatti di questo tipo, dovette intervenire per demagnetizzare l’organo malato.

Giocherellare con il filo nudo di rame, mentre è in rotazione l’elettrocalamita è come giocare con il filo di un parafulmine, va bene 1000 volte ma se va male…

 

Ighina ha sempre sostenuto che la morte di Marconi aveva a che fare con gli orgoni.

Ecco cosa dice in un’intervista:

“…Difatti Marconi è morto per quello. Io ero dal ’36 che abitavo già qui ad Imola. Glielo avevo detto: ‘Mi raccomando Guglielmo, telefona se hai bisogno di fare qualche esperimento, mi raccomando…’. Lo avevo già salvato due volte. In una stavo per rimetterci la pelle anch’io. Perché lui adoperava i monopoli con facilità.

 E i monopoli cosa fanno?

Fanno la scomposizione della materia sulla materia stessa. Lui ha fatto l’esperimento e c’è rimasto. Si, effettivamente aveva messo lo schermo magnetico, ma non era sufficiente. Quando sono andato a Roma a vederlo nella bara, ho notato che egli aveva sotto la pelle come degli gnocchetti neri. Allora ho capito che era morto perché non era più circolato il sangue. I medici avevano detto che aveva una cosa nel cuore, come la chiamano loro? Boh… Tutti dicevano che Marconi era morto di Angina Pectoris…”

Mi rendo conto che tutto questo sembra pazzesco, per di più non posso dimostrarvelo; i colleghi di fisica potrebbero criticarmi in tanti i modi e a ragione, dal loro punto di vista.

Servirebbe a qualcosa dirvi che ho potuto far crescere le piante del 300% in più rispetto ad un gruppo di controllo, solo usando la volontà?

Che ho visto usare la mente per far sparire oggetti con assoluta impossibilità di trucco? E… molto altro.

No! Non servirebbe. Anche voi vorreste una prova, una verifica che non posso darvi, e siccome io sono d’accordo col metodo scientifico vi do ragione.

Viva il C.I.C.A.P.  (comitato italiano controlli affermazioni paranormale)

Così voi dormite sogni tranquilli. Io purtroppo no, perché sono impegnato a dimenticare ciò che ho verificato e che ammette come unica soluzione, l’esistenza dell’orgone mentale.

Ma siccome sono invidioso del vostro quieto riposare, aggiungo un’altra pulce nell’orecchio.

 

La pulce riguarda Ighina e la sua medianità poco nota.

Riporto testualmente  un pezzo dell’articolo di Leo Talamonti sulla rivista “Scienza ed ignoto” l’anno dovrebbe essere 1972.

Antefatto: succede che previsioni di Ighina relative a un contatto con extraterrestri va buco. Erano intervenute più di 2000 persone.

Il giornalista Leo Talamonti fa una domanda che teneva in serbo da tempo ad Ighina e i suoi collaboratori.

 …Si sono guardati per un attimo indecisi, e poi si sono arresi. Non ricordo le parole precise che avevo dette, ma il senso era questo:

 “Voi sapete troppe cose insolite e strane, e tutte queste storie sull’atomo magnetico non le avete inventate voi, è inutile negare: chi ve le ha suggerite, o raccontate?”

E’ allora che è venuta a galla tutta la storia “vera”, e cioè quella di Ighina che cade ogni tanto in trance  “cade proprio li, su quel punto del pavimento” e  nel corso della trance riceve notizie, ammaestramenti ed ordini: soprattutto ordini.

  1. “Chi li impartisce, questi ordini? “.
  2. “A volte l’uno, a volte l’altro: ma è Scegustori, che comanda”.
  3. “E chi è questo Scegustori ”
  4. “Il Capo”.
  5. “E’ mai venuto qui?”
  6. “Si, una volta, con una decina di altri”.
  7. “E com’erano fatti?”
  8. “Vagamente umani… Ma io vedevo bene solo lui, Scegustori, gli altri erano un po’, evanescenti”.

 Ora il volto di Ighina è teso più che mai, e ammicca involontariamente con gli occhi. L’interrogatorio prosegue:

  1. “Se ho ben capito, Lei è come un soldato che sia stato arruolato suo malgrado; è cosi?”
  2. “Fatto abile e arruolato”, come dicono ai giovanotti di leva”. Annuisce.

Altra domanda; chiave: “E ha provato mai a disobbedire”?

 E’ o non è vera e propria angoscia, quella che si dipinge per un attimo sul suo volto?

  1. “Direi di si.”

 Mi narra di una macchina – una dalle tante – che era in corso  di allestimento, e che lui aveva voluto far funzionare prima del tempo, contro il divieto esplicito del Capo. La punizione fu immediata: un incendio tremendo che stava devastando il laboratorio, e che i pompieri non riuscivano a domare; non potevano neppure avvicinarsi, tanto il calore era forte. Ma si avvicinò Ighina, protetto dal “campo” della poltrona magnetica, e spense in un batter d’occhio l’incendio, con un idrante strappato dalle mani di un pompiere.

 

Data l’apertura alle confidenze, vengono a galla molte cose, alcune delle quali inattese. Ighina – stando a questa seconda e più attendibile versione che ci dà di se stesso – non solo cade in trance, ma si sdoppia: per esempio, può andare a vedere che sta facendo il figlio in questo preciso momento, oppure può mettere paura, o far dispettucci, a persone lontane.

Sentiamo che la verità è questa non l’altra.

A volte gli balena qualche intuizione che riguarda l’avvenire; e così via…

Ora che ci pensiamo, non è il solo medium che si vergogni di esserlo, e che – essendo posseduto, per così dire, dal suo sogno – ottenga anche un qualche effetto paranormale, avendo cura pero’ di mascherarlo accuratamente con una elaborata trama pseudo-scentifica.

A Faenza. per esempio ce n’è un altro; e poi c’è un frate benedettino – specialista di musica antica – il quale ama far credere di aver inventato e costruito apparecchi di una tale fantascientifica potenza, che quelli di Ighina, al confronto, scompaiono. Possono fotografare il passato, pensate. Non siamo sicuri di poterle chiamare imposture: se mai, si tratta di “fiabe vissute”, e alle quali sono gli stessi protagonisti, i primi credere.

 

PRIGIONIERI DEL SOGNO

Sono i prigionieri del sogno, i teleguidati. Se si vuol parlare di inganni, è bene precisare che i primi ad essere ingannati sono proprio loro; e da chi?

Qui i pareri divergono a seconda che si ammetta, o no, l’azione di un’ intelligenza estranea. Esiste veramente, questo  Scegustori?  E chi è, o cos’è?

E’ troppo presto per tentare di rispondere a una domanda come questa…

                                                                                               Leo Talamonti

 

Bravo Talamonti!  Fa bene a non trarre conclusioni affrettate la medianità è una brutta bestia da capire, ti sguscia dalle mani come un’anguilla.

Quando raggiungi una certezza, ecco che accade qualcosa che te la smonta e viceversa. Me lo confermò anche il compianto De Boni che ne aveva viste di cotte e di crude.

D’altra parte bisogna comunque dare una risposta a questa domanda:

Come fa il pensiero a condizionare la materia?

Stranamente Ighina dà una visione possibile, in concordanza con quella cinese  e con la teoria orgonica di Wilhem Reich, con l’alchimia, … insomma quadra tutto.

L’obbiezione più ricorrente che viene fatta è la seguente: Ighina sosteneva che la terra è ferma il sole pure e i pianeti sono cavi, era evidentemente matto.

Ma supponiamo che l’universo sia come una realtà virtuale a due dimensioni rappresentata su un monitor controllato da un computer; noi che viviamo sullo schermo sosteniamo che c’è un Sole una Terra che gli gira attorno ecc. Ad un certo punto alcuni degli abitanti dello schermo si accorgono di vivere nel computer, cominciano a dire che il Sole e la Terra sono fermi ma che l’unica cosa che si muove sono dei dati che scorrono che simulano tutto, insomma sto descrivendo quello che è espresso nel film Matrix.

Come possono essere creduti da chi non conosce altro che ciò che è rappresentato sullo schermo?

 

 

Un lato molto positivo e poco conosciuto di Ighina

Da ultimo vorrei ricordare come Ighina si dedicava a curare gli ammalati.

Dal Libro Pier Luigi Ighina profeta Sconosciuto:

…Con l’energia ritmico magnetica si possono guarire moltissime malattie anche gravi. Per questo nel laboratorio di Imola avevamo costruito una poltrona magnetica che dava dei risultati veramente notevoli. Una sera – parlo di 34-35 anni fa – venne a trovarci un medico di Bologna che era molto aperto nei confronti delle cure alternative. Aveva sentito parlare dell’energia magnetica e voleva avere delle spiegazioni in merito. Gigi (Ighina) sapeva ormai a memoria tutta la presentazione che non si stancava mai di ripetere anche più volte al giorno.

 Il medico ci disse che la teoria era affascinante, ma che lui voleva vederne in pratica la validità. Gigi (Ighina) rispose che avevamo curato e guarito diversi malati, ma che ultimamente era venuto l’ufficiale sanitario, accompagnato dai vigili, e che aveva minacciato di denunciarlo per esercizio abusivo della professione medica se avessimo continuato. Al che il dottore disse che lui era medico e che nessuno poteva impedirgli di sperimentare i nostri strumenti. Al momento aveva appunto una paziente che era già stata operata per tumore al seno.

L’avevano sottoposta alla cobalto terapia ma ormai non c’era più alcuna speranza perché le metastasi si erano diffuse in tutto l’organismo. “Avrà sì e no due o tre settimane di vita – disse – Domani ve la porto e vediamo un po’ cosa succede”.

 Il giorno dopo tornò con la donna che a stento si reggeva in piedi. Dovemmo trasportarla su una sedia fino alla poltrona magnetica dove si sedette. Evidentemente il medico era rimasto favorevolmente impressionato perché aveva portato con sé una cinepresa con la quale riprese la paziente seduta in poltrona a torso nudo. Povera donna! Dove era stato asportato il seno, c’era un enorme ferita purulenta e maleodorante.

Cominciammo ad irradiarla di energia per circa 20 minuti, dopo di che la congedammo, non senza averle consegnate due bottiglie di acqua minerale magnetizzata. Quel giorno era un martedì e le fissammo un appuntamento per il sabato successivo. Ma il venerdì sera vedemmo arrivare il medico senza alcun preavviso in uno stato a dir poco euforico. “Ma cosa c’è in quell’acqua che le avete dato? – esordì – Lo sapete che dopo averla bevuta ha ripreso appetito?! Il colorito del viso sta ritornando roseo, ha riacquistato le forze e riesce a camminare! Ma la cosa più stupefacente è che sulla ferità si sta formando un velo epiteliale!!”. Naturalmente il suo entusiasmo si comunicò pure a noi. Il medico aveva portato con sé una coltura contenente una varietà di amebe microscopiche, voleva osservare quale effetto produceva l’acqua magnetizzata sugli organismi viventi. In laboratorio avevamo alcuni microscopi che arrivavano a circa 200 ingrandimenti, più che sufficienti per osservazioni di quel tipo. Sia il medico che io mettemmo una goccia di coltura sul vetrino ed osservammo quanta vita era rinchiusa in quel piccolo spazio. Le amebe si muovevano e si riproducevano. Era veramente uno spettacolo affascinante. A questo punto aggiungemmo una goccia di acqua irradiata che provocò un piccolo maremoto, al termine del quale le amebe erano scomparse. Facemmo diverse prove sempre col medesimo risultato. Allora il dottore disse che aumentando il volume della goccia, forse le amebe si rifugiavano nel fondo e non si riusciva a metterle a fuoco.

 “Faremo così – disse – lei Alberto cerchi di inquadrarne una, e quando ci riesce io toccherò la goccia di coltura con la punta di uno stecchino intinto nell’acqua, vediamo cosa succede”.

 Dopo un po’ centrai con l’oculare un’ameba che ruotava su se stessa.

“Ce l’ho, dottore. Tocchi la goccia!”. Come la punta dello stecchino venne a contatto, vidi l’ameba esplodere, disintegrarsi come un bomba.

-“E’ esplosa dottore! L’ameba è esplosa!”

-“Impossibile – disse lui – anche se si fosse trattato del più potente dei veleni si sarebbe bloccata o deformata, ma mai esplosa!!”

-“Senta, provi lei. lo ho visto bene e sono sicuro che è esplosa”.

Dopo un po’ anche il dottore inquadrò un’ameba e appena io toccai la goccia urlò:

“E’ esplosa! E’ esplosa per davvero! Adesso ho visto anch’io.”

Ripetemmo l’esperimento più volte sempre col medesimo risultato: le amebe esplodevano. Il dottore disse che bisognava ripetere gli esperimenti e preparare una relazione che egli avrebbe presentato al prossimo congresso medico e che comunque, visti gli effetti dell’acqua irradiata, non disperava di veder guarita anche l’ammalata che stava curando.

 Il dottore ed io eravamo entusiasti mentre Gigi sembrava non voler partecipare alla nostra euforia. Infatti disse al medico che le cure magnetiche applicate alle malattie croniche determinavano come un regresso nel tempo dell’organismo malato, che cioè ricapitolava all’incontrario le fasi che avevano portato al suo aggravamento. Tale ricapitolazione avveniva in un tempo breve, ma era inevitabile un temporaneo aggravarsi dei sintomi dolorosi. Il giorno dopo il dottore tornò con l’ammalata che riuscì a camminare e a sedersi sulla poltrona da sola. Era veramente migliorata in modo eccezionale. Dopo averla irradiata per altri 20 minuti ed averle consegnato altre due bottiglie d’acqua, Gigi ritenne doveroso avvertire la signora che il giorno dopo avrebbe avvertito dei dolori e di non preoccuparsi perché essi annunciavano un miglioramento e cioè il ripristino della vitalità organica. “Dolori? – disse lei – Ma io ho già sofferto tanto e non voglio più soffrire!”. Succedeva questo: mentre il corpo della malata era disponibile a reagire positivamente agli stimoli energetici, l’animo della donna ormai era come morto perché non riusciva più ad affrontare le sofferenze della vita. Così come Gigi aveva predetto, il giorno dopo la donna fu assalita da forti dolori che cercò di attenuare assumendo una dose massiccia di calmanti e dal quel momento si rifiutò di proseguire le cure.

Visse ancora sei mesi e poi morì. Due giorni dopo il medico tornò. Ci disse che era dispiaciuto di non poter portare a termine ciò che era iniziato in maniera così promettente, ma che noi tuttavia avevamo la prova dell’efficacia delle cure magnetiche e ci propose di ripetere l’esperimento con le amebe.

Ci mettemmo subito all’opera e costatammo con grande sorpresa che le amebe non esplodevano più, anzi sembrava che il contatto con l’acqua magnetizzata accelerasse il loro metabolismo ed accrescesse la loro vitalità. Infatti si muovevano con brio e si riproducevano più velocemente. Provammo allora a caricare al massimo di energia l’acqua, ma non ci fu niente da fare: le amebe non esplodevano più. lì dottore ed io restammo delusi e scoraggiati dopo di che lui se ne andò e da quel giorno non lo vedemmo più. Gigi come al solito era restato imperturbabile insegnandoci col suo comportamento l’importanza di saper accettare la negatività. Passò del tempo ma io non riuscivo a liberarmi dagli interrogativi: perché le amebe prima erano esplose e poi vitalizzate? Come ci si poteva fidare di un’energia che dava dei risultati così contraddittori? Queste domande mi ossessionavano. Poi improvvisamente un lampo di luce illuminò la mia mente: “Ho capito!” gridai dentro di me. La sera delle esplosioni il nostro stato d’animo era euforico, quindi nell’acqua magnetizzata non c’era solo l’energia prodotta dall’elettrocalamita ma anche quella irradiata dal nostro entusiasmo!” Non mi aveva forse insegnato Gigi che esisteva nell’universo un’unica energia che si differenziava per riflessione e comunque era la causa efficiente di tutti i fenomeni? Nel primo esperimento la semplice energia vitale contenuta nelle amebe messa in comunione con la vibrazione altissima del nostro entusiasmo non aveva resistito ed era esplosa, mentre la seconda volta il nostro stato d’animo era normale, forse anche un po’ depresso e quindi non aveva aggiunto alcun apporto energetico umano all’acqua magnetizzata. Ma allora se le cose stavano così, lavorando con l’energia magnetica non si poteva più scindere “quel che si è da quel che si fa”. Quindi nel campo delle esperienze con l’energia ritmico-magnetica il concetto del distacco, dell’obiettività scientifica, non aveva più alcun valore perché chi è quell’uomo che può dire di non aver desideri, speranze, paure, sia nella mente che nel cuore? Quindi era necessario predisporsi con valori positivi interiori per ottenere dei risultati corrispondenti all’esterno. Così l’amore, la passione e la fede con cui si effettuavano gli esperimenti, diventavano un elemento indispensabile per la loro riuscita. Ora capivo perché i veri alchimisti dicevano che si poteva fabbricare l’oro solo distillando, sublimando e trasformando le sostanze più vili che corrispondevano alle umane passioni, con un lungo e paziente lavoro di purificazione. La pietra filosofale non era altro che il corrispondente materiale della Fede certa e priva di dubbi. Corsi subito da Gigi per dargli la grande notizia:

–  “Gigi, ho scoperto che con la Fede si può far tutto anche i miracoli!”. Lui sorridendo mi disse:

-“Quel che dici è vero. Con la fede possiamo provocare delle modifiche anche sostanziali all’energia presente in ogni materia vivente e non, purché vi sia in noi una fonte di energia superiore più potente di quella presente in ciò che vogliamo modificare e sai chi è quella fonte?”

-“Dio”.

-“Proprio così” rispose Gigi mentre il suo viso s’illuminava di una luce che pareva

venisse da un altro mondo. “Vedi, gli scienziati sono talmente imprigionati nella gabbia…

 

Conclusione

Rimane infine da stabilire come manovrare l’apparato. Su questo punto mi mancano informazioni.

Per chiarire la cosa mi sono recato da Ighina con un plastico in scala dell’apparato ed ho chiesto, come dovevano essere collegati i due cavi provenienti dalla spirale aerea e da quella sotterranea, Ighina è apparso in difficoltà nel capire e nel rispondere aveva 92 anni e aveva appena superato un ictus. Il collaboratore attuale faceva un po’ da interprete perché Ighina pronunciava male le parole.

In un primo tempo Ighina ha detto che bisognava collegare all’uscita della rete che avvolge l’elettrocalamita o l’uno o l’altro dei fili.

Collegando il cavo della spirale aerea con monopoli positivi, assieme all’energia proveniente dall’elettrocalamita regolata in modo che produca monopoli positivi, si ha la somma delle positività e si respingono le nuvole.

Idem con i monopoli negativi.

Tuttavia poco dopo nel corso di chiarimenti Ighina ha dato una seconda versione.

Da quello che ho capito  ritengo che  il filo della spirale aerea va collegato ad un polo della batteria, il filo proveniente dall’accumulatore sotterraneo va collegato all’altro polo della batteria. E’ come se ci fossero due batterie in parallelo.

Io pensavo che  l’energia di monopolo poteva scaricarsi attraverso la batteria, tentai di fare questa obbiezione ma non riuscii a farmi capire.

Uscii molto perplesso, mi sembrava strano che ci fossero tutte queste incertezze su dei punti così fondamentali. Negli incontri avevo avuto la sensazione netta di trovarmi di fronte ad un medium più che ad un uomo di scienza. Ero abituato a conoscere questi personaggi, preciso che a quel tempo non avevo letto l’articolo di Talamonti succitato; c’era una domanda che mi prudeva:

La macchina meteorologica ha funzionato anche quando Ighina non era presente?

Posi questa domanda  all’assistente ma egli non seppe rispondere, allora gli confidai i miei dubbi e gli dissi: “Leggendo gli scritti pensavo che Ighina fosse uno scienziato alternativo, con un pizzico di sensitività, ma ho l’impressione che sia molto sensitivo e poco scienziato”.

Ci fu una reazione appassiona di difesa, quasi avessi fatto una grave offesa.

Ora dopo aver letto l’articolo di Talamonti penso che avevo proprio ragione.

Ecco cosa mi è stato recentemente riferito da un ex collaboratore di Ighina precedente:

“Nell’ultimo periodo della sua vita, Ighina nella buona stagione, rimaneva seduto per molte ore su una poltrona nel cortile antistante la sua casa. Non potendo più andare in laboratorio, si divertiva a stupire quanti andavano a trovarlo, facendo annuvolare o schiarire il cielo accendendo e spegnendo di continuo un telefono portatile. Naturalmente non era il telefono ad agire sulle nuvole; esso serviva solo come strumento di concentrazione al servizio della volontà della sua fede (ndr o meglio dire volontà). Con questo non voglio dire che il generatore e le altre apparecchiature fossero inefficaci o inutili; tutt’altro.  L’energia da essi prodotta “innescava” l’utilizzazione della fede quale canale d’accesso al serbatoio inesauribile di energia spirituale di origine divina presente negli innumerevoli centri neutri sparsi in tutto l’universo ma in perenne comunione fra loro.”

Tornato a casa meditai sulla cosa, decisi che il tutto andava approfondito con calma, partendo dalla verifica di piccole cose facili.

Ighina introduce una strumentazione, perché allora non verificare almeno le cose semplici?

Il generatore elettromagnetico di monopoli e la deviazione dell’ago magnetico appaiono alla nostra portata. Certo può succedere che tutto funzioni solo per una parte, l’altra parte (l’imprinting) probabilmente deve essere fatta da una mente volitiva ed educata, ma si tratta solo di allenamento.

Infine cosa ha guadagnato Ighina da tutto ciò, gli ho fatto questa domanda nel 2003 mi ha detto: “Ho guadagnato conoscenza, ma purtroppo, solo per me stesso” comunque ha aggiunto “ne è valsa la pena.”

E’ così che da un anno ho la casa piena di spirali d’alluminio, e l’orto inframmezzato dalle stesse. Devo dire che la verdura è più sana.

Mio cognato un giorno mi chiese cosa facessero tutte quelle spirali d’alluminio, mia moglie si mise a ridere; allora lo portai a vedere. C’erano 6 cavoli cappucci gli dissi guarda le foglie più esterne sono rosicchiate dagli insetti, “osserva questa pianta è perfettamente sana vero?”  “Si è l’unica che non ha buchini  fatti da animaletti parassiti.” Rispose.

“Ebbene non trovi strano che sia l’unica pianta circondata da una spirale d’alluminio?”

“Ma questa è un’evidente dimostrazione che funziona” disse

“Occorrono altre verifiche” esclamai.

Però pensavo: “Sono io con la mia sensitività e la spirale è solo una scusa, o essa porta un reale contributo? “ Non va dimenticato che sono riuscito ad ottenere un aumento del 300%, senza spirali e posizionando le piante a 2 Km di distanza da me.

Se avessi confidato questi dubbi a mio cognato, se avessi detto che la mente, quando allenata e resa volitiva, può controllare la materia, se avessi detto che L’UNIVERSO è MENTALE avrei goduto ancora della sua amicizia?

Non ho rischiato e me ne sono stato zitto.

 

 

 

 

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I volani di Carman

di Guglielmo M.

I corpi in rotazione presentano proprietà interessanti;  li possiamo anche definire come  Ibridi temporali perché presentano  velocità diverse nello stesso corpo e  secondo la teoria dei Gradienti a ogni velocità diversa corrisponde un tempo locale diverso.

Sperimentalmente si è riscontrato che i  corpi in rotazione hanno la caratteristica di interferire con altri corpi rotanti  che si trovino nella loro “area di influenza”.

Questa osservazione è del  tutto innovativa e sembrerebbe non trovare  riscontri nelle pubblicazioni scientifiche ufficiali e per questo motivo risulta difficile da accettare.

Interessanti ricerche sulle interazioni fra corpi rotanti sono state eseguite da uno scienziato italiano il prof Carman Cortesi che per molti anni ha dedicato mezzi economici e gran parte del suo tempo libero.

Il professore  in un laboratorio artigianale,  ha effettuato misurazioni con strumentazioni di notevole precisione e in gran parte da lui progettate e costruite.

La sperimentazione è stata anche estesa alle interazioni con onde elettromagnetiche e movimenti accelerativi di ogni tipo.

volani2

Questo scienziato italiano  in piena autonomia e praticamente  ignorato dalla comunità scientifica ha studiato assiduamente,  il comportamento dei corpi rotanti; per questo suo impegno egli meriterebbe ben più considerazione non solo per la genialità dei suoi strumenti ma anche per la sua dedizione e il suo coraggio .

Gli esiti della sua ricerca sono descritti (purtoppo)  in modo disordinato nel sito web: http://www.cortesi-gravity.it/index.html

Il risutlato del suo lavoro è così sorprendente  che solo uno scrittore di fantascienza poteva immaginare una cosa simile. Ecco cosa scrive Carman:

…Qualsiasi oggetto (massa) in grado di ruotare attorno al proprio asse genera un momento angolare il quale interagisce  in accelerazione con qualsiasi altro momento angolare generato da un’altra massa in rotazione. Se tale massa ruota ad una frequenza costante è soggetta all’interazione di altre masse ruotanti in accelerazione o in decelerazione   Facciamo un esempio:Prendiamo 2 volani e li poniamo nel medesimo piano chiusi in contenitori antimagnetici, li poniamo ad una distanza di circa m.1 uno dall’altro. Un volano lo facciamo funzionare da trasmettitore e l’altro da ricevitore controllando quello che succede.

Iniziamo l’esperimento creando accelerazioni al volano trasmettitore. Noteremo immediatamente che il volano ricevitore varia il proprio momento angolare in funzione delle accelerazioni e decelerazioni create dal volano trasmettitore. …

Questa scoperta è stata brevettata  come si legge dal sito di Carman:

BREVETTO  N.3 – BREVETTO DI INVENZIONE  0001364486 –  CONCESSO il  29/07/2009 – DOMANDA  N.  RA 2005A000037  DEL  11-10-2005

Dispositivo atto alla produzione, rilevazione, e  misurazione dell’ interazione Gravitocentrifuga da masse in rotazione accelerativa

Noi riteniamo che quanto è stato rivelato  da Carman sui comportamenti dei volani sia legato alla loro caratteristica di essere dei  perfetti ibridi temporali
Per tentare un’ipotesi teorica si potrebbe immaginare che esista uno speciale aspetto della risonanza che non è connesso alla materia, ma piuttosto, allo stato temporale di un oggetto.

Il pendolo e il volano

Prima di descrivere l’esperimento va fatta una premessa. Abbiamo definito “ibrido temporale” un corpo che presenta contemporaneamente velocità diverse.  Un onda e un pendolo  durante il loro ciclo  modificano continuamente la velocità, quindi secondo la Teoria dei gradienti temporali sono elementi a tempo variabile ossia  Ibridi temporali .

Nel suo esperimento dimostra come  un pendolo in oscillazione interagisce  con un volano rotante anche quando questo si trova   completamente isolato e protetto dall’ambiente esterno (la protezione è relativa all’elettricità statica, alle perturbazioni magnetiche  in quanto il volano è racchiuso ermeticamente in un contenitore antistatico e amagnetico )

pendolo

L’esperimento dell’interazione tra un pendolo e un volano dimostra  come gli oggetti accelerativi  potrebbero essere adatti   alla costruzione di nuovi tipi di strumentazioni, per esempio  :

  1.  strumenti di comunicazione in sostituzione o in alternativa di quelli usati in radiotecnica.
  2. strumenti di indagine per lo studio di forze e onde che altrimenti non si potrebbero in alcun modo rilevare
  3. prospettive da verificare di nuove strumentazioni  in grado  di trasmettere o rilevare informazioni senza  interagire con l’oggetto osservato o  in grado di propagare le  informazione che in prima ipotesi potrebbe essere istantanea essendo una questione temporale e non spaziale.

Nostra interpretazione dei risultati ottenuti da Carman:

Ci permettiamo ora di dare una nostra interpretazione degli esperimenti effettuati da Carman perchè se queste sperimentazioni potessero essere confermate ufficialmente da laboratori certificati, darebbero supporto alla validità  di alcuni principi  della nostra  vasta “Teoria dei Gradienti Temporali e Onde portanti” . In particolare al principio del :

Mantenimento dello status quo.

L’universo tende a compensare ogni tipo di evento per mantenere l’integrità di se stesso.

Analizzeremo ora alcune sperimentazioni di Carman che vanno esattamente in questa direzione:

Primo esperimento :

Prendiamo 2 volani  rotanti ( A e B ) e li poniamo nel medesimo piano altimetrico ad una distanza di circa m.1 uno dall’altro.  Per iniziare  facciamo  ruotare i volani alla stessa velocità e con identico senso di rotazione. Se acceleriamo il volano B ( trasmettitore)  succede  che il volano A rallenta.

Se l’ipotesi Status quo a è corretta accelerando il volano B  si deve creare una forza  contraria che si oppone al movimento del volano. Questa forza però agirà anche sull’altro volano.  Dato che la forza è opposta al movimento del volano A tenderà a decelerare il suo moto.

Dice Carman L’interazione avviene in modo che se i volani ruotano in fase il volano rivelatore ad ogni accelerazione del trasmettitore riceve una transizione rotazionale che  diminuire e la propria forza centrifuga. 

rotazionefase

Analizziamo ora  cosa succede  caso di volani che ruotano in senso opposto.
Se l’ipotesi dell’equilibrio già formulata è corretta, accelerando il volano B  si  creerà una forza  in opposizione al movimento del volano stesso, ma nel suo agire essa influenzerà anche il volano A.  Poiché i volani ruotano in senso contrario pertanto  forza  equilibrante richiamata da B  si sommerà all’energia di A  facendolo accelerare.
controrotanti

La sperimentazione reale del Dott. Cortesi  ce ne da conferma:

“.. Se invece i due volani ruotano di senso rotatorio contrario (controrotanti) ad ogni accelerazione del trasmettitore si ha un aumento del momento angolare del ricevitore.”

contofase

Secondo esperimento :

Interazione di un volano con il movimento terrestre.

Essendo la Terra il più grande volando disponibile per le sperimentazioni Carman ha ideato un sistema per valutare se ci sia interferenza tra un volano e il nostro pianeta.

Il volano protetto da interferenze è stato posto  su un carrello che si muove su due binari   in  tubo disposti  perfettamente orizzontale con agli  estremi degli interruttori di fine corsa.  La struttura con i binari poggia su un supporto centrale che può ruotare e quindi orientarsi secondo i punti cardinali.

barra

Consideriamo la terra come corpo trasmettitore e conoscendo che la sua rotazione è antiorario da Ovest a Est nell’esperimento si verifica se ci sono interazioni quando si sposta il volano in modo lineare nella stessa direzione (Ovest – Est) e contraria.

Se proviamo a far  percorre al nostro volano ricevente un percorso lineare da ovest ad est,  esso  dovrebbe subire  la forza  di riequilibrio generata dal movimento della terra (che va da est verso ovest). A cause di ciò la rotazione del volano ricevente dovrebbe essere frenata .
Il risultato conferma quanto supposto e il comportamento è identico a quello dei due volani già descritti in precedenza.

rotazione

Aggiungiamo a conferma della nostra ipotesi (status quo) che quando il volano si muove da nord-sud o sud-nord non si ha alcuna interazione, Carman dice infatti:

“.. tale variazione e’ massima per lo spostamento (EST-OVEST) e inferiore quasi nulla per spostamenti (NORD-SUD) . Le variazioni della frequenza sono positive per spostamenti verso EST e negative se il volano e’ in movimento verso OVEST. “

Terzo esperimento :

Interazione tra onde luminose e volani.

Riportiamo integralmente  quando riportato dal Dott. Cortesi nel documento del suo sito dove si misura l’interferenza fra un Gradiente temporale e la luce

”   Radiazioni solari interagenti con i momenti angolari di volani

 Si sono presi due volani e racchiusi in due contenitori cilindri metallici antimagnetici, diametro esterno cm.12, diametro interno cm.8, altezza cm.10 e chiusi ermeticamente.

Si sono collegati allo strumento misuratore e registratore con sensibilità di fondo scala 50 mV.   I due volani sono stati messi in funzione lontano da radiazioni e da qualsiasi possibile disturbo.

Temperatura durante il funzionamento costante e pressione costante. Da notare che un volano ruota di senso orario e il secondo di senso antiorario rispetto alla rotazione terrestre, e posti  sul medesimo  piano di rotazione  dell’equatore terrestre.

Le due registrazioni che giornalmente vengono registrate, registrano un andamento quasi uniforme: al mattino alle ore 7 – 8 circa, i due volani cominciano a diminuire il loro assorbimento in corrente ed aumentano la loro velocità  diminuendo il loro peso.

Questo andamento lo si ottiene fino alle ore 17 – 18 circa, poi inizia il periodo inverso ove si ottiene una diminuzione dei giri dei volani, un aumento di assorbimento di corrente ed un aumento di peso del volani.

Questo ciclo si ripete tutti i giorni e con variazioni maggiori con cielo sereno. Le variazioni registrate giornalmente dei due volani come andamento risultano uguali ma diverse in ampiezza.

Il volano che gira inversamente alla rotazione terrestre registra un segnale più ampio circa il 20% rispetto al volano che ruota in fase alla rotazione terrestre

Tenteremo ora di spiegare l’esperimento impiegando la teoria dei Gradienti.

Un corpo in rotazione crea una perturbazione continua che l’Universo tenta di compensare ma senza riuscire.

S’immagini un pendolo in oscillazione e si potrà facilmente comprendere come agisce l’Universo.
Ad ogni nuovo movimento del pendolo si crea un’opposizione con una forza contraria che tende a portare l’oggetto nella posizione precedente.
La forza contraria però non è istantanea e quindi nemmeno proporzionale.
Il pendolo nel suo movimento accelera e decelera per cui la forza in opposizione per ogni istante è sempre diversa dalla forza di richiamo.

In altre parole sia il pendolo sia un’onda sono dei Gradienti che presentano tempi diversi ad ogni movimento mentre un cilindro rotante è un ibrido temporale che contemporaneamente ha tempi diversi.

Un cilindro in rotazione è dunque soggetto ad una forza dell’Universo che per la natura degli eventi non può essere costante ma è variabile e auto referente.
L’andamento e la distribuzione volumetrica di questa forza è nota a tutti anche se è erroneamente interpretata come campo gravitazionale o magnetico.

La conseguenza sarà che intorno ad un corpo rotante si creerà un guscio di protezione costituito da forze distribuite con intensità decrescente che partendo dal centro si propagano all’infinito.
Se si osserva il disegno della distribuzione dell’intensità delle forze si noterà certamente che esse hanno forma di onde stazionarie con frequenza incrementale variabile e decrescente.

Questa distribuzione della forza intorno ad un corpo in rotazione assume delle proprietà che si possono facilmente intuire e tradotte con una sola parola “Instabilità”.
Un tale campo di forze essendo costituito da molteplici frequenze di conseguenza sarà in grado di risuonare o risentire di qualsiasi frequenza o forza perturbatrice.
La forza perturbatrice si tradurrà in una variazione della velocità di rotazione che sarà proporzionale all’intensità della forza applicata, alla massa rotante e al tipo di materia usata.

Il progetto di un sistema in grado di produrre energia basato sui concetti appena esposti risulta molto semplice anche se è necessario rammentare che il tempo dove si compie lavoro potrebbe essere diverso da quello in cui si trova l’operatore.

Quando si perturba il campo di forze si ottiene come conseguenza la variazione della velocità di rotazione e l’energia contenuta nella variazione non sarà mai proporzionale all’energia impiegata per perturbare.

La variazione di velocità può essere usata per fare misure, inviare informazioni, produrre energia o modificare l’azione della Gravità.

Le modalità per perturbare sono diverse ad esempio è possibile usare un’onda, un Gradiente immerso nel campo, un’accelerazione o una traslazione (possibilmente) curva.
Nel caso di una traslazione curvilinea di un Gradiente si può ottenere una diminuzione del peso relativo che si sposta e agisce in un tempo differente, per esprimere il concetto più esattamente si deve dire che si sposta il baricentro dell’insieme.
Qui sotto due esempi:
Gravità relativa 1 Movie
Gravità relativa 2 Movie

Qui invece la dimostrazione più evidente dello spostamento del baricentro.
L’idea esposta è quindi che qualsiasi corpo con gradienti riceve un trattamento speciale dalle forze dell’Universo che nel tentativo di riportare una situazione di equilibrio lo isolano circondandolo con un involucro fatto di onde sovrapposte.
Queste onde però non hanno frequenza casuale ma l’onda superiore è sempre con frequenza dimezzata.
La sovrapposizione di onde e anch’essa dimostrata concretamente da un altro ricercatore Fabrizio Tamburini.

Tutti conoscono che le onde trasmesse da una stazione radio possono essere captate usando un semplice dispositivo capace di risuonare a determinate frequenze e allo stesso modo due Gradienti  oppure un onda e un Gradiente possono comunicare e interagire fra loro.

La differenza sostanziale fra le comunicazioni Radio e quelle dei Gradienti deriva dalla massima flessibilità nell’uso dei dispositivi, ad esempio un pendolo comunica con un’onda, una sfera in rotazione, un raggio di luce, ecc. e le comunicazioni non risentono dei tipici ostacoli delle onde elettromagnetiche.

 

Il mistero delle palline

cicloide2

di  Guglielmo M.

Qualche anno fa è apparso sul blog  Energeticambiente , specializzato in energie alternative e innovazioni tecnologiche  un thread che ha suscitato un certo interesse tra gli esperti appassionati e i troll che lo  frequentavano. Il thread descriveva e mostrava un esperimento realizzato con delle palline che nel loro moto non rispettavano le regole classiche della meccanica e della fisica. Nel blog si sono susseguiti i tentativi di spiegazione, che in definitiva sono risultati  poco convincenti e così come spesso accade nei Forum quando gli esperti non riescono a risolvere una cosa, per  frustrazione passano alla fase di derisione e banalizzazione della tesi  proposta.
Noi restiamo dell’idea che quell’esperimento meriti più attenzione, perché le conseguenze non sono banali. Ma forse i tempi non sono ancora maturi per queste novità scientifiche.

Il promotore del thread ha usato questo  esperimento per  stuzzicare la curiosità dei lettori e per  introdurre dei concetti innovativi parte di un ragionamento ben più vasto. In sintesi  egli dice:

 La velocità ha effetti concreti non solo quando è prossima a quella della luce ma per ogni suo valore anche se minimo. Nella vita ordinaria le “piccole velocità” sono straordinariamente più importanti e con effetto concreto di quanto riportato dalla teoria di Einstein”.  

Esperimento Classico 

L’esperimento è una variante di un effetto fisico noto ma non ancora spiegato. L’esperimento rallentato (tradizionale) era stato eseguito da ricercatori tedeschi e pubblichiamo qui di seguito la versione originale:

In definitiva l’esperimento mostra che la pallina che fa il percorso più lungo arriva prima. In questo sito tedesco ” Das Kugelexperiment ” si possono trovare maggiori informazioni e un foglio di calcolo con alcuni elementi dimensionali.

Analisi dell’esperimento 

Durante l’esperimento si sono lasciate cadere due palline su due rotaie poste affiancate. Naturalmente si tratta di rotaie omogenee  fatte dello stesso materiale, la sola differenza è il tragitto  in quanto una è rettilinea e l’altra presenta  un’avvallamento e quindi è un percorso più lungo.   Senza nessun motivo apparente  la pallina che deve  percorrere il tragitto più lungo, nell’uscita dall’avvallamento sembra subire una spinta, tanto da guadagnare una certa distanza rispetto all’altra. Qui di seguito si può vedere  la sequenza  dei fotogrammi relativi dall’ingresso all’uscita uscita dall’avvallamento

.
PallinaFotogrammiLista

Per completezza aggiungiamo qui di seguito  una analisi dei dati :

Dati

dai quali abbiamo ricavato il seguente grafico

Grafico

Poichè i fotogrammi ricavati dal film contengono un errore di prospettiva e quindi una deformazione, abbiamo  corretto il calcolo con una curva di aggiustamento.

PallinaFotogrammiDistorsione

Analisi del grafico

1) Le immagini fotografiche presentano una deformazione e per compensare tale errore e fare una valutazione più precisa è stata introdotta una funzione di aggiustamento.
2) La curva percorsa dalla pallina inizia dal punto 1 e finisce al punto 13, il suo centro è identificabile con un rombo in colore scuro. Nel grafico il suo colore è azzurro
3) Le distanze percorse dalle palline sono state rilevate usando un tool di selezione grafica per cui sono molto precise ed espresse in pixel.
4) La pallina che in seguito sarà denominata “A” e quella che percorre la pista diritta, “B” l’altra pallina.

Expertise, valutazione del grafico
La curva Diff rappresenta l’informazione più importante per la valutazione.
La curva mostra la differenza fra il percorso di una pallina rispetto all’altra ed è una sottrazione fra le curve A e B.

Questa curva presenta delle anomalie molto evidenti per i seguenti tratti:

1-8 Non appare come una curva di un corpo in accelerazione in un campo gravitazionale ma sembra una retta.
Questo fatto fa pensare che avvenga un accumolo di energia similmente ad un volano.

9 é il punto di flesso

10-14 Ancora una retta che non dovrebbe esserci considerando che è sottoposta a decelerazione,  Decelerazione che non può essere lineare.

Conclusioni
La pallina accelera per i tratti 1-9 quindi anche per il tratto in salita.
Si deve considerare inoltre che la comparazione di posizione non indica la velocità istantanea, velocità che quindi è certamente maggiore di quella mostrata dal grafico.
Il tratto della curva può essere valutato come più lungo di circa 25 mm
La pallina B esce dalla curva indiscutibilmente con una velocità maggiore della pallina A almeno per il tratto che è considerato in questa analisi.


INTRODUZIONE AL CONCETTO DI GRADIENTI TEMPORALI

L’autore  per spiegare l’anomalo comportamento delle palline,  prende  in considerazione  il caso particolare che si verifica quando in un corpo coesistono contemporaneamente velocità diverse.

Si immagini per esempio  un  disco che ruota sul suo asse centrale; la parte periferica del disco si muove ovviamente a velocità maggiore della zona vicina all’asse centrale.
Il disco presenterà varie  velocità  distribuite con un valore che  incrementerà mano a mano che ci si allontana dalla zona del perno e si va verso la periferia; le varie velocità possono  essere rappresentate con un “Gradiente”.

In generale tutti i corpi in rotazione, e quindi anche le palline dell’esperimento,  presentano contemporaneamente diverse velocità. L’autore sostiene   che “ogni velocità corrisponde ad uno specifico tempo”  e per  questo  ha nominato la sua idea  “Teoria del Gradiente Temporale”.

Secondo questo concetto due oggetti che si muovono a velocità diverse hanno in realtà tempi propri diversi e anche la materia che costituisce gli oggetti stessi  è disposta nelle dimensioni spaziali che gli sono proprie.
L’autore introduce il concetto di “ibrido temporale” per indicare un oggetto che contiene tempi differenti.

Un esempio pratico di Gradiente temporale è una trottola che sta girando, essa ha in  se contemporaneamente molti tempi. Secondo l’autore essa  “non cade perché non saprebbe in quale tempo cadere”.

trottola

Un altro classico esempio è la ruota che egli descrive cosi’:

La ruota può essere immaginata come costituita da due parti, il suo perno centrale sul quale grava il peso, ad esempio un carretto, e la sua parte periferica  che è in contatto con il terreno.  Com’è facile dedurre il perno e il cerchione ruotano a velocità diverse e di conseguenza avviene che le due parti hanno tempi propri e tempi locali diversi .

Prendiamo il  caso di  una ruota che sostiene il peso di  un carriola, quando il mezzo è in movimento,  il peso della carriola  grava sul perno  che ha una velocità e quindi un tempo diverso da quello del  cerchione che subisce la spinta per la movimentazione.
Il risultato sarà che la carriola non ha più alcun peso nel tempo di chi spinge e quindi il peso può essere mosso senza sforzo.

Ma il peso della carriola è realmente diminuito? .

cariola
La risposta è no! Ciò che è cambiato è solo il modo con il quale è distribuito il peso infatti il peso a causa del moto rotatorio si è spostato e preme semplicemente in un altro tempo
“.

L’esperimento delle palline è  un altro modo per dimostrare un tipo di fenomeno provocato delle diverse velocità degli ibridi temporali.

Le due palline dell’esperimento percorrono due tratti di diversa lunghezza, ma arriva prima quella che fa il percorso più lungo.

In pratica noi vediamo e misuriamo la posizione spaziale  delle palline in funzione della loro velocità.

Attenzione  però  l’effetto non è solo visivo! La pallina più veloce conserva anche l’energia che poi potrà scaricare solo rallentando o con un impatto.
Osservando con attenzione il  filmato si potrà notare come  la pallina che arriva prima  cozza con la barriera finale spostando tutta l’impalcatura, mentre la seconda pallina arriva più dolcemente.

NewGIF.gif

Replica dell’esperimento con variante

Come abbiamo detto una sfera rotante è un caso molto comune di Ibrido temporale. In questa seconda sperimentazione sono state impiegate  due sfere.
Si sottolinea che se non fosse stata utilizzata una seconda sfera come parametro di riferimento e comparazione visiva, l’esperimento misurato con la strumentazione ordinaria non avrebbe fornito alcuna indicazione sulla sua stranezza

Dati palline
Diametro millimetri = 25,4
Peso grammi = 67,385

Descrizione dello strumento
Sono posti due binari (A e B)  affiancati con origine e arrivo alla stessa altezza dal suolo
Il binari “A” e “B” all’inizio (sinistra del disegno) hanno due pendii di eguale forma, disposizione e pendenza.
Il binario “A” (dopo il pendio) prosegue in modo rettilineo con perfetto parallelismo rispetto al suolo.

Il binario “B” ha tre curve calcolate con un certo criterio e leggermente diverse per curvature e ampiezza.
Lunghezza della pista più breve = 3,42 metri
Larghezza pista (interno) = 28 mililimetri

Dislocazione delle curve, misurando da inizio pista (a sinistra) a inizio curva (punto 0)

Curva 1  cm 1150
Curva 2  cm  1750
Curva 3  cm  2230

Ampiezza bacino della curva

Curva 1  cm 350
Curva 2  cm  345
Curva 3  cm  338

Discesa di lancio
Triangolo
Base = 6 cm
Altezza = 4 cm
Altezza partenza = 3 cm

Per la tracciatura delle curve scaricare il foglio di CalcoloCurva
Il foglio è costituito da due pagine, uno per i dati in ingresso, l’altro per il grafico di tracciatura.
(Per usare il foglio di calcolo è necessario togliere la protezione delle macro).

Palline

Descrizione dell’esperimento  

In questo esperimento si dimostra come varia il tempo di un oggetto ibrido (la sfera) quando sottoposto ad accelerazione e si misura la variazione temporale comparando visivamente la sua posizione con quella di un’altra sfera.

La sfera indicata nel grafico con la lettera “B” è stata costretta dal particolare tipo di disegno delle curve a spostarsi nel tempo per tre volte, prima in anticipo e poi in ritardo rispetto alla pallina “A”, alla fine del percorso il rallentamento è notevole e la pallina “A” fa il sorpassa definitivo.

Esecuzione
Si fanno scendere due biglie, una per binario, nello stesso istante e da un’identica altezza facendo in modo che quando rilasciate esse siano libere di percorrere i binari.
Si noti che il disegno delle curve è stato curato attentamente in modo da consentire ogni volta alla pallina “A” di essere sorpassata anche se la pallina “B”, a causa degli attriti determinati dal suo percorso più lungo disperdeva parte della sua energia.
La pallina “B” rimane comunque sempre in testa fino a circa 10 cm dopo l’ultima curva.

Per il tratto da 0 a 2 le palline sono perfettamente parallele,proseguendo
…. le palline dopo la prima curva sono in posizioni diverse, la pallina “B” ha sorpassato la pallina “A” (punto N. 3),
…. nel punto N. 4 le palline sono nuovamente parallele cioè pallina “B” ha rallentato rispetto ad “A”,
…. le palline dopo la seconda curva sono in posizioni diverse, la pallina “B” ha sorpassato la pallina “A” (punto N. 5),
…. nel punto N. 6 le palline sono nuovamente parallele cioè pallina “B” ha rallentato rispetto ad “A”,
…. le palline dopo la terza curva sono in posizioni diverse, la pallina “B” ha sorpassato la pallina “A” (punto N. 7),
…. nel punto N. 8 le palline sono nuovamente parallele ma da questo punto in poi la pallina “B” rallenta ed è sorpassata abbondantemente dalla pallina “A”,

Filmato 1 (L’esperimento al rallentatore)

Filmato 2 (La ripetizione dell’esperimento ma vista da un’altra angolazione)

Filmato 3 (La pista usata)

ALTRI FILM

Alcuni film di preparazione e studio per esperimento delle palline

Filmato 1) 
Esperimenti eseguiti per la ricerca dell’equazione che disegna le curve
https://www.youtube.com/watch?v=EEY0y7iQPtw

Filmato 2) Esperimenti eseguiti per valutare l’incidenza degli attriti e del percorso più lungo relativi ad una curva generica

Filmato 3) Esperimenti eseguiti per valutare la reversibilità temporale con curva rovesciata.
Nell’esperimento si nota che la pallina che fa le curve tende verso la fine a raggiungere l’altra pallina.
L’esperimento dimostra la validità concettuale della teoria dei “Gradienti” e inoltre mostra che il rallentamento temporale ha una effetto di durata limitata e quindi che il sistema tende all’equilibrio.

Assi universali

Da http://digilander.libero.it/kems/

di Guglielmo M.

ASSI UNIVERSALI (AXIS MUNDI)
Se si ammette che esiste un Gradiente 
Gravitazionale Universale che ha dimensioni definibili è facile ammettere di conseguenza l’esistenza di vettori o assi che indicano la sua forza e la sua direzione.
In questo documento abbiamo denominato questi vettori con il termine “Assi Universali”.

axismundi.jpg

   Gli Assi Universali sono probabilmente la cosa più importante riportata in questo capitolo e gentilmente vi chiediamo di mettere il massimo della vostra attenzione su questo argomento.
Il nostro Universo, come detto in precedenza, può essere assimilato ad un enorme contenitore dotato di tre dimensioni e quindi ogni suo punto risulterà identificabile da tre coordinate.
Il calcolo delle coordinate però non è semplice e immediato perché come si vedrà in seguito la valutazione delle distanze è relativa e dipende dal Tempo del punto in osservazione e dal Tempo proprio dell’osservatore.
Seppur con qualche problema di relatività possiamo considerare gli Assi Universali come il riferimento stabile e vincolante non solo per la Materia ma per tutto ciò che esiste.

   Nota
In tutti i capitoli del nostro documento per rendere più immediata la comprensione degli argomenti si è usato il termine Vettore per identificare delle forze che hanno una direzione determinata ma in realtà, come sarà descritto in seguito, il vettore è un flusso direzionato degli atomi che costituiscono il NIHILO. L’energia contenuta nel flusso poi deve essere intesa come una risultante media di più flussi con varia direzione.
Al lettore più attento risulterà anche chiaro che tre flussi con disposizione Cartesiana e con direzione definibile generano con la loro somma dei flussi secondari e anche un flusso medio principale che è la somma di tutti i flussi, abbiamo chiamato questo vettore (o flusso) “quarto asse”.

ASSI UNIVERSALI “LE PROVE”
Per continuare ora esibiremo alcune prove di quanto è stato fin qui dichiarato e inerente l’esistenza degli Assi Universali.

Espansione dell’Universo
L’Universo si espande mantenendo direzioni preferenziali e questa informazione rappresenta la prova fondamentale non solo della presenza degli Assi Universali ma giustifica anche la presenza di una specifica Gravitazione sulla quale abbiamo scritto in precedenza.
RotazioneUniverso.pdf

Anisotropia
I vari fenomeni anomali inerenti le reazioni in funzione della differente direzione sono noti (e da anni) alla scienza ufficiale ma nessuno ha correlato l’enorme massa di dati disponibile o ricercato le connessioni logiche in modo da individuarne l’origine e la causa.
Tutte le informazioni già disponibili non sono archiviate per le loro specifiche caratteristiche ma sono state semplicemente riunite con una parola: “
Anisotropia” e quindi l’argomento è stato chiuso senza valutare la grande importanza di questa concezione che ci consente di controllare e manipolare la Materia e tutto ciò che esiste.
http://it.wikipedia.org/wiki/Anisotropia
Si legga anche:
Anisotropy in Electromagnetic Propagation.pdf

Quasar
Così come avviene sulla nostra terra dove tutto è dominato e controllato dalla forza di Gravità allo stesso modo tutto ciò che esiste è soggetto ai limiti che sono imposti appunto dagli Assi Universali e cioè da una terna di forze che impongono delle regole.
http://www.fromquarkstoquasars.com/rotational-axes-quasars-aligned/
http://www.media.inaf.it/2014/11/19/il-bizzarro-allineamento-dei-quasars/

Si veda anche il dettagliato documento che è linkato qui sotto nel quale sono riportati una serie di fatti che indicano non solo la presenza di un elemento “direttore” ma anche la relatività delle nostre misure. Si legga in particolare il paragrafo:
“Anisotropie della CMB”.
http://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_cosmica_di_fondo

Stelle
La presenza e l’influenza degli Assi Universali con le loro direzioni preferenziali d’azione è tanto evidente da rimanere stupiti (a bocca aperta) nello scoprire che nessun ricercatore moderno si è accorto di questa cosa.
Se semplicemente osserviamo il creato, le stelle e l’apparato trionfante che ci circonda noteremo che tutto il sistema ha un senso e una distribuzione riconducibile ad una logica che è individuabile facilmente impiegando come riferimento il concetto degli “Assi Reali”.
Molto interessante ad esempio questa ricerca:
http://www.altrogiornale.org/allineamento-bizzarro-per-le-nebulose-planetarie/

Prove sperimentali
Senza andare lontano e con l’ausilio di una modesta strumentazione è già possibile verificare il diverso comportamento della luce o delle onde elettromagnetiche quando si cambia la direzione.
Interferometro 1 Movie
Interferometro 2 Movie  

   Fabio Mosca è un altro ricercatore italiano che ha fatto “milioni” di misure usando invece della luce due trasmettitori in radiofrequenza.
Questo è il suo canale di Youtube dove ci sono decine e decine di video che mostrano il suo lavoro e i risultati.
http://www.youtube.com/user/maxwellianoful?feature=watch

Cultura antica
L’esistenza degli Assi Universali è certamente un fatto noto da millenni e probabilmente fin dalla preistoria si utilizzava questa conoscenza non solo per le coltivazioni e le costruzioni delle città ma anche, molto probabilmente, per costruire dispositivi ad alta energia.
Tracce di questa sapienza tecnologica le troviamo praticamente in tutte le religioni; nelle religioni infatti gli Assi Universali conosciuti anche con il nome “axis mundi” indicano simbolicamente la direzione della potenza e della salvezza ma anche un luogo e una direzione preferenziale dove rivolgere preghiere e quindi ottenere favori e maggiore attenzione divina.
http://it.wikipedia.org/wiki/Axis_Mundi
Per chi desidera approfondire questo argomento ecco un link
http://altreligion.about.com/od/beliefsandcreeds/a/Axis-Mundi-In-Alternative-Religions.htm

In sintesi dunque Gli Assi Universali sono dei vettori che ci indicano una posizione (coordinate) all’interno dell’Universo stesso ma essi indicano anche la direzione delle forze che l’Universo usa per mantenere entro certi limiti se stesso e la Materia.
Se si applicano delle forze che sono coerenti e contemporanee a questi Assi è possibile creare, trasmutare o distruggere la Materia.

La presenza e l’influenza degli Assi Universali con le loro direzioni preferenziali d’azione è tanto evidente da rimanere stupiti  nello scoprire che nessun ricercatore moderno si è accorto di questa cosa.
Se semplicemente osserviamo il creato, le stelle e l’apparato trionfante che ci circonda noteremo che tutto l’ambaradan ha un senso e una distribuzione riconducibile ad una logica che è individuabile facilmente se si usa come riferimento il concetto degli “Assi Reali”.

Gli Assi Universali mostrano ancora una volta come l’uomo moderno ritiene che nel passato vivessero solo degli ignoranti e che tutta la sapienza appartiene solo a questa epoca.
Scartare ciò che proviene dal nostro passato corrisponde ad un suicidio ma allo stesso modo può essere molto pericoloso non fare un bilancio preventivo fra le conseguenze positive e negative sull’uso diffuso di una tecnologia.
In passato la scienza era nota solo ad una cerchia ristretta di persone che usavano queste conoscenze solo e quando strettamente necessario

Chiralità
La Chiralità potrebbe apparire un argomento fuori contesto e non avere nulla a che fare con gli Assi Universali ma in realtà è una delle tante prove che dimostrano la presenza di forze Universali direzionate.
Il fenomeno naturale della Chiralità che in definitiva corrisponde alla dualità speculare sarà ampiamente trattato e analizzato nel nostro documento in vari capitoli dedicati alla “Terza Forza“. Per anticipare il concetto possiamo dire che la Chiralità in sintesi è la creazione frequente che avviene in natura di due oggetti identici ma con forma rovesciata (speculare), ad esempio gli esseri umani sono composti da due mezze parti speculari che sono congiunte in un punto.
La Chiralità è in qualche modo la base stessa dell’energia vitale e la ritroviamo in tutti gli esseri viventi. Per un approfondimento vedere il link qui sotto che vi porta ad una pagina di selezione argomenti.
http://it.wikipedia.org/wiki/Chiralit%C3%A0

   Nell’immagine una coppia di molecole Chirali

chiralità

  La Chiralità reale a differenza di quella matematica e astratta presenta sempre una differenza, a volte microscopica, fra i due elementi della coppia Chirale.
Quando gli elementi sono uniti uno dei due elementi è più piccolo rispetto all’altro mentre se gli elementi sono separati le quantità numeriche non sono in parità.
Secondo la nostra teoria anche in un magnete le due polarità opposte non possono essere uguali, la differenza fra le polarità sarà anche analizzata nel paragrafo Assi Minori.

   Ad esempio il corpo umano (elementi uniti) ha sempre una metà che è più grande dell’altra mentre negli elementi separati uno dei due elementi oltre ad essere più piccolo è più numeroso dell’altro e le differenze sono maggiori della previsione statistica.
http://www.astronomia.com/forum/archive/index.php/t-1512.html

La differenza fra i due elementi indica appunto la presenza di una forza direzionata che somma la sua propria polarizzazione con le polarizzazioni contrarie appartenenti alla coppia Chirale speculare.
Se questo concetto non vi risulta chiaro provate ad immaginare un amplificatore operazionale che come è noto è costituito da due ingressi uno dei quali è invertito(speculare) rispetto all’altro.
Nell’amplificatore operazionale che è un esempio di dispositivo chirale la necessità di avere due ingressi nasce dall’esigenza di proteggere il sistema dai disturbi esterni.
In definitiva un disturbo di origine elettromagnetica o termica che agisce sugli ingressi sarà annullato e quindi non si propagherà sull’uscita e questo grande vantaggio è generato appunto della sua chiralità.
Un sistema chirale è quindi un sistema protetto dalle perturbazioni ma per completare la sua protezione è necessario utilizzare un ulteriore trucco, trucco che proteggerà il sistema anche da forze direzionate come quelle generate dagli Assi Universali.
Usando sempre l’amplificatore operazionale come Se ora sommate una tensione in uscita per compensare questa tensione sarà necessario diminuire o aumentare uno dei due ingressi, in altre parole le tensioni in ingresso risulteranno diverse.
Per ulteriori informazioni si veda questo link.

Considerazioni finali sugli Assi Universali
   Gli Assi Universali come già detto all’inizio del capitolo governano e mantengono in ordine l’Universo e di conseguenza la Materia e tutto ciò che esiste.
L’impiego pratico degli Assi Universali consente di ottenere trasmutazioni, creazione o annichilimento della Materia, modifiche dello Spazio e del Tempo.
Per usare le forze degli Assi Universali è necessario operare con una terna di forze che sono costantemente parallele a questi assi.

ASSI MINORI
Qualsiasi oggetto esistente dispone di una sua terna di assi specifici che nel nostro documento sono stati definiti con il nome di “Assi Minori”.
Gli Assi Minori dispongono come gli Assi Universali di una terna di vettori che identificano delle forze direzionate.
I vettori “Minori” appartengono all’oggetto e ruotano quando si ruota l’oggetto e quindi non sono fissi come quelli Universali, fanno eccezione gli assi dei liquidi che mantengono una disposizione fissa che è in funzione dell’influenza degli assi dei corpi vicini, sono anche eccezione gli assi dei catalizzatori che per loro costituzione risultano sempre allineati con gli Assi Universali.
La forza dei vettori è misurabile in modo relativo e può essere algebricamente sommata con le forze degli Assi universali e con quella di altri oggetti che sono posti ad una distanza minimale tale da possedere influenza.
La forza vettoriale di ciascun oggetto è in funzione del Volume, della Massa, dalla costituzione chimica e dallo stato energetico della materia dell’oggetto stesso.
L’oggetto con forza vettoriale maggiore influenza l’orientamento degli assi degli oggetti con forza minore che sono posti nelle vicinanze e in ogni caso l’influenza è sempre reciproca.
Le forze vettoriali degli oggetti ordinari sono molto piccole e diventano significative solo quando allineate con gli Assi di corpi posti vicino e di grande Volume o Massa.
L’impiego pratico degli Assi Minori consente di usare meno energia per ottenere qualsiasi tipo di lavoro, questo metodo è normalmente impiegato in natura in moltissime occasioni particolarmente dai vegetali.

ASSI MINORI “LE PROVE”

Assi solari e terrestri 
Il sistema Solare e anche la Terra posseggono i loro Assi Minori e imparando a riconoscerli è possibile ottenere una migliorata efficienza per qualsiasi cosa intendiamo fare.
Questa conoscenza è molto antica e ci è tramandata in particolare dall’Astrologia e dall’Alchimia che richiedono la preventiva osservazione astrale come elemento base per l’operatività.

I liquidi si dispongono per la loro propria conformazione fisica in modo naturale rispetto agli Assi Minori del corpo vicino che è prevalente.
Ad esempio l’acqua ha i suoi assi allineati con quelli della Terra e ciò rappresenta un grande vantaggio che dona a questo liquido proprietà particolari e dinamiche.
Per comprendere i meccanismi d’azione chimici e fisici dell’acqua (e comunque di tutti i fluidi) e necessario immaginare che non si tratta di un corpo statico ma di un corpo in continuo movimento.
Ad esempio il continuo movimento crea un’azione meccanica che trasforma l’acqua in un solvente universale che ha proprietà corrosive straordinarie.
http://www.eniscuola.net/argomento/conoscere-lacqua/la-risorsa-acqua/le-proprieta-chimiche/

   Il movimento però e solo in minima parte dovuto allo spostamento delle sue molecole, in altre parole l’acqua rimane ferma mentre ciò che si muove al suo interno sono i flussi del NIHILO che l’attraversano costantemente.
L’acqua quando è allineata diventa praticamente un conduttore che facilita appunto il passaggio del NIHILO il quale fluendo può generare Lavoro.

Per ampliare le proprietà dinamiche e quindi energetiche dell’acqua è necessario aggiungere nuovi allineamenti con altri Assi Minori; nell’esempio che è riportato sotto che è inerente la scissione dell’acqua sono stati impiegati tre allineamenti che sono, Gravità terrestre, campo magnetico e sistema Solare.

Scissione dell’acqua
Riportiamo un filmato che mostra come ottenere la scissione dell’acqua in Idrogeno e Ossigeno semplicemente usando una calamita. Si osservi anche la danza dei gas estratti che mostrano appunto la variabilità degli Assi minori i quali ruotano insieme all’oggetto, oggetto che in questo caso è la Terra rispetto al sistema Solare.
Assi minori Movie

La capacità di un campo magnetico di scindere l’acqua è un fatto noto da diverso tempo ma in ogni caso il primo a fare delle ricerche in modo razionale e organico è stato Felix Ehrenhaft.
https://en.wikipedia.org/wiki/Felix_Ehrenhaft

   Ehrenhaft ha inventato un metodo che consente di utilizzare una speciale proprietà dei campi Magnetici che è quella di concentrare i flussi del NIHILO in una sezione ridotta.
I flussi del NIHILO nel loro dettaglio saranno descritti nel prossimo paragrafo ma per offrire una sintesi possiamo anticipare che un campo Magnetico si comporta come una comune Lente ottica che può appunto concentrare la luce che l’attraversa.
La differenza fra una lente è un campo Magnetico è che la lente richiede un allineamento con la sorgente di luce mentre un un campo Magnetico apparentemente non richiede allineamenti.

SCISSIONE

   Il processo di Ehrenhaft è costituito da un tubo ripiegato ad “U” contenete acqua acidulata, appena sopra la piegatura del tubo sono posti due cilindretti in ferro puro che da un lato sporgono verso l’esterno e dall’altro penetrano all’interno del tubo e sono a contatto con l’elettrolita. I cilindretti nella loro parte esterna sono appoggiati ad un magnete permanente che ha la forma di “ferro di cavallo”. Per evitare la formazione di potenziali elettrici che potrebbero falsare l’esperimento i due cilindretti in ferro sono connessi fra loro con un conduttore.

Questo sistema usa due allineamenti, il primo è quello naturale dei liquidi e il secondo è quello che è forzatamente indotto dal magnete permanente.
Per le ragioni che a questo punto della lettura dovrebbero essere chiare il dispositivo appena descritto funziona con un rendimento che è variabile in funzione del suo allineamento con il campo magnetico della Terra. Per migliorare il rendimento è sufficiente porre il sistema sopra un supporto magnetizzato galleggiante cosi come avviene per il dispositivo di Fabio Bilancioni.

Spostamenti inspiegabili
Come anticipato le forze in gioco e disponibili tramite gli Assi Minori sono molto piccole ma ciò che importa, per il momento, è di rilevare la presenza di queste forze allineate in modo da comprendere il principio e quindi progettare meccanismi più efficaci.

Probabilmente tutte le ricerche effettuate da Ehrenhaft erano indirizzate a spiegare la ragione dei movimenti dei corpi aventi piccola massa e che si verificavano nei liquidi in certe situazioni.
L’ipotesi di Ehrenhaft è stata quella di supporre che esisteva una corrente magnetica simile alla corrente elettrica che nel suo scorrere poteva trascinare o comunque muovere delle piccole masse, questa ipotesi però portava alla conclusione che i poli magnetici erano separabili e quindi esistevano i Monopoli.
Per chi desidera  conoscere le ricerche di Ehrenhaft qui sotto troverete un link che riporta i suoi principali studi che sono stati pubblicati.
http://www.felix-ehrenhaft.com/publist.html

E-Cat Qx – A Paradigm change!

by Camillo

ecat

THE RESEARCH PHILOSOPHY

The fool  with a “copy & paste” culture, he defends his ignorance, sheltering under mother-Science  protector wings. He pretends to be what he is not; he has not aknowledge,  he does not know deeply what he reads, He just repeat  what he has heard from others in order to appear wise and saccent. The fool likes officiality, for him   speakers’ fame  is more important than what speaker is actually saing.

Physics teaching is very much about rigor, reproducibility and verification.

The fool who wants to appear clings to this rigorous attitude,  he want to be became  “don chiscotte”  of science.

Once I read: “A Physicist can not tell a theory if he cannot prove it. In that case it should stay shut up! ”

What a stupidity!  Those persons would like that  scientist  do research in great secret, and they can speak about it, only after having strictly verified. Only when they are certain to  provee it they might reveal to others what they have experienced!

Are we joking! Exposing theories, making personal checks, before being able to demonstrate something, is very common.  Research to be creative and innovative goes through stages of continuous uncertainty,  demonstrations, hypotheses of all kinds. It is really different to  give a discovery to the world,  or just  saying  “I saw this phenomenon, it is not 100% repeatable but I’m sure it happened.”

A researcher who find  into an odd phenomenon, evaluates it, and  if he realize that he has consistency,  he assumes the responsibility to be wrong and courageously  divulge it (it is an act of humility other than arrogance!). He  says so even if it is not repeatable, he risk, he  puts himself into play, simply admitting that he is not able to repeat it, but indicates what   he has seen;  at that point, other researchers will assume the responsibility to repeat it, knowing that there is no certainty. This mode of operation is normal in frontier research, and without this  we would not have reached our  technology  level  and  our aknowledge.

Let’s give an example:

Piantelli is a great electrochemical, (colleagues told me that it is a exceptional mind), one day while he was testing electrolysis with nickel electrodes he sees an abnormal heat production. He was atonished ad curious about, so he started to check carefully what was happening, eventually he realized that the phenomenon was sure (for him)
but unpredictable and therefore it was not provable.

Should he not divulged the information because it could not prove the effect with repeatability? No! Piantelli decided to divulge it, sayd that he was certain and warns colleagues to pay attention to that phenomenon.

Piantelli decided to deepen and with Focardi made experiments that paved the way for others such as the Japanese Arata and eventually Rossi.

focardi

ROSSI  ARRIVAL

Rossi began a research path with Prof. Focardi, that brought uncertain  results, but in higher orders of magnitude compare Piantelli.  The power went from  few dozen watts to kiloWatts.

Rossi seemed to possess a hidden factor that widened the phenomenon.

He called it  E-Cat phenomenon with clear intent to lead people  to  believe that there was a mysterious catalyst. In some demonstrations, it started to appear a mysterious electrical power generator, which remained lit even when system  was self-sustaining.

Some reflections led me  think of Tesla impulse.

When Rossi passed from the E-Cat to the Hot-Cat at higher temperatures, strange inconsistencies emerged, the calculation of  internal heating resistance, gave a resistance value that was adequate to receive a much higher power supply of 6000W. The Hot-Cat shown, however, operated at a much lower power, max 900W; … why?

So the internal resistance was much lower than necessary, ..  plus the ohms are lower, and better are results of Tesla impulse.

When I had the opportunity to measure the first version of E-Cat, in addition to the strange phenomena, I could not understand why the ignition was made with alternating pulse trains with rest periods with a very strange shutdown and ignition.

Everything led to the conclusion that the catalyst had nothing to do with it, the secret was the impulses. Rossi’s smart acting,  had diverted everyone’s attention to the wrong place. This was his way of protecting himself against possible theft of the intellectual property of the invention.

I started investigating on Rossi and I found that he  was very interested in Tesla.

Until then, all the lenr and cold fusion theories were based on  chemical aspects, researchers  thought that it was necessary to introduce into the lattice more Nickel  protons.

But above 600 ° the lattice begins to lose stiffness, not to mention  temperatures of 1200 °; all the theories based on lattice saturation  with  protons  forced to enter the cells at this point was not longer acceptable.

Experts in chemistry and nuclear phisic who had already twisted their nose with adsorption theories, rightly closed the case considering all as a  scam, and  in a way they were right.

It was evident at that point that: o Rossi was cheating  or there was a new class of LENR phenomena related to “cold fusion”.

But how was it possible? It was easyer to get rid considering it  as a fake, on the other hand  the tests carried out by Rossi often showed some deficiencies that were  often over exaggerated from detractors.

For example, in a test that in my opinion was conducted in decent way, just for a bad positioned valve or sensor, the whole experiment was disqualified, even if, at the end, that setting mistake was real and brought a little difference in the output data,  it did not had great influence   in performance and  consequences of defect did not have a big weight in the general calculation. At the end the negationist preferred to “throw  born-child and dirty water”.

Finally trials made in Lugano by third parties, were not taken in consideration, because third parties were supposed Rossi’s friends. But then with this system you can always say that something can not be verified, this method of discrediting is absolutely non-scientific, and in this case also damaging for credibility of   verifiers. They are accused of being sold cheaters without a bit of evidence; this is done by people who demand rigorous verification. Accusing without checking … what  inconsistency! The ordinary man could not make-up his own idea, and at some point, exasperated by the lack of practical accomplishments ceases to trust and joins the chorus of the skeptics.

Despite this negative background, a courageous and pragmatic industrialist, seeing that the thing was actually working,  he made a contract with Rossi to receive the supply for a year of 1 MW of heat power. An industrial investor of millions of dollars can not do it lightly..he does controls using high-level engineers; if he risked it is because he had valid proof.

The full year of operation of 1 MW plant was recorded day by day and were published but were ignored because provided by the parties involved. Detractors liquidate what they were not able to invalidate with evidence, simply saying that it was not possible to  trust the data provided by people  involved. The refrain of “involved parties” has never been used so much.

It is true that this contract ended bad and Rossi has had legal issues. In fact, the buyer at the end refused to pay  Rossi for the money agreed  in the contract. In court the client did not contest the data provided by the report, but denied that the plant  had sufficient industry requirements”.

The 1MW generator prototype provided by Leonardo  company  owned by  Rossi needed continually unforeseen and unpredictable adjustments. Eventually, the dispute closed with a plea (I believe a tens of millions of dollars) in  Rossi’s favour, and with Patent ownership remained  in Rossi  hands. If the buyer had been sure that generator had not been able to provide adequate heat output (it was requested at least a 6 COPs as a contract), he would have preferred to continue the process without paying, and even claiming damages to Leonardo.

We have to aknowledge to skeptical  people  had some points in argueing that from a physical point of view the phenomenon does not square. The nuclear and chemical scientists have also immediately pointed out any imprecision and  mistakes made in the public demos and have emphasized this.

For example, at a certain point, Rossi proposed LENR phenomena at such high temperatures, for which the reagent material was necessarily in a melting state (and not in the crystalline state), a condition comparable to a plasma form.

It was already difficult to accept the theory of  adsorption phenomenon in the nickel lattice, which compared to the orthodox physics was out of the question, but in this case there was not longer lattice … How silly! I think that even Piantelli didn’t beleived that there was cold fusion from adsorbation in E-Cat over 600° . So the critical attitude of the detractors had a more valid reason, lacking entirely of a justifiable theory.

 

“Once you eliminate the impossible, whatever remains, no matter how improbable, must be the truth.”

Sherlock Holmes (A.C. Doyle)

We start here with the hypothesis that the LERN phenomenon exists and that the Stockholm demonstration is valid.

How can we explain this new physical effect? If this will be confirmed, the theorists will try to find mathematical formulations, with high maths incomprehensible to the most, to support the veracity of the effect. But it will be a posthumous demonstration perhaps made by the same ex-detractors converted.

At this point I would like to propose a simplified explanation that is easy to understand even to those who do not digest math. Orthodox physicist and “scientist”,  well rooted in reality, would do well not appreciate the following, so they better avoid the reading so they can continue to sleep quietly.

Imagine that here is starting a science fiction novel by Asimov …

I will call “Plasma LENR” what is happening within the E-Cat Qx

In physics and chemistry, plasma is a ionized gas consisting of a set of electrons and ions and globally neutral (whose total electric charge is zero). Plasma is considered to be the fourth state of matter, so matter exists in the state: solid, liquid, aeriform and plasmatic.

The fourth state of matter is the most widespread in the universe and it is at very high temperatures, the stars have the matter that is in that state.

Let’s consider the various types of ways in which the LENRs appear to be happening

1 ° For electrolysis: Hydrogen or deuterium gas is adsorbed into a suitable metal using Fleischmann’s electrolysis

fleichman

2° Gas adsorbation as Piantelli and Arata

piantelli

3° now we have to add newcomer “Plasma LENR” from Rossi

lenr

The theory of adsorption in crystal lattice already controversial itself can not be a valid explanation in ambient with temperatures above 600 ° C in plasma states (because the lattice no longer there).

Let us now give an explanation by exploiting the ancient knowledge of alchemy in a nnew revisitation key.

smeraldina

Alchemy has basic principles that are synthesized with phrases or allegorical images:

The universe is mental
Everything vibrates
Everything is done with opposites
The universe maintains the equilibrium so that the summation is always = 0
etc.

In alchemy to explain the concept of “mental universe” we used the comparison with the dream, today we prefer the example of virtual reality (Matrix) and computer.

It should be pointed out that the allegorical illustration of the computer is very challenging, but it is always and only, a model.

Actually, what exists is just a modulated carrier wave that is the very universe we know. The universe of billions of galaxies is a carrier wave that supports various types of modulation. Each modulation creates an object. Each object has its own frequency and intensity.

ondaportante

Unlike what we are accustomed to perceiving, in alchemy, reality is something fluid. Therefore, alchemists believe that they can transmutate elements from one to another.

Personally I also saw complex objects transmuting into my hand.

According to this science, to transmutate one element into another, a “right frequency” must be realized, which is the very essence of the element. Alchemists say that it is necessary to “feel” the essence of the element; it is a wider perception than the five senses with which we are accustomed to describing the sensations. During the transmutation, the alchemist “perceives” the modulation on the carrier wave that creates the object, resonates with it, then superimposes the new modulation relative to the element it wants to obtain. He has to do some sort of imprinting on the modulation of the carrier wave, a true “modulation-creation” work. Therefore, to get the transmutation he must be a skilled receiver and transmitter. Great really?

But that is not so simple, because in general we are not used to perceiving the modulation of elements, we are used to stopping at the name and description of the object and we do not penetrate the essence. To carry out a transmutation, the alchemist must possess a sort of high-minded will and mental determination that corresponds in the physical world to “energy” (energy is meant in the broad sense).

When a man succeeds in changing one thing in another is called “activator”, alchemy is said to have achieved the “great work”.

Generally, the adepts are dedicated to obtaining gold from other elements. To achieve this goal they have to undergo a hard work on themselves. Some of the points on which to focus are: raising awareness, adopting an impeccable attitude, strengthening their willpower; they must then work on internal aspects such as the erasure of traumas, unnecessary desires, in short, inner cleansing, other elements are the surrender, the attainment of a state of inner silence that is said to “stop the internal dialogue”.

These concepts are not common to our scientific way of thinking. Personally I find myself in a position NOT to agree with the very great totality of people. Only among alchemists, or shamans or other esoteric schools, I find myself.

I have personally verified the possibility that a human being with “energy surplus” can modify matter with his will, transmitting complex objects into others.

This is similar to the work of a skilled programmer, who can edit an object on the screen, using his ability to know the computer language. He can find the file expressed by a binary numeric string and reprogram the file.

Alchemical Model:

As mentioned, in Alchemy the known universe has a bearing wave as a basis, and material elements are like modulation segments. If a carrier wave was seen as an infinite line, then every chemical element would be equivalent to a particular deformation of the straight line.

linea

The bearing wave is an infinite line, with every deformation it corresponds to a chemical element or an object.

It is possible to create modulation by operating on many dimensions. Each universe has a certain number of dimensions, which differ in quality and quantity from one universe to another. So every universe has its waves brought with its peculiarities.

This modulation was explained in ancient times by taking the sound as an example, so it was said that there was a particular sound for each object, and the sound and the object were the same thing, today the electromagnetic wave is the best known example.

oom

For example, we can think of hydrogen coupled with the sound obtained by pronouncing the “i” vocal, while the aluminum is matched to the “a” vowel, nickel to the vocal “or”, and so on.

Suppose we have a mixture of various materials that are subjected to a very high voltage for a very short time (commonly called “Tesla impulse”). The impulse creates a shake on all the bearing wave, a sort of very short earthquake that oscillates the objects present. The wavering wave always tends to balance, so after the jumble the system needs some time to find a new balance, so it must be left quiet and not be subjected to other impulses.

Let’s now imagine introducing a wave train with a special sound that could be, for example, between “a” and “o”. It could also act like a catalyst that favors transmutation to sound “a” or “o” using a “resonance” effect that drags the wave trying to find a new equilibrium in a specific direction.

cimatica

The Tesla impulse will create a destabilization that will need to be compensated and the concomitant “sound” wave train will create the shortest path to restore balance.

We can use appropriate wave trains that in the moment of disequilibrium can push the stabilization of elements that are “becoming” in a specific direction.

Suppose that a mixture contains 30% nickel and 70% aluminum, which are subjected to a Tesla impulse; if the catalytic wave train pushes into Nickel-like sound modulation, we could eventually have 31% Nickel and 69% Aluminum together with a possible residual energy deficit.

This deficit is due to the fact that the variation is unlikely. It is easier that there is a surplus energy to dispose of in the form of heat, light, electricity, sound …

In order to obtain the best result, the operator must experimentally experiment on various mixtures until they find the one with the appropriate elements that accomplish the intended purpose.

For each blend there is a waveform that achieves maximum yield (we want, for example, produces the maximum heat.)

If we want, we can look for the wave train that produces the best light. There is no limit to the testing of mixes and wave trains. It all depends on what you want to get.

The variation is on the catalytic wave train (imprint), while the Tesla impulse is constant, it must be narrow and intense.

Oscilloscopio1

There are some videos of the Stockolm test in which you can clearly see the Tesla pulse that is visible as a luminous flare that occurs periodically at intervals of about 8 sec in a reactor contact point . The impulse is accompanied by a sound that reminds us of a piezoelectric discharge (similar to the one that what we commonly use to turn on gas). In this photo you can see the detail illuminated by a greenish light.

Impulso di potenza

The complete movie is visible here.

The video shows that the power pulse (Tesla pulse) is followed by a period (4 sec) of wave train, then there is an equally long period of quiet and then it start again with a new power pulse.

sequenza pilotaggio

It is important to understand that the jolt caused by the impulse does not transmute the element in itself. In fact, the basic elements are absolutely stable and immutable in the temperature and pressure conditions in which they are located. To understand what happens, it is necessary to take a leap of perspective. It must be understood that the object is not real in itself, but it exists in its essence as an organizational matrix upstream (superstringa).

The element consists of a matrix, similar to a file that governs it and distinguishes it as a kind of DNA.

Once we begin to enter this strange logic we can add variants with new understandings.

It should be understood that when the elements are “dimmed” in their concreteness, under the combined action of Tesla impulse and catalytic wave train, they are found in the presence of many other wave trains that can in turn influence the rebalancing. In fact, in principle all objects in the vicinity are present in variable measure as a disturbing catalytic wave.

In particular, one must realize that there is a very important catalytic wave that is consciously or unconsciously generated by humans through their intentionality and energy. In particular from those beings endowed with energetic surplus and acute sensitivity that can act as voluntary or involuntary “activators”.

This seems the most amazing thing is the thing I was shown before when I started the alchemical route.

I have seen many times transform my objects in my hand, confirming the phenomenon with photos, scales and anything else.

When the phenomenon happened I had no one near, and the cameras proved that I had no illusory visions, I also used a black and white tape recorder, 75 years or so.

These experiments were not carried out with the support of machinery or other, to operate there was only the will of the activator.

My Master of Alchemy made me satisfy my scientific need for sure verification, so that I understand that reality is not as determined and immutable as I was used to believe. With these experiences I lost the crystallization due to the scientific culture that belonged to me and which continues to belong to me, that I was a physics graduate in Padua at the time.

The experience was very hard, I felt the world collapse on me, I told my Master.

He gave me the job of a life: “understand and find the way to intelligently give information.”

It seems like a fairytale, right? It sounds like a raving, the imagination of a dreamer! I have a lot of witnesses, but it matters little. It is difficult even to speculate that it is all true, but it is so. I’m sorry for you people out there. I can be sure of what I have personally experienced, but of course I can not be sure about the whole Qx theory. From my point of view, it’s all so well that it seems impossible to me other explanations.

Do not pretend to be believed in the word, it would be anti-science, would open a dangerous slit where charlatans, idealists, selfish magicians etc. would play good. So I understand PERFECTLY if you do not believe me, but I must repeat what I saw with ABSOLUTE certainty. (If some brave want to know more you are on You Tube “Dalla fisica allo sciamanesimo 1 °”)

Returning to the Qx and the Tesla impulse, I wonder how Rossi would create and / or masquerade him.

When flying with very high tensions, there are very few discharges and development of light and heat to be discharged. Perhaps here lies the explanation of the need to cool the Qx piloting apparatus.

La legge del Calidoscopio

di Camillo

(E-cat Qx – parte seconda)

Facciamo seguito all’articolo recentemente  pubblicato sul funzionamento dell E-cat di Rossi, dove abbiamo dato una possibile spiegazione di funzionamento. Qui di seguito cerchiamo di chiarire meglio il concetto.

Il fenomeno che sta cercando di usare Rossi in alchimia lo potremmo rappresentare con il simbolo del CALIDOSCOPIO (derivazione spagnola)
Calidoscopio = “Apparecchio fatto con due o più specchietti disposti ad angolo entro a un tubo, dove si trovano alla rinfusa piccoli oggetti colorati: le riflessioni multiple formano immagini spesso simmetriche che mutano in modo imprevedibile e variabilissimo a ogni movimento”.

Questo è quello che in definitiva dovrebbe fare il Qx : Scuotere e guardare il cambiamento.

calidoscopio.jpg

Nel caso dello scuotimento dell’ONDA PORTANTE il cambiamento che si ottiene porta a vari effetti il più eclatante è… qualcosa di simile all’antigravità (effetto Hutchison).
Aprire questo velo alchemico, se da una parte apre la via delle stelle, dall’altra apre la via dell’autodistruzione.

Purtroppo l’universo è fatto sempre e comunque da opposti, quindi c’è il lato chiaro altruista, e il lato oscuro egoista.

opposti
Pertanto in alchimia si viaggia molto con segreti, si trasmette tutto con simboli; solo chi conosce la chiave comprende.
Le aperture dei “veli” vanno calibrate, serve il tempo giusto, il modo giusto, l’ambiente giusto, per “non dare le perle ai porci” .
Noi guardiamo qualcosa che è presente per tutti, ma che distrattamente la gente NON coglie, si chiamano “segni o coincidenze”.
Il fatto di escludere certe persone dal ricevere informazioni, non è un atto di razzismo, ma è dovuto alla comprensione che le anime NON hanno tutte lo stesso grado di evoluzione. Non si può pensare che un bambino capisca che è sbagliato rompere gli oggetti con un martello, semplicemente non bisogna dare il martello al bambino per farlo giocare.

il bambino non ha ancora le capacità di discriminare, di comprendere la gravità delle conseguenze: sempl non dategli il martello!
Il bambino è un bambino non trattatelo da adulto.

Qui di seguito cercherà di mescolare la linea scientifica con quella alchemica. Questa non è poi una novità. Il più grande fisico esistito è universalmente riconosciuto essere Newton che era un grande alchimista. Egli riuscì perfettamente a scremare molti concetti alchemici traducendoli in principi fisici descrivibili con la matematica.

isaac

LA LEGGE DEL CALIDOSCOPIO

In matematica questa scrittura si chiama serie.

F= a1 + a2+ a3+a4

Il Qx è uno strumento che opera usando la legge del calidoscopio. Per tradurre questa legge alchemica in formulazione matematica possiamo usare questa formulazione:

Sia data la serie:

Eff = Sc * T~ * ( a(esp) + b(esp) +c(esp) + d(esp)… )

dove i vari termini della serie sono:

Eff → rappresenta l’effetto risultante

Sc → E’ il primo termine che rappresenta lo scuotimento dell’Onda portante (impulso Tesla)

T~ → E’ il Treno d’onda catalitico (potrebbe essere anche una sommatoria di treni d’onda)

a(esp) → sono gli addendi della sommatoria

Esiste un numero grande a piacere di addendi e ognuno apporta una sua caratteristica di cambiamento. La loro incidenza NON è costante.

Se consideriamo che i termini a(esp) + b(esp) +c(esp) …. siano posizionati in ordine di importanza decrescente, potrebbe succedere che in una successiva configurazione i termini stessi si trovino ridimensionati o aumentati di importanza, cosicché un termine che prima si trovava al primo posto può passare in coda perché diventato quasi ininfluente.

Quindi l’ordine di importanza non è fisso il termine a(esp) può diventare molto meno significativo e passare in fondo alla serie perché di ordine inferiore.

(esp) → è l’esponente, e dice sostanzialmente quanto è importante quell’addendo rispetto agli altri.

Purtroppo per i colleghi di fisica l’analogia con la matematica si limita a questo. C’è bisogno di un passaggio di mentalità per aprirsi ad un nuovo paradigma.

A lato pratico la serie si potrebbe leggere così :

Eff =Impulso_Tesla*Treno_d’onda * (miscela_polveri(esp) + temperatura(esp) +ambiente(esp) + d(esp)… )

I vari termini sono intimamente collegati tra di loro, per questo motivo ciascun termine può influenzare in modo più o meno incisivo sulla valenza di un altro termine.

Per esempio possiamo avere una configurazione dove abbiamo una miscela di polveri :

  • se la temperatura è 1000° la componente ambiente potrebbe avere livello di importanza esp =1 (cioè ambiente(1) )
  • se la temperatura è 2000° l’esponente potrebbe diventare di importanza esp =4 quindi ambiente(4). In quel caso la situazione ambientale diventa importantissima, passa in testa nella serie. ( In alchimia si purificava tutto l’ambiente in maniera quasi maniacale)

Come abbiamo visto il treno d’onda ha un importanza più elevata perché è un fattore moltiplicatore.

Ma esso stesso può essere composto da una somma di elementi (onde magnetiche, onde sonore e soprattutto onde mentali)

Le persone presento possono contare moltissimo; la loro presenza può favorire i fenomeni o inibirli totalmente.

I fattori ambientali hanno un’estensione enorme, i più vicini hanno normalmente influenze più elevate. Ma c’è una situazione molto influente, che al giorno d’oggi non è quasi mai considerata o considerate risibili, dovuta alle grandi masse di materia molto distanti da noi: sole, pianeti, costellazioni (che in alchimia erano considerati “viventi”) ma che possono produrre conseguenze.

Naturalmente abbiamo usato una formula matematica per dare una spiegazione equivalente, ma non possiamo sostituire i termini con numeri e fare un calcolo matematico. La formula   è solo una trasposizione simbolico, da simboli alchemici a simboli matematici.

La situazione astrologica, (è dura da credere) eppure conta, certi fenomeni hanno bisogno di condizioni astronomiche esatte. Per fortuna in genere questo addendo è piccolo, ma a volte non si capisce perchè non funziona e la risposta può essere in quel termine. (…Galileo faceva gli oroscopi)

Ora immaginate Andrea Rossi operare con questa roba senza comprendere a fondo le leggi: funziona oggi, non funziona domani, ri-funziona dopodomani, se c’è lui presente va meglio, se c’è uno scettico non va.. C’è da impazzire!

Vende ciò che non ha ma che crede di avere. Quindi ad un certo punto, occorre intervenire e chiarire in cosa consiste la “legge del caleidoscopio” altrimenti sarà difficile potere usare questa tecnologia industrialmente. Mentre il nostro pianeta è al limite della sopportazione e abbiamo bisogno di “free energy” pulita.

Avevo sparso le informazioni un po’ qua e un po’ là. Ora raccolgo le briciole di farina in un’unica pagnotta e fornisco le chiavi di lettura per dare un minimo di realtà a ciò che sto rivelando.

Riguardo al primo termine detto Impulso_Tesla ne ho parlato nell’articolo sulla free-energy.

Riguardo il temine onde_catalitiche(esp) troverete che già nel 1953 esisteva un brevetto che aveva rivelato uno strano effetto. Quell’esperimento non portò a nulla perché mancava l’impulso_Tesla, in quel caso lo scopritore era un “attivatore” inconsapevole con la sua presenza e le sue convinzioni realizzava lo scuotimento dell’onda. Esistono tra noi esseri detti “magnetici” oppure “Nagual” nei racconti sciamanici di Carlos Castaneda quando sono presenti per un bel raggio d’azione, tutta la realtà riceve scossoni e si rammollisce. Ne parlo nell’articolo sul Brevetto 1953

aggiungendo l’impulso tesla e regolando le frequenze si ottengono fenomeni incredibili, perché si entra nel linguaggio binario che gestisce Matrix.

Per correttezza informativa va detto che queste sono onde elettromagnetiche, ma si possono utilizzare altre onde, per esempio le sonore (sta entrando l’informativa con Cardone). Ne parlo nell’articolo Fisica 4.0

Se le onde sonore sono intense possono fare anche a meno dell’impulso_Tesla, ma il tutto si complica a seconda delle capacità attivatorie dei ricercatori. Per il momento penso che saranno in difficoltà con la ripetibilità.

Per la legge alchemica dell’equilibrio l’ho messa qui.

Per quanto riguarda le mie esperienze potete trovarle esposte in questo seminario che ho tenuto “Dalla Fisica allo Sciamenesimo” (mi scuso per il sonoro, abbiate pazienza).

Il discorso degli “attivatori” l’ho presentato come romanzo lo trovate sotto il titolo “sognando Atlantide” oppure lo scaricate qui:

Non so come andrà a finire, io sono solo cinghia di trasmissione.

La meta suggeritami dal mio Maestro è la Costruzione di una superciviltà.

Ringrazio il mio Maestro di alchimia, che mi ha fatto salire i gradini del vero Sapere, Carlos Castaneda per il modo incredibile di raccontare l’alchimia sciamanica, il cerchio77 per la chiarezza, Daskalos e John Cang (agopuntore e arti marziali alchemiche)

Spero di aver seguito umilmente i segni attendendo il momento giusto per coagulare il tutto in un’unica struttura coerente, accessibile ad una parte anche scientifica disponibile ad aprirsi e a presentarsi non come guardiano assoluto del sapere, ma come chi va al sapere con il cappello in mano e il bicchiere vuoto.

 

E-Cat Qx, Cambio di paradigma!

di Camillo

ecat

FILOSOFIA DELLA RICERCA 

Lo stolto dotato di una cultura “copia-incolla”, difende la sua ignoranza, rifugiandosi dietro le sottane di mamma scienza. Cerca di apparire ciò che non è; egli non è colto,  non conosce profondamente ciò che legge, semplicemente riporta quanto ha sentito da altri allo scopo di apparire saccente. Lo stolto ama l’ufficialità,  per lui  è più importante la fama di chi parla rispetto a ciò che  dice.

Nella docenza della Fisica si insite molto sulla rigorosità, riproducibilità e  verifica.

Lo stolto che vuole apparire si aggrappa a questo atteggiamento rigoroso, e si erge a paladino donchisciottesco.

Una volta ho letto:  “Un Fisico non può raccontare una teoria e poi dire che non la può dimostrare. In questo caso  dovrebbe tacere!

Che imbecillità!  Chi parla così vorrebbe che gli scienziati ricercassero  per conto loro in gran segreto,  e solo dopo aver verificato in modo rigoroso essendo  certi di poter  dimostrare, potrebbero rivelare ad altri  ciò che hanno sperimentato!

Ma vogliamo scherzare! Esporre teorie, fare verifiche personali, prima di  essere in grado di dimostrarle è cosa comunissima. La ricerca per essere creatività passa attraverso fasi di incertezza continue, dimostrazioni incerte, ipotesi di tutti i tipi. Un conto è dare una scoperta al mondo, un altro è dire “ho visto questo fenomeno, non è ripetibile ma  sono certo che si è verificato.”

Un ricercatore che incappa in un fenomeno anomalo, lo valuta,  se decide che ha una consistenza, si assume la responsabilità di sbagliare e coraggiosamente, lo divulga (è un atto di umiltà altro che superbia!). Egli lo dice anche se non è ripetibile, rischia, si mette in gioco, ammette semplicemente di non essere in grado di ripeterlo, ma segnala di averlo visto; altri ricercatori a quel punto si assumeranno la responsabilità di ripeterlo ben sapendo che non c’è certezza. Questo modo di operare è normalissimo nella ricerca di frontiera, e senza questo sistema non avremmo raggiunto questo livello tecnologico e di conoscenza.

Facciamo un esempio:

Piantelli è un grosso elettrochimico, (colleghi mi hanno detto che è una mente superiore), un giorno facendo delle elettrolisi con elettrodi di Nichel vede una produzione di calore anomala. Insospettito   controlla attentamente, alla fine si accorge che qua e la il fenomeno appare con certezza (per lui), ma sembra imprevedibile quindi non dimostrabile.

Non avrebbe dovuto divulgare la notizia visto  che non poteva dimostrare l’effetto con ripetibilità?  No! Piantelli lo divulga,  dice che è certo e avverte i colleghi di fare attenzione a quel fenomeno.

Piantelli decise di approfondire  e con Focardi realizzò gli esperimenti che aprirono la strada ad altri come il giapponese Arata e alla fine Rossi.

focardi

 

L’ARRIVO DI ROSSI

Rossi iniziò un percorso di sperimentazione con Focardi che portò ad avere in uscita rendimenti incerti ma di quantità enormemente superiori a Piantelli. La potenza passò da  qualche decina di Watt, a kiloWatt.

Rossi sembrava possedere un fattore nascosto che ingigantiva il fenomeno.

Chiamò il fenomeno E-Cat con chiaro intento di far credere a tutti che ci fosse un misterioso catalizzatore. In alcune dimostrazioni cominciò a comparire un misterioso generatore di impulsi elettrici  che rimaneva acceso anche quando era in auto-sostentamento.

Alcune riflessioni mi portarono a pensare all’impulso Tesla.

Quando Rossi passò dall’E-Cat al Hot-Cat a più alta temperatura, emersero incongruenze strane, il calcolo della resistenza interna riscaldatrice usata, dava un valore di resistenza che era adeguata a ricevere una alimentazione di potenza elettrica molto superiore  6000W. L’Hot-Cat mostrato però, operava con una potenza  molto inferiore,   max 900W; come mai?

Quindi la resistenza interna  risultava molto più bassa del dovuto, più gli ohm sono bassi migliore risulta l’operatività con l’impulso Tesla.

Quando ebbi l’occasione di misurare l’E-Cat prima versione, oltre agli strani fenomeni, non riuscivo a capire perché l’accensione fosse fatta con treni di impulsi alternati a periodi di riposo con una procedura di spegnimenti e accensioni stranissima.

Insomma tutto portava a dedurre che il catalizzatore non c’entrasse per nulla, il segreto stava negli impulsi. Quel furbacchione di Rossi aveva deviato l’attenzione di tutti nel posto sbagliato. Questo era il suo modo di proteggersi da possibili furti di proprietà intellettuale dell’invenzione.

Cominciai ad indagare su Rossi e in un file scoprii che si era interessato moltissimo a Tesla.

Fino a quel momento tutte le teorie lenr e fusione fredda si basavano sull’aspetto chimico, si insisteva che serviva introdurre nel reticolo cristallino di Nichel più protoni possibili.

Ma sopra i 600° il reticolo comincia a perdere rigidità, per non parlare poi a temperature di 1200°; tutte le teorie basate su saturazione dei reticoli con i protoni che venivano forzati ad entrare nelle cellette  a questo punto non reggevano.

Esperti in chimica e nuclearisti che già avevano storto il naso su teorie di adsorbimento, giustamente chiusero il caso come truffa certa,  e, tutto sommato, avevano ragione.

Risultava a quel punto evidente  che: o Rossi barava o  esisteva una nuova classe di fenomeni LENR relativi a  “fusione tiepida”.

Ma come era possibile? Era meglio liquidare il tutto come bufala, d’altronde le prove messe in campo da Rossi mostravano spesso lacune e prestavano il fianco a critiche spesso anch’esse esagerate.

Per esempio in una prova a mio giudizio buona, a causa di  una valvola o sensore  posizionato male  si squalificava tutto l’esperimento,  a ben guardare, pur essendoci un errore nell’impostazione e quindi nel rendimento,  le conseguenze del  difetto non avevano un grosso  peso nel calcolo generale, quindi alla fine si è preferito “buttare il bambino e l’acqua sporca”.

Infine prove fatte a Lugano da terze parti, sono state  cancellate dalla mente,   perché  le terze parti  erano presunti  amici di Rossi.  Ma allora con questo sistema si può sempre dire che una cosa non è verificabile, questo metodo di screditare è assolutamente antiscientifico, e, in questo caso anche lesivo della personalità dei verificatori. Essi vengono accusati di essere dei bari prezzolati senza uno straccio di prove; questo viene fatto da persone che  pretendono la rigorosità della verifica. Accusare senza verificare… che incoerenza! L’uomo della strada non potendosi fare una sua idea ad un certo punto esasperato dalle mancate realizzazioni pratiche smette di avere fiducia e si aggrega al coro degli scettici.

Nonostante questo sottofondo negativo, un  industriale coraggioso e pragmatico, vedendo che la cosa comunque funzionava ha fatto un contratto con Rossi per ricevere la fornitura per un anno di 1 MW di potenza di  calore.  Un industriale che investe milioni di dollari non può farlo in modo  approssimativo, ma scherziamo?   Prima di firmare un contratto di questo tipo mette in pista una serie di controlli a tutto campo avvalendosi di tecnici di alto livello; se ha rischiato è perché aveva prove valide.

I report  dell’intero anno di funzionamento dell’impianto da 1MW sono stati registrati giorno per giorno e sono stati pubblicati, ma sono stati liquidati perché forniti da parti coinvolte. I detrattori  liquidano quello che non possono invalidare con prove, semplicemente dicendo che non ci si può fidare di dati forniti da chi è coinvolto. Il ritornello di “parti coinvolte” non è mai stato usato così tanto.

E’ pur vero che per questo contratto Rossi ha avuto delle grane legali. Infatti  il committente si è rifiutato di pagare a Rossi i compensi stabiliti nel contratto. In tribunale il committente non  ha contestato  i dati forniti dal report, ma ha contestato il fatto che il prodotto “non aveva requisiti di industriabilità”.

Il prototipo di generatore da 1MW fornito dalla ditta Leonardo di Rossi aveva bisogno continuamente  di aggiustamenti imprevisti, e imprevedibili. Alla fine la vertenza si è chiusa con  un patteggiamento (credo  una decina di  milioni di dollari ) a favore di Rossi con la proprietà del brevetto rimasta nelle mani di  Rossi. Se il committente fosse stato sicuro che il generatore non era stato in grado di fornire un emissione di calore adeguata (cioè con   COP inferiore al 6 come da contratto), avrebbe preferito continuare il processo  senza pagare, e anzi, chiedendo i danni a Leonardo.

Spezziamo anche una lancia a favore dei critici che sostengono che  da un punto di vista chimico fisico il fenomeno non quadra. Gli scienziati nuclearisti e chimici hanno subito puntualizzato gli errori fatti nelle demo pubbliche e hanno enfatizzato la cosa.

Per esempio,  ad un certo punto Rossi ha proposto  fenomeni  LENR a temperature così alte, per le quali il materiale reagente era necessariamente in uno stato di fusione (e non allo stato cristallino), uno stato assimilabile ad una forma plasmatica.

Già  era difficile far quadrare la storia del fenomeno per adsorbimento nel cristallo di nichel, che rispetto alla fisica ortodossa si trovava fuori schema, ma  in questo caso  non c’era più nemmeno il cristallo… Che baggianata! Neppure Piantelli, immagino, era disponibile a credere al fenomeno di E-Cat sopra ai 600°. Quindi l’atteggiamento critico dei detrattori aveva un motivo piu’ che valido mancando completamente una teoria giustificativa.

 “Una volta eliminato l’impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, dev’essere la verità.”

Sherlock Holmes

Partiamo dall’ipotesi che il fenomeno LERN esista e che la dimostrazione di Stoccolma sia valida.

Come possiamo spiegare questo nuovo effetto fisico?  Se la cosa sarà accertata, i teorici si affretteranno a trovare formulazioni matematiche, con alta matematica incomprensibile ai più, a supporto della veridicità dell’effetto. Ma sarà una dimostrazione postuma magari fatta dagli stessi ex-detrattori convertiti.

A questo punto  vorrei proporre una spiegazione semplificata che sia di facile comprensione anche   a chi non digerisce la  matematica. Gli ortodossi, i dotti,  i fortemente radicati alla realtà, farebbero bene a non leggere  quanto segue, così potranno continuare a  dormire tranquilli.

Immaginate che sia una novella di fantascienza di Asimov…

 Chiamerò “LENR plasmatico” ciò che avviene entro l’E-Cat Qx

In fisica e chimica, il plasma è un gas ionizzato, costituito da un insieme di elettroni e ioni e globalmente neutro (la cui carica elettrica totale è nulla). Il plasma è considerato come il quarto stato della materia,  quindi la materia esiste in stato: solido,  liquido,  aeriforme e plasmatico.

Il quarto stato della materia è il più diffuso nell’universo e si ha ad altissime temperature, le stelle hanno la materia che si trova in quello stato.

Consideriamo i vari tipi di modalità in cui sembrano avvenire le LENR

1° Per elettrolisi: gas idrogeno o deuterio vengono adsorbiti in un metallo adeguato usando  l’elettrolisi di Fleischmann

fleichman

2° Adsorbimento come gas di Piantelli, Arata..

piantelli

3° Ora aggiungiamo  il nuovo arrivato “LENR plasmatico”

lenr

La teoria dell’adsorbimento in strutture cristalline già di per se controversa, non può essere una spiegazione valida in caso di temperature oltre i 600° tali da creare stati plasmatici (perché il cristallino non c’è più).

Proviamo ora a dare una spiegazione  sfruttando le antiche conoscenze dell’alchimia rivisitate in chiave moderna.

smeraldina

L’alchimia ha dei principi base che vengono sintetizzati con frasi, o immagini allegoriche:

  • L’universo è mentale
  • Tutto vibra
  • Tutto è fatto con opposti
  • L’universo mantiene l’equilibrio in modo che la sommatoria sia sempre =0

ecc.

Nella  alchimia per spiegare il concetto di  “universo mentale” si usava il paragone con il sogno, ai giorni nostri  preferiamo l’esempio di realtà virtuale ( Matrix) e computer.

Va precisato che l’esempio allegorico del computer è molto calzante, ma è sempre e solo, un modello.

In realtà quello che esiste è solo un onda portante  modulata che è l’universo stesso  che conosciamo. L’universo composto da miliardi di galassie è  un’onda portante, che supporta vari tipi  di modulazione.  Ogni modulazione crea un oggetto. Ogni oggetto ha una sua frequenza e una sua intensità.

ondaportante

A differenza di quanto siamo abituati a percepire, in alchimia la realtà è qualcosa di fluido. Pertanto gli alchimisti ritengono di poter tramutare gli elementi da uno all’altro.

Personalmente ho visto anche oggetti complessi trasmutarsi in mano mia.

Secondo questa scienza per trasmutare un elemento in un altro occorre realizzare un “ giusta frequenza”, che  è  l’essenza stessa dell’elemento. Gli alchimisti dicono che occorre “sentire” l’essenza dell’elemento,  si tratta di una percezione allargata rispetto ai 5 sensi con cui siamo abituati a descrivere le sensazioni. Durante la trasmutazione l’alchimista  “percepisce”  la modulazione sull’onda portante che crea l’oggetto,  entra in risonanza con essa,  poi  sovrappone  la nuova modulazione relativa all’elemento che vuole ottenere. Egli deve fare una sorta di imprinting  sulla modulazione dell’onda portante, una vera opera di  “modulazione-creazione”. Pertanto per ottenere la trasmutazione egli deve essere  un abile ricevente e trasmittente. Fantastico vero?

Ma non è una cosa così semplice, perché in generale non siamo abituati a percepire la modulazione degli elementi, siamo abituati a fermarci al nome e alla descrizione dell’oggetto e non ne penetriamo l’essenza. Per operare una trasmutazione l’alchimista deve possedere una sorta di volontà e determinazione mentale elevata che corrisponde nel mondo fisico ad “energia” (energia va intesa in senso lato).

Quando un uomo riesce nell’operazione di cambiare una cosa in un’altra viene denominato “attivatore”,   in alchimia si dice che ha realizzato la “grande opera”.

In genere gli adepti si dedicano ad ottenere l’oro derivandolo da altri elementi. Per raggiungere questo scopo devono sottoporsi ad un duro lavoro su se stessi.  Alcuni dei punti su cui devono focalizzarsi è : un innalzamento della capacità di attenzione, devono adottare  un atteggiamento impeccabile,  rafforzare la propria forza di volontà; devono  poi lavorare su aspetti interiori quali  la cancellazione  dei traumi, dei desideri inutili fare insomma una  pulizia interiore, altri elementi sono l’arresa, il raggiungimento di uno stato di silenzio interiore che viene  detto “fermare il dialogo interno”.

Questi concetti non sono bagaglio comune al nostro modo scientifico di pensare. Personalmente  mi trovo in una posizione di NON accordo con la grandissima totalità delle persone. Solo tra alchimisti, o sciamani o altre scuole esoteriche mi ritrovo.

Ho personalmente verificato la possibilità che un essere umano dotato di “surplus energetico”  è in grado di modificare la materia con la sua volontà, trasmutando oggetti anche complessi in altri.

La cosa è simile all’opera di un abile programmatore, che  riesce a modificare  un oggetto sullo schermo, avvalendosi della sua abilità di conoscere il linguaggio del computer. Egli riesce a ritrovare il file espresso da una stringa numerica binaria e a riprogrammare il file.

Modello alchemico:

Come detto, in Alchimia l’universo conosciuto ha per base un’onda portante, e gli elementi materiali sono come segmenti di modulazione. Se un onda portante fosse vista come una retta infinita, allora ogni elemento chimico sarebbe  l’equivalente  di  una particolare deformazione della retta stessa.

linea

L’onda portante è una retta infinita, ad ogni deformazione corrisponde un elemento chimico o un oggetto.

Si possono creare modulazioni operando su molte dimensioni. Ogni universo  ha un certo numero di dimensioni , che differiscono  per qualità e quantità da un universo all’altro.  Quindi ogni universo ha la sua onda portate con le sue peculiarità.

Questa modulazione veniva spiegata nei tempi antichi prendendo come esempio il suono, quindi si diceva che esisteva un suono particolare abbinato all’oggetto il suono e l’oggetto erano la tessa cosa, oggi si fa l’esempio di onde elettromagnetiche  che sono più conosciute.

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Possiamo pensare per esempio all’idrogeno abbinato al suono ottenuto pronunciando la vocale “i”, mentre l’alluminio sia abbinato alla vocale “a”, Nichel alla vocale “o”, e così via.

Supponiamo di avere una miscela di vari materiali che vengono sottoposti ad un altissimo voltaggio per un tempo brevissimo (che viene comunemente definito “impulso Tesla”). L’impulso crea uno scossone su tutta l’onda portante, una sorta di brevissimo terremoto che fa oscillare gli oggetti presenti.  L’onda portante  tende  sempre a riportarsi in equilibrio, quindi dopo lo scossone il sistema ha bisogno di un certo tempo per ritrovare un nuovo equilibrio, pertanto va lasciato in quiete e non deve essere sottoposto ad altri impulsi.

Immaginiamo ora di introdurre un  treno d’onde dotato di un suono particolare che potrebbe essere per esempio intermedio tra “a” e “o” . Esso potrebbe agire similmente ad un catalizzatore che favorisce la trasmutazione verso il suono “a” oppure “o” utilizzando un effetto di “risonanza” che trascina l’onda che sta cercando di trovare un nuovo equilibrio, verso una direzione specifica.

cimatica

L’impulso Tesla  creerà una destabilizzazione che  dovrà essere compensata e il concomitante treno d’onda “sonoro” che creerà   la strada più breve per ripristinare l’equilibrio.

Possiamo utilizzare  opportuni treni d’onda che nel momento del disequilibrio possano spingere  la  stabilizzazione di elementi che sono “in divenire” verso una specifica direzione.

Supponiamo che  in una miscela sia presente un 30% di Nichel e 70 % di Alluminio, che vengono sottoposti ad un impulso Tesla; se il treno d’onda catalizzante, spinge nella modulazione sonora di tipo Nichel alla fine potremmo avere 31% di Nichel e 69% di Alluminio unitamente ad un possibile residuo di energia di disavanzo.

Questo eventuale disavanzo è dovuto al fatto che difficilmente la variazione è esatta . E’ più facile che ci sia  un’energia in surplus da smaltire  in forma di  come calore, luce, elettricità, suono…

Per  ottenere il massimo risultato, l’operatore deve operare in via sperimentale su varie miscele fino a trovare quella  con  opportune  elementi che realizzano lo scopo cercato.

Per ogni miscela esiste  un treno d’onda che realizza il massimo rendimento (da noi voluto, per esempio produce il massimo calore.)

Se vogliamo possiamo cercare il treno d’onda che  produca la massima luce. Non c’è limite alla sperimentazione di miscele e treni d’onda. Tutto dipende da cosa si vuole ottenere.

La variazione  è sul treno d’onda cattalittico (imprintatore), mentre l’impulso Tesla è costante, deve essere solo stretto e intenso.

Oscilloscopio1

Vi sono alcuni filmati del test in cui si può vedere bene l’impulso Tesla che si evidenzia  come bagliore luminoso  che si presenta periodicamente a intervalli di circa  8 sec in un punto di contatto del reattore. L’impulso è accompagnato da un suono che ricorda lì innesco di una scarica piezoelettrica (simile a quello che usiamo comunemente per accendere il gas). In questa foto si vede il dettaglio illuminato da una luce verdastra.

Impulso di potenza

Il filmato completo è visibile qui.

Dal filmato si evince che l’impulso di potenza (impulso Tesla) è seguito da un periodo ( 4 sec)  di treno d’onda, da un periodo altrettanto lungo di quiete per poi ripartire con un nuovo impulso di potenza.

sequenza pilotaggio

E’ importante comprendere  che  lo scossone causato dall’impulso, non trasmuta in se stesso l’elemento. Infatti gli elementi di base  sono  assolutamente stabili  e immutabile nella  condizioni di temperatura e pressione in cui si trovano. Per comprendere cosa succede, è  necessario fare un salto di  prospettiva. Si deve comprendere che  l’oggetto non è reale in se stesso, ma esso esiste nella sua essenza  come matrice organizzativa che sta  a monte (superstringa).

L’elemento è costituito da una matrice, simile ad un file che lo governa e contraddistingue che si puo’ considerare come una specie di DNA.

Una volta che si comincia ad entrare in questa strana logica si possono aggiungere varianti con nuove comprensioni.

Bisogna comprendere che quando  gli elementi si “rammolliscono” nella loro concretezza, sotto l’azione combinata di impulso Tesla e  treno d’onda catalitico,  essi si trovano alla presenza di molti altre treni d’onda che possono a loro volta influenzarne il riequilibrio. Infatti in linea di principio tutti gli oggetti nelle vicinanze sono presenti in misura variabile come onda catalitica di disturbo.

In particolare occorre rendersi conto che è presente un’onda catalitica importantissima generata consciamente o inconsciamente dagli esseri umani tramite la loro intenzionalità ed energia. In particolare da quegli esseri dotati di surplus energetico e sensibilità acuta che possono agire  come “attivatori” volontari o involontari.

Questa che sembra la cosa più incredibile è  la cosa che mi è stata mostrata per prima quando ho iniziato la via alchemica.

Io ho visto molte volte tramutare in mano mia oggetti, confermando il fenomeno con  foto, bilance e quant’altro.

Quando accadeva il fenomeno non avevo nessuno vicino, e le macchine fotografiche hanno comprovato che non avevo visioni illusorie, ho usato anche un videoregistratore a nastro in bianco e nero, anni 75 o giù di lì.

Questi esperimenti non erano realizzati con il supporto di macchinari o altro,  ad operare c’era solo la volontà dell’attivatore.

Il mio Maestro di alchimia fece in modo di soddisfare la mia esigenza scientifica di verifica certa, in modo da farmi comprendere che la realtà non è così determinata e immutabile come ero abituato a credere.  Con queste esperienze scardinò  la cristallizzazione dovuta alla cultura scientifica che mi apparteneva e che mi continua ad appartenere, preciso che al tempo ero già laureato in Fisica  in quel di Padova.

L’esperienza fu durissima, mi sentii crollare il mondo addosso,  lo dissi al mio Maestro.

Egli mi diede l’incarico di una vita: “comprendi e trova il modo di donare intelligentemente l’informazione.”

Sembra una favola vero? Sembra un vaneggiamento, la fantasia di un sognatore!   Ho un sacco di testimoni, ma conta poco. Difficile anche solo ipotizzare che sia tutto vero, ma è così. Mi spiace per voi gente la fuori. Posso essere certo di quello che ho personalmente sperimentato, ma ovviamente non posso essere certo per la totalità della teoria sul Qx.  Dal mio punto di vista quadra tutto così bene che mi sembra impossibile esistano altre spiegazioni.

Non pretendo di essere creduto sulla parola, sarebbe antiscientifico, aprirebbe una fessura pericolosa in cui ciarlatani, idealisti, sedicenti maghi ecc avrebbero buon gioco. Quindi   capisco PERFETTAMENTE se non mi credete, ma  devo ribadire ciò che ho visto con ASSOLUTA certezza. (Se qualche coraggioso ne vuol sapere di più mi trovate su You Tube “Dalla Fisica a Sciamanesimo 1°”)

Tornando al Qx e all’impulso Tesla, mi chiedo come avrà fatto Rossi a generarlo e/o mascherarlo.

Quando si pilotano  con tensioni altissime ci sono scariche notevolissime e sviluppo di luce e calore da smaltire. Forse sta qui la spiegazione della necessità di raffreddare l’apparato di pilotaggio del Qx.

continua con “teoria del calidoscopio”