LA FAVOLA DELLE FORMICHE

 

 

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FAVOLA DELLE FORMICHE

By Guglielmo Menegatti

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    Così come in ogni favola di buona fattura anche in questa (nostra) troverete un insegnamento morale, spunti per riflettere e sognare ma ovviamente non mancheranno quelle informazioni utili per scoprire le cose segrete….ma ora mettetevi comodi, rilassatevi perché partiremo subito e il viaggio sarà ricco di sorprese.  

     Tanti tanti anni fa, (e gli anni sono veramente tanti, più di 80 milioni) c’era un popolo molto progredito che dominava in modo incontrastato tutto il nostro pianeta.         

    Ciò che ai nostri giorni rimane di questo popolo grandioso sono quegli animaletti che tutti conoscono e  hanno nome: Formiche.   

    Quando il popolo delle Formiche era nel suo massimo splendore tutti gli altri esseri viventi del pianeta ne avevano un profondo rispetto ma anche una tale paura che al solo vedere una formica si nascondevano o scappavano a più non posso. Pensate che alcuni animali per avere maggior riuscita o prestigio facevano proprio di tutto per imitarle. (Mirmecomorfismo)   

    In verità le Formiche non furono il primo popolo evoluto a dominare la Terra perché prima di loro ci furono gli Imenotteri (Hymenoptera) che poi generarono le Api e le Vespe (Vespoidea) e dalle Vespe nacquero appunto le Formiche, questa però è un’altra storia della quale (forse) vi diremo in futuro.  

     Le Formiche ebbero uno sviluppo graduale ma inarrestabile; il loro successo fu fondamentalmente determinato dalla capacità di trasformare le continue scoperte dei loro scienziati e inventori in dispositivi efficienti e immediatamente utilizzabili ; ad esempio nell’agricoltura erano così abili che tutti avevano cibo. Cibo che non solo era abbondante ma anche buono e con la capacità di curare le malattie.  

    Spiegare anche in sintesi la loro biotecnologia è per noi molto difficile non solo perché è di una complessità inaudita ma anche per il fatto che (purtroppo) ai nostri giorni rimangono pochissime tracce della fastosità dei loro progetti.  

    Per avere un’idea (ma molto riduttiva) di come operavano si pensi che qualsiasi cosa generata dalla loro agricoltura era il risultato della simbiosi di moltissimi elementi, insomma non solo il prodotto era biologicamente puro ma l’ambiente rimaneva incontaminato.


I loro funghi (giusto per citare una cosa a caso) oltre ad un altissimo potere nutrizionale e calorico erano coltivati in un ambiente chiuso e controllato dove gli addetti alla produzione non erano esclusivamente Formiche (Atta) ma anche diverse razze di animali modificati geneticamente, pensate che impiegavano come guardie addirittura delle enormi lucertole squamate. (Amphisbaena alba).  

 

    La scoperta scientifica più importante delle formiche e che certamente è stata fondamentale per la creazione del loro impero è quella relativa alla produzione di energia. Le Formiche infatti sapevano come produrre energia elettrica e calore dalla forza di Gravità.  

    Quel che rimane ai nostri giorni di questa tecnologia è soltanto il nome del suo inventore. Il nome che ci è pervenuto potrebbe però essere alterato oppure tradotto da un’altra lingua mentre un’informazione che riteniamo più sicura è il luogo dove lo scienziato morì. Questo luogo è una baia che (guarda caso) porta lo stesso nome dell’isola dove trapassò il fantomatico re Artù, insomma perdonateci la carenza d’informazioni ma si tratta di notizie che risalgono a milioni e milioni di anni fa.  

    “Tommaso inviato nel villaggio marrone” ecco.. ora sapete…. questo potrebbe essere lo stranissimo nome dell’inventore che cambiò la storia delle Formiche.   

    All’epoca dell’invenzione di Tommaso si sapeva già che la Gravità non attirava ma era invece una forza che spingeva però nessuno era riuscito a imbrigliare o direzionare questa forza. 


Tommaso, forse in modo casuale, scoprì che i cristalli di silicio erano in grado di alterare la gravità e quindi creare un gradiente di pressione differenziato nel recipiente che li conteneva. 


Il suo primo esperimento consisteva in un semplice tubo riempito con della sabbia di mare e acqua comune; immergendo due elettrodi fatti d’identico materiale uno sulla sommità del tubo e l’altro alla sua base Tommaso si accorse che si manifestava una tensione elettrica.     

     

    La tensione era proporzionale all’inclinazione del tubo, in altre parole se il tubo era orizzontale non si misurava alcuna tensione mentre ruotando il tubo di 180° la tensione s’invertiva rispetto ai terminali dello strumento di misura.  

    L’energia prodotta in questo modo era piuttosto debole ma il dado era tratto e non passò molto tempo perché altri inventori svilupparono sullo stesso principio metodi a rendimento più elevato; uno di questi metodi che poi ritroviamo anche nell’antico Egitto e nella cultura Sumera consisteva nel sistemare pietre a base di silicio ma con orientamento cristallino differenziato in modo da creare un wafer con gli strati disposti verticalmente.  


La quantità di energia prodotta migliorava notevolmente aggiungendo dei corpi pesanti sulla sommità degli strati infatti perché in questo modo si otteneva un maggiore differenziale riferito alla terra.    

Gli strati di pietra non richiedevano alcun liquido per funzionare ma necessitavano di una polarizzazione ad alta tensione, questa tensione di polarizzazione era prodotta da pile elettrochimiche poi resa intermittente con colossali termostati e infine elevata ai valori richiesti tramite macchine a induzione (trasformatori).     

  

    Dovete sapere che dopo Tommaso ci fu un altro importante inventore delle Formiche (ma del quale si è perso ogni riferimento) che si accorse che di fatto le pietre non erano necessarie e quindi per produrre energia elettrica era sufficiente il gradiente di pressione naturale.  

    Quest’ultima invenzione relegò i wafer di pietra al più modesto impiego domestico o locale mentre per le grandi potenze si costruirono apposite centrali che erano prevalentemente localizzate nei mari o nei grandi laghi. 
Il gradiente che è presente in tutti i liquidi sottoposti alla forza di gravità diventava utilizzabile con profitto quando la distanza fra il terminale superiore e quello inferiore era elevata, la realizzazione del progetto nel suo principio generale era quindi semplicissima infatti era sufficiente porre una piastra di metallo conduttore nella profondità del mare e un’altra in superficie. 

Ovviamente il fatto che il principio teorico fosse semplice non implicava che la realizzazione pratica fosse altrettanto semplice e quindi le Formiche dovettero mettere tutto il loro impegno per costruire queste centrali e tutti i dispositivi necessari per il controllo e la regolazione della potenza; se poi si tiene in conto che gli elettrodi erano in oro si può comprendere la difficoltà. 

 

    Queste centrali sottomarine richiedevano sorveglianza e una manutenzione continua (e accurata) e fu a causa di questo problema che le formiche furono indotte a costruire delle città sommerse e ad imparare come muoversie come vivere nelle profondità e nelle correnti impetuose

 

    La capacità di produrre energia in modo razionale portò in brevissimo tempo le Formiche ad avere un notevole benessere individuale e il potere assoluto su tutti gli esseri viventi della Terra ma la popolazione era così aumentata da rendere necessaria la creazione di una nuova politica per la gestione.   

    Fu creato così un governo centrale che aveva un potere decisionale assoluto e con l’intento principale di ottimizzare la produzione dei beni e la distribuzione delle risorse.  

    La nuova politica richiedeva ovviamente anche l’aumento in quantità delle specializzazioni individuali in modo da disporre di esperti specifici così da ottenere il massimo dell’efficacia e dell’efficienza.  

    Nacquero così le “categorie” sociali e il risultato fu che i medici erano veri medici, gli ingegneri non sbagliavano i calcoli e insomma ciascuno faceva il proprio lavoro nel modo migliore.   

    Per alcuni anni (non molti però) tutto funzionò al meglio ma poi, piano piano le specializzazioni divennero caste e le caste crearono di fatto una divisione sociale con il risultato che nessuno più contribuiva alla risoluzione dei problemi comuni e ciascuno pensava solo a se stesso.

Alcuni fra gli intellettuali e gli artisti avevano individuato il problema nascente ma nessuno riusciva a trovava il coraggio per creare un gruppo operativo o per redigere e pubblicare un documento comune o per organizzare manifestazioni pubbliche.   

    Un giorno però accadde che un professore di scuola, che tutti chiamavano il “Matto”, frustrato per la situazione, decise di chiedere udienza direttamente al primo ministro che poi era anche l’imperatore unico delle Formiche. 


Nella documento di richiesta per l’udienza il Matto dichiarava che il popolo correva un pericolo gravissimo e che se non s’interveniva rapidamente tutto l’impero sarebbe crollato.

Il primo ministro accettò d’incontrare il professore ma pretese che l’incontro fosse pubblico e con la presenza di tutti i media più importanti e qui nel seguito vi riporteremo la cronaca (in sintesi) di quello che si disse in quello storico incontro.  

     Il primo ministro inizio per primo:  

    << Il nostro impero funziona a meraviglia, tutti hanno cibo, una casa e l’accesso all’istruzione, le nostre leggi sono giuste e comunque quotidianamente facciamo ogni sforzo per migliorare ogni cosa.
Devo dire però che da un po’ di anni ci sono lamentele da parte di alcuni individui che oltre ad essere degli impostori e denigratori del nostro lavoro sono incapaci di proporre suggerimenti o comunque cose di rilevanza.  

    Oggi abbiamo qui un professore di scuola e per mio desiderio tutto è stato organizzato in modo che il mondo possa verificare e valutare l’attendibilità delle contestazioni, contestazioni che io in verità considero assolutamente inutili, reazionarie e violente.>>   

    Tutta l’attenzione ora era sul “matto” il quale piuttosto imbarazzato cercava le parole per iniziare e finalmente dopo essersi grattato più volte la testa con quattro zampe esordì così:   

     << Quello che ora vi dirò si basa su un semplice postulato, postulato che è dimostrato più volte in natura… vi farò un esempio pratico: le cellule Staminali incominciano a morire nell’istante in cui perdono la loro proprietà generica per trasformarsi in un organo specializzato. 
La specializzazione che noi Formiche cerchiamo con tanto vigore è in realtà un suicidio, un suicidio non solo fisico e reale ma anche psicologico.
La specializzazione inoltre comporta delle importanti mutazioni biologiche che tendono a trasformare il nostro fisico in un semplice strumento attuativo >>      

   Il primo ministro con fare disponibile e gentile domandò:


<< Tu vuoi dire che un giorno i nostri medici nasceranno già dotati di uno stetoscopio fatto di pelle e ossa che spunterà direttamente dalle orecchie?>>
   

   Tutti i presenti scoppiarono a ridere e la vicenda stava prendendo una brutta piega per il nostro professore il quale però senza perdersi d’animo disse:   

   << Ben di peggio… ben di peggio succederà… un giorno tutti diventeranno macchine e le nostre donne non partoriranno più i loro figli ma tutti i figli saranno generati da una sola donna e in un solo luogo….>>   

   << Mamma mia>> replicò il ministro che poi aggiunse: << E allora le nostre donne che faranno?>>   

   Il professore replicò subito:


<< Le nostre donne diventeranno schiave di una funzione sociale, non conosco quale sarà questa funzione ma i dati in mio possesso dicono che è in atto una trasformazione fisiologica che altera il loro ciclo periodico e i maschi invece, in questi ultimi anni, hanno dimezzato la capacità di procreare.>>
   

   Il primo ministro ridendo disse: 

   << Ma queste sono solo pure sciocchezze, comunque quale sarebbe la soluzione che lei propone.>> 


Il professore rispose così:   

   << La soluzione è molto semplice ma deve essere realizzata subito e senza ulteriori indugi e consiste nell’abolire la scuola e verificare periodicamente lo stato di specializzazione.>>   

   Tutti si scoppiarono nuovamente a ridere e si arrestarono solo quando il primo ministro alzò due zampe in segno di fare silenzio. Il primo ministro poi domandò in modo ironico:


<< Caro professore la scuola è una conquista ed è l’unico modo per diffondere la cultura ma forse non ho capito… che cosa intende per “abolire la scuola”.>>
   

   << La scuola così come è concepita è il primo strumento che porta forzatamente ad una specializzazione e quindi alla distruzione individuale e sociale.
La scuola deve fornire solo ed esclusivamente un insegnamento basilare ridotto al minimo possibile come ad esempio leggere, scrivere e i rudimenti della matematica mentre in modo più approfondito deve far capire l’importanza dell’amore e del rispetto per i propri simili, delle idee e di tutta la natura che ci circonda.
La scuola inoltre deve essere uno spazio libero e aperto a tutti indipendentemente dall’età e disporre di tutto quanto serve per conoscere, comprendere e sperimentare.
Veda signor ministro io ho insegnato per anni e posso dirle con certezza che chi ama la conoscenza s’informa in modo autonomo, fa le sue ricerche e pone domande a se stesso e a chi capita, invece chi non vuole non imparerà nemmeno se ha 100 insegnanti che lo seguono passo passo per tutta la vita.
La scuola poi non deve rilasciare diplomi di nessun tipo e per esercitare una qualsiasi professione invece si deve possedere una patente, patente rinnovabile con periodicità prestabilita previo il superamento di esami teorici e pratici.
Si guardi intorno e vedrà che i farmacisti hanno figli farmacisti, lo stesso per avvocati, e per molte altre professioni prodotte da un titolo scolastico, insomma la scuola produce le caste che poi si auto sostengono socialmente e diventano così come un popolo straniero che in più usa un linguaggio che solo i nativi possono comprendere.
Primo ministro mi consenta di aggiungere che tanto maggiore è il potere della casta tanto maggiore è la corruzione che essa diffonde e tanto minore è l’efficienza professionale inerente la specializzazione dichiarata…. la prego mi consenta ancora una cosa, due sole parole che riassumo con una definizione: “Proporzionalmente alla diffusione della scolarizzazione è in aumento l’imbecillità di un popolo. >>
   

    Il primo ministro invitò il pubblico a votare con alzata di testa dicendo:

     << Avete ascoltato questo pazzo e ora vi chiedo di giudicarlo; ditemi se anche voi pensate come io penso e cioè che lo si deve condannare a morte per eresia e ribellione.>>   

    Tutti i presenti, nessuno escluso, alzarono la testa e in pochi secondi il povero professore fu circondato dalle guardie che lo uccisero facendolo a pezzi.
Dovete sapere che al tempo delle Formiche ma anche ai nostri giorni il processo è tanto più breve tanto quanto la società è organizzata, in altre parole si spara o si passa ai fatti senza fare troppe domande all’imputato.
   

    Come finisce la storia delle Formiche lo sappiamo tutti perché da milioni di anni non hanno fatto più alcun progresso, e come previsto dal professore “matto” i soldati nascono già soldati con le armi incorporate e tutti gli altri individui ricevono automaticamente dalla natura tutto quanto serve per svolgere il loro incarico.
Pensate che anche la capacità di comunicare con i suoni (Stridulazione) che distingueva singolarmente le Formiche è stata sostituita dai traccianti aromatici che sono identici per tutto un gruppo. 
Insomma le Formiche da una grande società si sono trasformate in macchine che si auto mantengono e che hanno il solo scopo di mangiare per poi riprodursi; comunque ciò che hanno perso d’importante e che di fatto le ha trasformate in animali è la “solidarietà umana” e così  quando una Formica cade nessuno la soccorre.
   

    L’organizzazione specialistica che è stata una disgrazia per le Formiche fu invece per alcuni animali, fra i quali l’uomo, una gradita liberazione.
Quando l’impero delle Formiche si disgregò rimasero in tutto il mondo i singoli formicai socialmente e geograficamente disconnessi e in continua guerra per la sopravvivenza mentre gli animali che erano stati allevati lontani dai formicai o nelle grotte piano piano tornarono alla libertà.
    
Il ritorno alla normalità però non fu cosa facile per tutti gli animali perché le Formiche li avevano modificati geneticamente e adattati per svolgere solo certe funzioni.    

 

   Per l’uomo oltre ad un gran mal di piedi e alle scottature solari c’era il problema del freddo e dell’estrema fragilità della sua pelle ma non dimentichiamo che aveva perso anche ogni capacità di cacciare o procurarsi del cibo.
La provvidenza però volle che in molti luoghi gli uomini condividessero la comunità insieme ai maiali ed ad uno strano animaletto che si può definire artificiale, questo animale che si chiama Heterocephalus probabilmente fu il risultato di esperimenti di cui oggi s’ignora lo scopo. I maiali invece furono modificati nella loro biologia con le stesse tecniche usate sull’uomo per cui la somiglianza uomo maiale non è proprio casuale come qualche esperto dei nostri giorni dichiara.          

    Anche sull’uomo furono tentati ogni sorta d’esperimenti e il risultato lo ritroviamo nelle antiche leggende che parlano di mostri, in molti reperti archeologici e nelle malformazioni fisiche che si sono protratte nel tempo e ancora presenti ai giorni nostri.  

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    Gli esseri umani (non tutti però solo quelli di pelle bianca) erano tenuti in vita (come i maiali) per le carni tenere ma in particolare erano considerati preziosi per i loro capelli e per la barba perché dovete sapere che i capelli sono molto sensibili all’umidità e si allungano o si accorciano in funzione appunto della quantità d’acqua presente nell’aria: le Formiche che conoscevano bene questa proprietà dei capelli li usavano in moltissime applicazioni come ad esempio macchine per prelevare l’acqua dai fiumi o per fare strumenti da guerra, ecc. 


Gli uomini comunque erano utili anche per la loro urina che era usata per fare proprio di tutto e la melaninafornita in particolare dagli umani di pelle nera.
   

    Come si diceva fu proprio la provvidenza a salvare gli uomini infatti la prima tre cose che fecero appena liberi furono queste:
1) Arrostirono alcuni maiali che dalla fame divorarono all’istante e gli altri li usarono per creare allevamenti
2) Proibirono a tutti gli uomini e nel modo più assoluto di indagare e studiare anatomia e comunque le funzioni del corpo umano.
3) Proibirono a chi non aveva gli attributi di studiare o frequentare scuole  

    Nella dura prigionia delle Formiche gli uomini avevano così sofferto che anche ai nostri giorni qualcuno ha così paura delle formiche da farne una malattia.  

    …..Continua……

  

    Bene, se questa favola vi è piaciuta, gentilmente diffondete, divulgate, condividete, ecc. Grazie

 

Riferimenti utili:
http://www.oocities.org/tetramorium/Indice.htm
https://it.wikipedia.org/wiki/Formicidae


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