Epifania, culti pagani e verità dimenticate: tra Streghe e Beneandanti

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Il nome “Befana” deriva dalla parola  Epifania che vuole dire  manifestazione. Il termine deriva dal greco “epiphaneia” che significa letteralmente  “manifestazione” “venuta”  “presenza divina”, e  si riferisce specificatamente alla prima manifestazione pubblica della divinità con la visita  dei Re Magi al Bambinello Gesu.  Ma nell’immaginario collettivo rappresenta  un mitico personaggio con l’aspetto da vecchia che porta doni ai bambini buoni nella notte tra il 5 e il 6 gennaio.

L’origine di questa festività è sicuramente legata ad antichi riti pagani di propiziazione, rimpiazzati con nuovi significati dalla religione cristiana. Nei  tempi più remoti , nel periodo in cui si celebra l’epifania esistevano delle ritualità legate ai cicli stagionali dell’agricoltura, probabilmente legati originariamente dall’antico culto del Mitraismo o altri simili. I  Romani avevano ereditato tali riti  e li avevano fusi  con il calendario romano, celebrando il periodo temporale tra la fine dell’anno solare, rappresentato fondamentalmente dal solstizio invernale e la ricorrenza del Sol Invictus.

La dodicesima notte (considerata cruciale per i contadini che avevano appena seminato, si riunivano le speranze di un buon raccolto per l’anno appena iniziato) dopo il solstizio invernale si celebrava anche la morte e la rinascita della natura attraverso Madre Natura. I Romani credevano che in queste dodici notti (il cui numero avrebbe rappresentato i dodici mesi dell’innovativo calendario romano) delle figure femminili volassero sui campi coltivati, per propiziare la fertilità dei futuri raccolti, da cui il mito della figura che vola. Secondo alcuni, tale figura femminile fu dapprima identificata in Diana, la dea lunare non solo legata alla cacciagione, ma anche alla vegetazione, mentre secondo altri fu associata a una divinità minore chiamata Sàtia (dea della sazietà), oppure Abùndia (dea dell’abbondanza).

In questa notte si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura che stanca per aver donato tutte le sue energie durante l’anno, appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega. Essa volava per i cieli con una scopa, pronta ad essere bruciata come un ramo, per far sì che potesse rinascere dalle ceneri come giovinetta Natura, una luna nuova. Prima di perire però, la vecchina passava a distribuire doni e dolci a tutti, in modo da piantare i semi che sarebbero nati durante l’anno successivo.

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In molte regioni italiane infatti, in questo periodo, si eseguono diversi riti purificatori simili a quelli del Carnevale, in cui si scaccia il maligno dai campi grazie a pentoloni che fanno gran chiasso o si accendono imponenti fuochi (come i Pan e Vin nella campagna treviggiana) o addirittura in alcune regioni si costruiscono dei fantocci di paglia a forma di vecchia, che vengono bruciati durante la notte tra il 5 ed il 6 gennaio.

Un’altra ipotesi collegherebbe la Befana con una antica festa romana, che si svolgeva sempre in inverno, in onore di Giano e Strenia (da cui deriva anche il termine “strenna”) e durante la quale ci si scambiavano regali.

La Befana si richiamerebbe anche ad alcune figure importate della stessa mitologia germanica, come ad esempio Holda e Berchta, sempre come una personificazione al femminile della stessa natura invernale. Successivamente, con l’avvento del cristianesimo, conciarono ad essere condannati tutti riti e le credenze pagane, definendole un frutto di influenze sataniche. Queste sovrapposizioni diedero origine a molte personificazioni, che sfociarono, a partire dal Basso Medioevo, nell’attuale figura, il cui aspetto, benché benevolo, fu chiaramente associato ad una strega.

STREGHE

Ma chi sono le streghe e cos’è la stregoneria ? In realtà questi termini  non hanno un chiaro significato.

Le origini più antiche della stregoneria si fanno risalire al codice di Hammurabi, nel secondo millennio avanti Cristo. In questo codice sono riportate delle disposizioni contro quegli stregoni e maghi che hanno arrecato danni ad altri.

Troviamo esempi di stregoneria in Omero, negli episodi sulla Maga Circe che trasformava i marinai in porci, e in Medea che lanciava il malocchio con intrugli che produceva mescolando diversi ingredienti.

Per quanto riguarda la Bibbia si trovano varie citazioni che vengono riferite alla stregoneria in modo negativo, ma il problema in questo caso è che le traduzioni variano e varia anche il significato, le versioni che ci sono arrivate infatti sono state epurate e riviste.  Per esempio uno dei passaggi più famosi della bibbia usati dal clero nel medioevo per  condannare la stregoneria  si riferisce alla frase nell’esodo passo 22,17 tradotto con “non lascerai vivere chi pratica la magia” ignorando completamente il fatto che l’espressione originale ebraica significasse in realtà “….qualcuno che opera nell’oscurità e blatera” . Quindi i significati sono stati variati a seconda delle esigenze temporali.

Il termine stregoneria sembra provenire  dalla parola latina strix, che significa propriamente strige, un uccello notturno presente in antiche favole, che succhiava il sangue dei bambini nella culla e instillava loro il proprio latte avvelenato. È citato da vari autori latini, come Ovidio, Plauto e Plinio il Vecchio.

Troviamo il termine anche nel greco antico strix, di origine indoeuropea, che significa uccello notturno, strige. È però una parola onomatopeica, che proviene dal verbo latino strideo, cioè stridere, emettere suoni acuti e sibilanti.

Solo attorno al primo millennio si hanno effettive testimonianze sull’attività di “congrega” di più persone (in prevalenza donne), alcune delle quali costituirono i due gruppi magici europei dai quali trascendono tutte le attuali forme di aggregazione stregona presenti nel nostro continente: la Società di Diana e la Signora del Gioco.

Il cristianesimo comincia ad occuparsi attivamente di stregoneria quando la presenza di questo culto  viene perceptita  come un ostacolo e un freno per l’espansione del potere temporale. Si ritiene che il concilio di Ancira del 314 abbia promulgato il Canon Episcopi (anche se forse si tratta di un documento  successivoe dell’867).  Il testo è  in alcuni punti contraddittorio, infatti si riteneva una follia credere che le streghe potessero volare. Era comunque un testo affidato ai vescovi, per istruirli sui comportamenti da adottare nei confronti di questa credenza e mostra la posizione della Chiesa cattolica nei confronti della stregoneria. Nel testo si menzionava Diana, come dea pagana. E si mettevano in guardia i vescovi sulle donne convinte di obbedire ai suoi ordini o perfino cavalcare la notte su non specificate bestie e di attraversare immense distanze. Donne che, comunque, vanno condannate, anche se siamo ancora lontani dai roghi dell’Inquisizione. Il Canon Episcopi quindi non è da considerare un testo di riferimento per combattere la stregoneria: “…i vescovi e i loro ministri vedano di applicarsi con tutte le loro energie per sradicare interamente dalle proprie parrocchie la pratica perniciosa della divinazione e della magia, che furono inventate dal diavolo; e se trovano uomini o donne che indulgono a tal genere di crimini, devono bandirli dalle loro parrocchie, perché gente ignobile e malfamata.”

La lotta alla stregoneria da parte del clero però  ha inizio con la prima bolla promulgata da Papa Gregorio IXil 13 giugno 1233, Vox in Rama, che esortava i vescovi tedeschi ad aiutare l’inquisitore papale Conrad di Marburg, che vedeva nella tortura e nel terrore il mezzo per ottenere la confessione di quanti adoravano Lucifero e il suo diabolico gatto nero.

L’inizio dei processi alle streghe in europa si ha avuto  nel XIII, con l’istituzione della tortura voluta da Papa Innocenzo IV attraverso la bolla chiamata Ad extirpanda emanata il 15 maggio 1252, poco prima della sua morte.

Il primo processo per stregoneria della storia, o meglio il primo documento storico su una pubblica esecuzione di una strega, si ebbe in Francia, a Tolosa, nel 1275, quando fu arsa viva Angela de la Barthe, accusata di aver avuto rapporti sessuali col Diavolo. La donna confessò di aver partorito una creatura dalla testa di lupo e la coda di serpente, che nutrì con neonati rapiti.

L’ufficializzazione  della lotta definitiva  alla stregoneria si ha avuto con il Malleus Maleficarum.

Il Malleus Maleficarum (Hexenhammer), in latino maglio delle streghe, con cui se ne simboleggiava l’abbattimento, è un famoso testo medievale sulla stregoneria, scritto nel 1486 dai domenicani e inquisitori della Chiesa Cattolica Heinrich Kramer e Jacob Sprenger e pubblicato in Germania nel 1487. Il suo scopo principale era di istruire i giudici su come identificare, interrogare e imprigionare le streghe. Fu presentato alla Facoltà di Teologia dell’Università di Colonia il 9 maggio 1487, che ha portato al sanguinoso epilogo dell’inquisizione e della caccia alle streghe del tardo medioevo. Non è certo il numero di presunte streghe uccise dall’inquisizione. La persecuzione fu definita da alcuni un vero “olocausto di donne”. C’è chi parla di centinaia di migliaia di vittime, chi arriva a nove milioni. È impossibile stabilirne il numero preciso, poiché fu un’operazione che dilagò per tutta Europa e si spinse fino al Nuovo Mondo.

 

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Quello che sopravvive  ai giorni nostri  di queste antiche credenze è  conosciuta come  Stregheria o stregoneria italiana.  La stregheria è conosciuta anche come Vecchia religione  per la sua origine precristiana, si fonda su tradizioni pre-etrusche e si ispira a due  movimenti   cursum Dianæ  (il Corteo di Diana) e “Dominæ Ludum” (la Signora del Gioco) e si rifà agli insegnamenti di Aradia, la Santa Strega.

La stregheria è  una religione lunare ed  è la “fonte di tutte le cose”;è la personificazione della Dea Diana e del Dio Splendor. Quello che sappiamo di questa tradizione è principalmente quanto fu scritto dall’occultista Charles Leland.  Dal 1886 Charles Leland fu per lungo tempo a contatto con una donna italiana chiamata Maddalena, una presunta strega, che gli fornì il libro dal titolo: “Aradia, il Vangelo delle streghe italiane” e la sua giusta interpretazione. Anche se in esso emerge in molti punti l’immagine cristiana distorta della stregoneria rurale di quel periodo  ( influenza che ha modificato sostanzialmente il messaggio originale),  troviamo parecchi argomenti degni di interesse. Nel libro del Leland, le streghe italiane adorano la Dea Diana e il Dio Lucifero (o Splendor) e vengono a contatto tra di loro in consessi notturni chiamati “tregende” o “sabba” per i rituali di Luna piena e celebrano i loro Dei con il canto, la danza e l’accoppiamento. Le loro celebrazioni inoltre includono un’eucarestia per la comunione con le divinità mediante banchetti sabbatici a base di torte dolci e buon vino, particolare già messo in evidenza da Francesco Guazzo nel suo “Compendium Maleficarum”. La strega italiana utilizza la natura in tutto e per tutto tramite i suoi relativi insegnamenti, infatti è da lei considerata “la grande maestra”. La famiglia (la congrega) e la Tradizione sono di massima importanza tra le streghe italiane e questa convinzione dona a questa tradizione magica millenaria la propria resistenza e continuità attraverso i secoli

La Stregheria è essenzialmente una religione che utilizza la natura e che si basa sull’adorazione di una dea e di un dio, entrambi uguali. Quindi una religione politeista.

Si devono distinguere i significati dei termini Stregoneria e stregheria  perché racchiudono dei concetti differenti. La stregoneria  è un attività è legata alla magia, mentre la stregheria è una stregoneria organizzata connessa coi sabba, oltre a essere legata alla figura divina di Diana. La stregoneria non è una religione, la stregheria è invece detta appunto Vecchia Religione. La Stregheria quindi unisce l’uso della magia alla credenza nei santi, negli antenati, negli spiriti, negli dèi e aveva radici antiche e si basava sul culto di antiche divinità, un culto politeista quindi. Nel medioevo dopo  essere stata considerata demoniaca e perseguitata, se ne sono perse le tracce nel XVIII secolo. La Vecchia Religione è riapparsa  comunque oltre un secolo più tardi, a metà del XIX secolo, riscoprendo la Vecchia Religione Anglosassone, che conteneva elementi del Neodruidismo e della Vecchia Religione Italiana ed è oggi conosciuta  anche con  il nome di Wicca.

I BENEANDANTI

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Secondo la tradizione un Benandante non è altro che una persona nata ancora avvolto dal suo sacco amniotico e l‘espressione “nato con la camicia” deriva proprio da questo..
Le leggende raccontano che in seguito lo stesso sacco amniotico, o perlomeno una sua parte veniva benedetto e veniva cucito in un sacchettino da porre permanentemente al collo del predestinato. Grazie a questa procedura il predestinato acquisiva i suoi poteri, ma c’è una regola da seguire sempre: il sacchetto non doveva mai essere perso altrimenti con esso si perdevano anche i poteri.

Sembra che questi predestinati al raggiungimento dell’età adulta fossero richiamati al loro dovere da parte del capo della congrega per  entrati  a fare parte dei  beneandanti, se accettavano   diventavano   una specie di stregoni “buoni” che si ritrovavano in convegni notturni volti a procurare fertilità.

Il loro compito era  quello di proteggere i villaggi dall’azione di streghe e stregoni ed erano gli unici che potevano estinguere il potere dei malocchi. Le testimonianze ci arrivano da verbali di  interrogatori di tribunali di inquisizione e non. Raccontano che in determinate notti, coloro che erano stati scelti come benandanti  erano in grado di fuoriuscire dai loro corpi, a volte sotto forma di nebbia altre volte prendendo l’aspetto di piccoli animali e in gruppo si riunivano per impedire i malefici degli stregoni voltati al male.
Piccole battaglie notturne,  in cui era come se si fronteggiassero due eserciti contrapposti, da un lato le streghe con le loro canne di sorgo contro i benandanti armati solo di rami di finocchio.
Battaglie combattute a suon di magia, combattimenti non riportati dalla storia ufficiale ma di cui nelle mattine invernali, nei falò notturni i contadini bisbigliavano tra loro mentre la paura dominava i cuori e le menti delle comunità agresti.

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Gli scontri avvenivano durante periodi ben precisi: le notti delle quattro tempora, cioè gruppi particolari di giorni in cui un tempo si santificavano Dio e lo scorrere delle stagioni.

Secondo la tradizione popolare in caso di vittoria dei benandanti si sarebbe assistito a mesi di fortuna e prosperità, se invece avessero vinto gli stregoni malvagi allora in quel dato territorio gli abitanti sarebbero stati condannati a passare periodi di fame, morte e sfortuna.

E’ interessante sentire come  un Beneandante descriverà il suo stato di trance  al cospetto dell’Inquisizione “non si fa altro se non che lo spirito si parte dal corpo e va via… e se per caso mentre noi siamo fuori uno andasse con il lume e rimanesse a guardia del corpo lo spirito non rientrerebbe e se quel corpo apparendo morto, fosse posto sotto terra, lo spirito andrebbe vagando per il mondo fino a quell’ora che quel corpo deve morire”
Non era questo l’unico potere dei benandanti: essi  erano anche in grado di vedere i morti, di ascoltare le loro voci. . I benandanti sono anche legati alle Processioni dei Morti, sempre di origine contadina.

I beneandanti non sono solo maschi, T.G. Chanu  riportata la testimonianza di una beneandante, la quale durante l’interrogatorio quando gli viene chiesto di confessare, rispose:“Non ho mai dato l’anima al diavolo, né rinnegato la fede in Gesù Cristo: sono beneandante.”, “era destino che lo diventassi, perchè chi nasce la notte di Natale, se è maschio sarà lupo mannaro e urlerà alla luna; se è femmina sarà strega o beneandante. […] Le streghe hanno rinnegato la Santa Madre Chiesa; io non l’ho mai fatto. Anzi, combatto ogni sorta di malvagità. E se so quello che so è perchè sono stata con loro, tutte in forma di gatte, io per difendere, le altre per offendere. […] Le streghe si riconoscono tra loro e sono riconosciute da noi, perchè sotto il naso hanno tutto un segno a forma di croce, che la gente comune non vede. Ci scontriamo, la notte, nel prato di Santa Caterina, di la del fiume, beneandanti e stregoni. Noi abbiamo bastoni di finocchio e sambuco, loro canne di sorgo turco e attizzatoi da forno. […] Quando hanno la meglio i beneandanti, il raccolto è buono e abbondante. Ma, se vincono gli altri la battaglia, allora c’è grande carestia.”

Nonostante i benandanti combattessero il male, la Santa Inquisizione li dichiarò eretici tra il 1570 e il 1670. La missione di questa congrega si fondava su culti pagani, che non potevano trovare un riscontro positivo nella Chiesa. Furono molti i processi giudiziari a cui furono sottoposti i benandanti, che col tempo erano divenuti essi stessi stregoni .Se prima erano visti come difensori della fertilità dei campi, più tardi, verso la fine del XVI secolo, erano riconosciuti come quelli che tolgono malocchio e fatture.

I LUPI MANNARI

Ginzburg, in “Storia Notturna” racconta le avventure di  Thiess, un vecchio più che ottantenne che  confessa apertamente a dei giudici di essere un lupo mannaro (“wahrwolff”).

Nel 1691, i giudici di Jürgensburg, una città in Livonia svedese (antica lituania), si trovarono ad interrogare un vecchio  noto come Thiess di Kaltenbrun,  testimone in un caso riguardante una rapina in chiesa. I giudici sapevano che la gente locale lo considerate un lupo mannaro che frequentava il Diavolo, ma inizialmente avevano poco interesse per tali accuse, che sembravano non avere a che fare con il caso in esame. Durante il colloquio  Thiess, che era presente solo come teste,  ammise liberamente ai giudici che un tempo era stato un lupo mannaro (“wahrwolff”), ma che vi aveva  rinunciato dieci anni prima. Thiess raccontò  di come dieci anni prima, nel 1681, fosse già apparso in tribunale per accusare Skeistan un contadino di Lemburg, di avergli  rotto il naso. Skeistan era ormai morto da tempo ed era stato uno stregone, lui assieme ai suoi diabolici compagni aveva rubato i germogli del grano e li avevano portati nell’inferno, perché le messi non crescessero. Accompagnato dagli altri lupi mannari, Thiess si era recato all’inferno e aveva lottato con Skeistan. Lo  stregone in quell’occasione  lo  aveva  colpito sul naso con un manico di scopa avvolto in code di cavallo. Non si era trattato di uno scontro occasionale. Tre volte all’anno, nelle notto di Santa lucia prima di Natale, di Pentecoste e di San Giovanni i licantropi si recavano a piedi, in forma di lupi, in un luogo situato “alla fine del mare”: L’inferno. La essi lottavano col diavolo e con gli stregoni, battendoli con lunghe fruste di ferro e inseguendoli come cani. I lupi mannari secondo  Thiess non tolleravano  il diavolo. Il suo racconto si discostava molto dall’immagine della licantropia diffusa nella Germania settentrionale e nei paesi baltici. Queste affermazione stupìrono molto  i giudici che gli chiesero “Se i licantropi non possono soffrire il diavolo, perché si trasformano in lupi e scendono nell’inferno?”  Thiess rispose che in questo modo essi potevano riportare sulla terra ciò che gli stregoni avevano rubato: bestiame, grano e altri frutti della terra. Se non lo avessero fatto ci sarebbe stata carestia (Come era avvenuto l’anno precedente quando la sua compagnia di lupi mannari aveva tardato a scendere nell’inferno e avevano trovato le porte sbarrate e non erano riusciti a riportare indietro il grano e  i germogli sottratti dagli stregoni). Quell’anno invece le cose erano andate diversamente e sempre grazie ai lupi mannari il raccolto di orzo e segala nonché una ricca pesca erano assicurati.  i giudici notarono in questa affermazione di Thiess una contraddizione perché Thiess aveva in precedenza affermato di aver  abbandonato la sua vita da lupo mannaro dieci anni prima. Thiess con molta tranquillità  ammise quindi di aver mentito nella sua precedente affermazione.

Alle accuse da parte dei giudici che i lupi mannari erano servitori del diavolo, il vecchio negò recisamente. i lupi mannari non servivano il diavolo che era invece il loro nemico. I lupi mannari erano  i cani di dio che inseguivano il diavolo e gli davano la caccia sferzandolo con fruste di ferro, ed operavano per il bene degli uomini. Secondo Thiss non erano  soltanto i lupi mannari lituani a combattere con il diavolo per i raccolti: ma cosi facevano anche i lupi mannari tedeschi  e quelli russi che però facevano parte di compagnie diverse dalla sua. Thiess raccontò anche la sua storia, di come era prima diventare un lupo mannaro, spiegando che era stato una volta un mendicante, e che un giorno “un mascalzone” aveva bevuto un brindisi per lui, dandogli così lui la capacità di trasformarsi in un lupo. Egli ha  raccontato che avrebbe potuto trasmettere la sua capacità a qualcun altro, respirando nella caraffa tre volte e proclamando “diventerai come me.” Se l’altra persona poi avesse preso la brocca, sarebbe diventati un lupo mannaro, ma Thiess disse che non aveva ancora trovato qualcuno pronto ad assumere il ruolo del licantropo.

Nonostante le continue richieste dei giudici e di un parroco, Thiess rifiutò di pentirsi persistendo nelle sue convinzioni, e anzi, in uno scatto d’ira Thiess gridò  al prete che era stufo di sentir parlare delle sue cattive opere che invece erano  migliori di quelle del parroco, e che  lui,  non sarebbe stato né il primo né l’ultimo a commetterle. Dalle indagini fu anche riscontrato  che, a parte i viaggi notturni, Thiess aveva praticato magia popolare per i membri della comunità locale. Egli agiva  come un guaritore e un incantatore ed era noto  benedire grano e cavalli, e sapeva anche incantare i lupi ed  arrestare emorragie.

il primo ottobre 1692 fu condannato a dieci colpi di frusta per le superstizioni e le idolatrie commesse.

Le credenze del vecchio lupo mannaro Thiess sono sostanzialmente identiche a quelle emerse nel processo dei due benandanti friulani. La lotta a colpi di bastone (perfino il particolare dei manici di scopa di cui sono armati gli stregoni lituani richiama i rami di sorgo, o saggina, usati dagli stregoni del Friuli) in determinate notti per ottenere la fertilità dei campi, minuziosamente, concretamente specificata – cosicché in Friuli si lotterà per le viti, in Lituania per l’orzo e la segala.

Un’altra storia sui licantropi ci viene raccontada da Paucer. A metà del’500 lo scrittore, dilungandosi sui licantropi e sulle loro straordinarie prodezze, inserì nel suo “Commentarius de praecipuis generibus divinationum” un aneddoto su un giovane di Riga, che, nel corso di un convito, era caduto improvvisamente supino sul pavimento. Uno dei presenti riconobbe immediatamente in lui un lupo mannaro. Il giorno seguente il giovane raccontò di aver combattuto con una strega che si aggirava in forma di farfalla infuocata: i lupi mannari, infatti (commenta il Peucer) si vantano di tener lontane le streghe (93)

Fonti:
http://www.ilvelino.it/it/article/2015/01/05/la-befana-le-origini-del-mito-dai-riti-pagani-al-cristianesimo/997082f2-486d-4bf5-875a-d010537b39b4/

http://www.cortescontenti.it/stregheria.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Benandanti

http://www.latelanera.com/misteriefolclore/misteriefolclore.asp?id=240

Ginzburg-Carlo-I-Benandanti-Stregoneria-E-Culti-Agrari-Tra-Cinquecento-E-Seicento

http://testi-italiani.it/thiess_of_kaltenbrun#Carlo_Ginzburg

http://www.labirintomagico.it/wp-content/uploads/2012/09/vangelowicca.pdf

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Il caduceo

IL CADUCEO


Parlando degli  antichi simboli condivisi da differenti  culture antiche, dobbiamo sicuramente  fare un accenno al simbolo comunemente noto come Caduceo. L’origine mitologica  del simbolo lo fa risalire al mito di Ermes (il dio Mercurio dei Romani), figlio di Zeus e della ninfa Maia, il quale, sul monte Citerone, si imbattè in due serpenti che combattevano tra di loro. Quando Ermes, per porre fine alla lotta, gettò tra i due contendenti la verga d’oro regalatagli da Apollo, i due rettili vi si attorcigliarono immobilizzandosi: era nato il Caduceo, successivamente ornato con le ali dei calzari del dio greco.

Il Caduceo è uno dei simboli più antichi della storia dell’umanità, comune a civiltà diverse, lo troviamo per esempio a  Cartagine presso i Fenici, gli Hittiti, gli Ebrei, gli Egiziani. La sua immagine, raffigurante due serpenti attorcigliati in senso inverso intorno ad una verga ornata d’ali, è stata rinvenuta, oltre che nei templi greco-romani, su tavolette indiane dell’antica civiltà vedica e altrove. Il reperto archeologico più anticoè una coppa appartenuta al re Guda della città mesopotamica di Lagash, alla confluenza dei fiumi Tigri ed Eufrate, sulla quale è nitidamente inciso il simbolo.

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Il termine caduceo deriva dal greco Karkeion (araldo, messaggero) e rappresentava il simbolo di Ermes o Mercurio,messaggero degli dei, che lo esibiva come simbolo per dirimere le liti. Ma prima che a Mercurio, il magico bastone venne attribuito come emblema a Ermete Trismegisto, mitico progenitore dell’arte magica tradizionale, intesa come sintesi del sapere universale in ogni sua applicazione: medicina, legge morale, filosofia, religione, scienze naturali, matematica, etc. Il mito di Ermete risale alla più remota civiltà egizia, ripreso poi dalla mitologia greca che ne trasse il dio Hermes poi divenuto Mercurio con i Romani.

Omero nell’Iliade (canto XXIV) descrive così l’uso che fa  Hermes del Caduceo: “La bacchetta mediante la quale il dio incanta al suo piacere gli occhi dei mortali o sveglia coloro che dormono. Negli Inni omerici (III,529) il caduceo ermetico è detto “aureo”,  ed ha la virtù di fascinare gli occhi dei mortali e di addormentarli, di attrarre i morti dagli inferi, di cambiare in oro gli oggetti toccati. È simbolo di prosperità e di pace anche presso i Romani.

Di questo simbolo si parla anche nella bibbia sempre con il nome di “Caduceo” come bastone di Aronne fratello di Mosé.

In lingua greca vuol dire “araldo di pace”. Ancora oggi il pastorale degli archimandriti, che è a forma di T, termina con due serpenti che si affrontano, talvolta sormontati da una crocecaduceo2

È evidente che qualcosa di esoterico ancora sussiste nell’Ortodossia,  ma nel tempo il vecchio simbolo ha in alcuni casi  subito delle modifiche cambiando sia struttura che significato. Per la Chiesa Romana per esempio ha perso il simbolismo antico delle grandi Iniziazioni, ed è stato sostituito dal pedum (il pastorale romano) che ha cima ricurva alla maniera del pastore.

 Nel suo “Symbolisme Hermétique“, Oswald Wirth identifica i due serpenti attorcigliati sulla verga d’oro alle correnti di polarità contraria del grande agente magico, conosciuto dagli occultisti sotto il nome di Luce Astrale. L’Iniziato deve saper captare queste forze,  allo scopo di utilizzarle a tempo e luogo per dominare la Natura e ottenere effetti che il volgo ritiene miracolosi. Nei riti massonici e cristiani esoterici si attirano con la mano sinistra le forze diffuse nel Tempio (Etere, Mercurio dei Filosofi), e con la mano destra le si concentrano su se stessi  (coagulazione e fissazione del Mercurio).
 In Oriente il simbolo dei due serpenti attorcigliati alla verga trova riscontro nelle due correnti, Pingala e Idâ che si avvolgono al Merudanda: la prima è di colore rosso, calda e secca, paragonata al Sole e allo Zolfo alchemico, mentre la seconda, Idâ, è fredda e umida come il Mercurio alchemico e viene correlata alla Luna per il suo argenteo pallore.
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Il caduceo è costituito da un bastone dotato di due ali e simboleggia il primato dell’intelligenza che si pone al di sopra della materia per poterla dominare per mezzo dell’intelligenza; i due rettili che si accoppiano sono visti come il simbolo della polarità del bene e del male tenuta in equilibrio dal Dio che ne controlla la forza. Essi sono attorcigliati in senso inverso fino alla sommità e posti l’uno di fronte all’altro. In questo intreccio il serpente maschio, di ascendenza solare, è posto a destra, mentre quello femmina, di ascendenza lunare, è posto a sinistra.
Il caduceo indica  la capacità di conciliare tra loro gli opposti, creando armonia tra elementi  diversi come l’acqua, il fuoco, la terra e l’aria. Per questo motivo ricorre frequentemente anche in alchimia, quale indicazione della sintesi di zolfo e mercurio.

Riferito all’Universo, indica la capacità di dominare il caos e di porre ordine in esso, creando armonia tra le diverse tendenze che ruotano intorno all’asse del mondo (Axis mundi).

Metafisicamente, rappresenta la discesa della materia primordiale nella materia grossolana.

Riferito al corpo umano, indica il potere taumaturgico di colui che è in grado di portare armonia in un organismo malato.caduceo

Nei giorni nostri lo vediamo spesso usato al posto del bastone di Asclepio, associando il caduceo con la medicina, specialmente negli Stati Uniti. Il simbolo è invece usato in Italia come emblema dell’Ordine dei Farmacisti, anche se storicamente i due simboli ebbero significati distinti.
Secondo alcuni autori, sia il bastone di Asclepio, con un serpente attorcigliato, sia il caduceo di Hermes, con due serpenti, deriverebbero dall’antico metodo, tuttora in uso, di estrazione dai tessuti sottocutanei della femmina adulta di Dracunculus medinensis (metodo diffuso in molte regioni rurali dell’Africa e del Medio Oriente) per arrotolamento su un bastoncino; l’operazione, che poteva durare giorni, doveva essere eseguita da medici molto esperti, perché il verme non si rompesse durante l’estrazione.
Il Caduceo è presente anche nell’iconografia cinese dei draghi alati (che a differenza di quelli occidentali hanno accezione positiva e sono  simbolo di benessere), nella leggenda azteca di Quetzalcoatl  (il Dio che rinasce in forma di serpente piumato), nella filosofia indiana (dov’è associato all’albero della vita) e nell’esoterismo buddista (che accomuna il sacro bastone all’asse della terra).

È significativo che anche l’insegnamento tantrico ponga il simbolo in relazione ai meccanismi sia dell’universo sia del corpo umano: in quest’ottica, i due serpenti rappresentano la forza primordiale (Kundalini) che si leva dal fondo della schiena per innalzarsi su per la spina dorsale attraverso i vari chakra, fino alla fontanella del cranio, sede dell’energia pura da cui scaturisce lo spirito evolutivo dell’uomo.

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Secondo la cultura orientale il caduceo illustra chiaramente il concetto base del Corpo sottile. Le vorticose energie ascendenti dei serpenti producono un vortice di potenza che viene usato nel Tantra per la trasformazione personale. I due serpenti sono associati con le immense energie solari e lunari e rappresentano la parte destra e sinistra del corpo. Si intersecano tra di loro e attraversano in continuazione il Grande Fiume centrale.
Secondo una variante del mito il Caduceo rappresentato con due serpenti avvolti a spirale, è la rappresentazione fisica del bene e del male presenti nell’intero mondo, tenute in equilibrio dalla bacchetta del dio Ermes (oppure Asclepio), che ne controlla l’equilibrio.

Il Doppio Serpente, fra le immagini archetipiche, è tra le più antiche e diffuse. La ritroviamo nell’incisione sopra la coppa libatoria del re Mesopotamico Gudea ( 2000 a.c.), nell’immagine del caduceo alchemico, in quella del caduceo ermetico, compare dipinta su un altare azteco, mirabile esempio di arte precolombiana ( xv sec). Addirittura in una miniatura ( x sec.) raffigurante Adamo ed Eva, nell’immagine di un serpente a due colori che si attorciglia intorno al tronco di un albero. Come rappresentazione della Kundalini che si innalza avvolgendosi lungo i sette chakras.

Per quanto riguarda la presenza dei serpenti va ricodato che gli antichi, come narra Plinio, davano al serpente intelligenza e sentimenti particolari, tanto che certi serpenti di Soria non offendevano quelli del paese mentre erano terribili contro i forestieri. Quest’animale era tenuto dagli antichi in grande considerazione per la sua vita misteriosa e sotterranea, per la sua capacità di secernere veleni mortali e per la sua grande velocità pur senza organi motori, nonché per la sua capacità di ipnotizzare le sue prede. Il serpente è  simbolo di potenza: lo troviamo sulla testa dei re d’Egitto, come ornamento e simbolo insieme. Inoltre, il Caduceo è un simbolo che veniva rappresentato sui monumenti egiziani costruiti prima di Osiride: astronomicamente la testa e la coda dei due serpenti rappresentavano i punti dell’eclittica in cui il Sole e la Luna si incontrano, quasi in un abbraccio.

Nella Bibbia il serpente possedeva una doppia valenza, aspetto ambiguo tra i valori simbolici di vita e morte, fecondità e tentazione. Mosè aveva un bastone con serafino in bronzo attorcigliato dotato di poteri tali da consentire di ridare vita ai moribondi. Nel libro dei Numeri è riportato che il popolo di Israele, per l’insofferenza a cibarsi di manna nel deserto, fu punito da Dio con il morso di serpenti velenosi. Dietro mediazione di Mosè, poi Dio stesso suggerì un rimedio:”Fatti un serpente, e mettilo sopra un’asta: e accadrà che, chiunque sia morso, se lo guarda vivrà. E Mosè fece un serpente di rame, e lo mise su un’asta, e accadde che, se un serpente aveva morso qualcuno, quando questi osservava il serpente di rame restava in vita” (Num. 21:8-9). Si sviluppa così la prerogativa duplice del caduceo: il bastone inteso come mediatore e il bastone che salva dal male e dal pericolo ridonando la vita a chi era in procinto di perderla

E’ leggittimo pensare alla reminiscenza di un contatto con esseri anguiformi: tale interpretazione è stata propugnata da vari studiosi. Credo, però, che, se concentrassimo l’attenzione non tanto sul serpente, i cui significati sono numerosi ed anche antitetici, ma sul materiale con cui fu costruito,  il bronzo (o rame), e su come questi materiali sono stati impiegati, si potrebbero scoprire interessanti correlazioni, ad esempio con l’oro che secondo la Torah, rivestiva sia all’interno sia all’esterno, il legno di cedro con cui era stata costruita l’Arca dell’Alleanza. Il collegamento con l’Arca è individuabile pure in una tradizione, secondo la quale in origine la cassa conteneva un serpente, poi l’effigie di un dio serpente. Questo animale ricorda, per i suoi movimenti sinuosi e repentini, la folgore. Quindi è lecito pensare che si tratti di  manufatti che hanno lo scopo di operare con la corrente…

Nelle antiche scritture e nelle rappresentazioni figurative di molte cultura, appare sovente il caduceo che, per il genere umano rappresenta l’antenna di comunicazione con “DIO” che è l’universo ordinato.

Si racconta che Dio disse a Mosè di avvolgere sul suo bastone dei fili di rame intrecciato, ma Mosè essendo un uomo poco pratico   ed ammalato affidò il compito al fratello, il grande sacerdote Aronne. Il bastone di Aronne, che era vetusto di anni e consunto dall’uso, dopo tale operazione, germogliò improvvisamente e fece dei prodigi al cospetto del faraone. Questi  con lo stesso artifizio riusci a replicare, coi sui maghi, lo stesso prodigio di far intrecciare due serpenti in un bastone alato.

Secondo la leggenda bibblica Mosè aprì le acque del mar morto con quel bastone caduceo, che quando veniva   battuto o sulla roccia faceva sgorgare acqua pura dalla roccia viva. Un bastone prodigioso che Dio o chi per lui ha voluto fosse interloquitorio coll’ordine dell’universo e che è il più antico, primordiale simbolo della rozza comunicazione tra l’universo e gli animali viventi. Il simbolo rappresenta in se stesso una simmetria bilaterale pari e contraria che andrebbe interpretata come riordino del caos universale, l’autentica comunicazione di Dio con le intelligenze da lui dispensate alle forme viventi. Il povero Shmitt a distanza di migliaia di secoli riprodusse la “caduceus coil”, una riproduzione efficiente di riordino di ciò che abbiamo perso coi nostri pensieri in ogni frazione di millesimi di secondo in pensieri  ordinati spesso recepiti sotto forma telepatica da altri individui che fanno parte di quella stessa intelligenza. Pensieri che involontariamente o volontariamente trasmettiamo e comunichiamo e che viene volgarmente interpretata come  forma di magia.

gussola

 

Nella leggenda biblica si trova un’altro passo di un bastone parzialmente scortecciato (a formare un caduceo?) che Dio chiese a Giacobbe di costruire e gettare nella fonte dove si sarebbero abbeverate le pecore pregne, facendo in modo che le stesse pecore vedessero quel bastone. Quelle pecore pregne che avevano visto quel bastone immerso nell’acqua partorirono agnelli chiazzati che spettavano a Giacobbe mentre gli agnelli bianchi al suocero Labano. Con questo stratagemma pare che nascessero tutti  agnelli chiazzati. Ora trattiamo questi eventi tratti da testi antichisimi quindi prendiamo il racconto nel suo complesso per il suo valore semantico non certo per la sua scientificità.

Su una statuina in oro, raffigurante il Faraone Ramsete II, così come in alcune incisioni della cultura fenicia, cartaginese, greca e romana, si può osservare una strana sfera sormontata da due “antenne”, che per l’archeologia tradizionale svolgerebbe una “funzione esclusivamente rituale”. Va ricordato, tuttavia, che sia presso i Sumèri (epopea di Gilgamesh) che presso i Romani (il dio Mercurio) la “sfera con le antenne” veniva stilizzata nel caducéo, il magico bastone con due serpenti avvinghiati, che consentiva ai possessori di accedere ad altri “mondi” e ad altre “dimensioni”. Per questi motivi, Mario Pincherle ha ipotizzato che il caducéo fosse in realtà una “bussola pelasgica” , così come appare in alcune raffigurazioni provenienti dall’antico recinto cartaginese di Tanit e oggi ricostruita con materiali moderni, perfettamente funzionante (link).

L’interpretazione del caduceo come strumento di navigazione, (una vera e propria bussola ante litteram), deriva dall’interpretazione di alcuni reperti, come per esempio una stele Cartaginese, dove troviamo il Caduceo montato come strumento di navigazione a prua di una nave punica. Dalla struttura della nave raffigurata sembra poter dedurre che essa è databile tra il V e il IV secolo a.C, avendo la prua ricurva in avanti e il ponte molto alto, come nelle navi di quel periodo. Il rostro posto davanti ai paramezzali farebbe poi pensare ad una vera e propria trireme da guerra. Ma quel che più ci interessa è la ‘sfera’ sormontata da una sorta di ‘corna’ e munita di due ‘nastri ‘ fluttuanti al vento.

Secondo l’interessante ipotesi avanzata da Pincherle, la ‘sfera’ rappresentava un sensibilissimo ‘giunto girevole’ che permetteva la rotazione dell’elemento magnetico della bussola, una vera e propria ‘calamita’, le cui ‘espansioni polari’ erano raffigurate appunto come ‘corna’.La sfera munita dell’elemento sensibile al campo magnetico terrestre poteva, sotto l’effetto del vento, trascinare in deriva di qualche grado la bussola ma veniva riportata nella corretta posizione proprio grazie ai due nastri avvolti a spirale sul calamo, l’asse meccanico della bussola, che agivano come molla di ritorno..

bussola

Una interpretazione fuori dal coro ma che vale la pena di considerare rispetto alla simbologia del caduceo la troviamo  nel concetto di terza forza che abbiamo trattato in questo articolo. I due serpenti rappresentano le due forze contrapposte che generano la terza forza e il caduceo è il mezzo in grado di intercettarla. Questa energia che sembra nascere spontaneamente dal nulla, che sembra  quindi avere una valenza  divina,  ha affascinato i popoli antichi e ha fatto nascere la mitologia legata ai poteri del caduceo.

Secondo la tradizione ebraica il “verme divino” era considerato un attrezzo di origine celeste; raramente veniva affidato agli umani; ad essi il Signore “dovette trasmettere saggezza e conoscenza perché fossero in grado di eseguire i lavori”. Di esso il trattato Abot, che fa parte del Talmud babilonese, ci dice che fu creato da Dio nei sei giorni della creazione del mondo e che venne portato dal cielo agli uomini dal “guardiano del cielo Ashmedai” (un Vegliante poi demonizzato con il nome di Asmodeo), e che Mosè lo utilizzò nel deserto per costruire l’Efod, il pettorale di Aronne (munito dei misteriosi Urim e Tummim di cui si parla nel secondo capitolo).
Lo Shamir era custodito nel Tempio di Gerusalemme (e prima, prevedibilmente, nell’arca dell’alleanza); secondo lo Zoar, spaccava e tagliava ogni cosa, tant’è che “per la costruzione del Tempio di Gerusalemme, grazie al suo utilizzo, durante i lavori, non si udì rumore di martelli, scalpelli, picconi o di altri utensili (1 Re 6,7 e Talmud babilonese). Come un moderno strumento laser, effettivamente, non produceva rumore; adoperato per tagliare e forare, se ne conoscevano di diverse grandezze. Re Salomone ne cita uno piccolo “come un chicco di grano”. Questa tecnologia rivoluzionaria andò peraltro perduta. Nel trattato Mishnajot si dice che “quando il Tempio di Gerusalemme fu distrutto, lo Shamir sparì…”.
Nelle mitologie della Mesopotamia, dell’Egitto e della Grecia, l’albero, con il serpente accanto o attorcigliato ad esso, era l’Albero della Vita della Grande Madre Dea, e il serpente era la sua forma manifesta nel tempo, che ininterrottamente muore e si rinnova, simile alla luna che esce dalla sua ombra come il serpente sguscia dalla sua pelle. Su entrambi i lati di questo Albero della Vita, Axis Mundi, siedono o si ergono, in numerose opere d’arte, le incarnazioni femminili e maschili di questo mistero centrale: la dea stessa in riconoscibile forma umana, e il suo consorte, che, come il serpente e la luna, muore suo amante e rinasce suo figlio, in un rituale raffigurante il processo continuo alla base dei cicli visibili di vita e morte.
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Nella Figura 1, la femmina seduta è la Dea Madre sumera dell’Età del Bronzo e il serpente in spire verticali dietro di lei è l’immagine del suo potere rigenerativo. Dall’altro lato dell’albero, in identica postura, siede il figlio-amante, detto “Figlio dell’Abisso: Signore dell’Albero della Vita”, il cui ruolo di fecondatore della fonte di vita è rappresentato dalle corna taurine sulla sua testa. Poiché il serpente e il toro posti ai due lati del sigillo sono entrambi immagini delle manifestazioni di vita e morte incarnate dalla dea, si crea un’autentica immagine speculare, di unificazione degli opposti in un’unica visione. Inoltre, sia la madre che il figlio-amante tendono la mano verso il frutto che pende dall’Albero della Vita, offrendo contemporaneamente i doni, lei dell’immortalità e lui dell’illuminazione. E’ la storia perenne del matrimonio sacro di zoe e bios, rappresentato in molteplici forme – Inanna e Dumuzi, Ishtar e Tammuz, Iside e Osiride, Afrodite e Adone, Cibele e Attis –, tutte immagini di riconciliazione e di affermazione.

Memoria dell’acqua

Sarà l’eterna frase “Se io non capisco, allora non è così” a prevalere sempre nella scienza?

Possiamo salutare finalmente le  persecuzioni  stile Galileo e rimpiazzarle con un autentico dibattito scientifico?  Data la mia dolorosa  decennale esperienza, possiamo anche iniziare col rigettare    il sistema “peer-review” che è diventato, dietro la sua facciata di eccellenza, l’anticorpo principale con cui vengono bloccati il quasi  defunto  libero scambio scientifico che un tempo era la pietra angolare del progresso scientifico.

Jacques Benveniste, M.D

Circa La memoria dell’acqua

Gli esperimenti hanno fatto ripensare a quello che una volta era un’eresia scientifica

Lionel Migrom

Guardian  15.03.2001

Per quel che riguarda l’omeopatia, la prof. Madeleine Ennis dell’università Queens  di Belfast è come la maggior parte degli scienziati profondamente scettici. Che un composto medico  diluito completamente sia ancora in grado di esercitare un’effetto terapeutico è un ‘affronto  alla biochimica e farmacologia convenzionale, scienze che si basano su eventi molecolari diretti e tangibili. Lo stesso vale per una possibile spiegazione di come lavora l’omeopatia: che l’acqua sia in grado in qualche modo di ritenere la memoria dei cose che sono state precedentemente dissolte in essa.

Questa ultima informazione  che è stata notoriamente promossa dal lavoro del biologista francese Dr Jacques Benveniste, che gli è costata il suo laboratorio, i suoi risparmi e infine la sua credibilità scientifica internazionale. Comunque questo non ha fermato la dProfessoressa Ennis che  essendo una scienziata non ha avuto nessun timore nel dimostrare che Beneveniste si sbagliava. Così più di  un decennio dopo la scomunica da parte del mondo scientifico di Beneveniste, lei accetto la sfida di  unirsi a un team di ricercatori europei, sperando di poter finalmente  seppellire le “eresie” di Beneveniste. Ma lei era pronta per uno shock:  in quanto gli ultimi risultati del team ora suggerisco che probabilmente Beneveniste poteva aver sempre avuto ragione.

Tornando al 1985, quando  Beneveniste iniziò la sua sperimentazione con  globuli bianchi di sangue umano  coinvolti in reazioni allergiche, chiamate basofili. Questi posseggono fini granuli contenenti sostanze com l’istamina, parzialmente responsabile per le risposte allergiche. I granuli possono essere macchiati con una tintura speciale, ma  loro possono essere decolorate (degranulate) da una sostanza chiamata anti-imunoglobina E o algE. Questo per quanto riguarda la scienza standard. La cosa così controversa invece che sosteneva Beneveniste  era che egli continuava ad osservare  degranulazione dei basofili anche quando  il algE era stato completamente diluito fino all’inesistenza, ma solo fina a quanto ciascun livello di diluizione, come succede nelle preparazioni delle medicine omoepatiche, era accompagnata da una forte agitazione.

Dopo molti esperimenti , nel 1988 Benveniste  fu in grado di fare pubblicare una parte del suo lavoro su Nature, speculando che l’acqua usata nell’esperimento doveva avere ritenuto una “memoria” dell’originale disciolto algE.  Gli omeopati gioivano, convinti che in questa ricerca ci fosse finalmente la  prova concreta di cui avevano bisogno per rendere l’omeopatia  scientificamente rispettabile. Il festeggiamento avrebbe avuto vita corta. Guidato da un team di Nature che come  ben si sa hanno con se un mago (che non riusciva a trovare alcuna colpa con i metodi di Benveniste, solo non amavano i riusltati trovati) Benveniste è stato messo alla gogna dalla comunità scientifica.

Un tentativo inglese (da parte dell’università  di Londra pubblicata da Nature nel 1993) di riprodurre i risultati di Benveniste fallì. Benveniste ha quindi cercato di ottenere che altri laboratori indipendenti cercassero di ripetere il suo lavoro sostenendo che i risultati negativi come quelli del team britannico sono risultati di una malcomprensione sui protocolli sperimentali. Da qui si inseriscono gli sforzi di   Ennis e il team di ricerca europeo.

Un consorzio di quattro laboratori indipendenti francesi italiano belga e olandese, diretti dal Prof. M. Roberfroid  all’Università cattolica di Louvain in  Brussels,  usava una riservatezza rispetto all’esperimento originale di Benveniste che esaminava altri aspetti dell’attivazione dei basofili.  La squadra sapeva che l’attivazione della degranulazione dei basofili tramite algE faceva rilasciare  mediatori potenti, compresi grandi quantità di istamina che portava a un  ciclo di feedback  negativo che limita il suo stesso rilascio.

Così l’esperimento che il gruppo europeo aveva deciso di fare aveva a che fare con la comparazione di inibitori di basofili algE che inducevano degraunazioni come  diluizioni fantasma di  istamina contro soluzione controllata di acqua pura.

Per poter essere sicuri che  nessun bias fosse introdotto nell’esperimento dagli scienziati  dei quattro laboratori coinvolti, questi furono tutti “acciecati” al controllo delle soluzioni del test. In altre parole loro non sapevano se la soluzione che stavano aggiungendo alla reazione del  basofilo algE  conteneva ammontari fantasmi di istamina o pura acqua distillata. Ma questo non è tutto. Le soluzioni fantasma di istamina e i controlli erano preparati in tre laboratori differenti che non avevano ulteriori implicazioni nel test.

L’intero esperimento era coordinato da un ricercatore indipendente che codificata tutte le soluzioni e raccoglieva i dati, ma che non era coinvolto in nessun test o analisi dei dati dell’esperimento. Non c’era quindi molto spazio per frodi  o desideri. Così il risultato che ne uscì fu completamente sorprendente.

Tre dei quattro laboratori che erano coinvolti nelle prove riportarono statisticamente inibizioni significanti  della reazione di degranulazione dei basofili dalla soluzione di istamina fantasma comparata con i controlli. Il quarto laboratorio ha dato un risultato che è stato quasi significante, così il risultato totale sui quattro laboratori era positivo per le soluzioni  istaminiche fantasma.

Il Prof. Ennis non era ancora soddisfatta. “in questo test particolare, noi abbiamo marchiato i basofili con un colorante e quindi abbiamo contato a mano quelli che sono rimasti colorati dopo la reazione di inibizione istaminica. Voi potreste commentare che l’errore umano potrebbe entrare a questo stadio. “Così lei usò un protocollo di conto precedentemente sviluppato che poteva essere completamente automatizzato. Questo coinvolgeva  segnalare  basofili attivati con un anticorpo monoclonato che poteva essere osservato attraverso tramite una fluorescenza e misurate con la macchina.

Il risultato pronto per essere pubblicato da Inflammation Research er la stessa : soluzione istaminica, sia in concentrazione farmacologica, o diluiti fino alla non esistenza, porta a inibizioni significative statistiche di attivazione basofile da algE confermando un precedente lavoro i nqeusta’area.

Nonostante le mie riserve contro la scienza omeopatica, ha detto Ennis, Il risultato mi permette di sospendere la mia incredulità e cominciare a ricercare per una spiegazione razionale per quanto trovato. “Lei era sul punto di dire che il suo team europeo non era stato in grado di riprodurre quanto trovato da Benveniste

Jacques Benveniste non fu impressionato “ Loro sono arrivati precisamente dove noi avevamo inziato 12 anni fa!” disse Benveniste. Lui credeve che già conosceva cosa costituisce l’effetto della memoria dell’acqua, e dichiarò di  essere in grado di registrare e trasmettere il “segnale” di sostanze biochimiche attraverso il  mondo via internet. Questo lui sostenveva, causava cambiamenti nei tessuti biologichi cosi come se nelle sostanze fosse effettivamente presente.

Le conseguenze per la scienza se Benveniste e Ennis avessero ragione  potrebbero essere sconvolgente, e richiedere una completa rivalutazione del nostro modo di capire il funzionamento della chimica, biochimica e farmacologia.

Una cosa comunque sembra essere certa . O la credibilità  di Beneveniste sarà ristabilita o il Prof  Ennis e il risltato degli scienziati coinvolti nell’esperimento europeo potrebbero raggiungerlo  nell’infamia

Acqua risonante

ACQUA RISONANTE

(AQUA RESONANCE – CLUSTURED WATER/ A WORK OF DR LEE LORENZEN )

 

 

acqua

(TRADUZIONE)

La molecola d’acqua è formata dal legame covalente di due atomi di idrogeno con un atomo di ossigeno. Per completare la sua conformazione esterna l’ ossigeno ha bisogno di due elettroni, che ottiene dalla condivisione di un elettrone con ciascuno dei due atomi di idrogeno. Questi si legano all’atomo di ossigeno per formare una struttura triangolare, e questa forma è importante perché forma la base per molte delle soluzioni e composti che supportano la vita.

Questi legami covalenti sono legami polari, in quanto gli elettroni condivisi sono attratti più fortemente a (o meglio stanno più tempo con ) dai nuclei di ossigeno che non con i nuclei di idrogeno. Questo crea una piccola carica negativa nell’area delle molecole d’acqua vicino ai nuclei di ossigeno, e una piccola carica positiva vicino ai due nuclei di idrogeno. I clusters si formano perche la carica positiva degli atomi di idrogeno di una molecola d’acqua è attratta dalla carica negativa dell’ossigeno di un ‘altra molecola d’acqua. E’ ben risaputo che questi legami di idrogeno giocano ruoli importanti in molti componenti biologici, e sono essenziali per il mantenimento della forma di grosse molecole come le proteine e gli acidi nucleici.

Come spiegheremo gli scienziati stanno ora scoprendo qualche cosa di  particolarmente  interessante e rivoluzionario, e cioè che  la forma di una molecola è tanto importante quanto la sua composizione.

La tecnologia dei cluster sta aprendo un intero nuovo scenario nella scienza dei materiali.

cluster

Il ferro per esempio assorbe idrogeno 1000 volte più  velocemente  in cluster da 10 atomi di quanto faccia nei cluster da 17 atomi.

Le forme di legami elettronici influenzate dalla forma dei cluster, modificano il comportamento o le proprietà di solidi liquidi e anche gas. Quando gli elettroni sono condivisi dall’intero cluster in un disegno delocalizzato, le cariche negative sono distribuite uniformemente e il cluster può prendere certi aspetti di metallo solido come per esempio  la conduttività. Quando gli elettroni sono legati in modo fisso agli atomi, i cluster assomigliano a molecole discrete. La scoperta che piccoli cambiamenti nella dimensione dei cluster può  produrre grandi differenze nel comportamento rafforza la teoria che i clusters rappresentano una fase distinta della materia. (fabrizio e la sua nanopolvere)

Se questa vi sembra una cosa nuova non siete soli. La scienza emergente della struttura biologica sta rivoluzionando quelle che si ritenevano leggi immutabili. Puoi per esempio prendere una proteina dal corpo che abbia una funzione ben documentata. Rimpiazzare molti degli amino acidi, ma mantenere la stessa esatta struttura, e quindi la proteina continuerà a funzionare nella stessa maniera .

Abbiamo imparato come l’acqua trasporta le proteine attraverso il corpo, ma ora stiamo capendo che il movimento dell’acqua è altrettanto importante. Infatti le membrane cellulari attraverso il corpo  utilizzano proteine per trasportare acqua. E l’acqua intercellulare è risultata essere  altamente organizzata. Anziché essere la soluzione amorfa che abbiamo visto in Bio 101, l’acqua appare esistere entro le cellule in una struttura complessa multistrato.

Il biologista molecolare Gilbert Ling usando diffrazioni a raggi x e tecniche neutroniche… ha mostrato che l’acqua citoplasmatica è notevolmente differente da una soluzione acquosa diluita. Roschach dell’Università di Rice e Clegg all’Università della California  hanno  confermato questo usando uno  scattering di neutrone “quasi” elastico (QUENS). Srivastava e Bernhard  hanno introdotto l’idea che le reazioni biochimiche hanno luogo nella cellula per libera diffusione. Le loro ricerche sul cammino glicolico mostrano che gli intermediari metabolici sono virtualmente tutti i legami enzimatici e sono canalizzati  entro enzimi attraverso strutture di acqua (4) .

Ora una delle funzioni più importanti dell’acqua è quella di mantenere e influenzare la struttura delle proteine. Michael Rodbell vinse un premio nobel per il suo lavoro sul ricoprimento delle  proteine  e  la peptide G,  specialmente per aver chiarito il ruolo che queste proteine giocano nella comunicazione cellulare o nel segnale di trasduzione.  Dentro e attraverso questa proteina, c’è una matrice di acqua clusterizzata (o organizzata).  Infatti il Dr Julia Goodfellow al dipartimento di cristallografia del Birbeck Collage di Londra, ha mostrato  che è l’interazione della struttura dell’acqua con le macromolecole biologiche che causano  il ricoprimento  della proteina. E da qui inizia la nostra discussione di biofisica.

Acqua acqua dovunque.

L’acqua entro il nostro corpo, conosciuta come bioacqua è intimamente  collegata alla fisiologia della cellula. Non solo nel movimento dei nutrienti e nel togliere le tossine e le scorie. Sta risultando chiaro che l’acqua gioca un ruolo attivo nelle comunicazioni cellulare e anche  letteralmente su migliaia di funzioni metaboliche.

Ho frequentato corsi di laurea in fisiologia negli anni 70 e ricordo chiaramente che la comunicazione cellulare era limitata alla discussione di luoghi di ricezione, ormoni e degli intricati ma comunque molto ben compresi lavori del cervello e del sistema nervoso.  Quello che sembrava nessuno volesse considerare era la questione enorme di come il resto del corpo comunicava. Ovviamente, trillioni di cellule contribuiscono a creare quel miracoloso organismo chiamato uomo, e queste cellule, contrariamente ai diagrammi nei libri di testo, non erano piccole sacche di citoplasmi isolate,  tenute insieme nella forma umana. Su questo campo di studio , c’era un enorme tassello mancante del puzzle, un pezzo che aveva a che fare con l’interazione di cellule oltre al sistema di comunicazione meccanico e neurologico.

La trasmissione  di informazioni da DNA  a RNA  è un buon esempio. Noi avevamo bellissime immagini  microscopiche di formazioni di mitosi. Era facile capire  la rottura dei legami nucleotidi e la replicazione della doppia elica . Ma le cellule operavano migliaia di altre funzioni che erano tutte controllate dal DNA. Rimasi perplesso guardando il disegno che rappresentava la rottura di un fragmento di DNA che si attaccava al RNA. “Questo era impossibile” protestai e il mio professore era d’accordo.  Questo è solo il modo che è stato scelto per rappresentare un processo che non è stato capito replicò’.

Bene ora noi sappiamo che il flusso delle informazioni dal DNA è costante e la rappresentazione schematica del libro di testo era una cosa senza senso. Sappiamo che nel core della doppia elica c’è una colonna di cluster d’acqua e le informazioni sono trasmesse alla velocità della luce attraverso frequenze risonanti. Questo suona bene .

Posso sentire i denti digrignare. Vi da fastidio questa cosa vero? Sembra troppo imprecisa. Ma il supporto scientifico per questo scenario è inconfutabile, e coinvolge principi di fisica cosi come di chimica. Può sembrare strano sentire biochimici parlare di semiconduzione, amplificazione elettrica e trasduzione, ma questa è la nuova frontiera, e le implicazioni di questa ricerca per la medicina chimica sono  incredibili

E’ stato dimostrato che le cellule posseggono composizioni risonanti individuali e cooperative che cambiano con l’età e l’efficienza biologica. Dopo  13 anni di lavoro duro e faticoso  e più di 12.000  casistiche il Dr Lorenzen è stato in grado di mostrare che queste forme risonanti  possono essere aumentate producendo effetti benefici sui tessuti e sugli organi omeostatici. Qui la storia in breve.

Primi lavori con soluzioni di acqua clusterizzata.

Franks e i suoi assistenti stavano eseguendo analisi statistiche e meccaniche di acqua e si riferivano ad acqua attivata metabolicamente come a “un’organizzazione simultanea di stati molecolari” (7).

Il Dr Martin Armbruster dell’Universita di Fisica in Freiburg mostrava che i cluster di acqua caricati negativamente erano estremamente comuni nella fisiologia umana, ed erano  composti da otto e più molecole di acqua caricate negativamente.  Al laboratorio di ricerca di Fisica Mc Lennon, dell’Università di Toronto ,  il Dr L M Banic  ha trovato almeno 49 costruzioni molecolare uniche di molecole d’acqua che circondavano  SO2, CO2 e ioni carichi (9) .  Strutture similari complesse erano state descritte da Brodskaga Curtiss Egelstaff Flowler e Lee.

Cominciarono rapidamente a crescere le domande sul ruolo di questi sistemi cellulari organizzati di acqua. L’azione della Trypsina era finalmente spiegata. Va ricordato  che il trypsinogeno è prodotto dal pancreas, e agendo tramite  l’enterokinase   viene  convertito in  trypsina attiva nell’intestino piccolo . La trypsina  attiva altri enzimi proteolitici (da chymotrypsinogeno a chymotrypsina e procarboxypeptidase a carbosypeptidase) . Molta di questa attività non può essere spiegata  da semplici meccanismi di enzimi. Sembra invece essere  un segnale di trasduzione attraverso l’acqua clusterizzata.  I biochimici strutturali hanno trovato che le molecole di trypsina contengono 300 zone d’acqua, la maggior parte clusterizzate in un reti di legami idrogeno e disposte in livelli sferici come una cipolla. Gli autori di uno degli studi recenti osservavano che  :

“Quando si prendono in considerazione gli effetti sull’accessibilità superficiale  attraverso le molecole circostanti al reticolo cristallino, solo il 29% della superficie della trypsina non  interfaccia acqua ordinata. Circa il 25 % dell’acqua ordinata si trova nella seconda sfera  di idratazione. In molti casi questi ponti collegano grandi clusters dei primari livelli d’acqua. Sembra che in certe regioni del cristallino l’organizzazione dell’acqua ordinata rifletta più le caratteristiche dell’ambiente del cristallo che di quella della sola superficie della  trypsina. (15)

Nuovi dati stanno sconvolgendo la nostre nozioni relative alla struttura cellulare mostrando una micro-eterogeoneità dello spazio citoplasmatico includendo una organizzazione strutturale di proteine e acqua organizzata che potrebbe letteralmente estendersi attraverso migliaia di cellule. Un gruppo di ricercatori ha sviluppato un nuovo modello di respirazione cellulare osservando che : “ tutte le numerose informazioni mostrano in modo convincente che il metabolismo cellulare non può essere capito se l’ interno della cellula è considerato una soluzione omogenea, ed è necessario usare le  teorie di sistemi metabolici organizzati e l’incanalamento di un prodotto di fondo in sistemi multi-enzimici per caprire la regolazione metabolica della respirazione.”(16)

I biochimici infatti stanno riscontrando, che le formazioni di cluster abbondano in una varietà di tessuti  ed usano il termine “metabolon” per riferirsi a cluster attivi metabolicamente composti da enzimi e acqua organizzata. Infatti Beekmans e i suoi collaboratori hanno affermato che “il grande ammontare di acqua si ritiene  sia organizzata in livelli nella superficie di strutture proteiniche intracellulari  e membrane.

La storia si infittisce .

Nel 1992 fu presentata la ricerca per spiegare il ruolo che i cluster di acqua organizzata giocavano nel processo di invecchiamento. L’investigatore giapponese usando le immagini di risonanza magnetica trovò che l’invecchiamento  risultava  non solo in deidratazione, ma che la acqua che rimaneva nei tessuti subiva significati cambiamenti strutturali.(10 ) Il cambiamento morfologico predominante è un aumento dei legami della bioacqua a  macromolecole biologiche,  e una concomitante diminuzione nei cluster liberi. Le attività dinamiche della bioacqua, come la comunicazione cellulare, il movimento molecolare, la consegna dei nutrienti, la diminuzione delle tossine e la diffusione della stessa diminuiscono con l’età.

Fino a poco fa, si riteneva che il declino dell’efficienza metabolica fosse semplicemente il risultato inevitabile dell’invecchiamento. Ma Lee Lorenzen ha sfidato tale presupposto producendo acqua clusterizzata e stabilizzandolo in modo tale che possa essere consumata. La scoperta è stata accidentale,  il risultato di ricerche su temperature fredde per sterilizzazione nei quali i liquidi erano esposti a potenti pulsazioni magnetiche.  Lorenz ha trovato che questi trattamenti producevano anelli esposti e infine cluster. Cosa più importante, era in grado di alterare le formazioni di cluster a unità riproducibili e stabilizzarli con tecnologia ceramica.

Attraverso un’attenta  sperimentazione, Lorenzen ha prodotto clusters che assomigliano molto da vicino  all’acqua ordinata che nel sistema umano è  metabolicamente attiva.

Questi clusters possono essere visti con un ingrandimento di 20.000 volte, e loro erano stati stabilizzati fino a due anni. Pertanto ora siamo in grado di  aumentare la quantità di acqua clusterizzata nel nostro corpo. Ma la storia non finisce qui.

E’ stato riscontrato che l’acqua clusterizzata vibra a specifiche frequenze di risonanza, e queste frequenze possono aiutare a ristabilire  l’omeostasi alle strutture cellulari nel corpo attraverso segnali di trasduzione.

La trasduzione è il processo con il quale  una forma di energia è convertita in un’altra. Noi tutti sperimentiamo giornalmente questa operazione con i nostri sensi. I nostri occhi trasducono nel convertire l’energia della luce in segnale elettrico che viene recepito e memorizzato nel retro del nostro cervello. Le nostre orecchie sono trasduttori di suoni a bassa frequenza. I ricettori dell’olfatto  sono  trasduttori chimici.

Quando l’acqua clusterizzata si consuma, si trasmettono informazioni ad alta frequenza alle proteine, nella bocca, nell esofago e nel tratto gastrointestinale. Queste proteine amplificano il segnale e lo spediscono in un’onda a cascata alle altre celle connesse. Queste onde di informazioni sono portate attraverso il corpo come un campanello d’allarme  per ristabilire le funzioni normali.

In una modalità curativa, questo rappresenta una opportunità incredibile per stimolare l’auto-guarigione . Il Dr Franco Bistolfi ha descritto queste dinamiche in quello che egli chiama il sistemo connettivo bio-elettronico o bioconduttivo) BCS. I componenti di questo sistema includono le proteine cellulari del citoskeletro e le proteine extracellulare come le fibre di collagene e i filamenti di cheratina.

Insieme con l’acqua ordinata, Bistolfi sostiene che queste strutture “siano l’espressione morfologica di un sistema grande e unitario di cooperazione per le comunicazioni coerenti tra le cellule, attraverso interazioni piezoletriche  e trasduzioni di segnali elettromagnetici  fotone a fotone, sia di origine endogena che esogena.

Dato il ruolo estremamente importante giocato dall’acqua inter e intracellulare , qualcuno ha anche suggerito che l’aumentare della morbidezza e della mortalità associata con l’obestià possa essere in parte originata da questo fattore. L’acqua totale del corpo è innanzitutto in relazione al grasso contenuto e all’età del corpo. Un uomo obeso avrà un contenuto di acqua approssimativamente del 45% mentre un uomo magro che pesasse lo stesso avrà un contenuto del 70% o piu.

L’acqua mediamente contenuta in un uomo di 45 anni è 63% ma all’età di 70 questa diminuirà approssimativamente del 47% . Chiaramente l’abilità di ristabilire livelli ottimi di acqua ordinata nel sistema avrà profondi effetti nell’intero corpo . Ma c’è di più.

I fondamentali della risonanza cellulare.

La risonanza è un fenomeno che avviene in natura. A livello atomico sappiamo che gli elettroni girano attorno al nucleo in precise e definite orbite energetiche . Per poter spostare un’elettrone da un’orbita più bassa ad un’orbita più alta, c’è bisogno di fornire un quantum di energia con una frequenza specifica.

In effetti l’elettrone accetterà energia solo a una frequenza specifica, e se l’ elettrone cade in un’orbita più bassa emetterà energia ad esattamente la stessa frequenza.  Questo specifico quantum di energia è conosciuto come la frequenza di risonanza.

Il fenomeno della risonanza è il principio che sta dietro allo scanning MRI. Gli atomi e le molecole hanno frequenze di risonanza individuali che saranno eccitate solo da energie con caratteristiche precise di vibrazione . Infatti  Mamerman,  ha mostrato che lo spettro di assorbimento  per il DNA è  42 ottave sopra il tono C (C=256 Hz) (24) . E ben risaputo che le massime lunghezza d’onda assorbite dal sistema cellulare sono equivalenti allo spettro emesso quando la sostanza è eccitata.

Con la giusta stimolazione chimica o elettromagnetica, il sistema dei tessuti sani risponderà con l’emissione di prevedibili frequenze risonante.

I ricercatori medici, in particolare in Germania e Giappone stanno ora sperimentando con strumenti terapeutici MRI. Questo rappresenta un nuovo paradigma  nella cura preventiva della salute; la normalizzazione della sottile ma ora ben definita frequenza di risonanze del sistema cellulare. E mentre potrebbe essere difficile da accettare (la descrizione di questo effetto ovviamente va messa a punto) questa realtà nonostante tutto è già tra di noi.

La tecnologia MRI ha rivelato che attività enzimatiche aberranti o metaboliche influenzano la frequenza risonante del tessuto primario ( provata per esempio  dagli scambi nei tempi di relazione tra T1 e T2) e creano un fenomeno di spostamento della  fase di emissione . I modelli attuali di trattamento di una malattia iniziano il trattamento solo dopo lo sviluppo dei sintomi. Ma questi sintomi sono il risultato di grossi sbilanciamenti biochimici  indotti da molti fattori. Nelle malattie croniche degenerative, gli squilibri cellulari sono normalmente senza sintomi fino a che la malattia ha raggiunto un avanzato stato di sviluppo.

Prima di  questo stadio, la distruzione nei multistrati cellulari di acqua, avranno già  prodotto aberranti e misurabili  trasferimenti di informazioni coerenti . Usando un sistema conosciuto come analizzatore di spettro di risonanza magnetica (MRA) e in cooperazione con il patologo Hoang Van Duc e l’università della California del Sud le condizioni pre-patologiche vengono previste rivelate e poi confermate in base ad aberranti variazione nella risonanza dei tessuti. Ancora più eccitante, naturalmente, è la possibilità di correggere queste frequenze aberranti usando mezzi sicuri non costosi e non invasivi.

Il lavoro di Lorenzen con soluzioni di acqua clusterizzata con precise dimensioni e frequenze di risonanza è la cresta dell’onda. Ora sappiamo che l’acqua strutturata entro la cellula agisce come un trasduttore di energia elettrica e bioelettrica. La frequenza risonante prodotta dalla trasduzione  organizza gli acidi nucleici e  le proteine prevedono un  sistema unificato per la  riparazione e replicazione  cellulare.

E mentre è ben compreso che questo sistema unificato si rovina con l’età, Il Dr. Lorenzen è stato tra i primi ad asserire che la risultante diminuzione nell’efficienza metabolica è sia un effetto che una causa del processo di invecchiamento. Il recente lavoro di Haussinger e dei suoi collaboratori mostra che i minimi  cambiamenti nel procedimento di idratamento cellulare altera drammaticamente il metabolismo cellulare e l’espressione genetica . Lorenzen ha mostrato che l’efficienza metabolica può essere  aumentata ristabilendo i livello di acqua clusterizzata nei tessuti e inoltre , che quest’acqua può in parte avere un effetto benefico per tutto il corpo attraverso segnale di trasduzione. I suoi brevetti pendenti  sui processi di induzione della formazione di nano-cluster hanno portato a una produzione  di soluzioni chimiche di un numero di soluzioni con valori terapeutici provati.

Molte di queste soluzioni sono state usate in Giappone per circa un decennio, con più di 12.000 casistiche registrate. I test sono stati effettuati su pazienti dell’ ospetale Kyowa di Kobe con i seguenti risutati riportati dal dr Hayashi

1)      Diminuzione dei livelli di zucchero in pazienti dietetici

2)      Miglioramento nella circolazione periferica in pazienti diabetici

3)      Diminuzione dei livelli di acido urico in pazienti con gotta

4)      Miglioramento delle funzioni del fegato in pazienti con disordini epatici

5)      Miglioramento del salute in casi di ulcera gastroduodenale e prevenzione dalla ricorrenza

6)      Miglioramento nell’ipertensione e ipotensione

7)      Miglioramento in casi di asma urticaria riniti e dermatiti atopiche

8)      Miglioramenti in casi di post-diarea gastretomia

9)      Miglioramento post-operatorio  bowel paralisi

10     Miglioramento nei livelli serum bilirubin in bambini appena nati

Acqua risonante AM, acqua risonante  PM e lozione occulare aqualogics sono ora dipsonibili in US

Queste soluzioni  sono prodotte in laboratori farmaceutici con licenza sotto condizioni di qualità controllate che incontrano o superano gli standard richiesti da FDA e GMP. Esperienze cliniche alite sono state portate da  numerosi medici americani inclusi Bruce O Dell, MD Kenneth J Franck M.D. F Pearl McBroom, M.D, Gene Denk M.D., Gerald H Ross, M.D. e Chunhye Kim Lee Ph D. Mentre si può fare una lunga lista di benefici terapeutici, molte persone continuano a ignorare qualsiasi evidenza che non siano gli studi controllati sul placebo doppio cieco. Vorrei suggerire che mentre  noi stiamo aspettando per questo livello di ricerca, si dovrebbe e si potrebbe agire in base ai dati evidenti che già abbiamo. Dopo tutto, un lungo anno di applicazione  da parte dell’ufficio di teconologia applicata  ha trovato che solo 10/20% i tutte le procedure usate nelle pratiche mediche hanno mostrato esser utili da prove cliniche controllate.

La considerazione primaria per molti di noi è la sicurezza, e la somministrazione orale del 100% di acqua pura triplemente distillata è molto difficile che possa arrecare danno.

I benefici potenziali d’altro canto, sono svariatamente evidenti. Se voleste  parlare con uno dei dottori sopra elencati vi invito a contattare il Dr Kenneth Frank al 805-730-7420. “Il più grande impedimento all’innovazione scientifica” ha scritto il Paleontologo di Harward Stephe Jay Gould “è normalmente un blocco concettuale  non la mancaza di fatti”

REFERENZE SCIENTIFICHE:

le prime referenze che io vorrei proporre sono il lavoro del Dr Lee Lorenzen. La moglie del Dr Lorenzen soffriva di CFS e FMS e penso c he questa sia stata una grande motivazione per le sue ricerche. Il Dr Lee Lorenzen è l’inventore  e lo sviluppatore di una varietà di prodotti nutrizionali creati con la tecnologia con i cluster risonanti. Lui è lo scopritore del processo di induzione degli stampi dei cluster.

Il Dr Lorenzen ha un Ph D. in biochimica nutrizionale  ed è riconosciuto come clinico nutrizionale dal comitato americano di nutrizione. Nel febbraio 1991 egli è diventato un membro fondatore e vice presidente della società di ricerca Giapponese-Americana sulla risonanza con sedi A Tokyo

Il Dr. Lorenzen è membro della Società Tedesco-Americana per l’avanzamento  delle terapie biologiche e  a base di ossigeno Bad Fussing In Germania.

Egli ha scritto e narrato 12 video di 30 minuti sulla nutrizione e prevenzione per  il pubblico generico ed ha

Tenuto conferenze  in 42 stati e 25 paesi.

Il Dr. Lorenzen ha pubblicato articolo sulla teoria del campo risonante e la cultura russa, sui procedimenti  della società occidentale di farmacologia,   su Life Science di londra, su Food Technology in Giappone e su Up-to-date Food Processing e La Vie in Giappone .

Il lavoro del Dr. Lorenzen è ampiamente conosciuto in Asia e in Europa e in tutto il mondo per il suo lavoro sulla tecnologia dei claster dell’acqua risonante.

Egli ha avuto recentemente onoreficienze  da parte dell’università di Parigi e da quella di Oslo. In Norvegia ha avuto il riconoscimento di una laurea onoraria in medicina per lo sviluppo di terapie alternative  nell’arte di guarire.

Dall’articolo “sull’acqua clusterizzata” di Gerry Wolke

“la cellula è immortale. È principalmente il fluido nel quale essa fluttua che si degenera. Rinnovando questo fluido a intervalli regolari, dà alla cellula quello che questa richiede per la nutrizione e per quello che ne sappiamo, la pulsazione della vita puo continuare per sempre”

Dr Alexis Carrell vincitore del premio Nobel

“dato che la struttura molecolare dell’acqua è l’essenza della vita, l’uomo che possa controllare questa struttura ne sistemi cellulari cambierà il mondo”

Dr Albert Szent Gyorgy vinicitore del premio Nobel

Di che cosa si tratta?

Il brevetto dell’acqua clusterizzata H1206 è un invenzione del biochimico Lee H Lorenzen , Cosa fa ?

Tutta l’acqua non è creata eguale, non nei vostri contenitori,ne  in natura o nel vostro corpo. Gli scienziati stanno cominciando a capire che l’acqua può essere strutturata e che la sua struttura determina come questa si comporta nel vostro corpo. Non è sufficiente bere l’acqua. Questa deve essere in grado di entrare nelle gellule dal flusso sanguigno. Una volta che entra nelle cellule deve essere in grado di assolvere a molte funzioni. Non tutta l’acqua è adatta per qeusti compiti e la poca acqua che lo può fare è in grado di operare miracoli.ò

L’acqua a Lourdes e altre fonti  curative in giro per il mondo ha qualche cosa in comune: è clusterizzata e si pensa che questa sia la ragione per le sue proprietà curative. L’acqua curativa come quella di Lourdes assomiglia alla acqua pura che si preleva sotto alle calotte di ghiaccio del circolo polarem ma quest perdono la loro struttura dopo circa 20 minuti in cui sono state imbottigliate. L’acqua clusterizzata è disegnata per non perdere la sua struttura nel tempo.

Quando nasciamo siamo circa il 90% di acqua e l’acqua è altamente clusterizzata. Nel tempo se non consumiamo abbastanza acqua clusterizzata  noi lentamente ci deidratiamo e le persone anizante possono avere fino a solo 50% di acqua.Molti dei sintomi di invecchiamento si pensa siano legati alla sola deidratazione. Per esempio un 2 % di perdita di acqua cellulare puo abbassare il nostro livello energetico del 20%. E c’è di peggio, con l’andare degli anni  la nostra sensazione di sete inizia progressivamente a perdersi e viene confusa con fame e noi perdiamo l’impulso a bere abbastanza acqua. Quando noi beviamo cose come bibite , caffè te bevande alcoliche tutte hanno effetti diuretici e aumentano la deidratazione . Il dr. Lorenzen diche che l’invecchiamento è in funzione della deidratazione. L’invecchiamento non causa la mancanza di clusters. È la mancanza di cluster che causa l’invecchiamento. Senza acqua clusterizzata l’ambiente interno della cellula non puo funzionare correttamente e muore prematuramente. Quando le cellule muoiono, iniziano le malattie e questa situazione può portare alla morte.

Inizialmente la maggior parte dell’accuq  è nelle cellule del corpo ma se l’acqua non puo penetrare le cellule in modo corretto esse diventano deidratate e la maggior parte dell’acqua diventa extracellulare. In Germania i ricercatori predicono la durata di vita potenziale di una persona misurando il contenuto di acqua delle sue cellule.

Una perdita di acqua cellulare significa che i nutrienti non sono trasportati nella cellula e le tossine non sono pulite fuori. Le cellule sono affamate e soffocano nei loro prodotti di scarto. Senza abbastanza acqua nelle cellule si diventa catabolici. Una cellula ben idratata è anabolica cresce s moltiplica le sue proprietà .

L’acqua clusterizzata assolve a varie funzioni:

1)      Idratazione cellulare. L’acqua nel corpo è sia clusterizzata o legata alle proteine o altre sostanze. L’acqua legata non puo entrare nelle cellule.  La maggior parte dell’acqua o altri liquidi che beviamo non entra bene nelle cellule. I sei anelli suddivisi di acqua clusterizzata,aderiscono facilmente dentro alle membrane cellulari e subcellulari permettendo all’acqua di fluire dentro e fuori dalla cellula.

2)      2) trasporto dei nutrienti. La ricerca mostra che l’acqua clusterizzata potenzia l’effetto dei nutrienti di un fattore di sei volte. Molti dei supplementi e nutrienti che consumiamo  non riescono mai ad entrare nela cellula perché l’acqua di confine non entra nella cellula. L’acqua clusterizzata è stata disegnata dalla natur per permettere ai nutrienti di farsi un giro dentro nella cellula attaccandosi agli anelli di acqua

3)      rimozione delle tossine . La pulizia dalle tossine è uno dei più importanti percorsi per garantire lunga e buona salute. Ancora non  importante che metodo di detossinazione si utilizza se le tossine non possono essere espulse dalla cellula. L’acqua clusterizzata  espelle le tossine dalle cellule permettendo di mantenere le sue funzioni senza interferenze tossiche. L’acqua clusterizzata è essa stessa distrutta dainquinanti e radicali liberi cosi si perde nel tempo e questo è un buon motivo per risostituirla.

4)      L’acqua clusterizzata  influisce sulla struttura delle proteine. L’acqua clusterizzata circonda le proteine e le tiene in buona salute, cosi queste possono espletare le proprie funzioni. L’eta causa la rottura delle proteine ma l’acqua clusterizzata riporta le proteine alla propria forma e funzione.

5)      L’acqua clusterizzata converte le proteine in “fili di informazione”. Un sistema di connessione bioelettronico (BCS) è un sistema di proteine che collega assieme le cellule cosi che queste possano condividere le informazioni. L’acqua clusterizzata che circonda le proteine agisce come una radio ed emette e riceve segnali di alta frequesnza che cordina le cellule attraverso tutto il corpo. E quello che tiene le cellule del corpo in ordine. Senza acqua clusterizzata, le cellule non potrebbero coordinare la loro attività con le altre . Il segnale si perderebbe

6)      L’acqua clusterizzata è critica per l’espressione del DNA. Come le proteine, la spirale del DNA il blue print generico del nostro corpo, ha una colonna di acqua clusterizzata  al suo interno. La vibrazione dell’acqua clusterizzata fa vibrare il DNA e gli permette di comunicare  il suo piano ad altri componenti cellulari. Senza l’acqua clusterizzata  non potrebbe farlo e le cellule malfunzionerebbero.

7)      L’acqua clusterizzata corregge la cattiva risonanza delle cellule. Ciascuna cellula vibra con degli schemi particolari. Quando è ammalata  emette un segnale abnormale che puo essere percepito dall’analisi della risonanza magnetica. L’energia risonante dell’acqua clusterizzata può contrapporsi o invertire segnali abnormali di cellule .

8)      L’acqua clusterizzata aumenta l’energia all’interno delle cellule. L’energia risonante nell’acqua clusterizzata ricarica una cellula come farebbe un accumulatore o una batteria. La capacità della cellula è indicatore di salute cellulare. Gli effetti terapeutici dell’acqua clusterizzata realizzati in Giappone sono documentati in 21000 casi studiati, nove libri pubblicati sul soggetto e oltre 60 cliniche sponsorizzate dal governo usano acqua clusterizzata come trattamento. Molte malattie degenerative hanno risposto a tale acqua. Sfortunatamente, la compagnia non rilascerà gli studi a chi non è medico praticante. Uno studio sugli animali è da notare, ferite che impiegherebbero normalmente 28 giorni per guarire, hanno impiegato 10 giorni grazie alla somministrazione di acqua clusterizzata.

Fonte: http://www.mednat.org/bioelettr/Aqua%20Resonance.pdf
Vedi: http://www.lsbu.ac.uk/water/abstrct.html

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Walnut and alchemy

nocedibenevento

 

by Guglielmo Menegatti (original link here)

We are adding this appendix as  following the publishing of the article “Tesla and his golden eggs” we got many request from all over the world to give more information  concerning the use of Walnut in alchemy.

The most common question we received was that there are not alchemic books that openly speak about  walnut, his tree or  derived   products used as a main element for alchemic purpose, therefore they wanted to know from where the author has got the information cited in the document.

We will try to explain our reason but as a premise  we have to start with this statement “the wallnut, his fruit belong to a very high level of knowledge in alchemy”.

Unfortunatelly the usage and usefulness of Walnut in  alchemical applications, pharmacological, physical or chemical is not directly obtainable from some specific book,  but it can be only  deductible through the study of primordial symbolism, from which over time it  has been originated and evolved  the words and immages language,   which is now familiar to all  alchemy lovers.
We’ll start now with the identification of the basic symbol that has ancient origins and is widespread in all cultures of the world.
This basic symbol actually has no specific name for this reason we will call it simply: “alchemic flower”.

FioreBase

The Flower in his whole rapresent all the fundamental knowledge and it is divisible in two units, the top side  ( the right one  in the picture) is referred to the knowledge of the power  needed  to deal with  world, including precisely: alchemy, physics and all sciences in general; while the lower part (circle) is referred to the knowledge  needed  to deal with our body and our ego; in this appendix we will not talk about the lower part of the symbol or about other elements  that are part of it (an that  describe the origin of our race).

The image shown is part of the culture Paziric (or Pazyryc).
http://it.wikipedia.org/wiki/Cultura_di_Pazyryk

The  alchemic flower as a symbol contains mainly the  graphic combination of the male and female  flower of wallnut  tree.

In the image below you can see the assembled parts (left) and the original.

 

NoceSommaFiori

The assembly of the two flowers graphic immages  has not been obtained sole  from  logical deduction of the graphic symmetries but it is a precise feedback that  outcomed after  long  study on  prehistoric symbols and  their geographical and temporal evolution.
Below are two examples of its transformation:

NoceEvoluzione

in the below link it is possible to see   other examples of this stylistic variation:
http://en.wikipedia.org/wiki/Fleur-de-lis

Often, the symbol of the walnut tree male flower is mistakenly confused with the pine cone, but with the observation of some details it is easy to understand that it is not like that.
The  pine’s cone bracts have  irregular shape, not rhomboidal, and also does not have at its peak a tip while instead this  is a classical charachteristic of  male flower of Walnut.
A classic example of this misinterpretation  is the huge statue in the Vatican that scholars interpret as a pine cone.

In the image below: on the left the Vatican pinecone, in the center  the male  Walnut flower and at the right the classic hexagonal cone pines:

ConfrontoPigne

An other reason why the this interpretation is  easily refuted is the fact that  pine tree  is not  spread throughout the world, moreover many other archaeological finds show various stages of development in length of walnut  Flower  that cannot be possible  confused with other species of plants.

Here below images from all over the world and from different cultures where it is evident that pinecones are not involved.

noce1

 

Here below as comparison you can see some pictures showing the various stages of development of the walnut male flower.

NoceSviluppo

If you still think that walnut tree or its fruit and in particular its male flowers are not used for  alchemical operations or other technology it may  be sufficient to look at the following pictures to change your mind.

 

click in the below picture to see the high version resolution

 Olmec culture Book of the Holy Trinity Cartaginesee armor Satchel Omeyyade de Leyre, cathedral Pampelume
Liz09Min Liz00Min Liz06Min Liz02Min
sumerian culture sumerian culture sumerian culture Armenian culture
Liz04Min Liz05Min Liz01Min Liz07Min
 S.Martin Gaceo church  Spain Manuscript Walters art museum Indian coin 230AC
Nasik region
 Assyrian  culture
GaceoSpagnaMin Liz10Min Liz08Min Liz03Min

In particular the Walnut male fruit seems to possess property of  improving  human intellectual capacity and in fact we find it almost always related to  elements that are in connection with head such as crowns, etc. drapes. and in the Buddhist religion it is laid on top of Buddah head. (ndr we wish to  remind the well note “doctrine of signature”  a theory developed by 16th century Renaissance physician Paracelsus, that said plants that resemble parts of the body had healthy benefits for that body part, and  walnut  in fact looks a lot like a human brain…)

Liz11

Very interesting is  Dionysus  mythological story (aka God of  pine trees) that has been  identified by mistake  as Wine’s God, Dionysus was  known for  drinking something, but it’s easier that it was  drinking an infusion of walnut rather than wine.
The oldest representations of this God shown with great evidence that it wasn’t grapes but it was something that  we finally know.
In the image below you can compare the gems of walnut  male flowers with  fruits (which are not absolutely grapes)  in the  crown that surrounds  Dionysius head.

Dionisio

In the following picture you can see a  sculpture of this God that leads on top of the head a stylized flame and in the top of the stick that he is holding in  his hand there is   a  Walnut male flower. This is a special stick  known with the named Tirso and it is known  to belong to  Dionisio.
http://it.wikipedia.org/wiki/Tirso_(bastone)

Dionysos_with_Ariadne

In the below relief   is told  perhaps the true story of an   Dionysius aged, that  is trying to  offer to the woman at left, some wine to get  in exchange something that shall help him to return young. The woman  is  holding  this “magic stuff” in her left hand.

dioniso04

We can see roughly the same scene showed in  “Guta-Sintram” code,  we can see Jesus, who is asking something to his mother,  but she,  with a  serious expression does not seem willing to give him it easly.
http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_Guta-Sintram

Fleur

We can find many indirect reference to walnut tree in Egyptians Papyris and murals and in Mesopotamia’s culture,  Those references are recognizable if you consider the typical  characteristic of this tree leaves.
In fact walnut branch always have an odd number  of leaves for example five, seven or nine.

nocefo

The Egyptians and the Sumerians in their documents used  to indicate  walnut tree  showed their leaves, the Egyptians have also used the symbol for “life” called “Isis cross” while the Sumerians have  used a symbol that is similar to our “Alchemical Flower”.

05

For example here below there  is an Egyptian  picture that show the  transformation of nuts in a drink. What is identify it as a walnut tree  are  the  two birds located on the base which together with the  tree are creating  the symbol of life.

You can see that  the transformation of nuts is  creating three types of drink, one that is  destinate for use of nobles people, one that is destinate to  the animals and the third one  for the normal  people. You can  understand those different productive characteristics  just  following  the flow of the liquid,   exiting from the jar hold from the fruit picker climbed on tree.

BibitaEgiziana

In the   Mesopotamia traditions as well as in Egypt, there are many examples of the usage of a walnut based drink.
In the Sumerian image below you can see a sick person that together with a “doctor” (practitioner ) goes to an expert to buy medicine.
From the symbol  placed over the jar  helded in the right hand by the pharmacist we can easy identify the origin of the medicine.

ElisiSumero

Here below an other picture where the walnut leaves are evident.

ElisiSumero2

from the  Etruscan mirror that we show here below we can also assume that  the drink can  have aphrodisiac effect

SpecchioEtrusco

The Walnut is very frequently associated with an unidentified bird but defined in some cultures as “Phoenix”, Phenix is immortal and reborn from its ashes.
The picture below is taken from the Indian text “Panchatantra” of the third century BC.

Panchatantra

Another picture taken from the San Marco Church in VeniceChiesaSanMarcoVenezia1202

… again from Guta-Sintram codex of 1154

scena-cortese-guta-sintram-codex1

Concerning the myth of transformation of eggs in gold we report below a picture  that has been the source of our document (about Tesla), it is an ancient Egyptian  mural in the Mastaba of Ptah-hotep Saqqara (about 2400 BC).
In the scene we can see a person  that holds a bird while he is introducing a tube into its  stomach.
The tube is connected to a kind of oven from which are outcoming  eighter  vapors or ash  from  burning or boiling  male Walnut fruits.
In the background at the left top a pyramid made maybe  with the likely eggs (gold).

OrigineTesla

But the  connection  between  eggs – walnut  was confirmed by the analysis of the pictures showed in   the works of  female Catholic and alchemist visionary “Hildegard of Bingen”,  we show someone for demonstration purposes:

 

click in the below picture to see the high version resolution

Alchemic flower, golden egg Fertilization, alchemic flower Golden egg, alchemic flower bird, alchemic flower
Hildegard_of_Bingen00Min Hildegard_of_Bingen01Min Hildegard_of_Bingen02Min Hildegard_of_Bingen03Min

To learn more about Hildegard you can  click the link below:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ildegarda_di_Bingen

Someone has asked us to provide a recipe for immortality, this is obviously not our intention, but anyway we wish to give you our suggestion to do the following things:
Replace breakfast with a glass of olive leaf extract sweetened with honey and three nuts (30 grams unshelled)

Obviously you should counsel first with your doctor or herbalist.

Below two links that may be useful:
1) The-nuts-stretch-the-life-the-confirmation-of-a-new-study
2) Extract-of-leaves-of-olive-benefits-and-preparation

There would be many other things to say about the walnut but we believe to have sufficiently answered to  what we have been requested by our readers friends via email, but we want to add one more little  information that will be useful to investigators and Alchemy lovers.
The male flower and probably the Walnut fruits  must be collected in the  exact maturity period and  only in this way they can be used for purposes that are planned.
As proof we recall that traditionally witches and those who manufacture the  Nocino liquor collect exclusively during the  St. John night (23 june), in our opinion, however,  it is not needed to respect that precise  date but it is important to  carefully choose a suitable state of maturation.

As a greeting and thanks for your attention to our work we will give you two beautiful images of the painter Vladimir Kush.

VladimirKush00VladimirKush01

 

Riferimenti utili
http://it.wikipedia.org/wiki/Nikola_Tesla
http://www.iosononelfuturo.it/files/oro_alchemico.html
Http://La noce simbolo dell’uomo e della divinità
http://www.cavernacosmica.com/simbolo-e-significato-dellalbero-di-noce/
http://ok-ambiente.com/2009/11/24/il-noce-simbolo-di-morte-e-rigenerazione-e-potente-rimedio-fitoterapico/
http://www.cartomanzia-astrologia.com/le-erbe-magiche/il-noce/
http://it.wikipedia.org/wiki/Corentin_Louis_Kervran
http://www.poesialatina.it/_ns/Greek/tt2/Esopo/Esopo089b.html
http://www.educazionesostenibile.it/portale/sostenibilita/tecnica-a-ecologia/racconti/1598-npk-k-per-potassio.html
http://www.fisicamente.net/FISICA/index-1387.pdf
http://it.wikipedia.org/wiki/Vetro_solubile
http://en.wikipedia.org/wiki/Vivekananda
http://www.windoweb.it/guida/scienze/biografia_Nikola_Tesla_07.htm
http://menteecuoreincucina.wordpress.com/2014/06/24/il-liquore-delle-streghe-il-nocino-di-san-giovanni/
http://it.wikipedia.org/wiki/Uovo_cosmico
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=728
http://icbrisighella.racine.ra.it/progscientuovo/uovo_mitologia.htm
http://www.angolohermes.com/Simboli/Noce/Noce.html
http://www.angolohermes.com/Simboli/Uovo/Uovo.html#Uovo_Filosofale

other documents of Guglielmo Menegatti

Alchimia e elettricità
Comparazione fra la sindone e la Gioconda di Leonardo

 

 

Tesla e le uova d’oro

tratto da un articolo di Guglielmo Menegatti 

TESLA

Personalmente ritengo che le favole di Esopo oltre ad essere d’insegnamento etico-morale-educativo sono anche, (seppur in modo accuratamente celato) un mezzo per conservare-trasmettere-insegnare informazioni che provengono da un sapere di origine ignota, probabilmente da una civiltà preumana.

Esopo è stato un favolista dell’antichità vissuto in Grecia 600 anni prima di Cristo e per avere un’idea di quanto sia stato considerato importante dai saggi di ogni tempo riporteremo come esempio una citazione del Convivio (IV XXX) di Dante Alighieri:

Ove è da notare che, sì come dice nostro Signore,
non si deono le margarite gittare innanzi a li porci,
però che a loro non è prode, e a le margarite è danno:

Con queste parole Dante ci avverte della quasi sacralità delle favole di Esopo intimando di non rivelare il significato che vi è celato a chi non lo merita perché come dice Gesù, “non va gettato ai porci”, poi specifica sottolineando che sia chi divulga sia chi riceve (quando il ricevente è un porco) ne ricaveranno un danno.
Poi Dante continua così:

e, come dice Esopo poeta ne la prima Favola,
< più è prode al gallo uno grano che una margarita, e però questa lascia e quello coglie>

La frase mette sull’avviso che chi non è idoneo a ricevere l’insegnamento, per sua stessa natura, invece del piacere di conoscere userà queste informazioni per il suo interesse personale e per scopi malefici.
In altre parole le persone cattive sono attratte maggiormente dagli aspetti futili ed esteriori delle cose (margarita = perla = pietra preziosa) piuttosto che dalla loro utilità reale ed intrinseca (il gallo lascia il chicco del grano per cibarsi di una pietra).

Nel paragrafo che segue che è di una bellezza sintetica estrema Dante ci consiglia di leggere queste favole con attenzione perché solo in questo modo si troverà dapprima la camera e poi la donna nobilissima che vi abita (donna = filosofia o scienza).

E in ciò considerando, a cautela di ciò comando a la canzone che suo mestiere discuopra là dove questa donna, cioè la filosofia, si troverà.
Allora si troverà questa donna nobilissima quando si truova la sua camera, cioè l’anima in cui essa alberga……..

Una fra le fiabe più note di Esopo è certamente “La gallina dalle uova d’oro” che in sintesi narra di un contadino che non contento di ricevere un uovo d’oro al giorno decise di aprire la pancia del pennuto così da estrarre, con una sola operazione, tutto il materiale prezioso che lei (la gallina) portava nel ventre.
Il chirurgo improvvisato però riuscì solo ad uccidere la gallina, la quale (poveretta), nelle sue viscere non nascondeva alcunché.

Credo che non sia necessario essere analisti o psicologi per comprendere che questa favola non può essere stata ideata allo scopo d’intrattenere e nel contempo insegnare l’etica perché essa è troppo astratta, illogica e incongruente. Anzi ad essere onesti, (vi invito a leggere l’originale), non riesco nemmeno a considerarla una fiaba perché non fa sognare, non ha riferimenti inerenti la realtà quotidiana e non è maestra di educazione.

Senza approfondire le varie anomalie della favola e quindi rischiare di uscire dallo scopo di questo modesto documento vorrei evidenziare che se il fortunato contadino non era soddisfatto ci doveva essere (obbligatoriamente) una ragione.

Se il contadino ad ogni covata (giornaliera) otteneva un uovo ciò significa che riceveva quotidianamente almeno 200 grammi d’oro, valore che è tale da soddisfare qualsiasi brama; poi, anche senza tener in conto della nota prudenza e saggezza dei contadini (i quali meditano prima di agire) ritengo che nessuno poteva uccidere o far del male a cotanto stupendo uccello.

Se però l’uovo non era completamente d’oro ma d’oro aveva solo il guscio allora la trama della storia e la reazione del contadino assumono senso, logica e giustificazione, infatti, il solo guscio in oro pesa qualche grammo.

Le uova d’oro comunque le ritroviamo non solo nella favola di Esopo ma anche in moltissime leggende di ogni paese.
Gli Indù raccontano che che tutta la potenza di Dio è racchiusa in un uovo d’oro i Finlandesi sono convinti che tutto il creato, il sole, le stelle, ecc. sono stati generati da un uovo sempre in oro, all’incirca la stessa cosa è ripetuta dei Buddhisti e poi senza fare riferimento agli uccelli e in particolare alle colombe che rappresentano spesso l’arrivo dell’abbondanza o di un cambiamento radicale e…. si potrebbe continuare a lungo.

Tesla (1856-1943) è uno scienziato che con le sue invenzioni ha migliorato di molto la qualità della nostra vita.
Le grandi invenzioni di questo genio pur essendo di enorme utilità e diffusione non sono servite allo stesso Tesla perché egli morirà povero passando gli ultimi anni di vita nell’abbandono e nella solitudine in un albergo di New York.
Almeno questo è quanto si dice comunemente di lui ma procediamo…..

Le varie biografie di Tesla, indipendentemente da chi le ha scritte, sono praticamente tutte uguali e si assomigliano in modo incredibile anche nello stile espositivo.
Queste biografie sono così poco plausibili (credibili) che sembrano un racconto preparato al tavolino, per fortuna però esse sono talmente false e contraddittorie che è sufficiente un minimo d’attenzione per separare le menzogne dai fatti reali.

Mi piace anche aggiungere che i fatti sicuramente reali sono quelli che nelle biografie sembrano insoliti, eccentrici o fantasiosi.
Senza approfondire e quindi rimanere strettamente nell’ambito prefissato riporto, estrapolando dalle biografie, un brano che riguarda l’ultimo periodo di vita di Telsa, ecco il testo:

<< Tesla, abbandonato da tutti, viveva con il solo supporto di una piccola pensione concessa dal governo Jugoslavo in un albergo di New York.
Il suo passatempo preferito era quello di accudire ai piccioni.
Per i suoi piccioni aveva costruito un ricovero con annesso un luogo di cura e poi metteva la massima attenzione alla loro alimentazione infatti faceva preparare per i piccioni una speciale ricetta che lui stesso aveva inventato. >>

Si narra anche di una grande amicizia fra Tesla ed un certo piccione, questa amicizia era così grande che quando l’amato piccione morì dai suoi piccoli occhi (di uccello) scaturì un’intensa luce chiara.

Non servono indagini accurate per scoprire che la povertà di Tesla era piuttosto insolita.

Il nostro poverello infatti viveva nell’hotel “New Yorker” di New York ed ecco qui sotto un’immagine dell’hotel.

newyorker

Ovviamente Tesla non alloggiava in una camera qualsiasi ma in una “Suite”.

La conclusione, a mio modesto avviso è che (certamente) Tesla sapeva come integrare la sua modesta pensione.

Fra le tante manie di Tesla (oltre ai piccioni, ecc.) pare ci fosse anche quella del numero “3” e dei suoi multipli.
Questo numero (tre) sembra non aver riferimenti matematici o cabalistici ma probabilmente è un richiamo estrapolato dall’alchimia dove il numero nove rappresenta l’albero della Noce mentre il numero tre il suo frutto, frutto che è anche simbolo della Trinità.
Il simbolo o numero tre rappresenta anche il fiore femminile di questo albero che spesso sboccia in coppie (a due a due) e dove la forma della gemma ricorda in qualche modo il numero tre.noce

Aggiungo due informazioni aggiuntive relative a questo albero speciale per invitarvi a fare una riflessione:
1) ha la proprietà di essere autofertile infatti la stessa pianta produce contemporaneamente sia i fiori femminili sia quelli maschili.
2) molte rappresentazioni di Dio, di Gesù, e varie divinità in tutto il mondo sono disegnate all’interno di un ovale (o metà o quarti di esso) che sembrano una riproduzione del guscio della noce; che si tratti veramente di una noce è principalmente identificabile per lo spessore e la rugosità del tratto grafico, spessore che non è certamente una caratteristica delle uova. La propensione per la noce è anche determinata dalla forma che frequentemente è piuttosto appuntita sia alla base sia alla sommità e da aperture che separano la parte destra da quella sinistra come per evidenziare che non si tratta di un uovo. Da segnalare inoltre che un uovo è difficilmente divisibile in due metà o in quarti così come è mostrato in diverse immagini sacre.

Fare click sulle immagini per ingrandire

madonna0madonna1madonna3madonna4

 

 

 

 

 

Si noti nell’immagine qui sotto la disposizione dei mantelli degli angeli visibili sul bordo del lato destro dell’ovale che ricordano appunto la noce.

croce

 

 

 

 

 

 

 

Si potrebbe pensare che l’ovale che racchiude gli dei e i santi sia derivato dal concetto, anch’esso molto remoto, dell’uovo cosmico ma alcuni indizi fanno propendere più per la noce che per l’uovo, oppure fanno pensare ad una dipendenza diretta di uno e l’altro simbolo come se fossero fra loro intercambiabili o sequenziali.

Oggi come eredità del passato troviamo in ogni luogo cornici, specchi, ritratti. dipinti e tutti ben incorniciati da un ricco e intagliato ovale.

Ma perché il Noce o i suoi fiori? Quale funzione potrebbero avere?
Io azzardo due ipotesi che sono le seguenti:
La cenere dei fiori di Noce o quella del guscio della noce possono essere:
1) Un elemento da aggiungere alla combustione dei forni alchemici, oppure
2) Polvere da aggiungere a qualche ricetta culinaria che ha poi effetti insoliti.

Ora prima di continuare è opportuno chiarire un concetto di fisica importante e che si impiegherà nel seguito dell’articolo: “la trasmutazione” .
La trasmutazione è un processo naturale o artificiale con il quale è possibile trasformare la materia in un’altra materia. ad esempio l’Uranio può trasmutare in Piombo e la stessa reazione è applicabile a quasi tutti gli elementi che costituiscono la materia.
Il concetto di trasmutazione prima ancora di essere impiegato comunemente nella fisica era usato (forse inventato) dagli alchimisti. Per gli alchimisti la trasmutazione è un processo con il quale attraverso varie reazioni chimiche e raffinazioni si ottiene da una sostanza comune e di basso pregio come risultato l’oro (come metallo) e l’elevazione spirituale.

Nella fisica moderna la trasmutazione è un concetto ordinario e il fenomeno è d’impiego comune.
Nei reattori nucleari ad esempio avvengono normalmente trasmutazioni e tramite speciali dispositivi tecnologici è possibile anche creare della materia nuova che non esiste in natura.
Le trasmutazioni naturali cioè quelle che accadono in natura sono altrettanto note come ad esempio il decadimento del Carbonio che è usato normalmente per la misura della datazione (età) delle sostanze organiche.

Secondo la fisica classica è impossibile ottenere la trasmutazione in modo rapido o in assenza di enormi quantità di energia anche se si deve doverosamente rammentare che non tutti i ricercatori sono convinti della veridicità di questa affermazione.
Il primo ad avere dubbi sul rapporto energia-trasmutazioni fu un francese un certo Kervran che diffuse (e con grande impegno) il concetto di trasmutazione biologica.

La trasmutazione biologica secondo la teoria di Kervran è una trasmutazione che avviene normalmente negli organismi viventi (e in tempo reale) senza l’impiego o la somministrazione di alcuna speciale quantità di energia.

Kervran fece esperimenti sulla trasmutazione del Potassio in Calcio e in particolare raccolse informazioni e mostrò le prove sull’anomala creazione dei gusci d’uovo da parte dei volatili.
L’anomalia nel caso dei volatili è determinata dal fatto che il guscio dell’uovo contiene più calcio di quanto ne viene introdotto tramite l’alimentazione.

Le sperimentazioni di Kervran mostrano appunto che gli uccelli pur essendo racchiusi in ambiente controllato potevano fare comunque le uova (con il loro guscio) anche se l’alimentazione era priva di Calcio.
Ovviamente l’alimentazione non era di tipo comune ma conteneva sostanze come (Silicati di Allumino e Potassio).

Il Potassio (tartaro) ha una grande importanza in alchimia e lo si può estrarre abbastanza facilmente come carbonato dalle ceneri vegetali e non è escluso che l’albero della Noce, i suoi fiori o i suoi frutti risultino particolarmente indicati per questo scopo. La creazione dei silicati poi è quasi elementare si tratta di unire le ceneri con la sabbia e mettere il composto in un forno ad alta temperatura.

Riassumendo:
– Esopo ci conferma che i gusci possono essere in oro e che la cosa è nota da tempo
– Kervran scopre che gli uccelli sono in grado di fare trasmutazione biologiche
– Tesla ha la mania del numero 3, ma non è il solo perché ad esempio Dante per il numero 3 diventa psicopatico.
– Tesla ama i piccioni e quando muore il suo piccione preferito, il volatile emette luce, probabilmente era diventato radioattivo:-)
– …e se il Nocino fosse il vero elisir di lunga vita…..

Per chi conosce l’inglese, in questo link troverete altre cose interessanti, compreso la trasmutazione dello iodio che è una caratteristica peculiare dell’albero della Noce.
http://online.snh.cc/files/2100/HTML/100hs_black_walnut_juglans_nigra.htm

Il noce e l’alchimia

nocedibenevento

Questa appendice è stata aggiunta perché a seguito della pubblicazione di “Tesla e le uova” l’autore ha ricevuto lettere che chiedevano ulteriori spiegazioni inerenti l’uso della Noce in alchimia.
In definitiva la domanda comune che ci è stata posta è la seguente: “Non esistono libri in alchimia che parlano della noce, del suo albero o di prodotti derivati dalla sua lavorazione e quindi da dove sono state ricavate le informazioni citate in questo documento? “.
Cercheremo ora di spiegare le nostre ragioni ma come premessa faremo subito questa affermazione:
“Il noce, i suoi frutti e i suoi fiori appartengono ad un livello di conoscenza alchemica molto elevato”.
L’uso e l’utilità del Noce in applicazioni alchemiche, farmacologiche, fisiche o chimiche non è ricavabile tramite nessun testo ma è deducibile esclusivamente attraverso lo studio della simbologia primordiale dalla quale è poi scaturito e si è formato nel tempo quel linguaggio di parole e disegni che è a noi amanti dell’alchimia è famigliare.
Inizieremo ora con l’identificazione del simbolo di base che ha origini antichissime ed è diffuso in tutte le culture del mondo.
Questo simbolo basilare in realtà non ha nessun nome specifico per cui lo chiameremo semplicemente: “Fiore alchemico”.

 

FioreBase
Il Fiore nel suo insieme rappresenta tutte le conoscenze fondamentali ed è ripartibile in due unità, la parte superiore (a destra nell’immagine) riguarda le conoscenze del potere che servono per gestire il mondo, fra le quali appunto l’alchimia, la fisica e tutte le scienze in generale mentre la parte inferiore (cerchio) riguarda le conoscenze che servono per gestire e conoscere il nostro corpo e il nostro ego; in questa appendice non si parlerà della parte inferiore del simbolo e nemmeno di altri elementi che ne fanno parte e che descrivono l’origine della nostra razza.

L’immagine riportata fa parte della cultura Paziric (oppure Pazyryc).
http://it.wikipedia.org/wiki/Cultura_di_Pazyryk
Il Fiore come simbolo racchiude principalmente la somma grafica del fiore maschile e quello femminile dell’albero della Noce.
Nell’immagine che segue è possibile vedere le parti assemblate (a sinistra) e quelle originali.

NoceSommaFiori

 

L’assemblaggio dei due fiori non è stato ricavato dalla deduzione logica basata sulle simmetrie grafiche ma è un preciso riscontro che deriva dallo studio dei simboli preistorici nella loro evoluzione geografica e temporale.
Qui sotto due esempi della sua trasformazione:

NoceEvoluzione
E nel link qui sotto ancora altri esempi della sua variazione stilistica:
http://en.wikipedia.org/wiki/Fleur-de-lis
Frequentemente il simbolo del fiore maschile dell’albero della noce è erroneamente confuso con la pigna dei Pini però se si osservano alcuni particolari è facile ricredersi.
La pigna dei pini ha una forma irregolare, non romboidale e inoltre non presenta al suo apice una punta che invece è classica del del fiore maschile del Noce.
Errore classico ad esempio è quello dell’enorme statua in Vaticano che gli studiosi interpretano come pigna del pino.

Nell’immagine qui sotto: a sinistra la pigna Vaticana, in centro il fiore maschile del Noce e a destra la pigna classica esagonale dei pini:

ConfrontoPigne

 

L’interpretazione è anche confutata facilmente dal fatto che il Pino non è un albero diffuso in tutto il mondo e inoltre moltissimi altri reperti archeologici mostrano i vari stadi dello sviluppo in lunghezza del fiore del Noce che non può quindi assolutamente essere confuso con altre specie di piante.

Qui sotto immagini provenienti da tutto il mondo e da culture diverse dove risulta ben evidente che non si tratta di Pini.


noce1

E ancora se può servire come comparazione in questa immagine sono in mostra i vari stadi di sviluppo del fiore maschile del Noce.

NoceSviluppo

 

Se pensate che l’albero della Noce, il suo frutto e in particolare il suo fiore maschile non siano usati per operazioni alchemiche o comunque tecnologiche sarà sufficiente osservare le immagini che troverete qui sotto per cambiare opinione.

Fare click sulle immagini per vedere la versione in alta risoluzione

Cultura Olmec Book of the Holy Trinity Armatura Cartaginese Bauletto Omeyyade de Leyre, cattedrale di Pampelume
Liz09Min Liz00Min Liz06Min Liz02Min
Cultura Sumerica Cultura Sumerica Cultura Sumerica Cultura Armena
Liz04Min Liz05Min Liz01Min Liz07Min
Chiesa S.Martin Gaceo Spagna Manoscritto Walters art museum Moneta Indiana 230AC
Regione Nasik
 Cultura Assira
GaceoSpagnaMin Liz10Min Liz08Min Liz03Min

 

 

In particolare il frutto maschile del Noce sembra possedere la proprietà di migliorare le qualità intellettive infatti lo ritroviamo quasi sempre con elementi che sono in relazione con la testa come corone, drappi ecc. e nella religione buddhista è posato sulla sommità del capo.

Liz11

Molto interessante è la storia mitologica di Dionisio (Dio dei pini) che erroneamente è identificato come dio del vino, in realtà Dionisio beve qualche cosa ma è più facile che si disseti con un infuso della Noce piuttosto che della vite.
Le più antiche rappresentazioni di questo Dio mostrano con grande evidenza che non si tratta di Uva ma di qualche cosa che ora finalmente noi conosciamo.
Nell’immagine qui sotto è possibile comparare le gemme dei fiori maschili del Noce con i frutti (che non sono assolutamente Uva) della corona che cinge la fronte di Dionisio.

Dionisio

In questa scultura il Dio porta sulla sommità del capo una fiamma stilizzata e in mano ha un bastone che sulla cima ha un fiore di Noce maschile. Questo speciale bastone che è classicamente appartenente a Dionisio è noto con il nome di Tirso.
http://it.wikipedia.org/wiki/Tirso_(bastone)

Dionysos_with_Ariadne

    Nel bassorilievo riportato qui sotto forse è contenuta la vera storia di Dionisio il quale essendo invecchiato offre del vino per ottenere in cambio qualche cosa per ritornare giovane e che si trova nella mano sinistra della donna.

dioniso04

   All’incirca la stessa scena ripresa dal codice “Guta-Sintram” dove si vede Gesù che chiede qualche cosa alla madre che però con fare serio non sembra facilmente disposta a concedere.
http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_Guta-Sintram

Fleur

 

Nei papiri e dipinti murali Egiziani e nella cultura della Mesopotamia ci sono moltissimi riferimenti all’albero della noce ma sono riconoscibili tenendo conto dell’aspetto caratteristico delle foglie di questo albero.
Le foglie del noce infatti hanno sempre un numero dispari che produce i numeri cinque, sette o nove.

nocefo

Gli Egiziani e i Sumeri nei loro documenti per indicare il Noce mostrano frequentemente le foglie, gli Egiziani usano anche il simbolo della “vita” detto “croce d’Iside” mentre i Sumeri usano un simbolo che è simile al nostro “Fiore Alchemico”.

05

 

Ad esempio ecco un’immagine Egiziana descrittiva della trasformazione delle noci in una bibita. L’identificativo che si tratta di un albero di Noce è determinato dal disegno dei due uccelli posti sul basamento che insieme all’albero creano il simbolo della vita.
Si noti anche che la trasformazione crea tre tipi di bevanda, una per uso dei nobili, una per gli animali e l’altra per il popolo, per comprendere questa ripartizione produttiva si segua il flusso del liquido che sgorga dal vaso della raccoglitrice di frutti che è arrampicata sull’albero.

BibitaEgiziana

 

Nella tradizione della Mesopotamia così come in Egitto ci sono moltissimi esempi dell’uso di una bibita a base di noci.
Nell’immagine qui sotto di origine Sumera si vede un malato che accompagnato dal medico va dall’esperto per acquistare la medicina.
L’identificazione dell’origine risulta facile per il simbolo che è posto sopra il vaso che è tenuto con la mano destra dal farmacista.

ElisiSumero

Qui sotto un’altra scena dove sono in evidenza le foglie.

ElisiSumero2

La bevanda pare essere anche un afrodisiaco, almeno da quanto si evince da uno specchio Etrusco che riportiamo qui sotto riprodotto in grafica.

SpecchioEtrusco

Il Noce è associato molto frequentemente ad un uccello non identificato ma definito in alcune culture “Fenice”, La Fenice è immortale e rinascere dalle proprie ceneri.
L’immagine qui sotto è tratta dal testo indiano “Panchatantra del terzo secolo AC.

Panchatantra

 

Un’altra immagine dalla chiesa di San Marco a Venezia.

ChiesaSanMarcoVenezia1202

 

… ancora dal Guta-Sintram codex del 1154

scena-cortese-guta-sintram-codex1
Per la trasformazione invece delle uova in oro riportiamo qui sotto l’immagine che è stata l’origine del nostro documento, si tratta di un murale dell’antico Egitto nella Mastaba di Ptah-hotep di Saqqara (circa 2400 AC).
Nella scena si vede un individuo che tiene fermo un uccello mentre gli introduce un tubo nel ventre.
Il tubo è connesso ad una specie di Forno dal quale escono vapori o cenere della combustione o bollitura dei frutti maschili del Noce.
Sullo sfondo in alto a sinistra una piramide fatta con le probabili uova (d’oro).

OrigineTesla

La connessione uova – noce però ci è stata confermata dall’analisi delle immagini che accompagnano le opere della veggente cattolica e alchimista “Hildegard of Bingen”, ne riportiamo alcune a scopo dimostrativo:

 

Fare click sulle immagini per vedere la versione in alta risoluzione

Uovo d’oro, Fiore Alchemico Fecondazione, Fiore Alchemico Uova d’oro, Fiore Alchemico Uccello, Fiore Alchemico
Hildegard_of_Bingen00Min Hildegard_of_Bingen01Min Hildegard_of_Bingen02Min Hildegard_of_Bingen03Min

Per conoscere meglio la Hildegard fare click sul link qui sotto:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ildegarda_di_Bingen
Qualcuno ha anche richiesto di formulare una ricetta dell’immortalità, ovviamente non è nei nostri intenti ma allo scopo di rispondere in maniera più esauriente possibile ad ogni dubbio consigliamo di fare le seguenti cose:
Sostituire la colazione con un bicchiere di estratto di foglie di olivo addolcito al miele e tre noci (30 grammi senza guscio)

Ovviamente è opportuno consigliarsi prima con il proprio medico o con l’erborista.

Qui sotto due link che potrebbero risultare utili:
1) Le-noci-allungano-la-vita-la-conferma-da-un-nuovo-studio
2) Estratto-di-foglie-di-olivo-benefici-e-preparazione

Ci sarebbero molte altre cose da dire sul noce ma crediamo di aver risposto a sufficienza relativamente a quanto ci è stato richiesto dai nostri amici lettori tramite email, vogliamo però aggiungere ancora un’informazione che potrà essere utile agli sperimentatori e agli amanti dell’Alchimia.
Il fiore maschile e probabilmente i frutti del Noce devono essere raccolti in un periodo esatto della loro maturazione e solo in questo modo essi potranno essere usati per gli scopi che sono previsti.
Come prova rammentiamo che per tradizione le streghe e coloro che fabbricano il liquore Nocino raccolgono solo ed esclusivamente durante la notte di San Giovanni, secondo noi però non si tratta di rispettare una data ma di scegliere con cura l’adatto stato di maturazione.

Come saluto e ringraziamento per averci letto vi regaliamo due belle immagini del pittore: Vladimir Kush.

VladimirKush00VladimirKush01

Ciao

Guglielmo Menegatti

“L’antico Noce, Sacro e maestoso, ancora ombreggia la radura e se saprai scivolare lentamente nel languore del crepuscolo..le sentirai..Orsolina la Rossa, Gostanza, Alcina, Matteuccia…la musica delle danze frenetiche, lo zoccolio del Dio del Bosco e i canti selvaggi delle Dianare. Mille sono le storie raccontate nell’abbraccio incantato delle sue fronde… libri, sogni e incantesimi, un pò di tutto questo tenterò di raccontarti”.

Riferimenti utili
http://it.wikipedia.org/wiki/Nikola_Tesla
http://www.iosononelfuturo.it/files/oro_alchemico.html
Http://La noce simbolo dell’uomo e della divinità
http://www.cavernacosmica.com/simbolo-e-significato-dellalbero-di-noce/
http://ok-ambiente.com/2009/11/24/il-noce-simbolo-di-morte-e-rigenerazione-e-potente-rimedio-fitoterapico/
http://www.cartomanzia-astrologia.com/le-erbe-magiche/il-noce/
http://it.wikipedia.org/wiki/Corentin_Louis_Kervran
http://www.poesialatina.it/_ns/Greek/tt2/Esopo/Esopo089b.html
http://www.educazionesostenibile.it/portale/sostenibilita/tecnica-a-ecologia/racconti/1598-npk-k-per-potassio.html
http://www.fisicamente.net/FISICA/index-1387.pdf
http://it.wikipedia.org/wiki/Vetro_solubile
http://en.wikipedia.org/wiki/Vivekananda
http://www.windoweb.it/guida/scienze/biografia_Nikola_Tesla_07.htm
http://menteecuoreincucina.wordpress.com/2014/06/24/il-liquore-delle-streghe-il-nocino-di-san-giovanni/
http://it.wikipedia.org/wiki/Uovo_cosmico
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=728
http://icbrisighella.racine.ra.it/progscientuovo/uovo_mitologia.htm
http://www.angolohermes.com/Simboli/Noce/Noce.html
http://www.angolohermes.com/Simboli/Uovo/Uovo.html#Uovo_Filosofale

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