Il mistero delle palline

cicloide2

di  Guglielmo M.

Qualche anno fa è apparso sul blog  Energeticambiente , specializzato in energie alternative e innovazioni tecnologiche  un thread che ha suscitato un certo interesse tra gli esperti appassionati e i troll che lo  frequentavano. Il thread descriveva e mostrava un esperimento realizzato con delle palline che nel loro moto non rispettavano le regole classiche della meccanica e della fisica. Nel blog si sono susseguiti i tentativi di spiegazione, che in definitiva sono risultati  poco convincenti e così come spesso accade nei Forum quando gli esperti non riescono a risolvere una cosa, per  frustrazione passano alla fase di derisione e banalizzazione della tesi  proposta.
Noi restiamo dell’idea che quell’esperimento meriti più attenzione, perché le conseguenze non sono banali. Ma forse i tempi non sono ancora maturi per queste novità scientifiche.

Il promotore del thread ha usato questo  esperimento per  stuzzicare la curiosità dei lettori e per  introdurre dei concetti innovativi parte di un ragionamento ben più vasto. In sintesi  egli dice:

 La velocità ha effetti concreti non solo quando è prossima a quella della luce ma per ogni suo valore anche se minimo. Nella vita ordinaria le “piccole velocità” sono straordinariamente più importanti e con effetto concreto di quanto riportato dalla teoria di Einstein”.  

Esperimento Classico 

L’esperimento è una variante di un effetto fisico noto ma non ancora spiegato. L’esperimento rallentato (tradizionale) era stato eseguito da ricercatori tedeschi e pubblichiamo qui di seguito la versione originale:

In definitiva l’esperimento mostra che la pallina che fa il percorso più lungo arriva prima. In questo sito tedesco ” Das Kugelexperiment ” si possono trovare maggiori informazioni e un foglio di calcolo con alcuni elementi dimensionali.

Analisi dell’esperimento 

Durante l’esperimento si sono lasciate cadere due palline su due rotaie poste affiancate. Naturalmente si tratta di rotaie omogenee  fatte dello stesso materiale, la sola differenza è il tragitto  in quanto una è rettilinea e l’altra presenta  un’avvallamento e quindi è un percorso più lungo.   Senza nessun motivo apparente  la pallina che deve  percorrere il tragitto più lungo, nell’uscita dall’avvallamento sembra subire una spinta, tanto da guadagnare una certa distanza rispetto all’altra. Qui di seguito si può vedere  la sequenza  dei fotogrammi relativi dall’ingresso all’uscita uscita dall’avvallamento

.
PallinaFotogrammiLista

Per completezza aggiungiamo qui di seguito  una analisi dei dati :

Dati

dai quali abbiamo ricavato il seguente grafico

Grafico

Poichè i fotogrammi ricavati dal film contengono un errore di prospettiva e quindi una deformazione, abbiamo  corretto il calcolo con una curva di aggiustamento.

PallinaFotogrammiDistorsione

Analisi del grafico

1) Le immagini fotografiche presentano una deformazione e per compensare tale errore e fare una valutazione più precisa è stata introdotta una funzione di aggiustamento.
2) La curva percorsa dalla pallina inizia dal punto 1 e finisce al punto 13, il suo centro è identificabile con un rombo in colore scuro. Nel grafico il suo colore è azzurro
3) Le distanze percorse dalle palline sono state rilevate usando un tool di selezione grafica per cui sono molto precise ed espresse in pixel.
4) La pallina che in seguito sarà denominata “A” e quella che percorre la pista diritta, “B” l’altra pallina.

Expertise, valutazione del grafico
La curva Diff rappresenta l’informazione più importante per la valutazione.
La curva mostra la differenza fra il percorso di una pallina rispetto all’altra ed è una sottrazione fra le curve A e B.

Questa curva presenta delle anomalie molto evidenti per i seguenti tratti:

1-8 Non appare come una curva di un corpo in accelerazione in un campo gravitazionale ma sembra una retta.
Questo fatto fa pensare che avvenga un accumolo di energia similmente ad un volano.

9 é il punto di flesso

10-14 Ancora una retta che non dovrebbe esserci considerando che è sottoposta a decelerazione,  Decelerazione che non può essere lineare.

Conclusioni
La pallina accelera per i tratti 1-9 quindi anche per il tratto in salita.
Si deve considerare inoltre che la comparazione di posizione non indica la velocità istantanea, velocità che quindi è certamente maggiore di quella mostrata dal grafico.
Il tratto della curva può essere valutato come più lungo di circa 25 mm
La pallina B esce dalla curva indiscutibilmente con una velocità maggiore della pallina A almeno per il tratto che è considerato in questa analisi.


INTRODUZIONE AL CONCETTO DI GRADIENTI TEMPORALI

L’autore  per spiegare l’anomalo comportamento delle palline,  prende  in considerazione  il caso particolare che si verifica quando in un corpo coesistono contemporaneamente velocità diverse.

Si immagini per esempio  un  disco che ruota sul suo asse centrale; la parte periferica del disco si muove ovviamente a velocità maggiore della zona vicina all’asse centrale.
Il disco presenterà varie  velocità  distribuite con un valore che  incrementerà mano a mano che ci si allontana dalla zona del perno e si va verso la periferia; le varie velocità possono  essere rappresentate con un “Gradiente”.

In generale tutti i corpi in rotazione, e quindi anche le palline dell’esperimento,  presentano contemporaneamente diverse velocità. L’autore sostiene   che “ogni velocità corrisponde ad uno specifico tempo”  e per  questo  ha nominato la sua idea  “Teoria del Gradiente Temporale”.

Secondo questo concetto due oggetti che si muovono a velocità diverse hanno in realtà tempi propri diversi e anche la materia che costituisce gli oggetti stessi  è disposta nelle dimensioni spaziali che gli sono proprie.
L’autore introduce il concetto di “ibrido temporale” per indicare un oggetto che contiene tempi differenti.

Un esempio pratico di Gradiente temporale è una trottola che sta girando, essa ha in  se contemporaneamente molti tempi. Secondo l’autore essa  “non cade perché non saprebbe in quale tempo cadere”.

trottola

Un altro classico esempio è la ruota che egli descrive cosi’:

La ruota può essere immaginata come costituita da due parti, il suo perno centrale sul quale grava il peso, ad esempio un carretto, e la sua parte periferica  che è in contatto con il terreno.  Com’è facile dedurre il perno e il cerchione ruotano a velocità diverse e di conseguenza avviene che le due parti hanno tempi propri e tempi locali diversi .

Prendiamo il  caso di  una ruota che sostiene il peso di  un carriola, quando il mezzo è in movimento,  il peso della carriola  grava sul perno  che ha una velocità e quindi un tempo diverso da quello del  cerchione che subisce la spinta per la movimentazione.
Il risultato sarà che la carriola non ha più alcun peso nel tempo di chi spinge e quindi il peso può essere mosso senza sforzo.

Ma il peso della carriola è realmente diminuito? .

cariola
La risposta è no! Ciò che è cambiato è solo il modo con il quale è distribuito il peso infatti il peso a causa del moto rotatorio si è spostato e preme semplicemente in un altro tempo
“.

L’esperimento delle palline è  un altro modo per dimostrare un tipo di fenomeno provocato delle diverse velocità degli ibridi temporali.

Le due palline dell’esperimento percorrono due tratti di diversa lunghezza, ma arriva prima quella che fa il percorso più lungo.

In pratica noi vediamo e misuriamo la posizione spaziale  delle palline in funzione della loro velocità.

Attenzione  però  l’effetto non è solo visivo! La pallina più veloce conserva anche l’energia che poi potrà scaricare solo rallentando o con un impatto.
Osservando con attenzione il  filmato si potrà notare come  la pallina che arriva prima  cozza con la barriera finale spostando tutta l’impalcatura, mentre la seconda pallina arriva più dolcemente.

NewGIF.gif

Replica dell’esperimento con variante

Come abbiamo detto una sfera rotante è un caso molto comune di Ibrido temporale. In questa seconda sperimentazione sono state impiegate  due sfere.
Si sottolinea che se non fosse stata utilizzata una seconda sfera come parametro di riferimento e comparazione visiva, l’esperimento misurato con la strumentazione ordinaria non avrebbe fornito alcuna indicazione sulla sua stranezza

Dati palline
Diametro millimetri = 25,4
Peso grammi = 67,385

Descrizione dello strumento
Sono posti due binari (A e B)  affiancati con origine e arrivo alla stessa altezza dal suolo
Il binari “A” e “B” all’inizio (sinistra del disegno) hanno due pendii di eguale forma, disposizione e pendenza.
Il binario “A” (dopo il pendio) prosegue in modo rettilineo con perfetto parallelismo rispetto al suolo.

Il binario “B” ha tre curve calcolate con un certo criterio e leggermente diverse per curvature e ampiezza.
Lunghezza della pista più breve = 3,42 metri
Larghezza pista (interno) = 28 mililimetri

Dislocazione delle curve, misurando da inizio pista (a sinistra) a inizio curva (punto 0)

Curva 1  cm 1150
Curva 2  cm  1750
Curva 3  cm  2230

Ampiezza bacino della curva

Curva 1  cm 350
Curva 2  cm  345
Curva 3  cm  338

Discesa di lancio
Triangolo
Base = 6 cm
Altezza = 4 cm
Altezza partenza = 3 cm

Per la tracciatura delle curve scaricare il foglio di CalcoloCurva
Il foglio è costituito da due pagine, uno per i dati in ingresso, l’altro per il grafico di tracciatura.
(Per usare il foglio di calcolo è necessario togliere la protezione delle macro).

Palline

Descrizione dell’esperimento  

In questo esperimento si dimostra come varia il tempo di un oggetto ibrido (la sfera) quando sottoposto ad accelerazione e si misura la variazione temporale comparando visivamente la sua posizione con quella di un’altra sfera.

La sfera indicata nel grafico con la lettera “B” è stata costretta dal particolare tipo di disegno delle curve a spostarsi nel tempo per tre volte, prima in anticipo e poi in ritardo rispetto alla pallina “A”, alla fine del percorso il rallentamento è notevole e la pallina “A” fa il sorpassa definitivo.

Esecuzione
Si fanno scendere due biglie, una per binario, nello stesso istante e da un’identica altezza facendo in modo che quando rilasciate esse siano libere di percorrere i binari.
Si noti che il disegno delle curve è stato curato attentamente in modo da consentire ogni volta alla pallina “A” di essere sorpassata anche se la pallina “B”, a causa degli attriti determinati dal suo percorso più lungo disperdeva parte della sua energia.
La pallina “B” rimane comunque sempre in testa fino a circa 10 cm dopo l’ultima curva.

Per il tratto da 0 a 2 le palline sono perfettamente parallele,proseguendo
…. le palline dopo la prima curva sono in posizioni diverse, la pallina “B” ha sorpassato la pallina “A” (punto N. 3),
…. nel punto N. 4 le palline sono nuovamente parallele cioè pallina “B” ha rallentato rispetto ad “A”,
…. le palline dopo la seconda curva sono in posizioni diverse, la pallina “B” ha sorpassato la pallina “A” (punto N. 5),
…. nel punto N. 6 le palline sono nuovamente parallele cioè pallina “B” ha rallentato rispetto ad “A”,
…. le palline dopo la terza curva sono in posizioni diverse, la pallina “B” ha sorpassato la pallina “A” (punto N. 7),
…. nel punto N. 8 le palline sono nuovamente parallele ma da questo punto in poi la pallina “B” rallenta ed è sorpassata abbondantemente dalla pallina “A”,

Filmato 1 (L’esperimento al rallentatore)

Filmato 2 (La ripetizione dell’esperimento ma vista da un’altra angolazione)

Filmato 3 (La pista usata)

ALTRI FILM

Alcuni film di preparazione e studio per esperimento delle palline

Filmato 1) 
Esperimenti eseguiti per la ricerca dell’equazione che disegna le curve
https://www.youtube.com/watch?v=EEY0y7iQPtw

Filmato 2) Esperimenti eseguiti per valutare l’incidenza degli attriti e del percorso più lungo relativi ad una curva generica

Filmato 3) Esperimenti eseguiti per valutare la reversibilità temporale con curva rovesciata.
Nell’esperimento si nota che la pallina che fa le curve tende verso la fine a raggiungere l’altra pallina.
L’esperimento dimostra la validità concettuale della teoria dei “Gradienti” e inoltre mostra che il rallentamento temporale ha una effetto di durata limitata e quindi che il sistema tende all’equilibrio.

Annunci

16 pensieri riguardo “Il mistero delle palline”

  1. Chiedo scusa, ma Lei se deve andare in auto in un’altra città si stupisce se facendo 250 km di autostrada ci mette meno tempo che a farne 180 sulla viabilità ordinaria?
    Quell’esperimento è verissimo ma non viola nessun principio della fisica, pensi che lo sapeva già Galileo che il moto lungo un arco di circonferenza avviene più rapidamente che lungo l’arco che lo sottende.

    1. Il problema è che l accelerazione avviene dopo l uscita. La pallina che fa più strada esce e ad un certo punto ingrana la quinta. Non è proprio come dice lei. Parecchi fisici hanno visionato la cosa e hanno avuto parecchia difficoltà nel dare una spiegazione.

      1. Il problema è che l accelerazione avviene dopo l uscita. La pallina che fa più strada esce e ad un certo punto ingrana la quinta.

        Non mi pare proprio: nel primo filmato la pallina si porta in testa nel tratto in cui le due piste differiscono e rimane in testa perché all’uscita le due palline hanno esattamente la stessa velocità. Non c’è nessuna accelerazione nella parte in piano. Fisica tradizionale nessun mistero.

  2. @ Littleflower
    Il problema è che l accelerazione avviene dopo l uscita. La pallina che fa più strada esce e ad un certo punto ingrana la quinta. Non è proprio come dice lei. Parecchi fisici hanno visionato la cosa e hanno avuto parecchia difficoltà nel dare una spiegazione.

    Quello che afferma (oltre ad essere contraddetto dalla Fisica) è smentito persino dalla documentazione che qui ha pubblicato. Osservi ad esempio il grafico Excel:
    https://gradientitemporali.files.wordpress.com/2018/02/grafico.jpg?w=768&h=398
    a partire dal frame 12 cioè quello corrispondente all’istante di “uscita” dopo il quale, secondo Lei, si manifesterebbe un’accelerazione della pallina “che fa più strada”.
    Il grafico mostra che la distanza relativa tra le due palline NON aumenta affatto, se la pallina (quella “che fa più strada”) avesse una maggiore velocità, a causa di una ipotetica accelerazione, la distanza relativa dovrebbe aumentare. Il fatto che non si riscontri indica che la presunta accelerazione che rivendica NON esiste.
    La distanza tra le due palline tende a stabilizzarsi (in linea con le attese teoriche) da cui l’unica conclusione che ne può derivare è che la sua affermazione sull’esistenza di un presunto “problema” è priva di fondamento.

    Se ha dei dubbi, invece di affidarsi a pareri estemporanei e valuazioni occhiometriche, perchè non si rivolge al Dipartimento di Fisica dell’università a Lei più vicina?

  3. Beh io ho parlato con alcuni fisici e studiosi ed erano piuttosto perplessi. Poi e questi esperimenti sono stati presentati in Germania e in altri blog ma Non c è stata una risposta valida. La storia della gravità almeno se la sono evitata visto che non c entra niente con l esperimento in questione. E i più si sono limitati a dire. Che era una cosa bizzarra… Comunque il tuo atteggiamento strafottente non è gradito. Un conto è dare informazioni o suggerimenti e fare una educata conversazione esponendo le tue idee Un altro è fare la sbruffone saccente e dire pure cose sbagliate. E comunque sarebbe già bello sapere cosa è la gravità visto che sappiamo solo che una forza è che effetti ha. Ma non sappiamo ancora cosa la generi e cosa soia effettivamente. A te piace parlare degli effetti e delle leggi che conosci ma non ti poni mai domande sull origine delle cose. Se ti piace così… Comunque non mi interessa rispondere a chi si atteggia in questo modo.

  4. Ok, provo a rispondere in maniera “cordiale” così forse non mi banna più…
    Secondo le regole della fisica classica, la pallina che percorre l’avvallamento arriva prima della pallina che percorre il tragitto rettilineo se:

    L / ( 4 * H ) > 2 / sin( 2 * alfa ) – 1 / sin( alfa )

    dove L è la lunghezza del tratto discendente dell’avvallamento, H è il salto di quota iniziale e alfa l’inclinazione media della parte discendente dell’avvallamento.

    Nel caso in questione ciò è verificato in quanto il salto iniziale H è circa metà della lunghezza del tratto discendente dell’avvallamento, mentre l’inclinazione media possiamo supporla di 30° (dalle immagini):

    L / ( 4 * H ) = 0.5 > 0.3 = 2 / sin( 2 * alfa ) – 1 / sin( alfa )

    Quindi la pallina che percorre l’avvallamento arriva prima. Meccanica classica.

    1. bene Veronica in questo caso lascio il commento. non provo neanche a rispondere perchè non mi è per niente chiara l’argomentazione. e comunque il punto è che non è solo il fatto che la pallina arriva prima. La pallina arriva con una velocità aumentata nonostante abbia fatto piu strada e abbia dovuto fare una salita. inoltre la pallina arriva con una maggior velocità di rotazione e poi sembra frenare, infatti si ferma prima.

      1. Gentilissima littleflower,

        Le faccio notare delle inesattezze che ha scritto, se posso:

        “La pallina arriva con una velocità aumentata”
        Falso. Da cosa lo deduco? Dal grafico stesso che è stato riportato. Come vede, la curva diff (differenza tra le posizioni delle palline) ha pendenza nulla al punto 14 (uscita dall’avvallamento), proprio come aveva pendenza nulla al punto 1 (prima dell’avvallamento). La pendenza in un grafico spazio-tempo rappresensta proprio la velocità. Ergo le palline entrano nell’avvallamento con la stessa velocità ed escono con la stessa velocità. Esattamente come prevede la meccanica classica.

        “nonostante abbia fatto piu strada e abbia dovuto fare una salita”
        La strada percorsa con eventuali salite/discese non c’entra nulla con la velocità finale. Dal momento che le palline sono partite dalla stessa quota ed arrivano alla stessa quota, la velocità dev’essere esattamente la stessa, a meno degli attriti. Ma ciò è evidentemente trascurabile, lo conferma perfettamente il grafico ed il ragionamento sopra citati.

        “inoltre la pallina arriva con una maggior velocità di rotazione e poi sembra frenare, infatti si ferma prima”
        Non ho capito da dove ha tratto questa informazione. Purtroppo è errata anche questa deduzione poichè il grafico riportato indica chiaramente che la velocità (di traslazione) delle palline è la stessa prima e dopo l’avvallamento, quindi anche la velocità (di rotazione) è la medesima.

        Le faccio infine notare che non è sempre vero che in un percorso con un avvallamento la pallina che lo percorre arriva prima: tutto dipende dalla velocità di partenza (il salto H iniziale quindi) e la geometria dell’avvallamento. Quindi può benissimo avvenire che in un percorso con un salto iniziale elevato (cioè le palline acquistano inizialmente un’elevata velocità) con un avvallamento sufficientemente corto e molto pendente, la pallina che percorre il tragitto rettilineo arrivi comunque prima dell’altra. Lo spiega la meccanica classica in maniera molto semplice.

        Cordiali saluti

  5. Gentilissima littleflower,

    Le faccio infine notare che la gravità c’entra eccome nell’esperimento (la formula riportata precedentemente è ottenuta considerando l’accelerazione dovuta alle forze di gravità), anzi è solo ed esclusivamente quella che determina l’arrivo anticipato della pallina che percorre l’avvallamento.

    Senza gravità le palline non potrebbero partire.
    Senza gravità la seconda pallina non potrebbe seguire l’avvallamento.
    L’esperimento è stato infatti condotto sulla terra dove appunto c’è la gravità terrestre.

    Spero di averLe chiarito in maniera definitiva l’apparente mistero: la gravità accelera la pallina che percorre l’avvallamento facendola arrivare prima. Per tale motivo è chiamata accelerazione di gravità: essa accelera i corpi ad essa soggetta.

    Cordiali saluti

    1. cara veronica a me non interessano i convenevoli mi basta solo che la comunicazione resti nel cordiale.
      per quanto riguarda la velocità della pallina sicuramente non c’era un rilevatore in gioco quindi ne io ne te possiamo dire questa cosa. io l’ho detto perchè è quello che vedo quando guardo il filmato e la ricostruzione. tu lo dici perchè lo evinci da calcoli. il punto è che quello che si vede è strano e come si dice nella relazione l’impressione è ” avvenga un accumulo di energia similmente ad un volano” e la pallina arriva sparata fuori dall’avvallamento e subito si rallenta. Questo si noto quando la corsa dopo l’avvallamento è piu lunga e dove si vede che la pallina che va in linea retta alla fine supera la pallina che ha fatto l’avvallamento. comunque se per te valgono piu i calcoli delle immagini va benissimo e avrai ragione tu

      1. Gentile littleflower,

        Le porto a conoscenza il fatto che la velocità si ricava dalla posizione. Le potrà sembrare magico, ma nel grafico spazio-tempo che è stato riportato, la velocità è esattamente la pendenza del grafico: non c’è necessità di alcun “rilevatore” (tipo autovelox, per intenderci), poiché le informazioni relative al moto delle palline sono tutte riportate nel grafico mostrato, non serve altro. Quindi si, si può assolutamente ragionare anche in termini di velocità guardando quel grafico.

        Le ricordo nuovamente che i “miei” calcoli e i “miei” ragionamenti trovano perfetto riscontro con i grafici riportati, che sono ottenuti dalle immagini. Quindi i “miei” calcoli trovano perfetto riscontro con la realtà. (Per “miei” intendo applicando le regole della meccanica classica).

        Non vedo dove sia il problema.

        Quello che invece non trova proprio riscontro con le immagini sono proprio le conclusioni forzatamente anomale della relazione, poiché viene fatta parecchia confusione tra spostamento, velocità ed accelerazione, che sono le basi della meccanica.

        Se ne ha piacere posso illustrarLe dove e come nella relazione ci sono grossi errori di interpretazione del fenomeno “anomalo” in tal senso.

        Cordiali saluti

      2. cara Veronica per quel che mi riguarda non ho intenzione di andare avanti con questo botta e risposta. tanto tu rimani della tua idea e io della mia. comunque mi ha scritto Guglielmo la persona che ha scritto questa relazione e ha dato questa risposta. Dico già da ora che non ci saranno altre risposte. Se tu e altri avete voglia di fare un vostro sito e dire le vostre idee a riguardo liberi di farlo. Comunque la risposta di Guglielmo è la seguente : “Premesso che chiunque esprime un commento in modo civile sul mio sito trova sempre spazio ed è comunque il benvenuto anche quando il suo parere è contrario alla tesi esposta nell’articolo.

        Il calcolo dell’energia in gioco è estremamente complesso e non può essere semplificato per non rischiare errori madornali, l’attenzione ai dettagli vale sempre e comunque in particolare quando si parla di attrito volvente.

        Consiglio di leggere questo sito dove sono usate le formule più adatte per fare la valutazione di velocità ed energia.
        http://www.hcrs.at/KUGEL.HTM

        Il sito è in tedesco ma può essere facilmente tradotto incollando il link in Google traduttore.

        Però ….onestamente non capisco il problema dell’energia perché nessuno ha mai parlato di moto perpetuo o di anomalie energetiche, infatti se leggete con attenzione sotto il Gif animato e con titolo “Replica dell’esperimento con variante” si comprenderà tutto.
        Riporto qui sotto per comodità il testo

        Si sottolinea che se non fosse stata utilizzata una seconda sfera come parametro di riferimento e comparazione visiva, l’esperimento misurato con la strumentazione ordinaria non avrebbe fornito alcuna indicazione sulla sua stranezza.

        In pratica l’articolo cerca di spiegare alcune anomalie che si presentano anche alle velocità ordinarie e che sono sottostimate dalla fisica ordinaria.
        In questo caso l’anomalia è relativa all’interpretazione della locazione spaziale dovuta all’accelerazione.”

      3. Cara littleflower e Menegatti Guglielmo/Carlo,

        Vi faccio notare che l’esperimento (ed i relativi calcoli) della pallina che, nonostante il percorso più lungo, arriva prima, è presente nella maggior parte dei libri di fisica anche delle superiori, dove viene trattata la meccanica classica, ed è un problema classico. Aggiungere la rotazione delle sfere complica i calcoli ma non cambia la sostanza del fenomeno: se la geometria dell’avvallamento è opportuna (come già ho spiegato), l’accelerazione di gravità fa appunto accelerare la pallina che percorre l’avvallamento facendola arrivare prima, non c’è nessuna “anomalia” rispetto alle leggi fisiche ben note.

        Vi faccio anche notare che una trottola non cade (almeno per un certo tempo) per via del fenomeno della precessione che è chiaramente ed esaustivamente spiegato dalle leggi della dinamica rotazionale, anche qua non c’è nessuna anomalia.

        Infine, come approccio non-fisico, vi faccio notare che se veramente ci fosse qualche “anomalia vera” rispetto alla fisica nota, questo sarebbe un esperimento di notevole interesse generale con approfondimenti, ricerche, notizie e quant’altro. Invece se provate a cercare su internet non si trova nulla tranne quel sito tedesco (di scomoda lettura visto che la lingua della scienza è l’inglese). Non vi viene il legittimo dubbio che forse di “anomalo” non c’è nulla?

        Sul sito energeticambiente l’unica persona che dá credito alle vostre tesi è Camillo, tutti gli altri utenti hanno dato la mia stessa spiegazione.

        Saluti

      4. cara Veronica innanzitutto il blog di energeticambiente non è la bibbia della scienza, anche li ci sono persone piu o meno valide ma sta di fatto che è un ambiente chiuso e autoreferenziale che negli anni si è chiuso ancora di piu a riccio. Con atteggiamento trollistico siete riusciti a fare scappare tutti e cosi ora state li a guardare allo specchio per decidere chi è il piu bello del reame. dopo di che non è vero che gli effetti inspiegabili siano necessariamente presi in considerazione e studiati a fondo da enti ufficiali. Perche quando si lavora su fenomeni che non rientrano nei canoni ci si trova sempre a lottare con i mulini a vento e si è facile bersaglio, quindi si rischia di essere linciati senza motivo. Ci sono persone che sono piu interessati a fare vedere la loro cultura nozionistica e a denigrare piuttosto che ad indagare seriamente. La scoperta non è più il vero interesse del mondo accademico da almeno un secolo. Chi dovrebbe veramente fare ricerca preferisce navigare su acque piu tranquille per salvaguardare la sua posizione, preferiscono rimuginare e perfezionare la ricerca del conosciuto piuttosto che aprirsi allo sconosciuto. Io ho veramente finito con te, ti ho già detto che se vuoi presentare in modo esaustivo un tuo trattato sull’argomento sei libera di farlo. ma qui hai gia detto tutto quello che dovevi dire e noi ti abbiamo gia detto tutto quello che dovevamo. quindi ti prego di evitare ulteriori commenti che non saranno benvenuti. Buona vita

Rispondi a littleflower Annulla risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...